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Dark Smile

Fiamma di vapore

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Sanguino petali dal naso, e
sul polso è battito di narici rosse,
nervature senza dimora
dagli occhi abbarbicati ai palmi 
e fuggevole stoffa, quei fotogrammi
s'un sofà, e avanti e indietro 
vento schiena e morbido velo: 
ad acidità sgombra, spintonate l'armi,
voglio staccarmi, dimmi che v'è
qualcosa che non bruci
ma che muova, fammi sentir 
il brulicar giocoso dell'ombre
dentro, al tepore, al credo 
d'una fiamma di vapore.

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@Dark Smile bentornata in officina.

 

Come sempre mi stupisci e rimango rapito dai tuoi testi. Perché non cerchi un tema a fuoco, ma sai sentire le tue suggestioni e le esibisci nel loro dis-ordine. E l'ordine dunque? Riguarda quello che è il motivo per cui scrivo, per cercare quella scintilla, la prima, quella che innesca il senso delle cose. E se si ha il coraggio e la fermezza di mostrare i pensieri prima che vengano limati dal nostro senso di ragione, allora portiamo in superficie un mondo meraviglioso. Nel senso letterario del termine.

 

3 ore fa, Dark Smile ha detto:

Sanguino petali dal naso, e
sul polso è battito di narici rosse,
nervature senza dimora
dagli occhi abbarbicati ai palmi 

Il tantrismo parla di punti (chakra) nel nostro sistema nervoso che se collegati liberano dei flussi energetici, in Cina vengono detti meridiani.

Allora, fiori di sangue, battito che non è sul polso (nominato), ma nelle narici, nervature (appunto!), e gli occhi che chiudono il cerchio tornando ai polsi. Si dice sinestesia, ma dietro c'è un mondo, tantissimo di quello che è stato il linguaggio artistico contemporaneo. Perché questo mescolamento sensoriale produce uno slancio intellettivo nel trovare un equilibrio e molta della ricerca più sperimentale ha posto questa energia positiva del fruitore come il vero soggetto dell'arte. L'idea che l'atto progettuale consista nel costruire un meccanismo che evochi questa dimensione pone un autore in un rapporto diverso con l'atto creativo.

Se si comprende questo si intuisce che un atto creativo anche se decostruisce il linguaggio e si presenta come irrazionale, non è per nulla nichilista, perché parla alla parte positiva della persona. Questa luce che io cerco nella mia scrittura, la ritrovo anche nella tua, e questo me la rende preziosa.

3 ore fa, Dark Smile ha detto:

e fuggevole stoffa, quei fotogrammi
s'un sofà, e avanti e indietro 
vento schiena e morbido velo: 
ad acidità sgombra, spintonate l'armi,
voglio staccarmi,

Qui scuoti il lettore sballottandolo a ondate con azioni dinamiche che lo avvolgono disorientandolo. Il senso di equilibrio (dunque stordimento), non nominato, è comunque evocato. Seguendo questo gioco poetico definirei questi versi delle campane poetiche che martellano l'animo.

Il tutto canalizzato poi nel seguito:

 

3 ore fa, Dark Smile ha detto:

dimmi che v'è
qualcosa che non bruci
ma che muova, fammi sentir 
il brulicar giocoso dell'ombre
dentro, al tepore, al credo 
d'una fiamma di vapore.

Quel turbine sensoriale mette a fuoco un bisogno, la ricerca di una risposta. Ecco che quell'energia appena liberata viene indirizzata: è un dialogo, quindi pensiero formato rivolto fuori (dimmi), la ricerca di un ordine, all'interno di un rapporto umano.

Questa è arte, linguaggio. Poesia.

A presto.

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Wow.
Una poesia dotata di un ritmo a dir poco sincopato, capace di evocare scene confuse e furiose.
Ritmo violento: questa è la parola che meglio mi permette di esprimerti le mie impressioni sul tuo componimento. Le immagini che evochi sono forti e indefinite, si percepisce (fra le altre cose) l'ansia di una ricerca sospesa, il sangue, un ansito sconnesso che sale dal profondo. Il risultato è qualcosa di intenso e intimo, decisamente criptico, ma intrigante, se si accetta il mistero dei termini e l'indeterminatezza delle descrizioni.
 

Quota

 

Sanguino petali dal naso, e
sul polso è battito di narici rosse,

 

 

Apertura violenta e sanguinea, con il richiamo ad un'epitassi con relativo attacco di ipertensione(?).
Le sensazioni sono concatenate con una vicinanza descrittiva: si passa dalla vista dei petali (molto elegante trasposizione delle gocce di sangue) all'idea di una pressione arteriosa che preme contro i polsi. Comunichi immediatamente un sensno di panico, di pericolo indefinito. A pensarci bene forse è per questo che ne viene un'ansia indefinita.


 

Quota

 

nervature senza dimora
dagli occhi abbarbicati ai palmi 
e fuggevole stoffa, quei fotogrammi
s'un sofà, e avanti e indietro 
vento schiena e morbido velo: 

 

 

Quello che segue è un turbine di scene ancora più concitate, scaturite dalla prima e in qualche modo esplicative.
L'oggetto è sempre il flusso sanguineo e per trasposizione la furia delle emozioni. L'uso degli enjamblement è funzionale alla resa del crescendo emotivo: c'è foga, c'è fretta di raggiungere qualcosa, qualcuno. Pare di scorgere le mani dell'osservatrice/poetessa che tentano di arginare il fiotto di sangue, poi l'adagiarsi su di un sofà. Mi è piaciuto moltissimo (sia come senso che come musicalità) questo verso:"avanti e indietro / vento schiena e morbido velo". trovo infatti che tu sia riuscita a 'saltare' un ulteriore gradino semantico e a trasporre il turbine di movimento e sensazioni di un corpo che si adagi.

 

Quota

ad acidità sgombra, spintonate l'armi,
voglio staccarmi, dimmi che v'è
qualcosa che non bruci

 

Bellissimo passaggio dalla prima persona alla seconda, con quella richiesta diretta al lettore (o ad un altro sè) dove si chiede una disperata conferma esitenziale. Sembra quasi che dopo il flusso di versi di cui sopra, qui la poetessa stessa abbia tentato di frenare e ricondurre i versi ad un ritmo più quieto, disteso.
"Ad acidità sgombra" e "spintonate l'armi": ci leggo il tentativo di fermare il tumulto intestino delle emozioni, per prendere respiri più distesi. Quel 'qualcosa che non bruci' è così straziante... fai capire che la percezione della poetessa è quella di qualcuno che è immerso dentro il fuoco della materia: una dimensione caotica dove tutto muta, continuamente e dolorosamente.
Nota personale: io mi ci trovo bene, in mezzo alle fiamme :D

 

Quota

ma che muova, fammi sentir 
il brulicar giocoso dell'ombre
dentro, al tepore, al credo 
d'una fiamma di vapore.

 

Questa chiusura l'ho trovata abbastanza criptica, forse a causa di alcuni termini misterici come 'credo', che proiettano il poema dal fisico (sangue, pulsazione, corpo) allo spirituale.
Ma più che una proiezione spirituale, questi ultimi versi suonano come un'invocazione, una richiesta disperata di equilibrio, rivolta a quel soggetto fuori dalla poesia (il lettore? l'altro io della poetessa? un'Entità superiore?).

Anche qui delle belle immagini abbelliscono i versi e impreziosiscono la lettura: 'brulicar giocoso', 'fiamma di vapore'.
Trovo che l'immagine stessa della 'fiamma di vapore' sia stupenda: è qualcosa di effimero, impalpabile. E' quasi un fantasma del fuoco stesso, l'ombra di un desiderio che non si concretizza.

 

Se volevi attirare la mia attenzione, ci sei riuscita.

Mi restano tante domande e nel complesso un'impressione fugace, delicata e confusa.
Spero di averti dato dei feedback utili :)
Interessante. A rileggerci.

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@Anglares Ciao, eccomi. Puoi star certo che le tue analisi continuano anch'esse a sorprendermi, e sono felice che tu abbia apprezzato, confesso. Veniamo ai punti. 

 

Il ‎10‎/‎02‎/‎2019 alle 23:06, Anglares ha detto:

Perché non cerchi un tema a fuoco, ma sai sentire le tue suggestioni e le esibisci nel loro dis-ordine. E l'ordine dunque? Riguarda quello che è il motivo per cui scrivo, per cercare quella scintilla, la prima, quella che innesca il senso delle cose. E se si ha il coraggio e la fermezza di mostrare i pensieri prima che vengano limati dal nostro senso di ragione, allora portiamo in superficie un mondo meraviglioso. Nel senso letterario del termine.

 

Sì, non cerco un tema a fuoco, molto spesso ho un'emozione di base che cova o talvolta esplode e quel "dis-ordine" non puoi immaginare quanto mi renda felice. Credo che a questo punto sia scontato, ma la scintilla che nomini è fondamentale anche per me, talvolta, per seguire il tuo dire, comporre inchiostro pare un vagare nell'incendio in cerca di quella scintilla e viverla nel modo più autentico possibile. Una ricerca che sia causa e nel contempo effetto.

 

Il ‎10‎/‎02‎/‎2019 alle 23:06, Anglares ha detto:

Il tantrismo parla di punti (chakra) nel nostro sistema nervoso che se collegati liberano dei flussi energetici, in Cina vengono detti meridiani.

 

Non sono molto informata a riguardo, ma l'idea potrebbe essere similare, l'ispirazione è giunta in modo inaspettato, in quel preciso punto, il ragionamento legante è assolutamente voluto: avevo immaginato una foglia (non so bene perché, ma associo le persone alle foglie) e ho "visto" linee pulsanti che poi mi son apparse come ramificazioni e vene in un senso ciclico, collegato, da questo la sinestesia, che personalmente adoro. 

 

Il ‎10‎/‎02‎/‎2019 alle 23:06, Anglares ha detto:

Perché questo mescolamento sensoriale produce uno slancio intellettivo nel trovare un equilibrio e molta della ricerca più sperimentale ha posto questa energia positiva del fruitore come il vero soggetto dell'arte. L'idea che l'atto progettuale consista nel costruire un meccanismo che evochi questa dimensione pone un autore in un rapporto diverso con l'atto creativo.

Se si comprende questo si intuisce che un atto creativo anche se decostruisce il linguaggio e si presenta come irrazionale, non è per nulla nichilista, perché parla alla parte positiva della persona. Questa luce che io cerco nella mia scrittura, la ritrovo anche nella tua, e questo me la rende preziosa.

 

Motivante, in tal senso, è sempre stato il pensiero di quanto l'equilibrio in sé sia dinamico, considerarlo "sereno" per me equivale a dire che sia statico, quindi tento di trasmettere l'atto nella costruzione, un "durante" della poesia. Questa la teoria, ora, non so se riesco bene nella pratica, ma la sperimentazione è esaltante, quasi liberatoria. E cerco ancora una buona definizione di tale rapporto, o forse no, in fondo sarebbe un errore, una limitazione auto-imposta.

Non ho mai incontrato uno sguardo come il tuo, quindi mi fa piacere e mi è prezioso, di questo continuerò a ringraziarti.

 

Il ‎10‎/‎02‎/‎2019 alle 23:06, Anglares ha detto:

Seguendo questo gioco poetico definirei questi versi delle campane poetiche che martellano l'animo.

 

Qui, sono davvero soddisfatta, tanto.

 

Il ‎10‎/‎02‎/‎2019 alle 23:06, Anglares ha detto:

Questa è arte, linguaggio. Poesia.

A presto.

 

Troppo buono, grazie di cuore.

A presto :) 

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@Nerio Ciao! Grazie per aver letto, non mi aspettavo il tuo arrivo, appena notato il voler contraccambiare m'è preso un colpo, ma son lieta del parere approfondito ricevuto, dunque, a lavoro. 

 

4 ore fa, Nerio ha detto:

Ritmo violento: questa è la parola che meglio mi permette di esprimerti le mie impressioni sul tuo componimento.

 

Qui sorrido un po', volevo per l'appunto creare un contrasto tra il violento e il delicato, talvolta possono ben miscelarsi insieme e influenzarsi a vicenda. Sono amante delle sfumature. 

 

4 ore fa, Nerio ha detto:

Comunichi immediatamente un sensno di panico, di pericolo indefinito. A pensarci bene forse è per questo che ne viene un'ansia indefinita.

 

Effettivamente mi piace molto giocare con l'indefinito, e il panico ci sta tutto, direi, una sorta di ansia mista a ricerca, un qualcosa che è più facile provare che spiegare, e l'indefinito in tal senso è il più sincero e completo.

 

4 ore fa, Nerio ha detto:

Pare di scorgere le mani dell'osservatrice/poetessa che tentano di arginare il fiotto di sangue, poi l'adagiarsi su di un sofà. Mi è piaciuto moltissimo (sia come senso che come musicalità) questo verso:"avanti e indietro / vento schiena e morbido velo". trovo infatti che tu sia riuscita a 'saltare' un ulteriore gradino semantico e a trasporre il turbine di movimento e sensazioni di un corpo che si adagi.

 

Non pensavo sarebbe mai giunta così, mi vien da sorridere. Allora, una volta che un malessere interno sgorga ci si può o acquietare o dissanguare, ho lasciato al lettore libera interpretazione su questo punto, nell'elaborazione della fiamma di vapore sul finale. Nello stadio che stiamo considerando, quello sanguigno e a tratti spirituale. 

 

4 ore fa, Nerio ha detto:

Bellissimo passaggio dalla prima persona alla seconda, con quella richiesta diretta al lettore (o ad un altro sè) dove si chiede una disperata conferma esitenziale. Sembra quasi che dopo il flusso di versi di cui sopra, qui la poetessa stessa abbia tentato di frenare e ricondurre i versi ad un ritmo più quieto, disteso.

 

Ti ringrazio. Non so bene come spiegarlo senza vaneggiare: sono solita frammentare la mia anima nell'inchiostro, quindi talvolta il rivolgersi al lettore coincide con un aspetto di questa, sebbene possa essere sovrapponibile e trascurabile. Rappresenta un qualcosa in più per me, come una sorta di burattinaia all'interno. 

 

4 ore fa, Nerio ha detto:

Questa chiusura l'ho trovata abbastanza criptica, forse a causa di alcuni termini misterici come 'credo', che proiettano il poema dal fisico (sangue, pulsazione, corpo) allo spirituale.
Ma più che una proiezione spirituale, questi ultimi versi suonano come un'invocazione, una richiesta disperata di equilibrio, rivolta a quel soggetto fuori dalla poesia (il lettore? l'altro io della poetessa? un'Entità superiore?).

 

Sì, ne sono consapevole, personalmente volevo si percepisse quasi la voglia di afferrare qualcosa, ma senza capire cosa e il lettore senza appigli si trova dinanzi proprio quella fiamma di vapore e sta a lui darne una definizione, io ne ho dato una forma, ci ho inserito il mio senso, ma non in modo confinante. 

 

4 ore fa, Nerio ha detto:

Trovo che l'immagine stessa della 'fiamma di vapore' sia stupenda: è qualcosa di effimero, impalpabile. E' quasi un fantasma del fuoco stesso, l'ombra di un desiderio che non si concretizza.

 

Grazie. In effetti, da una parte vuole essere il fantasma del fuoco stesso, ma è difficile porre un confine che definisca nell'effimero, nel senso che tra speranza, un placido respiro e una resa corrono interpretazioni, singolarità, nella stessa concezione dell'alternativa alla fiamma di fuoco, quel credo in tal senso si può allacciare. Conseguenza, poi, è l'impossibilità, il ritorno al corpo che brucia, ma nello slancio si acquisiscono le risposte che bruciano di una luce nuova. Mi dico spesso: scegli come bruciare. 

 

4 ore fa, Nerio ha detto:

Mi restano tante domande e nel complesso un'impressione fugace, delicata e confusa.
Spero di averti dato dei feedback utili :)

 

Ne sono felice, preferisco far nascere dubbi che certezze.

Certo, mi ha fatto molto piacere. Alla prossima :) 

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Ciao amica mia @Dark Smile:love3: quanto tempo! Ben trovata. Il titolo di questa poesia è molto suggestiva. Mi piace!

 

Il 10/2/2019 alle 19:17, Dark Smile ha detto:

Sanguino petali dal naso, e
sul polso è battito di narici rosse,

Interessante.

 

Il 10/2/2019 alle 19:17, Dark Smile ha detto:

nervature senza dimora  nervature  che cosa sono?
dagli occhi abbarbicati ai palmi 
e fuggevole stoffa, quei fotogrammi
s'un sofà, e avanti e indietro 
vento schiena e morbido velo: 

Troppo lungo e intrecciato.

 

Il 10/2/2019 alle 19:17, Dark Smile ha detto:

ad acidità sgombra, spintonate l'armi,
voglio staccarmi, dimmi che v'è
qualcosa che non bruci
ma che muova, fammi sentir 
il brulicar giocoso dell'ombre
dentro, al tepore, al credo 
d'una fiamma di vapore.

 

Conclusione: poesia difficile da comprendere ma scritta davvero molto bene. Sembri che sei un'altra Dark, sei cresciuta di botto.Come un fiore che sboccia prima della primavera!:rosa:I versi della poesia sono caricatissimi di significati, forse anche troppo. Penso che sia una poesia da dare a scuola, alle superiori. Io faccio fatica a dare una interpretazione, c'è poca punteggiatura forse è per quello. Oggi mi sento ignorantuccia:(

Ti auguro una buona giornata.

-Flo-

 

 

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@Dark Smile è vero che manca un focus, ma, se non fosse stato per i commenti precedenti, penso che avrei continuato a vagare su e giù per la fiamma di vapore chiedendomi: che è successo? Dove sono? Alla decima rilettura ho cercato con più attenzione il peso delle parole, io credo di sentirlo qui:

 

Sanguino petali dal naso

..

voglio staccarmi..

.. credo..

 

ps è un bene che mi sia persa

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@Floriana Flò, amichetta, ciao <3 

 

Il ‎13‎/‎02‎/‎2019 alle 11:57, Floriana ha detto:

quanto tempo! Ben trovata.

 

Sono un po' fantasmina, lo so, ma torno sempre u.u 

 

Il ‎13‎/‎02‎/‎2019 alle 11:57, Floriana ha detto:

Conclusione: poesia difficile da comprendere ma scritta davvero molto bene. Sembri che sei un'altra Dark, sei cresciuta di botto.Come un fiore che sboccia prima della primavera!:rosa:I versi della poesia sono caricatissimi di significati, forse anche troppo. Penso che sia una poesia da dare a scuola, alle superiori. Io faccio fatica a dare una interpretazione, c'è poca punteggiatura forse è per quello. Oggi mi sento ignorantuccia:(

Ti auguro una buona giornata.

-Flo-

 

Sono felicissima che ti sia piaciuta, nonostante non ti sia arrivata chiara, ma parrà strano ne son ancora più lieta. Un'altra Dark, dici? Interessante. E che si noti un miglioramento mi fa piacere, speriam che duri :asd: e uhm poesia da dar a scuola no dai, diverrei il centro supremo dell'odio e in fondo son scemina. Talvolta l'interpretazione non risulta chiara nemmeno a me, perché a distanza di tempo, ci son versi che comprendo in modo differente, a freddo e col senno di poi. E mi piace tantissimo, perché sembra come parlar con l'inchiostro. E oh, sai che forse ne ho scritta una completamente senza punteggiatura? Se ricordo bene, non ne sono sicura, ma che dici, ma che ignorantuccia. 

Un abbraccio e buona giornata anche a te :love:

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@Elisa Audino Ciao, grazie per essere passata a leggere :) 

 

17 ore fa, Elisa Audino ha detto:

@Dark Smile è vero che manca un focus, ma, se non fosse stato per i commenti precedenti, penso che avrei continuato a vagare su e giù per la fiamma di vapore chiedendomi: che è successo? Dove sono? Alla decima rilettura ho cercato con più attenzione il peso delle parole, io credo di sentirlo qui:

 

Sanguino petali dal naso

..

voglio staccarmi..

.. credo..

 

ps è un bene che mi sia persa

 

Il focus m'è caro, ma in modo insolito, la creazione avviene senza appigli, se mi concentro su un aspetto non mi si accende niente, quando scrivo devo agguantare qualcosa e in quel qualcosa poi trovo un focus personale, molto spesso un'immagine o una serie, talvolta un concetto, insomma non ci facciamo mancar nulla, almeno ci si tenta. 

Avresti continuato a vagare, su e giù, mi piace, grazie, anche per la decima rilettura. 

Hai colto, citando i due versi, i due perni essenziali, il centro delle mie due scene personali. 

Il ps è bellissimo leggerlo.

Un saluto :) 

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