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swetty

Il falco non è un pezzo degli scacchi - Cap. 10 (1/3)

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Capitolo 10. Malv

Sede dello stato maggiore, 4 majol, ore 12:58 OE

Khady uscì dalla sicurezza e andò verso il laghetto. Ragiunse il punto dove la riva scendeva ripida verso l'acqua. Qui si trovava il suo salice piangente preferito, Khady gli girò intorno e si portò nel piccolo lembo di terra davanti al tronco. Non era consentito sedersi sull'erba nel giardino imperiale, ma era difficile vederla là sotto. Si appoggiò all'indietro.

C'era una leggera brezza, i rami ondeggiavano e la superficie del lago era leggermente increspata. Era calmo, riposante. Ma non era sufficiente a scacciare i fantasmi dalla sua testa, bastava appena a calmarli. Per mandarli via avrebbe dovuto sognare e avere degli incubi, ma non poteva farlo lì. Chiuse gli occhi. Il suono delle foglie l'aiutava a rilassarsi. Le era piaciuto vedere l'abbozzo di sorriso sul volto di Lisa, era la parte che amava del suo potere.

Invece Corbio era stata la parte esecrabile. Odiava farlo, odiava essere in grado di far provare dolore o paura a una persona. Invidiava Andrian, lui al posto suo avrebbe usato delle minacce, le avrebbe accompagnate con un paio di pugni dati bene e un incontro ravvicinato del naso di Corbio col tavolo. Certo, l'empatia era più efficiente e con minori conseguenze, e Khady non avrebbe mai lasciato a qualcun altro il lavoro sporco. Ma era anche tanto più devastante, sia per la vittima, che per Khady stessa. Per quanto Corbio fosse un bastardo, era pur sempre un essere umano. Mentre lo riempiva di paura, Khady aveva continuato a guardarlo negli occhi, li aveva visti sbarrarsi, lo aveva visto diventare pallido, aveva iniziato a provare anche lei la stessa stretta al cuore che provava lui. Lo aveva portato al punto che avrebbe fatto qualunque cosa pur di far cessare l'ansia che provava. Era stato orribile, non che avesse avuto scelta o che Corbio non se lo meritasse, ma non era stato piacevole. Khady si lasciò cullare dal rumore del vento e dell'acqua e pian piano recuperò un certo equilibrio.

Nel frattempo, avvisata da Meris, la sorella di Lisa si era precipitata a palazzo. Aveva sbrigato un'infinità di burocrazia, ma alla fine lei e il dottore erano riusciti a portare Lisa in ospedale. Andrian e Malv si erano ritrovati da soli in ufficio e Khady non era ancora rientrata. Malv aveva tirato fuori un portatile per prendere appunti e stava ancora scrivendo che Andrian gli si avvicinò.

- Stai scrivendo le tue memorie?

- Il generale ... Khady mi ha chiesto un piano e lo sto buttando giù.

- Non la chiamare mai generale. E' una cosa che non sopporta.

- Ma lo è, no?

- Sì, lo è. Ma è anche un sacco di altre cose, quindi chiamala Khady e basta.

Malv sembrò pensarci. Non era facile per un sergente dare del tu a una granduchessa, a un generale, o anche solo a un ufficiale superiore.

- Posso chiamarla capitano.

- No.

- Ma lei ha detto...

- Lo so cosa ti ha detto. Ma quel capitano lì, non sta per capitano di vascello, ma per capitano dell'esercito. E dovresti darle del tu comunque. Te la senti?

Il colonnello non gli stava spiegando tutto, questo Malv lo sapeva. C'era un altro significato, dietro quel capitano, non era un grado, era un soprannome, qualcosa di ancora più confidenziale del chiamarla solo Khady.

- Colonnello, posso fare una domanda?

- Chiamami Andrian. Che domanda?

- Il gen... Khady, è davvero così terribile come dicono?

Andrian ci pensò su. Conosceva le storie che si raccontavano su Khady e conosceva anche lei, e sapeva dove la leggenda e la verità andavano d'accordo e dove no.

- Malv, perché hai accettato quest'incarico quando te l'ho chiesto?

- Sinceramente? Mi sembrava interessante.

- Allora, no, non è per niente terribile. Non hai fame?

- Un po', ma di solito mangio più tardi.

- Allora andiamo a mangiare.

- E il ... Khady?

Andrian sollevò gli occhi al cielo.

- Malv, quando si lavora con Khady tutti si danno del tu e si chiamano per nome. Lei è fatta così, all'inizio è sconcertante, ma poi la rimpiangerai. Ora, hai dai trenta ai quaranta secondi per abituarti a chiamarla Khady. Vuoi che facciamo delle prove?

- Non so, forse ...

- Era una battuta.

Andrian fece per uscire. Malv non si mosse.

- Io, preferisco mangiare più tardi. Adesso, la mensa è strapiena e...

Andrian lo guardò e si mise a ridere.

- Ragazzo, dimenticati la mensa. Lavori per Khady, adesso, mangi dove e quando mangia lei. Andiamo, Khady è fuori, so dove trovarla.

Andrian uscì ancora sorridendo. Malv lo seguì perplesso. Raggiunsero Khady sotto il salice. Teneva gli occhi chiusi e sembrava dormire.

- Vedi, come ti dicevo. Nel dubbio, se non sai dov'è, cerca sempre vicino all'acqua.

Khady non si era mossa quando Andrian e Malv si erano avvicinati. E non aprì gli occhi neanche quando sentì la voce di Andrian.

- Malv, non badare a quello che dice Andrian. E' solo una vecchia zitella.

- Noi andremmo a mangiare.

- Avete sempre di queste necessità così materiali.

Khady aprì gli occhi, ma continuò a guardare l'acqua davanti a sé. Andrian finse di non sapere perché Khady era lì e a cosa stesse pensando.

- Prima è venuto un tizio, un certo capitano Malmö. Dice che Röst gli ha detto di venire da te. Gli ho detto di tornare per le due.

- E adesso che ore sono?

- L'una, più o meno.

- Ma non posso restare qui invece? Si sta così bene con questa arietta fresca.

- Come vuoi, il capo sei tu.

- Era un no?

- Non mi permetterei mai.

- No, no, questo era proprio un no. E' inutile che neghi, ti ho visto. Va bene, mi alzo. Ma sappi che non ti perdonerò mai.

- Sempre a tua disposizione, capitano.

Khady si alzò. Guardava Andrian ostentando risentimento. Mentre si risistemava, fece un cenno che indicava verso il padiglione d'oro, e si incamminarono lungo il lago. Girarono attorno al padiglione ed entrarono da uno degli ingressi di servizio. Percorsero un corridoio sul quale si affacciavano quattro cucine e Khady entrò nell'ultima, che sembrava deserta. Lasciò Andrian e Malv alla porta e girò tra i fornelli finché non trovò Dastan, il cuoco personale dell'imperatore. Lui la salutò con un grande sorriso, non poteva abbracciarla perché stava cucinando.

- Guarda chi si vede. Mi avevano detto che eri tornata, ma non mi aspettavo di vederti così presto. Ho saputo di tua madre, mi dispiace tanto. Come sta?

- Il dottor Casparov dice che se la caverà.

- Bene, se lo dice lui non c'è da preoccuparsi.

- Allora? Come te la passi? Fai ancora felice mia sorella?

Dastan si guardò intorno fingendo preoccupazione e facendole cenno di abbassare la voce.

- Ssss! Quella serpe di Röst ha orecchie ovunque.

- Non offendere le serpi. E poi cucini troppo bene perché ti succeda qualcosa.

Khady si sporse verso le pentole.

- Mio padre che mangia oggi?

- Ti piacerà. Mi sono lanciato sui piatti etnici.

- Ah sì? E gli piace?

- Entusiasta. Mangia con l'atlante. A fine pasto mi manda un biglietto con scritto di dove sono i piatti che gli presento.

- E ci indovina?

- Non sbaglia un colpo. Tuo padre ha un vero fiuto per queste cose.

- Se la cava. Ma bravo, così fai divertire anche l'imperatore, eh?

Khady aveva sottolineato la battuta con un gesto della testa e Dastan finse di prendersela.

- Sei una peste.

- Sono troppo vecchia per essere una peste.

Dastan la guardava storto, ma stava ridendo, anche se scuoteva la testa. Gli piaceva riaverla tra i piedi.

- Allora, mangi qui?

- Sì, siamo in tre però. Ce la fai?

- Oddio, che emozione, ho un pubblico!

- Ci sediamo là.

Khady indicò un tavolo in un angolo della cucina. Dastan le allungò una ciotola. Era piena di chioccioline, grigie a righe marroni.

- Va bene. Intanto, prendi questi.

- Cosa sono?

- Indovina...

Khady iniziò a guardare le chioccioline. Erano appena appena lessate con aglio e prezzemolo, olio, poco pepe, un pizzico di sale. Era un cibo da laguna e veniva da un posto abbastanza raffinato e pratico da elaborare una ricetta così semplice. Poi notò l'unica cosa che doveva notare: le conchiglie giravano verso sinistra. C'era un posto solo dove i gasteropodi erano in maggioranza sinistrorsi, un pianeta neanche tanto lontano, con una famosa laguna nell'emisfero meridionale.

- Bovoetti di Ven. Con aglio. Mio padre ha riunione con Röst, oggi pomeriggio?

- Ragazza mia, poco ma sicuro, tu non sei un corno.

- Dici?

- Eh no. Sei para para a tuo padre.

Khady tornò da Andrian e Malv e li fece sedere al tavolo. Posò la ciotola, trovò un cucchiaio, tre piattini e un po' di stuzzicadenti, poi si sistemò con loro e iniziò a mangiare i bovoetti. Malv la guardava disorientato. Era abituato a lavorare al più con ufficiali del calibro di Andrian, ma con i quali c'era un rispetto molto formale delle gerarchie. Solo con qualche tenente a volte c'erano state delle confidenze, tipo andare a prendere un caffè insieme, ma erano stati casi eccezionali. Adesso, invece, si ritrovava a dare del tu alla granduchessa Khady e a mangiare nelle cucine imperiali.

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Khady uscì dalla sicurezza e andò verso il laghetto. Ragiunse il punto dove la riva scendeva ripida verso l'acqua e il suo salice piangente preferito metteva le radici in acqua. Khady gli girò intorno e si portò nel piccolo lembo di terra davanti al tronco. Non era consentito sedersi sull'erba nel giardino imperiale, ma era difficile vederla là sotto. Si appoggìo all'indietro.

scorre ed è sempre facile leggerti, oltre non ho trovato nulla che non andasse, ma qui mi avevi dato speranze che ci potessero essere. mi consolo dunque, anche perché in grammatica io... lo sappiamo.

Allora, ripetizione di acqua che potrebbe anche starci, ma questa dovrebbe essere errata per la forzatura della descrizione: il salice credo che muoia con le radici in acqua, tu dici parte, ma essendo sulla riva non è che le restanti radici siano all'asciutto. su, cambia sto fatto il salice non è una mangrovia, gli piace vivere vicino all'acqua ma non con le radici dentro e se muore dove la trova l'energia Khady?

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Si appoggìo all'indietro

Errore di battuta.

Il suono delle foglie l'aiutava a rilassarsi

Del vento tra le foglie?

avvisata da Meris

Chi è?

Teneva gli occhi chiusi e sembrava dormire.

Che intendi dire? È seduta, chi dorme seduto per rilasciamento del tono muscolare apre leggermente la bocca per effetto della gravità, da disteso non succede.

chiccioline, grigie a righe marroni.

Errore di battuta?

i gusci erano sinistrorsi.

Usualmente sulla Terra vi sono gusci si sinistrorsi che destrorsi nella stessa specie, e l’orientamento del guscio è un bell’esempio di “ereditarietà materna”, ma va bene, credo che in pochi si chiedano dell’orientamento dei gusci.

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E' tornata khady, mi mancava. yahoooooo.gif

- Sono troppo grande per essere una peste.

azzarderei vecchia, ma forse vuole essere una battuta? Visto che il cuoco si diverte.

chiccioline

lo scrivi due volte così

Un cibo da laguna e un posto abbastanza raffinato e pratico da elaborare una ricetta così semplice.

Non mi convince la costruzione di questa frase, mi sembra che manchi qualche preposizione, o qualcosa per renderla più chiara, si capisce, ma mi sono inceppata.

- Ragazza mia, poco ma sicuro, tu non sei un corno.

Ci ho messo parecchio a capire questa espressione che non conoscevo, ho dedotto che sia non sei una figlia illegittima?

Khady vista da Malv introduce il fatto che Khady abbia una fama di terribile, o che in qualche modo faccia paura. Riesco poco a immaginarmelo, finora, ma la fama è qualcosa che non sempre rispecchia la realtà. Non ci sono avanzamenti di trama, continuo.

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Grazie a tutti e tre, fa piacere vedere che mi seguite ancora... yahoooooo.gifthanks.gif

Allora, ripetizione di acqua che potrebbe anche starci, ma questa dovrebbe essere errata per la forzatura della descrizione: il salice credo che muoia con le radici in acqua, tu dici parte, ma essendo sulla riva non è che le restanti radici siano all'asciutto. su, cambia sto fatto il salice non è una mangrovia, gli piace vivere vicino all'acqua ma non con le radici dentro e se muore dove la trova l'energia Khady?

Hai ragione da vendere, questa descrizione del salice proprio non mi viene, due giorni per scrivere un paragrafo che neanche va bene... :facepalm:

Si appoggìo all'indietro

Errore di battuta.

Mancanza di sincronia tra mano destra e sinistra per la precisione.

Il suono delle foglie l'aiutava a rilassarsi

Del vento tra le foglie?

Tecnicamente hai ragione, è che lo vedo più come il rumore delle foglie tra loro che del vento, ci penso.

avvisata da Meris

Chi è?

Il dottore del cap. 9.

Teneva gli occhi chiusi e sembrava dormire.

Che intendi dire? È seduta, chi dorme seduto per rilasciamento del tono muscolare apre leggermente la bocca per effetto della gravità, da disteso non succede.

Ah sì? Non lo sapevo questo, anche se è vero che tanti aprono la bocca quando si addormentano in treno, ma non avevo mai fatto caso che lo facessero tutti.

In ogni caso, credo che pochi lo noterebbero. Principalmente è immobile e con gli occhi chiusi, quindi sembra che dorma. Me lo concedi?

chiccioline, grigie a righe marroni.

Errore di battuta?

E pure due volte ... credo anche questo un disallineamento destra-sinistra (non è una scusa, è solo per capire che succede... )

i gusci erano sinistrorsi.

Usualmente sulla Terra vi sono gusci si sinistrorsi che destrorsi nella stessa specie, e l’orientamento del guscio è un bell’esempio di “ereditarietà materna”, ma va bene, credo che in pochi si chiedano dell’orientamento dei gusci.

Fino a tre ore fa pensavo che l'orientamento dei gusci dei gasteropodi dipendesse dalla forza di Coriolis, ma ho poi scoperto che non è vero.

Comunque, visto che sulla terra la maggior parte delle chiocciole ha un guscio destrorso e i sinistrorsi sono delle rarità, possiamo dire che invece nel pianeta dove si trova Ven la maggior parte ha un guscio sinistrorso? Una questione genetica invece che fisica?

- Sono troppo grande per essere una peste.

azzarderei vecchia, ma forse vuole essere una battuta? Visto che il cuoco si diverte.

Forse vecchia può andare.

chiccioline

lo scrivi due volte così

Vedi sopra.

Un cibo da laguna e un posto abbastanza raffinato e pratico da elaborare una ricetta così semplice.

Non mi convince la costruzione di questa frase, mi sembra che manchi qualche preposizione, o qualcosa per renderla più chiara, si capisce, ma mi sono inceppata.

Non manca una preposizione, manca tutto intero il verbo. La riformulo.

- Ragazza mia, poco ma sicuro, tu non sei un corno.

Ci ho messo parecchio a capire questa espressione che non conoscevo, ho dedotto che sia non sei una figlia illegittima?

Dastan parla un qualcosa di molto simile al veneto (anche il "para para" è un'espressione dialettale). Dalle mie parti "non è un corno" è quello che si dice dei figli che assomigliano ai padri (soprattutto i padri colleghi che mostrano le foto) e vuol dire esattamente quello che hai capito. E' un complimento per il padre, di solito, non un'illazione su possibili attività della madre. icon_cheesygrin.gif

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