Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Letizia Finato

Insieme brinderemo nel respiro del sole

Post raccomandati

Brano tratto da un capitolo del libro in scrittura, seguito del libro già pubblicato di cui ho inserito specifica nell'apposito spazio concessomi.

 

Nessuno. Solo i feriti e lei. Forse una scusa per evitare di affrontare l’inspiegabile, per tollerare l’inaccettabile. Morti? Non uno di più! Jaliz bagnò il panno e deterse la fronte sudata di Tyrou: aveva fatto tutto il possibile, ma la ferita era profonda. Sopravvivere? Sì, doveva, anche per chi non ce l’aveva fatta, per lui, per il suo fratello di Gar’Adak. Rituffò il panno nel bacile, lo strizzò e poi le sue mani si fermarono. Fissò l’acqua immota incresparsi al cadere di una goccia, serrò gli occhi per impedire che ne precipitasse un’altra, un dolore così forte!

«Jaliz» mormorò Tyrou «Cos’hai?»

La donna persa nello sconforto non s’era accorta fosse sveglio. Alzò il braccio e con la manica si asciugò con rabbia il viso, non avrebbe voluto essere vista in quello stato, da nessuno, tantomeno dal Kiruk. Non rispose, la voce rimase ostaggio dell’angoscia e preferì il silenzio piuttosto di crollare.

«Dove sono tutti? Che succede?» chiese ancora Tyrou cercando di alzare la testa, pesante come un macigno.

«Fuori ... ad accompagnare le anime» rispose Jaliz, stringendo i denti e un'altra goccia cadde.

 

Fumo denso. Un odore penetrante di carne bruciata, coperto appena dall’intenso aroma dei rami di Kyrt, l’albero sacro dei Tesay, l’albero del sentiero delle anime. Negli occhi di Lham il riflesso delle fiamme che divoravano indifferenti il corpo dell’amico, steso sulla pira.

«Athawulf ...» la voce in un sussurro, il desiderio di dirgli addio, l’incapacità di dire altro.

Aveva assistito da lontano alla cerimonia funebre, aveva atteso e sperato in una notte buia, come lo era il suo dolore, ma lassù le lune e le stelle erano più brillanti del solito, quasi fossero in festa.

Fissò il corpo velocemente scomparire nella luminosità del fuoco, unirsi alla cenere dei legni, salire nel fumo bianco contro volta nera, così leggero, così pesante l’angoscia.

Non s’era reso conto, la fuori dal portale, uno dei corpi infilzati era il suo, era Athawulf.

«... Athawulf non è uno sprovveduto. Se la caveranno ...» così aveva detto.

Se fosse tornato indietro ... Sbatté le palpebre, un nodo alla gola e gli sembrò di soffocare, incrociò le braccia sul petto, quasi a proteggersi.

«È colpa mia ... se fossi ...» mormorò, la voce roca.

Chiuse gli occhi e respirò a fondo: non poteva lasciarsi andare, non lì davanti alla pira funebre del suo amico. Non se lo meritava: doveva dargli l’onore e il rispetto Adak.

«Insieme brinderemo nel respiro del sole e ...» riaprì gli occhi, fissò per un’ultima volta il fuoco e aggiunse «... cammineremo sui sentieri delle anime, Addio, amico mio.»

Poi si voltò e rientrò nella torre.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Letizia,

devo dire che è un frammento che sicuramente crea curiosità nel lettore, fa desiderare di sapere di più sui personaggi, sull'ambientazione e sulla trama, anche se ovviamente essendo appunto un "frammento" il senso complessivo della storia è difficile da individuare, soprattutto perché i nomi da te scelti non agevolano il lettore in tal senso. L'originalità comunque c'è e il tuo stile si sente.
In generale però noto un utilizzo poco chiaro dei segni di interpunzione che in alcuni punti rendolo la lettura poco scorrevole e ti inviterei anche a non lasciare lo spazio prima dei tre punti di sospensione perché infastidiscono la lettura.

Il 31/3/2019 alle 20:02, Letizia Finato ha detto:

Altri Morti? No, Non uno di più!

 

Sì, doveva, anche per chi non ce l’aveva fatta e per lui, per il suo fratello di Gar’Adak. Rituffò il panno nel bacile, lo strizzò e poi le sue mani si fermarono. Fissò l’acqua immota incresparsi al cadere di una goccia e serrò gli occhi per impedire che ne precipitasse un’altra (due punti): un dolore così forte!

 

Alzò il braccio e con la manica si asciugò con rabbia il viso(due punti): non avrebbe voluto essere vista in quello stato, da nessuno, tantomeno dal Kiruk.

«Fuori ... ad accompagnare le anime» rispose Jaliz, stringendo i denti (qui andrei punto e a capo) E un'altra goccia cadde.

 

Fissò il corpo velocemente scomparire nella luminosità del fuoco e unirsi alla cenere dei legni, per poi salire nel fumo bianco contro volta nera, così leggero, così pesante l’angoscia (forse d'angoscia? è poco chiaro).

Non s’era reso conto, fuori dal portale, che uno dei corpi infilzati era il suo, era Athawulf.

 

Se solo fosse tornato indietro ... Sbatté le palpebre (perchè? per le lacrime magari?) e con un nodo in gola gli sembrò di soffocare, così incrociò le braccia sul petto, quasi a volersi proteggere.

 

«Insieme brinderemo nel respiro del sole e ...» riaprì gli occhi, fissò per un’ultima volta il fuoco e aggiunse «... e cammineremo sui sentieri delle anime (punto). Addio, amico mio.»

 

Spero di esserti stata utile!

Buona giornata :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, EllieTrevis ha detto:

Ciao Letizia,

devo dire che è un frammento che sicuramente crea curiosità nel lettore, fa desiderare di sapere di più sui personaggi, sull'ambientazione e sulla trama, anche se ovviamente essendo appunto un "frammento" il senso complessivo della storia è difficile da individuare, soprattutto perché i nomi da te scelti non agevolano il lettore in tal senso. L'originalità comunque c'è e il tuo stile si sente.
In generale però noto un utilizzo poco chiaro dei segni di interpunzione che in alcuni punti rendolo la lettura poco scorrevole e ti inviterei anche a non lasciare lo spazio prima dei tre punti di sospensione perché infastidiscono la lettura.

 

Spero di esserti stata utile!

Buona giornata :)

Ciao Ellie, mi sei stata utilissima. Il mio tallone d'Achille è la punteggiatura, lo so, e il tuo aiuto mi è prezioso. Il frammento fa parte di un libro che sto scrivendo e non passato sotto le mani della mia inflessibile "prof". E' tratto dal seguito di un libro che ho già pubblicato (nell'apposito spazio lo puoi trovare). Sono esordiente e quindi in fase di crescita e di miglioramento (nel primo libro si possono notare in modo più marcato i miei difetti, ma anche, a detta di molti, una certa freschezza). Ti ringrazio per i tuoi suggerimenti, ne farò tesoro. Una buona giornata anche a te! 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, @Letizia Finato.

 

Premetto che non sono un lettore di fantasy e che, di conseguenza, è un genere che conosco poco. Tuttavia, provo a rendermi utile facendo qualche considerazione sparsa sul tuo frammento. Spero che potrai ricavarne qualcosa.

 

Mi soffermo in primis sullo stile. Credo sia scorrevole e, nel complesso, piuttosto chiaro. Emerge una certa sicurezza dal punto di vista sintattico, dato che usi frasi composte in maniera differente e ciò, per quanto mi riguarda, garantisce al brano un decorso fluido e convincente. Ho individuato un solo refuso, che ti segnalo a breve, e qualche immagine non del tutto centrata. Passo agli esempi delle cose a mio modo di vedere migliorabili.

 

Il 31/3/2019 alle 20:02, Letizia Finato ha detto:

serrò gli occhi per impedire che ne precipitasse un’altra, un dolore così forte!

 

Hai costruito la scena con un buon parallelo tra le gocce d'acqua e le lacrime (se ho inteso bene), trovo quindi superfluo e forzato l'aggiunta finale, quel "dolore così forte!", che mi sembra depotenziare l'immagine. Secondo me potresti eliminarlo e il brano ne trarrebbe beneficio.

 

Il 31/3/2019 alle 20:02, Letizia Finato ha detto:

pesante come un macigno

 

Nulla di sbagliato, ma è la prima similitudine che salta alla mente quando si usa "pesante". Piuttosto che cadere nel cliché, meglio provare altre strade, altre immagini. O lasciare solo "pesante".

 

Il 31/3/2019 alle 20:02, Letizia Finato ha detto:

Fissò il corpo velocemente scomparire nella luminosità del fuoco

 

Qui mi sono un po' inceppato nella lettura, per via della tua scelta di collocare l'avverbio prima del verbo. Al mio orecchio la frase suona poco fluida a livello ritmico, per cui ti suggerirei di posizionarlo altrove (dopo il verbo, per esempio), oppure di eliminarlo del tutto.

 

Il 31/3/2019 alle 20:02, Letizia Finato ha detto:

la fuori

 

Un piccolo refuso: là.

 

Per quanto riguarda il contenuto, invece, posso darti poche impressioni. Il momento è drammatico, riesci a far passare la sofferenza, tuttavia ho riscontrato non pochi problemi nel capire quale personaggio facesse o dicesse cosa. In più, la presenza di diversi nomi, alcuni di personaggi, altri, presumibilmente, di popoli o luoghi, rende tutto abbastanza confuso. Mi rendo conto, però, che si tratta di un estratto da un romanzo, ragion per cui posso supporre che tutti i nomi che citi e i personaggi che muovi siano già ben chiari al lettore arrivato a questo punto, e che quindi non si tratti di un difetto della tua scrittura.

 

Buona fortuna con la stesura del tuo romanzo. Alla prossima! :D

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, @Cerusico ti ringrazio per il tuo commento che trovo molto interessante e utile. A riguardo del frammento: sì, è parte di un romanzo e a dire il vero già del secondo di una duologia (se così si può dire). I personaggi sono già ben delineati nella storia e il lettore non può fare confusione, anche perché ho intenzione di aggiungere un glossario. Grazie mille per i consigli. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×