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Edu

Te la sei fatta la foto con le scimmie?

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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/42089-la-passeggiata/?do=findComment&comment=750911

 

Poi arriva sempre il momento in cui Flavio mette su il suo sorriso stronzetto. Il muso è come se gli si appuntisse, la bocca gli si assottiglia fino ad avere uno spessore di lama. «Beato a te, Alberto, bella vita che fai», dice. Alberto dapprima risponde composto che in fin dei conti si sta dando da fare. Ma presto, si sa, cadrà nella provocazione.

Alberto sta riuscendo nell’impresa di tagliare il traguardo dei quarant’anni senza un vero lavoro a furia di servizio civile, progetti europei, lavoretti con le Ong, rinunce a questa e quella supplenza. India, Marocco, Giappone, Lettonia, Grecia, Argentina, Cambogia. Il prossimo viaggio di Alberto a spese della benestante compagna, con tutta probabilità, sarà sulla luna. Ma del resto: beato lui che può, fa bene a farlo.

Alberto sarà pure un fancazzista, ma la verità è che Flavio rosica. Da dieci anni si fa ogni giorno duecento chilometri di viaggio per andare al lavoro, ed ormai ammette anche lui per esplicito ciò che noi sappiamo da sempre: è stanco, insoddisfatto, frustrato.

«Bella vita, beato te». Sottotesto: beato te che non fai un cazzo e sei mantenuto.

So che in questo momento Alberto sta pensando: perché non lo dici pure alla tua consorte, che sta in pianta stabile a ingrassare sul divano? Io almeno un minimo mi arrabatto. E quantomeno sono curioso del mondo.

Mi metto lì e aspetto che la sinusoidale della loro discussione segua il suo corso. Quando Flavio sarà nel punto x = «La foto con le scimmie te la sei fatta?», Alberto sarà nel punto y = «Vaffanculo». E intanto faccio quello che in fin dei conti mi compete da sempre: medio tra l’uno e l’altro con sapienza, più democristiano di un Andreotti.

Finalmente arriva la pizza, a siglare la pace. «Come sta tuo padre?», chiede Flavio. Alberto si prende dieci secondi buoni di silenzio, poi dice: «Lo vuoi vedere?».

Caccia il cellulare e ci mostra la foto. Ormai non è che uno scheletro e dimostra novant’anni. Le guance sembrano come risucchiate verso l’esofago, come accade ai vecchi senza dentiera, anzi di più. Eppure i denti li ha ancora tutti. E pensare che è stato sempre un uomo grasso, Oreste. A vederlo così fa davvero effetto.

Una vita a fare il pendolare tra Benevento e Napoli, sul treno locale che se va bene ci mette un’ora e mezza, impiegato non ho mai ben capito in quale ente, per far fare l’università ai tre figli. Una persona malinconica, con nessun amico e niente svaghi. Alberto ha fatto di tutto per non assomigliargli, e sarà per questo che vive a Santiago di Compostela da sei anni, dopo Nantes, Atene, Riga e non ricordo che altro. Il problema di mandare all’università i figli non ce l’ha e non se lo pone.

Mi viene da pensare che invece Flavio, dopo tutto, fa una vita simile a quella di Oreste. Chi sa se lo sta pensando anche lui.

«Non fa altro che correre avanti e indietro per il corridoio della clinica», dice Alberto. «Secondo me è dimagrito per quello. Ha un qualcosa di comico».

Il calvario iniziò quando andammo in vacanza in Sicilia. Mi verrebbe da dire due o tre anni fa, ma il senso del passare del tempo mi inganna: era il 2014, sono trascorsi cinque anni.

Stavamo mangiando la pasta con le sarde in un ristorante di Catania, quando Alberto si alzò per parlare a telefono. Poi corse in lacrime a rintanarsi dietro l’angolo di un palazzone. Ebbe però cura di passare davanti a noi e di farsi notare. Un suo tipico atteggiamento: voleva che Ilenia lo andasse a consolare. Alcuni comportamenti un po’ infantili li ha presi proprio dal padre, ed è uno dei tanti tratti che li rende simili, nonostante ogni suo sforzo.

Io e Flavio restammo seduti al nostro posto, lasciando che fosse l’amica femmina del quartetto a offrire la prima assistenza. Dopo dieci minuti li raggiungemmo. «Mio padre ha un tumore», ci disse, senza che chiedessimo niente. Pensai che le sorelle fossero state egoiste a dargli la notizia in quel momento: che ci poteva fare? Gli avrebbero solo rovinato la vacanza.

Da quel tumore Oreste guarì. Però continuava ad avere qualcosa di strano. Dimenticava le cose, aveva difficoltà a parlare e a tratti assumeva comportamenti imbarazzanti.

«È Alzheimer», ci avrebbe detto Alberto qualche tempo dopo. Quasi con sollievo. Si era stancato dell’attesa per la diagnosi e del terrore che fosse esattamente quella. Già lo zio, già il nonno, ne avevano sofferto. Spesso raccontava dei loro smarrimenti e dei loro ritrovamenti in giro per la città. «Cioè, hai capito? Mio zio è uscito di casa, è andato a comprare le sigarette, ed è tornato. In tutta tranquillità. Solo che era in mutande». Questa storia me l’ha raccontata una mezza dozzina di volte.

Alberto è terrorizzato di finire così, come il padre. Non lo dice ma lo so.

So che è più complicato di quel che sembra. Quelle poche volte che viene in Italia sta un po’ e poi riparte. Del padre ci racconta poco o nulla. «Con il fatto che è dimagrito sembra che ha le orecchie di Dumbo. Mi metto lì, gliele tiro, lo spupazzo un po’. Lui non registra niente». Questo ci dice, e poche altre cazzate del genere. E ritorna a Santiago.

Ilenia si incazza e si lamenta con me della sua immaturità. Con la madre sola, le sorelle che si fanno i cazzi propri, chi in Germania chi in Veneto, quello se ne va in Cambogia, e rifiuta pure la supplenza. È un insensibile di merda.

Ma io so che è più complicato di quel che sembra.

È tornato per via della terza o forse quarta crisi cardiaca di Oreste. Stavolta si è salvato per un pelo. Penso che è questione nemmeno di mesi, ma di settimane. Anche se da come si comporta non sembra, Alberto questo lo sa bene.

Una volta gliel’ho detto: Alberto, se tuo padre muore mentre tu sei a Santiago avrai il rimorso a vita. Lui ha risposto in modo assurdo, parlando di senso di responsabilità nei confronti degli immigrati a cui fa il corso di spagnolo.

Mentre sembra che il discorso stia deviando sul tema “Mastella sindaco”, Alberto balbetta: «Però sono contento di averlo salutato».

La pizza è finita, Flavio torna all’attacco: «Non mi hai risposto. La foto con le scimmie te la sei fatta o no?». 

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Ospite

Questo racconto è davvero ben scritto, ben pensato e divertente (anche nell'amarezza della descrizione di una certa situazione umana). L'ho apprezzato moltissimo.
Non saprei cosa suggerirti per migliorarlo, anche perché non riesco a fare questo tipo di commenti e fare le storie "a pezzi" non mi piace. Mi limito a dire che i tuoi personaggi, nonostante siano "carichi" e persino sull'orlo di uno stereotipo umano molto riconoscibile, sono del tutto verosimili, parlano benissimo e la situazione da te è descritta (nonostante le varie considerazioni che si incrociano) è lineare e non banale, anche se ripresa da una situazione comunissima ossia l'incontro di amici in pizzeria dopo una lunga assenza. Anche la voce narrante e il suo ruolo nel racconto sono molto ben utilizzati. E' forse un po' "onnisciente" sui pensieri degli amici ma ci sta pure, io riesco a prevedere battute e pensieri di chi frequento da tempo e non ho superpoteri.

Ho sempre apprezzato le tue storie ma questa è sicuramente (per me) la migliore delle tue che abbia letto. Per quel che vale... complimenti.

Alla prossima

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È la tua specialità, caro, mascherato @Edu :indicare:

Mascheri di leggerezza un racconto che trabocca di emozioni e sentimenti trattenuti, travagliati, sommessi, soppressi e passionali,  di serena realizzazione o

di rinunce e rimpianti. Ma c'è un sentimento importante che lega persone tanto diverse per le loro scelte di vita e di essere: quell'amicizia che dà

il collante e l'armonia per confortarsi e sorridere insieme-

 

Bravo @Edu :)

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Grazie, @Poeta Zaza, penso tu abbia colto il punto: è un racconto sull'amicizia.

Modificato da Edu

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Bello @Edu  il tuo racconto. Ho percepito la confidenza dei due, ho sentito l'imbarazzo di fronte al "non so che dire non ci sono parole". Ho visto gli occhi bassi dell'uno rialzarsi quando il momento triste è momentaneamente passato,  ho visto i sorrisi della ripresa delle prese in giro. Mi è piaciuto.  

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@Edu A volte capita, è raro ma capita. Sei in metropolitana e ascolti uno in un angolo appartato che suona ... no, non suona, ... fa dire al violino cose dolcissime e terribili. C'è poca gente attorno e lasci una moneta anche se non lo fai mai. Poi il giorno dopo scopri che il violino era uno Stradivari e chi lo suonava uno dei più grandi violinisti del mondo, e sei doppiamente felice: di aver avuto la fortuna di ascoltarlo e di aver riconosciuto un Maestro.

Leggere il tuo pezzo, all'apparenza così ondeggiante come una piuma in un alito di vento, mi ha dato la stessa sensazione. Bravo.

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@Edu mi piace il punto di vista che hai scelto, il terzo amico. Un ossevatore che conosce bene le dinamiche tra Alberto e Flavio. Hai fatto bene anche a tirare in ballo per la seconda volta l'unica femmina sennò sarebbe rimasto uno scampolo . Nessun appunto solo complimenti. Bravo. 

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Ciao @Edu !

E' la prima recensione che faccio in questo forum, spero di risultare convincente.

Questo racconto mi ha colpito molto, perché in poche righe sei riuscito a farmi importare della vita dei tuoi personaggi. Mi piace l'idea di vivere la storia dal punto di vista di quello che sembra essere l'amico più caro dei protagonisti, perché ti da modo di “entrare in intimità” con loro, conservando un punto di vista esterno.

Un altro elemento che ho apprezzato è la situazione di vita quotidiana piuttosto ordinaria, come può esserlo una cena in pizzeria, che però in poche righe riesce a far intendere l'intero schema della loro amicizia.

Con Flavio e Alberto sei riuscito a descrivere due tipi di persone che bene o male chiunque prima o poi incontra nella vita, ma sono i loro problemi a renderli tragicamente umani, tanto che risulta impossibile non empatizzare con loro, nonostante i loro evidenti difetti, che il terzo amico non manca di sottolineare (anche se non dubito che voglia molto bene ad entrambi).

Lo stile del racconto in generale mi ha ricordato quello di Ammaniti, dove spesso ho provato sentimenti simili.

Quindi non posso che farti i miei più sinceri complimenti, andrò sicuramente a leggere altre tue storie!

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Ciao @Adelaide J. Pellitteri, Grazie per il commento e per le belle cose che mi dici .

@Neura, ciao, è un onore essere la tua prima recensione , Benvenuta nel forum e buona permanenza . Grazie anche a te per i complimenti , ci leggiamo presto eh;)

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Buonasera caro @Edu:) solo per aver pensato a questo titolo, ti  meriti un applauso.

 

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

India, Marocco, Giappone, Lettonia, Grecia, Argentina, Cambogia. Il prossimo viaggio di Alberto a spese della benestante compagna, con tutta probabilità, sarà sulla luna. Ma del resto: beato lui che può, fa bene a farlo.

:asd:

 

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

«Bella vita, beato te». Sottotesto: beato te che non fai un cazzo e sei mantenuto.

:asd:

 

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

Mi metto lì e aspetto che la sinusoidale della loro discussione segua il suo corso. Quando Flavio sarà nel punto x = «La foto con le scimmie te la sei fatta?», Alberto sarà nel punto y = «Vaffanculo». E intanto faccio quello che in fin dei conti mi compete da sempre: medio tra l’uno e l’altro con sapienza, più democristiano di un Andreotti.

:asd:

 

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

Alberto ha fatto di tutto per non assomigliargli, e sarà per questo che vive a Santiago di Compostela da sei anni, dopo Nantes, Atene, Riga e non ricordo che altro. Il problema di mandare all’università i figli non ce l’ha e non se lo pone.

:asd:

 

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

«Non fa altro che correre avanti e indietro per il corridoio della clinica», dice Alberto. «Secondo me è dimagrito per quello. Ha un qualcosa di comico».

Povero.

 

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

Ebbe però cura di passare davanti a noi e di farsi notare. Un suo tipico atteggiamento: voleva che Ilenia lo andasse a consolare. Alcuni comportamenti un po’ infantili li ha presi proprio dal padre, ed è uno dei tanti tratti che li rende simili, nonostante ogni suo sforzo.

:asd::asd: vedo l'immagine, troppo forte

 

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

«Cioè, hai capito? Mio zio è uscito di casa, è andato a comprare le sigarette, ed è tornato. In tutta tranquillità. Solo che era in mutande». Questa storia me l’ha raccontata una mezza dozzina di volte.

:asd:mi sa che anche il nipote non è a posto.

 

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

«Con il fatto che è dimagrito sembra che ha le orecchie di Dumbo. Mi metto lì, gliele tiro, lo spupazzo un po’. Lui non registra niente». Questo ci dice, e poche altre cazzate del genere. E ritorna a Santiago.

:asd:

 

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

Una volta gliel’ho detto: Alberto, se tuo padre muore mentre tu sei a Santiago avrai il rimorso a vita. Lui ha risposto in modo assurdo, parlando di senso di responsabilità nei confronti degli immigrati a cui fa il corso di spagnolo.

dai...

 

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

Mentre sembra che il discorso stia deviando sul tema “Mastella sindaco”, Alberto balbetta: «Però sono contento di averlo salutato».

La pizza è finita, Flavio torna all’attacco: «Non mi hai risposto. La foto con le scimmie te la sei fatta o no?». 

:asd:

 

Conclusione: racconto spiritoso, scorrevole e con una buona struttura. Mi è piaciuto anche se non è il mio genere. Ti auguro una buona continuazione. -Flo-

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Non volevo commentare perché è un post non critico, ma solo un apprezzamento... però commento ugualmente.

Ho letto molti altri tuoi racconti, @Edu, e credo che tu hai la capacità di cogliere molto e racchiuderlo nell'ironia con il risultato che riesci comunque a strapparci una risata nonostante poi resta l'amarezza nel ricevere in pieno sentimenti in cui ci ritroviamo (noi lettori intendo). Per dire, ricordo "l'investigacastoro" che può essere una roba demenziale a prima vista ma in realtà racchiudi molti comuni vizi e virtù (?) umane nella metafora favolistica.

Ti faccio un esempio di quello che dico, sennò sembra che parlo per aria

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

Poi corse in lacrime a rintanarsi dietro l’angolo di un palazzone. Ebbe però cura di passare davanti a noi e di farsi notare. Un suo tipico atteggiamento: voleva che Ilenia lo andasse a consolare. [...]

«Cioè, hai capito? Mio zio è uscito di casa, è andato a comprare le sigarette, ed è tornato. In tutta tranquillità. Solo che era in mutande». Questa storia me l’ha raccontata una mezza dozzina di volte.

queste due frasi sembrano messe lì per caso eppure sono due tratti con cui pennelli alla perfezione il carattere di Alberto. In queste frasi si legge la sua voglia di attenzione e commiserazione, cosa comune, non solo sua; oltre a farsi grandi con le parole e con i propri problemi per ricevere attenzione. Dietro l'ironia intuisco i pensieri dei personaggi e raffiguro in essi più o meno tutti i miei difetti... :facepalm:

Senza contare a livello macroscopico l'amicizia descritta nel volersi bene ma nell'individuare il difetto altrui, soprattutto quando non si riceve attenzione o si viene contestati in un certo qual modo.

L'unica nota che ti faccio è che non ho capito bene la "foto con le scimmie"... ma sono io a non essere troppo sveglio. Però immagino sia una tipica frase dell'altro per vantarsi dei suoi viaggi.

 

Ultimo ma non ultimo: quando ho letto spesso "Flavio e Oreste" ho pensato a "Flavio Oreste", il padre di Romolo Augustolo, l'ultimo imperatore romano... sì, lo so, sono un cretino. :lol:

 

Alla prossima lettura, @Edu.

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Caro @bwv582  non astenerti mai dal commentarmi, soprattutto quando vuoi gratificarmi. <3

Non so se te ne accorgi, ma un complimento enorme me lo hai fatto qui

5 ore fa, bwv582 ha detto:

Dietro l'ironia intuisco i pensieri dei personaggi e raffiguro in essi più o meno tutti i miei difetti... :facepalm:

Con i nostri vizi e le nostre virtù noi esseri umani siamo più o meno  tutti uguali.

Grazie per il tuo sempre graditissimo passaggio e per le cose belle che mi dici.

 

Spoiler

P.s. il fatto di Flavio Oreste è un puro caso. Ma non sei un cretino però eh :sss:

 

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...

19 ore fa, bwv582 ha detto:

Flavio Oreste

Interessante sto Tizio, notaio di Attila e imperatore de facto, avendo intestato il trono al figlio evidentemente solo per ragioni fiscali... Non lo conoscevo proprio

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6 ore fa, Edu ha detto:
Il 1/4/2019 alle 19:57, bwv582 ha detto:

Flavio Oreste

Interessante sto Tizio, notaio di Attila e imperatore de facto, avendo intestato il trono al figlio evidentemente solo per ragioni fiscali... Non lo conoscevo proprio

In realtà anche perché Flavio Oreste era di origine barbara e, come tale, non poteva essere imperatore; quindi ci ha messo il figlio per comandare lui. Tolti i complotti spuntano comunque personaggi interessanti anche in un momento in cui l'impero romano è, di fatto, al collasso. :)

:ciaociao: e alla prossima, @Edu.

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Ma sei uno storico, @bwv582, o uno che si diletta? La conosci la storia di Brutus Philippus? (In realtà forse si scrive con la F. Boh. Me l'hai ricordata. Dopodiché casomai rientriamo dall'O.T. ;))

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Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

lasciando che fosse l’amica femmina del quartetto a offrire la prima assistenza.

l'amica femmina lo trovo brutto: la sola donna del quertetto di amici?

Il 26/3/2019 alle 17:44, Edu ha detto:

Penso che è questione nemmeno di mesi,

Penso che sia

Scusa non volevo farti le pulci, ma questi due punti mi hanno fatto storcere il naso.

 

Un racconto realista in tutti i sensi della parola, personaggi e situazioni sono molto veri. Mi è piaciuto e la cosa che trovo più riuscita e più amara (magari solo io l'ho visto così, anzi probabile) è l'amico-voce narrante, della cui vita e situazione non sapppiamo nulla ma possiamo immaginare che sia ancora più insoddisfatto e insicuro degli altri due. Infatti tutto il racconto è un suo osservare gli amici come animali da laboratorio, gudicandoli, provando più pietà (ma intrisa di critica) che empatia per loro; anche il padre di Alberto e la sua vita sono oggetto dell'analisi impietosa del narratore. Li guarda forse con affetto, ma che non può nascondere il disprezzo e la mancanza di stima che ha per loro e le loro scelte. Forse perché è il solo modo per lui di sentirsi superiore e nel giusto, di rivalutare la propria vita, nel confronto con le loro.

Insomma, l'ho letto amarissimo, forse più di quanto lo volessi tu. Sarà la giornata uggiosa :)

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Beh, sì forse la tua lettura è più amara di come l'avevo pensata, e che lo sguardo risulti giudicante mi dispiace.Volevo rendere piuttosto un'altra cosa:e cioè che l'affetto, nelle amicizie importanti, si accompagna alla profonda conoscenza(anche) dei difetti e delle pecche umane degli amici, che però si accettano.

Grazie@Befana Profana per il passaggio ,questo feedback mi dà un'indicazione forse anche oltre le tue intenzioni.

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4 ore fa, Edu ha detto:

Ma sei uno storico, @bwv582, o uno che si diletta? La conosci la storia di Brutus Philippus? (In realtà forse si scrive con la F. Boh. Me l'hai ricordata. Dopodiché casomai rientriamo dall'O.T. ;)) 

In realtà sono appassionato di mitologia e filosofia greca e di storia imperiale romana. Ma appassionato e con molte lacune, lungi dall'essere definito storico. :)

Per il resto... giusto, non vado più ot - sennò io mi ritrovo verde e tu blu di nick - semmai ci si sente per MP, tra un nano e l'altro. :P

Ciao @Edu. :)

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@Edu letto e apprezzato. Sei bravo! Davvero, mescoli leggerezza e profondità di sentimenti nel modo giusto. I tuoi messaggi arrivano, quasi inconsci, ma arrivano.

Piaciuto! 

 

Talia 

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Ti rispondo con appena due mesi di ritardo, ma ti rispondo, @Talia: grazie mille, cara.

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Ciao @Edu, questo è il mio primo commento (mi sono iscritto da poco).

 

Scorrendo tra i vari titoli nella sezione racconti, non potevo non fermarmi ad aprire un racconto con un titolo così. La prima cosa, dunque, che mi ha colpito è stato proprio il titolo: mette curiosità.

 

Non ho avuto nessuna difficoltà a entrare nel racconto, è scritto bene e scorre giù dritto fino alla fine. È stato semplice anche entrare nel vivo della narrazione e riconoscere il tema, dato che questa che descrivi è una situazione che mi è molto familiare. Mi ritrovo molto nei personaggi, in quanto anch’io ho vissuto (e vivo) fuori dal paese in cui sono nato e un po’ mi rivedo in Alberto, l’amico che va e viene tutto il tempo (ce n’è uno in ogni gruppo). In generale, dunque, i personaggi li ho trovati molto veritieri e credibili.

 

Quello che mi è piaciuto di più è la contemporaneità del racconto: mi è sembrato uno studio sull’amicizia ai giorni nostri, dove purtroppo si soffre dell’ansia del “riuscire” a qualsiasi costo mentre allo stesso tempo si deve fare i conti con la durezza della vita (fare un lavoro che non piace per tirare avanti; il padre che si ammala ecc). 

 

Infine, come hanno già notato gli altri, hai saputo rendere bene, con leggerezza, dei temi che in realtà, se si guarda bene, sono tutt’altro che leggeri. La battuta che chiude il racconto, infine, mi ha dato un senso di completezza, di chiusura del cerchio. Chapeau!

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Ciao, @Jotaro88, e benvenuto: piacere di incontrarti per la prima volta.

Il tuo commento è molto lusinghiero, anche perché  argomentato con intelligenza. Sì, cogli molto di quello che volevo dire , e Mi fa piacere che trovi i personaggi credibili tanto da identificarti. Manco a dirlo, e per me è alquanto raro, Questo è un racconto preso pari pari dalla realtà. Certo, non la storia delle scimmie, né la discussione , che è immaginaria, Ma le situazioni, come dici bene tu comuni a tutti, sono quelle. La lontananza e la fatica di riuscire, il lavoro che arriva in un'età ormai matura, con i genitori che iniziano ad ammalarsi e a diventare vecchi, è un problema della nostra generazione. Leggo "88", io sono un " 83", Dunque sono giusto un po' più avanti di te nelle tappe, ma temo che le difficoltà del nostro tempo accomunano le nostre generazioni. Grazie del passaggio e a rileggerci. :)

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@Jotaro88, sei nuovo e non lo sai, ma le frecce sono proibite dal regolamento nella sezione racconti, fondamentalmente per non condizionare i commenti. Io ti ringrazio della tua freccia, ma ti suggerisco di rimuoverla prima che la kastaff se ne accorga e ti tiri le orecchie ;)

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1 ora fa, Edu ha detto:

@Jotaro88, sei nuovo e non lo sai, ma le frecce sono proibite dal regolamento nella sezione racconti, fondamentalmente per non condizionare i commenti. Io ti ringrazio della tua freccia, ma ti suggerisco di rimuoverla prima che la kastaff se ne accorga e ti tiri le orecchie ;)

 

Rimosso! Rimosso! :D

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