Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Belfagor

[MI121] L’arte della scoperta.

Post raccomandati

commento

Traccia di Mezzogiorno - Il velo di Maja 

 

Pochi uomini hanno visto oltre. La vera e pura dimensione è preclusa ai più, e quel velo che ne impedisce la conoscenza è, in realtà, l’unica salvezza per l’umanità.

Pochi eletti hanno intrapreso il cammino senza ritorno della purificazione, uomini di talento e di forza superiore. E quando questo è successo grazie alla febbre per l’arte, essi hanno donato il meglio di se stessi al mondo intero, e il mondo intero gioirà delle loro opere per l’eternità.

 

Auvers, luglio 1890.

Manca poco al crepuscolo. I corvi stanno per tornare ai loro nidi, il giallo del grano perde lucentezza e il cielo si carica di un blu corposo. Ma questa istantanea svela altro agli occhi

ormai puri e sensibili del genio.

Negli ultimi anni, il percorso di ricerca e affinamento della sua arte lo aveva portato a un grado così elevato di sensibilità, da aprirgli una nuova visione della vita. E così si erano presentate le prime avvisaglie di un mondo sconosciuto che si voleva mostrare ai suoi occhi, e lui aveva cominciato a credere di essere pazzo. Poi, da semplici flash, quelle manifestazioni avevano acquisito via via maggiore chiarezza, fino a divenire vere e proprie rivelazioni, dirompenti come un’esplosione, un nuovo big bang.

Come è successo adesso.

Si ferma a osservare per l’ultima volta la natura davanti ai suoi occhi, incredulo di ciò che ha scoperto.

No, non sono pazzo, ripete prima tra se. Poi lo urla al cielo e alla campagna, cadendo in ginocchio sulle zolle riarse dal sole. Il respiro diventa affannoso, l’odore dell’essenza di trementina gli punge le narici, e il sudore gli imperla la fronte. Sa che non potrà raccontare il viaggio che ha fatto, parlare dei posti che ha visitato, di come sono nella realtà l’amore e l’odio, che il dolore è necessario, che la morte e la vita non esistono, che la pazzia non esiste.

Vincent sa che è inutile continuare: c’è qualcosa di immenso oltre quel velo, qualcosa che la mente umana non è ancora pronta a recepire.

Si volta a guardare la tela che ha appena finito di dipingere: lì c’è il racconto della sua vita. Quel tratturo tortuoso che si insinua tra le spighe gialle, perdendosi sulla linea dell’orizzonte. Il cielo di un blu opprimente, che sembra ammantare ogni cosa. E infine il volo liberatorio degli uccelli, le ali in lutto spiegate verso l’unica via di salvezza: la fine della vita terrena.

Si bagna il pollice con la saliva e si segna la fronte con una X, a suggellare la fine del suo doloroso cammino di scoperta.

Le mani nelle tasche della giacca adesso stringono gli ultimi due atti della sua breve e intensa vita: una lettera per l’amato fratello Theo che non finirà di scrivere, e una pistola.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
10 minuti fa, Belfagor ha detto:

svela altro agli occhi

ormai puri e sensibili del genio.

Fatto apposta o manca qualcosa?

Ciao @Belfagor bella l'idea di scrivere del pittore attraverso l'ultimo quadro e immaginarsi cosa potesse passargli per la mente. A rileggerti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
17 ore fa, Belfagor ha detto:

ripete prima tra se.

Refuso: sé

 

Mi è piaciuta molto la tua interpretazione del tema.

 

Ho solo una riserva stilistica su alcuni termini che trovo completamente fuori registro, dal momento che hai narrato al presente (cosa che condivido: conferisce la giusta drammaticità e avvicina efficacemente il lettore), facendo coincidere il tempo della narrazione con quello della storia:

17 ore fa, Belfagor ha detto:

Ma questa istantanea svela altro agli occhi 

 

17 ore fa, Belfagor ha detto:

Poi, da semplici flash,

 

17 ore fa, Belfagor ha detto:

un nuovo big bang.

 

Sono tre termini troppo moderni, troppo caratterizzanti la seconda metà del ventesimo secolo.

Vero che l'invenzione della fotografia e l'uso del flash sono più o meno contemporanei (forse addirittura antecendenti) alla vita e all'opera di Van Gogh, però l'uso dei termini come metafore mi pare di poter dire che sono di molto successivi.

Vero è, anche, che il narratore onnisciente può fare ciò che gli pare ;) .

Personalmente, però, li trovo dissonanti: avrei preferito leggere termini diversi.

 

A rileggerti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie @Ernest per il commento.

20 ore fa, Ernest ha detto:
21 ore fa, Belfagor ha detto:

svela altro agli occhi

ormai puri e sensibili del genio.

Fatto apposta o manca qualcosa?

No, non è fatto apposta. Nel copia/incolla ha preso una interlinea, ma la frase doveva essere continua.

 

@Ivana Librici Grazie tante per il tuo apprezzamento.

 

@queffe Hai perfettamente ragione. A me si era accesa una lucetta di allarme quando ho scritto del big bang, ma poi l'ho spenta e sono andato avanti:D

Grazie per le belle parole e per i consigli.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Belfagor. È la prima volta che ti leggo (manco ai MI da un po', non ti avevo mai incrociato, vedo però ora dal tuo profilo che ti sei riattivato da poco e quando eri attivo non ero ancora iscritta :) ), però sono rimasta piacevolmente sorpresa dallo stile e dalla magia che mi hanno regalato le tue parole. Mi è sembrato di essere catapultata in un mondo antico. A parte qualche parola moderna, che ho sorvolato perché appunto rapita dalla storia, il racconto è ben scritto. Con poche pennellate hai delineato non solo l'artista ma anche la sua vita. L'interpretazione della traccia è davvero originale, tra tutte quelle che ho letto finora è quella che più mi ha colpito. Complimenti. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Belfagor,

mi chiedevo,com' è possibile che un genio al culmine della sua potenza creativa volglia uccidersi, si sente solo per poterla condividere con qualcuno? ha visto troppo e implode nel suo stesso io perchè consapevole di non poter trovare altro? Poi ho pensato a van Gogh, e ho smesso di farmi domande. Bella narrazione.

Ciao :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Belfagor Ciao. Bella interpretazione della traccia e ottima esposizione nel breve spazio del brano. Poche ma vivide pennellate (sia prospettive che introspettive) che bastano all'economia del racconto. E forse, l'unico modo di scostare (se non proprio squarciare) il velo di Maya capita, credo, quando l'Arte incontra il Genio.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Belfagor nella prima parte mi domandavo dove volessi andare a parare e poi ho capito. Il secondo pezzo di questo breve racconto mi ha preso e angosciato, mentre nel primo ero forse troppo presa a guardarmi intorno per così dire :-)

una bella lettura, grazie :-)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Belfagor Van Gogh è un'ottima scelta come personaggio dall'improvvisa rivelazione. Mi è piaciuto come hai descritto il mondo dal suo punto di vista, puntando su una forte carica visiva e soprattutto sulla sua visione dei colori.

Trovo che una narrazione in prima persona, più lunga e particolareggiata, sarebbe riuscita meglio nell'intento di fare immedesimare il lettore in questa crisi spirituale. Il mostrare invece più le reazioni esterne, fisiche, del personaggio, secondo me ha soffocato molto la potenzialità espressiva del testo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Belfagor idea molto buona e sono favorevole al contenuto numero di caratteri impiegato. Purtroppo, però, lo stile tende ad anestetizzare l'attenzione del lettore: troppo magniloquente, enfatico. Avrei meglio apprezzato dettagli della vita dell'artista, anziché una descrizione del mondo vista da lui. Capisco però d'altra parte il tentativo di dare una visione convoluta e colorata del mondo filtrato dagli occhi del pittore. Insomma, bisogna trovare un giusto mezzo, che qui non mi è parso di cogliere. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Komorebi

Grazie per il tuo passaggio.

Ho impostato il racconto sulla visione introspettiva del protagonista, anche se scritto in terza persona, proprio perché era mio intendimento spiegare lo svelamento attraverso gli occhi di uno dei più grandi artisti della storia.

Grazie ancora.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×