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gierre13

Esiste un vero motivo per un rifiuto? Per quale motivo un editore non pubblica un testo?

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Il 13/4/2019 alle 20:51, Riccardo e Tempesta Edit. ha detto:

 

Una presentazione con una cinquantina di persone è un successo!

Alla prima presentazione "seria" della mia vita mi sono presentato con un cartone di libri alla sagra del paese che dà il titolo al romanzo. Beh, le copie non sono bastate e, per la gioia del mio editore, ho dovuto rifornire la cartoleria di una borgata vicina (non esiste una sola libreria in zona!) per esaudire le richieste dei "delusI". E pensare che un piccolo editore della zona aveva rifiutato il romanzo perché di ambito troppo locale. Come se il Montefeltro fosse un luogo sconosciuto...

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2 minuti fa, Fraudolente ha detto:

Beh, le copie non sono bastate e, per la gioia del mio editore, ho dovuto rifornire la cartoleria di una borgata vicina […] per esaudire le richieste dei "delusI".

 

Complimenti!

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Il 4/4/2019 alle 00:43, Elisabeta Gavrilina ha detto:

Tempo fa un grande editore ha rifiutato il mio romanzo storico perché nel testo c'erano le citazioni (le quali, volendo, si potevano togliere o mettere nelle note).

(Quindi l'hanno letto, almeno fino alla pagina 17, dove si incontra la prima citazione xD, non è poco!)

La risposta mi era sembrata una scusa fabbricata in fretta (pure potevano trovarne una migliore).

Mi sono detta: sta' a vedere che stanno per pubblicare qualcosa sullo stesso argomento?

Infatti, recentemente è uscito un romanzo "storico" con lo stesso editore,  dove di storico c'è ben poco (giusto i nomi dei personaggi). 

"In compenso" c'è tutto quello che su WD ci consigliano di evitare:  lunghi spiegoni,  le parolacce a sproposito, i dialoghi non corrispondono al linguaggio dell'epoca, la trama confusa, ecc ecc ecc. L'autore ha curato giusto l'incipit.

Eppure l'hanno pubblicato.

 

Non solo lo hanno pubblicato, ma adesso lo pubblicizzano a pagina intera su di un noto quotidiano di Bologna! L'autore, secondo me, ha qualche santo in paradiso e il romanzo di @Elisabeta Gavrilina sarebbe stato un doppione. E, per questi validissimi motivi, è stato rifiutato...

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Il 21/4/2019 alle 11:00, Fraudolente ha detto:

adesso lo pubblicizzano a pagina intera su di un noto quotidiano

Per questo basta pagare, non c'è bisogno di scomodare santi in paradiso :D

Tengo a precisare che il mio non è il doppione dell'altro perché scritto (e pubblicato) in tempi non sospetti e soprattutto perché è documentato, a differenza dell'altro :asd:

L'unica cosa che hanno in comune è il nome del protagonista

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11 ore fa, Elisabeta Gavrilina ha detto:

L'unica cosa che hanno in comune è il nome del protagonista

 

La vera differenza, dopo avere dato una scorsa al testo, è che @Elisabeta Gavrilina sa tenere una penna in mano, si documenta e non abusa del turpiloquio immotivato, mentre "l'antagonista"... Comunque sia, è di tutta evidenza che il rifiuto alla nostra collega sia stato dovuto all'esigenza dell'editore di non pubblicare due romanzi "simili". Magari si saranno mangiati le mani per aver già concluso l'affare!

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5 ore fa, Fraudolente ha detto:

sa tenere una penna in mano

Ti ringrazio :rosa:

5 ore fa, Fraudolente ha detto:

si documenta e non abusa del turpiloquio immotivato

Faccio del mio meglio, anche con l'aiuto degli amici del WD

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Il 1/4/2019 alle 20:44, LauraMcMiller74 ha detto:

Secondo me, apparte i refusi, gli errori di ortografia etc etc...c'è anche il gusto che gioca o a favore o a sfavore di una storia, se è un editore che lavora sulla qualità del prodotto e gli piace il romanzo va bene, ci sono ottime possibilità che venga pubblicato, se invece è un editore che usa il suo fiuto per far soldi, vi assicuro che la qualità è l'ultima cosa a cui pensa per pubblicare un libro.

Io ho la sensazione che i motivi siano svariati e che a volte vengano scartate anche opere giudicate benevolmente e che potrebbero potenzialmente funzionare perché il mercato editoriale è saturo.Non è facile prevedere se e quanto un libro di un emergente venderà. Non sottovaluterei il fattore culo.

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1 minuto fa, EvaF ha detto:

perché il mercato editoriale è saturo

Per la mia esperienza, più perché il romanzo non viene giudicato troppo "commerciale". Questa etichetta, che io credevo fosse il contrario di "astruso" (esagero), in realtà si applica a testi che siano esattamente rispondenti a poche e precise caratteristiche. Alcune cambiano nel tempo, altre mi pare resistano. 
Non entro nel merito perché si tratta pur sempre della mia modesta esperienza. Per quanto mi riguarda continuo a leggere quello che mi piace e quello che mi piace ha raramente le caratteristiche che gli editori, non tutti, certo, ma molti, specie quelli medio-grandi, sembrano ricercare. Quindi immagino di essere una lettrice atipica!

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Salve, una piccola esperienza personale e due domande.
Ho inviato a ottobre scorso quindi ben prima del Covid la sinossi di un romanzo completato di narrativa contemporanea
a una CE media e ben distribuita.

 

A sorpresa mi rispose il giorno seguente il loro responsabile editoriale chiedendomi quasi con un senso di urgenza l'intero manoscritto.


Cosa che feci, con un certo entusiasmo, ma è durato poco... Di  nuovo in modo abbastanza sorprendente, più alcuna risposta!
Risposta che ho cortemesemente chiesto una o forse due volte volte dopodiché ho lasciato
cadere anche perché mi sembrava di scocciare.


Sul momento ho avuto quasi la sensazione che il manoscritto mi fosse stato sottratto con l'inganno.
Ma no, meglio non cedere a facili paranoie, ho ragionato.


Probabilmente si trattava del famoso "silenzio-rifiuto", anche se a un punto della catena editoriale un po' più avanzato rispetto al "silenzio-rifiuto" più diffuso,
quello seguente all'invio volontario del manoscritto.

 

1) Per qualce motivo il silenzio di quel responsabile secondo voi?
Forse per non chiudersi tutte le porte con l'autore, sai mai che un giorno possa tornare utile?

 

2) E quali invece le ragioni del famoso "silenzio-rifiuto" delle (certo non tutte) CE a fronte dell'invio del manoscritto?

Da non esperto abbozzerei:


> Mai avvenuta lettura del testo, o testo ancora (chissà quando) da leggere?
> Mancanza di tempo (o personale) per rispondere a tutti, che sono magari centinaia?
> Non si risponde per evitare di farsi dei "nemici" con un NO. Oppure per evitare di creare un contatto  diretto con l'autore, che

non facendosene una ragione o anche solo provando ad aprire una breccia potrebbe tornare alla carica? E se tutti facessero così...

 

Il fatto è che, nonostante la realtà sia tanto spesso maleducata, in questo caso non credo molto nella "semplice" maleducazione.
In fondo una risposta non costerebbe poi così tanto, o no?

 

 

 

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@Pal Ho unito la tua discussione a quest’altra già esistente. Magari puoi anche trovare, nelle sedici pagine di discussione precedenti, risposte ai tuoi quesiti. L’argomento del rifiuto e del silenzio-rifiuto è stata parecchio dibattuta sul forum, anche con piccole CE che hanno dato la loro opinione al riguardo. Le discussioni sono tante, prova a utilizzare il tasto di ricerca in alto a destra dalla Home Page per trovarle. Intanto ti ho unito a questa che mi sembrava la più pertinente :)

 

Buona continuazione.

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16 ore fa, Pal ha scritto:

1) Per qualce motivo il silenzio di quel responsabile secondo voi?
Forse per non chiudersi tutte le porte con l'autore, sai mai che un giorno possa tornare utile?

 

2) E quali invece le ragioni del famoso "silenzio-rifiuto" delle (certo non tutte) CE a fronte dell'invio del manoscritto?

Le ragioni reali non le conosco e immagino differiscano da persona a persona, ma in Italia - lo so, è una banalità - ricevere risposta a una e-mail è caso più unico che raro. Io lo sto sperimentando in fase "promozionale": la maggio parte dei luoghi che contatto per una eventuale presentazione non si disturbano a rispondere un semplicissimo "no, grazie". 

Per quanto riguarda il punto 2, credo che la ragione sia: risparmiare tempo per i testi che invece vengono scelti ed evitare il botta e risposta con l'autore scartato. Molte case editrici specificano che, in caso di esito negativo, non ci sarà riscontro. 

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La mia impressione è che non essere un autore abbastanza famoso sia ormai, per moltissime case editrici big, un motivo più che sufficiente per ottenere un rifiuto. Per converso, variopinti protagonisti del jet set che, senza aver mai scritto prima neanche la lista della spesa, decidono improvvisamente di scrivere le loro memorie (a volte mattoni che neanche il peggior esordiente) trovano le Ce più importanti disponibili a pubblicarli il giorno dopo, anzi, se li contendono pure. 

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Il 20/9/2020 alle 15:15, Pal ha scritto:

 

 

1) Per qualce motivo il silenzio di quel responsabile secondo voi?


Puoi ricontrollare nel sito della casa editrice cosa viene detto a proposito delle risposte negative. Raramente vengono date, in genere vale il contario che per il silenzio assenso, è il silenzio dissenso. Poi, se fosse andato bene, vista la fretta con cui ti è stato chiesto, credo ti sarebbe stato detto nel giro di poco, perchè dopo che lo hai inviato è presumibile sia stato letto subito. Tanto per dire una volta ho mandato una richiesta ad una casa editrice medio-grande che non aveva riferimenti per l'invio dei manoscritti per sapere come potevo regolarmi in merito. Mi hanno risposto che dipendeva dal genere e mi hanno chiesto di essere più precisa, così ho cercato, in poche righe, di riessumerne l'essenza. Non vedendo niente li avevo dati per persi. Sono rimasta veramente sorpresa di ricevere una loro mail quattro mesi dopo che mi informava che il libro non corrispondeva alle loro linee editoriali, nonostante l'interesse e la qualità e che in caso di ampliamento di queste mi avrebbero ricontattato. Sul momento nemmeno mi ricordavo di aver solo mandato qualche riga di descrizione, e ho pensato che l'avessero letto. Insomma, il mondo è strano.:ninja:

 

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Il 8/10/2020 alle 18:13, Steve Warren ha scritto:

Per converso, variopinti protagonisti del jet set che, senza aver mai scritto prima neanche la lista della spesa, decidono improvvisamente di scrivere le loro memorie (a volte mattoni che neanche il peggior esordiente) trovano le Ce più importanti disponibili a pubblicarli il giorno dopo, anzi, se li contendono pure. 

 

Credo che la maggior parte delle volte sia il contrario; sono le CE che contattano i big dello spettacolo e gli influencer offrendo lauto guadagno in cambio dello sfruttamento della loro immagine (con ghost writer, chiaro) :) 

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1 ora fa, Ilaris ha scritto:

 

Credo che la maggior parte delle volte sia il contrario; sono le CE che contattano i big dello spettacolo e gli influencer offrendo lauto guadagno in cambio dello sfruttamento della loro immagine (con ghost writer, chiaro) :) 

Non solo big dello spettacolo e influencer: l'importante è che siano noti al grande pubblico, a prescindere dal motivo. Poi non mancherà una legione di fessi che si precipitino ad acquistare. Come siamo ridotti male!

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23 ore fa, cheguevara ha scritto:

Non solo big dello spettacolo e influencer: l'importante è che siano noti al grande pubblico, a prescindere dal motivo. Poi non mancherà una legione di fessi che si precipitino ad acquistare. Come siamo ridotti male!

Prego lo Staff di perdonarmi, lo so che riguardo alle frecce rosse bisogna mostrare fair play, ma la tentazione è troppo forte: un componente la legione si è sentito offeso!

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