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Fantom

L'incubo del riscrivere

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Dopo aver fatto riposare il mio romanzo, mi sono lanciato nell'attività delle riscrittura con tutte le problematiche seguenti (chi ha scritto questa schifezza? O_Onon posso essere stato io! Forse sono posseduto da uno spirito immondo:diavolo2:)

Se scrivere è complicato, il riscrivere lo è ancor di più.

C' è da cercare d'uniformare lo stile, personaggi, migliorare descrizioni banali o accorciarle, insomma un bel grattacapo. il pericolo è perdersi nella riscrittura, mettendo  a posto tutto e niente.

Voi come riscrivete i vostri pezzi? usate un particolare approccio che vi aiuti a non perdervi?

Ci sono mille consigli su come scrivere, ma quando si arriva alla riscrittura (che può comportare più versioni del libro) c'è il vuoto

Voi che metodo utilizzate? Vi ponete particolare obiettivi?

Grazie a chiunque voglia condividere la sua esperienza

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Ciao @Fantom c'è qui una discussione che si chiama "La revisione perfetta" e forse ti può essere utile...

 

Mi sembra anche di ricordare che qualcuno (molto più esperto di me, tipo uno staffer, ma non ricordo chi) consiglia una rilettura (e una eventuale riscrittura) per ogni aspetto che vuoi migliorare.

Tipo:

Una riscrittura (o più d'una) concentrandosi sulle descrizioni

Una riscrittura (o più d'una) concentrandosi sui dialoghi

Una riscrittura (o più d'una) concentrandosi sui personaggi

eccetera.

 

Vorrei davvero ricordare la discussione in questione, ma non la trovo. :bandiera:

Magari passa qualcuno con più memoria ad aiutarti! :) 

 

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Come suggerito da @mercy, il metodo migliore per revisionare un testo è focalizzarsi su un aspetto alla volta.

Aggiungo però che è importante seguire un certo ordine durante la revisione: è meglio cominciare dal contenuto, per poi passare allo stile e infine alla grammatica. La revisione del contenuto può procedere a sua volta seguendo un ordine che vada dagli aspetti più ampi (la trama principale del romanzo, per esempio) ai dettagli minori (la descrizione di un'ambientazione).

In ordine, quindi:

  1. Trama principale
  2. Trame secondarie
  3. Sviluppo dei personaggi
  4. Descrizioni (personaggi e ambientazioni)
  5. Dialoghi
  6. Stile e forma
  7. Grammatica e refusi

Ovviamente non è obbligatorio seguire questa scaletta né effettuare sette revisioni diverse; alcuni aspetti tenderanno a coincidere, come le trame secondarie e lo sviluppo dei personaggi, o quest'ultimo e i dialoghi.

Ogni autore segue il proprio metodo; ciò che conta è mettere da parte l'amore (o l'odio) nei confronti del proprio testo e concentrarsi per migliorarlo con obiettività, eliminando il superfluo e migliorando la resa della storia.

Non aver paura di riscrivere; fermati soltanto quando farlo ti porterà a ripristinare le frasi com'erano prima dell'ultima revisione (quando cioè ti ritroverai a riscrivere le frasi da una versione A a una versione B e poi viceversa, tornando di nuovo alla versione A).

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Il 7/3/2019 alle 10:27, Black ha detto:

Come suggerito da @mercy, il metodo migliore per revisionare un testo è focalizzarsi su un aspetto alla volta.

Aggiungo però che è importante seguire un certo ordine durante la revisione: è meglio cominciare dal contenuto, per poi passare allo stile e infine alla grammatica. La revisione del contenuto può procedere a sua volta seguendo un ordine che vada dagli aspetti più ampi (la trama principale del romanzo, per esempio) ai dettagli minori (la descrizione di un'ambientazione).

In ordine, quindi:

  1. Trama principale
  2. Trame secondarie
  3. Sviluppo dei personaggi
  4. Descrizioni (personaggi e ambientazioni)
  5. Dialoghi
  6. Stile e forma
  7. Grammatica e refusi

Ovviamente non è obbligatorio seguire questa scaletta né effettuare sette revisioni diverse; alcuni aspetti tenderanno a coincidere, come le trame secondarie e lo sviluppo dei personaggi, o quest'ultimo e i dialoghi.

Ogni autore segue il proprio metodo; ciò che conta è mettere da parte l'amore (o l'odio) nei confronti del proprio testo e concentrarsi per migliorarlo con obiettività, eliminando il superfluo e migliorando la resa della storia.

Non aver paura di riscrivere; fermati soltanto quando farlo ti porterà a ripristinare le frasi com'erano prima dell'ultima revisione (quando cioè ti ritroverai a riscrivere le frasi da una versione A a una versione B e poi viceversa, tornando di nuovo alla versione A).


Molto interessante, grazie @Black! Dai, mi sento abbastanza avanti allora, sono al punto 5/6... :yahoo:

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Ospite e-allora-avanti

Riscrivendo io mi concentro sul suono e la coerenza. Se suona bene e se la storia ha senso, fila. Con suonare intendo tutto da dialoghi a ritmo. Con senso intendo se c'è coesione, se la trama tiene, se i personaggi reggono.

Non punto alla perfezione altrimenti il testo si irrigidisce.

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4 ore fa, e-allora-avanti ha detto:

Riscrivendo io mi concentro sul suono e la coerenza. Se suona bene e se la storia ha senso, fila. Con suonare intendo tutto da dialoghi a ritmo. Con senso intendo se c'è coesione, se la trama tiene, se i personaggi reggono.

Non punto alla perfezione altrimenti il testo si irrigidisce.

 

E come fai a capire se suona bene ed è coerente?

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10 minuti fa, JPK Dike ha detto:

 

E come fai a capire se suona bene ed è coerente?

Lo puoi capire a esempio dalla presenza o assenza di ripetizioni, se un concetto lo ribadisci più volte in poche righe o pagine, diventando ridondante e noioso.

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2 minuti fa, M.T. ha detto:

Lo puoi capire a esempio dalla presenza o assenza di ripetizioni, se un concetto lo ribadisci più volte in poche righe o pagine, diventando ridondante e noioso.

 

Ma perché dovresti ripetere un concetto più volte? Capisco utilizzare una parola spesso, capita a tutti, ma un concetto no. Una volta che ne hai parlato, vai avanti e focalizzi l'attenzione su altro.

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@JPK Dike vero, ma c'è chi ripete lo stesso concetto fino a diventare stancante. Mi viene in mente Robert Jordan con La Ruota del Tempo.

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Ospite e-allora-avanti
26 minuti fa, JPK Dike ha detto:

 

E come fai a capire se suona bene ed è coerente?

Leggi ad alta voce.

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Mi trovo nella stessa condizione. Sto facendo la prima riscrittura, è abbastanza frustrante, Mi consola solo il fatto che molti grandi autori (da Carver a Tolstoj) riscrivevano una trentita di volte le loro opere. La riscrittura la sto facendo a mano, credo aiuti meglio a soffermarmi sulle parole.

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Circa un mesetto fa, mi è capitato di leggere un articolo di H. P. Lovecraft, o meglio una lettera (mi sembra al rettore di un'università) pubblicata poi come articolo, in cui spiegava le varie fasi e tecniche di stesura e revisione in cui era coinvolto durante l'elaborazione dei suoi racconti. Nel suo caso emergeva una pianificazione dello scritto a dir poco maniacale, con la revisione della bozza (anzi delle diverse bozze, ognuna delle quali a quel punto aveva già ricevuto un diverso livello di revisione preliminare) indicata proprio come la cosa più noiosa e impegnativa. In sostanza, si concentrava di volta in volta, proprio come suggerito in alcuni degli interventi, su un diverso aspetto (trama, dialoghi, grammatica) fino a perfezionare la sintassi e a eliminare tutto il superfluo. Per quanto concerneva lui, il tutto avveniva rigorosamente a penna, con annotazioni e riscritture continue e sistematiche, e leggere quell'articolo mi ha fatto ringraziare il cielo di vivere nel 2019 e avere a disposizione un pc.

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Il 28/2/2019 alle 14:49, Fantom ha scritto:

Dopo aver fatto riposare il mio romanzo, mi sono lanciato nell'attività delle riscrittura con tutte le problematiche seguenti (chi ha scritto questa schifezza? O_Onon posso essere stato io! Forse sono posseduto da uno spirito immondo:diavolo2:)

Se scrivere è complicato, il riscrivere lo è ancor di più.

C' è da cercare d'uniformare lo stile, personaggi, migliorare descrizioni banali o accorciarle, insomma un bel grattacapo. il pericolo è perdersi nella riscrittura, mettendo  a posto tutto e niente.

Voi come riscrivete i vostri pezzi? usate un particolare approccio che vi aiuti a non perdervi?

Ci sono mille consigli su come scrivere, ma quando si arriva alla riscrittura (che può comportare più versioni del libro) c'è il vuoto

@Fantompotrei aver scritto io questo post, mi trovo nella stessa situazione il romanzo,  la mia opera magna, il mio "capolavoro". Il brutto è che ho prima elaborato più revisioni (una per i refusi, una per la trama, una per la forza dei personaggi, una per snellire, etc.) Alla fine mi sono trovata comunque con un testo che zoppica,  persino il punto di vista del narratore non mi convince.

Ho deciso di lasciarlo lì a decantare ancora qualche mese, ci rimetterò mano forse quando mi sarà passata la delusione. Per ora mi dedico ad altri testi meno corposi (come da suggerimento di Stephen King in On writing).

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Ti dico come procedo io. Essendomi imposto di scrivere romanzi brevi (circa 40.000 parole), per motivi che non cito,  solo per non annoiarvi troppo. La mia fase di riscrittura si propone di togliere il superfluo e di limitare il numero di aggettivi e di avverbi. 

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Il 28/2/2019 alle 14:49, Fantom ha scritto:

Se scrivere è complicato, il riscrivere lo è ancor di più.

Sottoscrivo!

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Il 28/2/2019 alle 14:49, Fantom ha scritto:

quando si arriva alla riscrittura (che può comportare più versioni del libro) c'è il vuoto

Voi che metodo utilizzate? Vi ponete particolare obiettivi?

Grazie a chiunque voglia condividere la sua esperienza

 

Grazie a te. La mia esperienza parte dal chiedermi che significa "riscrivere". Io di preciso non l'ho mai capito e nessuno me l'ha mai spiegato in modo chiaro, cioè mi chiedo: perché mai dovrei scrivere e poi riscrivere e poi ririscrivere e poi riririscrivere eccetera? Non posso direttamente riririscrivere? Siccome, in attesa di capirlo, non posso stare con le mani in mano, devo decidere cosa fare, e l'ho deciso: nelle more, "riscrivere" significa "correggere" quello che ho scritto in precedenza. Così per me ha senso.

Non mi convince molto nemmeno la riscrittura (correzione) a fasi, tipo: 1° fase, trama principale; 2° fase, sintassi; 3° fase, personaggi; 4° fase, ortografia; 5° fase, ritmo; o simili. Cioè, se io trovo "Ogi o visto mjo fratttelo Giovani" lo correggo anche nella prima fase, mica mi dico "Dysk, lascialo sbagliato tanto poi ci torni alla 4° fase". Eh no, eh! :)

Io comunque uso un metodo che chiamo "revisione vocale", cioè do il mio testo in pasto a un sintetizzatore vocale, poi mi metto le cuffie e ascolto la voce mentre seguo il testo con il cursore. Quando sento qualcosa che non va, blocco l'audio, correggo (riscrivo) la parte sbagliata e poi riprendo con l'audio. Posso anche ripassare più volte, come quando si vernicia una staccionata o si lucidano tante macchine con la cera:

 

Se riscrivere è questo, allora io riscrivo così :)

Spero di esserti stato utile.

 

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Il 5/4/2020 alle 15:32, dyskolos ha scritto:

Io comunque uso un metodo che chiamo "revisione vocale", cioè do il mio testo in pasto a un sintetizzatore vocale, poi mi metto le cuffie e ascolto la voce mentre seguo il testo con il cursore. Quando sento qualcosa che non va, blocco l'audio, correggo (riscrivo) la parte sbagliata e poi riprendo con l'audio. Posso anche ripassare più volte, come quando si vernicia una staccionata o si lucidano tante macchine con la cera:

Anche io uso il sintetizzatore vocale per la riscrittura. E' molto utile perché si sentono gli errori ma anche come suona la frase, la punteggiatura. Inoltre mi risparmia di leggere ad alta voce.

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Racconto la mia esperienza...

Ho iniziato un romanzo (fantascienza /horror /splatter) in prima persona... Giunto a circa metà mi sono reso conto che dovevo riscriverlo in terza, troppo complicato in prima... Dopo un po' il tempo presente mi stava angosciando, mi sentivo soffocare, così lo riscrissi al passato. Arrivato al punto dove mi ero fermato (mesi) decido che è ora di fare un bel formattone del pc, salvo tutto sulla chiavetta e avvio il processo. Caspiterina, la chiavetta dove ho salvato i file del libro è la stessa che poi ho usato per formattare il pc. Sì, "caspiterina" è un eufemismo.

A quel punto i miei neuroni gridavano parole simil-caspiterina senza indugio. La mia vita era una caspiterina, i giorni si susseguivano con incessante caspiterina. Mangiavo caspiterina, respiravo caspiterina e non vi dico cosa cagavo.

Mi viene in mente che mi ero inviato via mail un pdf (sì, un pdf, caspiterina) con la versione aggiornata ma ancora in prima persona, caspiterina.

E vabbè, insomma bisogna rimboccarsi le maniche, caspiterina. Così presi un pacco di quaderni e un astuccio di penne all iper Lando e finii di scrivere il tutto su 12 quaderni. 

Sì, hai indovinato: caspiterina che scelta geniale.

  • Divertente 3

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38 minuti fa, Nicolò85 ha scritto:

e non vi dico cosa cagavo

 

:asd::asd::asd:

Per questo io carico i file su Google Drive. Mi è successa una cosa simile e all'inizio ho buttato giù tutti i santi. Poi, quando non c'erano più santi, ho finito con l'attribuire qualità suine a qualche divinità, ma non ricordo bene :rolleyes: 

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2 ore fa, dyskolos ha scritto:

 

:asd::asd::asd:

Per questo io carico i file su Google Drive. Mi è successa una cosa simile e all'inizio ho buttato giù tutti i santi. Poi, quando non c'erano più santi, ho finito con l'attribuire qualità suine a qualche divinità, ma non ricordo bene :rolleyes: 

Caspiterine come se piovesse...

 

Però dai, c'è il lato buono da guardare. Te lo ricordi? Quello relegato dietro montagne di imprecazioni. Eh sì. Infatti la ri-ri-ri-riscrittura è decisamente migliore dell'originale. 

O magari è tutto merito delle caspiterine?

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2 ore fa, dyskolos ha scritto:

Per questo io carico i file su Google Drive.

 

Io ho un approccio molto nevrotico al riguardo. A fine giornata, carico una copia del file a cui lavoro su ciascuno dei cloud che uso (sono tre in totale), su una chiavetta dotata di password, su pc, su hard disk esterno, e di tanto in tanto mi mando una mail a me stesso a un mio secondo indirizzo di posta.

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Credo di poter portare come contributo la mia...inesperienza.

La prima volta che mi sono cimentato nella costruzione e nella stesura di un romanzo l'ho fatto partendo da un'idea vaga della storia di cui volevo parlare e una certa consapevolezza delle sensazioni che volevo comunicare. Da qui sono andato avanti ragionando sulla storia e sulle pochissime informazioni teoriche che avevo -attinte da qualsiasi fonte e campo del sapere.

Questo preambolo è necessario perché mostra una cosa: la sostanziale inesperienza e impreparazione nell'approccio al romanzo.

E il frutto diretto di questa inesperienza è la difficoltà delle prime revisioni, perché queste dovranno avvenire su una base non solida, nella quale saranno presenti molte cose traballanti tra cui, prima tra tutte, la sostanza della nostra storia. Nel corso delle revisioni ho avvertito la necessità di strutturare meglio il tutto, ripensare bene alla direzione verso la quale volevo che la storia tendesse, i personaggi, il come, e il cosa volessi esattamente dire. Quest'ultimo aspetto, poi, immagino possa affiorare solo col tempo: io ho razionalizzato "il messaggio" solo dopo il feedback di un conoscente e, devo dire, che odio il termine "messaggio" e tutta la supponenza che spesso si porta dietro.

Comunque, una volta strutturata meglio la storia nella mia mente, devo dire di essere passato a revisioni migliori, più coerenti e continue, senza quelle interruzioni e dubbi amletici, senza la sensazione di dispersione e smarrimemto. Non ne è venuto fuori un capolavoro, ma ho comunque trovato un metodo che adesso so replicare -che poi il tutto faccia schifo è un altro discorso :D

 

 

Il 5/4/2020 alle 16:32, dyskolos ha scritto:

 

riscrivere" significa "correggere" quello che ho scritto in precedenza. Così per me ha senso. [...]Io comunque uso un metodo che chiamo "revisione vocale", cioè do il mio testo in pasto a un sintetizzatore vocale, poi mi metto le cuffie e ascolto la voce mentre seguo il testo con il cursore. Quando sento qualcosa che non va, blocco l'audio, correggo (riscrivo) la parte sbagliata e poi riprendo con l'audio. Posso anche ripassare più volte, come quando si vernicia una staccionata o si lucidano tante macchine con la cera.

Il 6/4/2020 alle 18:30, Fantom ha scritto:

Anche io uso il sintetizzatore vocale per la riscrittura. E' molto utile perché si sentono gli errori ma anche come suona la frase, la punteggiatura. Inoltre mi risparmia di leggere ad alta voce.

 

Siete dei geni, non ci avrei mai pensato :D

 

Il 4/6/2020 alle 14:49, Horselover Fat ha scritto:

 

Io ho un approccio molto nevrotico al riguardo. A fine giornata, carico una copia del file a cui lavoro su ciascuno dei cloud che uso (sono tre in totale), su una chiavetta dotata di password, su pc, su hard disk esterno, e di tanto in tanto mi mando una mail a me stesso a un mio secondo indirizzo di posta. 

 

Io, mentre lavoro, salvo due o tre copie del file perché in caso di blackout il file può danneggiarsi irrimediabilmente -mi è successo più volte, molto poco gradevole: basterebbe avere sempre un gruppo di continuità attaccato al pc. Dopodiché mi invio tutto per posta elettronica (utilizzo gmail, quindi mi sento molto sicuro). Da un bel po', comunque, preferisco correggere sul cartaceo, quindi ho spesso copie cartacee che non getto via subito. So che è uno spreco di carta, ma in questo periodo mi risulta più facile (e possedere una stampante fronte/retro è una benedizione). Poi, di tanto in tanto, carico tutta la cartella contenente backup e revisioni aggiornate su uno o due cloud. :D

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Il mio approccio alla scrittura è stato un po' come quello del buon @nescio: volto a comunicare un certo tipo di emozioni.
Il fatto è che non potevo tecnicamente esprimere nella vita di tutti i giorni tutto quanto mi portassi dentro, e mi riferisco a tutta quella serie di sensazioni inespresse, i non detti che lacerano, la parola mancata perché in quel momento non la si riesce a esprimere, e via così. Ecco che poi, a mente fredda e con un bel foglio bianco davanti, son venute fuori diinamiche che io nemmeno avevo idea di poter condividere.

 

Il lavoro di riscrittura è stato faticoso. Per una buona prima parte del mio testo ho avuto una "guida" rigida, che mi ha invitato a riflettere sull'eventualità di abbandonare l'eccessivamente fossilizzato punto di vista che mi portavo dietro da autore e mi ha insegnato ad approcciarmi al testo con occhi curiosi (più spesso diffidenti). Ha quindi messo a dura prova le mie intenzioni nello scritto, testando la potenza del messaggio che volevo inviare.

Mi ha permesso di mettere a fuoco il fulcro, quel che volevo emergesse, e di eliminare il superfluo.

 

Non so quali siano le leggi che regolano la riscrittura, ma nel mio caso si è trattato di "andare al punto" e scrivere meglio quel che avevo in prima stesura portato alla luce in modo superficiale, scorretto o non utile.

 

In ogni caso è sempre stato penoso rileggersi con occhi "estranei" e vedere scritte certe scempiaggini che manco in terza elementare.
E mi riferisco ai concetti, al modo di esprimerli e a tutte le costruzioni arzigogolate che si aggiungono solo per darsi un tono, ma che alla fine ti rendono solo una versione grottesca delle Cinquanta sfumature (no, non scrivo erotici; sì, era un esempio; no, non scrivo erotici).

Ah, ogni tanto (ogni sei mesi, più o meno) anche io mi automando il file con l'ultima revisione. Ma nulla più di questo. :grat:

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Approdo qui, in preda all'incubo del riscrivere. Premetto che è la prima volta che mi cimento nella stesura di un romanzo vero e proprio, quindi avrò fatto ventimila errori di cui almeno la metà avrei potuto evitarli se mi fossi fermata a ragionarci un attimo prima. Se la prima stesura mi era sembrata già un'impresa, adesso mi viene direttamente da piangere :facepalm:

Dopo i primi momenti di panico (e tralasciando ogni perplessità sull'aver davvero scritto certe boiate da scuole elementari :bandiera:) ho letto i vostri consigli e sto procedendo con una riscrittura focalizzandomi su un aspetto alla volta. Ed è senz'altro il modo migliore. Però ugualmente mi trovo in difficoltà a ricordarmi cosa ho scritto. Mi spiego meglio: nella mia testa e nei miei appunti è tutto ben definito e congruente, ma siccome non amo molto gli spiegoni ficcati a paginate per toglierseli di mezzo subito (si tratta di una storia fantasy, quindi potete immaginare) preferisco spalmare le informazioni necessarie  in modo omogeneo nella trama senza ingolfare il tutto con noiose spiegazioni. Quindi mi ritrovo a non sapere più cosa diamine ho già scritto su un dato argomento. Ora mi sto appuntando capitolo per capitolo dove spiego roba, ma così mi pare di perdere ancora di più i capo :grat:

Forse ho sbagliato fin dall'inizio, sono andata avanti senza mai riprendere in mano i capitoli precedenti (guardando giusto un paio di cose che mi servivano) per non perdere il filo ed arrivare in fondo (e dicendo: sì tanto poi lo sistemo dopo!) e adesso mi trovo un testo un po' troppo ingarbugliato, ripetitivo in certi punti, carente in altri e faticoso da sistemare. Ho idea che mi serviranno veramente molte riletture e dovrò cambiare parecchi pezzi se non proprio interi capitoli.

Quindi mi chiedo, a futura memoria: non sarebbe meglio affrontare la riscrittura già prima della fine della prima stesura, che so, ogni tot capitoli? In modo da arrivare alle revisioni dopo già avvantaggiati su certi aspetti?

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Il 29/6/2020 alle 12:19, Mello ha scritto:

Quindi mi chiedo, a futura memoria: non sarebbe meglio affrontare la riscrittura già prima della fine della prima stesura, che so, ogni tot capitoli? In modo da arrivare alle revisioni dopo già avvantaggiati su certi aspetti?

 

E' sempre bene, secondo me, rileggersi di volta in volta quello che si è scritto prima di procedere, apportando già le correzioni che saltano all'occhio, di modo da avvantaggiarsi per la revisione vera e propria, ma è anche vero che molti difetti e molte incongruenze saltano fuori solo da una lettura complessiva di quello che hai scritto. Ti consiglio di rileggere parecchie volte il lavoro finale ma a distanza di tempo tra una lettura all'altra, e soprattutto dopo aver fatto "riposare" il romanzo per qualche mese. Devi, in sostanza, dimenticarti di quello che hai scritto e affrontare la tua opera con uno sguardo il più possibile neutrale e spassionato. Naturalmente, poi, spetterà all'eventuale editor della casa editrice con cui magari firmerai trovare tutte quelle criticità di cui un autore non può rendersi conto.

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Il 29/6/2020 alle 12:19, Mello ha scritto:

non sarebbe meglio affrontare la riscrittura già prima della fine della prima stesura, che so, ogni tot capitoli? In modo da arrivare alle revisioni dopo già avvantaggiati su certi aspetti?

 

È quello che faccio io, così poi ho poco da fare in fase di revisione finale. La stesura naturalmente è molto lunga. Diciamo che revisiono mentre scrivo. Per me è meglio così :)

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Il 29/6/2020 alle 12:19, Mello ha scritto:

non sarebbe meglio affrontare la riscrittura già prima della fine della prima stesura, che so, ogni tot capitoli? In modo da arrivare alle revisioni dopo già avvantaggiati su certi aspetti?

 

È quello che faccio io, così poi ho poco da fare in fase di revisione finale. La stesura naturalmente è molto lunga. Diciamo che revisiono mentre scrivo. Per me è meglio così :)

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Grazie @Horselover Fat e @dyskolos :) ormai è andata così; prossima volta sicuro ogni tot farò una revisione (e giuro che non partirò alla garibaldina presa dalla foga del momento!) in modo da arrivare alla fine un po' meno a caspiterina :P (come dice il nostro amico più su) 

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