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Nerio

Sonata al chiaro di nulla

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commento


 

Spoiler

 

Se avete la voglia e la pazienza di accompagnare la lettura con la stessa musica che ha visto la produzione di questa poesia, qui l'audio:

 

 

 

 

Brillava la luna, il mare
della tranquillità spalancava
un silenzio bellissimo.


Dicevi 'librazione longitudinale'
o 'fasi di risonanza'
ma in realtà erano i tuoi occhi
a farla brillare, pallidi di fame, neri di vita.
Bianca, era solitudine quella bellezza
e il castello delle fate solo finzione 
e tu non ci saresti andata a vivere mai.


Tenere illusioni, un gioco di bambini su sabbia,
come le strade che attraversavamo
a piedi d'estate, le folate dai finestrini aperti
e la notte che sbatteva fra noi,
coi tuoi capelli accarezzare il viso immobile
e le parole pronunciate, abbandonate sui cuscini.


Ci sono caduto, lo sai, 
ma non me ne pento.
Anche precipitare è una parte del volo,
come il teschio una parte del tuo sorriso.

 
E io sono sceso così a fondo
che alla fine 

sono tornato in superficie

dall'altra parte.


Forse non lo sai, ma la luna era ancora là, 
nell'Agosto dei vent'anni, dove l'avevamo lasciata,

i mesi sinodici, le spiegazioni razionali
e tutto il resto. 

 

Sempre mobile e pallida
di desideri romantici sfracellati
nel nitore polveroso,
un cimitero bellissimo.
Ma questa volta non per esprimere desideri 
l'ho guardata,
ma per imprimere bene il tempo
del ritorno nella mia pelle fredda.

 

Brillava la luna e io 
pure ho brillato.


Così forte, così dolce
da bruciare tutta l'anima
e le mie parole consumare
l'essenza del desiderio.

 

Adesso, eclisso.


Non più bellezza vado cercando
da quando ho capito com'è triste
com'è solitaria
la rosa che si schiude

solo prima di morire. 

 

Nel cielo buio
senza stelle ho imparato
a riconoscere un oceano vasto, sconfinato.
E nel suo vuoto

la profondità del tuo abbraccio

perduto.

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Ciao @Nerio

 

Un componimento lirico e dolcemente incantato. Bello leggerlo con la musica che hai scelto.

Scivola come una carezza dell'animo, dove le scelte grafiche, importanti, ma gestite con un ordine garbato, accompagnano la lettura.

Ci ritrovo un tuo certo gusto per il grottesco e l'horror nel cogliere l'immagine del teschio e del cimitero bellissimo. Per il resto il procedere avviene a lenti passi, cullando il lettore. A parte le immagini dette sopra mi ha colpito una certa linearità, perseverata, che quindi leggo come voluta, nella ricerca delle immagini. Per me lo sguardo dell'autore ha un valore importante nella scrittura, così cerco sempre la persona dietro le parole. Perché le parole da sole sono solo segni vuoti, è il rapporto tra chi le sceglie e chi le ri-sceglie nella lettura a renderle vive.

 

Brillava la luna... un silenzio bellissimo...coi tuoi capelli accarezzare il viso immobile e le parole pronunciate, abbandonate sui cuscini...

 

Nel flusso discorsivo che ci proponi (quasi un dialogo intimo, sussurrato), questi e molti altri passaggi mi portano a leggere i frammenti di significato, come costrutti poetici nella loro forma di periodi articolati. Quasi a rinunciare a uno spiccato simbolismo, aggressivo e che si instaura tra oggetto e aggettivo e fa risolvere la poeticità già nel valore del singolo verso. Il flusso poetico sembra dire "aspetta. Lasciati portare..."

Allora le immagini entrano in una composizione lenta e sospesa tra l'evocatività e lo scivolarti tra le dita, negli scarti grafici, nello sviluppo argomentativo del tema.

Dei lampi ci sono, e la voce poetica, ci scalpita dentro:  pallidi di fame, neri di vita...nel nitore polveroso... Facendo avvertire sottotraccia l'esistenza di un magma simbolista che ribolle. Qui governato, in un canto a cuore aperto.

Sognato e onirico, musica emotiva che fa da contrappunto alla musica auditiva che l'accompagna.

Molto bello.

Alla prossima.

 

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@Nerio un'oretta fa pensavo ad aprire una discussione sul come spiegare cos'è la poesia a un bambino. Mio figlio è tornato da scuola con una lezione sulla poesia e mancava esattamente la definizione, c'erano solo istruzioni su rime, ecc. Un'istantanea, un'immagine, fragilità? Io la accosto mentalmente alla fotografia, soprattutto a quella urbana e, comunque, a una forma grafica. Ho trovato il tuo cambio di direzione

 

               sono tornato in superficie
               dall'altra parte

 

Un flash, immediato, che squarcia. Mi è piaciuto moltissimo.

 

Me la rileggerò con più calma, come si fa con le cose belle.

 

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Carissimo @Anglares

non ho parole per ringraziarti per il commento. Credo che tu mi abbia mostrato la mia poesia da una prospettiva diversa, inattesa.

Confesso che in questo caso mi sono concentrato esclusivamente sulle immagini e non sulle parole, perciò è possibile che il flusso dei versi risulti un po' 'strano'. Sul mio gusto per l'orrido, temo che tu abbia ragione :asd:

Tuttavia mi piace pensare che a questo mondo non esista qualcosa di veramente 'orrido', quanto di strano e sorprendente.

Grazie ancora :brillasguardo:

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Grazie infinitamente @Elisa Audino

Dopo la tua 'Lorenzo' mi pare che qualunque cosa possa scrivere possa suonare incredibilmente frivolo e privo di intensità. Sono invece molto felice che tu abbia associato la lettura di questa poesia alla questioni sollevate a riguardo da tuo figlio :love:

Più ci penso e più mi convinco che i migliori poeti sono i bambini… il loro linguaggio è puro e in fase di sviluppo, perciò veramente libero :)

Anche da mia figlia ho avuto grandi soddisfazioni in termini di invenzioni poetiche :asd:

Grazie per il pensiero e alla prossima ;)

 

 

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Ciao, @Nerio.

 

Il bel titolo entra di diritto nell'universo poetico del tuo componimento, e ne dirige il senso. Il "nulla" appartiene al campo semantico del vuoto e della desolazione che dettano legge nella seconda parte della poesia, e si insinua anche nella prima parte - apparentemente gioiosa - arrampicandosi tra i versi.

Abbiamo dunque da un lato sostantivi, verbi e aggettivi che richiamano immagini di morte (con omaggio a certa poesia scapigliata e forse anche ossianica): caduto/precipitare/teschio/sfracellati/

cimitero/fredda/triste/solitaria/morire/buio/vuoto/perduto; dall'altro (più esiguo) lato termini che si raccolgono intorno al tema della gioia serena: tranquillità/silenzio bellissimo/bianca/ bellezza/castello delle fate/tenere/gioco di bambini.

Ma il castello delle fate è finzione e tra le tenere illusioni si insinua la notte.

Pertanto, tutta la poesia è come un viso bellissimo intorno al quale si aggrovigliano rovi mortiferi.

Eppure, nonostante questo, sei riuscito a darle un movimento così armonioso che essa scivola sotto i nostri occhi come seta cangiante. La musica di Beethoven rende struggente ogni cosa. Mi è piaciuto tutto molto.

Sottopongo ora alla tua attenzione due luoghi. Nella strofa 

Così forte, così dolce
da bruciare tutta l'anima
e le mie parole consumare
l'essenza del desiderio

non mi è chiara la costruzione sintattica degli ultimi due versi: mi sfugge la funzione logica di "essenza del desiderio".

Riguardo al verso successivo,

Adesso, eclisso,

ho pensato che sarebbe meglio inserire il "mi" con funzione riflessiva, altrimenti il verbo, usato transitivamente, manca dell'oggetto.

 

Grazie e un saluto.

 

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@Ippolita2018 Adesso, eclisso per me è una delle parti migliori, subito dopo il cambio di direzione in 'dall'altra parte'. L'ho riletta parecchie volte senza neanche accorgermi che mancava il 'mi'. Mi ci sono così affezionata che mi parrebbe di troppo, il fatto di essere monco ha un suo perché.

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Ciao @Nerio è una lirica meravigliosa, intensa, resa ancor meglio dal "sonata al chiaro di luna" di Beethoven, brano immortale, che l'accompagna o ispirata(?). Hai una capacità incredibile di dare peso e corpo ai tuoi versi e una bellezza fuori dal comune, mai scomposta o esagerata. Non ti si vede spesso in questa veste, ma quando lo fai, entri col botto 😊! Che dirti? Bravo, veramente bravo. 

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@Nerio che bella! La musica è perfetta, leggendo e ascoltando sembra di cadere in un pozzo e di ritrovarsi in una realtà parallela con un'atmosfera tutta sua, di respirare un'aria diversa, non di questo Mondo. Allo stesso tempo però questi versi

Il 6/2/2019 alle 10:58, Nerio ha detto:

e il castello delle fate solo finzione 
e tu non ci saresti andata a vivere mai

ricordano bruscamente che si sta parlando di qualcosa realmente accaduto, anche se trasfigurato in un'atmosfera onirica.

 

Mi piace un sacco anche la cosa di spezzare il testo prima a sinistra, poi a destra e di nuovo a sinistra, così segui anche visivamente il contenuto. Ho solo una domanda: con quale criterio hai scelto di scrivere alcune parti in corsivo?

 

Comunque le parti che mi hanno colpito di più sono queste:

Il 6/2/2019 alle 10:58, Nerio ha detto:

e la notte che sbatteva fra noi,
coi tuoi capelli accarezzare il viso immobile
e le parole pronunciate, abbandonate sui cuscini.

  
Ci sono caduto, lo sai, 
ma non me ne pento.
Anche precipitare è una parte del volo,
come il teschio una parte del tuo sorriso.

 

e quando poi all'improvviso sei scartato dall'altro lato scrivendo "dall'altra parte", un vero colpo di scena!

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Ciao :) dubito che un mio commento possa esserti utile, stando a quanto letto, ma in mia difesa posso dir d'essere generosa, distribuisco simpatiche sciocchezze. 

 

I primi pensieri dopo la lettura del componimento son stati: che classe, che eleganza, che quiete. L'accompagnamento musicale l'ho trovato interessante, tra il rilassante e lo stimolante, un po' quel senso di contemplazione in un ambiente silenzioso, apparentemente vuoto, che in realtà soli non si è mai nemmeno nella stessa solitudine. Il procedere, le parole, i versi, m'è parso quasi un cammino da seduti, sulla sabbia con dinanzi il mare, un po' come fossimo onde oscillanti su noi stessi con la luce fioca della luna a immortalare l'immobilità di un ricordo. La presenza più pressante è l'assenza, ho pensato, non appena incontrato l'abbraccio perduto che nomini alla fine, dopo un gioco di riflessi, il passato nel presente, il cadere, per certi versi m'è parso quasi un morire, passar dall'altro lato con una pelle più fredda, un distacco, con la consapevolezza che la bellezza è bella nel culmine solo poco prima di perire. 

 

Il ‎06‎/‎02‎/‎2019 alle 10:58, Nerio ha detto:

Ci sono caduto, lo sai, 
ma non me ne pento.
Anche precipitare è una parte del volo,
come il teschio una parte del tuo sorriso.

 

soprattutto gli ultimi due versi, hanno preso possesso della mia attenzione, è stato difficile staccarsi per proseguire, ma direi proprio ne sia valsa la pena.

 

Forse quel che maggiormente m'ha stupita è stata l'atmosfera, legava i versi in modo assolutamente morbido, armonico, che mi sono sentita serena ed emozionata nel scorgere lineamenti d'uno scheletro, piuttosto macabro, me ne rendo conto, ma così è stato per me. Hai utilizzato immagini estremamente efficaci, come fossero una favola da appesantire, una durezza esterna abbellita dagli occhi, m'ha suscitato una sensazione che provo spesso nell'osservare qualcosa chiedendomi quanto valga il rapporto tra ciò che vedo e ciò che si lascia vedere e ancora ciò che io cerco o spero di trovare. L'illusione talvolta è così sottile, al pari del gelo che uno sguardo può guadagnare, dopo uno scontro, ad esempio, con l'aridità. Anche se sarebbe pur interessante aprirsi all'idea dell'aspetto che possa essere bello, la bellezza esiste o s'incontra? 

 

Il ‎06‎/‎02‎/‎2019 alle 10:58, Nerio ha detto:

Brillava la luna e io 
pure ho brillato.


Così forte, così dolce
da bruciare tutta l'anima
e le mie parole consumare
l'essenza del desiderio.

 

Adesso, eclisso.

 

anche questo momento ho apprezzato, brillare tanto da consumare l'essenza del desiderio: eclissarsi, andare via, a passo lento, a parole espresse in un silenzio bellissimo, in un cimitero bellissimo. Ed è ancora quiete, così ferma, ma senza che ti manchi il respiro. Sempre, ovviamente, per me. 

 

Infine, par quasi rimanere nel contesto, in ciò che hai creato senza di te, come se tu poeta te ne andassi e io, invece, rimanessi lì a contemplare un retrogusto amaro, ma la luna brilla e il mare spalanca un bellissimo silenzio. Complimenti, e mi scuso per questo parere un po' visionario e strano, o magari totalmente fuori strada, tendo a fondermi durante la lettura se questa lo permette. E saggiamente non ho riletto il mio dire. 

 

Un saluto. 

 

 

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@Ippolita2018 carissima, grazie infinite per la lettura e per i commenti. Così profondi, così sapienti.

Credo di essermi infatuato del termine 'rovi mortiferi' che hai casualmente regalato nel tuo commento :)

Passo certamente a rispondere ai tuoi dubbi:

Il ‎07‎/‎02‎/‎2019 alle 22:48, Ippolita2018 ha detto:

non mi è chiara la costruzione sintattica degli ultimi due versi: mi sfugge la funzione logica di "essenza del desiderio"

 

Quello che volevo dire è che certe emozioni sono così intensi da non risparmiare niente e nessuno (così forte, così dolce…).

Capita magari di provare dei sentimenti così intensi e terribili che dopo un po' è la nostra mente stessa a spegnere i recettori del dolore e del piacere. Una sorta di meccanismo di sicurezza...

Nello stesso modo credo che funzioni con le parole: si cerca di spiegare, di razionalizzare così allungo qualcosa, che alla fine le spiegazioni stesse annebbino il mistero e la bellezza di quella cosa.

A forza di razionalizzare, l'amore non è che una cosa piccola e sporca. Reazioni biochimiche nelle nostre sinapsi, molto spesso imprecise, troppo spesso indefinibili.

Ecco, più o meno questo era il senso di:

 

Il ‎07‎/‎02‎/‎2019 alle 22:48, Ippolita2018 ha detto:

Così forte, così dolce
da bruciare tutta l'anima
e le mie parole consumare
l'essenza del desiderio

 

Riguardo a questo punto invece:

 

Il ‎07‎/‎02‎/‎2019 alle 22:48, Ippolita2018 ha detto:

Adesso, eclisso,

Si, è vero: non ha senso :asd:

Ed era esattamente quello che volevo ottenere. Se scrivessi 'mi' eclisso limiterei l'effetto dell'occlusione al solo me stesso. Io mi eclisso: io scompaio. Invece volevo essere esagerato, tirare l'iperbole davvero oltre… 

Io eclisso: sono un corpo celeste capace di occludere la luce :super:

Si, lo so: nessun uomo è un'isola, dunque nessun uomo è un pianeta (e nemmeno un satellite).

Però è questo quello che si prova, quando si finisce per dimenticare i limiti del sé con il resto del mondo. E il dolore, alle volte, fa questo triste effetto.

 

Grazie ancora per la lettura e un grosso abbraccio di luna piena ;)

 

 

 

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@Elisa Audino grazie mille per la lettura e il commento :D

"Eclisso" senza "mi" voleva proprio essere un'esagerazione in grande stile. Mi chiedevo se avrebbe disturbato o interessato. Sono felice di sapere che a te abbia sortito il secondo dei due effetti ;)

Alla prossima!

 

@millika ah ah ah

ho tipo chiuso il WD, girato da un'altra parte e quasi sotterrato xD:arrossire:

Grazie per le bellissime parole, per i così bei complimenti. Ho appena scoperto di non essere in grado di reggerli… davvero: le critiche e gli insulti mi motivano a bestia, mi fanno vere fuori la bestia. I complimenti mi annientano :P

Sono fatto strano… comunque GRAZIE mille. Devo dire che è da un po' che non scrivevo ed è anche da un po' che non ti ritrovavo in Poesia. Adesso vado a scovare una tua poesia più recente e me la leggo. Così mi vendico anche io, subissandoti di complimenti :trollface:

Grazie ancora, cara! A prestissimo ;)

 

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@dirk cara ben ritrovata :)

Il ‎08‎/‎02‎/‎2019 alle 20:13, dirk ha detto:

Ho solo una domanda: con quale criterio hai scelto di scrivere alcune parti in corsivo?

In realtà è un piccolo vezzo, del tutto trascurabile al fine della lettura della poesia.

Il corsivo indica esplicitamente il ricordo. O per lo meno ciò che è precisamente e compuntamente passato.

Appunto, un vezzo trascurabile :)

 

Grazie per le belle parole e l'apprezzamento.

Devo essere onesto, l'idea del formatting è venuta dopo, una volta scritta e messa sul forum.

La parte viva e 'cruda' è il solo flusso di coscienza. Fra l'altro non l'ho nemmeno editata, ma l'ho buttata lì senza filtri. Per la poesia mi reputo decisamente più anarchico del solito :asd:

 

Grazie ancora e alla prossima ;)

 

 

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Il ‎10‎/‎02‎/‎2019 alle 19:08, Dark Smile ha detto:

Ciao :) dubito che un mio commento possa esserti utile, stando a quanto letto, ma in mia difesa posso dir d'essere generosa, distribuisco simpatiche sciocchezze.

No, assolutamente no.

Ogni commento per me è prezioso. Poi sono una capra che non riesce a rispondere sempre :asd:

Ma credimi: fa sempre stra-piacere e lo considero sempre il dono più bello che si possa fare su questo forum ;)

 

Il ‎10‎/‎02‎/‎2019 alle 19:08, Dark Smile ha detto:

Il procedere, le parole, i versi, m'è parso quasi un cammino da seduti, sulla sabbia con dinanzi il mare, un po' come fossimo onde oscillanti su noi stessi con la luce fioca della luna a immortalare l'immobilità di un ricordo

Ecco.

QUESTO pezzo del commento è pura poesia :brillasguardo:

 

Il ‎10‎/‎02‎/‎2019 alle 19:08, Dark Smile ha detto:

nel scorgere lineamenti d'uno scheletro, piuttosto macabro, me ne rendo conto, ma così è stato per me

Ecco, non sei la prima che lo nota. Il buon @Anglares ha avuto un'impressione analoga e si, devo riconoscerlo alla fine. Ho certamente una qualche vena torbida, affascinata dall'orrido. Ma ti prego di considerarla nel senso più ampio possibile del termine. Dopo tutto la realtà non ha compartimenti stagni e l'orribile e il meraviglioso coesistono spesso a pochi concetti di distanza. In questo poema c'è un che di sepolcrale, ma principalmente perché percepisco gli eventi di cui parlo come 'seppelliti da lungo tempo'.

 

Il ‎10‎/‎02‎/‎2019 alle 19:08, Dark Smile ha detto:

Complimenti, e mi scuso per questo parere un po' visionario e strano, o magari totalmente fuori strada, tendo a fondermi durante la lettura se questa lo permette.

No, grazie a te.

Ancora una volta: ogni commento è prezioso. Poi magari sono io che non ho sempre il tempo e la capacità di rispondere e ringraziare.

Mi hai fatto un regalo bellissimo, davvero ;)

E per contraccambiare, adesso vado a scovare una tua poesia che non ho già commentato :D

 

A presto! ;)

 

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6 ore fa, Nerio ha detto:

Il buon @Anglares ha avuto un'impressione analoga e si, devo riconoscerlo alla fine. Ho certamente una qualche vena torbida, affascinata dall'orrido. Ma ti prego di considerarla nel senso più ampio possibile del termine. Dopo tutto la realtà non ha compartimenti stagni e l'orribile e il meraviglioso coesistono spesso a pochi concetti di distanza. In questo poema c'è un che di sepolcrale, ma principalmente perché percepisco gli eventi di cui parlo come 'seppelliti da lungo tempo'.

 

Mi sono resa conto troppo tardi, ho l'abitudine di commentare e poi dare una sbirciata ai commenti, forse dovrei far il contrario onde evitare "ripetitività", chiedo venia @Anglares a quanto pare abbiam rivolto sguardo simile in tal aspetto. 

Beh, l'orrido direi si senta, ma nella sfumatura macabra e malinconica non mi spiace, anzi, so apprezzarla. Inoltre sono affezionata al tema del ricordo, lo ritrovo spesso anche senza chiamarlo. Purtroppo e per fortuna. E uhm quel sepolcrale mette piuttosto ansia, ma comprendo. 

Un saluto. 

 

 

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Caro @Nerio,

 

torno alla tua bella poesia, e ti ringrazio della risposta. Ti fa piacere se rileggiamo insieme la strofa di cui ti domandavo, così ti spiego il motivo della mia perplessità? 

 

Brillava la luna e io 
pure ho brillato.


Così forte, così dolce
da bruciare tutta l'anima
e le mie parole consumare
l'essenza del desiderio.

 

Vado con la parafrasi: la luna brillava, e io pure ho brillato, in modo tale (forte e dolce) da bruciare tutta l'anima... e? con le parole? attraverso le parole? È qui che non capivo: siamo in una consecutiva, "bruciare" e "consumare" stanno sullo stesso piano, "io" è il soggetto; "l'anima" e "l'essenza del desiderio" sono i due complementi oggetto. Poi ho realizzato che hai usato "le mie parole" come secondo soggetto della consecutiva: siccome la poesia nel suo complesso è piana e lineare, non mi aspettavo questa ruvidità, che nella rilettura sto invece apprezzando.

Riguardo a "eclisso", do assoluta ragione a te e a @Elisa Audino: il "mi" riflessivo è limitante. Ho inoltre individuato il complemento oggetto nelle due strofe seguenti, e il senso si è amplificato. Come tu spieghi, sei "un corpo celeste capace di occludere la luce": la bellezza non si vede più perché tu la veli, e il cielo è buio. Nulla è più visibile al di fuori, ma solo dentro l'anima:

 

Adesso, eclisso.


Non più bellezza vado cercando
da quando ho capito com'è triste
com'è solitaria
la rosa che si schiude

solo prima di morire. 

 

Nel cielo buio
senza stelle ho imparato
a riconoscere un oceano vasto, sconfinato.
E nel suo vuoto

la profondità del tuo abbraccio.

 

Ti ringrazio, e ti saluto.

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@Ippolita2018no, grazie a te :arrossire:

Mi hai aiutato a vedere in modo completamente diverso i miei versi. 

Hai ragione: lo stacco fra il brillare e le parole è troppo netto. Posso e devo ripensare il passaggio, a giovamento della lettura complessiva. 

Grazie ancora per la pazienza di leggere e commentare così approfonditamente. 

Il minimo che possa fare ora è andare a leggere e commentare una delle tue opere. 

Ancora grazie 

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Ciao @Nerio :)

non ho letto le opinioni degli altri, lo farò dopo aver dato la mia per non lasciarmi suggestionare. Digito i tasti mentre le note mi accompagnano, sembra di rincorrere la musica che fugge mentre il pensiero è già andato, troppo veloce da scrivere, rimane solo un' istantanea. Questo il mio commento, altro non è che la sensazione che ho avuto leggendo la tua poesia. Il tempo che passa, l'immaturità di un periodo, la realizzazione che non sarà. Il tutto rimane nelle cose assaporate e viste insieme: la Luna. C'è. C'è stato l'amore e c'è ancora nel ricordi. Non c'è risentimento, metti "teschio"  e parli di sorriso. Brillava ed io ho brillato. C'è consapovelezza di aver perso un amore che nel ricordarlo si fa ancora più dolce. incisivo il finale, il vuoto è solo astratto ma legandolo all'abbraccio si rende corpo, rimarcando una duplice mancanza che diventa ancora più sofferta.Bello il perduto, va a coincidere con le doppie note del piano Tan tan, segnano una fine che lascia qualcosa: i brividi.

 

Il 6/2/2019 alle 10:58, Nerio ha detto:

E nel suo vuoto

la profondità del tuo abbraccio

l'ho letta dando una pausa tra i due versi :)

Bella poesia, davvero.

Ciao :)

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Carissima @Lauram

grazie infinitamente per la lettura e l'apprezzamento.

Hai delineato chiaramente il vissuto sottointeso e hai usato delle parole illuminanti, belle :)

Grazie

 

Fra l'altro mi avevi mandato anche un'utilissimo review su un mio racconto in Narrativa che ho trovato utilissimo, ma non ho ancora trovato il tempo per rispondere :facepalm:

Grazie per tutto eh ;)

 

A breve passerò a leggere e commentare la tua bellissima 'Sola'.

Grazie e alla prossima emozione :D

 

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