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Mi manca giusto (solo…)  un centinaio di pagine per ultimare il nuovo romanzo. Si tratta di un giallo che si svolge in epoche diverse, con una trama abbastanza intricata e che lascia il lettore nel dubbio tra due ipotetiche soluzioni. Onde non farmi editare dallo staff, non posso citare il titolo: mi piace moltissimo, è una minisinossi, incuriosisce e “spiccherebbe” in libreria, ma…

Ecco, si potrebbe equivocare con il titolo di un porno, e anche la copertina che avrei in mente, tutt’altro che pudica, sarebbe più o meno sulla stessa lunghezza d’onda.  E il mio romanzo non è un porno.

L’alternativa è il solito titolo da giallo normalissimo, appropriato ma non altrettanto “particolare”.

Come fareste? Potrei lasciare la decisione all’editore, ma la tentazione a favore del “titolaccio” è forte…

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Il titolo non potrebbe essere accettato da un piccolo editore, perché i piccoli sono chiusi mentalmente e attaccati a un tipo di editoria fatta con lo stampino. All'utente invece non importerebbe nulla, semplicemente perderesti un tipo di clientela e ne guadagneresti un'altra. Ovvio che poi se il tuo romanzo è valido e gli assegni un titolo volgare ne declassi il valore.

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Ciao @Fraudolente,

ci dai davvero poche informazioni su cui basarci per una risposta. Da ignorante, mi sembra di aver capito che l'editore ha molta voce in capitolo su questo genere di scelte.

Da lettrice, vorace ma schizzinosa, ti posso dire che un titolo "porno" non mi invoglierebbe a comprare il romanzo. Certo, tutto dipende da quanto il titolo è equivoco: una strizzata d'occhio sagace potrebbe farmi sorridere, un'allusione volgare sbuffare di fastidio.

Mi infastidisce l'insistere sul sesso per vendere: mi infastidisce nella pubblicità, nelle anteprime dei film, nella vita reale.

Non potresti farci qualche esempio (senza citare il titolo)?

Parliamo di qualcosa tipo "cosa si nasconde sotto la gonna della regina" oppure qualcosa di peggio? ^^

 

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12 minuti fa, Fraudolente ha detto:

Come fareste? Potrei lasciare la decisione all’editore, ma la tentazione a favore del “titolaccio” è forte…

Rispetto quello che hai detto, che è comunque molto vago, il titolo si potrebbe benissimo lasciare così come l'hai pensato, anche se c'è il rischio di equivoco. Piuttosto, a questo punto, sarà compito del progettista che si occuperà della copertina di trovare una soluzione per cui si possa eliminare il possibile doppio-senso. La risoluzione si fonderebbe, quindi, sullo stile adoperato e i colori dati alla copertina. Insomma, la si giocherebbe tutta sul piano comunicativo dato dall'immagine e dalla sua impostazione, come supporto al titolo.

Certo, non è un lavoro immediato e di poco conto, per cui è possibile (vado a sensazione, però, niente di certo) che, se l'editore cui ti rivolgerai non è in possesso della risorsa appropriata cui affidare lo sviluppo progettuale, allora ti bocci il titolo. O, se no, che effettivamente il libro possa essere equivocato per intero nella sua presentazione.

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1 minuto fa, mercy ha detto:

una strizzata d'occhio sagace potrebbe farmi sorridere

O una citazione in latino...

14 minuti fa, Tareus ha detto:

. Ovvio che poi se il tuo romanzo è valido e gli assegni un titolo volgare ne declassi il valore.

Non è un titolo volgare, anzi, e neppure scurrile. Ma inequivocabile!

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Se si riferisce all'atto sessuale o a parti del corpo è probabile che il valore del romanzo venga "ridotto". Vale la regola per cui la scelta spetta a te, perché non ci si deve piegare al volere del lettore, ma ci vuole anche un po' di testa nel scegliere come proporsi.

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Ospite

Sicuro che non sia possibile conoscere le due opzioni? In fondo non si tratta di un romanzo che stai pubblicizzando ma se chiedi un suggerimento al proposito... sarebbe il caso di sapere "su cosa", perché davvero ci sono poche informazioni per capire, eventualmente, il problema del titolo forte. 

Ad ogni modo... se il titolo, anche secondo te, potrebbe ingannare chi si ritrova a considerare il tuo libro, io metterei da parte la cosa. Con il titolo ti presenti. Quindi o l'ambiguità ha a che vedere con la storia (e pesantemente) oppure risulterebbe solo fuorviante.

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2 ore fa, Mattia Alari ha detto:

Sicuro che non sia possibile conoscere le due opzioni?

Spam? 

Non si tratta di un titolo volgare, ribadisco, ma un "ignorante" (in senso buono...) potrebbe fraintendere. 

2 ore fa, Mattia Alari ha detto:

Quindi o l'ambiguità ha a che vedere con la storia (e pesantemente) oppure risulterebbe solo fuorviante.

Sì, in un certo senso l'ambiguità calza perfettamente come sinossi. Temo la reazione di chi non conosce il significato!

 

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Un parere da chi non ha ancora pubblicato  :sss:

5 ore fa, Fraudolente ha detto:

Mi manca giusto (solo…)  un centinaio di pagine per ultimare il nuovo romanzo

Sai le volte che deciderai di cambiarlo da qui all'ultimo punto? 

Se il contenuto è valido, secondo me puoi intitolarlo come ti pare. Lo chiami "boh" e nella lettera di presentazione motivi la tua scelta, ma soffermati più su altri punti forti del manoscritto, non far pensare che il contenuto che stai proponendo sia solo titolo ;).

Scusa, mi manca l'esperienza e forse sono un' illusa a suggerirti un comportamento così,  ma mi rifiuto di pensare che un editore possa cestinare un lavoro solo dal titolo, almeno qualche riga la dovrà leggere no? Magari andando avanti nella lettura, chissà si rende conto che la soluzione da te proposta è proprio quella più adatta.

È marketing e un titolo azzeccato è una leva per la predisporre all'acquisto.

In bocca al lupo.

Ciao :)

 

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10 ore fa, Fraudolente ha detto:

Ecco, si potrebbe equivocare con il titolo di un porno, e anche la copertina che avrei in mente, tutt’altro che pudica, sarebbe più o meno sulla stessa lunghezza d’onda.  E il mio romanzo non è un porno.

L’alternativa è il solito titolo da giallo normalissimo, appropriato ma non altrettanto “particolare”.

Come fareste? Potrei lasciare la decisione all’editore, ma la tentazione a favore del “titolaccio” è forte…

 

:comedicitu: Potresti fare precedere i titolo che hai in mente, e che temi venga frainteso, con le parole:

 

Un diverso significato del ...

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Premetto che se l'idea è buona fai bene a tenertela per te. Non che tu debba temere che qui qualcuno te la freghi (che senso avrebbe? Già solo questa discussione dimostrerebbe inconfutabilmente la vera paternità dell'idea stessa), ma un vero e totale effetto sopresa, all'eventuale uscita (che ti auguro di cuore), è una carta da tenersi sempre in mano.

Certo che se maniteni questa linea ha poco senso chiedere pareri.

 

Ma poi: perché porsi certe domande?

Se pensi che il titolo valga (e un buon titolo non può che far bene a un romanzo), semplicemente quando proporrai il tuo manoscritto a qualche editore: provaci!

A meno che tu non t'illuda (perdonami, ma per quanto cerchiamo di essere severi con noi stessi, riconoscerai che talvolta, come autori, corriamo il rischio di ritrovarci come mamma scarrafone ;) ), se il titolo è così azzeccato, anche se "improponibile" in vendita, almeno avrai incuriosito l'editore (primo passo essenziale sulla difficile strada della pubblicazione).

 

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21 minuti fa, queffe ha detto:

 

Se pensi che il titolo valga (e un buon titolo non può che far bene a un romanzo), semplicemente quando proporrai il tuo manoscritto a qualche editore: provaci!

Il titolo vale, e credo proprio che lo manterrò. Penso che, sullo scaffale di una libreria, potrebbe spiccare e incuriosire. All'editore proporrò due titoli: quello un po' scabroso (ecco, proprio scabroso rende l'idea!) e quello normale. Ho studiato dai Carissimi e, anche se non bazzico le chiese con assiduità,  ho subito il condizionamento di un'educazione religiosa. Un titolo del genere non mi disturberebbe, anzi, sfoglierei tranquillamente e non mi sentirei affatto come l'ipotetico acquirente di una rivista porno in edicola. 

Grazie a tutti!

 

Ah, credo che, dato che spero proprio di pubblicare free, il titolo prima o poi  comparirà ne I nostri libri...

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1 minuto fa, Fraudolente ha detto:

Ah, credo che, dato che spero proprio di pubblicare free, il titolo prima o poi  comparirà ne I nostri libri...

 

Allora non dovrebbe sfuggirci!  :aka:  O_O  :indicare:

 

:asd:

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Difficile dire se è una mossa azzeccata o no senza una riflessione più approfondita sul pubblico di riferimento (e soprattutto, senza conoscere il romanzo).
È però prassi abbastanza comunque per gli editori anche piccoli, almeno quelli che non pubblicano la qualunque, quella di rompere le scatole all'autore sul titolo se non lo ritengono idoneo, per un motivo o per l'altro...

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@Fraudolente

 

Io voto per il titolo porno:

 

:appoggio:

 

Se poi comunque dovrà essere edito da una CE, saranno loro a giudicarne la fattibilità o meno e, in caso di non convinzione, te ne proporranno una eventuale modifica...

 

Modificato da AndC
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Il 3/4/2019 alle 10:06, Fraudolente ha detto:

Ecco, si potrebbe equivocare con il titolo di un porno, e anche la copertina che avrei in mente, tutt’altro che pudica, sarebbe più o meno sulla stessa lunghezza d’onda.  E il mio romanzo non è un porno.

Non so se funziona allo stesso modo che nel cinema, ma per i film di solito si sta attenti a che il titolo non "posizioni" il pubblico nel modo sbagliato: cioè se il titolo suggerisce un thriller, il film attira un pubblico che si aspetta e vuole un thriller. Se si ritrova invece a guardare un dramma esistenziale o un film d'amore, l'esperienza del pubblico sarà di delusione --anche se magari il film è un ottimo dramma esistenziale.

Comunque suppongo che soprattutto in caso di autore esordiente, e in un settore così affollato come il giallo, un editore voglia catturare i lettori di quel genere e dunque uscire con un titolo e una copertina tali da non essere equivocata con un erotico o le memorie di un pornostar. Se il titolo fosse suggestivo del contenuto, tipo un giallo ambientato nel mondo del porno o dell'erotismo, ci potrebbe stare; ma diversamente, non vedo perché un editore dovrebbe far uscire un romanzo con un titolo fuorviante, oltre che più problematico perché se facilmente si presta al doppio senso può risultare inopportuno promuoverlo o esporlo in certi contesti.

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1 ora fa, camparino ha detto:

Fraudolente Io non lo farei. E' come fare pubblicità a un paio di scarpe con una donna nuda (magari scalza).:D

 

Quando sarò pronto svelerò l'arcano "privatamente" e chiederò consiglio. 

Il titolo ci sta ma, se gli aggiungiamo anche la copertina "spinta", allora si potrebbe fraintendere il genere. Comunque, @camparino, le donne nude spesso finiscono in prima pagina per vendere i settimanali di politica... E funziona! Giusto o sbagliato, funziona.

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Cosa dirti, caro @Fraudolente , una volta nella serie "Scrubs" un medico diceva che se da Internet togliessero il porno rimarrebbero solo due siti, uno dei quali si chiamerebbe "Ridateci il porno!"... L'altro rimasto sarebbe il WD, immagino. :asd:

In ogni caso mettiti una mano sulla coscienza, l'altra non ti dico dove, e decidi come meglio credi. 

Da editore io ti pubblicherei a occhi chiusi, anzi bene aperti (dipende dall'immagine), perché se qualcuno è così fesso da comprare il libro perché pensa di trovarsi in mano chissà quali sconcezze, senza neanche dare un'occhiata alla quarta di copertina, beh.. peggio per lui e meglio per le vendite; se invece non lo compra perché, da bravo snob moralista, è schifato dalla copertina o dal titolo, peggio per lui lo stesso: ho già espresso a chiare lettere in un'altra discussione, attirandomi anche parecchi critiche, cosa penso di chi si ferma alle apparenze, nella vita o nella letteratura.

Modificato da Alexmusic
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10 ore fa, Alexmusic ha detto:

Da editore io ti pubblicherei a occhi chiusi, anzi bene aperti (dipende dall'immagine), perché se qualcuno è così fesso da comprare il libro perché pensa di trovarsi in mano chissà quali sconcezze, senza neanche dare un'occhiata alla quarta di copertina, beh.. peggio per lui e meglio per le vendite

@Alexmusic, la penso così anch'io...

Anzi, credo che il mio "pubblico",  piccolo ma dotto, sarebbe ancor più incuriosito dalla novità... E il titolo, indipendentemente dall'interpretazione, calza a pennello.

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Il 1/5/2019 alle 01:06, Alexmusic ha detto:

 se qualcuno è così fesso da comprare il libro perché pensa di trovarsi in mano chissà quali sconcezze, senza neanche dare un'occhiata alla quarta di copertina, beh.. peggio per lui e meglio per le vendite; se invece non lo compra perché, da bravo snob moralista, è schifato dalla copertina o dal titolo, peggio per lui lo stesso: ho già espresso a chiare lettere in un'altra discussione, attirandomi anche parecchi critiche, cosa penso di chi si ferma alle apparenze, nella vita o nella letteratura.

Se titolo e copertina fossero così ininfluenti autori e case editrici li metterebbero a casaccio. I libri sono pur sempre prodotti, e una copertina o un titolo che ci si vergogna a mostrare o pronunciare durante una conversazione, o che devi censurare sui social media, non sono il massimo per la promozione. A maggior ragione, insisto, se sono fuorvianti rispetto al contenuto. Ad esempio "Il nome della rosa" aveva come titolo di lavoro "L'abbazia del delitto", che in pubblicazion è stato scartato perché, spiega l'autore, "fissava l'attenzione del lettore sulla sola trama poliziesca e poteva illecitamente indurre sfortunati acquirenti, in caccia di storie tutte azione, a buttarsi su un libro che li avrebbe delusi". 

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Ciao @Fraudolente

il titolo può essere "fraudolente" quanto vuoi basta che non sia totalmente slegato dal romanzo.

Magari una sintesi dei due titoli che hai ipotizzato esprimerebbe meglio il contenuto che il lettore si troverà di fronte.

Anche se, in logica meramente commerciale, il titolo "porno" attrae di brutto.

In bocca al lupo...

Luigi

 

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24 minuti fa, Luigi Amendola ha detto:

Anche se, in logica meramente commerciale, il titolo "porno" attrae di brutto.

 

Tu dici? A me non viene in mente nessun romanzo di successo (ma in verità neanche di insuccesso) dal titolo "porno", neppure tra quelli dove il sesso è una componente sostanziosa del romanzo. Mi viene il dubbio di essere io che non capisco cosa intendete... Mi fate qualche esempio (non quello di Fraudolente che è top secret), ma di libri editi così capisco? 

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5 ore fa, franka ha detto:

non quello di Fraudolente che è top secret

Non credo sarebbe corretto (e consentito...) pubblicizzare "involontariamente" il titolo un romanzo, per il momento  inedito, in questa sede. E, anche se @Niko chiudesse gli occhi e si turasse il naso, per una mera questione di scaramanzia non mi sentirei di "esternare" anzitempo: magari non troverò un editore e le sudate carte con il titolaccio finiranno in fondo a un cassetto: much ado about nothing...

 

5 ore fa, Luigi Amendola ha detto:

 

il titolo può essere "fraudolente" quanto vuoi basta che non sia totalmente slegato dal romanzo.

Il titolo è pertinente e, per chi abbia un minimo di preparazione storica, non "scandaloso". Tratto l'argomento senza mai finire nel "porno", cerco di lasciare all'intuito del lettore, dico e non dico...  Ecco, chi dovesse acquistare  il romanzo nella speranza di trovarci scene erotiche esplicite, rimarrebbe deluso. 

 

 

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Ciao @franka

titoli "porno" non solo in editoria. In genere, dico. E ce ne sono quanti ne vuoi. 

Si gioca su doppi sensi, più che altro.

Si osa. E può anche andare a finire bene, sempre commercialmente parlando. 

Ma il senso del post era un altro. Fraudolente ha chiarito cosa intende. 

A presto

Luigi

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14 ore fa, Luigi Amendola ha detto:

titoli "porno" non solo in editoria. In genere, dico. E ce ne sono quanti ne vuoi. 

Si gioca su doppi sensi, più che altro.

Si osa. E può anche andare a finire bene, sempre commercialmente parlando. 

Io non credo. Ormai funzionano solo, e sempre meno, le provocazioni estreme, alla Oliviero Toscani. Penso a certe copertine dell'Espresso.

Il resto fa calendario di bottega del barbiere di paese.

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2 ore fa, camparino ha detto:

Il resto fa calendario di bottega del barbiere di paese.

Il mio serissimo barbiere di paese sfoggia solo casti quadri d'autore...

 

Eh, @camparino, bisogna stare molto attenti: mentre un maschio potrebbe apprezzare una copertina con la farfallina di Belén, una donna (la tentazione di scrivere  un politically incorrect, per la gioia del nostro amato e perenne @Ospite,  dolce donzella è stata fortissima!) con ogni probabilità preferirebbe la tartaruga di un palestrato. Il problema di certi titoli non è soltanto evitare a volgarità gratuita, ma anche quello di non disgustare la metà dei possibili acquirenti. Non per nulla, nelle botteghe di certi barbieri o gommisti, meccanici, idraulici e compagnia bella, troverai le "Belén" nude, mentre dalla maggior parte delle parrucchiere... 

Quindi, riassumerei affermando che il titolo osé ha senso solo se pertinente e, soprattutto, qualora non urti le sensibilità di genere di lettrici o di lettori... Idem per le immagini di copertina. A meno che l'autore non rinunci a priori a metà del mercato.

Modificato da Fraudolente

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Ospite e-allora-avanti
1 ora fa, Fraudolente ha detto:

Il mio serissimo barbiere di paese sfoggia solo casti quadri d'autore...

 

Eh, @camparino, bisogna stare molto attenti: mentre un maschio potrebbe apprezzare una copertina con la farfallina di Belén, una donna (la tentazione di scrivere  un politically incorrect, per la gioia del nostro amato e perenne @Ospite,  dolce donzella è stata fortissima!) con ogni probabilità preferirebbe la tartaruga di un palestrato. Il problema di certi titoli non è soltanto evitare a volgarità gratuita, ma anche quello di non disgustare la metà dei possibili acquirenti. Non per nulla, nelle botteghe di certi barbieri o gommisti, meccanici, idraulici e compagnia bella, troverai le "Belén" nude, mentre dalla maggior parte delle parrucchiere... 

Quindi, riassumerei affermando che il titolo osé ha senso solo se pertinente e, soprattutto, qualora non urti le sensibilità di genere di lettrici o di lettori... Idem per le immagini di copertina. A meno che l'autore non rinunci a priori a metà del mercato.

Ci sono copertine di Lolita molto ammiccanti per non dire esplicite, ma anche molto fini, che non respingono la donna eterosessuale media. 

Comunque io per questo titolo son curiosissima.

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