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albertus

Termini in lingua piemontese e note a piè di pagina

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Ciao a tutti

 

Dopo mesi che seguo il forum, leggendo con piacere e profitto i vostri post, da cui si impara sempre qualcosa di nuovo, è arrivato il momento che ne apra uno anche io per approfittare della vostra esperienza.

Sto scrivendo un romanzo ambientato a Torino, dove i protagonisti principali usano spesso termini in lingua piemontese, soprattutto quando litigano, uccidono (è un pulp splatter punk) o fanno sesso. Poiché il mio scopo è renderne agevole la lettura anche alle persone che non conoscono il piemontese, dopo aver rinunciato ad una prefazione con “piccolo glossario piemontese-italiano”, per non costringere il lettore a fare avanti ed indietro nel romanzo, mi trovo combattuto tra due alternative: scrivere in corsivo le parti in piemontese ed inserire note a piè di pagina ogni volta che compare un nuovo termine o una frase intera oppure inventare uno stratagemma per introdurre le nuove parole.

La prima alternativa, che sto usando sebbene sia ancora in fase di revisione, fa quasi sembrare il mio manoscritto (solo per come è editato, non per la bravura letteraria ahimè) qualcosa del tipo “I promessi sposi” o “La divina commedia”, è funzionale, il lettore ha subito sotto l’occhio la traduzione delle parole che incontra per la prima volta, ma il romanzo sembra quasi un libro di scuola.

La seconda alternativa, non ancora sperimentata, mi costringerebbe a riscrivere parti del romanzo e trovare un modo per rendere comprensibili a tutti i termini in piemontese ogni volta che compaiono per la prima volta, una cosa che temo possa appesantire la mia scrittura e renderla meno scorrevole e ridondante.

Secondo voi quale soluzione sarebbe più indicata?

Leggereste un romanzo caratterizzato dal uso ed abuso della lingua della regione in cui è ambientato?

Vi ringrazio anticipatamente per i suggerimenti.

 

Ciao,

Alberto

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Il problema principale è che le note a piè di pagine spezzano la lettura, costringendo il lettore a leggerle per capire il significato delle frasi; una prassi accettabile in un testo non-fiction, ma in un romanzo è poco gradevole, soprattutto perché si tratta di parecchie note.

La soluzione migliore, secondo me, è limitare la quantità di termini piemontesi non riconducibili alla loro controparte italiana. Inseriscili di rado, nella forma di incisi o esclamazioni, e lascia in italiano le frasi necessarie a comprendere la trama o i personaggi.

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Ciao Black

 

Grazie per le dritte. Proverò a ridurre i termini in lingua piemontese come mi hai suggerito, forse ne avevo messi un po' troppi.

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Ciao @albertus

 

sinceramente farei fatica a leggere un romanzo dove ci sono troppi dialoghi che non capisco e doversi leggere le molte note appesantisce la scrittura. 

Una soluzione è quella che ho visto nella letteratura caraibica dove si parlano i creoli francesi. gli autori a volte usano degli incipit o esclamazioni o nomi di luoghi in creolo (scritti in corsivo) e poi continuano in francese. Questo mix aiuta un lettore che non conosce il creolo a continuare a leggere, senza conoscere la lingua.

Troppo dialetto rischia di essere letto solo da un peimentose

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7 ore fa, Fantom ha detto:

Ciao @albertus

 

sinceramente farei fatica a leggere un romanzo dove ci sono troppi dialoghi che non capisco e doversi leggere le molte note appesantisce la scrittura. 

Una soluzione è quella che ho visto nella letteratura caraibica dove si parlano i creoli francesi. gli autori a volte usano degli incipit o esclamazioni o nomi di luoghi in creolo (scritti in corsivo) e poi continuano in francese. Questo mix aiuta un lettore che non conosce il creolo a continuare a leggere, senza conoscere la lingua.

Troppo dialetto rischia di essere letto solo da un peimentose

 

Ciao

 

In realtà, lascerei in piemontese soltanto qualche frase ogni tanto, per il resto inserirei i termini in piemontese nelle frasi in italiano, per dare una caratterizzazione ai personaggi ed il loro modo di parlare. La trama resterebbe in italiano.

Non conosco la letteratura caraibica, mi potresti consigliare qualche lettura?

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Gli autori sono principalmente haitiani, perchè con Haiti ho un legame speciale

Jacques Roumain Gouverneurs de la rosée (questo sono sicuro che si trova anche in italiano)

Dany Laferriere  L'odeur du café

Edwige Danticat Krik? Krak! (questo c'è in italiano, sono una raccolta di fiabe riviste)

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