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Max91

Argentina

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Argentina

 

Una benedizione che passeggia

svela di battito in soffio la storia,

racconto dalle Sfere dove arieggia

l’alito d’argento e memoria.

 

Un’ombra fruscia accanto al selciato,

alle spalle leggere di un sospiro,

allo strumento d’ottone affidato

a spirito, labbra e respiro.

 

L’ombra s’accuccia, docile e curiosa,

e guarda come il mondo si trasforma

nel Respiro del Petto, senza posa,

né affanni, né intento, né forma.

 

 

 

Spoiler

Penso si capisca, ma lo specifico ugualmente: Argentina non come la nazione, ma come aggetivo, ossia "che ha il colore o il suono dell'argento"

 

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@Max91 la tua poesia mi ha fatto uno strano effetto: l'ho riletta varie volte per riuscire ad accostarmi alle sue immagini, e non ne capisco il motivo, visto che è scritta in maniera lineare. È come se fosse eterea e sfuggente come l'ombra che sta accanto al musicista.

 

Il fatto che ci sia la "benedizione" al primo verso e poi "memoria" alla fine della prima strofa, e l'atmosfera in generale, mi hanno fatto pensare a qualcuno che ora non c'è più. Sono uscita di parecchio fuori strada? Oppure la "benedizione che passeggia" è il musicista che cammina? In ogni caso non ha molta importanza, lo chiedo per curiosità, perché il senso di una poesia non deve essere per forza netto e oggettivo. 

 

Detto questo, ho gradito il fatto che sia ricca di "s", "f", "sf", "sp", " sc", ecc. tutti suoni che rimandano all'idea dell'aria  e vanno a sostenere l'atmosfera generale della poesia ed il tema del respiro che trasforma il mondo attraverso lo strumento d'ottone. 

Comunque i punti che mi hanno colpito di più sono:

Il 10/2/2019 alle 13:30, Max91 ha detto:

di battito in soffio

e

Il 10/2/2019 alle 13:30, Max91 ha detto:

ottone affidato

a spirito, labbra e respiro

 

Una cosa che non mi convince molto, ma si tratta di gusto personale, è l'ultima parola "forma", perché,anche se subito prima c'è il "né" che la nega, comunque è come se irrompesse all'improvviso qualcosa di rigido e strutturato, in un'atmosfera che invece fino a quel momento era stata eterea e sfuggente.

 

In conclusione posso dire che la tua poesia mi ha affascinato col suo alone di mistero, mi ha lasciato una sensazione piacevole.

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Molto bella, penso che tu sia riuscita a comunicare qualcosa di così profondo come il contatto dell'uomo con la natura e il mondo, qualcosa di estremamente intimo e spirituale, senza però rendere i versi criptici o troppo sempliciotti.

Una bellissima immagine in cui la natura si fonde con la musica e viceversa. Mi piacciono molto le parole che hai scelto e le rime alternate che conferiscono il giusto ritmo. L'ombra "s'accuccia docile e curiosa" facendo compagnia al musicista, in questo viaggio che si estende al di là del cosmo e della sua storia (le sfere e la memoria). Leggendola e rileggendola, mi sembra sentirne le carezze!

 

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Ringrazio entrambi per i complimenti e per esservi fermati a dedicarmi il vostro tempo :3 Sono felice vi sia piaciuta la poesia!

 

Il 16/2/2019 alle 01:27, dirk ha detto:

Sono uscita di parecchio fuori strada? Oppure la "benedizione che passeggia" è il musicista che cammina?

 

Alla fine non ci ho pensato molto a questo, può benissimo essere così, come qualsiasi cosa non abbia parole per essere spiegato, ma solo sensazioni, come ciò che si sente attraverso la musica. Come ha giustamente fatto notare @Kalim Crumben è la sensazione che si affianca al musico, quindi vanno fianco a fianco lui e qualsiasi sia la benedizione-sensazione che evoca con sé dalle Sfere.

 

Per il "Forma", non pensavo di dare questo effetto... ma non è un effetto che trovo cattivo nell'insieme del componimento. Ci penserò! Grazie di avermelo fatto notare!

 

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 Ecco, in realtà hai fatto benisismo a specificare la connotazione del termine 'argentina', perchè io avevo pensato allo stato sudamericano :asd:

Perchè?! Non saprei... mi sembrava molto evocativo questo poema, con le sue misteriose atmosfere fatte di sensazioni indefinite, impalpabili. Pensavo proprio ad una qualche cerimonia indigena che coinvolgesse articolati strumenti musicali :asd:
Vabbè, questo sono io che mi faccio i viaggi :facepalm:

 

Quota

Una benedizione che passeggia 
svela di battito in soffio la storia, 
racconto dalle Sfere dove arieggia 
l’alito d’argento e memoria.

 


Quello che mi disorienta un pò è l'uso di termini astratti, concatenati fra loro in modo così preciso: una 'benedizione' personificata ('passeggia') rivela la storia, attraverso un racconto empireo ('dalle Sfere') dove arieggia un afflato magico e la memoria.
E' un tripudio di scene spirituali, un passaggio che scende nel profondo dell'anima. Mi è sembrato di leggere quasi un riferimento culturale al Paradiso di Dante, con l'uso di termini aulici che richiamano ad una visione tolemaica, giustificata da una morale sacra.
Mi piace che tu abbia puntato ad una chiave di registro così particolare, elevata :)
Mi pare inoltre che tu abbia provato a creare un decametro classico (sbaglio?), scelta che si sposa benissimo che la rima alternata.
Solo una cosa: mi pare che il secondo e il terzo verso siano più lunghi rispettivamente di 3 e 4 sillabe. Non avrebbe senso cercare di riduerre le differenze?
Ad esempio:

 

svela già in soffio la storia, 
narra di Sfere dove arieggia 

  

Quota

Un’ombra fruscia accanto al selciato, 
alle spalle leggere di un sospiro, 
allo strumento d’ottone affidato 
a spirito, labbra e respiro. 

  
Un bel passaggio turbinante, con anafore evocative (in 's' e 'l') che fanno pensare ad un concerto di fiati. E' interessante come richiami ancora l'idea di un suono o quantomeno di una musicalità esplicita nei versi.
In questo passaggio si percepisce una certa area di mistero rituale: ombre, suoni suadenti e uno strumento musicale dalla misteriosa natura.
Ancora una volta ho l'impressione di una scena non di questo mondo, bensì di qualcosa di sospeso in un'altra dimensione...
Se posso esprimere un parere tecnico, rimuoverei la prima virgola: superflua e non utile alla lettura. Volendoa anche qui potrebbo tagliare qualche sillaba dal primo e secondo verso...
Ade sempio:
  
Un’ombra fruscia sul selciato,   
alle spalle leggere d'un sospiro, 
  
 

Quota

L’ombra s’accuccia, docile e curiosa, 
e guarda come il mondo si trasforma 
nel Respiro del Petto, senza posa, 
né affanni, né intento, né forma. 

 

Conclusione adeguatamente sibillina rispetto al resto del crescendo poetico.
Abbiamo dunque una non meglio identificata entità che scivola e si trasforma, che si nasconde (accuccia) e poi osserva il mondo nella sua confusa trasformazione.
Anche qui ravviso dei termini che sfiorano il sublime e l'eccelso. In modo più evidente comunichi un sensno di urgenza crescente, una concitazione fisica che sembra accompagnare la trasformazione che hai paventato.
Presuppongo che fosse un effetto assolutamente voluto, ma il rimando ai suoini, ai fiati e ai respiri fa pensare distintamente a qualcosa che vive e si muove in modo quasi sincopato.
Interessante.

 

In definitiva una poesia misteriosa e interessante.
Sulla forma mi cheido quanto avessi desiderato investire sulla metrica e sul ritmo. Difatti con qualche piccolissimo accorgimento si potrebbe trasformare benissimo il poema in un sonetto.
Ma forse questo ne snaturerebbe l'effetto di poesia boeheme.
Alla prossima

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Grazie mille del commento @Nerio! Ci sta anche l'aver immaginato quello, in fondo sempre di musica si parla.

Il tuo commento l'ho trovato proprio perfetto, profondo; mi fa piacere leggere che hai colto anche i riferimenti come alla Musica delle Sfere - non perché io sia tanto esoterico, ma perché c'è sempre il rischio di non usarli bene...

 

2 ore fa, Nerio ha detto:

Sulla forma mi cheido quanto avessi desiderato investire sulla metrica e sul ritmo.

 

Uso sempre la metrica - anche se non odio il verso libero, semplicemente mi trovo più a mio agio scrivere così. Uso anche molto la sinalefe, se mi convince quando leggo a voce alta, per questo appaiono un paio di sillabe in più alle volte, eccetto negli emistichi che dividono l'endecasillabo (come nel quinto verso). Effettivamente questa poesia è nata in strofe saffiche rimate, poi però ho messo il novenario anziché il quinario, perché è un verso che adoro e penso sia il verso più musicale, anche se so di essere in torto marcio di fronte alla letteratura :C
Mi sono gius
to "permesso" di tenere l'accento "sbagliato" al quarto verso perché mi piace troppo come fila. Anche lì consapevole di essere in torto!

Ecco, spero di aver risposto e perdona l'essermi dilungato!

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