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cheguevara

Le case editrici pagano le royalties?

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13 minuti fa, Lucio Siciliano ha scritto:

@cheguevara nel mio contratto ci sono indicati i tempi, non tanto le modalità. Si dice che l'Editore si impegna a versarmi annualmente i corrispettivi previsti. Come farà, ancora non so... Penso che quando sarà tempo gli manderò l'Iban e mi farà un bonifico. Di più, non so. Come dovrebbe pagarmi, altrimenti?

Non avendo letto il contratto non posso esprimere un parere categorico, ma penso che dovrebbe essere anche indicata la scadenza e il periodo cui si riferisce la liquidazione, ad esempio: entro il 31/3 di ogni anno saranno liquidate le royalties sul venduto dal 1° gennaio al 31 dicembre dell'anno precedente. Mi sembra anche ovvio che, all'atto della liquidazione, venga allegato il rendiconto delle vendite cui la liquidazione si riferisce. Che quei dati siano poi controllabili, è un altro paio di maniche, visto che dal venduto vanno tolti i resi della distribuzione, che possono rientrare anche a liquidazione avvenuta, dando luogo a parziale restituzione di quanto percepito. Sempre che la prima edizione venga effettivamente stampata e raggiunga effettivamente i distributori, e non si tratti di un print on demand. Come vedi, la faccenda è abbastanza complicata e l'unica è fidarsi dell'editore. Se la fiducia si rivela malriposta per inadempienza dell'editore, bisognerà precipitarsi ad annullare il contratto per recuperare i diritti, altra faccenda abbastanza complicata. Questa ormai è fatta, ma la prossima volta sarà bene che, prima di firmare un contratto, tu lo faccia esaminare da un esperto, oltre ad assumere il maggior numero possibile di informazioni sull'editore: il WD esiste anche per questo.

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@cheguevara Grazie dei consigli, io l'unica cosa che trovo scritta è che l'Editore si impegna a versare annualmente, a 12 mesi dalla pubblicazione del volume, i corrispettivi previsti. Se risulta inadempiente, l'autore ha diritto di risolvere il contratto. Dettagli ulteriori non ce ne stanno. Bisognerà fidarsi dell'editore, a quanto capisco. Non si tratta di un print on demand, e la casa editrice la distribuzione ce l'ha. Non è detto, in effetti, con quali modalità l'autore può rendersi conto dei dati delle vendite. Ricordo una cosa: l'Editore mi diceva che i loro libri non andranno mai fuori catalogo, per cui, anche se qualcuno lo abbandona, lui continuerebbe a pagarlo. È così?

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22 minuti fa, Lucio Siciliano ha scritto:

@cheguevara Grazie dei consigli, io l'unica cosa che trovo scritta è che l'Editore si impegna a versare annualmente, a 12 mesi dalla pubblicazione del volume, i corrispettivi previsti. Se risulta inadempiente, l'autore ha diritto di risolvere il contratto. Dettagli ulteriori non ce ne stanno. Bisognerà fidarsi dell'editore, a quanto capisco. Non si tratta di un print on demand, e la casa editrice la distribuzione ce l'ha. Non è detto, in effetti, con quali modalità l'autore può rendersi conto dei dati delle vendite. Ricordo una cosa: l'Editore mi diceva che i loro libri non andranno mai fuori catalogo, per cui, anche se qualcuno lo abbandona, lui continuerebbe a pagarlo. È così?

Non so. Credo che sia comunque diritto dell'autore percepire le royalties sulle vendite, a prescindere dall'epoca in cui si verificano: se l'editore incassa, deve pagare, mi sembra ovvio.

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La peggiore categoria in assoluto di CE è questa qui. EAP o noEAP è pur sempre una libera e legittima scelta, che nel 90% dei casi non ha nemmeno alcuna rilevanza sulla qualità del lavoro, checchè ne dica qualcuno. Non pagare quanto dovuto all'autore è una violazione contrattuale e, pertanto, un atto disonesto. Trovo inaccettabile che a volte venga dato risalto positivo all'essere "free" in relazione a determinati soggetti che operano in questo modo (e ce ne sono eccome, da quel che sembra). Non mi dilungo in quanto ho già interloquito privatamente e a lungo, in merito alla questione, con qualcuno. Perdonate lo sfogo.

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@Whispering Wind Per quanto mi riguarda, una CE degna di chiamarsi tale è completamente free per l'autore in ogni fase e paga le royalties dovute, che siano venti euro o ventimila. Non pagarle, come giustamente affermi, è una violazione contrattuale senza se e senza ma.

Qualunque CE del nutrito gruppo EAP non è una vera CE, ma fa un altro mestiere, che in tempi di POD e ebook potrei mettermi a fare persino io da casa.

 

Per biasimare le CE free che sono inadempienti, spesso sul pagamento delle royalties ma non solo, esistono gli appositi thread dedicati a ciascuna di esse, e mi auguro che i "dreamers" scottati da tali esperienze non si trattengano dall'inviare le loro segnalazioni.

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3 ore fa, L'antipatico ha scritto:

@Whispering Wind Per quanto mi riguarda, una CE degna di chiamarsi tale è completamente free per l'autore in ogni fase e paga le royalties dovute, che siano venti euro o ventimila. Non pagarle, come giustamente affermi, è una violazione contrattuale senza se e senza ma.

Qualunque CE del nutrito gruppo EAP non è una vera CE, ma fa un altro mestiere, che in tempi di POD e ebook potrei mettermi a fare persino io da casa.

 

Per biasimare le CE free che sono inadempienti, spesso sul pagamento delle royalties ma non solo, esistono gli appositi thread dedicati a ciascuna di esse, e mi auguro che i "dreamers" scottati da tali esperienze non si trattengano dall'inviare le loro segnalazioni.

Questo era il mio scopo quando ho avviato la discussione. Ciò che è emerso fino ad oggi non può che essere la cima dell'iceberg. Comunque io ritengo che i mancati o ritardati pagamenti da parte delle CE grandi e medie siano molto più gravi che quelli delle piccole, che a volte, specialmente quando sono serie, si trovano oberate da difficoltà finanziarie. Abbiamo letto, in questa discussione, una dichiarazione mai smentita che riguarda un pagamento di royalties da parte del più grande gruppo editoriale italiano ritardato di mesi, o forse un anno, malgrado i reiterati solleciti senza riscontro inviati dall'autore. Noi esordienti siamo spesso trattati come carne da cannone, non solo dobbiamo sbatterci nelle promozioni presso parenti e conoscenti, ma spesso le royalties sul poco venduto passano in cavalleria, mentre l'esiguità degli importi dovuti rende antieconomico il ricorso alle vie legali. Gli editori (ovviamente, mi riferisco ai tanti rubagalline che affollano questo mercato) lo sanno bene e giocano su questo per incrementare i guadagni a spese dei malcapitati autori.

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6 ore fa, L'antipatico ha scritto:

@Whispering Wind Per quanto mi riguarda, una CE degna di chiamarsi tale è completamente free per l'autore in ogni fase e paga le royalties dovute, che siano venti euro o ventimila. Non pagarle, come giustamente affermi, è una violazione contrattuale senza se e senza ma.

Qualunque CE del nutrito gruppo EAP non è una vera CE, ma fa un altro mestiere, che in tempi di POD e ebook potrei mettermi a fare persino io da casa.

 

Questo è un tuo personalissimo pensiero che rispetto ma non condivido e che, a mio modesto avviso, non trova alcun riscontro nella realtà. Ci sono casi di CE a pagamento che sono delle ottime realtà e ce ne sono alcune free che sono veramente pessime, sia per il modo di lavorare che per le bassa qualità delle opere pubblicate. Una vera CE, invece, è unicamente quella che propone lavori di qualità e che lavora onestamente, non come chi magari non paga le royalties o mente spudoratamente sui rendiconti. Facciamo attenzione alle facili generalizzazioni perchè sono sempre errate e te lo dice uno che ha avuto a che fare sia con EAP che noEAP.

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2 ore fa, cheguevara ha scritto:

Comunque io ritengo che i mancati o ritardati pagamenti da parte delle CE grandi e medie siano molto più gravi che quelli delle piccole, che a volte, specialmente quando sono serie, si trovano oberate da difficoltà finanziarie. 

Mi dispiace ma non condivido molto nemmeno questo pensiero. Le difficoltà finanziare non giustificano nemmeno in parte il trattenere somme che non ti spettano. La gravità della situazione, a mio avviso, è la stessa in entrambi in casi. Se le medie e grandi compiono un ingiustificato abuso, le piccole tentano di salvarsi abusando del lavoro altrui. Io penso che, se qualcuno ha delle difficoltà a ingranare con un'attività, si trova, davanti a sé, due opzioni: 1) riesce a riprendersi (che è sempre l'auspicio per tutti); 2) chiude dignitosamente, senza approfittare di nessuno e dedicandosi ad altre esperienze.

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32 minuti fa, Whispering Wind ha scritto:

Una vera CE, invece, è unicamente quella che propone lavori di qualità e che lavora onestamente, non come chi magari non paga le royalties o mente spudoratamente sui rendiconti.

 

Converrai almeno che una "CE" a pagamento su questo parte avvantaggiata, visto che tutti i suoi costi e spesso un buon margine di utile sono stati coperti dall'autore, cioè dal suo unico, vero cliente. Legittimo? Per carità, finché la legge lo consente... Però non vedo perché un'attività di questo genere vada considerata equiparabile a quella di una CE che si assume il rischio d'impresa, come è normale che sia, e poi si sbatte per recuperare il proprio investimento. Una CE a pagamento non è nient'altro che una società di servizi: voglio stampare la mia opera, ti pago, tu me la stampi e la rendi disponibile, nel 99% dei casi solo online. Grazie, ma Amazon KDP mi rende l'identico servizio senza costarmi una fortuna.

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18 minuti fa, L'antipatico ha scritto:

 

Converrai almeno che una "CE" a pagamento su questo parte avvantaggiata, visto che tutti i suoi costi e spesso un buon margine di utile sono stati coperti dall'autore, cioè dal suo unico, vero cliente. Legittimo? Per carità, finché la legge lo consente... Però non vedo perché un'attività di questo genere vada considerata equiparabile a quella di una CE che si assume il rischio d'impresa, come è normale che sia, e poi si sbatte per recuperare il proprio investimento. Una CE a pagamento non è nient'altro che una società di servizi: voglio stampare la mia opera, ti pago, tu me la stampi e la rendi disponibile, nel 99% dei casi solo online. Grazie, ma Amazon KDP mi rende l'identico servizio senza costarmi una fortuna.

Ok, però dovremmo fare anche una bella distinzione all'interno delle stesse EAP. Perchè un conto è una CE che ti chiede 2000/3000 euro (con acquisto copie o senza), un altro è una CE che ti chiede l'acquisto magari di una cinquantina di copie, ponendo comunque in essere tutti i dovuti servizi di editing, correzione bozze, distribuzione e promozione. In quest'ultimo caso, non vedo come possa coprire tutti i costi e farsi anche un utile a tal punto da poterla considerare una sorta di società di servizi (che è tutt'altra cosa). Detto questo, ribadisco come tutto ciò, in ogni caso, non abbia alcuna diretta correlazione con la qualità del lavoro svolto dall'editore in questione. Sono politiche aziendali, condivisibili o meno, ma pienamente legittime e trasparenti (poi, con i suoi soldi, ognuno si regola come crede). E ripeto che chi non è minimamente degno di godere di una qualsivoglia considerazione è unicamente chi tenta di fregare gli autori. Altro che sezione "free" del forum...penso che ne dovrebbe essere eliminato qualsivoglia riferimento. 

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2 ore fa, Whispering Wind ha scritto:

Ok, però dovremmo fare anche una bella distinzione all'interno delle stesse EAP. Perchè un conto è una CE che ti chiede 2000/3000 euro (con acquisto copie o senza), un altro è una CE che ti chiede l'acquisto magari di una cinquantina di copie, ponendo comunque in essere tutti i dovuti servizi di editing, correzione bozze, distribuzione e promozione. In quest'ultimo caso, non vedo come possa coprire tutti i costi e farsi anche un utile a tal punto da poterla considerare una sorta di società di servizi (che è tutt'altra cosa). Detto questo, ribadisco come tutto ciò, in ogni caso, non abbia alcuna diretta correlazione con la qualità del lavoro svolto dall'editore in questione. Sono politiche aziendali, condivisibili o meno, ma pienamente legittime e trasparenti (poi, con i suoi soldi, ognuno si regola come crede). E ripeto che chi non è minimamente degno di godere di una qualsivoglia considerazione è unicamente chi tenta di fregare gli autori. Altro che sezione "free" del forum...penso che ne dovrebbe essere eliminato qualsivoglia riferimento. 

Spiacente, ma una EAP è e resta tale indipendentemente dal tipo di esborso che ti chiede, anche perché i servizi elencati spesso restano nel campo dei sogni, e i costi ad essi riferiti di fatto sono inesistenti. La politica aziendale di una CE che si rispetti dovrebbe basarsi sul mercato degli acquisti da parte dei lettori, non sulla vendita delle loro stesse opere agli autori. Purtroppo questo mercato delle vacche si regge su una gran massa di aspiranti scrittori mancanti dei requisiti di base per diventare tali e motivati dalla vanità: l'importante è vedere il proprio nome sulla copertina di un libro, a prescindere dal contenuto. Il fatto che esistano una massa di CE cosiddette free che si comportano male, non giustifica l'esistenza delle EAP, anche se una legge poco accorta lo consente, come consente la proliferazione di agenzie di rappresentanza il cui unico obiettivo è incassare parcelle, e chissenefrega se il cliente sa o non sa scrivere, sarà o non sarà mai pubblicato da una CE di peso. Penso, però, che stiamo andando OT: il tema della discussione riguarda il pagamento o meno delle royalties, a parte la categoria di classificazione della CE di turno.

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57 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Spiacente, ma una EAP è e resta tale indipendentemente dal tipo di esborso che ti chiede, anche perché i servizi elencati spesso restano nel campo dei sogni, e i costi ad essi riferiti di fatto sono inesistenti. La politica aziendale di una CE che si rispetti dovrebbe basarsi sul mercato degli acquisti da parte dei lettori, non sulla vendita delle loro stesse opere agli autori. Purtroppo questo mercato delle vacche si regge su una gran massa di aspiranti scrittori mancanti dei requisiti di base per diventare tali e motivati dalla vanità: l'importante è vedere il proprio nome sulla copertina di un libro, a prescindere dal contenuto. Il fatto che esistano una massa di CE cosiddette free che si comportano male, non giustifica l'esistenza delle EAP, anche se una legge poco accorta lo consente, come consente la proliferazione di agenzie di rappresentanza il cui unico obiettivo è incassare parcelle, e chissenefrega se il cliente sa o non sa scrivere, sarà o non sarà mai pubblicato da una CE di peso. Penso, però, che stiamo andando OT: il tema della discussione riguarda il pagamento o meno delle royalties, a parte la categoria di classificazione della CE di turno.

Altro discorso, a mio avviso, estremamente generalizzante, seppur condivida alcune tue considerazioni. Sul resto ci sono visioni diverse e amen. E del resto è anche giusto e normale che sia così. Fine OT.

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8 ore fa, cheguevara ha scritto:

Noi esordienti siamo spesso trattati come carne da cannone,

Rettifica: Gli scrittori italiani in generale sono maltrattati o ignorati dalle CE. Da qui la loro eterna e sempre insoddisfacente migrazione  tra un marchio e l'altro.

 

Per questa volta sono d'accordo con te (ma solo in questa occasione).

 

Un saluto.

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8 ore fa, Renato Bruno ha scritto:

Per questa volta sono d'accordo con te (ma solo in questa occasione).

 

Non avevo dubbi. Attendo fiducioso i prossimi disaccordi.

Ricambio il saluto.

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15 ore fa, Whispering Wind ha scritto:

Altro discorso, a mio avviso, estremamente generalizzante, seppur condivida alcune tue considerazioni. Sul resto ci sono visioni diverse e amen. E del resto è anche giusto e normale che sia così. Fine OT.

OT a parte, lasciami considerare che in un certo qual modo tutti i discorsi, inclusi i tuoi, possono essere ritenuti generalizzanti. Dipende sempre dal punto di vista: si può guardare la luna o inquadrare solamente il dito che la indica.

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Il 18/4/2020 alle 16:48, Whispering Wind ha scritto:

Questo è un tuo personalissimo pensiero che rispetto ma non condivido e che, a mio modesto avviso, non trova alcun riscontro nella realtà. Ci sono casi di CE a pagamento che sono delle ottime realtà e ce ne sono alcune free che sono veramente pessime, sia per il modo di lavorare che per le bassa qualità delle opere pubblicate. Una vera CE, invece, è unicamente quella che propone lavori di qualità e che lavora onestamente, non come chi magari non paga le royalties o mente spudoratamente sui rendiconti. Facciamo attenzione alle facili generalizzazioni perchè sono sempre errate e te lo dice uno che ha avuto a che fare sia con EAP che noEAP.

Sono d'accordo, non tutto è bianco o nero, esistono le sfumature. Ho un amico che ha pubblicato un libro di saggistica con una CE che inizialmente gli ha chiesto un minimo contributo economico che consisteva nell'acquisto di 20 copie del libro al prezzo libraio (ovvero con sconto del 30% sul prezzo di copertina). Lui è rimasto soddisfatto in quanto nella vita fa l'agente di commercio, è capace a vendere, ed è una persona che tiene conferenze. Non ha avuto difficoltà a vendere le prime venti copie ed è subito rientrato in attivo dell'investimento. La CE quando si è resa conto che l'autore ha doti di venditore ed è motivato si è comportata in modo intelligente con lui e l'ha trattato bene fornendogli le successive  copie che lui richiede e riesce a vendere con uno sconto ben maggiore del 30% (non mi ha detto quanto). Si tratta di una CE che pubblica solo cartaceo (no print on demand e no e.book). L'autore in questione è soddisfatto perché grazie alla mediazione della CE può partecipare a fiere del libro, inoltre non avrebbe avuto né tempo, né voglia, né competenze per smazzarsi la parte dell'impaginazione, la copertina, la distribuzione e se avesse dovuto pagare qualcuno che lo facesse al posto suo probabilmente avrebbe speso una cifra simile (alcune centinaia di euro) o maggiore di quello che ha speso all'inizio per farsi pubblicare. Lui, pur appoggiandosi a una CE che inizialmente gli ha chiesto un contributo, adesso guadagna con la vendita del suo libro. Tieni presente che questa è una persona con delle doti particolari, è capace a vendere  e comunque pubblica saggistica un settore più facile della narrativa. Mi ha anche riferito che la maggior parte dei guadagni gli arriva dalla vendita diretta dei libri che riesce a vendere durante eventi, conferenze e fiere del libro e non dalle royalties dei libri venduti sugli store on line e nelle librerie fisiche (la CE non ha una distribuzione nazionale ma a qualche libreria regionale arriva) che sono briciole rispetto a quello che guadagna con la vendita diretta. Personalmente non ho mai pubblicato con CE a pagamento e non  è certo mia intenzione prendere le loro parti  ma posso testimoniare che conosco una persona che l'ha fatto ed è tutt'ora soddisfatta e lo è non solo per la gloria ma anche per il tornaconto.

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20 minuti fa, EvaK ha scritto:

he ha pubblicato un libro di saggistica con una CE che inizialmente gli ha chiesto un minimo contributo economico che consisteva nell'acquisto di 20 copie del libro al prezzo libraio

Però ci sono tante piccole CE che non fanno pagare alcun contributo e danno egualmente copie all'autore, che è in grado di vendersele, anche col 40/45% di sconto e in conto deposito cioé pagano dopo aver venduto...

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mi fa piacere saperlo, certo non è mia intenzione difendere le CE a pagamento che personalmente evito, solo sottolineare che la realtà editoriale è complessa e trovo riduzionistico catalogare tale realtà in buoni o cattivi. Poi io essendo un introversa sono una pessima venditrice, non faccio la piazzista e non rientro tra gli autori che potrebbero trarre giovamento a pubblicare con una CE come quella descritta, però conosco una persona che l'ha fatto ed è rimasta soddisfatta. 

10 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Però ci sono tante piccole CE che non fanno pagare alcun contributo e danno egualmente copie all'autore, che è in grado di vendersele, anche col 40/45% di sconto e in conto deposito cioé pagano dopo aver venduto...

 

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26 minuti fa, EvaK ha scritto:

Poi io essendo un introversa sono una pessima venditrice, non faccio la piazzista e non rientro tra gli autori che potrebbero trarre giovamento a pubblicare con una CE come quella descritta, però conosco una persona che l'ha fatto ed è rimasta soddisfatta. 

E' proprio qui il punto. Ho massima stima dei venditori professionisti, anche perché sono stato venditore professionista e formatore di venditori. Quella di un venditore che, improvvisatosi scrittore, riesce a trarre guadagno dalle sue opere grazie alla capacità di venderle, è una coincidenza che non può e non deve essere portata ad esempio. Un bravo venditore riesce a vendere frigoriferi al polo nord. Comunque siamo totalmente OT: il tema della discussione è se le CE pagano o meno le royalties, non se gli scrittori riescono a piazzare i propri libri.

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Il 20/4/2020 alle 19:47, EvaK ha scritto:

Sono d'accordo, non tutto è bianco o nero, esistono le sfumature

 

Il 20/4/2020 alle 20:21, EvaK ha scritto:

mi fa piacere saperlo, certo non è mia intenzione difendere le CE a pagamento che personalmente evito, solo sottolineare che la realtà editoriale è complessa e trovo riduzionistico catalogare tale realtà in buoni o cattivi

 

 

Purtroppo ciò che pensa una grossa parte degli utenti di questo forum (e non solo) è l'esatto contrario. CE free? Professionali, meravigliosi, stupendi...e poi, appunto, qualcuna non paga nemmeno le royalties, non si appoggia a piattaforme online come ad esempio Amazon (cosa, a mio avviso, allucinante), fiere o eventi nemmeno l'ombra e presenta una qualità di prodotto a dir poco dozzinale (non mi riferisco mai al contenuto, ma a elementi come la grafica di copertina o la qualità della carta). CE a pagamento o doppio binario? *Editato dallo Staff* e poi, invece, trovi chi lavora davvero professionalmente e propone degli ottimi lavori.

Aggiungo che, navigando sul forum, ho trovato alcuni dei medesimi utenti che criticano l'EAP ammettere candidamente di aver sganciato fior di quattrini per i vari servizi delle agenzie, attività di pubblicità o editing. Preciso che quando parlo di servizi delle agenzie non mi riferisco alla rappresentanza (ovviamente da pagarsi) ma a tutta una serie di attività quali scheda di lettura e affini.

Concludo definitivamente il mio discorso e rientro, per l'ultima volta, in topic: gli unici indegni di classificarsi come case editrici sono coloro che non svolgono con professionalità e correttezza il loro lavoro. Tra i massimi esponenti di questa triste categoria, ci sono gli editori che non pagano quanto dovuto agli autori. 

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16 ore fa, Whispering Wind ha scritto:

Preciso che quando parlo di servizi delle agenzie non mi riferisco alla rappresentanza (ovviamente da pagarsi) ma a tutta una serie di attività quali scheda di lettura e affini.

 

In realtà dovrebbe essere l'esatto contrario: la rappresentanza non andrebbe mai pagata (né la valutazione preventiva a fini di rappresentanza), nella prassi andrebbero versati solo i diritti d'agenzia al termine della transazione (percentuale sui diritti che l'autore percepisce dall'editore a fronte dell'intermediazione dell'agente... percentuale non bassa, visto che si aggira attorno al 20-30%).

Di contro è giusto che rivolgersi a valutatori e editor professionisti, per potersi presentare al meglio a un editore o in self, preveda un giusto pagamento di quel servizio (più basso della percentuale a un agente quando la rappresentanza va in porto).

Concordo che il non pagare le royalties sia tipico di alcune EAP mascherate da Free, ma dalle testimonianze la realtà viene a galla.

Se poi vogliamo per l'ennesima volta parlare delle liste del WD, non possiamo permetterci di gestire (qualcuno si lamenta per quanto lo ripetiamo, ma... lo facciamo in modo del tutto volontario) tante sfumature quante sono le varianti tra EAP e Free, perché sono troppe. Abbiamo più volte ribadito che le classificazioni sono indicative e non nettamente dicotomiche, per questo motivo è bene leggere le testimonianze su una CE alla quale si è interessati, a prescindere dalla lista in cui essa è inserita.

La politica editoriale va ben oltre un'etichetta, di qualsiasi tipo essa sia.

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1 ora fa, ElleryQ ha scritto:

 

In realtà dovrebbe essere l'esatto contrario: la rappresentanza non andrebbe mai pagata (né la valutazione preventiva a fini di rappresentanza), nella prassi andrebbero versati solo i diritti d'agenzia al termine della transazione (percentuale sui diritti che l'autore percepisce dall'editore a fronte dell'intermediazione dell'agente... percentuale non bassa, visto che si aggira attorno al 20-30%).

Di contro è giusto che rivolgersi a valutatori e editor professionisti, per potersi presentare al meglio a un editore o in self, preveda un giusto pagamento di quel servizio (più basso della percentuale a un agente quando la rappresentanza va in porto).

 

In ordine al corretto pagamento dell'agenzia, facevo riferimento proprio ai diritti da versare alla conclusione positiva dell'accordo. Del resto, è il funzionamento di ogni attività di agenzia nei vari ambiti commerciali, non solo in campo editoriale. E intendevo stigmatizzare proprio il l'ipotesi di pagamenti relativi a valutazioni preventive, letture e quant'altro.

Per il resto, giustissimo rivolgersi a valutatori e editor, per carità...ma farlo mentre si sventola la bandiera del noEAP lo trovo un attimino incoerente. Sì, perchè valutazione e editing sono compiti che spettano alla CE e nell'ottica "free" dovrebbe svolgerli senza chiedere un euro all'autore. Per cui, chiunque paga a parte questi servizi con vedo come possa dichiarare di aver pubblicato senza aver pagato nulla. Una CE ti ha scelto dopo che ti sei premurato di far questo (parlo in generale, non mi riferisco a te @ElleryQ)? Beh...dopo che hai pagato (giustamente) un professionista (ovviamente uno serio e preparato), il quale ha valutato positivamente il tuo lavoro e te lo ha sistemato come si deve, mi sembra il minimo che tu venga pubblicato da qualcuno. Chiaramente se ti pubblica Mondadori o una qualsiasi altra piccola/media casa editrice, questo dipende da altri fattori che non si possono certo acquistare. 

Ragazzi, poi è vero che ci sono CE a pagamento a cui importa solo far cassa sulle spalle di chi gli capita sotto, inutile nasconderlo e lungi da me difendere l'operato di tali soggetti. Ma chiaramente è impossibile generalizzare e sono assolutamente d'accordo con te sul fatto che sarebbe impossibile catalogare tutte le sfumature. Sfumature che, però, ci sono eccome. "Tutto bianco" e "tutto nero" sono concetti molto spesso inappropriati. E detto questo, guai a chi mi fa qualche battuta su "50 sfumature si grigio" :D (ovviamente scherzo)

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1 ora fa, Whispering Wind ha scritto:

Sì, perchè valutazione e editing sono compiti che spettano alla CE e nell'ottica "free" dovrebbe svolgerli senza chiedere un euro all'autore. Per cui, chiunque paga a parte questi servizi con vedo come possa dichiarare di aver pubblicato senza aver pagato nulla.

Completamente d'accordo. Aggiungo che pagarsi un editing non sempre, anzi, quasi mai è condizione sufficiente per pervenire alla pubblicazione. Forse, e solo se l'editor è molto valido, può servire a migliorarsi, ma devono già esserci basi solide, altrimenti è un'inutile esborso di denaro. Inutile per l'aspirante scrittore, utilissimo per l'editor di turno.

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3 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Completamente d'accordo. Aggiungo che pagarsi un editing non sempre, anzi, quasi mai è condizione sufficiente per pervenire alla pubblicazione. Forse, e solo se l'editor è molto valido, può servire a migliorarsi, ma devono già esserci basi solide, altrimenti è un'inutile esborso di denaro. Inutile per l'aspirante scrittore, utilissimo per l'editor di turno.

Approfitto per una piccola correzione al punto del mio messaggio da te citato: *non vedo.

Esatto, se non ci sono proprio le basi è tutto inutile. Ovviamente, a quel punto, starebbe alla professionalità dell'editor interpellato avere la correttezza di farlo presente, fin da subito, al potenziale cliente.

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1 ora fa, Whispering Wind ha scritto:

Ragazzi, poi è vero che ci sono CE a pagamento a cui importa solo far cassa sulle spalle di chi gli capita sotto, inutile nasconderlo e lungi da me difendere l'operato di tali soggetti. Ma chiaramente è impossibile generalizzare e sono assolutamente d'accordo con te sul fatto che sarebbe impossibile catalogare tutte le sfumature. Sfumature che, però, ci sono eccome.

 

Dopo aver espresso in maniera netta la mia opinione qualche post più sopra (che in linea di principio confermo), devo ammettere anch'io che le sfumature esistono e sono numerose. 

 

Posso portare un recentissimo esempio di prima mano, da parte del mio miglior amico: una casa editrice di saggistica, piuttosto rinomata nel suo settore, ben distribuita e in grado di far arrivare molte delle sue novità a scaffale in libreria, gli ha proposto un contratto di edizione che non prevede alcun costo anticipato per lui, ma un obiettivo di vendita di 500 copie entro il termine di otto mesi dalla pubblicazione. Se tale obiettivo non verrà raggiunto, l'autore si impegna ad acquistare le copie avanzate (con uno sconto del 40%, se non erro). 

 

Ora, l'autore ha già pubblicato un primo libro con questa casa editrice, arrivando a vendere circa 300-350 copie nell'arco di sei mesi, quindi l'obiettivo dovrebbe essere alla sua portata. Quello che trovo curioso è che l'obbligo di acquisto non gli fosse stato imposto quando gli pubblicarono la sua prima opera (l'anno scorso), ma solo alla sua seconda. Mi chiedo da cosa possa dipendere. Che si aspettassero un volume di vendite superiore dal primo libro? Oppure può essere che fossero più convinti del primo titolo che del secondo, ma non vogliano perdere l'autore? O non sarà che le CE, anche free, cercheranno di premunirsi sempre più in tempi di Covid-19 e relativa crisi del settore?

 

Comunque, la questione rimane: una CE che ti pubblica senza alcun contributo ed è pure un'ottima CE, ma che pretende garanzie molto concrete sul numero di copie che venderà e fatturerà, è ancora una CE free? Non rientra, piuttosto, in una delle tante sfumature di cui parla @Whispering Wind ?

 

P.S. La CE di cui parlo non è presente, mi sembra, in nessuno degli elenchi del WD.

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3 ore fa, ElleryQ ha scritto:

(percentuale sui diritti che l'autore percepisce dall'editore a fronte dell'intermediazione dell'agente... percentuale non bassa, visto che si aggira attorno al 20-30%).

 

Davvero le agenzie italiane pretendono commissioni così elevate? Mi sembrano richieste esose.

Lo standard internazionale è il 15%, che sale al 20% per la vendita dei diritti di traduzione su mercati diversi da quello principale.

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3 ore fa, Whispering Wind ha scritto:

Beh...dopo che hai pagato (giustamente) un professionista (ovviamente uno serio e preparato), il quale ha valutato positivamente il tuo lavoro e te lo ha sistemato come si deve, mi sembra il minimo che tu venga pubblicato da qualcuno.

 

Non è così scontato. Io, per esempio, ho avuto modo di avvalermi di un editor per partecipare a un concorso nel migliore dei modi possibili. La formula fu quella dell'editing leggero e non sostanziale, perché non ve ne era necessità. Con quel romanzo entrai nella decade dei finalisti di un premio Mondadori e ciò, in teoria, poteva essere garanzia di pubblicazioni successive.

La conclusione è stata (per chi non ha letto i recenti resoconti nella sezione apposita) che fu preso in modo gratuito da ben due agenzie, ma con scarsi risultati. Circa il perché e riguardo i dettagli sull'operato delle agenzie ho già riferito nei rispettivi topic.

La realtà è che gli editor interni (e qui parliamo di Big o CE medie) fanno giusto il lavoro di adeguamento ai parametri editoriali della CE ed è raro che accettino un libro che ha necessità di un editing più approfondito. Prediligono gli autori che si presentano con la maggior parte del lavoro svolto (ed è per questo che la corsia preferenziale sonolo le agenzie; non tanto per lo scouting in sé, quanto perché queste si sobbarcano una buona parte del lavoro di editing vero e proprio, là dove serve).

Per terminare il racconto (sempre per chi non abbia letto in sede opportuna), il romanzo alla fine l'ho piazzato da me, la CE in questione lo sottoporrà al suo editor interno per l'adeguamento alle proprie norme editoriali e un secondo volume che mi ha commissionato sarà passato direttamente all'editor interno (senza che io debba sottoporlo a un professionista a mie spese in fase preliminare, chiaramente).

In conlcusione: se già hai una certa credibilità presso l'editore salti determinati passaggi, ma per arrivarci è necessario comprierli (che sia rivolgersi a un editor professionista o a un agenzia di intermediazione). Per qualcuno questo significa pubblicare "a pagamento".

Tuttavia, se ti sottoponi a una selezione per un ruolo aziendale professionale, non certo che lo fai senza aver frequentato corsi e scuole di specializzazione, o Master (a pagamento).

A questo punto potremmo finire paradossalmente col dire che qualsiasi lavoro è "a pagamento".

E possiamo anche scrivere "50 sfumature di bianco e nero", per parafrasare @Whispering Wind  ;). Ma la sostanza resta sempre quella. La tripartizione, qui sul forum, c'è per una sorta di praticità generica e per un'impronta data al momento in cui è stato costituito; la differenza continua a farla lo scambio di informazioni tra gli utenti, che è quello da noi sempre definito "spirito del WD". Nello stesso spirito è anche questo confronto, per cui a livello ideologico benvenga e possiamo continuare a parlarne, ma la struttura del forum suppongo che continuerà a restare quella attuale. Salvo che qualcuno non voglia fare espressa richiesta alla proprietà. :)

 

1 ora fa, L'antipatico ha scritto:

Davvero le agenzie italiane pretendono commissioni così elevate? Mi sembrano richieste esose.

 

Di certo dipende anche dall'importanza dell'agenzia, ma che io sappia la media attuale è del 20% per il mercato italiano, per salire al 25-30% per il mercato internazionale.

 

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