Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Post raccomandati

 

Sono intrappolata nell’ultima matrioska, in quella piccola, in fondo a una grotta.

Sento le voci degli altri ma arrivano ovattate, lontane.

Fa freddo qua dentro ed è tutto buio come all’inferno.

Quando siamo fuggiti, ognuno di noi è riuscito a portarsi uno zaino di sopravvivenza, ci abbiamo messo di tutto e di quel c’è ci stiamo nutrendo.

Benedette torce che ci fanno vedere qualcosa qui intorno! Prima che si scarichino e il buio profondo ci inghiotta come larve.

Si odono i versi dei pipistrelli, le loro ali che sbattono e le gocce dell’acqua che cadono sul pavimento roccioso.

Qualcuno dice che di quelli ci nutriremo quando il cibo in scatola e l’acqua in bottiglia saranno finiti.

Mi chiedo cosa diventeremo se sopravviveremo in quel modo, mangiando vermi e topi, leccando le pareti della roccia, senza poter usare gli occhi e vedere più i colori del mondo.

Ci siamo creati un giaciglio in mezzo alla stanza principale, l’abbiamo ammorbidito con i giacchetti e le coperte di pile.

Andiamo a deificare lontano dalla sala centrale, in altri anfratti, più in basso.

Sopra non c’è più niente, probabilmente. Lo scoppio della centrale nucleare avrà distrutto ogni cosa.             È passato un mese da quando è scoppiata la centrale atomica o la bomba nucleare, o chissà cos’altro.    Pochi minuti e tutto è arso, tranne noi undici. Non so chi altro si sia potuto salvare.                           Abitavamo vicino alle grotte del vento e qui abbiamo pensato di correre a rifugiarci.

I cinque maschi, io sarei il sesto, hanno deciso di tornare in superficie sperando di trovare qualcosa da mangiare.

Io non vado con loro. Ho troppa paura. Non amo restare qua dentro ma neppure voglio dissolvermi nella luce radioattiva.

«Non uscite, vi prego.» Grido insieme alle donne nel tentativo di farli desistere ma il cibo è finito, l’acqua pure e fa tanto freddo, non abbiamo più niente per accendere il fuoco.

“Fuori ci sono le auto” dicono. “Basta restare in superficie per poco tempo, basta portarsi un pezzo di piombo in tasta. “

«Dove lo trovi il piombo, cretino?» Grido isterico a quello che parla mentre mi rintano in un angolo.

«Ne ho un bel po' nel furgone, dovevo usarlo come rivestimento per un tetto. Lo dividerò con gli altri. Assorbe le radiazioni, no?»

«Sei pazzo! L’avrà già assorbite, sarà saturo ormai.» Rispondo quasi piangendo. 

Sono partiti.

La fame è terribile, ho i crampi allo stomaco e penso ai pipistrelli e ho fame pure di vermi, tasto il terreno con la mano, non provo più disgusto nel sentire il pavimento vischioso come la gola di una bestia.

Non ho più paura che un animaletto possa morsicarmi, anzi, che lo faccia così lo mangio vivo. Ho sete e vado a succhiare le pareti della grotta insieme alle altre donne rimaste.

Loro sono come vampiri, mi cercano, mugolano, mi toccano, senza ritegno. Mi hanno sdraiato al centro della grotta e mi hanno spogliato tutto, poi si sono messe a baciarmi.

«I vostri mariti? Non pensate a loro? Fermatevi.» Ho detto con tono disperato e la voce stridula.

«Chissà se tornano e noi abbiamo fame, fare l’amore serve a non pensare. Lasciati andare.»

Sento le loro lingue ovunque, la loro saliva sulla mia pelle fredda, nella mia bocca arsa che succhia, sulla mia pelle ispida che vorrei fosse liscia come la loro.

Se esco da qui mi faccio operare! Ma ora non posso dirlo, non capirebbero, ho paura.

Mi sento usata, violentata. Dicono che ce l’ho grosso. Me lo fanno rizzare. Mi vergogno.

Una dopo l’altra mi sono montate sopra, io avrei voluto essere tra loro, sopra un fallo che non fosse mio.

Le invidio.

Hanno ragione, mi è passata la fame.

Ho la barba lunga, cerco un sasso aguzzo per potermela togliere, anche se al buio non si vede niente, palpo la roccia con le mani, avidamente, in cerca di ogni cosa che possa diventare una speranza, forse una chiave segreta per fuggire chissà dove o un bel pollo arrosto.

Mi si attorciglia lo stomaco. Non ho più pensato a Lucas, chissà se è ancora vivo oppure morto come me, all’inferno.

Non fanno che toccarmi! Pensare che io nella coppia ero la donna. Dev’essere una punizione divina.

Se dico loro che mi sento donna, mi evirano.

Sibilano:

«Ancora, facciamolo ancora, fino a che non tornano gli altri.»

Così ho deciso di nascondermi, sono scivolato sulla parete umida con la schiena e ho camminato fino ad un interstizio nella roccia che era come un’ansa, bassa, un piccolo tunnel che infondo si stringe ad imbuto.

Mi chiamano, mi infilo dentro il buco. Voglio morire di freddo piuttosto che farmi usare di nuovo. Il mio corpo nudo a contatto con le pareti bagnate è liscio e, per un attimo, mi sento di nuovo femmina, di nuovo bella.

Tremo come una foglia.

Mi sono spinto dentro come un verme, fino a sentire la roccia sopra di me toccarmi il naso e le pareti laterali stringermi le spalle, ho spinto ancora con i piedi, ancora, preso dalla rabbia, dalla fame e dalla disperazione fino a che un piede è scivolato e la compulsione ad andare avanti si è interrotta.

Sto dentro una bottiglia, mi dico, sono un messaggio d’aiuto che non è ancora stato silurato in mare.

Fino a che non ho pensato ad una maledetta bara. Una cassa da morto dove mi hanno seppellito vivo.

Non riesco ad uscire, non riesco a tornare indietro, sono bloccato. Grido ma la voce è imbottigliata insieme a me e muore lì, tra i miei capelli.  Mi divincolo ancora, senza alcun risultato. E’ un incubo.

Ho passato un’ora a tentare di farmi sentire dalle altre, fino a perdere le forze. Sento il mio fiato ricadermi caldo sulla faccia, tutto il resto è congelato.

Non sento più il mio corpo, solo la testa punge come se fosse piena d’api.

Ho il respiro affannato, lo sento e mi calmo.

Sono una donna dentro un corpo maschile, in una grotta del cazzo, infilata in un anfratto vischioso che mi sta uccidendo mentre fuori c’è la fine del mondo. Ditemi se non sono l’ultima delle matrioske.

Mani cuocenti mi hanno tirata per le caviglie e sono uscito come una supposta dal culo di un bambino.

Mi hanno messo in mezzo al giaciglio e mi hanno scaldata con le loro tette enormi e i loro corpi affamati.

«Lucas, Lucas, mi senti?» Dice la più buona di tutte.

Hanno fatto un fuoco e mi hanno dato un pipistrello da mangiare mentre le fiamme hanno rischiarato l’ambiente tondo come un culo e freddo come il cuore del demonio.

Gli uomini non sono tornati e i pipistrelli sono finiti, non c’è più niente per accendere il fuoco.

Una di noi è impazzita ed è scappata fuori nuda, urlando. Non l’abbiamo più vista entrare, forse perché è andata a cercare da mangiare.

Sono passati tre mesi. O moriamo o usciamo.

Io esco.

I miei peli sono lunghi al punto da farmi sembrare un ominide che esce dalla caverna.

Non ho paura di morire così conciato.

Sono l’unico che ha la forza fisica di salire, le altre mi tirano debolmente per le mani, per i piedi, gridano, supplicano di non abbandonarle, che non tornerò più, che hanno paura senza di me.

«Se restiamo qui moriamo!» Dico loro con un filo di voce. Ho più muscoli di loro, posso farlo.

«Tornerò!» dico.

Aspetto che dormano e mi trascino fuori nudo, perché i vestiti me li hanno tolti loro.

Un raggio di sole mi colpisce in faccia come una lama.

Ho fame. La prima cosa a cui penso è dove andare per procurarmi da mangiare.

Mi viene in mente il negozio di souvenir poco distante.

Tiro una grossa pietra alla vetrina ed entro. Non suona l’allarme, non c’è corrente e non c’è un’anima viva intorno.

Mi chiedo per quanto possa rimanere vivo sottoposto alle radiazioni mentre addento un panino e risorgo.

Mangio come una scimmia e ritrovo lucidità, così decido di rientrare in grotta. Porto qualcosa da mangiare alle altre.

Forse non sono spacciato, sono restato esposto alle radiazioni per poco tempo.

Barcollo ma sento che le forze stanno già tornando.

Fuori c’è un silenzio paradisiaco, gli alberi sono ancora al loro posto, così come il sole e il cielo, le nuvole sono bellissime. Un ultimo sguardo e torno giù, con due buste piene di salami; carne secca, formaggi e qualche bottiglietta d’acqua. Ho preso anche dieci pile, tronchetti accendi fuoco e candele di cera.

Le altre mi accolgono con gioia. Divorano tutto, si rifocillano, provo tenerezza per loro.

Non me ne frega più un cazzo di cambiare sesso, di depilarmi o di sistemarmi i capelli.

Voglio vivere e questo corpo mi ha salvato.

Io e le altre, dopo aver mangiato, festeggiamo con un’orgia piena d’amore nel giaciglio pieno di colori, con un grande fuoco che si guarda e ci scalda.

Sembra di essere a Natale.

Mi prenderò cura di loro.

«Altro che trans!» Dice una di loro ridendo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Rominaqu , ho dovuto chiudere il tuo racconto perché manca il commento. Puoi provvedere a regolarizzarlo inviandone il link a qualcuno dello Staff, purché si tratti di un commento che soddisfi i requisiti indicati dal regolamento di sezione, che ti esorto a rileggere insieme a quello generale come già sei stata invitata a fare dagli altri colleghi; una violazione reiterata dei regolamenti può portare a nuovi punti di penalità, oltre a quello che già ti è stato assegnato.

Ti preghiamo di prestare maggiore attenzione.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

Andiamo a deificare lontano dalla sala centrale, in altri anfratti, più in basso.

Penso che volevi scrivere "defecare"...  

 

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

basta portarsi un pezzo di piombo in tasta. “

in tasca.

 

C'è qualche errore di formattazione. La storia sembra inizialmente una delle solite fini del mondo che ci hanno propinato per decenni gli americani, con inevitabile salvezza finale e ricongiungimento del solito macho di turno e della solita riottosa che all'inizio non lo comprende e non lo vuole... Ma qui non è così.

A mio parere hai messo una novità non considerata da altri

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

I cinque maschi, io sarei il sesto,

l'inserimento di un trans,  che inizialmente appare  quasi convinto della sua diciamo situazione personale, ma poi, mano a mano che gli avvenimenti precipitano, è costretto a fare i conti con la realtà della situazione, a rendersi conto che la natura gli ha dato un corpo che può assolvere e risolvere determinati problemi, aiutare chi non ha un corpo come il suo, con la sua forza puramente muscolare, necessaria in quel contesto per arrampicarsi in luoghi impervi, procurare cibo...

Ecco, questo mi è piaciuto. La rivincita della Natura, con l'iniziale maiuscola sulle idee e sulle condizioni personali di un uomo che non voleva, che pensava di non voler essere un uomo. Ma la Natura non può permettersi di queste "raffinatezze": se hai i muscoli sei cacciatore,  (nel senso di procacciare cibo con la forza) se non usi i muscoli muori tu e quelli che sono con te. Quindi il trans riconquista il suo corpo di uomo, costretto dapprima dalla fame sessuale delle donne e poi dalle successive esigenze materiali del gruppo nascosto nella caverna.

La rivincita della Natura sulle idee e sulle trasformazioni che ognuno può farsi del suo corpo, ma la Natura secondo me non sbaglia mai. C'è sempre un motivo per tutte le sue creazioni. Peccato che questo motivo, in una società del "benessere" come la nostra, sia stato accantonato in nome di una non meglio definita libertà di essere quello che ci si sente.

 

La tua scrittura l'ho trovata molto diretta, piena di scarne immagini ma molto visive, d'impatto e particolare, tipo

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

La fame è terribile, ho i crampi allo stomaco e penso ai pipistrelli e ho fame pure di vermi, tasto il terreno con la mano, non provo più disgusto nel sentire il pavimento vischioso come la gola di una bestia.

 

Anche le parole più "toste", non da oratorio anni Cinquanta ci stanno in una situazione del genere.

Ma mi è piaciuto, principalmente, per il ritorno di un uomo fra gli uomini, qualunque cosa si pensi nell'attuale  "bellissimo" mondo...

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Adesso, Unius ha detto:

La rivincita della Natura sulle idee e sulle trasformazioni che ognuno può farsi del suo corpo, ma la Natura secondo me non sbaglia mai. C'è sempre un motivo per tutte le sue creazioni. Peccato che questo motivo, in una società del "benessere" come la nostra, sia stato accantonato in nome di una non meglio definita libertà di essere quello che ci si sente


I miei complimenti per la Luna. Ho letto questo racconto, che mi era sfuggito, grazie alla segnalazione.
Le osservazioni già fatte in proposito rendono superfluo che io ripeta praticamente tutto quello che è stato detto, ma leggendo il commento che mi ha preceduto sono rimasto... davvero colpito dalle parole che ho citato e che tradiscono, a mio parere, un atteggiamento personale verso certe cose che io non condivido affatto. Mi ricordano qualcosa di simile all'approvazione verso la canzone "Luca era gay" di Povia, che fece "scandalo" nella sua banalizzazione del tutto, ma che molti salutarono come salutare nel "ritorno alla normalizzazione naturale" da parte di una persona, prima tormentata e infelice (ma da cosa, dallo stress procurato da una società che non accetta e considera "innaturale" certe inclinazioni?).

Qui, un evento catastrofico dovrebbe riportare ordine nella mente (e nel corpo) di una persona che, vista la riflessione sopra, esprime certe esigenze solo perché "Può". Sbagliatissimo. 
A mio parere infatti il punto debole della situazione proposta dal racconto è proprio come questa persona "trans" reagisce agli eventi ed anche nel proporre una rappresentazione stereotipata del femminile e del maschile (addirittura con chiusa sull'Harem, non poco disturbante, come il commento finale) che dà la misura di come tutto sia trattato senza tener conto della realtà del fatti che non è questa, sebbene a qualcuno piaccia molto sostenerlo.
Qui non vi è molta analisi psicologica del personaggio ed a prescindere dagli sforzi, io ho difficoltà ad accettare questo individuo descritto come un uomo. Non lo sento davvero virile, anche se le sue azioni vorrebbero presentarlo come tale "nonostante tutto".  Non mi convince per niente nei suoi atteggiamenti, nei suoi pensieri... Nel suo mutare idea e in quei termini.
Mi spingo oltre: sembra una ragazzina, neanche una donna. Ragazzina come le altre, poi addirittura "soddisfatte" da questo maschio ritrovato (e sembra invece un'orgia lesbo).
Abbastanza deprimente, lo dico di nuovo.

Psicologicamente se non sei maschio non sei maschio (e se non sei femmina, non sei femmina). E vale anche la pena far presente che non solo i maschi sono stati cacciatori (gli studiosi stanno ricostruendo una storia molto diversa da quella insegnata fino ad ora) ma anche le femmine, quindi il ruolo "passivo" che in questo racconto viene loro dato è assolutamente un'interpretazione dell'autrice e non rispondente a verità. Catturare un pipistrello poi (gli viene dato da mangiare) è molto più difficile che uscire a fare quello che ha fatto "lui".
Ma... Qui i cari stereotipi sono declinati in una rappresentazione davvero elementare: un uomo, che non è un uomo, viene "risvegliato" dalla fame sessuale delle donne (ma per favore) e quindi, rieducato al suo ruolo (siamo seri?) di cacciatore che deve procurare il cibo a queste... non lo so, steotopigie di carne? Descritte come tali, ovviamente, perché i loro caratteri sessuali fossero esasperati ed esasperanti. E più la narrazione va avanti, meno convince.
Un uomo è qualcosa di molto diverso da quello che qui viene mostrato in una semplificazione ingenua del tutto. L'istinto sessuale, ad esempio, non è dato dalle circostanze e l'omosessualità e la transessualità non sono qualcosa di questi tempi ma condizioni esistenti anche in contesti disagiatissimi.
Non è la società del benessere, come la chiami tu @Unius a definire i desideri di una persona o i suoi comportamenti. Questo è il tuo punto di vista al proposito.
E la Natura sbaglia continuamente (pensa solo il cancro, le deformità fisiche, le malattie genetiche...). Inoltre "produce naturalmente", tra gli eterosessuali (che possono anche non essere interessati al sesso e alla riproduzione, senza che questo sia una patologia dei tempi moderni) anche omosessuali, bisessuali e individui transessuali. Ci sarebbe quindi molto da discutere su quanto la Natura si prenda "rivincite" sugli uomini ma... in altro senso.

Nei racconti si può scrivere di tutto e si può sostenere ogni tesi. E' poi da vedere se sia più o meno credibile.
Non penso che l'argomento transessulità sia molto chiaro all'autrice.
Le mie non sono idee politicamente corrette, anzi. Di questi tempi è decisamente politicamente corretto esprimersi nei terminiti usati da Unius. D'altra parte io mi dissocio totalmente da certi atteggiamenti definiti da molti come "maschili" ma che io definirei invece "cavernicoli" e per nulla "naturali" quindi, probabilmente, abbiamo un'idea di "uomo" (che può anche non essere maschio geneticamente) estremamente differente e pace. Ma entrambe sono naturali e la mia non è una costruzione culturale più di quanto non lo sia una certa interpretazione della preistoria, ad esempio (ho studiato archeologia all'università. Non ho citato l'argomento a caso).

Sarà quindi piaciuto "il ritorno di un uomo tra gli uomini" ma per lo stesso motivo io penso che il racconto non funzioni nell'idea di base.
Anche pensare che, a seguito di una catastrofe, prevarrebbero gli uomini sulle donne e si tornerebbe a certe divisioni di compiti (che non erano reali) è molto... sciocco. La resistenza fisica delle donne (ad esempio) è molto superiore a quella degli uomini e potrebbero sopravvivere molte più donne che uomini, ad un'intossicazione da radiazioni. Mostrare una donna che fa tutto quello che fa la ragazzina (uomo?) del racconto, sarebbe stato molto più originale.

Detto questo, trovo il racconto (sospendendo il giudizio sull'idea di base) piuttosto piacevole nello svolgimento, anche se molto ingenuo nella caratterizzazione dei personaggi. Il testo è inoltre pieno di errori, quelli fatti prima notare nella puntuale analisi che ha preceduto questo commento. Per quel che può valere, il racconto non è spiacevole da leggere, ha qualche bella immagine ma non mi piace ciò che viene lodato come originale, anche perché non è affatto tale e forse un giudizio tanto positivo sul testo è stato dato dall'avervi ritrovato una coincidenza "idelogica" più che altro.
Mi prendo la responsabilità della mia affermazione e spero di non urtare la sensibilità di nessuno.


 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sono davvero contenta che il mio piccolo racconto fatto di getto abbia suscitato riflessioni come auspicavo, ne sono lusingata. Vi ringrazio tanto per le vostre parole, la vostra attenzione, e ricambio volentieri leggendo i vostri racconti. Sto lavorando ad un racconto più lungo, lo condividerò. Adoro i temi sociali!

Un sorriso

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buonasera a tutti, intervengo solo per fare un'osservazione, che in realtà è una sorta di richiamo, benché informale.

Vorrei ricordare, infatti, a @Mattia Alari , che il regolamento non consente di criticare i commenti altrui.

 

Quota

L'utente è invitato a non rispondere a un commento a un testo terzo.

 

Inoltre:

 

Quota

non è tollerato un atteggiamento polemico, offensivo, ostile, denigratorio, provocatorio, petulante o sprezzante nei confronti degli utenti

 

Si può non essere concordi con il parere personale espresso da altri commentatori, sia riguardante il contenuto sia gli aspetti più tecnici, è chiaro; ciascuno è libero di esprimere il proprio parere, è un diritto sacrosanto, ma in quanto tale lo è per tutti.

Questo punto del regolamento è previsto per evitare che alcuni utenti, risentendosi, vadano poi a ingenerare polemiche infinite (non è il caso di Unius, il quale in qualità di Staffer sa benissimo che ogni potenziale flame va smorzato, ma altri potrebbero farlo), che nulla avrebbero a che vedere con la funzione, lo spirito e l'utilità dell'Officina. Basta che ognuno esprima ciò che sente senza necessità di fare paragoni o collegamenti con quanto espresso da altri in maniera altrettanto legittima.

Per il medesimo motivo, pur essendo questo un richiamo informale e non un intervento per conto dello Staff, invito Mattia, per eventuali ulteriori chiarimenti, a contattarmi in privato.

E ora possiamo tornare in argomento e proseguire con i commenti. Grazie. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

deificare

piccolo refuso, immagino "defecare"

 

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

Lo scoppio della centrale nucleare avrà distrutto ogni cosa. 

mmm... interessante. Hai fatto bene a non dirlo proprio subito-

 

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

Lo scoppio della centrale nucleare avrà distrutto ogni cosa.             È passato un mese da quando è scoppiata la centrale atomica o la bomba nucleare, o chissà cos’altro.    Pochi minuti e tutto è arso, tranne noi undici. Non so chi altro si sia potuto salvare.                           Abitavamo vicino alle grotte del vento e qui abbiamo pensato di correre a rifugiarci.

Non credo sia voluto questo effetto di spazi ma ha il suo perché :D

 

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

I cinque maschi, io sarei il sesto, hanno deciso di tornare in superficie sperando di trovare qualcosa da mangiare.

Io non vado con loro. Ho troppa paura.

non so se mi convince quell'inciso, anche perché ti costringe a ripetere "io" in breve spazio. Avrei provato così:

I cinque maschi hanno deciso di tornare in superficie, sperando di trovare qualcosa da mangiare.

Io sarei il sesto, ma non vado con loro. Ho troppa paura.

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

Grido insieme alle donne nel tentativo di farli desistere ma il cibo è finito, l’acqua pure e fa tanto freddo, non abbiamo più niente per accendere il fuoco.

Qualche segno di punteggiatura in più lo metterei. Dopo desistere avrei messo addirittura il punto

 

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

«Chissà se tornano e noi abbiamo fame,

Anche qui, staccherei dopo "tornano", altrimenti sembra che anche noi abbiamo fame sia retto dal "se"

 

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

Sibilano:

«Ancora, facciamolo ancora, fino a che non tornano gli altri.»

Penso che l'a capo non vada.

 

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

cuocenti

...non so, magari si può dire anche così, ma "cocenti" mi sembra meno desueto

 

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

E’

:no:

Il 20/2/2019 alle 09:06, Rominaqu ha detto:

Mi prenderò cura di loro.

«Altro che trans!» Dice una di loro ridendo.

anche qui la ripetizione loro.loro è un po' disturbante.

 

Ciao@Rominaqu , piacere di leggerti per la prima volta.

Non pensare che le segnalazioni che ti ho fatto minino la bontà del tuo racconto: mi è piaciuto molto. Trasmette nella parte centrale una sensazione di vera oppressione. Mi hai fatto venire la claustrofobia. Il che significa che le descrizioni sono fatte ad arte. E mi ha convinto anche la dinamica del racconto, il suo salire di intensità e poi scemare. Solo il finale, forse, l'ho trovato un po' repentino.

A rileggerti presto!

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
9 minuti fa, ElleryQ ha detto:

Basta che ognuno esprima ciò che sente senza necessità di far paragoni o collegamenti con quanto espresso da altri in maniera altrettanto legittima.

Io non ripeto una sola parola di ciò che Unius ha scritto, è tutto lì. Vi preoccupate, giustamente, del fatto che i racconti potrebbero essere letti da minorenni quindi è il caso di separarli in apposita sezione se troppo espliciti, ma non considerate che simili parole (le sue) potrebbero essere molto disturbanti per una persona trans?
Rileggi le sue parole e poi le mie.

 

12 minuti fa, ElleryQ ha detto:

non è tollerato un atteggiamento polemico, offensivo, ostile, denigratorio, provocatorio, petulante o sprezzante nei confronti degli utenti


Se si legge il mio commento non sono stato polemico, offensivo, ostile (?), men che mai denigratorio (non io, aggiungo) provocatorio giusto per un filo di ironia e per nulla sprezzante nei confronti di nessuno (ancora una volta non io).

L' autrice di questa storia ha dimostrato persino apprezzamento per la discussione nata in merito al suo racconto, quindi non ho neanche offeso lei. Non mi permetterei mai!
Come ti ho detto in privato, io non sono uno che intende insultare la gente e non intendo pormi in maniera scorretta o maleducata. Ho civilimente espresso il mio dissenso umano (ed in questo caso proprio da uomo a uomo) verso un'idea che definisce "capriccio del benessere" ciò che è una complicazione esistenziale molto sofferta e che, come tale, ha tutta la mia comprensione. La transessualità non si "risolverebbe" mai come nella finzione narrativa di questo racconto (e passi, è una storia) neanche di fronte ad un'apocalisse. Sostenerlo è sbagliato. Non dirlo sarebbe stato eticamente scorretto, per me.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Mattia Alari , ti ho risposto in privato e ti chiedo la cortesia di continuare lì nel caso in cui tu ritenga necessario chiarire ulteriormente. Come ho già detto in precedenza, lasciamo spazio ai commenti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, @Rominaqu

Il racconto scorre e alcune immagini sono apprezzabili. Nel complesso, più che un racconto compiuto, sembra un abbozzo. 
Ti hanno già fatto notare la presenza di errori e di imprecisioni nella formattazione: non me ne vorrai se aggiungo che, prima di postare, una rilettura in più non guasterebbe. Per non minare la leggibilità del testo, se non altro.
L'ambientazione è post-apocalittica, piuttosto classica nel suo genere, con un mondo inospitale, minaccioso e indecifrabile che pone al gruppo di sopravvissuti non pochi problemi pratici. Ho trovato un po' troppo sopra le righe e fuori contesto la fame sessuale delle donne, ma...  Fin qui, tutto bene.
Mentre leggevo, però, qualcosa mi ha disturbato fin dalle prime righe e sempre più.

Hai scelto di usare l'indomani di una catastrofe nucleare come pretesto per trattare una condizione umana delicata e sofferta: la transessualità. Il problema (perché per me è tale, e parlo sia da lettrice che da persona) è che lo hai fatto in maniera strumentale e senza delicatezza, appunto (sia chiaro che è una critica al racconto e non a te in quanto persona). Poco convincente anche sul piano dello svolgimento.
Per come la si evince dal racconto, la tesi di fondo è che la disforia di genere è una sorta di complicazione della società civilizzata: data questa sua natura quasi accessoria, se un evento disastroso riportasse l'umanità a una stadio semi-primitivo, essa verrebbe risolta e annullata da desideri ed istinti primordiali.
Non è così.
La transessualità non è una modificazione procurata e non è qualcosa da cui si guarisce, perché non è una malattia! Proprio come l'orientamento sessuale. 
Dichiari di essere interessata alle questioni sociali. Le questioni sociali sono fatte di individui. Allora saprai che la transessualità non è una condizione indotta da fattori esterni e che almeno una parte delle sofferenze ad essa legata (almeno una parte, ovvero l'unica che io possa se non altro provare ad immaginare) è dovuta proprio dalla percezione che le altre persone hanno dell'individuo e dal modo in cui si rapportano con lui. Dai pregiudizi e stereotipi culturalmente connessi ai generi sessuali. E tutto ciò agisce su delle persone.

Nel tuo racconto, il protagonista soffre per essere intrappolato tre volte: dentro sé stesso, dentro a una caverna e dentro una comunità che lo costringe ad essere qualcun'altro. Non è affatto credibile, da un punto di vista psicologico, che si "ricreda" sulla sua identità grazie al fatto che delle donne lo usano sessualmente, e non solo, sulla base di ciò che non è non si sente, ovvero un uomo. Semmai, è dolore che si aggiunge ad altro dolore, ma questo traspare a malapena. E faccio notare che tu hai messo in scena, pur mostrandolo in maniera vagamente obliqua, uno stupro di gruppo. Una violenza vera e propria, ripetuta. Il protagonista è doppiamente violentato: nella finzione del racconto e... come rappresentante della condizione umana a cui appartiene.
Mi ha disturbato moltissimo. Ci penso e ci rifletto da ieri.
Se fossi una persona transessuale, credo che leggendo questo racconto mi sentirei mal rappresentata e usata in malo modo. Mi sentirei io, il pretesto.

Guardiamo agli altri personaggi.
Gli uomini sono presi dalla smania di andare fuori e risolvere tutto, sono avventati e incauti. Finiscono presto e male.
Le donne sono passive, lascive e indolenti, deboli, esseri parassiti... salvo poi riuscire da sole a catturare un pipistrello (non è per niente facile, eh!). Sono quasi delle vampire. 
Stereotipi in entrambi i casi.
Allora è questo lo stato di Natura come verrebbe ripristinato da una regressione? L'ordine sacrosanto e naturale delle cose, dei corpi e delle menti? L'uomo è questo, e la donna quello?
Tu sai cosa è una donna e cosa un uomo? Io no.
Ma non siamo ciò che hai qui rappresentato, questo è certo e proprio la Natura e la Storia ce lo dimostrano.
Siamo più complicati, purtroppo e per fortuna.

Non so quali intenzioni avessi, realmente, con il tuo racconto. Forse, a volte, sapendo che con la scrittura è possibile interpretare qualunque parte e mettere in scena e parlare di qualsiasi cosa, pecchiamo di insensibilità verso esistenze umane che sono reali. Crediamo di aver capito, di poter ipotizzare come ci sente ad essere qualcuno... e invece no.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sinceramente l'ho inserito appena scritto. Ora l'ho corretto. Volevo solo aggiungere che ci sono due tipi di gay. Il gay biologico e il gay che è un maschio traumatizzato che fugge dalla donna per motivi psicologici e quindi correggibili. Molte grazie per l'attenzione. La sistemo in base ai vostri generosi commenti. ;-)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Rominaqu,

non ho commentato prima il tuo racconto perché ero in imbarazzo: la tua caratterizzazione del protagonista mi è sembrava grossolana e un po' offensiva, ma (mi sono detta) qui facciamo narrativa e non saggistica. Quindi non è detto che quello che scriviamo qui rispecchi le nostre idee, e non dobbiamo per forza essere esperti degli argomenti di cui parliamo.

Questo racconto mi sembrava ingenuo, ma in qualche modo narrativamente interessante insomma.

 

Ma tu poi hai scritto.

25 minuti fa, Rominaqu ha detto:

Volevo solo aggiungere che ci sono due tipi di gay. Il gay biologico e il gay che è un maschio traumatizzato che fugge dalla donna per motivi psicologici e quindi correggibili.

 

Beh, non so come tu abbia avuto questa informazione. Ma è falsa ed è stata sconfessata anni fa. Persino l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiarito che non sappiamo bene cosa determini l'orientamento sessuale di una persona: si ipotizzano fattori diversi correlati tra loro, ma si chiarisce che non è neanche importante stabilirli perché l'omosessualità non è un problema e non c'è alcun bisogno di "correggere" (come dici tu) i maschi che sfuggono dalle donne. Il gay biologico non esiste e non esiste il gay psicologico. Le donne omosessuali, poi, cosa sarebbero? Femmine traumatizzate dagli uomini?

Non voglio fare polemica, solo mi dispiace leggere opinioni personali spacciate come verità. L'ho già detto, e lo dico ancora.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Rominaqu No, non è così.
"Due tipi di gay", no. Te l'ho scritto apposta: l'orientamento sessuale non è acquisito. Non per gli uomini, non per le donne.
La spiegazione psicologica del tipo "omosessuale si diventa" è vecchia, bigotta e violenta, ed è quella che prevede di effettuare terapie di riconversione, di correggere - come, con molta sensibilità, dici tu - qualcosa che non è problema né la conseguenza di un problema.
Che tu sostenga questo è offensivo e grave. Te ne rendi conto?

Ci sono state persone torturate, rovinate, danneggiate a vita dai tentativi di riportarli a uno stato di default che non esiste.
Il trauma è quello che ha subito il protagonista del tuo racconto, costretto ad avere rapporti sessuali con delle donne. E glielo hai autorialmente inflitto tu per sostenere, come avevo capito, una tua tesi distorta.

Ora, io lo so che l'Officina non è posto per fare polemica, ma non si può ignorare una cosa del genere.
Tanto più che il racconto è anche stato premiato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Non ci sono due tipi di gay. E non si è mai gay perché si fugge da una donna e quindi per motivi psicologici. Quanto alla correzione... mi fa venire i brividi solo il concetto, che sottende quelo di "errore". Le persone traumatizzate da violenze generano turbe sessuali o repulsione verso il sesso (se la persona è stata sottoposta a violenza, ad esempio). L'omosessualità non è una turba sessuale e non è causata da traumi. Ci sono dei comportamenti omosessuali che non hanno a che fare con la reale inclinazione sessuale dell'individuo ma si parla di situazioni di isolamento (quale, ad esempio, può essere il contesto di una comunità di soli uomini) oppure rituali (penso all'antica Grecia ma non solo). In questi casi però, il ritornare in una situazione normale (ossia con contatti con entrambi i sessi) ripristina l'istinto del singolo nella sua naturale inclinazione, riportando l'individuo che non è omosessuale all'eterosessualità.

L'omosessualità è semplicemente una naturale inclinazione e non si può correggere (anche il concetto di "correzione" sottende quello di anomalia). Queste cose sono state cestinate dalla psicologia almeno da vent'anni.

@Rominaqu la costruzione del tuo racconto fa intuire una mancanza di conoscenza della condizione transessuale, ma anche certe affermazioni sull'omosessualità (perdonami, ma davvero imbarazzanti) fanno pensare che tu non abbia molto chiara la questione, che possibilmente dovresti approfondire ulteriormente.
Vorrei anche ricordare che la protagonista (uso il femminile) sarebbe potuta essere anche una donna trans con inclinazioni omosessuali ossia, nel concreto... la protagonista potrebbe sempre aver avuto inclinazioni verso le donne ma un corpo maschile che non accettava. Identità sessuale e orientamento non sono la stessa cosa.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
25 minuti fa, Vittoria Ribolova ha detto:

Tanto più che il racconto è anche stato premiato.

 

Risulta essere stato solo selezionato, per la precisione.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi spiace contraddirvi ma penso se l'omosessualità possa essere una deformazione psicologica in molti casi. Non credo di essere obsoleta. Senza offesa

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, ElleryQ ha detto:

 

Risulta essere stato solo selezionato, per la precisione. 


Grazie per la precisazione.
Intendevo "selezionato", ma mi sono espressa male.

Mi stupisce che sia stato selezionato. E' leggibile, scorre, sì. Ma tutto qui. Ha dei problemi. Lo svolgimento è carente, l'argomento trattato senza attenzione, la protagonista non è credibile, i personaggi di contorno sono a malapena tali e il testo era pieno di sviste, nemmeno revisionato (su ammissione dell'autrice: lo ha pubblicato appena scritto) come invece mi sembra che Writer's Dream auspichi, per altro giustamente.
Tutto sommato non ritengo che rappresenti lo spirito di WD.
Visto che i pareri sono leciti, esprimo pubblicamente il mio disappunto per una scelta simile. Ho l'impressione che sia stata dettata da motivi ideologici del giudice designato, più che da altro.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Adesso, Rominaqu ha detto:

Mi spiace contraddirvi ma penso se l'omosessualità possa essere una deformazione psicologica in molti casi.


Pure in "molti casi"?
Scusami ma i libri di psicologia e l'OMS non sono del tuo parere.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
8 minuti fa, Rominaqu ha detto:

Mi spiace contraddirvi ma penso se l'omosessualità possa essere una deformazione psicologica in molti casi. Non credo di essere obsoleta. Senza offesa


Non contraddici noi, ma decenni di studio sull'argomento. Poi, ripeto, la tua posizione oltre ad essere discutibile da un punto di vista scientifico, lo è ancora di più umanamente.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La mia idea non viene da un condizionamento cattolico ma da una vicinanza al genere. Ho visto uomini altamente disturbati psicologicamente, martorizzare il proprio corpo, evirarsi rinunciando ad ogni tipo di godimento, prendere ormoni, ricorrere alla chirurgia  plastica in modo abominevole con il risultato di stare ancora più male. Ricordo un uomo operato che piangeva isterico per non essere incinta e mostrava il duo sesso a tutti raccontando cose oscene anche di fronte ad una bambina di undici anni...che ero io.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Umanamente sono una persona empatica e per niente razzista o discriminante. Amo il genere umano sono filantropa

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Adesso, Rominaqu ha detto:

La mia idea non viene da un condizionamento cattolico ma da una vicinanza al genere. Ho visto uomini altamente disturbati psicologicamente, martorizzare il proprio corpo, evirarsi rinunciando ad ogni tipo di godimento, prendere ormoni, ricorrere alla chirurgia  plastica in modo abominevole con il risultato di stare ancora più male. Ricordo un uomo operato che piangeva isterico per non essere incinta e mostrava il duo sesso a tutti raccontando cose oscene anche di fronte ad una bambina di undici anni...che ero io.

 

Mi chiedo come sia stato possibile qualcosa del genere.
E davvero, possibilmente la persona traumatizzata sei tu. Mi dispiace molto, sinceramente.
Ma devi comprendere che non è così. E quando parli di "vicinanza al genere" mi viene da chiederti in che senso.
Nel tuo commento poi, parli di malattia mentale e non ha nulla a che fare con altro. Però forse il trauma non ti consente di dividere le due cose.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Vittoria Ribolova , @Mattia Alari , credo che @Rominaqu abbia compreso i vostri pareri sul racconto e le vostre motivazioni. Vi chiedo la cortesia di non trasformare il topic in un'area di discussione generica sull'argomento trattato, ci sono sezioni apposite per questo, come immagino sappiate.  Lasciamo spazio ad altri commenti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non sono traumatizzata forse mi sono spiegata male e ho dettagliato grossolanamente la questione. Avrei dovuto dire che il tizio sentiva di non doversi più operare 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se mi conosceste sapreste che ho amici gay e aborro il razzismo di ogni genere. Mi dispiace per aver fatto sentire i gay malati. Non lo penso affatto

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Rominaqu , chiedo anche a te la cortesia di interrompere i post in merito, sei OT, oltretutto stai inserendo post singoli continuativamente e questo può diventare spam. In mancanza di un'automoderazione dei partecipanti saremo costretti a intervenire noi e a chiudere il topic.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Vorrei deviare un attimo dai discorsi sull’omosessualità e la psicologia, mi sembra ne abbiate discusso ampiamente. Personalmente, non mi dispiacciono le opinioni controverse, mi aiutano a capire di più lo scrittore: mi ha sempre fatto “schifo” Bukowski, ma adoro le sue storie e per lo meno sono vere per lui.

 

MA c’è una differenza bella grossa... il problema principale di questo racconto per me, oltre i tanti errori ortografici, è che i personaggi non esistono. O potrebbero tranquillamente non esistere... sono “solo” le idee dello scrittore messe in bocca a delle persone che altrimenti risultano assolutamente piatte, confuse, abbozzate. Non credibili.

 

al di là di questo non sempre ho capito o apprezzato le similitudini usate, alcune descrizioni mi sembravano scollate da quello che nella mia testa presumevo dovesse pensare o sentire il personaggio in quel momento.

 

Capisco la difficoltà nel revisionare, io non ne sono proprio capace :) ma sicuramente aiuterebbe anche nel mettere meglio a fuoco il “tema” del racconto e il conseguente sviluppo nella storia.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×