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Kalim Crumben

Bambina cavaliere

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Commento

 

 

 

Come un bisogno inaspettato
con la palpebra socchiusa,
aerea danzatrice
così rapida
che ti perdo di vista.
Come un dovere inopportuno
con i pugni pesanti
e i pensieri assordanti,
una bambina
che vuol fare il cavaliere.

 

Non avevano
poche esclamazioni
per spararti
da lontanissimo,
le munizioni
non eran mai troppe
come molteplici guardate...

 

Son passanti
così tanti i giorni
e così tanto gli attimi
da quando ti avevo...
Non ti ho ancora perduto
e tu ancora più che mai,
ancora tu sei
la mia bambina
che vuol fare il cavaliere,
ma è così poco
un attimo
di ventiquattro ore!

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Ciao @Kalim Crumben! La tua poesia è molto curiosa, a partire dal titolo che mi aveva, in un primo momento, portato a pensare ai tempi lontani e fiabeschi. Addentrandomi nelle strofe ho iniziato a intuire che forse era più profonda di quanto pensassi, e a essere sincera avevo paura di non essere in grado di darle una giusta interpretazione così ho lasciato che si sedimentasse il sentimento prima di pronunciarmi. 

Tra le righe di ciascun verso, caratterizzato dalla brevità che da un ritmo al poema, proprio quello della tua danzatrice che volteggia, alla prima lettura ho intravisto un uomo mezzo addormentato, solleticato da una visione che non si lascia catturare. Sfuggente ed effimera, come una farfalla. Ecco, credo che la metafora di bambina che vuol fare il cavaliere rappresenti la vita di una farfalla ma che forse si estende anche a un'esistenza più terrena, che inizialmente avevo associato a una bambina costretta a fare soldato e a diventare grande in fretta. L'avevo dedotto dai versi: 

Il 23/2/2019 alle 22:37, Kalim Crumben ha detto:

Come un dovere inopportuno
con i pugni pesanti
e i pensieri assordanti,
una bambina
che vuol fare il cavaliere.

Avevo immaginato appunto un soldato nemico, che ha un dovere inopportuno di dover uccidere la bambina, e questo mette in crisi la sua coscienza, che si fa sentire attraverso pensieri. 

 

Il 23/2/2019 alle 22:37, Kalim Crumben ha detto:

Non avevano
poche esclamazioni
per spararti
da lontanissimo,
le munizioni
non eran mai troppe
come molteplici guardate...

Qui però sono stata attraversata dal pensiero che forse mi ero sbagliata e credo sia stato questo a mettermi in crisi, lasciandomi senza parole. Cioè provo a spiegarmi meglio. Sentivo che ero di fronte alle multipli interpretazioni, come se la percezione cambiasse rispetto all'angolo da cui si osserva. E temevo di non potervi arrivare. Se da un lato avevo pensato che se non è lui, ci saranno altri a ucciderla al posto suo, questa bambina che forse sognava di fare cavaliere per cambiare il mondo; dall'altro c'erano esclamazioni, guardate, come se vi ci fosse stata una caccia in corso. E solo lì mi si è illuminata la lampadina nella testa e mi sono detta: e se il poema parlasse di una caccia alle farfalle? Anzi,  dopo aver riletto più volte questi versi, ne sono proprio convinta. 

Il 23/2/2019 alle 22:37, Kalim Crumben ha detto:

Son passanti
così tanti i giorni
e così tanto gli attimi
da quando ti avevo...
Non ti ho ancora perduto
e tu ancora più che mai,
ancora tu sei
la mia bambina
che vuol fare il cavaliere,
ma è così poco
un attimo
di ventiquattro ore!

Il primo verso della strofa finale mi stona. Passanti mi sembra un refuso. Forse volevi dire passati? E anche tanto/tanti, è un altro refuso. Nel finale ho sentito una speranza. Come se lui, ormai sono convinta fosse un lui, scusami :D, avesse salvato la farfalla e la volesse solo per sé, ma si sa, la loro esistenza non va oltre alle ventiquattro ore e sì, c'è il rammarico che non possa godere la sua bellezza e la presenza ancora a lungo. 

 

Devo dire che a ogni nuova lettura, è come se mi si aprissero davanti le porte di un mondo nuovo. Ora le immagini sono più chiare e fanno parte di un film diverso, rispetto a quello iniziale. Ora vedo un prato disteso, un uomo sotto un albero, sonnecchiante, in sottofondo degli schiamazzi dinanzi ai quali una farfalla vola fuggendo e si posa con delicatezza sulla palpebra del poeta, che apre gli occhi con uno scatto e la fa allontanare. La farfalla gli volteggia intorno e lui può godere della sua bellezza. Il loro è stato un incontro di un attimo, come per dire basta un solo instante per cogliere l'essenza di una vita intera, la sua bellezza, e anche se dovesse durare poco vale la pena viverla. Almeno così interpreto io i tuoi versi. Non è detto di aver azzeccato. 

Una domanda tecnica. Perché hai usato i punti in sospensione? Mi ha incuriosito questa scelta. Come se avessi voluto far fermare il tempo. Giusto? 

In conclusione un poema che si presta a diverse interpretazioni. Non sono sicura di essere riuscita a cogliere il significato che volevi dare tu, credo che il tuo immaginario vada oltre, sconfinando forse nel mondo filosofico non molto affine a me. Ho apprezzato però le sensazione che mi hanno dato le tue parole e soprattutto la figura della bambina cavaliere, così effimera e sfuggente, proprio com'è la vita a volte. Brava! 

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@Kalim Crumben è da ieri che rileggo la tua poesia.
Ha qualcosa che mi piace molto. Alcune immagini in particolare, l'andamento:

Il 23/2/2019 alle 22:37, Kalim Crumben ha detto:

Come un dovere inopportuno
con i pugni pesanti
e i pensieri assordanti,
una bambina
che vuol fare il cavaliere.


Ti confesso che il suo significato mi è tuttora oscuro! E va bene, non è necessario capire e vedere proprio tutto. Perché in qualche modo comunica qualcosa.
Ho pensato a un ricordo, a un'amicizia d'infanzia poi persa di vista (parli di molti attimi di 24 ore trascorsi) o a un incontro fugace (da bambina ho avuto brevissime conoscenze durate un pomeriggio, magari, che non ho più scordato!). Persino al permanere di un sogno dell'infanzia, di un gioco : la bambina cavaliere come rappresentazione di una vitalità e caparbietà spensierata che allora c'era e poi è mutata nell'età adulta in qualcosa di più discreto. Ma che ogni tanto riaffiora tra il sonno e la veglia o in qualche fantasticheria ad occhi semiaperti. Un nocciolo duro e immutabile dell'esistenza di una persona.

Bah, straparlo un po'. Scusami!
Ma mi è piaciuta e mi sembrava giusto dirtelo.

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Grazie a entrambi e a tutti gli altri che, sicuramente, ho confuso. Ho voluto aspettare un po' prima di scrivere questo messaggio, perché mi rendo conto dell'oscurità di questa poesia che non è una delle mie migliori, perché è stata scritta qualche anno fa e da allora è stata lasciata "a marcire" nel senso che non mi sono curata più di tanto, probabilmente proprio perché non sono riuscita a darle la spinta che merita. Avevo un altro stile e un'altra mentalità, ma in fondo ho sempre saputo che una poesia così (non) composta si presta molto facilmente a fraintendimenti. 

 

Ho apprezzato le vostre interpretazioni, mi state aiutando a vederla diversamente, ma provvedo dando qualche delucidazione per aiutarvi: il tema del ricordo c'è ed è legato esattamente alla bambina, ma la voce narrante non è una persona diversa, bensì lei stessa ma da adulta. Una donna adulta che immagina di parlare a se stessa bambina. Non le è mai stato concesso di fare (ed essere) il cavaliere, perché la società/famiglia si è sempre aspettata che lei invece si comportasse come una principessa e per questo le ha sempre rivolto commenti e sguardi che l'hanno ferita così tanto che è come se fossero state delle munizioni. La bambina/adulta, al contrario, ha avuto da sempre l'indole opposta e da qui i pugni pesanti, cioè la forza e la lotta che ha dovuto affrontare già da piccola.

 

Ecco diciamo che purtroppo non è così fiabesca e piacevole, per lo meno non nell'intento ahahah

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(Continuo in quest'altra risposta perché mi si è impallato il telefono... ;()

 

La donna adulta non ha dimenticato se stessa ma non ha più tempo, non il tempo che ha perduto della sua infanzia, tant'è che addirittura una giornata intera si riduce a un attimo che scappa via ancor prima che lei possa provare a tornare indietro nel tempo per incontrare nuovamente quella bambina, nonché se stessa. 

Il 23/2/2019 alle 22:37, Kalim Crumben ha detto:

Non ti ho ancora perduto
e tu ancora più che mai,
ancora tu sei
la mia bambina
che vuol fare il cavaliere,

 

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Buongiorno @Kalim Crumben benvenuto nel writer's Dream. Che cosa dirti di questa poesia? Sento nel profondo e questo basta. Avverto il profumo dell'essere bambina, dell'essere protetta  da tutti. Secondo me sono le parole amorevoli di una madre. Se scavo nella poesia, trovo (secondo me) un evento che porta la bambina ad essere in guerra o che deve aiutare qualcuno ,

 

Il 23/2/2019 alle 22:37, Kalim Crumben ha detto:

Come un bisogno inaspettato
con la palpebra socchiusa,
aerea danzatrice
così rapida
che ti perdo di vista.
Come un dovere inopportuno
con i pugni pesanti
e i pensieri assordanti,
una bambina
che vuol fare il cavaliere.

Qui (secondo me) si cela un dramma. Questo verso mi piace più di tutti.

 

Il 23/2/2019 alle 22:37, Kalim Crumben ha detto:

Non avevano
poche esclamazioni
per spararti
da lontanissimo,
le munizioni
non eran mai troppe
come molteplici guardate...

Meglio un punto alla fine. Senza sembra un verso incompleto.

 

Il 23/2/2019 alle 22:37, Kalim Crumben ha detto:

Son passanti
così tanti i giorni
e così tanto gli attimi  Non mi piacciono le ripetizioni.
da quando ti avevo... Anche qui metterei un punto
Non ti ho ancora perduto
e tu ancora più che mai,
ancora tu sei   Ripeti troppe volte ancora.
la mia bambina
che vuol fare il cavaliere,
ma è così poco
un attimo
di ventiquattro ore!

Perchè metti il punto esclamativo?

 

Conclusione: occhio alle ripetizioni, poesia elegante e scorrevole. Ottimo debutto.

Buona giornata:rosa:

Floriana

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