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Fraudolente

La leggenda di Ninfa - Monica Maratta (Comitato di lettura)

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Titolo: La leggenda di Ninfa
Autori: Monica Maratta e Dario Pozzi

Editore: La strada per Babilonia
Genere: Rosa Storico

Prezzo: Cartaceo € 10,00

 

 

TRAMA

 

Gli autori prendono alcune lettere di Lucrezia Borgia al fratello Cesare come spunto inconsueto per raccontare un’antica leggenda medievale.

Il duca Pietro promette sua figlia Ninfa in moglie, con i relativi soldi e onori, al prode che riuscirà a bonificare la grande palude del ducato. I contendenti sono due feudatari: Martino, giovane, bello e buono, e Moro,“brutto”, cattivo, dedito alla magia nera, stupratore di servette, e tessitore di trame oscure e imbrogli per impadronirsi del “regno” del futuro suocero. Martino conosce casualmente la sedicente servetta Beatrice e, senza neppur sapere chi ella sia davvero, se ne innamora perdutamente. La fanciulla, vergine ma non… freddina, ricambia il sentimento, e teme che il suo amato soccomba nella singolar tenzone con il “repellente” Moro. Altro non dico per non tradire il finale “a sorpresa”…

 

 

CONTENUTI

 

“La leggenda di Ninfa” non vuole e non può essere un romanzo storico tout court, ma sconfina, talvolta spudoratamente, nel genere rosa. Questa invasione di campo rappresenta il vero fascino di una narrazione semplice, scorrevole come in un romanzo di Delly, e con “certezze” etiche ben definite, prevedibili e quasi rassicuranti. Ogni cosa è al posto suo, e non ci imbattiamo in denunce o condanne morali, ma solo in una esposizione accurata dei fatti che lascia al lettore la libertà di giudicare.

Non si tratta di un libro “impegnato”…

 

 

AMBIENTAZIONE E PERSONAGGI

 

I protagonisti e gli antagonisti sono caratterizzati in modo netto e deciso, senza tentennamenti, e con virtù e vizi da personaggi delle fiabe dei Fratelli Grimm. Troviamo, per esempio, la “principessa” vergine e innamorata del bel “Principe Azzurro”, la servetta buona e fedele contrapposta a quella sfortunata e malvagia, il mago cattivo, il vecchio “re” intransigente e tontolone, tutti accuratamente descritti con il tratto deciso di una Cenerentola di Walt Disney. Qualche scena pruriginosa, anche se non troppo esplicita, sconsiglierebbe tuttavia la lettura da parte di fanciulli “innocenti”.

L’ambientazione, per quanto curata, risente dell’atmosfera favolistica e “leggendaria”, e punta più sugli effetti speciali che sul realismo. Forse proprio per questo motivo, e perché il romanzo si rivolge a un lettore diverso da quello che di solito apprezza il genere Eco e Manfredi, molto più pesante e impegnativo, non stonano alcuni richiami alla Storia vera, quella con la esse maiuscola: lo scopo evidente è quello di consentire anche ai profani di orientarsi per collocare “storicamente” in modo corretto la vicenda.

 

 

STILE E FORMA

 

Il romanzo scorre veloce, anche se, dal punto di vista prettamente stilistico, si sente un po’ la mancanza di un editing approfondito, non solo per eliminare alcuni refusi e l’utilizzo, talvolta improprio e comunque riecheggiante, di troppi gerundi, ma soprattutto per correggere qualche incertezza di consecutio e di punteggiatura. La lettura risulta comunque godibile e leggera, e si arriva alla fine del libro in brevissimo tempo.

Piacevole, infine, è la “trovata” di includere come coprotagonista parallelo George Gordon Byron, anche se ciò ha comportato diversi salti temporali che potrebbero disorientare un lettore distratto.

 

 

RIASSUMENDO

 

“La leggenda di Ninfa” è una lettura breve, gradevole, leggera, consigliata in particolare agli amanti del “romance”,  ma che potrebbe sorprendere, e forse deludere, gli estimatori cronici del classico “mattone” storico.

 

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