Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Alba360

[MI 124] Sulla strada un inciampo

Post raccomandati

 

https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/42399-il-cielo-a-croci/?do=findComment&comment=752261

 

 

Traccia di mezzanotte: La strada e le sue forme

 

 

Sulla strada un inciampo

 

 

 

 

Il mio è un sentiero sconnesso tra gli uliveti. La via degli ubriachi, in paese lo chiamavano così per via di una vecchia storia. Un mistero mai svelato del quale a quel tempo non ero a conoscenza.

Non c’erano altri bambini in casa e io dovevo percorrere quaranta minuti in solitaria, fino a sbucare dal fango o la polvere sulla provinciale asfaltata e poi, in pochi minuti arrivare Fiumelle; un piccolo centro sdraiato attorno alle mura di un antico castello in cima a una collina, dove mi aspettavano i banchi di scuola ogni mattina.

Sono nata in una casa di campagna ai piedi dell’altura. La mia strada cominciava proprio dietro la finestra della cucina, si snodava tutta in salita, tra sassi e radici esposte, aggirava discreta i cespugli e i tronchi grotteschi di antichi ulivi.

In primavera più che in ogni altra stagione, quel tragitto, nell’andare e tornare diventava motivo di gioco.

Ogni curva sembrava custodire un mistero, nella mia mente si aprivano scenari fantastici e mi costringevano ad assegnare un nome ai luoghi incantati che percorrevo. Se qualcuno avesse mai imboccato il mio sentiero guardandolo con i miei occhi, si sarebbe trovato all’improvviso davanti alla roccia dove Excalibur vide Artù inginocchiarsi o alla radura dove Aurora incontrava per la prima volta il principe Filippo. I posti più pericolosi come la bocca del Maraone o il Picco del Diavolo, di cui avevo letto in un fumetto, li evitavo e ci passavo accanto quasi correndo.   

Riposavo spesso sopra i letti di foglie di giaggiolo, perdevo minuti a guardare le nuvole spaccarsi o, scoperta la tana del ramarro, dividevo con lui la merenda; lasciavo le briciole sui sassi nella speranza di vederlo mangiare almeno una volta.

Deviavo appena la strada ogni tanto; crescendo mi perdevo sempre di più nelle mie esplorazioni e nelle fantasticherie.

Il mio sentiero non era in un fitto bosco ma il paesaggio monotono è capace di trarre in inganno, si può facilmente scambiare un posto con un altro, quindi facevo sempre bene attenzione a lasciare dietro di me punti di riferimento per non perdere l’orientamento. In quelle occasioni salivo sul tetto di vecchio edificio abbandonato. Aveva cominciato a cedere alle intemperie ma solo il secondo piano era crollato. Sparsi sui lati delle mura giacevano mucchi di macerie. Il passaggio tra i sassi mossi era facile ai miei occhi; lasciavo lo zaino appoggiato al muro, e mi bastavano due salti per trovarmi così in alto, da poter osservare tutto ciò che accadeva sui rami di un ciliegio, precisamente in un  piccolo cestino di fango e rametti.

Sorvegliavo, dal solaio della casa abbandonata, il nido di capinere, per qualche minuto aspettavo speranzosa il momento in cui la madre sarebbe tornata col cibo nel becco. Quando ero fortunata, gli uccellini tiravano su la testolina col beccuccio spalancato in un coro di schiamazzi.

 

Non mi era mai presa la vera voglia di entrare nella vecchia casa. Anche se non sarebbe bastata una spinta per spalancare la porta decrepita, avevo calcolato più volte che sarei passata facilmente nello spazio tra le ante chiuse con un lucchetto e il terreno sconnesso, ma non trovai mai il coraggio.

Quel giorno mamma capinera aveva appena lasciato il nido, mi sentivo felice e pronta per affrontare il resto della camminata fino a scuola, quando delle voci mi fecero sobbalzare di paura, poi sdraiata sul tetto, spiai i due uomini che discutevano preoccupati e arrabbiati perché il mio zaino era poggiato sul muro. Parlavano a voce bassa, ma era evidente che erano molto infastiditi dalla presenza di qualche ragazzino intorno alla casa.

Frugarono tra le mie cose, nervosi, io non li conoscevo ma loro sapevano chi era mio padre, ne fui certa quando il suo nome spiccò più volte tra le parole di uno di loro, scandite con violenza sul volto impassibile dell’altro. Rimasi, appiattita non so quanto tempo sopra una fila di formiche e gli escrementi di uccelli, senza fare il minimo rumore.

Venni così a sapere di traffici strani legati alla vecchia casa e perfino al nome che gli abitanti del paese davano al mio sentiero.

Un vecchio crimine mai risolto, del quale io non avevo mai sentito parlare, celava la soluzione in quella casa. Io non ero mai entrata lì ma loro non potevano saperlo.

 

- Se la ragazzina è entrata, ha visto, sicuro lo dirà a suo padre, anche se non capisce di cosa si tratta la curiosità la spingerà a parlare.

- Se Fernando parla, gli ammazziamo la figlia, andiamo subito a dirglielo.

- Quello non è uno che si lascia intimidire, lo conosco bene.

- Intanto cerchiamola, non può essere lontana se ha lasciato qui lo zaino.

- Forse si è messa a seguire una farfalla e s’è persa; potremmo aspettare qui tutto il giorno.

- Io resto qui, mi nascondo là, dietro quei cespugli, tu vai a cercare di scoprire se è tornata a casa, magari ci ha già messo nei guai.

 

Persi le lezioni e la cognizione del tempo. Mi addormentai nell’aria tiepida di fine Aprile e nell’attesa che l’uomo rimasto di guardia andasse via.  Al risveglio dalla mia posizione feci in tempo a vedere i due uomini che si allontanavano risalendo il sentiero verso il paese.

Più preoccupata per aver involontariamente marinato la scuola che per i due farabutti, pensai che ormai avessero rinunciato a prendermi.

Veloce, scesi caracollando giù per il passaggio tra le macerie della casa, presi lo zaino e in fretta mi diressi verso casa.

Aggirai di corsa la bocca del Maraone, e lì, di colpo me ne accorsi, il mio sentiero era cambiato era sparita la roccia di Excalibur; al suo posto una semplice pietra, rallentai sgomenta, temetti di perdere la strada: niente più luoghi fatati, il sentiero mi era improvvisamente ostile, ripido e infido.

A tratti sembrava volermi inghiottire nelle sue evoluzioni sconnesse. Al Picco del Diavolo l’ombra del grosso masso mi sovrastava minacciosa, qualcosa di oscuro  m’impediva di passare là sotto.

La paura mi bloccava le gambe. Deviai verso i cespugli, mi graffiai il viso e le braccia, risalii la scarpata fino agli ulivi in piena gemmatura.

Da lontano scorgevo già la mia casa e la mia strada sotto di me; ero salva pochi passi e sarei tornata sul sentiero, ma ormai non potevo più muovermi.  

Qualcuno mi teneva un braccio e la sua mano sulla mia bocca. Non un grido o un lamento non feci in tempo a lottare, a disperarmi e nemmeno a vederli, era già scesa la notte sui miei occhi quando sentii le loro voci.

- La seppelliamo stanotte sotto quella roccia.

- Hai visto com’è stato facile?

- Penseranno che si sia persa cominceranno a cercarla tra poco.

- Per adesso la nascondiamo dentro la casa, al resto ci penseremo col buio.

- Nessuno crederà che sia entrata lì, non è un posto, dove entrerebbe una bambina.

Avevano ragione, se fossi entrata in un’altra occasione, forse non mi sarei mai più avvicinata a quel luogo.

Ecco, il mio sentiero ora ha un nuovo mistero.

Se ti avventuri per impervie stradine tra gli uliveti di Fiumelle e la tua fantasia ti sorprende, potresti vedermi giocare lì intorno, o sdraiata su un letto di gigli a guardare le nuvole.          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
21 ore fa, Alba360 ha detto:

fino a sbucare dal fango o la polvere sulla provinciale asfaltata

dalla polvere, refuso credo

 

21 ore fa, Alba360 ha detto:

in pochi minuti arrivare Fiumelle

arrivare a Fiumelle, manca la preposizione 

 

22 ore fa, Alba360 ha detto:

Un vecchio crimine mai risolto, del quale io non avevo mai sentito parlare, celava la soluzione in quella casa.

Eviterei di ripetere quella casa, magari mettendo: Un vecchio crimine mai risolto, del quale non avevo mai sentito parlare, celava la soluzione tra quelle mura. 

 

22 ore fa, Alba360 ha detto:

Più preoccupata per aver involontariamente marinato la scuola che per i due farabutti, pensai che ormai avessero rinunciato a prendermi.

Qui c'è qualcosa che non mi quadra. Poco prima citi il dialogo tra i due, come se lei potesse sentirli, ma poi dici che si è addormentata e anzi, è convinta che avessero rinunciato a prenderla. Non è coerente perché stando al dialogo, uno degli uomini è dietro un cespuglio e la attende. A meno che la ragazzina non ha udito il dialogo, però allora perché riportarlo? Non ha senso però visto che racconti la storia dal suo punto di vista, quindi non regge come supposizione. 

 

22 ore fa, Alba360 ha detto:

e lì, di colpo me ne accorsi, il mio sentiero era cambiato era sparita la roccia di Excalibur

credo che manchi un ed, ed era sparita ecc.

 

22 ore fa, Alba360 ha detto:

ero salva pochi passi e sarei tornata sul sentiero

metterei : dopo salva 

 

22 ore fa, Alba360 ha detto:

Non un grido o un lamento non feci in tempo a lottare

Metterei un . dopo lamento, oppure ; 

 

22 ore fa, Alba360 ha detto:

Penseranno che si sia persa cominceranno a cercarla tra poco.

Metterei  un e o una , dopo persa 

 

22 ore fa, Alba360 ha detto:

non è un posto, dove entrerebbe una bambina.

via la virgola dopo posto

 

Scusa per la pignoleria, cara @Alba360. A parte queste piccolezze, dovute alla fretta e ai tempi stretti del MI, il racconto mi è piaciuto molto, soprattutto per i toni fiabeschi contaminati dalle sfaccettature del giallo, anzi del thriller, che creano un connubio perfetto. Molto bello anche il finale, piuttosto ambiguo. Non si capisce se il malviventi hanno ammazzato la bambina, come inizialmente ero propensa a credere, oppure è riuscita a scappare, visto che è lei a raccontare la storia. Però dal tono un po' distaccato, un po' fiabesco come appunto dicevo all'inizio, mi sono convinta che a narrare è il suo spirito che girovaga ancora in quel boschetto. Hai rispettato in pieno la traccia, il sentiero che la bambina percorre è vivido grazie alle immagini chiare che si formano davanti agli occhi di chi legge. Brava. Bella prova!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

fino a sbucare dal fango o la polvere sulla provinciale asfaltata

qua c'è qualcosa che non mi torna, un probabile refuso "dalla polvere"? Non so, la sento ingarbugliata.

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

Non c’erano altri bambini in casa e io dovevo percorrere quaranta minuti in solitaria, fino a sbucare dal fango o la polvere sulla provinciale asfaltata e poi, in pochi minuti arrivare Fiumelle; un piccolo centro sdraiato attorno alle mura di un antico castello in cima a una collina, dove mi aspettavano i banchi di scuola ogni mattina.

il punto e virgola spezza, ma la trovo lunga.

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

così in alto,

a gusto mio "tanto in alto"

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

poi sdraiata sul tetto,

toglierei il "poi" per mettere un po' più di ansia, quel "poi" da un tocco di "so cosa devo fare", sempre gusto mio.

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

e gli escrementi di uccelli,

"E di escrementi..."?

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

e nell’attesa che l’uomo

toglierei la congiunzione

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

Al risveglio dalla mia posizione feci in tempo

"Al risveglio riuscii/feci in tempo..." toglierei il resto

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

e la sua mano sulla mia bocca

toglierei "sua" e "mia" è già chiaro così

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

Penseranno che si sia persa cominceranno a cercarla tra poco.

virgola dopo "persa"

 

@Alba360 ti ho fatto le pulci, perdonami. Fatti salvi alcuni refusi e frasi lievemente appesantite hai scritto un racconto suggestivo che va in una direzione per poi virare bruscamente verso il tetro. Sai che gli darei più respiro? Sia come tempi di stesura che come ampiezza.

P.s: spero di non essermi ripetuta con gli appunti di Emy. :-)

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mamma mia, mi hai steso (in senso positivo). Ero lì che, dopo l'alone incantato dell'andata, stavo considerando il percorso a ritroso come una sorta di percorso iniziatico, il passaggio precoce dall'età dell'innocenza alla presa di coscienza che oltre ad Artù, Aurora e il principe Filippo esistono anche malfattori e brutture, e le cose le appaiono per quello che sono, quando invece scopro che... mamma mia, i brividi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Emy ha detto:

Qui c'è qualcosa che non mi quadra. Poco prima citi il dialogo tra i due, come se lei potesse sentirli, ma poi dici che si è addormentata e anzi, è convinta che avessero rinunciato a prenderla. Non è coerente perché stando al dialogo, uno degli uomini è dietro un cespuglio e la attende. A meno che la ragazzina non ha udito il dialogo, però allora perché riportarlo? Non ha senso però visto che racconti la storia dal suo punto di vista, quindi non regge come supposizione. 

Ciao Emy, 

 

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

Rimasi, appiattita non so quanto tempo sopra una fila di formiche e gli escrementi di uccelli, senza fare il minimo rumore.

Venni così a sapere di traffici strani legati alla vecchia casa e perfino al nome che gli abitanti del paese davano al mio sentiero.

è chiaro che ha sentito tutto!:D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Emy ha detto:

ma poi dici che si è addormentata e anzi, è convinta che avessero rinunciato a prenderla

 

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

Mi addormentai nell’aria tiepida di fine Aprile e nell’attesa che l’uomo rimasto di guardia andasse via.

vedi qui non  pensa che abbiano rinunciato

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

 Al risveglio dalla mia posizione feci in tempo a vedere i due uomini che si allontanavano risalendo il sentiero verso il paese.

Più preoccupata per aver involontariamente marinato la scuola che per i due farabutti, pensai che ormai avessero rinunciato a prendermi. 

La bambina ha perso la cognizione del tempo, non sappiamo quanto tempo è passato.

solo al suo risveglio lo pensa perchè i due forse fingono di allontanarsi

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Che bello questo racconto, Alba, da applausi! (y)

 

La voce narrante è quella di una bambina uccisa perché testimone scomoda, che racconta il passaggio dallo stato meraviglioso e immaginifico dell'infanzia felice alla dirompente scoperta del male, e alla sperimentazione della paura e della perdita di fiducia.

 

Toccanti in modo particolare due momenti del tuo racconto:

quando la bambina, per non farsi scoprire, si immobilizza su formiche ed escrementi, superando fastidio e schifo per sottrarsi al pericolo, e il momento, centrale nel testo, di quando "la roccia di Exalibur" diventa una comune roccia, spiegando così la paura e la perdita dell'ingenuità infantile molto meglio di mille parole.

 

Brava @Alba360

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Emy ha detto:

Scusa per la pignoleria, cara @Alba360. A parte queste piccolezze, dovute alla fretta e ai tempi stretti del MI, il racconto mi è piaciuto molto, soprattutto per i toni fiabeschi contaminati dalle sfaccettature del giallo, anzi del thriller, che creano un connubio perfetto. Molto bello anche il finale, piuttosto ambiguo. Non si capisce se il malviventi hanno ammazzato la bambina, come inizialmente ero propensa a credere, oppure è riuscita a scappare, visto che è lei a raccontare la storia. Però dal tono un po' distaccato, un po' fiabesco come appunto dicevo all'inizio, mi sono convinta che a narrare è il suo spirito che girovaga ancora in quel boschetto. Hai rispettato in pieno la traccia, il sentiero che la bambina percorre è vivido grazie alle immagini chiare che si formano davanti agli occhi di chi legge. Brava. Bella prova!

Scusa @Emy per il messaggio spezzettato ma il cursore  stasera invece della della barra per scorrere pigia invia risposta, mi sa che sono un pò rincoglinita :facepalm:

non devi scusarti anzi mi fa molto piacere che tu abbia letto il racconto e soprattutto avermi confidato le tue impressioni.

si la bimba muore nel racconto, nella realtà la piccola invece sfira solo il pericolo. Ogni giorno fino alla quinta elementare percorre il suo sentiero senza inciampi per fortuna. E non semetterà mai di fantasticare.

ti ringrazio moltissimo per le correzioni e le bellissime parole:flower:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
15 minuti fa, Poeta Zaza ha detto:

quando "la roccia di Exalibur" diventa una comune roccia, spiegando così la paura e la perdita dell'ingenuità infantile molto meglio di mille parole.

Hai centrato la mia intenzione in questo passaggio!

grazie per aver letto:rosa:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Volevo dirti che il tuo racconto mi aveva ricordato, per atmosfere e significati, "Io non ho paura" di Ammaniti, poi è arrivato il finale e... accidenti, spietato! Il racconto bucolico si trasforma in scoperta delle bruttezze della realtà e poi sfuma in una sorta di leggenda sui misteri di un luogo. Un bel racconto, cattivo ma bello :) Ci sono un po' di refusi da correggere ma credo ti abbiano già fatto l'elenco. Il passaggio in cui la bambina ha gli occhi "aperti" e non vede più nessuna magia nel tragitto, è davvero perfetta. Il messaggio arriva forte e chiaro senza doverlo spiegare. Avevo sperato che fosse solo la spensieratezza che finiva lì, invece le hai fatto finire tutto, povera stella, ma pace ;)

Un ottimo lavoro

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il ‎31‎/‎03‎/‎2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

fino a sbucare dal fango o la polvere sulla provinciale asfaltatae poi, in pochi minuti arrivare Fiumelle

dalla polvere

arrivare a Fiumelle

 

Punteggiatura da migliorare.

 

Una storia alla Del Toro (mi ha ricordato certe atmosfere di La spina del diavolo). Da sistemare un po' lo stile, ma la storia è valida.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Alba360, devo ammettere che il finale arriva forte e inaspettato.

Il racconto inizia e procede con delicatezza e l'incanto tipico dell'infanzia, la natura a primavera, la fantasia della bambina, ecc... L'uso della prima persona ci fa immergere ancora di più in questo mondo magico. 

Le ultime righe cambiano brutalmente l'incanto. 

 

Bel racconto, piaciuto! 

 

Talia 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Alba360

questo racconto mi è piaciuto moltissimo.

La tua protagonista perde l'infanzia e perde la vita in un colpo solo: sarei quasi tentata di vederci una metafora - la vera morte è perdere la capacità di vedere storie fantastiche nel mondo reale e lei, che è morta prima di perdere del tutto questo dono, continuerà a giocare per sempre. 

Solo non mi convince il fatto che lei si addormenti sul tetto, aspettando di potersene andare senza essere scoperta. Mi sembrerebbe più credibile un'attesa piena di paura; o addirittura un'attesa passata nel brivido che hanno i bambini quando giocano a nascondino e tremano e ridacchiano temendo e desiderando di essere scoperti.

In ogni caso, una buona prova :sss:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Bella questa tua declinazione della traccia proposta, mi piace anche la deriva noir che prende la storia, non me l'aspettavo. Il testo inltre è ben scritto, belle le descrizioni. Ho trovato poetico il finale pur nella sua drammaticità. Piaciuto molto!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Alba360. Il tuo racconto mi ha lasciato un po' d'amaro nelle guance. Mi ha ricordato moltissimo la fiaba di hansel e gretel, e all'inizio anche un po' pollicino. Solo che la tua fiaba non ha nessun lieto fine: vince la realtà, così crudele. La bambina non trova nessun aiuto lungo la sua strada, e non riesce a tornare a casa dopo aver vinto una sfida oltre le sue possibilità. È un racconto che io leggo cone disilluso, una fiaba a cui è stata rubata la magia, forse metafora di infanzia, sogni o semplicemente respiro. 

Davvero bella la chiusura, per me:

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

Se ti avventuri per impervie stradine tra gli uliveti di Fiumelle e la tua fantasia ti sorprende, potresti vedermi giocare lì intorno, o sdraiata su un letto di gigli a guardare le nuvole

Ciò che è stato rubato in modo così crudele resta comunque, in una qualche forma che non si vede. O forse, che solo altri bambini (lo dico per il riferimento alla fantasia) possono vedere, come la protagonista prima vedeva la roccia di Artù.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il racconto mi è piaciuto molto e il finale mi ha sorpreso, proprio credevo che se la sarebbe cavata.

 

Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

Il mio è un sentiero sconnesso tra gli uliveti. La via degli ubriachi, in paese lo chiamavano così per via di una vecchia storia. Un mistero mai svelato del quale a quel tempo non ero a conoscenza.

Un'unica osservazione: questa frase la leverei. La vecchia storia non viene rivelata e non sapremo mai perché il sentiero si chiama "la via degli ubriachi". Perché metterlo, allora?

Nè il motivo lo conoscerà mai la bambina, come non lo conosceva "a quel tempo", perché proprio allora troverà la morte.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
23 minuti fa, Macleo ha detto:

La vecchia storia non viene rivelata e non sapremo mai perché il sentiero si chiama "la via degli ubriachi". Perché metterlo, allora?

Mah non so, forse hai ragione, il fatto è che mi sono ispirata a un paese che esiste davvero, come pure il sentiero che si chiama così. Anche la bambina, viva e vegeta ancora oggi, ha vagabondato in quei luoghi tanti anni fa. Ho preso la sua storia e l'ho rivisitata. Quel sentiero lo sentiva proprio suo proprio, appena ho letto la traccia mi è venuta in mente quella storia.

Grazie @ macleo 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Shikana ha detto:

Ciò che è stato rubato in modo così crudele resta comunque, in una qualche forma che non si vede. O forse, che solo altri bambini (lo dico per il riferimento alla fantasia) possono vedere, come la protagonista prima vedeva la roccia di Artù.

Bellissima considerazione, grazie per essere passata.<3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
11 ore fa, mercy ha detto:

Solo non mi convince il fatto che lei si addormenti sul tetto, aspettando di potersene andare senza essere scoperta. Mi sembrerebbe più credibile un'attesa piena di paura; o addirittura un'attesa passata nel brivido che hanno i bambini quando giocano a nascondino e tremano e ridacchiano temendo e desiderando di essere scoperti.

Grazie @mercy per essere passata a leggerlo.<3

In realtà  mi baso su una storia vera, la ragazzina aveva undici anni quando si addormentò sul solaio della casa diroccata aspettando che sua madre la trovasse. Era scappata su per il sentiero perchè non voleva mangiare le patate.

Sai, da anni raccolgo i racconti degli anziani. Quelli del mio paese dove vivo o del paese d'origine, se posso visito anche i luoghi che citano. Sono una miniera, una sorgente infinita d'ispirazione. A strada d'imbriachi  è davvero come la descrivo, c'è anche il picco del diavolo!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 1/4/2019 alle 20:57, AnnaL. ha detto:

Sai che gli darei più respiro? Sia come tempi di stesura che come ampiezza.

 Sai che ho pensato la stessa cosa?

Grazie per tutto(y)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 1/4/2019 alle 21:17, Vincenzo Iennaco ha detto:

Mamma mia, mi hai steso (in senso positivo). Ero lì che, dopo l'alone incantato dell'andata, stavo considerando il percorso a ritroso come una sorta di percorso iniziatico, il passaggio precoce dall'età dell'innocenza alla presa di coscienza che oltre ad Artù, Aurora e il principe Filippo esistono anche malfattori e brutture, e le cose le appaiono per quello che sono, quando invece scopro che... mamma mia, i brividi.

Considero un onore questo commento Grazie!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 2/4/2019 alle 18:23, Befana Profana ha detto:

Io non ho paura" di Ammaniti,

Purtroppo ho visto soltanto il film comunque molto bello!

 

Il 2/4/2019 alle 18:23, Befana Profana ha detto:

Il messaggio arriva forte e chiaro senza doverlo spiegare.

Grazie!<3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
21 ore fa, M.T. ha detto:

Da sistemare un po' lo stile, ma la storia è valida.

Non risco a far di meglio nel M.I. sono lentissima a correggere e a scrivere, ma tanto poi anche quando ho tutto il tempo...

Ti ringrazio per essere passato.

P.S. lo sto leggendo It sai? avevi ragione.:grazie:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
8 ore fa, Ivana Librici ha detto:

Il testo inltre è ben scritto, belle le descrizioni. Ho trovato poetico il finale pur nella sua drammaticità. Piaciuto molto!

Grazie mille Ivana<3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 31/3/2019 alle 20:36, Alba360 ha detto:

, e lì, di colpo me ne accorsi, il mio sentiero era cambiato, era sparita la roccia di Excalibur;

metterei la virgola dopo cambiato. L'ho aggiunta.

Ho quotato questa parte di frase perché è il punto del cambiamento della storia, quando era una bambina felice le sue descrizioni erano fiabesche, conosciuto il pericolo tutto cambia. Sono convinta sia il suo spirito a raccontare.

Un bellissimo racconto, traccia centrata in pieno, descrizione dei luoghi e trama con intreccio avvincente.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Alba360 ha detto:

lo sto leggendo It sai? avevi ragione.:grazie:

mi fa piacere che lo apprezzi :) 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×