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Fantom

L'incubo del riscrivere

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Dopo aver fatto riposare il mio romanzo, mi sono lanciato nell'attività delle riscrittura con tutte le problematiche seguenti (chi ha scritto questa schifezza? O_Onon posso essere stato io! Forse sono posseduto da uno spirito immondo:diavolo2:)

Se scrivere è complicato, il riscrivere lo è ancor di più.

C' è da cercare d'uniformare lo stile, personaggi, migliorare descrizioni banali o accorciarle, insomma un bel grattacapo. il pericolo è perdersi nella riscrittura, mettendo  a posto tutto e niente.

Voi come riscrivete i vostri pezzi? usate un particolare approccio che vi aiuti a non perdervi?

Ci sono mille consigli su come scrivere, ma quando si arriva alla riscrittura (che può comportare più versioni del libro) c'è il vuoto

Voi che metodo utilizzate? Vi ponete particolare obiettivi?

Grazie a chiunque voglia condividere la sua esperienza

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Ciao @Fantom c'è qui una discussione che si chiama "La revisione perfetta" e forse ti può essere utile...

 

Mi sembra anche di ricordare che qualcuno (molto più esperto di me, tipo uno staffer, ma non ricordo chi) consiglia una rilettura (e una eventuale riscrittura) per ogni aspetto che vuoi migliorare.

Tipo:

Una riscrittura (o più d'una) concentrandosi sulle descrizioni

Una riscrittura (o più d'una) concentrandosi sui dialoghi

Una riscrittura (o più d'una) concentrandosi sui personaggi

eccetera.

 

Vorrei davvero ricordare la discussione in questione, ma non la trovo. :bandiera:

Magari passa qualcuno con più memoria ad aiutarti! :) 

 

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Come suggerito da @mercy, il metodo migliore per revisionare un testo è focalizzarsi su un aspetto alla volta.

Aggiungo però che è importante seguire un certo ordine durante la revisione: è meglio cominciare dal contenuto, per poi passare allo stile e infine alla grammatica. La revisione del contenuto può procedere a sua volta seguendo un ordine che vada dagli aspetti più ampi (la trama principale del romanzo, per esempio) ai dettagli minori (la descrizione di un'ambientazione).

In ordine, quindi:

  1. Trama principale
  2. Trame secondarie
  3. Sviluppo dei personaggi
  4. Descrizioni (personaggi e ambientazioni)
  5. Dialoghi
  6. Stile e forma
  7. Grammatica e refusi

Ovviamente non è obbligatorio seguire questa scaletta né effettuare sette revisioni diverse; alcuni aspetti tenderanno a coincidere, come le trame secondarie e lo sviluppo dei personaggi, o quest'ultimo e i dialoghi.

Ogni autore segue il proprio metodo; ciò che conta è mettere da parte l'amore (o l'odio) nei confronti del proprio testo e concentrarsi per migliorarlo con obiettività, eliminando il superfluo e migliorando la resa della storia.

Non aver paura di riscrivere; fermati soltanto quando farlo ti porterà a ripristinare le frasi com'erano prima dell'ultima revisione (quando cioè ti ritroverai a riscrivere le frasi da una versione A a una versione B e poi viceversa, tornando di nuovo alla versione A).

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Il 7/3/2019 alle 10:27, Black ha detto:

Come suggerito da @mercy, il metodo migliore per revisionare un testo è focalizzarsi su un aspetto alla volta.

Aggiungo però che è importante seguire un certo ordine durante la revisione: è meglio cominciare dal contenuto, per poi passare allo stile e infine alla grammatica. La revisione del contenuto può procedere a sua volta seguendo un ordine che vada dagli aspetti più ampi (la trama principale del romanzo, per esempio) ai dettagli minori (la descrizione di un'ambientazione).

In ordine, quindi:

  1. Trama principale
  2. Trame secondarie
  3. Sviluppo dei personaggi
  4. Descrizioni (personaggi e ambientazioni)
  5. Dialoghi
  6. Stile e forma
  7. Grammatica e refusi

Ovviamente non è obbligatorio seguire questa scaletta né effettuare sette revisioni diverse; alcuni aspetti tenderanno a coincidere, come le trame secondarie e lo sviluppo dei personaggi, o quest'ultimo e i dialoghi.

Ogni autore segue il proprio metodo; ciò che conta è mettere da parte l'amore (o l'odio) nei confronti del proprio testo e concentrarsi per migliorarlo con obiettività, eliminando il superfluo e migliorando la resa della storia.

Non aver paura di riscrivere; fermati soltanto quando farlo ti porterà a ripristinare le frasi com'erano prima dell'ultima revisione (quando cioè ti ritroverai a riscrivere le frasi da una versione A a una versione B e poi viceversa, tornando di nuovo alla versione A).


Molto interessante, grazie @Black! Dai, mi sento abbastanza avanti allora, sono al punto 5/6... :yahoo:

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Riscrivendo io mi concentro sul suono e la coerenza. Se suona bene e se la storia ha senso, fila. Con suonare intendo tutto da dialoghi a ritmo. Con senso intendo se c'è coesione, se la trama tiene, se i personaggi reggono.

Non punto alla perfezione altrimenti il testo si irrigidisce.

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4 ore fa, e-allora-avanti ha detto:

Riscrivendo io mi concentro sul suono e la coerenza. Se suona bene e se la storia ha senso, fila. Con suonare intendo tutto da dialoghi a ritmo. Con senso intendo se c'è coesione, se la trama tiene, se i personaggi reggono.

Non punto alla perfezione altrimenti il testo si irrigidisce.

 

E come fai a capire se suona bene ed è coerente?

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10 minuti fa, JPK Dike ha detto:

 

E come fai a capire se suona bene ed è coerente?

Lo puoi capire a esempio dalla presenza o assenza di ripetizioni, se un concetto lo ribadisci più volte in poche righe o pagine, diventando ridondante e noioso.

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2 minuti fa, M.T. ha detto:

Lo puoi capire a esempio dalla presenza o assenza di ripetizioni, se un concetto lo ribadisci più volte in poche righe o pagine, diventando ridondante e noioso.

 

Ma perché dovresti ripetere un concetto più volte? Capisco utilizzare una parola spesso, capita a tutti, ma un concetto no. Una volta che ne hai parlato, vai avanti e focalizzi l'attenzione su altro.

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@JPK Dike vero, ma c'è chi ripete lo stesso concetto fino a diventare stancante. Mi viene in mente Robert Jordan con La Ruota del Tempo.

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Mi trovo nella stessa condizione. Sto facendo la prima riscrittura, è abbastanza frustrante, Mi consola solo il fatto che molti grandi autori (da Carver a Tolstoj) riscrivevano una trentita di volte le loro opere. La riscrittura la sto facendo a mano, credo aiuti meglio a soffermarmi sulle parole.

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Circa un mesetto fa, mi è capitato di leggere un articolo di H. P. Lovecraft, o meglio una lettera (mi sembra al rettore di un'università) pubblicata poi come articolo, in cui spiegava le varie fasi e tecniche di stesura e revisione in cui era coinvolto durante l'elaborazione dei suoi racconti. Nel suo caso emergeva una pianificazione dello scritto a dir poco maniacale, con la revisione della bozza (anzi delle diverse bozze, ognuna delle quali a quel punto aveva già ricevuto un diverso livello di revisione preliminare) indicata proprio come la cosa più noiosa e impegnativa. In sostanza, si concentrava di volta in volta, proprio come suggerito in alcuni degli interventi, su un diverso aspetto (trama, dialoghi, grammatica) fino a perfezionare la sintassi e a eliminare tutto il superfluo. Per quanto concerneva lui, il tutto avveniva rigorosamente a penna, con annotazioni e riscritture continue e sistematiche, e leggere quell'articolo mi ha fatto ringraziare il cielo di vivere nel 2019 e avere a disposizione un pc.

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Il 28/2/2019 alle 14:49, Fantom ha scritto:

Dopo aver fatto riposare il mio romanzo, mi sono lanciato nell'attività delle riscrittura con tutte le problematiche seguenti (chi ha scritto questa schifezza? O_Onon posso essere stato io! Forse sono posseduto da uno spirito immondo:diavolo2:)

Se scrivere è complicato, il riscrivere lo è ancor di più.

C' è da cercare d'uniformare lo stile, personaggi, migliorare descrizioni banali o accorciarle, insomma un bel grattacapo. il pericolo è perdersi nella riscrittura, mettendo  a posto tutto e niente.

Voi come riscrivete i vostri pezzi? usate un particolare approccio che vi aiuti a non perdervi?

Ci sono mille consigli su come scrivere, ma quando si arriva alla riscrittura (che può comportare più versioni del libro) c'è il vuoto

@Fantompotrei aver scritto io questo post, mi trovo nella stessa situazione il romanzo,  la mia opera magna, il mio "capolavoro". Il brutto è che ho prima elaborato più revisioni (una per i refusi, una per la trama, una per la forza dei personaggi, una per snellire, etc.) Alla fine mi sono trovata comunque con un testo che zoppica,  persino il punto di vista del narratore non mi convince.

Ho deciso di lasciarlo lì a decantare ancora qualche mese, ci rimetterò mano forse quando mi sarà passata la delusione. Per ora mi dedico ad altri testi meno corposi (come da suggerimento di Stephen King in On writing).

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