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AnnaL.

Leopold- La rottura

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commento

 

 

Spoiler

Premessa: questo è un brano tratto dal lavoro in cui siamo occupate io e @Kikki, di mio quando scrivo non sto molto a revisionare, vado avanti per poi revisionare con calma quando ho raggiunto un certo punto. L'ho scritto, riletto, corretto qua e là, ma non con la precisione che metterei in un racconto finito (magari fra poco stravolgiamo tutto...), tuttavia mi piacerebbe sapere cosa ve ne pare. Cosa va, cosa non va, questo Leopold come sta venendo fuori... cose così. Mi sento tremendamente rompiscatole :-)

 

@Kikki

Ho dato appuntamento a Luiza a Gorky Park, lungo le rive dello Svislach. Ormai le foglie degli alberi sono tutte cadute e formano un tappeto crepitante sotto i piedi; il fiume scorre tranquillo e mentre aspetto mi siedo sulla banchina osservando le sue acque verdastre appena increspate dal vento, dagli insetti o da qualche pesce che spicca un balzo per catturare la cena. Lancio un paio di sassi che creano affascinanti cerchi concentrici prima di affondare nelle acque limacciose: anche io sono un ciottolo che sta per essere lanciato nel buco nero di una vita che non conosco. E per giunta sto per lasciare la mia fidanzata. Volevo presentare Luiza ai miei genitori fra un anno circa, ora come ora non mi prenderebbero sul serio e, per lo stesso motivo, non l’ho addotta come motivo per restare a Minsk, solo Yarek sa di lei; certo lui è un po’ farfallone, passa di ragazza in ragazza, io no.

Luiza è stata la prima che abbia mai baciato: era una bella mattina d’aprile ed eravamo corsi sotto la tettoia di un negozio per ripararci dalla pioggia. Ricordo ancora il cuore che sembrava voler bucare la cassa toracica, le mani troppo sudate, il leggero senso di stordimento mentre mi avvicinavo a lei chiedendomi se fosse tutto vero, la piacevole morbidezza dei suoi fianchi e il suo respiro fresco contro le mie labbra. Ci eravamo scontrati, avevamo riso imbarazzati mentre io mi raddrizzavo gli occhiali; il secondo tentativo era andato meglio e gli altri anche di più. L’amodavvero Luiza: èun anno avanti a me ed è alta quasi quanto me, con gli occhi azzurro ghiaccio e i capelli tanto biondi da divenire quasi bianchi durante l’estate, ha abbastanza curve da rendere piacevole toccarla, ma non mi sono mai spinto molto in là. Io sono un ragazzo serio e certe cose vanno fatte dopo il matrimonio, Dio è molto chiaro su questo.

 Non che non ci pensassi a “quelle cose” , ovvio, ma lei è  molto più di un bel corpo e un bel faccino. In realtà credevo davvero che ci saremmo sposati, perché l’amo sul serio. Amo le sue osservazioni, il modo in cui arriccia la bocca quando pensa, il suo appassionato romanticismo, le sue poesie e le sue composizioni. Entrambi siamo due romantici in un tempo in cui nessuno sembra esserlo più e ci riteniamo non solo fortunati, ma anche più importanti degli altri: noi non abbiamo perso di vista il vero senso della vita, che era tendere verso l’infinito. Ed ora tutto sta per finire.

La vedo arrivare a passo svelto con il suo solito sorriso amabile: Dio com’è bella con quella gonna color turchese e la camicetta bianca con sopra una deliziosa giacca dello stesso colore; fa abbastanza caldo perché tenga il cappotto color tortora aperto, almeno l’avrei vista per bene in quell’ultimo incontro e non infagottata dentro la giacca.

«Ciao Leopold» mi saluta protendendosi per un bacio sulla guancia, siamo in pubblico, e io le faccio cenno di sedersi accanto a me «Allora, che succede?» chiede senza smettere di sorridere. Luiza non pensa mai male, anche questo amo di lei. Vede solo il buono delle cose.

«Dobbiamo partire, io e la mia famiglia intendo, vogliono tornare a Skidzyel’» dico tutto d’un fiato guardandola di sottecchi.

«Oh» fa lei raddrizzandosi sulla schiena «Immagino che sia lontano questo posto.»

Non lo conosce, e come potrebbe? Appartiene a una famiglia di farmacisti che vivevano a Minsk dalla notte dei tempi, di contadini nel suo albero genealogico non ce ne sono.

«Circa duecentocinquanta chilometri a sud di qua, sono diverse ore di treno e altre in calesse» rispondo senza avere il coraggio di guardarla in faccia.

«Spero che tu sia versato nell’arte della corrispondenza, Leopold» mi stringe la mano con la voce velata dalle lacrime.

La guardo con gli occhi altrettanto lucidi «Luiza, è troppo lontano, non riusciremmo mai a vederci, i nostri genitori non sanno nemmeno di noi. Vuoi dirglielo ora, mentre io sto per partire?»

«Leopold, tu vuoi… lasciarmi? Io credevo che mi amassi» ha la voce strozzata e serra una mano nella mia.

«Ed è così, ma la realtà è questa. Io sto per partire e ci vorranno almeno un paio d’anni prima che io possa tornare. Sembra che stia per scoppiare un’altra guerra e non credo che la tua famiglia resterà qui, non dopo quello che è…» m’interrompo incapace di continuare. Il suo fratello minore, Milan, era morto nell’estate del ’16 ustionato dai gas: io e lui eravamo stati amici fin da bambini ed era stato il dolore per la sua morte a farci avvicinare. Entrambi portavamo un carico di dolore e ricordi: lei quelli di una vita passata insieme e io quelli di anni trascorsi a giocare a campana, a nascondino, alla guerra e poi i pomeriggi a studiare insieme e le domeniche pigre a riposare. Spesso Luiza diceva che almeno la sua morte aveva portato qualcosa di buono; io non lo dicevo, ma non ero d’accordo. La morte di Milan non valeva tanto, nessuna morte valeva tanto. La loro povera madre era diventata una creatura grigia e spettrale che s’aggirava per la farmacia come in una sorta di trance, parlava, respirava, mangiava e dormiva, ma dentro non c’era più niente:  il gas le aveva bruciato l’anima.

Luiza si passa una mano sugli occhi «Anche papà, parla di partire, vogliono andare a Varsavia, da dei cugini di terzo grado che vivono lì. La mamma…lo sai»

«Lo so» le stringo una mano fra le mie assaporando le fragili ossa che la compongono. Devo far scorta di ricordi. Non c’è altro da aggiungere in merito alla loro decisione, per mesi avevamo parlato della signora Cuch che diveniva sempre più lontana e svagata, dimentica della figlia e del marito superstiti. Luiza più volte mi aveva confidato che il padre le somministrava qualcosa per “tenerla calma” perché non voleva che esplodesse e finisse in manicomio. A volte pensavo che sarebbe stato meglio così, almeno noi due avremmo potuto andare avanti invece di stare legati a due fantasmi che ci succhiavano l’essenza vitale. Io  credevo fosse anche per questo che Luiza si era legata a me: le serviva un motivo per andare avanti, qualcosa per cui lottare e io ero lì, più che pronto ad offrire il braccio alla sorella dell’amico perduto.

«Potresti venire a Varsavia con noi» propone illuminandosi come una lanterna «ci sono ottime scuole ed università e i miei sarebbero ottimi tutori, lo sai. Quando compirai diciotto anni potremo sposarci.»

Guardo i suoi occhi color del cielo a gennaio colmi di tremula speranza e vedo la vita che potrei avere: una bella casa, la scuola, la mia fidanzata e poi un buon lavoro e il matrimonio, magari non a diciotto anni, facciamo venti. Quella è la vita che programmo fin da bambino, ed è lì per me. La nuova guerra non raggiungerà mai la capitale polacca e io sono troppo giovane per essere coscritto. Devo solo dire di sì. Ma se fossi partito avrei detto addio a Yarek e ai nostri sogni, lui sarebbe rimasto qua e io sarei andato lontano, senza poter tornare più se non dopo molto tempo e lui avrebbe fatto la sua vita ed io la mia. Non che fosse raro, molte famiglie si dividevano in questo modo, ma non noi, non io e Yarek. Non potevo tenerlo fuori dalla mia esistenza e lui con me non sarebbe mai venuto. Varsavia non è di suo interesse, ne lo è nascondersi. Quindi in definitiva sembrava debba scegliere fra la mia fidanzata e mio fratello. Ironico, perché credevo che non ci sarebbero state opzioni, proprio non avevo pensato che i Cuch volessero andare via e un fidanzamento a distanza non l’ho mai pensato possibile. Luiza mi guarda tremando nell’attesa della mia risposta e io preferirei  annegare nel fiume che dirle quanto devo «Io voglio combattere Luiza, aspetterò di essere abbastanza grande e poi raggiungerò Yarek.»

«Non puoi essere serio» mormora impallidendo «non dopo quello che è…» s’interrompe soffocando un singhiozzo «non dopo Milan» una lacrima le scivola lungo lo zigomo perdendosi nei ciuffi di capelli vicino alle orecchie.

«È anche per lui che voglio combattere. Devono pagare per quello che hanno fatto alle nostre terre» dico  a voce bassa e appassionata, la guardo negli occhi sperando che comprenda deve comprendere.

«Sono stati i tedeschi a uccidere mio fratello e adesso verremo attaccati dai russi, non c’è logica in quello che dici» risponde brusca ritraendo la mano.

Sento il cuore raggiungere lo stomaco «Russi, prussiani, non cambia Luiza. Siamo sempre vessati da questo o da quel paese, è ora che diventiamo grandi e indipendenti, insieme alla Polonia. Per questo combatterò: per tutti quelli che sono morti o hanno perso tutto perché altri sovrani pensavano di doverci soverchiare. Lo tsar è morto, la Russia è in fermento, non avremo un’altra occasione simile.»

«Quindi vuoi lasciarmi per andare in guerra? Preferisci la guerra a me?»

«Preferisco fare quello che è giusto e non ti terrei mai legata sapendo quanta angoscia ti procurerebbe sapermi al fronte.»

Emette un verso di sprezzo «E pensi che non lo sarò comunque? Credi che cesserò di amarti come per magia? Che non mi chiederò se sei vivo o morto struggendomi per la mancanza di notizie?» due piccoli rivoli di lacrime le scendono dalle guance per poi ricadere sulle mani che tiene in grembo, ferme come pezzi di marmo «Sei crudele Leopold. E non provare ad ingannarmi, tu imbracci il fucile perché lo fa tuo fratello.»

«Non essere ridicola» replico punto sul vivo.

«Ti conosco da quando eri bambino, voi vivete quasi in simbiosi, tu lo adori, faresti qualunque cosa per lui, compreso gettarti in una guerra dove finirai per farti ammazzare» sibila perché nessuno ci senta.

«Yarek vuole spedirmi a Skidzyel’» ribatto.

«Certo, perché lui ha buon senso! E perché riesce a concepire la propria vita senza di te» aggiunge severa.

A quelle parole sento le guance infiammarsi «Luiza, non metterti fra me e lui, non sai nulla.»

«Ne so abbastanza per sapere che se Yarek decidesse di andare con i tuoi tu prenderesti in considerazione l’idea di venire via con noi, ma se lui vuole rischiare le penne, non sia mai che lo faccia da solo…» Anche la sua perspicacia ho sempre amato, persino ora che mi mette in imbarazzo.

«Credi forse che voglia andare in guerra tanto per stare in compagnia?» potrei brinare il fiume con questo tono.

Luiza mi guarda e si addolcisce «No, non fai mai nulla se non sei convinto. Penso davvero che tu voglia una terra libera e tutto il resto, ma non posso fare a meno di credere che saresti un filo meno entusiasta se Yarek non volesse combattere. Se così fosse, avrei più probabilità di convincerti a lasciar perdere questa follia.»

La tristezza nei suoi occhi fa riempire i miei di lacrime «Preferiresti che restassimo insieme separati, prima dalla distanza e poi anche dalla guerra? Senza certezze, senza prospettive?» se  dicesse di sì accetterei senza esitazione. Ora, alla resa dei conti mi scopro pateticamente incapace di sopportare la separazione: non voglio scegliere, io voglio tutto. Lei, mio fratello e i nostri sogni.

«Vorrei che venissi a Varsavia con noi, che siano gli altri a combattere per una volta!» esclama, qualche testa si girò nella loro direzione e le metto un braccio attorno alle spalle per calmarla.

«No, Luiza, non mi tirerò indietro solo perché tu hai paura. Dimmi che puoi reggere, combatti con me» in quella supplica ci metto tutto me stesso «abbi fede in me, nel fatto che sopravvivrò. Tornerò e ci sposeremo, ti verrò a prendere a Varsavia con l’uniforme ricoperta di galloni»

Lei scuote la testa «No, non posso. Ho creduto di morire quando Milan è stato ucciso. Credo che morirei davvero se ti succedesse qualcosa. Invece, se ci lasciamo ora, avrò del tempo per provare a dimenticarti.»

«Allora non abbiamo altro da dirci» dico cercando di reprimere il tremito nella voce.

«Abbi cura di te e non fare niente di avventato» ha solo l’ombra del sorriso che mi riserva di solito.

Annuisco asciugandole le lacrime con la punta del pollice «Anche tu» sussurro.

Prima ancora che abbia finito di parlare Luiza si è alzata: ha il passo malfermo, ma, dopo avermi guardato un ultima volta, si gira lasciandomi solo sulla banchina.

Tengo gli occhi fissi sulla sua schiena aspettando di vederla girarsi verso di me, ma non accadde e quando sono certo di essere solo scoppiò in lacrime.

Mi copro il volto con le mani: ho le spalle squassate dai singhiozzi e il respiro corto, troppo corto. Inizio ad inspirare più velocemente di quanto non espiri, sembra che il mio diaframma abbia preso vita propria, un vago senso di panico mi morde lo stomaco. Sta andando tutto in pezzi:  la mia vita, il mio futuro, il mio amore; intorno a me ci sono solo rovine fumanti e strade incerte. Penso a quanto aveva detto Luiza, di andare a Varsavia con lei: i miei genitori forse potrebbero acconsentire, magari non subito, ma entro un tempo ragionevole. Certo prima dovrei fargli passare la rabbia per aver taciuto di lei per così tanto tempo, e poi c’è la faccenda della signora Cuch, che tutti guardano con pietà mista a un vago senso di gratitudine per non essere al suo posto. Mia madre, comunque, la considera una donna debole che si è lasciata schiacciare, non ci sono scappatoie per Margreta Nowakoski. Sì, quello sarebbe un problema, ma lei vuole così tanto che io studi che la prospettiva di mandarmi a Varsavia potrebbe farla soprassedere sulle scarse condizioni mentali della mia ex potenziale suocera. Anche Yarek sarebbe felice, talmente felice da farmi le valigie. Tutti lo sarebbero. Io per primo. Ma io so cosa è giusto: aspettare di crescere e tornare qua da Yarek per combattere o per ricostruire. Se sarà la volontà di Dio, quando tutto sarà finito, andrò a Varsavia da Luiza, quanto ci vorrà? Tre anni? Tre anni senza di lei: d’improvviso l’orizzonte diventa buio e stretto e un vago senso di costrizione mi stringe le costole. La sua assenza pesa già dopo soli tre minuti, come posso pensare di perderla? Mi alzo d’impulso per correrle dietro, non è tardi, posso farcela, ma no, lei ha le sue idee e io ho le mie. In ogni caso, anche se decidessi di restarmene buono a Skidzyel’ non potremmo stare insieme comunque, anche se, un fidanzamento a distanza si si potrebbe sostenere… i miei pensieri si rincorrono come un branco di cani rognosi. Ho scelto la lotta, non l’amore. Una scelta dura e nobile, soprattutto dura, per ora. Immagino che diventare adulti voglia dire anche questo, ma fa schifo, Dio, se fa schifo. Anche se tornassi da lei fra qualche anno la troverei già impegnata. Varsavia o la mia coscienza?  Luiza o mio fratello? È il momento di scegliere definitivamente, ormai Luiza è un puntino sulla strada. Sento i piedi che fremono d’impazienza per correrle dietro e m’immagino la scena: io che arrivo senza fiato, lei che si gira e vede il rimorso nei miei occhi ed ecco che i suoi si riempiono di gioia all’idea che la seguirò in una vita dorata, mi getta le braccia al collo e ci scambiamo il bacio più appassionato della storia dei baci. Lieto fine.

Resto dove sono finché non riesco più a distinguerla e solo allora mi decido ad incamminarmi verso casa.

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Passo presto @AnnaL. cara socia :flower: Ho solo controllato piazza Gorky che mi suonava strano: Gorky è morto nel '36, invece qui nella storia siamo prima del '20 giusto? Trovo difficile che avessero dato il nome di uno scrittore vivo a una piazza, ma è da controllare. O forse hai controllato? A domani con più calma <3

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Ciao, @AnnaL., amica di officina, ho letto questo racconto in pausa caffè e mi è venuta in mente una marea di scemenze cose da dire. Spero ti siano utili.

 

Dal punto di vista dei refusi, non mi soffermo molto perché si tratta di cose più soggettive che corrette. Ma ti segnalo comunque qualcosa.

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

L’amodavvero Luiza: èun anno avanti a me

Qui mancano spaziature.

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

pensassi a “quelle cose” , ovvio, ma lei è  molto più di un bel

Una spaziatura di troppo dopo "cose" e dopo "è". Ce ne sono vari altri che non riporto, basta che cerchi il doppio spazio anche da browser e te li trova

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

Ed ora tutto sta per finire.

Una "d" di troppo.

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

e non infagottata dentro la giacca

"dentro?"

Sai, non sono un esperto del campo, ma una volta, una nostra comune amica di officina - @Kikki se non ricordo male - mi disse che il "dentro" è di troppo se il verbo ha già l'idea del dentro. In quel caso se non ricordo male avevo scritto "rientravo dentro casa" o una cosa simile. Posso dire che da quel giorno ci penso a queste cose e, in questo caso, avrei scritto "infagottata nella giacca". Giusto quanto dico? Giusto quanto dici? Non lo so, non essendo un tecnico ma un apprendista, mi limito a insinuarti il dubbio. :)

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

Appartiene a una famiglia di farmacisti che vivevano a Minsk dalla notte dei tempi, di contadini nel suo albero genealogico non ce ne sono.

In questo caso, se la sua famiglia è (ancora) a Minsk va il presente.

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

Siamo sempre vessati da questo o da quel paese, è ora che diventiamo grandi e indipendenti, insieme alla Polonia.

Ho idea che non finirà molto bene. :umh:

 

Per il resto non ho molto da dirti. Se poi divento soggettivo posso dirti che, da lettore, ho fatto fatica a seguire il racconto: ho riflettuto e credo che si tratti di una questione di forma e non di sostanza. Usi molte frasi lunghe (per es. la prima e questa che cito che è molto lunga)

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

Ci eravamo scontrati, avevamo riso imbarazzati mentre io mi raddrizzavo gli occhiali; il secondo tentativo era andato meglio e gli altri anche di più. L’amodavvero Luiza: èun anno avanti a me ed è alta quasi quanto me, con gli occhi azzurro ghiaccio e i capelli tanto biondi da divenire quasi bianchi durante l’estate, ha abbastanza curve da rendere piacevole toccarla, ma non mi sono mai spinto molto in là. Io sono un ragazzo serio e certe cose vanno fatte dopo il matrimonio, Dio è molto chiaro su questo.

mentre l'ultima parte è un muro di testo. Ho idea che sia questa la difficoltà maggiore.

Dal punto di vista della trama, la storia verte su una difficile decisione - non so da cosa è causata e a cosa porterà, immagino che tutto acquisti un senso a fine storia :) - e trovo azzeccati i rapidi rovesciamenti di fronte perché rendono l'idea dell'indecisione. Ci stanno, secondo me.

 

Un dubbio però ce l'ho sulla forma. Non so come intendi il narratore, se vuoi dargli l'impronta "antica" e contestualizzata nella storia stessa oppure se vuoi una narrazione semplice e attuale. In generale, divento nerd, e ti segnalo questi due passaggi che stonano nel caso in cui vuoi mantenere una narrazione più elevata o, comunque, più vicina alla storia.

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

saresti un filo meno entusiasta

"Un filo meno" è un'espressione discorsiva e, credo, anche sdoganata dai programmi televisivi. Non mi convince perché altrove la ragazza parla così

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

tu sia versato nell’arte della corrispondenza

in modo molto "aulico" come linguaggio colloquiale tra persone. :umh:

(poi in altri passaggi comunque c'è un linguaggio più formale, ho fatto giusto un esempio)

La seconda cosa che ti segnalo - molto da nerd! - è questa

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

essere lanciato nel buco nero di una vita che non conosco

"buco nero" è un oggetto che è entrato nel nostro immaginario collettivo grazie all'opera di Hawking. Laplace (verso il 1780 o giù di lì) ipotizza che possano esistere oggetti con una gravità tale da non far uscire neanche la luce ma il nome "buco nero" entra nella fisica con la soluzione di Schwarzschild alle equazioni della relatività di Einstein. A prescindere da questo, se la storia è ambientata nel 1919 o giù di lì, mi ricollego a quello che dicevo sopra e ti metto questo dubbio.

 

Per il resto, come ti ho detto con le avventure di Maristella (;)), hai un buon lessico e capacità descrittive e questi sono senz'altro punti a tuo favore. Alcune frasi, almeno per la mia ignoranza, sono molto originali e suggestive (es.)

Il 1/4/2019 alle 21:03, AnnaL. ha detto:

potrei brinare il fiume con questo tono

quindi in conclusione devi solo sistemarlo un po' nella forma, almeno secondo me.

 

Spero che le osservazioni ti siano utili. Buona scrittura e alla prossima lettura. :)

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@bwv582 amico di nerditudine, confidavo che passassi. Le tue osservazioni sono molto utili, come sempre. Il buco nero mi era scappato di peso, grazie! I doppi spazi sono la mia croce... Ahimè. Grazie di nuovo. Sulla lunghezza delle frasi devo fare un certo lavoro, quello che, mediamente, agli altri sembra lungo, a me sembra giusto. É ovvio che devo?rivedere delle cose. :-) 

sul linguaggio devo riflettere "un filo meno" non mi sembra troppo colloquiale, ma l'osservazione é molto utile. "Dentro la giacca" é superfluo, concordo.

ps. La guerra che incombe finora bene per alcuni e male per altri :-)

 

grazie caro!

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Eccomi qua @AnnaL. ho fatto altre ricerche sul parco perché continuava a sembrarmi strano: aperto nel 1805 ai tempi di Leo si chiamava Giardino del Governatore Gubernatorskij sad - Губернаторский сад. Ha preso il nome di Parco Gorskij nel '36. Se cerchi Gorsky park viene fuori tutto; su wiki si trovano tutti i dettagli solo nella pagina in russo però, in inglese c'è meno roba.

Prima di tutto sono d'accordo sul fatto che il muro di testo spaventa e scoraggia, che i doppi spazi sono peccato facilmente risolvibile e che la punteggiatura dei dialoghi ce l'hanno spiegata in lezione privata :pirata3: Vado a spulciare per davvero ora :)

Intanto sono subito sorpresa dalla prima persona che non mi aspettavo, non mi ricordavo più che eri passata dalla terza alla prima! Ti sembra meglio o peggio? Sto leggendo i libri della Lackberg, volevo proprio dirtelo, e lei scrive in terza, ma prende il punto di vista di chi le pare e racconta. Devo dire che non mi sconvolge più di tanto; lo trovo un espediente molto comodo e basta solo identificare nelle prime righe con gli occhi di chi stiamo per leggere e sei a posto. Forse è un'impressione mia, non so.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Ho dato appuntamento a Luiza a Gorky Park, lungo le rive dello Svislach.

qua penso che dovresti dire una cosa tipo: alla baracchina (baracchina è bolognese? Non ne sono sicura, spero si capisca..., poi magari a quei tempi avevano i carretti) che le piace tanto proprio sulle rive dello Svislach. Senza questa precisazione a me fa pensare che lungo le rive dello Svislach sia un'informazione che l'autore vuole dare al lettore per fargli un po' di geografia, perché non c'è dubbio che Leo sappia benissimo dove stanno sia parco che fiume e non ha bisogno di precisarselo.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

il fiume scorre tranquillo e mentre aspetto mi siedo sulla banchina osservando le sue acque verdastre

oppure puoi inserire qui il nome del fiume senza che sembri forzatura prima, tipo: lo Svislach scorre tranquillo.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

increspate dal vento, dagli insetti o da

toglierei la virgola e metterei e al suo posto. Non mi era chiara subito, ho letto due volte per arrivarci

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

balzo per catturare la cena

quindi è sera? Scusa, mi sono svegliata puntigliosa e rompi scatole oggi, ma quello che ho letto fino a ora, benché non contenga indicazioni di orario, mi aveva fatto pensare a mattina o pomeriggio. Un momento della giornata con luce insomma, perché vede il colore dell'acqua del fiume, ci sono i moscerini, i pesci attivi, insomma, mi dava idea di luce.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

che creano affascinanti cerchi concentrici

al posto di affascinanti, che è soggettivo, metterei che mi affascinano o che mi incantano. Lo so che è un parere soggettivo di Leo che i cerchi siano affascinanti, ma a me suona proprio poco.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

anche io sono un ciottolo che sta

metterei: mi sento come un ciottolo... Anche io sono un ciottolo mi suona più da libro per ragazzi e Leo è praticamente un uomo qui, o comunque è convinto di esserlo. Sul buco nero concordo con @bwv582 :saltello:

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

E per giunta sto per lasciare la mia fidanzata.

toglierei questa per passare subito a quella dopo da cui si evince la stessa informazione  cioè che sta per lasciarla

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

ora come ora non mi prenderebbero sul serio e, per lo stesso motivo, non l’ho addotta come motivo per restare a Minsk,

questa affermazione non l'ho capita bene, perché non dovrebbero prenderlo sul serio? E perché, a quanto pare, nemmeno lui prende sul serio la sua relazione con Luiza?

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

era una bella mattina d’aprile ed eravamo corsi sotto la tettoia di un negozio per ripararci dalla pioggia

aggiungerei che stavano passeggiando o qualcosa del genere per non farli spuntare dal niente verso la tettoia

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

fresco contro le mie labbra. Ci eravamo scontrati

metterei sulle mie labbra solo per non ripeterti con lo scontrati

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

L’amodavvero Luiza: èun anno avanti a m

a parte gli spazi, andrei a capo perché torni al presente. Ricordo concluso si cambia scena. Un anno avanti a me dove? Specificherei

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

a me ed è alta quasi quanto me

me-me, troverei un altro modo

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

con gli occhi azzurro ghiaccio e i capelli

perché con? Con gli occhi fa qualcosa, ma qui non fa niente, quindi metterei solo ha.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

molto in là. Io sono un ragazzo serio e certe cose vanno fatte dopo il matrimonio, Dio è molto chiaro su questo.

toglierei un pezzo perché mi sembra poco naturale e un po' spiegato: molto in là: certe cose si fanno solo dopo il matrimonio. Dio è molto chiaro su questo.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

 Non che non ci pensassi a “quelle cose” , ovvio, ma lei è  molto più di un bel corpo e un bel faccino. In realtà credevo davvero che ci saremmo sposati, perché l’amo sul serio.

come mai questa frase è al passato? Immagino ci pensi ancora a "quelle cose". Il credevo lo capisco, ma ha bisogno di un contrasto per reggersi, tipo: Prima della discussione di ieri con i miei credevo davvero che ci saremmo sposati. Una cosa del genere se no non si contrappone a niente. La frase dopo inizia con amo con cui hai concluso questa frase. Ne eliminerei uno.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

e le sue composizioni

musicali?

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

quella gonna color turchese

via colore, perché specificare? Praticamente è una ripetizione perché turchese è già un colore... anche a me capita sempre!

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Dio com’è bella con quella gonna color turchese e la camicetta bianca con sopra una deliziosa giacca dello stesso colore;

cercherei un altro modo per spiegare com'è vestita, se poi è davvero importante. O metti semplicemente: indossa questo e quello. Dio com'è bella! Oppure: la gonna turchese rivela le sue gambe lunghe mentre cammina, mentre la camicetta bianca lascia intravedere il seno. Per fortuna fa abbastanza caldo perché il cappotto rimanga aperto...

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Vede solo il buono delle cose.

aggiungerei il lato

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Ciao Leopold

virgola dopo ciao

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Dobbiamo partire, io e la mia famiglia intendo, vogliono tornare a Skidzyel’

sostituirei le virgole con dei punti per rendere la frase più sincopata

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

fa lei raddrizzandosi sulla schiena

Propongo: Raddrizza la schiena di scatto. Fa lei non è adatto a questo momento e non suggerisce per bene il tono dell'Oh che può emettere Luiza all'apprendere questa informazione. Raddrizzarsi sulla schiena, se ci pensi bene, non esiste. Raddrizzi la schiena, ma raddrizzarti sulla schiena vuol dire che qualcuno si mette dritto sulla tua schiena :arrossire:

Sono una rompi scatole, perdonami. Oltre a essere così puntigliosa, per non usare altre espressioni, me ne devo andare e lascio il testo a metà. Lo finisco più tardi, promesso. E spero anche di essere meno rompi :rosa:

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@Kikki in effetti la wiki inglese mi ha tratto in inganno. Come scrivevo é bello grezzo quindi le maiuscole dopo i dialoghi sono rimaste nella tastiera. La preoccupazione era costruire delle situazioni decenti e cominciare a lavorare bene storia e personaggi.

Il tempo verbale l'ho cambiato, quindi devo essermi persa qualcosa :-(

della lackberg ho letto un libro, ma non mi ha convinto molto, forse ho preso quello sbagliato, ero troppo presa a incavolarmi per la trama e per i protagonisti un po' stupidini... Come ti dicevo ho provato con la prima e la terza, dopo decidiamo insieme :-)

su alcune cose concordo, diciamo che il tuo commento gli da una discreta sgrezzata. :-)

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12 ore fa, AnnaL. ha detto:

Il buco nero mi era scappato di peso, grazie!

Che poi ho fatto lo splendido sulla scia della nostalgia universitaria e non ho detto che la soluzione di Schwarzschild alle equazioni di Einstein risale a circa il 1915 se non erro.

Per i doppi spazi, un trucco che uso è quello di trovarli nel browser con la funzione cerca e sostituirli al volo: ne so qualcosa perché il mio portatile ha 6 anni e ogni tanto la tastiera mangia spazi o me ne aggiunge di più senza che lo faccio di proposito.

12 ore fa, AnnaL. ha detto:

É ovvio che devo?rivedere delle cose. :-) 

Ricordo una frase che mi ha detto un'utentessa qui del WD e che è facile fare le pulci ai racconti altrui più che notare gli errori dei propri. :)

Per il resto buona revisione (a tutti noi) e alla prossima lettura, @AnnaL..

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Sono tornata a rompere @AnnaL. buongiorno :)

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Appartiene a una famiglia di farmacisti che vivevano a Minsk dalla notte dei tempi, di contadini nel suo albero genealogico non ce ne sono.

capisco cosa vuoi dire, ma trovo che la frase sia incompleta. Niente lascia supporre che Leo o la sua famiglia fossero contadini, in queste poche righe siamo in città e sappiamo solo che lui deve partire. Aggiungerei qualcosa da qualche parte prima di questo scambio di battute per far capire per dove sta per partire. E vivono, ci vivono ancora in fondo, no?

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

e altre in calesse

il calesse ha solo due ruote e non ha l'aria di potersi macinare tutti quei chilometri. Secondo me è meglio metterci un autobus. I carri erano privati e soprattutto di proprietà dei contadini che li usavano anche nei campi. C'è da ricercare anche questo, lo metto nella lista: mezzi di trasporto. Skizdyel' è su una strada abbastanza principale comunque se guardi su maps, perché è poco prima di Grodno quindi è posto di passaggio e di traffico. 

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

la voce velata dalle lacrime.

metterei di lacrime, giusto per snellire

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

i nostri genitori non sanno nemmeno di noi.

la rigirerei un pochino perché così mi sa di spiegone. Si potrebbe unire a quella dopo, tanto l'hai già detto poco prima che non lo sa nessuno, solo Yarek.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Io sto per partire e ci vorranno almeno un paio d’anni prima che io possa tornare.

via un qualche io

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Il suo fratello minore, Milan,

via il... sei sicura che Milan sia un nome polacco? Io lo conosco come nome dei Balcani

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

era morto nell’estate del ’16 ustionato dai gas

secondo me qua confonde un po' e c'è da specificare a che età è morto. Stai parlando di guerra e poi dici che questo Milan è morto nel '16... quanti anni prima sono rispetto al testo? Il lettore non lo sa, come non ha riferimenti per sapere quanti anni ha Leo e fare un confronto. Immagino che Milan muoia bambino, giusto? Specificalo e metti dei riferimenti temporali per far capire l'età dei personaggi e l'anno in cui si ambienta la narrazione, o almeno il periodo più o meno.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

io non lo dicevo, ma non ero d’accordo.

qui qualcosa non va; ci sono due opzioni: io non lo dicevo, ma ero d'accordo. Oppure: io lo dicevo, ma non ero d'accordo. Propendo più per la prima :P

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

da dei cugini di terzo grado che vivono lì.

da dei è brutto, ma succede sempre, cerhcerei di eliminarlo però

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

per mesi avevamo parlato della signora Cuch

al posto di per mesi metterei tante volte. Immagino sia un argomento che affligge Luiza, sicuramente quando è iniziato il declino di più, ma credo che anche adesso le dia dei pensieri la situazione della madre e che ancora ne parli.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

stare legati a due fantasmi che ci succhiavano l’essenza vitale

perché due? Fino qui nel testo non si capisce affatto che la madre di Luiza o la morte di Milan abbiano costretto Leo e Luiza a incontrarsi di nascosto. Perché poi? Secondo me c'è da chiarire meglio questa faccenda. Si incontrano da clandestini perché sono degli adolescenti o perché esiste un reale ostacolo alla loro relazione? Se esiste va raccontato.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

più che pronto ad offrire il braccio alla sorell

a offrire

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

propone illuminandosi come una lanterna

c'è da chiedersi quante lanterne ci fossero... ci sono i lampioni a gas? Le case da cosa vengono illuminate? E, soprattutto, che differenza sociale c'è tra i vari tipi di illuminazioni? In ogni caso, a me la lanterna suona molto casa contadina, non casa di città... ma l'ho messa in lista e dopo guardo :P

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Quella è la vita che programmo fin da bambino, ed è lì per me.

metterei: a portata di mano invece che ed è lì per me... solo perché mi piace di più

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

più se non dopo molto tempo e lui avrebbe fatto la sua vita ed io la mia.

metterei due punti al posto di e

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Non potevo tenerlo fuori dalla mia esistenza e lui con me non sarebbe mai venuto.

qui ci sono problemi di tempo verbale: Non posso tenerlo fuori dalla mia esistenza e lui con me non verrebbe.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Varsavia non è di suo interesse, ne lo è nascondersi.

Varsavia non gli interessa, oppure: Varsavia non gli è mai interessata... in ogni caso c'è da specificare. Perché nascondersi? Io lo so, ma solo perché conosco i retroscena. Messo così non lascia capire niente e non si ricollega a nessun'altra informazione che hai dato prima

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Quindi in definitiva sembrava debba scegliere fra la mia fidanzata e mio fratello.

c'è da chiarire

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

una lacrima le scivola lungo lo zigomo perdendosi nei ciuffi di capelli vicino alle orecchie.

secondo me perché una lacrima vada vicino alle orecchie bisogna essere sdraiati, se no scende vicino al mento o magari sulla gola o entra in bocca

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

È anche per lui che voglio combattere. Devono pagare per quello che hanno fatto alle nostre terre

qui non torna. Prima dice che lo fa anche per Milan, ma poi, come conseguenza, i russi devono pagare per quello che hanno fatto alle loro terre. Ci sono due temi forti qui, ma che non sono uno la conseguenza dell'altro. Amicizia e patria. Leo può andare a combattere pensando di farlo per la patria mentre invece vuole solo vendicare la morte di Milan, ci sta anche nell'età che ha e nell'indole romantica, ma la frase va riformulata, i due concetti non possono confondersi qui. In questo punto stai dichiarando al lettore che tipo di personaggio vorrebbe essere Leo, che tipo di storia vorrebbe vivere. Da questo punto in poi tutto è delusione finché non prenderà consapevolezza di chi è veramente.

Non ci crederai, ma non riesco a finire neppure oggi, mi dispiace tanto, no ho mai fatto un commento in tre atti :arrossire: 

Una domanda che mi faccio è: cosa c'è prima di questo testo? L'altro che avevi postato tempo fa viene dopo questo dal punto di vista cronologico, giusto? Prima di questo cosa c'è? O immagini così l'inizio della storia?

Buona giornata socia :flower:

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@Kikki buon dì! 

21 minuti fa, Kikki ha detto:

incompleta. Niente lascia supporre che Leo o la sua famiglia fossero contadini, in queste poche righe siamo in città e sappiamo solo che lui deve partire. 

Si spiega nel brano prima, anche se in modo non chiaro. Lo sistemo nel pezzo precedente.

 

Sul calesse: mi serve per introdurre un piccolo personaggio, mettiamo un carretto? Forse ho usato la parola in modo improprio... 

 

Su Milan: l'ho trovato nella lista di nomi polacchi. Nel pezzo precedente, anzi nei due pezzi, vengono fornite tutte le informazioni così che si capisca che il povero Milan é morto due anni prima sui quattordici o quindici anni.

 

Sui fantasmi: sì, nella mia testa é chiaro, ma devo metterlo meglio.

 

Su Varsavia: grazie ai due pezzi prima si dovrebbe capire, credo, che per yarek andare a varsavia a fare l'operaio vorrebbe dire imboscarsi. Questione di coscienza. ma mettiamolo in chiaro. 

 

 

Sulle motivazioni di leo: infatti luiza lo rimbecca dicendogli che a bombardare furono i tedeschi e ora lui vuol partire contro i russi. Dalla risposta di leo spero emerga che lui vuole combattere chiunque si metta contro la loro "entrata" in polonia. Vede la causa dei loro mali nell'essere sempre preda di questo o di quello... Un paio di frasi dopo dovrebbe spiegarsi bene :-)

 

A dopo socia! 

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Rieccomi @AnnaL. :) questa volta arrivo fino in fondo, promesso :flower:

Il 5/4/2019 alle 10:36, AnnaL. ha detto:

Sulle motivazioni di leo: infatti luiza lo rimbecca dicendogli che a bombardare furono i tedeschi e ora lui vuol partire contro i russi. Dalla risposta di leo spero emerga che lui vuole combattere chiunque si metta contro la loro "entrata" in polonia. Vede la causa dei loro mali nell'essere sempre preda di questo o di quello...

io non discuto questo, però, discuto il fatto che si confondano due temi forti, e basilari in questa storia tutta, come patria e amicizia. Ripeto, un adolescente ci sta che mescoli il tutto, ma qui il discorso va ampliato secondo me e chiarito.

Il 5/4/2019 alle 10:36, AnnaL. ha detto:

Su Varsavia: grazie ai due pezzi prima si dovrebbe capire, credo, che per yarek andare a varsavia a fare l'operaio vorrebbe dire imboscarsi. Questione di coscienza. ma mettiamolo in chiaro. 

però il fatto che Yarek a Varsavia farebbe l'operaio io non l'ho letto. E poi che male c'è a fare gli operai? Il sogno di Yarek quale sarebbe?

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

dico  a voce bassa e appassionata, la guardo negli occhi sperando che comprenda deve comprendere.

metterei: con voce bassa e appassionata... comprenda o deve comprendere?

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

e adesso verremo attaccati dai russi,

lei come lo sa? sei riuscita a trovare qualcosa che testimoni il fatto che era palese che sarebbe successo? Ho un altro dubbio: questi due sono a Minsk, prima della guerra 19-22 esisteva la Bielorussia come stato unico? Perché c'erano già dei polacchi nella parte est? Che ragione forte li aveva spinti ad abbandonare la Polonia per andare vicino al confine russo? Se non esiste una forte ragione politica e storica che possiamo trovare e provare, che ragione avevano gli antenati di Leo di andare a Minsk? Se lo sapevo l'ho scordato...

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

per tutti quelli che sono morti o hanno perso tutto

tutti-tutto cercherei un'alternativa

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Lo tsar è morto,

terrei la versione zar, di più facile lettura

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

sapendo quanta angoscia ti procurerebbe sapermi al fronte.

sapendo sapermi

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

E pensi che non lo sarò comunque?

non c'è concordanza con la frase di Leo. Immagino che qui Luiza si riferisca al preoccuparsi, ma sopra si parla di angoscia. Riformulerei le due frasi in modo che si colleghino meglio. Soprattutto se pensi alla concitazione del momento, poco tempo per pensare e reazioni forti e di stomaco, ci si collega alle ultime parole sentite senza grossi giri e parafrasi

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

due piccoli rivoli di lacrime

trovo i rivoli un po' eccessivi :sob:ho immaginato una cosa tipo questa, anche se forse qui sembrano più fiumi che rivoli

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

E non provare ad ingannarmi, tu imbracci il fucile perché lo fa tuo fratello.

a ingannarmi: tu imbracci... anche se metterei tu vuoi imbracciare il fucile... perché in fondo non lo sta facendo, né ha possibilità di farlo

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Ti conosco da quando eri bambino, voi vivete quasi in simbiosi, t

queste due frasi per me sono per il lettore, vanno riformulate secondo me. Si potrebbe mettere qualcosa tipo: Lo adori da quando sei nato, hai sempre fatto tutto quello che faceva lui, hai sempre voluto essere lui. Me lo ricordo sai che facevi così anche da bambino! Insomma, non è la frase corretta, ma il senso. Simbiosi dovrebbe volerla anche Yarek che non credo sia interessato. Poi mi viene un pensiero sulla guerra: al tempo mica aspettavano i 18 per arruolarli! Come mai Leo se ne sta con le mani in ano ad amoreggiare nei parchi e parla come se fosse lui a poter scegliere? Mica potevano scegliere allora, soprattutto non in tempo di guerra. Ora, non conosco l'età da cui li prendevano e li spedivano, ma sono abbastanza sicura che Leo, a 17 anni, dovrebbe stare al fronte e non al parco. Bisogna controllare.

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

sai nulla.»

«Ne so abbastanza per sapere

la fiera del sapere :saltello:

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

che saresti un filo meno entusiasta

anche io eliminerei il filo

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

qualche testa si girò nella loro direzione e

tempo verbale

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

in quella supplica ci metto tutto me stesso

metto in quella supplica tutto me stesso

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Invece, se ci lasciamo ora, avrò del tempo per provare a dimenticarti.

questa frase non mi piace, la trovo poco naturale e molto spiegata e poi credo che si contrapponga a quello che diceva sopra quando gli dice: ma credi forse che se ci lasciamo io non ti amo più? 

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

avermi guardato un ultima volta

apostrofo perduto

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

sua schiena aspettando di vederla girarsi verso di me,

aspettando che si giri verso di me

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

lasciandomi solo sulla banchina.

Tengo gli occhi fissi sulla sua schiena aspettando di vederla girarsi verso di me, ma non accadde e quando sono certo di essere solo

lasciandomi solo- essere solo prima si sono voltate delle teste, quindi immagino ci fosse qualcuno da qualche parte nei dintorni. A questa gente fantasma darei un volto, che ne so, una coppia di vecchie dame che passeggia, un gruppo di bambini con le tate, un'immagine sommaria ma un qualche tratto serve e non puoi farli sparire all'improvviso. Se serve che Leo alla fine sia solo, aggiungi una frase da qualche parte che dica che queste persone si allontanano, magari proprio perché i toni dei due si alzavano e vogliono allontanare i bambini

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Inizio ad inspirare più velocemente d

a inspirare

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

Penso a quanto aveva detto Luiza, di andare a Varsavia con lei

Penso alla proposta di Luiza di andare a Varsavia

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

anche se decidessi di restarmene buono a Skidzyel’ non potremmo stare insieme comunque, anche se,

troppi anche se e comunque è di troppo

Il 1/4/2019 alle 22:03, AnnaL. ha detto:

già impegnata. Varsavia o la mia coscienza?

a capo

Ce l'ho fatta! Sono arrivata alla fine :super:Scusa se ci ho messo ben quattro giorni e scusa la puntigliosità, ma sono del parere che quando fai uscire un testo diventi del lettore e tu qui hai reso le cose un po' difficili a livello di comprensione, formattazione e tutto il resto. Gli spazi del testo e andare a capo, fanno parte della narrazione, sono le pause nella lettura e nei momenti della trama. Scusa se continuo a essere una rompi scatole, forse si sta rivelando la mia vera natura :P Non ho segnato tutto, ma in generale la punteggiatura è un po' casuale.

Tutte queste comunque sono relativamente sciocchezze. Quello che mi preoccupa un po' è la motivazione di base su cui si fonda tutto il pezzo e che dobbiamo assolutamente cercare e svelare. Sto parlando del fatto che qui tutto dà per scontato che Leo possa scegliere, così come Yarek, se andare a combattere o meno. Lo trovo davvero improbabile. Io credo che dovessero andarci tutti a combattere e l'età di Leo rientra perfettamente tra i maschi da macello per il fronte dell'epoca. Secondo me c'è da ripensare tutto il capitolo tenendo in mente che lui non sceglie, lui va a lasciare Luiza perché è stato richiamato. Oppure deve scappare, magari mamma Margareta lo implora e Yarek pure: sacrifichiamo un figlio solo e che l'altro badi a madre e affari di famiglia... ovviamente anche perché mamma e Yarek sanno di che pasta è fatto Leo, mentre lui pensa ancora che dentro di sé da qualche parte si nasconda un eroe di guerra. Insomma, credo che ci sia da ripensare alla motivazione. Che ne pensi? Baci socia, vado a rileggere il famoso pezzo verso le chiatte a vedere se oggi è finalmente il giorno in cui postarlo :sss:

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@Kikki ti rispondo al volo: al tempo del pezzo la?russia e quindi anche minsk erano fuori dalla guerra che stava per terminare anche nel resto d'europa. Gli antenati di leo saranno lì da mille mila anni, i?flussi migratori erano stati continuo nel corso del tempo. Questo non toglie che possano sentirsi polacchi avendo preservato le loro radici.

Subito dopo la Bielorussia verrà costituita come stato, ma con l'appoggio dei tedeschi che, infatti, appena se ne vanno lasciano il campo ai russi che vogliono riprenderla. In ogni caso i polacchi erano già lì ad affilare le armi. 

Sull'etá di arruolamento ho preso per buono che, in italia, se non erro, arruolarono i diciottenni solo quando si trovarono alle strette. Comunque controlliamo. Ma se dovesse risultare coscritto dovremo fare dei bei magheggi per tenerlo fuori (far morire il padre prima? Farlo passare per malato? Far risultare il padre invalido?) perché la renitenza alla leva era un reato gravino.

sapevo di stare postando un testo al grezzo, ma, se, per dire, dobbiamo fare le magie per non spedirlo al fronte, dovrò riscriverne una buona parte. Per non parlare del primo capitolo che andrà riscritto per intero :-) 

ora provo a capire come funzionava :-)

 

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