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dirk

[LP2] Davanti allo specchio

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Versi usati:

 

E il cuore corse al galoppo - poeta Zaza

Cresce ruggendo lacrime e pietre - Ippolita360

 

E il cuore si vide al galoppo,

Saltava e non si divideva,

Pur essendo anni oramai

Che solo addio diceva.

 

E mi dipingevo nel letto,

Stanca di aspettare chi

Non  mi voleva, oppure

Non poteva.

 

Cresce ruggendo lacrime e pietre

Il malcontento di non poterti avere.

 

Eppure, a volte sognando stanca

Giro una tenda e il manto ti tocca.

 

Eppure, a volte, quando ti canto

Tu mi rispondi, mi parli per ore

Ridendo, guardandoti spesso

Allo specchio, per farmi vedere

Chi sei o non sei e non aver

Paura domani di toccarti

Le ferite davanti ai mie occhi.

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Ciao @dirk l'idea che mi son fatta leggendo la tua poesia é di un confronto tra due parti di sè, l'una disillusa e l'altra sorridente, vitale. O anche un confronto tra l'io presente vecchio e stanco che guarda all'io passato così fresco e leggero, tutto attraverso uno specchio. Non so quanto bene ho interpretato, ma l'idea mi è piaciuta e mi ha ricordato un quadro a tinte chiaro-scure. Leggo lo sconforto ma con una piccola nota di forza e di ripresa sul finale. 

Alla prossima. 

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19 ore fa, dirk ha detto:

Versi usati:

 

E il cuore corse al galoppo - poeta Zaza

Come traccia non l'hai riportata correttamente, anche se poi l'hai usata giusta, così: E il cuore si vide al galoppo :indicare:

 

Quota

Cresce ruggendo lacrime e pietre - Ippolita360

 

 

 

19 ore fa, dirk ha detto:

E il cuore si vide al galoppo,

Saltava e non si divideva,

Pur essendo anni oramai

Che solo addio diceva.

 

E mi dipingevo nel letto,

Stanca di aspettare chi

Non  mi voleva, oppure

Non poteva.

 

Cresce ruggendo lacrime e pietre

Il malcontento di non poterti avere.

 

Eppure, a volte sognando stanca

 

la parola "stanca", ripetuta nel giro di cinque versi, appesantisce la poesia

19 ore fa, dirk ha detto:

 

Quota

Giro una tenda e il manto ti tocca.

questo verso indica vicinanza e nascondimento insieme, immagine nitida.

 

 

19 ore fa, dirk ha detto:

 

Eppure, a volte, quando ti canto

Tu mi rispondi, mi parli per ore

Ridendo, guardandoti spesso

Allo specchio, per farmi vedere

Chi sei o non sei e non aver

Paura domani di toccarti

Le ferite davanti ai mie occhi.

 

Nitidezza riuscita anche in questi due ultimi versi.

 

:comedicitu: Ma perché quel titolo @dirk?

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Ciao @dirk

Usi un ritmo diverso in ogni sezione. È voluto? Ti confesso che la cosa mi ha un po' spiazzato, come se la poesia non riuscisse a prendere una propria forma. All'inizio inverti addirittura verbo e complemento pur di fare la rima (addio diceva). Poi sembri disinteressartene. Poi è tutto un enjambement.

Questo per me il verso più bello

21 ore fa, dirk ha detto:

Eppure, a volte, quando ti canto

Tu mi rispondi,

Ciao, alla prox

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21 ore fa, dirk ha detto:

E il cuore si vide al galoppo,

Saltava e non si divideva,

Pur essendo anni oramai

Che solo addio diceva.

è un cuore che batte per un amore impossibile.

Le emozioni allo specchio ragalano illusioni. Buona la forma e la scelta dei vocaboli, lo svolgimento del tema un pò meno.

comunque una buona prova:flower:

Credo  di aver percepito qualcosa del genere ma mi stona qualcosa

21 ore fa, dirk ha detto:

Paura domani di toccarti

Le ferite davanti ai mie occhi.

come qui per esempio: di toccarmi le ferite davanti i tuoi occhi?

eppure la maiuscola di Le...

...oppure si tratta di una specie di dialogo con se stessi.

P

21 ore fa, dirk ha detto:

Eppure, a volte, quando ti canto

Tu mi rispondi, mi parli per ore

Ridendo, guardandoti spesso 

Perchè anche qui non mi è chiaro qualcosa.

@dirk lo dico sempre nei commenti, di poesia ne so ancora ben poco non  prendetemi alla lettera.

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Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

Eppure, a volte, quando ti canto

Tu mi rispondi, mi parli per ore

Quoto anch'io questi versi, sono i migliori.

Il resto pare prendere avvio e poi fermarsi, l'obbligo di usare versi altrui credo ti abbia un po' frenata. Ho faticato a sentire

 

Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

Eppure, a volte sognando stanca

Giro una tenda e il manto ti tocca.

 

non per i versi in sé, avevano qualcosa dentro, da sviluppare forse, ma perché quelli successivi li annullano e bastano a se stessi.

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Ciao @dirk (stavo per chiamarti Valentina :facepalm:)! La cosa che un po' mi ha destabilizzato leggendoti (che rispecchia un po' l'osservazione di Edu) è il ritmo che avverto, come se le frasi facessero una sorta di zigzag, oppure come se le parole in qualche modo rimbalzassero e forse era voluto. 

Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

E mi dipingevo nel letto,

Stanca di aspettare chi

Non  mi voleva, oppure

Non poteva.

 

Questa strofa mi ha colpito maggiormente. Se posso permettermi un suggerimento, sostituirei oppure con o forse, che a livello di suono mi sembra filare meglio. Poi vedi tu.

Anche la ripetizione della parola stanca, che vedo ti ha fatto presente anche Zaza, la eviterei. In un componimento breve credo sia meglio non ripetere i concetti, non solo per non appesantire ma anche perché il lettore ha già assimilato la stanchezza della donna. 

 

Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

Eppure, a volte sognando stanca

Qui ad esempio sostituirei stanca con esausta

 

Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

llo specchio, per farmi vedere

Chi sei o non sei e non aver

Paura domani di toccarti

Le ferite davanti ai mie occhi.

Mi è piaciuta molto la chiusura. Brava.

 

 

 

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@millikala tua interpretazione mi piace:) in realtà io avevo pensato ad un passato in cui il cuore corre al galoppo, ma rimanendo comunque solo, non riuscendo ad essere vicino a qualcuno, e ad un presente in cui c'è una persona a cui non riesce ad avvicinarsi, che a volte sembra essere tentata di lasciarsi scoprire, ma nel timore di essere rifiutata per il suo passato, rimane comunque "dietro una tenda" senza uscire veramente allo scoperto. Però la tua lettura è affascinante, forse è pure più figa di quello a cui avevo pensato io scrivendola:)

 

@Poeta Zaza hai ragione, l'ho postata all'ultimo secondo e ho fatto un po' un pasticcio, scusami per aver nominato impropriamente il tuo verso nella traccia:asd:

Grazie per il consiglio di non ripetere "stanca", per il titolo volevo centrare l'attenzione sul fatto che questa persona, nel timore di essere giudicata per i suoi difetti e i suoi problemi, invece di uscire allo scoperto e di porsi senza veli davanti all'altro, si pone davanti a uno specchio, per giudicarsi lui stesso e in un secondo momento mostrare di sé solo la sua immagine riflessa. Però come dicevo prima, il tempo era poco e non ho avuto modo di riflettere se fosse o meno un titolo efficace

 

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@Edu un po' è voluto, soprattutto avrei voluto marcare la distanza tra la prima parte in cui uso verbi all'imperfetto e la seconda in cui ho usato versi più lunghi e il tempo presente

 

@Alba360 grazie di essere passata :) 

22 ore fa, Alba360 ha detto:
Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

Paura domani di toccarti

Le ferite davanti ai mie occhi.

come qui per esempio: di toccarmi le ferite davanti i tuoi occhi?

eppure la maiuscola di Le...

...oppure si tratta di una specie di dialogo con se stessi.

Qui ho fatto in questo modo perché non sto parlando di me, ma di lui

 

@Elisa Audino

18 ore fa, Elisa Audino ha detto:
Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

Eppure, a volte sognando stanca

Giro una tenda e il manto ti tocca.

 

non per i versi in sé, avevano qualcosa dentro, da sviluppare forse, ma perché quelli successivi li annullano e bastano a se stessi.

Dici che dovrei toglierli quei due versi?

 

@Emy insomma, Valentina ti è rimasta impressa:asd: 

17 ore fa, Emy ha detto:

sostituirei oppure con o forse

Grazie, in effetti così suona di più. Per il ritmo, si un po' era voluto

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45 minuti fa, dirk ha detto:

Dici che dovrei toglierli quei due versi?

Guarda, è quasi un peccato perché, presi singolarmente, sono belli, ma secondo me la ripetizione appesantisce e i versi successivi hanno già un loro valore. 

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Ciao, @dirk: ti leggo spesso, ma ti commento oggi per la prima volta. Inizio da ciò che mi è piaciuto molto: trovo ben costruita l'ultima strofa, compatta e armonica nei suoi enjambement, e preziosa nel suo inizio con quel "ti canto" scelto con solida precisione. Molto interessante l'uso che fai dello specchio, tramite il quale "conosci" e "non conosci" l'altro (ti segnalo, nell'ultimo verso, il refuso "mie" per "miei"). Altro verso ricco di stimoli è questo: 

Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

E mi dipingevo nel letto

È come se volessi lasciare di te solo un simulacro, un'ombra accennata sulle lenzuola, e raggiungere la vita vera che scorre altrove. Nonostante la sofferenza sbarri il passo alla lucidità, una parte del cuore comprende che è vano aspettare. Passo ora a ciò che mi ha convinto di meno: direi la mancanza di armonia (formale, non sostanziale) tra le varie parti della poesia e le rime un po' ovvie nelle strofe iniziali. In ogni caso, nel tuo modo di scrivere io percepisco sempre una notevole energia. Onorata che tu abbia utilizzato un mio verso, ti saluto e ti ringrazio.

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Ciao @dirk, I tuoi versi ci raccontano di una persona che, davanti allo specchio, fa dei bilanci. Parla di amori non concretizzati e del suo cuore, che, nonostante tutto non va in frantumi. 

Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

il cuore si vide al galoppo,

Saltava e non si divideva,

Pur essendo anni oramai

Che solo addio diceva.

Eppure, quando è il riflesso dello specchio a prendere la parola (almeno così ho interpretato l'uso della seconda persona nell'ultimo verso) si percepisce che sotto la tenda nasconde il rimpianto per questo amore mancato. 

 

Pur non avendo un ritmo e una musicalità ben definiti, la tua poesia ha una bella carica emotiva che arriva e colpisce. 

 

Talia 

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Ciao @dirk:)

Trovo che la tua poesia sia divisa in due parti: la prima scorrevole, dal significato chiaro e gradevole; la seconda, da "Ridendo, guardandoti spesso" diventa più ermetica,  e sotto il profilo ritmico sembra vada in sofferenza.

Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

 

Ridendo, guardandoti spesso

Allo specchio, per farmi vedere

Chi sei o non sei e non aver

Paura domani di toccarti

Le ferite davanti ai mie occhi.

Ho provato a chiudere la strofa dopo "non sei" inserendo un punto, e l'effetto di cui sopra, si attenua. Ma probabilmente è un mio limite, quindi prendi questo parere per quello che è: solo un punto di vista. Comunque, ecco cosa è uscito fuori :D

 

Ridendo, guardandoti spesso

Allo specchio, per farmi vedere

Chi sei o non sei.

 

E non avere paura domani

di toccarti le ferite

davanti ai mie occhi.

 

I due versi che mi sono piaciuti di più:

Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

E mi dipingevo nel letto,

 

Il 6/4/2019 alle 19:01, dirk ha detto:

Eppure, a volte, quando ti canto

A rileggerti! :rosa:

 

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@Ippolita2018 grazie a te per essere passata, per le osservazioni e per aver colto nel centro di quello che volevo dire:)

 

@Siracosì mi sembra risalti di più la paura e non mi dispiace, però non mi convince il punto:umh: ci rifletteró. Grazie per i suggerimenti:)

 

@Talia grazie di essere passata :)

 

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