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SBond

Cosa fate quando non avete idee?

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Buongiorno!

Ho cercato altri post sul forum con argomenti simile, ma non ho trovato molto. Come ho specificato già in altri post, è la prima volta che mi butto sulla stesura di un romanzo, in quanto finora ho scritto solo racconti. Opere quindi che iniziano e finiscono in un'unica sessione, senza potenzialmente alzare il sedere dalla sedia. 

 

Ora invece sto avendo seri problemi di Ispirazione e di concentrazione. Ho già l'ossatura della storia e i personaggi ben delineati. Sono arrivato al quarto capitolo d'un soffio, e ora sono bloccato al quinto da giorni.

Mi siedo, scrivo e cancello. Continuamente. Oppure non scrivo niente, che è anche peggio.

 

Ero così contento di queste due settimane di ferie, perché avrei avuto un sacco di tempo per scrivere e andare avanti con la storia, invece di dover trovare scampoli di tempo durante le giornate lavorative. E invece niente...il vuoto!

 

È normale tutto ciò?

Ditemi che c'è rimedio, per favore! 😀😀😀

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Ma certo che è normale, @SBond, o almeno può succedere a chiunque. 

Perché non provi a mollarci per un po'? Lasciati coinvolgere da altro, e vedrai che, quando non te l'aspetti,le idee torneranno... quando piacerà a loro ;)

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Se non riesci a superare lo scoglio del quarto capitolo prova a saltare avanti e a scrivere qualcuno dei capitoli centrali e/o conclusivi, visto che hai già pronta l'ossatura dell'intero romanzo. Al quarto penserai dopo, col senno di poi.

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5 ore fa, Aspirante Scrittore ha detto:

Se non riesci a superare lo scoglio del quarto capitolo prova a saltare avanti e a scrivere qualcuno dei capitoli centrali e/o conclusivi, visto che hai già pronta l'ossatura dell'intero romanzo. Al quarto penserai dopo, col senno di poi.

 

Sono d'accordo. Oppure cerca di capire cosa c'è in quel maledetto capitolo che ti blocca. Forse è il sintomo di un problema che va risolto subito, pena l'impossibilità a proseguire. A me succedeva spesso, ed era sempre a causa di un nodo che veniva al pettine, costringendomi a tornare indietro e modificare qualcosa. Di solito modificavo qualcosa di quanto già scritto, la coerenza e la plausibilità tornavano e io potevo continuare a scrivere. 

 

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Io faccio parte della schiera di chi scrive in modo "sequenziale".

Non riesco a saltare di palo in frasca, ho provato ma proprio non mi è congeniale, nei miei scritti c'è un crescendo della voce del protagonista che non sono in grado di alzare o abbassare a seconda del punto del romanzo in cui mi trovo.

Per questo i miei blocchi sono particolarmente ostici. Per distrarmi e riagguantare la musa ispiratrice, a volte scrivo un racconto breve oppure schematizzo i punti bui della storia che scriverò dopo, ma in modo molto grezzo, oppure mollo tutto e faccio dell'altro, ma spesso non sono così fortunato e resto fermo anche per più di un mese :(

Mi piace pensarmi al 70% discovery e 30% outlining :sorrisoidiota:

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Eccomi, sembra che tu abbia scritto il post per me! :rolleyes:

Mi mancano tre capitoli alla fine del romanzo. Tre. Non ci credo ancora, sono eccitatissima, eppure sono bloccata. Ferma. Scrivo, cancello, riscrivo. E non va bene. Non riesco a proseguire, ho un blocco tremendo ormai da giorni.

Ho provato a leggere un libro, guardare una serie tv, uscire con gli amici. Mi sono messa a pulire casa. Ci manca solo che comincio a sfornare dolci, ed è finita: non so come proseguire. E mi rode un sacco perché procedevo spedita, e quei tre capitoli mancanti sono la chiusura di tutto. 

Il problema è che non riesco a "saltare" questo capitolo e scrivere il successivo. Come dice @nanoFatato, anche io scrivo in modo sequenziale. Aspetto che arrivi il colpo di genio, perché la situazione comincia a farsi ostica O_-

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Io non riesco a iniziare il secondo romanzo.

Sarà perché ho il pensiero rivolto al primo che è in fase di valutazione da parte di una casa editrice, sarà che qualcosa nella storia o in un personaggio mi blocca, sarà che iniziare un seguito non è facile come sembra... ad ogni modo non mi ci fisso troppo, dopotutto non ho scadenze. Nel tempo libero mi metto al pc e quel che mi viene, lo scrivo. 

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Normale è normale, perché succede, ma ammetto che scatta un bel nervoso quando realizzi di avere un blocco.
Non aspettare chissà quale manna dal cielo però, se un pezzo non ti viene puoi valutare di  passare avanti o scrivere comunque, aldilà del discorso di posare la penna e distrarsi con altro. Non è grave avere parti da ricontrollare, da scrivere meglio.
Prova :rolleyes: 

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Io non ho ancora mai scritto e tanto meno provato a scrivere un romanzo seriamente. Solo racconti, più o meno lunghi.

E ho proprio il timore, anche se desidero farlo, di imbarcarmi in un progetto così lungo e ambizioso. Anche questo può essere definito un blocco? Come superarlo?

Ma non penso che sia la discussione giusta... se non trovo nulla in caso ne apro una io.

Tornando in topic... diciamo che sto vivendo il tuo stesso problema, anche se nel mio caso si tratta di blocco per finire una raccolta di racconti (fanfiction).

Sono anni che me la trascino dietro.

Ho provato a sistemarla, rileggendo tutto. A impaginarla meglio. Ad allontanarmene anche per molto tempo.

Ma ora basta, mi impegnerò a finirla perché è troppo tempo che ho realmente paura di scrivere. Quindi non so darti consigli ma farò tesoro dei consigli degli altri.

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credo sia qualcosa di abbastanza comune, comunque

 

hai una struttura ben delineata?

Del tipo, io procedo così di solito: mi faccio una sinossi - poi la allargo con una descrizione più dettagliata man mano mi vengono le idee, poi comincio a suddividere la storia in varie sezioni, poi dopo comincio ad individuare i capitoli in queste sezioni ed INFINE comincio a scrivere davvero, è macchinoso ma non perdo idee e rileggendo come prosegue la storia faccio un "refresh" della fantasia, con me funziona, potresti provare

 

ti sei chiesto se il genere è adatto a te? oppure il sottogenere?

Anni fa autopubblicai il mio primo romanzo su Lulu, era un fantasy abbastanza classico, successivamente ho riprovato a scrivere ma ho trovato difficoltà insormontabili anche con altri generi, ultimamente - mai mi sarei aspettato - sto scrivendo un romanzo fantasy surreale con tratti demenziali, mai mi sarei aspettato di appassionarmi così tanto da desiderare di tornare a casa per scrivere anche dopo un anno, sempre con qualche idea. Fu un consiglio esterno, io non l'avevo nemmeno preso in considerazione, hai quindi mai provato a stravolgere completamente ciò che pensi di te?

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Questo capita anche a me, soprattutto quando si tratta di scrivere di qualcosa che non ho mai provato o vissuto. I romanzi che ho scritto in questi anni sono tutti tratti da esperienze reali, con un pizzico di fantasia per non compromettere la privacy di nessuno, e fino ad ora non ho avuto problemi di questo tipo. Ora che ne sto scrivendo un altro mi sono bloccata sul finale, considerando che il mio vissuto è completamente diverso da quello che ho intenzione di scrivere. Non ho intenzione di arrivare al mio finale reale, né ho voglia di scrivere qualcosa di totalmente irreale da quello che potrebbe succedere se fosse andata in un'altra maniera. Ho preso una pausa, ho letto qualcosa nella speranza di far scattare quella lampadina, ci ho pensato e ripensato, ma dopo due settimane di pausa ancora non riesco a sputare fuori quel tassello mancante.

Non so più cosa fare. :(

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Ti devi arrendere a scrivere pagine mediocre fino a quando no imbrocchi l'idea giusta, e allora tornare anche sui tuoi passi, e rivedere le parti mediocri alla luce del colpo di genio che hai avuto. Ma l'importante è continuare a scrivere.

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Mi scuso se c'è già qualcosa di simile ma non l'ho trovato. Ho visto questo thread: L'orfanotrofio delle idee ma non è esattamente quello di cui vorrei parlare io.

Vorrei parlare dei vostri processi creativi, in particolar modo di cosa fate quando non avete un'idea (se fate qualcosa, mica è detto) e soprattutto di cosa fate se avete diverse idee, ma nessuna di queste vi piace abbastanza da scriverne (è il mio caso). Qualcuno potrebbe rispondere "non ne scrivo", oppure "ne scrivo lo stesso" ma in entrambi i casi, qual'è il vostro passo successivo? Una passeggiata all'aperto? Andate a leggervi un libro specifico? Meditate? Bevete? Vi drogate?

Insomma... qual'è il vostro processo creativo per gestire le idee? :D 

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25 minuti fa, Ton ha detto:

cosa fate se avete diverse idee, ma nessuna di queste vi piace abbastanza da scriverne

le scrivo tutte in un quaderno, così da non dimenticarmene: possono sempre tornare utili ;)

 

27 minuti fa, Ton ha detto:

cosa fate quando non avete un'idea

faccio altro: lavori manuali, leggere libri, ascoltare musica, vedere film, fare sport, passeggiate, giri in bici. Insomma, tutto quello che è vita. Qualsiasi cosa, qualsiasi momento, può essere fonte d'ispirazione.

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Ciao@Ton

io di solito cerco di scrivere sempre (anche una riga al giorno) perchè penso che scrivere sia riscrivere. Anche se non mi convince butto giù (tanto poi dovrò riscrivere tutto, perchè porsi il problema?)

Se riesco a scrivere poco, faccio quello che dice @M.T.

Il week-end, di solito il sabato, mi rileggo tutto quello che ho scritto, a volte rileggendo vengono delle idee.

Se proprio non viene fuori nulla, cerco di documentarmi su ciò che sto scrivendo (scrivendo fantasy in particolare sul medioevo, magari viene fuori qualche idea)

 

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Fortunatamente, almeno per quello che ho appena finito di scrivere, quasi sempre sono stato travolto dalle idee.
Ovvio che non sempre ti arrivano nella giusta consequenzialità per cui lascia scorrere il flusso di pensieri anche andando avanti nella storia: vedrai che poi ti si accenderà la lampadina anche per redigere il quarto capitolo che ti ha bloccato. Non forzarti e fossilizzarti su quello! :)



 

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Sto finendo un libricino di una cinquantina di pagine già ricontrollate una volta, mi manca solo il capitolo di chiusura, zero idee da settimane, bloccato, solo un'immaggine ricorrente nella testa che non riesco a sviluppare in un capitolo.

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10 minuti fa, DragonAether ha detto:

Sto finendo un libricino di una cinquantina di pagine già ricontrollate una volta, mi manca solo il capitolo di chiusura, zero idee da settimane, bloccato, solo un'immaggine ricorrente nella testa che non riesco a sviluppare in un capitolo.

 

Il finale, in linea di massima, dev'essere l'unico possibile e allo stesso tempo, in qualche modo, deve/dovrebbe sorprendere il lettore. Questo, l'obiettivo. Ma ti dirò di più; il finale dovrebbe essere anche speculare alla genesi della tua storia e gettare su di essa [la genesi] un riflesso che ne dia una chiave di lettura ampliata, dilatata. Mi rendo conto che è un concetto forse di non immediata comprensione, ma questo ai miei occhi è il finale che funziona. Sto parlando in termini di massima, poiché non ho idea di cosa tratti il tuo "libricino". Se ti sei arenata/o, quello che ti suggerisco è di ripercorrere in maniera molto cauta e attenta ciò che hai scritto, alla ricerca di pistole fumanti. Che voglio dire? Spesso si levano le gambe dalle storie scovando piccoli dettagli che possano servire alla risoluzione/chiusura della stessa. Dettagli, personaggi comprimari, comparse. Io ho chiuso due romanzi attingendo a due "comparse" che in entrambi i casi ho sviluppato servendomi di loro per risolvere la storia in maniera molto soddisfacente. Ho fatto di loro delle chiavi per aprire delle porte chiuse. Credo inoltre che, se ti manca "il finale", ci sia senz'altro, o è molto probabile che ci sia, qualche incongruenza forte che ti impedisce di scrivere la parola fine. In altri termini: c'è qualcosa che non va, qualcosa che "non regge". Credo che la cosa migliore che tu possa fare sia staccare minimo tre settimane dal tuo libricino, raccogliere gli input, far girare le idee e rimetterti al lavoro. Con nuovi stimoli e nuovi strumenti di comprensione, il più delle volte si riesce a risolvere.

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20 ore fa, Ace ha detto:

 

Il finale, in linea di massima, dev'essere l'unico possibile e allo stesso tempo, in qualche modo, deve/dovrebbe sorprendere il lettore. Questo, l'obiettivo. Ma ti dirò di più; il finale dovrebbe essere anche speculare alla genesi della tua storia e gettare su di essa [la genesi] un riflesso che ne dia una chiave di lettura ampliata, dilatata. Mi rendo conto che è un concetto forse di non immediata comprensione, ma questo ai miei occhi è il finale che funziona. Sto parlando in termini di massima, poiché non ho idea di cosa tratti il tuo "libricino". Se ti sei arenata/o, quello che ti suggerisco è di ripercorrere in maniera molto cauta e attenta ciò che hai scritto, alla ricerca di pistole fumanti. Che voglio dire? Spesso si levano le gambe dalle storie scovando piccoli dettagli che possano servire alla risoluzione/chiusura della stessa. Dettagli, personaggi comprimari, comparse. Io ho chiuso due romanzi attingendo a due "comparse" che in entrambi i casi ho sviluppato servendomi di loro per risolvere la storia in maniera molto soddisfacente. Ho fatto di loro delle chiavi per aprire delle porte chiuse. Credo inoltre che, se ti manca "il finale", ci sia senz'altro, o è molto probabile che ci sia, qualche incongruenza forte che ti impedisce di scrivere la parola fine. In altri termini: c'è qualcosa che non va, qualcosa che "non regge". Credo che la cosa migliore che tu possa fare sia staccare minimo tre settimane dal tuo libricino, raccogliere gli input, far girare le idee e rimetterti al lavoro. Con nuovi stimoli e nuovi strumenti di comprensione, il più delle volte si riesce a risolvere.

Ho apprezzato davvero molto il tuo consiglio, devo ammettere che in effetti hai fatto un po' di chiarezza su quello che il finale deve essere, non è solo un capitolo della storia, è Il Capitolo.

Il problema col mio finale è che vorrei fosse candido e tranquillo, romantico, ma questo lascerebbe inconcluse alcune problematiche che invece tratto, per cui mi stava venendo in mente di intramezzare la parte romantica con un personaggio abbastanza ben definito, ma più a metà fra la parte prettamente militare che tratto nel libro e quella più emozionale a cui cerco sempre di fare attenzione. In ogni caso, grazie mille.

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3 ore fa, DragonAether ha detto:

Il problema col mio finale è che vorrei fosse candido e tranquillo, romantico, ma questo lascerebbe inconcluse alcune problematiche

Mi fa piacere di esserti stato utile. Se procederai "alla quadra del protagonista" con il triplice e necessario fine di chiudere tutti i fili della trama, scrivere il miglior finale possibile e fare stare in piedi la fabula, avrai risolto.

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Dirò forse qualcosa di scontato, però è quello che faccio io, o meglio, quello che mi sono riproposta di fare nel prossimo futuro: prendermi qualche pausa, tutta per me, in qualche luogo tranquillo. Un bosco, un parco, un posto insomma dove stare da sola e far vagare indisturbata la mente. Tempo permettendo, e quando sul mio libro inizierà l'editing (a breve), vorrei appunto riflettere sull'eventuale seguito lontana dalla vita frenetica che normalmente conduco. Una giornata, o una mezza giornata, giusto per cominciare. In passato staccare la spina mi aveva aiutata a ritrovare l'ispirazione. Anche la musica spesso aiuta.

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Io adottai un sistema anni fa, quando mi viene qualche idea, piccola, stupida, la segna si un quaderno. Poi me la dimentico.
Non butto nulla, frasi, idee, segno tutto.

 

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Fortunatamente è difficile che io non abbia proprio per niente ispirazione, però mi è capitato. Quando ho di questi momenti è inutile tutto. Non serve nemmeno forzarmi a scrivere perché sul serio comincio a mettere parole accanto senza filo logico che nemmeno alle elementari :facepalm: a quel punto chiudo ogni cosa e leggo un libro o guardo un film e ci vediamo domani :bandiera: Oppure se posso vado a fare una bella passeggiata nella natura: mi carica sempre tanto di emozioni, che poi mi si traducono in parole. 

E questo per quanto riguarda l’ispirazione in generale, che vale più se devo scrivere frammenti o racconti brevi, anche se può aiutare pure per la stesura di un vero e proprio romanzo. Ma qui il discorso cambia un po’. Io sono al mio primo, ho la trama già delineata, la scaletta e tutto quanto; quindi so gia dove devo andare. Però ogni tanto mi perdo. Mi capita di avere in mente di scrivere una cosa, ma non sapere come farlo O_O  A questo punto le cose son due. La prima è che semplicemente può darsi che non abbia voglia di affrontare la cosa e che ci debba tornare in un secondo momento. Anche in questi casi per evitare lo stile terza elementare mi metto a scrivere un’altra parte magari più facile o che mi sento più ispirata a scrivere in quel dato momento. La seconda è che non so come farlo davvero perché magari non ho esperienza vissuta della cosa e allora l’unica è documentarsi in merito facendo ricerche, andando a vedere di persona se possibile, ecc. 

Se invece ci si riferisce a mancanza di idee per approfondire un po’ la trama e/o personaggi, di solito mi ripercorro la scaletta e vedo dove posso infilarci qualche “filler” sia per spezzare un po’ che per mettere appunto qualche approfondimento che dia più spessore al tutto e che permetta a chi legge di immedesimarsi. Molte volte mi aiuta pensare ai personaggi  e a come poterli caratterizzare meglio; mi faccio proprio dei filmini mentali sulle loro vite passate presenti e future... ma roba che me li vedo pure quando vanno in bagno fra un po’  :rotol: poi prendo ovviamente quello che reputo funzionale alla trama.

Però sono anche d’accordo con chi ha detto che seppur avendo la trama già ben sviluppata non si riesce proprio ad andare avanti, è perché c’è un conflitto che non abbiamo ancora risolto o qualche buco significativo ancora da riempire.  
 

1 ora fa, EscoPocoParloMeno ha scritto:

Io adottai un sistema anni fa, quando mi viene qualche idea, piccola, stupida, la segna si un quaderno. Poi me la dimentico.
Non butto nulla, frasi, idee, segno tutto.

 

Anche io lo faccio. Di solito segno note sullo smartphone che nei momenti di magra vado a rispolverare. 
 

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Io vivo di rendita.

Appena ho in'idea la fisso su un note o come registrazione  vocale sullo smartphone.  In qualsiasi momento della giornata.  E poi non cancello mai e poi mai quello che scrivo... a volte rileggendo quelle parti dopo tempo mi rendo conto che non erano proprio da buttare! 

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