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Neura

Incubo: Inseguimento

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Sfioro le spighe con la punta delle dita.
L'oro del grano mi circonda e riempie la visuale.
Mi godo la brezza leggera che agita le spighe intorno a me, mentre i raggi obliqui del sole mi scaldano il viso. Pace.
Ma una nuvola oscura il sole e la temperatura cala bruscamente. Il vento si alza e scivola tra le pieghe dei miei vestiti, dove la carne è più sensibile. Un brivido sale lungo la mia schiena. Il grano si scuote e si piega quasi fino a terra. Un rumore secco rompe la quiete. Qualcosa si muove e calpesta il grano. Lo sento che avanza alle mie spalle. Ma non dovrebbe esserci nessuno qui, sono venuto da solo. Non c'è nessuno qui? Mi giro di scatto.

Le spighe ondeggiano spinte dal vento, tutto è in movimento, ma nulla si muove. Niente sta calpestando il grano. Eppure quel rumore...

Mi sembra di scorgere qualcosa là in fondo. Un'increspatura nera nel mare dorato. Ma cosa... è troppo lontano per distinguere cosa sia. Probabilmente un grosso masso. Sono troppo teso... Mi sto suggestionando da solo. Eppure ho la sensazione di essere osservato. No, sto vaneggiando. È meglio se torno a casa. Mi giro e sono pronto ad incamminarmi, ma lo sento di nuovo. Il grano che viene calpestato. È più vicino. Non voglio girarmi... ho paura di vedere se c'è qualcosa...sia di non vedere niente. Ancora quel rumore. Provo a muovermi...Ma mi immobilizzo subito. Questa volta era più forte. Non lo sopporto più. Devo voltarmi, e lo faccio. L'increspatura nera è più vicina.

C'è qualcosa là in mezzo, non posso negarlo. Ma cosa diavolo è? Non può essere un uomo. Non sembra...un uomo. Ma una bestia sarebbe più furtiva. Sembra quasi... che voglia che lo senta arrivare. È così immobile che mi fa dubitare che sia una cosa viva. Eppure sono sicuro che prima fosse più lontano.

Il grido stridulo di un uccello mi fa sobbalzare. Lo cerco in cielo con lo sguardo per un attimo e riporto subito gli occhi sull'increspatura nera. Il sangue mi si gela nelle vene. È più vicina. Quella maledetta cosa è nettamente più vicina. C'è qualcosa in quel campo, e mi sta puntando. Sembra quasi di distinguere...degli occhi. Mi sta fissando. Adesso lo sento, il suo sguardo su di me. Mi penetra la carne come un arpione e mi tormenta.
Come ho fatto a dubitarne prima? Devo andarmene da qui, devo correre. Quella cosa mi vuole. Adesso lo faccio. Ora mi giro e corro. Ma se smetto di guardarla si muoverà di nuovo... No! Resta calmo! Devi riflettere. Non puoi certo rimanere qui per sempre. Anche perché la luce sta calando e se rimani al buio con quella cosa...No! Non devi pensarci! Cosa può farmi se mi prende? Basta! Non pensarci!
Il sudore mi incolla i vestiti addosso. Eppure ho così freddo... Sento i muscoli paralizzati. Devo decidermi ad andare, devo...

Si è mosso? Mi è sembrato che leggermente...No, non è possibile. Finché lo guardo non...ancora? Questa volta avrei giurato che...
La cosa fa una scatto in avanti. Salto come una molla troppo compressa e mi lancio nella corsa. Corro come non ho mai fatto in vita mia. Il cuore mi pulsa nelle orecchie e copre ogni altro rumore. Non riesco a sentire se la cosa mi sta seguendo. Dovrei guardare. Devo girarmi e guardare. Ma non voglio vederla. Se la cosa mi prende... Dio, aiutami! Non voglio che mi prenda!
Sento il suo sguardo su di me. La schiena mi formicola. È come se da un momento all'altro qualcosa potesse scattare ed afferrarmi...
Adesso lo sento. Mi sta seguendo. Corre. Sembra quasi di sentire il suo respiro...No, non un respiro, un ringhio. Un basso gorgoglio orrendo. È così vicino.
Devo essere più veloce, ma sono senza fiato. I polmoni mi scoppiano, ma non posso rallentare. Devo arrivare a casa, lì sarò al sicuro.
Si, casa. Non posso essere così lontano. Mi sembra di correre da ore. Eppure non la vedo. C'è solo grano in questo maledetto posto. Un infinito mare di grano. Dov'è casa mia? Dio aiutami! Qualcuno mi aiuti! Non so più dov'è casa mia! Non so più dove sono! perché c'è tutto questo grano?
Un'ombra nera sfreccia alla mia sinistra. No, non può essere quella cosa! Non può!
Sento il suo respiro ansimante. Ringhiante. La intravedo non lontano da me. Una massa nera che si fa strada a balzi tra le spighe. Mi sta raggiungendo. Aiutatemi!
Un'ombra nera mi taglia la strada. Urlo e scarto a destra, continuando a correre. Non può essere la stessa cosa. La stavo tenendo d'occhio.
Sono in due! Almeno in due...
Adesso li sento.
Dio, ce ne sono così tanti!
Sono intorno a me, forse anche davanti. Non c'è speranza.
Dio, proteggimi. Non voglio morire. Non voglio soffrire! Ti prego! Non farmi soffrire!
Qualcosa mi colpisce la schiena. Urlo, e cado. Non so neanche se provo dolore. Non riesco bene a percepire il corpo. E' come se non fosse nemmeno mio. La mia mente è persa nella frenesia del terrore, vorrei scappare, continuare a muovermi, ma il corpo è immobile, la faccia nella polvere, gli occhi serrati.
Sento il rumore del mio respiro affannato. Un rumore orrendo mi fa stringere più forte gli occhi. Non voglio guardare. Sento i suoi passi, sempre più vicino. Un alito caldo mi sfiora il viso. È sopra di me. Buio.
 

 

Nota:

L'ispirazione per questo racconto, che è il primo che scrivo, è nata dalla volontà di focalizzarsi su di un'emozione (paura, in questo caso) e cercare di creare una storia in grado di “evocarla” . Ho altre idee in mente su questa scia, che spero prima o poi di sviluppare. Grazie per l'attenzione!

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Ciao @Neura

Piacevolissimo racconto. Il ritmo che tieni mi ha portato a leggere l'intero racconto cercando di capire cosa vi fosse in movimento tra il grano.

Bello anche il finale, che lascia tutto in sospeso. La nota a margine aiuta a capire meglio il tuo intento, anche se la qualità della scrittura permetteva da sola di indovinarlo. Ben fatto.

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Ciao @Neura ben arrivata/o nel wd :)

Commento a sensazione, vediamo se riesco a spiegare le mie reazioni al tuo racconto. La prima parte non mi mette paura, scusa :sss:. Cambi registro da subito, passi da una situazione di pace descritta solo dalla  parola  "pace", a descrivere l'angoscia del protagonista, tramite lui che si dichiara teso e forse suggestionato. Sai perché non mi ha emozionato? Perché è già tutto troppo detto. Potresti non dichiarare gli stati d'animo a parole, ma scrivere delle reazioni a quegli stati d'animo. (Il sudore e i brividi a volte, non sono abbastanza. È sempre solo un mio pensiero eh!? :))

La parte finale coinvolge di più, le riflessioni sembrano più reali. Non dai un nome e un cognome a quello che lui sente. Il flusso di coscienza sembra più sciolto e incalzante, sembra vada al ritmo dei ringhi che lo circondano. 

Ciao :)

 

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Ciao @Neura non ho mai letto niente di tuo, non so davvero cosa aspettarmi e questo mi piace molto :) In più è un horror con cui ho abbastanza feeling in forma di film, ma poco in lettura. Il titolo mi fa pensare che ci sia dell'altro, o un capitolo prima o dopo, ma non ho ancora cercato quindi non so.

Vado.

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

L'oro del grano mi circonda e riempie la visuale.

questa è un po' una ripetizione: se ti circonda vuol dire che l'hai visto tutto intorno a te, così che dire "riempie la visuale" diventa una ripetizione

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Mi godo la brezza leggera che agita le spighe intorno a me

cambierei questo spighe che hai usato poco prima

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Pace.

andrei a capo e poi lascerei una riga di sospensione... forse una prima e una dopo pace, per dare durata a questo stato d'animo, visto che immagino che adesso comincerà l'horror. Le due righe di sospensione possono aiutare a sviare l'attenzione dal fatto che stanno per arrivare mostri e motoseghe :pirata2:

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Ma una nuvola oscura il sole e la temperatura cala bruscamente.

toglierei il ma, l'opposizione al sole e le spighe di prima mi sembra già abbastanza evidente

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Il vento si alza e scivola tra le pieghe dei miei vestiti, dove la carne è più sensibile.

ti propongo: Il vento si alza e mi scivola tra le pieghe dei vestiti, là dove la carne è più sensibile. Mi sembra che dia più l'idea di sensuale e che svii di nuovo l'attenzione su altro mentre le motoseghe rombano ancora troppo lontane per essere sentite

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Un brivido sale lungo la mia schiena.

Lo diciamo spesso, ma in realtà che significa? E che immagine richiama? A me la pelle d'oca, oppure piccoli sussulti e contrazioni provocati dalla differenza di temperatura. Direi: Un brivido mi fa accelerare il sangue nelle vene. O comunque una cosa simile, magari più tua, più connotata. Succede spesso di usare frasi che sentiamo e risentiamo, ma che ormai hanno un po' perso di significato proprio per l'abuso che se ne fa. Secondo me possiamo cercare i guardare dietro il brivido che sale lungo la schiena e vedere cosa lo provoca. Opinione mia ovviamente.

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Le spighe ondeggiano spinte dal vento, tutto è in movimento,

cercherei qualcosa di più forte di ondeggiano per ricollegarti alla violenza di poco prima. Tutto è in movimento lo afrei diventare: tutto è movimento.

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Sono troppo teso...

questo per me arriva troppo all'improvviso. Comincia con la pace, niente fa supporre che la stia sentendo una persona troppo tesa. Poi sobbalza perché si spaventa, il cuore batte forte e tutto il resto, ma se vuoi sottolineare che si spaventa per un nonnulla perché troppo teso, forse ci dovrebbe essere un indizio prima anche.

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Mi sto suggestionando da solo. Eppure ho la sensazione di essere osservato.

perché il corsivo? In fondo è narrato in prima persona

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

ma lo sento di nuovo. Il grano che viene calpestato.

metterei due punti dopo nuovo e cambierei la frase mostrando quello che vuoi dire, magari potresti mettere: il grano scricchiola sotto un peso che si avvicina, o una cosa simile

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

ho paura di vedere se c'è qualcosa...sia di non

hai perso il prima sia

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Questa volta era più forte.

hai cambiato tempo verbale

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

che voglia che lo senta arrivare.

cercherei un'alternativa a questo doppio che tanto vicino

 

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

È così immobile che mi fa dubitare che sia una cosa viva.

capisco adesso che si muove facendo rumore e poi si ferma, tipo quel gioco che si faceva da bambini che quando quello che conta si gira tutti si bloccano

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Come ho fatto a dubitarne prima?

da qui in poi scorre via che è un piacere secondo me. Tutto un altro ritmo, grande concitazione e ansia. La punteggiatura breve aiuta e fa venire il fiato corto. Avrei insistito ancora di più mettendo degli a capo qua e là per dare sospensione

 

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Dio aiutami!

hai dimenticato la virgola

 

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Sento il suo respiro ansimante. Ringhiante.

non ripeterei ringhiante, hai usato poco prima ringhio

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Urlo, e cado.

Ci metterei un punto e toglierei la e. Forse è un'esagerazione, ma credo darebbe bene l'idea dell'arresto della corsa.

Il 1/4/2019 alle 02:06, Neura ha detto:

Un alito caldo mi sfiora il viso.

caldo? Me lo immaginavo fetido, o piedo di bava, o incandescente

Secondo me c'è un netto distacco tra prima e seconda parte. La seconda mi piace molto più della prima, è più reale e coinvolgente. Trovo che ci siano alcune ripetizioni e che alcuni termini ed espressioni potrebbero essere resi meglio pensandoci un po' più a lungo, proprio per trovare parole pregne di significato, senza aver bisogno di raccontare troppo, ma mostrando di più. Il tuo testo è abbastanza breve e credo richieda un'attenzione maggiore proprio per quello.

Ti ringrazio per la lettura che è stata davvero insolita per me ma che ho davvero apprezzato :flower:

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