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dirk

Doccia

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Ascolto le parole che piovono sul viso
E piangono sul braccio.
La doccia sul capo mi segna il tempo
Sul racconto diviso in facce e metà

Discordanti.
La capigliatura mi stringe al laccio
E ora non ho più ricordi:
Narro ancora la stessa vicenda di sempre:
Scatole si richiudono l’una sull'altra
E non sento più intenzioni o raccordi

Di emozioni.
 

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Caro @dirk, di seguito un mio commento che spero potrà esserti utile. A presto!

 

Molto particolare la scelta di dedicare una poesia al momento doccia, uno spazio intimo, in cui tutti si ritrovano inevitabilmente a perdersi. è forse in assoluto il luogo più legato ai pensieri che vi è nelle case, ma nonostante ciò non si è soliti dedicare a questo odi: arguta la tua scelta.

Bella la metafora per cui le gocce sono parole e il tu che si doccia le ascolta e poi "piangono", tornano ad essere gocce in un rapporto di complice malinconia; è una struttura per nulla banale, vi è una logica davvero di spessore in questi primi due versi, la poesia potrebbe fermarsi anche qui e avrebbe un senso profondo. Il resto è descrittivo del momento e vi è una sorta di climax emozionale -che forse esaspererei di più- fino ad un finale di neutralità: ci si è persi nei pensieri fino a non pensare a nulla?

Suggerirei di non usare il termine "doccia" nel testo, credo in generale che sia bello che si lascia al titolo la possibilità di dare una chiave di lettura alla poesia, la quale resterebbe altrimenti monca della vera codifica.

 

11 ore fa, dirk ha detto:

 

Ascolto le parole che piovono sul viso
E piangono sul braccio.
La doccia sul capo mi segna il tempo
Sul racconto diviso in facce e metà

Discordanti.
La capigliatura mi stringe al laccio
E ora non ho più ricordi:
Narro ancora la stessa vicenda di sempre:
Scatole si richiudono l’una sull'altra
E non sento più intenzioni o raccordi

Di emozioni.
 

 

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@Ali_spiegate grazie per il commento illuminante, ho capito quello che dici sul titolo. Se cambiassi questa parte

13 ore fa, dirk ha detto:

La doccia sul capo mi segna il tempo
Sul racconto

con 

"Le gocce sul capo segnano il tempo

Del racconto diviso in facce è metà.."

Sarebbe meglio? O gocce non va bene perché rompe la fluidità delle parole che piovono?

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Se posso azzardarmi nel dare ancora un consiglio, proverei con "acqua".

Forse anche senza l'articolo iniziale, per dare un senso di pieno che travolge e inevitabilmente "segna il tempo":

Ascolto le parole che piovono sul viso
E piangono sul braccio.
Acqua sul capo, mi segna il tempo.

 

2 minuti fa, dirk ha detto:

@Ali_spiegate grazie per il commento illuminante, ho capito quello che dici sul titolo. Se cambiassi questa parte

con 

"Le gocce sul capo segnano il tempo

Del racconto diviso in facce è metà.."

Sarebbe meglio? O gocce non va bene perché rompe la fluidità delle parole che piovono?

 

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Il 27/3/2019 alle 13:37, dirk ha detto:

@Ali_spiegate grazie per il commento illuminante, ho capito quello che dici sul titolo. Se cambiassi questa parte

con 

"Le gocce sul capo segnano il tempo

Del racconto diviso in facce è metà.."

Sarebbe meglio? O gocce non va bene perché rompe la fluidità delle parole che piovono?

Forse una parola come "getto" o "fiotto"? Per il resto condivido il commento di @Ali_spiegate. Un momento intimo, racchiuso dentro la doccia dove, a sua volta, è possibile richiudere tutti i pensieri. 

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@liagiu  getto non è male, devo riflettere se scegliere questa o acqua, come mi hanno suggerito sopra. Grazie :)

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Caro @dirk, la tua poesia mi è piaciuta molto. L'immagine della doccia-ricordi-parole è molto bella e non scontata. Ho apprezzato molto l'inizio:

Il 27/3/2019 alle 00:12, dirk ha detto:

Ascolto le parole che piovono sul viso
E piangono sul braccio.

E' vero che in questo momento, il fluire dell'acqua sulla pelle ci porta ad evocare ricordi e parole, ed il rumore dello scroscio dell'acqua ci isola dall'esterno e ci riporta all'interno di noi stessi.

 

Il 27/3/2019 alle 11:30, Ali_spiegate ha detto:

E ora non ho più ricordi:

Terminerei questa frase con un punto e non con i due punti, che poi ripeti anche dopo.

 

Il 27/3/2019 alle 11:30, Ali_spiegate ha detto:

Narro ancora la stessa vicenda di sempre:
Scatole si richiudono l’una sull'altra
E non sento più intenzioni o raccordi

Di emozioni.

Il messaggio della parte finale è un pò più criptico; mi sembra di capire che in questo momento riesci ad isolarti dal mondo e a non sentire più emozioni, ma non comprendo bene l'immagine delle scatole che si chiudono l'una sull'altra. E' un tuo sogno?

Complimenti!

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@Mario74 grazie! :)

I : li ho ripetuti due volte in maniera ravvicinata perché volevo riprendere l'immagine delle scatole, come se i aprissero dei contenitori di significato uno nell'altro. Però in effetti il punto ci sta bene, ci penso:umh:

Con l'immagine delle scatole che si richiudono, avevo in mente la sensazione che a volte mi capita di provare quando seguo il filo di pensieri e emozioni che sembrano avere un senso, mi sembra quasi di poter arrivare ad una rivelazione, ma poi appena mi rendo conto che in realtà quelle cose le ho pensate già altre migliaia di volte, sono sempre le stesse, per il nervosismo è come se le richiudessi una sull'altra e le cacciassi via, per poi sentirmi subito dopo svuotata e perciò priva di sentimenti. Non so se sono riuscita a spiegarmi, forse sono stata un po' contorta:asd:

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Buongiorno @dirk,

 

ho riletto la tua poesia diverse volte e non riesco a togliermi dalla testa che in quella doccia si stia consumando qualcosa di tragico.

Per prima cosa, le gocce d'acqua che sono parole non portano quel sense di sollievo e riposo che generalmente caratterizza il momento della doccia. Al contrario, piangono sulle braccia di questa persona.

Il 27/3/2019 alle 00:12, dirk ha detto:

Ascolto le parole che piovono sul viso
E piangono sul braccio.

 

E di cosa ci parlano queste gocce, piangendo? Ci parlano di qualcosa di asimmetrico, di sbagliato e distorto. Un volto forse non più riconoscibile

Il 27/3/2019 alle 00:12, dirk ha detto:

La doccia sul capo mi segna il tempo
Sul racconto diviso in facce e metà

Discordanti.

 

Poi arrivano i versi che ritengo chiave per questa mia lettura tragica. I capelli sono un laccio. O forse il vero laccio è ormai indistinguibile dalla capigliatura. E così, con la vita, svaniscono i ricordi. E forse questo è il vero inferno: un'esistenza vissuta senza ricordare nulla

 

Il 27/3/2019 alle 00:12, dirk ha detto:

La capigliatura mi stringe al laccio
E ora non ho più ricordi:

 

Gli ultimi versi credo mettano in luce questo inferno. Condannato a ripetere sempre la propria storia, la propria situazione di rigetto di se stessi.

 

Il 27/3/2019 alle 00:12, dirk ha detto:

Narro ancora la stessa vicenda di sempre:
Scatole si richiudono l’una sull'altra
E non sento più intenzioni o raccordi

Di emozioni.

 

Grazie mille per la bella lettura.

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Buongiorno @dirk;) che piacere leggerti. La tua poesia è straordinaria perchè tratta un "oggetto" comune ma che nessuno prende in considerazione per scrivere una poesia. Personalmente ho delle modifiche da proporti:

 

Il 27/3/2019 alle 00:12, dirk ha detto:

Ascolto le parole che piovono sul viso
E piangono sul braccio.Metterei la e minuscola
La doccia sul capo mi segna il tempo  Eliminerei La doccia.  Il lettore deve assaporare i versi per capire il  "soggetto"
Sul racconto diviso in facce e metà

Discordanti.
La capigliatura mi stringe al laccio
E ora non ho più ricordi:
Narro ancora la stessa vicenda di sempre:
Scatole si richiudono l’una sull'altra Preferirei l'una  dentro l'altra
E non sento più intenzioni o raccordi

Di emozioni.

 

Conclusione: la poesia mi è piaciuta, scorrevole e ben scritta. Non condivido però l'uso delle maiuscole su ogni riga.

:flower:Ti auguro una felice giornata:flower:

Floriana

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Ciao @Floriana, grazie di essere passata, per gli apprezzamenti e gli utili consigli :) Doccia nel testo, avevo già  pensato di toglierlo, sostituendolo con "getto" come mi avevano suggerito su:)

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