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Roger75

Purismo letterario...si o no?

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Il 14/2/2019 alle 00:32, flambar ha detto:

Ho conosciuto gente che sapeva leggere bene, tanto bene che quello da me scritto non sembrava mio e, ho conosciuto  gente che sapeva scrivere molto precisa, tanto precisa che alla fine non si veniva alla conoscenza di niente.

Di solito, chi scrive imita, talvolta anche involontariamente, lo stile dei libri che legge. 

Leggere bene? Che intendi? E che vorrebbe dire leggere "male"?

Ho conosciuto gente che sapeva scrivere molto "precisa"... Preciso è termine abusato nell'Appennino pesarese: un tizio veste preciso, tanto per fare un esempio.

La conoscenza dell'uso corretto della lingua è indispensabile per chiunque intenda scrivere, preciso o non preciso!

Mai dimenticare che per violare una norma bisogna essere consci della sua esistenza.

Adesso vado, scendo il cane e lo esco...

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Carissimo @Fraudolente hai detto "Adesso vado, scendo il cane e lo esco..." sono un ubriaco può scrivere in questo modo.

La tua domanda sul - leggere bene -  non so risponderti, tu sai benissimo che io come scrittore sono più che rasoterra. Ti giuro non lo so come fa il dottor Minelli ha leggere cosi chiaro e attraente un mio racconto, quando io so bene che è un vero disastro. Perciò, se tu o qualche altro amico o amica del forum può spiegarmi come sia possibile, lo ringrazio 

Poi scusa se mi permetto di farti notare che non scriverei mai - Adesso vado,scendo il cane e lo esco... Ma dai @Fraudolente ha ha ha ha ha Ti ringrazio vivamente augurandoti un buon fine settimana e tanta fortuna

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1 ora fa, Jos ha detto:

Grazie

Considera che il mio discorso vale, per me, come regola generale. Se invece parliamo dei pezzi postati sul WD, qualcosa cambia e ti spiego perché. Qui tutti abbiamo il felice dovere di migliorare noi stessi e gli altri grazie alle nostre e altrui conoscenze. Qui abbiamo la fortuna di poter vedere un nostro pezzo editato da gente preparata, appassionata e motivata (lo so, non si mettono mai tre aggettivi in fila, ma questi sono di significato diverso e si può). Il purismo a cui aspiriamo è finalizzato a questo, non lo si deve considerare cavilloso o, peggio ancora, ritenere gli appunti come una stroncatura gratuita (quella si riconosce, e alla fine fa più danno allo stroncatore che allo stroncato). Questa è a tutti gli effetti un laboratorio di scrittura, una vera "scuola" di scrittura creativa, un bacino enorme di voci diverse e dunque più affascinante di una scuola tradizionale (qui siamo tutti alunni e tutti professori,  ognuno per la propria esperienza). Il WD non è una vetrina per mostrarsi (o almeno non solo ) per tale scopo ci sono le antologie promosse dalle Ce e i concorsi. Qui o si ha voglia di imparare oppure non ha senso frequentarlo. Scrivere è bello, imparare a scrivere bene lo è di più. 

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@flambar ad esempio, è uno scrittore sui generis. La prima volta che lessi un suo racconto immaginai volesse prenderci in giro tutti quanti (anche perché sui commenti mostra una penna diversa), poi ho capito. Il suo modo di narrare è questo (al di là degli accenti che si ostina a non usare, ahahah, e almeno questo dovrebbe entrargli in testa), la struttura semplice e le storie vere hanno una loro similitudine con il testo che ho citato prima  Terra matta. Voglio dire che forse è uno di quei casi in cui cercando di migliorare un suo testo alla fine viene spogliato della sua anima (quella di Flambar). 

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36 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Considera che il mio discorso vale, per me, come regola generale. Se invece parliamo dei pezzi postati sul WD, qualcosa cambia e ti spiego perché. Qui tutti abbiamo il felice dovere di migliorare noi stessi e gli altri grazie alle nostre e altrui conoscenze. Qui abbiamo la fortuna di poter vedere un nostro pezzo editato da gente preparata, appassionata e motivata (lo so, non si mettono mai tre aggettivi in fila, ma questi sono di significato diverso e si può). Il purismo a cui aspiriamo è finalizzato a questo, non lo si deve considerare cavilloso o, peggio ancora, ritenere gli appunti come una stroncatura gratuita (quella si riconosce, e alla fine fa più danno allo stroncatore che allo stroncato). Questa è a tutti gli effetti un laboratorio di scrittura, una vera "scuola" di scrittura creativa, un bacino enorme di voci diverse e dunque più affascinante di una scuola tradizionale (qui siamo tutti alunni e tutti professori,  ognuno per la propria esperienza). Il WD non è una vetrina per mostrarsi (o almeno non solo ) per tale scopo ci sono le antologie promosse dalle Ce e i concorsi. Qui o si ha voglia di imparare oppure non ha senso frequentarlo. Scrivere è bello, imparare a scrivere bene lo è di più. 

 

C'è questa tensione ostinata al bianco e nero che porta a credere che ciò che hai scritto adesso e ciò che hai scritto prima siano in contraddizione tra loro. Non è così.

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2 minuti fa, Jos ha detto:

 

C'è questa tensione ostinata al bianco e nero che porta a credere che ciò che hai scritto adesso e ciò che hai scritto prima siano in contraddizione tra loro. Non è così.

 

E mi spiace, ma se il giudizio è tarato - come è tarato, basta leggere i commenti, ad esempio il primo di questa pagina - sul bias dell'ipersensibilità formale allora anche l'idea che si ha di letteratura è tarata sull'asetticità dello stile. In altre parole, si avalla l'idea che l'olimpo della letteratura sia accessibile solo a chi scrive formalmente bene. Ma visto che per scrivere formalmente bene bastano una cultura mediocre e un buon editor, allora si avalla l'idea che all'olimpo della letteratura si accede per sonore botte di culo, come in effetti avviene. 

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16 minuti fa, Jos ha detto:

 

E mi spiace, ma se il giudizio è tarato - come è tarato, basta leggere i commenti, ad esempio il primo di questa pagina - sul bias dell'ipersensibilità formale allora anche l'idea che si ha di letteratura è tarata sull'asetticità dello stile. In altre parole, si avalla l'idea che l'olimpo della letteratura sia accessibile solo a chi scrive formalmente bene. Ma visto che per scrivere formalmente bene bastano una cultura mediocre e un buon editor, allora si avalla l'idea che all'olimpo della letteratura si accede per sonore botte di culo, come in effetti avviene. 

 

Se ne sei così convinto, prova a fare self senza forma. Poi si vede cosa ti dicono i lettori che pagano per leggerti. 

 

E non si capisce il nesso logico tra buona grammatica e sintassi e stile asettico. La sintassi è stile. È una delle parti più importante dello stile. 

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3 minuti fa, Jos ha detto:

 

E mi spiace, ma se il giudizio è tarato - come è tarato, basta leggere i commenti, ad esempio il primo di questa pagina - sul bias dell'ipersensibilità formale allora anche l'idea che si ha di letteratura è tarata sull'asetticità dello stile. In altre parole, si avalla l'idea che l'olimpo della letteratura sia accessibile solo a chi scrive formalmente bene. Ma visto che per scrivere formalmente bene bastano una cultura mediocre e un buon editor, allora si avalla l'idea che all'olimpo della letteratura si accede per sonore botte di culo, come in effetti avviene. 

Il tuo discorso carp @Jos non fa una piega,quindi dare a Cesare quello che è di Cesare. Però c'è un'altra possibilità, se teniamo presente che è molto difficile nella vita avere tutto il necessario e cioè, uno può essere un bravo scrittore preparatissimo magari ma gli manca la narrativa e un'altro essere un ottimo narratore ma è un disastro come scrittore. Ora se consideriamo che avere le due qualità è molto raro,  tentare o fare in modo che le due qualità si incontrano noi abbiamo un eccellente scritore ed sublime narratore .Spero di non aver detto delle vaccate.

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E vorrei precisare, prima che mi si dia del radical chic turbosorosiano, che sul forum io sono uno dei più elastici sulla questione. 

 

 

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8 minuti fa, JPK Dike ha detto:

 

Se ne sei così convinto, prova a fare self senza forma. Poi si vede cosa ti dicono i lettori che pagano per leggerti. 

 

E non si capisce il nesso logico tra buona grammatica e sintassi e stile asettico. La sintassi è stile. È una delle parti più importante dello stile. 

 

Bastava leggere l'intervento di Adelaide. Fai finta che l'abbia scritto io: https://www.ibs.it/terra-matta-libro-vincenzo-rabito/e/9788806223250

Che poi, come se ci fosse davvero bisogno di portare degli esempi.

 

Immagino che per capire cosa intendo dire qui con 'stile asettico' si debba fare lo 'sforzo' di cogliere il significato al di là del significante, ammesso e non concesso che questo non sia corretto, e che non dovrebbe essere uno sforzo impossibile visto il contesto della discussione. Ad esempio, siccome lo stile "è la combinazione di forma e contenuto che detta insieme pensiero ed espressione" (wikipedia) il fatto che questo sia asettico potrebbe lasciare intendere che anche la narrazione lo sia,  anche qualora fosse formalmente ineccepibile.  

 

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10 minuti fa, Jos ha detto:

 

Bastava leggere l'intervento di Adelaide. Fai finta che l'abbia scritto io: https://www.ibs.it/terra-matta-libro-vincenzo-rabito/e/9788806223250

Che poi, come se ci fosse davvero bisogno di portare degli esempi.

 

Immagino che per capire cosa intendo dire qui con 'stile asettico' si debba fare lo 'sforzo' di cogliere il significato al di là del significante, ammesso e non concesso che questo non sia corretto, e che non dovrebbe essere uno sforzo impossibile visto il contesto della discussione. Ad esempio, siccome lo stile "è la combinazione di forma e contenuto che detta insieme pensiero ed espressione" (wikipedia) il fatto che questo sia asettico potrebbe lasciare intendere che anche la narrazione lo sia,  anche qualora fosse formalmente ineccepibile.  

 

 

Bella supercazzola. 

 

Io ci rinuncio. Ciao. 

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2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

@flambar ad esempio, è uno scrittore sui generis. La prima volta che lessi un suo racconto immaginai volesse prenderci in giro tutti quanti (anche perché sui commenti mostra una penna diversa), poi ho capito. Il suo modo di narrare è questo (al di là degli accenti che si ostina a non usare, ahahah, e almeno questo dovrebbe entrargli in testa), la struttura semplice e le storie vere hanno una loro similitudine con il testo che ho citato prima  Terra matta. Voglio dire che forse è uno di quei casi in cui cercando di migliorare un suo testo alla fine viene spogliato della sua anima (quella di Flambar). 

Certamente è cosi cara @Adelaide J. Pellitteri difatti la mia narrativa è naturale, direi a questo punto genetica, visto che mio nonno materno era un vero fenomeno a raccontere le sue storie

Quando racconto o scrivo e come se fosse accanto a me a consigliarmi come esprimermi. Buon fine settimana

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5 ore fa, flambar ha detto:

Carissimo @Fraudolente hai detto "Adesso vado, scendo il cane e lo esco..." sono un ubriaco può scrivere in questo modo.

Ciao, @flambar!

Spero tu sappia che cosa è una licenza poetica, e come talora un'opera d'arte possa, anche e persino, sfuggire alle "regole"...

Ti leggo sempre volentieri (anche se non bene quanto il dottor Minelli...), e auguro un buon fine settimana anche a te!

Modificato da Fraudolente

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7 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

@flambar ad esempio, è uno scrittore sui generis. La prima volta che lessi un suo racconto immaginai volesse prenderci in giro tutti quanti (anche perché sui commenti mostra una penna diversa), poi ho capito. Il suo modo di narrare è questo (al di là degli accenti che si ostina a non usare, ahahah, e almeno questo dovrebbe entrargli in testa), la struttura semplice e le storie vere hanno una loro similitudine con il testo che ho citato prima  Terra matta. Voglio dire che forse è uno di quei casi in cui cercando di migliorare un suo testo alla fine viene spogliato della sua anima (quella di Flambar). 

ah ah ah ricordo bene quel giorno cara @Adelaide J. Pellitteri, lunedi scorso la scrittrice @Cynthia Collu leggendo il mio racconto "la draga"mi ha scambiato per un estracomunitario  ha ha ha stò per morire, mi ha fatto anche i complimenti che mi sforzo ad imparare laa sua lingua madre, manco che io sia figlio di negra ah ah ah ah ah.. 

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Però è bene che @flambar sappia che "negra" ad oggi è usato in senso dispregiativo (anche se l'etimologia della parola non è dispregiativa, anzi) e che quindi sarebbe meglio usare altri termini.

Il WD è fermamente contro il razzismo (è scritto anche nel regolamento) e non richiamo il Comandante solo perché sono sicuro che non abbia niente contro persone di colore (che sia nero, giallo, rosso o verde). 

Per essere ancora più chiari, essere figlio di "negra" è perfettamente normale :)

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23 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

@flambar

:facepalm::facepalm::facepalm:, visto cosa combini? Ci porti fuori strada. Niente, è assodato: sei unico.

Allora sono a cavallo, tutti i grandi artisti sono unici. Adesso mi viene un dubbio, non è che sto facendo danno?

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2 minuti fa, Niko ha detto:

Però è bene che @flambar sappia che "negra" ad oggi è usato in senso dispregiativo (anche se l'etimologia della parola non è dispregiativa, anzi) e che quindi sarebbe meglio usare altri termini.

Il WD è fermamente contro il razzismo (è scritto anche nel regolamento) e non richiamo il Comandante solo perché sono sicuro che non abbia niente contro persone di colore (che sia nero, giallo, rosso o verde). 

Per essere ancora più chiari, essere figlio di "negra" è perfettamente normale :)

 

Grazie @Niko per aver precisato. tuttavia, se qualcuno pensa ad una  espressione razzista,  cadrebbe  in errore per il semplice motivo che chi è razzista non va a letto con le negre io poi ho cambiato la razza in africa equatoriale.

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Be', torniamo in topic; meglio.

Cercherò di essere più schietto possibile; non che prima non lo sia stato, cercherò solo di ribadire in parole più "terra terra" e "crude" quello che ho già detto e aggiungere un bel contorno di patate al forno.

In primis: dividere le due questioni, forma e contenuti, è inutile, dannoso; una scusa da mettere sul piatto quando uno dei due è carente.

In secondo luogo, potete portare tutti gli esempi del mondo (vecchi di mille anni, cinquecento o dieci), ma in una situazione di normalità (cioè quando l'autore non mostra una voce così originale o dei contenuti così scioccanti e interessanti da farti saltare a piè pari la questione forma - possibile, sì, una volta su un milione), un manoscritto zeppo di errori grammaticali sarà cestinato subito dalle Case Editrici, Agenti letterari o chi per loro. Sempre. Punto.

 

Se poi a molti di voi piace pensare che il contenuto sia tutto e che porco il demonio, io c'ho tante belle cose da comunicare, che me frega a me della concordanza dei verbi o di quelle pischellate lì, fate pure. Soprattutto se non siete nessuno (cioè no Vip). Se Barbara D'Urso, Totti o Corona scrivono un libro che somiglia ai nostri escrementi, ci sarà qualcuno a riscriverglielo dall'inizio alla fine quantomeno in italiano comprensibile, e che pure sia fatto di una scrittura sciatta e banale chissene, è Totti o Corona o la D'Urso e va bene così (bruttissimo e ingiustissimo e tristissimo e aiutatemi voi a mettere altri aggettivi, ma è così).

Se non siete nessuno dovete essere impeccabili per arrivare da qualche parte, anche nella forma. A loro (e pure a me) non importa un cavolo che abbiate tante belle cose da dire: le dovete anche dire nel modo giusto, in italiano corretto (almeno come base), che sia comprensibile al lettore in tutto e per tutto.

 

Altra questione (giustissima) che è stata sollevata. Alcune volte si distruggono delle regole grammaticali di proposito. Ben venga! Vi dirò: a me piace quando lo si fa, pensate un po'. Giuro. Ma quando si può fare una cosa del genere?

  1. Quando uno dei personaggi parla o pensa in modo sgrammaticato, perché lo è (ci sono tanti esempi nella letteratura, proprio tanti);
  2. Quando, per ragioni di stile con la S maiuscola, un autore decide di inventare nuove parole (sbagliate) o declinare verbi inesistenti o usare costruzioni assurde o punteggiatura sballata.

Sapete qual è la differenza? Che gli autori in questione, quando non c'è una ragione vera e valida per modellare e "distruggere" il sistema della nostra bella lingua, non lo fanno. No, non lo fanno, mai, perché conoscono bene quelle regole.

Vi faccio un esempio pratico: un mio cliente, uno degli scrittori più bravi che io abbia avuto il piacere di leggere negli ultimi anni (non è iscritto al WD, non sto lisciando il pelo a nessuno), usa anche avverbi e verbi che non esistono, che ha coniato lui (ce ne saranno almeno una decina in tutto il libro). E ci stanno bene, anche se è un errore formale; anzi... è geniale.

Ma quando non usa queste parole inventate e tecnicamente sbagliate... be', scrive divinamente, usando la punteggiatura proprio dove va messa per comunicare al lettore esattamente quello che vuole, non mette virgole tra soggetto e verbo, usa costruzioni fluide, corrette, modella la grammatica a suo piacimento (senza violarla). Ecco, se siete nella stessa situazione (ma anche se siete un pochino meno bravi, per carità) allora prendete la grammatica e fateci letteralmente quello che vi pare, perché è giusto che sia così.

Ma se mi mettete una virgola tra soggetto e verbo, io butto il libro dalla finestra*.

Se sbagliate ripetutamente la consecutio, io butto il libro dalla finestra*.

Se usate la punteggiatura a caso, senza dosare le giuste pause, io butto il libro dalla finestra*.

Subito. Perché è la prima cosa che si percepisce, ed è la cosa che faranno anche gli addetti ai lavori che hanno un approccio professionale alla scrittura.

 

È ovvio che brucio a trecento gradi anche il libro di Corona o Totti o Barbara D'Urso, seppure sia "formalmente corretto". Ci mancherebbe! Forma e contenuto non possono essere distinti e separati!

Concludo rimarcando che se poi si vuol stare nel paese dei balocchi e pensare che la forma sia secondaria al contenuto (e non paritaria, com'è per tutte le realtà professionali) allora va bene; basta sapere che ci sarà molta gente che (a ragione!) getterà il libro dalla finestra*.

 

* Magari un gesto così plateale no, ma sicuramente lo mando al macero e lo cancello dalla memoria. E non sarò il solo.

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Il 15/2/2019 alle 19:13, flambar ha detto:

ah ah ah ricordo bene quel giorno cara @Adelaide J. Pellitteri, lunedi scorso la scrittrice @Cynthia Collu leggendo il mio racconto "la draga"mi ha scambiato per un estracomunitario  ha ha ha stò per morire, mi ha fatto anche i complimenti che mi sforzo ad imparare laa sua lingua madre, manco che io sia figlio di negra ah ah ah ah ah.. 

Questa freccia rossa, non credo di meritarla, sarebbe più opportuno che io sappia dove ho sbagliato in modo di potermi correggere, e non commettere più errori. Grazie comunque

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Il 14/2/2019 alle 07:58, swetty ha detto:

 

Uno che si impegna prima o poi ci arriva a capire che non si mettono le virgole tra soggetto e verbo e che i libri si mettono sui tavoli e non nei tavoli. Come arriva a capire come si usa un congiuntivo e come si accordano i tempi verbali.

 

Quindi non capisco dove sia il problema nel fargli notare dove sbaglia. Se poi ha qualcosa da dire, come @flambar, troverà anche, nel frattempo, qualcuno che l’apprezza.

 

Ma la maggior parte non sa scrivere e in più non ha nulla di interessante da dire. Volete veramente che venga commentato anche il contenuto? Io non credo proprio, ci sono decine di esempi di autori inviperiti dopo che gli è stato detto che il contenuto faceva acqua.

 

E questo è il principale motivo per cui del contenuto si parla poco. Perché quando viene commentato seriamente la gente si arrabbia.

 

Esimo @swetty questo qualcuno  che mi apprezza c'è lo già. Comunque nella vita tu sai benissimo che è molto raro,  più giusto dire che non esiste persona con tutte le qualità in regola per farsi valere,  a parte coloro che sono fortunati(e questo non è nel mio caso)Tuttavia,  hai piena  ragione quando dici  che  cerco qualcuno che mi apprezzi per metterci d'accordo, già chè  da soli  il nostro valore vale poco.

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Be', @flambar, tu in realtà mi hai dato l'impressione di uno che cerca più di migliorare che di essere apprezzato senza lavorare.

 

Tra l'altro, nel tuo caso non si vede differenza tra i post e i racconti, per cui se mi dici "non ho avuto modo di imparare la grammatica" io ti credo, e quando scrivi ti sforzi di essere comprensibile.

 

Quelli che veramente mi lasciano di sasso sono quelli che nei post esibiscono una grammatica più che dignitosa, ma poi nei racconti scrivono da cani. E quando gli fai notare errori anche elementari, ti rispondono che l'importante è scrivere col cuore.

 

:grat:

 

 

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38 minuti fa, swetty ha detto:

Be', @flambar, tu in realtà mi hai dato l'impressione di uno che cerca più di migliorare che di essere apprezzato senza lavorare.

 

Tra l'altro, nel tuo caso non si vede differenza tra i post e i racconti, per cui se mi dici "non ho avuto modo di imparare la grammatica" io ti credo, e quando scrivi ti sforzi di essere comprensibile.

 

Quelli che veramente mi lasciano di sasso sono quelli che nei post esibiscono una grammatica più che dignitosa, ma poi nei racconti scrivono da cani. E quando gli fai notare errori anche elementari, ti rispondono che l'importante è scrivere col cuore.

 

:grat:

 

 

Buona giornata @swetty "imparare la grammatica" o la lingua, sono elementi che senza la dovuta passione si acquisiscono molto relativamente. Adesso a 72 anni di età mi sono accorto dell'importanza degli elementi che stiamo discutendo. "L'importante è scrivere col cuore" Certo se si scrive per essere comprensivi solo a se stessi, questo non fa una piega. Ma le cose cambiano quando sono gli altri a leggerti,  costoro poi, pretendono il diritto di capirci qualcosa su quello che si scrive considerando che il libro l'hanno pagato anche se il prezzo è di nessuna importanza. Inoltre ritengo dannoso nei riguardi di chi sa fare le cose nelle giuste regole. Sono entrato in WD perchè adoro raccontare, questo lo constato dalla gente che mi conosce  ed in particolare da i miei numerosi nipoti, che in continuazione come mi vedono abbandonano i loro giochi elettronici per chiedermi di raccontargli qualcosa. Nella città di Brindisi, se non mi conosci c'è da dedurre che non sei Brindisino. Tutta questa gente mi ha consigliato di scrivere e pubblicare un libro su i miei  racconti. Il libro lo fatto,  ma quando ho incominciato a leggerlo,  caro ed insigne @swetty devi credermi mi è venuto di vomitare. Ora, siccome sono un tipo che non si arrende tanto facilmente, sono entrato in questo forum con la speranza di trovare una o un elemento disponibile. Ti auguro tanta fortuna.

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Sembra quasi che il nostro @flambar sia diventato importante, e che si discuta del suo successo.

Il 15/2/2019 alle 22:01, Niko ha detto:

Forma e contenuto non possono essere distinti e separati!

 

Condivido.

Scusate, ma con Flambar come facciamo? A me, e non credo di essere il solo, i suoi "brani" piacciono... O, almeno, li leggo volentieri!

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7 minuti fa, Fraudolente ha detto:

Sembra quasi che il nostro @flambar sia diventato importante, e che si discuta del suo successo.

 

Condivido.

Scusate, ma con Flambar come facciamo? A me, e non credo di essere il solo, i suoi "brani" piacciono... O, almeno, li leggo volentieri!

Ciao @Fraudolente Niko ha ragione da vendere,  quando dice che forma e contenuto devono essere equivalenti. Ma Niko essendo ancora molto giovane non tiene in considerazione che nella vita non si può avere tutto, dalle mie parti si dice << do arrivu chiantu lu zippu>>dove arrivo pianto il paletto. 

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Ho letto non tutta questa lunga discussione e non metterò neanche una virgola in tutto il post perché mi fate paura.

Comunque ho anche capito che la mia originalissima idea resterà rinchiusa dov'è e ho anche cambiato il gruppo in lettore, sempre perché mi fate paura.

Ho anche capito che nei post di voi scrittori farò in modo di non capitarci più.

Però leggere mi piace e anche se la mia ignoranza mi impedisce di fruttare questa passione per scrivere una cosa mia non importa. Quanta gente c'è che non scrive non ha provato e neanche mai pensato di scrivere.

Quindi resterò tra questi post (non quelli con la parola "purismo" nel titolo) per leggere le storie e i commenti alle storie e non farmi mai più passare per la testa di "provare" a scrivere.

Quello che ho capito dalle 6 pagine di discussione è che come al solito Joda è l'unico ad avere ragione: Provare no! Fare, o non fare! Non c'è provare! 

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