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Il 13/3/2019 alle 13:08, Marcello ha detto:

Da un'ultima stima i miei follower sono duecentonovantanove .

È da un po' che sogno di arrivare a trecento, ti andrebbe di acquistare un mio romanzo? :rolleyes:

 

Dai, scherzi a parte: quali risposte puoi aspettarti da questa domanda? 

Ho davvero circa trecento follower della pagina dei miei romanzi: come faccio a sapere non solo quanti di loro mi apprezzano veramente ma addirittura, quanti hanno letto davvero almeno un mio libro?

Per contro ogni tanto mi arriva un messaggio da una signora di Canicattì o da un ragazzo di Chamonix (luoghi in cui non ho mai messo piede) che mi dicono di "essersi imbattuti" in un mio romanzo, che è stato di loro gradimento.  E i miei libri sono sparsi in diverse biblioteche (anche in una belga): li avrà mai presi in lettura qualcuno?  E se sì: a quanti saranno piaciuti? 

Alla fine, che siano duecentocinquantatré o trecentootto, che differenza fa?  Non siamo Fabio Volo, altrimenti non saremmo qui, e nemmeno dei trogloditi, altrimenti staremmo in una caverna; sapere se ho dieci lettori appassionati in più o in meno non mi cambia la vita. 

A te sì?

@Marcello se hai dimenticato me allora sono trecento

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36 minuti fa, flambar ha detto:

@Marcello se hai dimenticato me allora sono trecento

Ti ho contato per primo, proprio per essere sicuro di non dimenticarmene! :rosa:

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Il 14/3/2019 alle 01:53, RedInferno ha detto:

Quante persone mi apprezzano, dici? Forse neanche i miei parenti

I miei mi tollerano. E sono tre (moglie e due figli). Caccia via! :yahoo:

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10 ore fa, Marcello ha detto:

Ti ho contato per primo, proprio per essere sicuro di non dimenticarmene! :rosa:

ah ah ah ah buon fine settimana @Marcello

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Sono da solo in mtb  su di un cucuzzolo panoramico e sto coprendomi per affrontare la discesa in uno spettacolare single track. Poco distante una guida escursionistica si avventura in un’improbabile lezione di storia a un’allegra combriccola in scarpe da trekking. L’errore è grave e, per di più, lo ripete con insistenza. Ok, lo dico o… taccio? Beh, è troppo e, cercando di non essere maleducato e saccente, oso. La guida mi squadra, chiede, e “accetta” di buon grado. Anzi, finita la pappardella, viene a salutarmi. Ci presentiamo dandoci la mano e senza cognome. Ho un nome particolare, siamo in pochini ad avere avuto questa “fortuna”… Il tizio mi guarda e mi fa: “Non sarai mica…., quello che scrive?”

Ecco, sono famoso solo in vetta al Carpegna, ma che soddisfazione! Ho persino firmato il primo (e unico) autografo della mia vita!

Tanto per darvi un’idea, guardate dov’ero:

 

https://i.postimg.cc/T1RWHgMc/417782-274712419335059-720985617-n.jpg

Modificato da Fraudolente
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Non sono famoso e non lo diventerò mai, anche perché la mia veneranda età non me ne lascerebbe il tempo, se anche volessi. Non amo i social, né gli inglesismi usati ad ogni pie' sospinto, anche quando esistono parole italiane in grado di rendere ottimamente l'idea, per cui non ho followers (seguaci sarebbe meglio) che commentino i miei scritti in positivo o in negativo. Mia moglie e mia figlia dicono che scrivo da maschilista e io mi giustifico dicendo che proprio non mi riuscirebbe scrivere da femminista: è un altro dei miei (tanti) limiti. E questo è quanto. 

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Boh!

Di certo @Kyría mi dà una mano e cerca di darmi dei consigli: @Elangy, la mia beta del cuore, mi smonta ogni tre parole; seppur è un’amica da quindici anni e mi vuole bene, crede in me, certo, e mi sprona, ma ragazzi se legna!

Queste sono le persone che apprezzo: quelle che mi dicono in cosa sbaglio e non che sono capace a scrivere; riesco a vederlo da me, quantomeno riesco a vedere quanta fatica e quanto impegno sto mettendo nelle mie “sudate carte”.

Sono giá famosa; quando fai la commessa la gente ti riconosce per strada e ti saluta! :asd:

 

(Perdonate la moltitudine di aggettivi e avverbi - VerginedelleRocce!)

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14 ore fa, SeeEmilyPlay ha detto:

@JPK Dike attento a non esagerare con i follower...

 

 

Quindi uno come dovrebbe fare a ritagliarsi un suo spazio? Perché mi sfugge. Se i lettori fedeli vanno ignorati, cosa resta? 

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15 ore fa, Piovasco ha detto:

ahahahahahah Dio ti ha benedetto grandemente! e continuerà a farlo! grazieeee

 

Non per infierire, eh, ma se li vuoi recepire ti do due buoni consigli: 1. La risata corretta si scrive così: Ahah se in apertura, altrimenti va bene anche in minuscolo, ovvio. 2. Visto che siamo in un forum di scrittura, grazieeeee, ecco, non si affronta. Il punto fermo finale, poi, sarebbe gradito grandemente.

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@JPK Dike scusa, hai ragione, è che credo che i lettori devano venire a te, non tu a loro, forse sono vecchia scuola, e anche devo dire che sono più concentrata sulle capacità della tua scrittura di attirare i lettori rispetto alle capacità tue personali di farlo... credo che se i lettori vengono a te è bene, ma se non vengono pazienza, forse non scrivo abbastanza bene e dovrei migliorare. Proverò a scrivere meglio, i miei buoni propositi al massimo arrivano a questo. Sarà anche che trovo noiosi e poco credibili quelli che si autopromuovono, è come scrivere in copertina: questo libro è bellissimo, non si fa, perché non è credibile, mi segui? Ovvio che tu pensi sia bellissimo, sei l'autore. Ci crederei di più se fosse un ufficio stampa o un mio amico che l'ha già già letto a dirmelo, spero di essermi spiegata.

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3 ore fa, SeeEmilyPlay ha detto:

@JPK Dike scusa, hai ragione, è che credo che i lettori devano venire a te, non tu a loro, forse sono vecchia scuola, e anche devo dire che sono più concentrata sulle capacità della tua scrittura di attirare i lettori rispetto alle capacità tue personali di farlo... credo che se i lettori vengono a te è bene, ma se non vengono pazienza, forse non scrivo abbastanza bene e dovrei migliorare. Proverò a scrivere meglio, i miei buoni propositi al massimo arrivano a questo. Sarà anche che trovo noiosi e poco credibili quelli che si autopromuovono, è come scrivere in copertina: questo libro è bellissimo, non si fa, perché non è credibile, mi segui? Ovvio che tu pensi sia bellissimo, sei l'autore. Ci crederei di più se fosse un ufficio stampa o un mio amico che l'ha già già letto a dirmelo, spero di essermi spiegata.

 

Ma loro vengono da te. Tu metti fuori i libri e fai il primo passo, poi sta a loro contattarti sui vari social elasciare commenti. E a questo punto sta a te tenerli interessati sul tuo lavoro e anche farci due chiacchiere.

 

Non sto mica dicendo di fare spam. Dico di attrarre lettori con la rua scrittura e raccoglierli dentro un contenitore per averli pronti a comprare ogni volta che rilasci un nuovo libro.

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5 ore fa, Ace ha detto:

 

Non per infierire, eh, ma se li vuoi recepire ti do due buoni consigli: 1. La risata corretta si scrive così: Ahah se in apertura, altrimenti va bene anche in minuscolo, ovvio. 2. Visto che siamo in un forum di scrittura, grazieeeee, ecco, non si affronta. Il punto fermo finale, poi, sarebbe gradito grandemente.

Chiedo venia.

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1 minuto fa, Piovasco ha detto:

Chiedo venia.

Figurati. Anzi; mi fa piacere che hai afferrato. Non è da tutti.

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La fama non sempre è positiva. A volte porta con sé dei dubbi. Ricordo che dopo un libro di un certo successo mi scrisse un sindaco (leghista) tessendo le lodi del mio lavoro e asserendo (giuro che è vero) che ogni domenica ne leggeva brani scelti davanti alla famiglia riunita per il desco domenicale. A quel punto ti chiedi se per caso non hai sbagliato qualcosa...

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Testi in biblioteca, 500 follower (no, non li seguo) su twitter, un duecento copie vendute ma in tutto. Non ho conoscenti quindi ho perso almeno cinquanta vendite.

 

Ma non è niente di che, perché un qualsiasi esordiente, se pubblicato da una buona casa editrice, viene stampato in centinaia di copie al primo colpo e arrivano a conoscerlo anche nell'entroterra siciliano.

  • Confuso 1

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Il 18/4/2019 alle 13:00, Tareus ha detto:

Testi in biblioteca, 500 follower (no, non li seguo) su twitter, un duecento copie vendute ma in tutto. Non ho conoscenti quindi ho perso almeno cinquanta vendite.

 

Ma non è niente di che, perché un qualsiasi esordiente, se pubblicato da una buona casa editrice, viene stampato in centinaia di copie al primo colpo e arrivano a conoscerlo anche nell'entroterra siciliano.

 

Ottimo (y)

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Mi infilo in questa discussione, forse andando un po' off topic. In caso, mi scuserete. Sono un po' infastidita dall'altrui ricerca di successo.

 

Fermo restando che l'autore, autopubblicato o pubblicato da una CE, deve essere il primo a credere nel suo lavoro e lavorare (o collaborare) alla sua promozione, mi sento di dire che esagerare dà l'effetto opposto.

Io trovo profondamente antipatici quelli che usano qualsiasi scusa e qualsiasi mezzo per autopromuoversi. Non parlo di nessuno di voi, sto pensando a conoscenti (in qualche caso ad amici) che cercano disperatamente like su Facebook (o seguaci su Instagram) spammando in continuazione. Il senso messaggio finisce per diventare "vi prego, datemi una possibilità. comprate il mio libro! il mio libro è bello, possibile che non ve ne siate accorti?".

Quando lo spam è personalizzato ("mercy, hai comprato il mio libro? io un libro tuo lo comprerei") diventa imbarazzante, diventa patetico. Ho comprato libri che non avrei comprato mai, solo perché gli autori mi hanno fatto capire che, porca miseria, contavano su di me e sarebbe stato crudele da parte mia non aiutarli. Risultato? Come già sapevo, lo stile non mi piace, la storia non mi piace, gli errori formali e i refusi abbondano. Ho speso pochissimo, per carità, ma i libri non li ho mai finiti.

Dire a queste persone prima che pubblicassero "hey, guarda che sarà un flop perché non sei pronto, ti serve almeno un editing pesante, aspetta" è stato inutile - a volte dannoso.

 

Quindi: "quanto siete famosi"... famosi in che senso?

La visibilità per la visibilità non serve a nulla. Meglio 10 persone che mi conoscono e mi leggono davvero, piuttosto che 100 che si sono rotti le scatole di trovare i miei post in bacheca e hanno comprato (o scaricato) quello che ho scritto per quieto vivere. 

 

Se mai dovessi diventare uno di quegli scrittori che vende post a post, sono tutti pregati di farmelo notare. 

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Se può servire saperlo, pur essendo abbastanza noti (alle Forze dell'Ordine?) si può non aver visto mai una lira dagli editori nel corso della vita e fare pure una fatica bestia per pubblicare. Ecco la situazione: su Fb le pagine avranno un 20.000  "like" messi alla "Giggi", i quali mi piacerebbe pensare siano lettori, ma sono solo "follower". Wikipedia: ce ll'ho (parecchie lingue); i libri in biblioteche europee e americane, università e altrove: ce ll'ho; festival internazionali: ce ll'ho; note critiche di studiosi seri: ce ll'ho. Ciò non toglie che i lettori siano sempre 25. ._. In Italia attenzione della grande Stampa: 0; Royalties pagate: 0; tempo di occuparsene: 0.

In compenso, da quando ho cominciato a pubblicare, parenti e amici mi disconoscono :D 

Immaginando che sarebbe potuto succedere, per scelta ho sempre deciso di pubblicizzare tra gente che non conosco e che spero non mi conosca (non nella mia città, dunque). Sarà magari perché anch'io da un po' di tempo mi disconosco. :)

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3 minuti fa, Caty ha detto:

Se può servire saperlo, pur essendo abbastanza noti (alle Forze dell'Ordine?) si può non aver visto mai una lira dagli editori nel corso della vita e fare pure una fatica bestia per pubblicare. Ecco la situazione: su Fb le pagine avranno un 20.000  "like" messi alla "Giggi", i quali mi piacerebbe pensare siano lettori, ma sono solo "follower". Wikipedia: ce ll'ho (parecchie lingue); i libri in biblioteche europee e americane, università e altrove: ce ll'ho; festival internazionali: ce ll'ho; note critiche di studiosi seri: ce ll'ho. Ciò non toglie che i lettori siano sempre 25. ._. In Italia attenzione della grande Stampa: 0; Royalties pagate: 0; tempo di occuparsene: 0.

In compenso, da quando ho cominciato a pubblicare, parenti e amici mi disconoscono :D 

Immaginando che sarebbe potuto succedere, per scelta ho sempre deciso di pubblicizzare tra gente che non conosco e che spero non mi conosca (non nella mia città, dunque). Sarà magari perché anch'io da un po' di tempo mi disconosco. :)

Mah, gli anni dovrebbero insegnare a conoscersi meglio, a penetrare aspetti del nostro carattere e della nostra personalità sui quali, da giovani, non abbiamo avuto il tempo o la voglia di soffermarci. Io, almeno, la penso così e, dal mio punto di vista refrattario ai social, il fatto che i like su fb non servano mi consola. Ma io non credo che tu ti stia veramente disconoscendo: forse stai soltanto attraversando una fase non proprio positiva, come capita a tutti. Avanti, e auguri!

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