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Fania Bernardo

la Stella di Giada - Cap 8

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Cap. 7 viewtopic.php?f=25&t=4817

Soprattutto la sua rabbia era rivolta verso sé stessa. “Come ho fatto ad essere così ingenua? Andarmi a fidare dei pirati… sono proprio una dannata stupida.” Pensò, mentre alzando lo sguardo incrociò quello crudele di Shiver che la stava osservando con aria compiaciuta. “Ecco un altro che mi considera allo stesso livello di una pietra preziosa.” E sentì una specie di brivido: era stufa marcia di stare a guardare, voleva prendere in mano la sua vita e non voleva mai più sottostare alle decisioni di altri.

Shiver stava per dirle qualcosa, quando un pirata con indosso solo dei calzoni neri e un fazzoletto rosso si avvicinò. Scarlet riconobbe uno dei due aiutanti di Blade. «Capitano…» l’uomo non riusciva a parlare, concentrato com’era nello sforzo di non ridere, indicò il gruppo degli ufficiali di Duncshire riuniti verso poppa. «Hanno chiesto dei viveri... » e detto questo, Scrub si mise a ridere fin quasi a farsi venire le lacrime.

Shiver non rispose, prese un moschetto da un suo uomo, andò verso il gruppo e puntò . Fece fuoco: un uomo cadde inerme sulla tolda. «Ecco i vostri viveri! » disse calmo. Poi fece un cenno ai suoi uomini e tutti ritornarono sulla Stella con le ultime casse di bottino e gli ostaggi.

Da lì Shiver continuò a guardare gli ufficiali della Indian Queen, rimasti impietriti dal terrore. Si sporse dalla murata, puntando nuovamente il moschetto:«E allora? Vi ho affidato un incarico! Muovete il culo o dove ammazzare qualcun altro? Su, luridi cani bastardi, mettetevi a manovrare o finirete per farci da bersaglio!» Detto questo, la sua ciurma esplose in un’unica risata e si mise ad insultare i poveretti e a minacciarli con i moschetti. Gli uomini, impauriti ed esausti, iniziarono a manovrare, cercando di allontanarsi il più possibile da quella nave infernale.

Cristopher, intanto, stava per portare di sotto Scarlett, mentre altri suoi compari stavano per fare lo stesso con le altre donne.

Fu a quel punto che avvenne qualcosa di inaspettato. «Lasciami! Non toccarmi!» gli gridò Scarlett.

Cristopher la guardò con aria arrogante. «Cosa c’è, ti sei offesa, signora? Sei disperata perché il tuo tentativo di fare un dispetto ai tuoi è andato male?»

Scarlett divenne rossa per l’odio. “Basta, d’ora in avanti non consentirò a nessun altro di calpestarmi. Piuttosto mi faccio ammazzare!” pensò, mentre continuava a guardare fiera e orgogliosa negli occhi del primo ufficiale.

Cristopher, leggendogli la rabbia negli occhi, rincarò la dose: «E poi siamo pari. Sono sicuro che mi stavi mentendo, quando mi hai detto dello smeraldo. Ma come vedi sono un uomo di buon cuore e anche il capitano lo è. Quindi perdoneremo la tua piccola bugia. Vedrai che qui sarai tratta con tutti gli onori che ti spettano.» e le guardò la scollatura, facendole intendere ti che tipo di onori stava parlando.

Scarlett sfoggiò un sorriso di sfida. Si sentiva sicura di sé e forte, come mai in vita sua. Dalla prima notte di nozze, in lei si era risvegliata un’energia travolgente: quella dell’odio per troppo tempo nascosto. «Finiscila di fare il gradasso!Non mi spaventi!» gli urlò. «Non avevi quella faccia spavalda quando avevi paura che ti denunciassi. Ti ho visto sai con che occhi mi guardavi alla festa, sudavi come un bambino davanti alla propria madre, in attesa della punizione! Perché non racconti al capitano che hai rischiato di finire appeso per il collo! E se non è successo è solo perché l’ho voluto io!»

La ciurma si zittì, tutti mollarono quello che stavano facendo per osservare quella donna curiosa, tanto coraggiosa da mettersi ad urlare in testa a un uomo come Cristopher.

Il primo ufficiale aveva gli occhi fuori dalle orbite per l’affronto: «Io non ho paura di nulla! E di sicuro non mi sono fatto spaventare da una ragazzina viziata che si diverte a fare l’eccentrica. Ringrazia solo che ci servi viva, se no a quest’ora faresti compagnia a tuo marito.» sbottò.

«Sei duro d’orecchi, oltre che arrogante! Le minacce non funzionano con me e sai perché? Perché di recente ho subito qualcosa di terribile e a confronto gli insulti di un pirata da strapazzo come te , mi fanno il solletico!» Sorrise, non si era mai sentita così bene. Stava rischiando grosso, ma non voleva fermarsi. Si era trattenuta per troppo tempo.

«Tu sei pazza! Non sai quello che dici! Guarda che ci metto poco a prenderti per i capelli e a fotterti dal di dietro, davanti a tutti!» Cristopher era rosso per la rabbia, mai, da quando era un pirata, qualcuno aveva osato rivolgersi a lui a quel modo. Aveva infilzato uomini per molto meno.

La ciurma, invece,esplose in un boato di approvazione, pronta a godersi lo spettacolo.

«E che stai aspettando allora? Fallo, sempre se ne hai il coraggio!» Scarlett continuava a sfidarlo. Probabilmente lui aveva ragione, era impazzita. Ma la pazzia incominciava a piacerle.

Cristopher imprecò, ormai al limite della sua sopportazione, e portò la mano all’elsa della sciabola: l’avrebbe estratta e avrebbe colpito la donna, infuriato com’era, se il capitano, con un gesto vigoroso, non gli avesse afferrato il braccio.

«Calmati e sta buono.» disse Johnny Shiver, rimasto ad osservare la scena con aria divertita. Cristopher fece un passo indietro e il capitano si piazzò davanti alla ragazza. Nemmeno in quell’occasione lo sguardo di Scarlett mutò e fissò dritto negli occhi johnny Shiver.

«Siete davvero una donna molto particolare, signorina Scarlett. Dovete scusare Cris, ma sapete, non siamo abituati a sentire i nostri ostaggi risponderci, generalmente la gente che ha che fare con noi striscia ai nostri piedi implorando di aver salva la vita, sempre che gli sia rimasto abbastanza fiato in gola per farlo. Comunque, volevo solo ricordarvi una cosa: siete in una gran brutta situazione e nella mia lunga carriera ho imparato molto bene a giocare con i prigionieri senza farli morire. Mi sono spiegato?» disse il capitano, in tono tranquillo e pacato, accarezzando il calcio di una pistola. «Quindi, se fossi in voi, eviterei di far perdere di nuovo la calma a Cris, a me, o a qualcun altro della mia ciurma, altrimenti mi vedrei costretto ad usare trattamenti nei vostri riguardi poco delicati.»

Scarlett abbassò leggermente il capo verso terra, colpita dalla crudeltà di quegli occhi azzurri e dal quel tono così tranquillo, poco adatto alle parole tremende appena pronunciate.

Un piccolo brivido di paura la colpì, facendole mordere il labbro inferiore.

Shiver le voltò le spalle, convinto di averla domata. Aveva già fatto alcuni passi verso poppa, quando Scarlett rialzò i suoi occhi, più grintosa e decisa che mai: «Le torture non mi fanno paura: ho già patito quella peggiore. Voi sapete cosa significa essere costretta a giacere con uomo che odiate, vecchio e flaccido? Avete idea di cosa si provi in quel momento?» ringhiò la donna.

Shiver si fermò, abbozzando un sorrisetto beffardo, prima di girarsi di nuovo verso di lei ed incontrare quegli occhi ambrati che ardevano di rabbia e determinazione. «Immagino che sia una cosa alquanto spiacevole.»

Scarlett fece qualche passo verso di lui.«Di più, è orribile e terrificante e sapete perché? Perché voi siete lì, incapace di impedire lo scempio che i vostri genitori hanno deciso per voi, solo in cambio di ricchezza, fregandosene altamente dei vostri sentimenti. E allora soffrite in silenzio, mentre lui è sopra di voi che vi tocca, vi stringe, vi devasta e vi picchia persino, e voi diventate sempre più consapevole che sarà così per tutta la vita. Fingerete di essere felice, di amare quell’uomo, di essere orgogliosa dei figli che nasceranno, ma in realtà dentro di voi non desiderate altro che la morte. Ho vissuto vent’anni fra gente falsa ed arrogante. Ho imparato a mentire, a seppellire nel profondo del mio essere tutte le mie emozioni. Vi chiedo: è vita, questa? No, non lo è, per questo che non ho paura di voi. Ormai perfino la morte mi sembra un’alternativa migliore alla mia vita. » Quella di Scarlett era una vera e propria richiesta di aiuto.

Johnny Shiver non rispose, continuò a scrutarla immobile, poi le voltò di nuovo le spalle e si avvicinò a Cristopher: «Sbattila in cella.» gli ordinò secco.

Il primo ufficiale, che aveva ormai calmato la sua rabbia, afferrò Scarlett per un braccio e la strattonò a forza verso un boccaporto che si apriva vicino all'albero maestro. Lo stesso fecero alcuni suoi compagni con le domestiche, non mancando di infilare le mani grezze e callose dentro alle scollature e sotto le gonne delle povere ragazze, che urlavano disperate.

La stretta scala di legno era difficile da percorrere con l'ingombrante vestito che Scarlett indossava, e lei cercava di mantenere l'equilibrio. Scesero sotto coperta, attraversando il piano dove erano sistemati gli altri venti cannoni della nave. Un numero impressionante di amache era disposto in file verticali di tre. Stracci vecchi, bottiglie di peltro vuote, barilotti, sacchi e bauli erano sparsi ovunque. L'umidità era tangibile e l'odore di sudore, mischiato a quello della polvere da sparo e del rum, toglieva il respiro.

I boccaporti dei cannoni erano chiusi, e piccole lampade schermate appese al soffitto a intervalli regolari, costituivano l'unica illuminazione. Pirati sudati correvano qua e là, sghignazzando alla vista delle prigioniere.

Ci fu una seconda scala da scendere, ancora più stretta e scivolosa della prima e arrivarono nella stiva. Lì non esisteva nulla che assomigliasse ad una finestra. Il buio era quasi totale, fatta eccezione per due lampade che illuminavano numerosi botti e casse impilate l'una sopra l'altra. Respirare era impossibile: l'aria era colma dell'odore di catrame con cui veniva carenato lo scafo.

In fondo alla stiva c'erano tre piccole celle, con sbarre di ferro: Cristopher ne aprì una e gettò Scarlett all'interno.

Lo stesso fecero i suoi compari con le domestiche. I pirati iniziarono a tirar su le sottane delle donne, quando Cristopher li fermò: «Imbecilli, che cazzo fate! Non avete tempo per mettervi a giocare! Filate di spora,potrete divertirvi a terra con loro!»

I pirati obbedirono, lasciando le domestiche in lacrime e semi svenute.

Scarlett, assistendo alla scena, fu grata di aver convinto la madre a non far partire Jane, le aveva detto che non era contenta di lei. Meglio il rischio di un licenziamento che venir rapita dai pirati.

Uno delle donne prese coraggio e si avvicinò, attraverso le sbarre, al primo ufficiale. «Voi, maledetto impostore!»

«Tornatene buona al tuo posto.» sbottò lui.

«Maledetto, spero che il diavolo vi porti con sè!» continuò la donna.

L’uomo sorrise maligno e si avvicinò alla sbarra, allungò una mano per afferrare la donna, costringendole il viso contro il ferro della grata. «Fate attenzione: potrei cambiare idea e richiamare i miei compagni di sotto!» minacciò, prima di lasciarla andare, facendola cadere a terra.

La ragazza tremò visibilmente e non proferì altra parola.

«Per quanto riguarda te, cara signorina Scarlett, rimani qui buona e tranquilla a riflettere sulle prossime parole che dirai al capitano. Non credo che tollererebbe oltre le tue chiacchiere e non è certo l’uomo migliore a cui far perdere la pazienza. »

Scarlett, appoggiata di schiena alla parete della cella e con le braccia incrociate, lo guardò con aria di sfida: «Non mi è parso che il capitano fosse innervosito dalle mie parole.» rispose, avvicinandosi alle sbarre. «Quello che se l’è presa eccessivamente sei stato tu, signor Blade.» aggiunse calma. Cristopher si morse la lingua per evitare di ucciderla e se ne tornò in coperta senza aggiungere altro.

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appena shiver uccide il tipo per farlo diventare cibo, parla troppo. ecco il vostro cibo è sufficiente, spieitato e crudele...ogni parola in più lo rende una persona qualunque...

sinceramente, i dialoghi non mi sono piaciuti. non intendo per contenuti, ma per modi. troppo lunghi e inverosimili in quelle situazioni. prova a spezzarli, magari descrivendo qualche gesto, lei che osa fare un passo verso il capitano, cose del genere, insomma...

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Da lì Shiver continuò a guardare gli ufficiali della Indian Queen, rimasti impalati dal terrore.

Impalati lo sostituirei con impietriti, mi ricorda troppo Vlad Tepes e poi con i pirati non è uno scherzo usare quella parola.

Cristopher la guardò con aria arrogante. «Cosa c’è, ti sei offesa, signorina? Sei disperata perché il tuo tentativo di fare un dispetto ai tuoi è andato male?»

Scarlett divenne rossa per l’odio. “Basta, nessuno mi metterà mai più i piedi in testa! Piuttosto mi faccio ammazzare!”

Scarlett, anche se per poco e Chris l'ha conosciuta tale, Scarlett è signora ormai. chiamarla signora ci sarebbe anche più distacco poiché è quello che ci vuoi mettere a quanto leggo.

mai più suona malino, basta più, oppure una frase tipo.: non consentirò a nessuno altro di calpestarmi... e comunque stona un poco con l'indole di Scarlett mostrata sin qui, è vero ha subito e ribellata fin dove ha potuto per poi essere sottomessa, ma insomma... più forza a quella presa di posizione. tanto più che dopo lo accentui così.

Scarlett sfoggiò un sorriso di sfida. Si sentiva sicura di sé e forte, come mai in vita sua. Dalla prima notte di nozze, in lei si era risvegliata un’energia travolgente: quella dell’odio per troppo tempo nascosto.

Ti ho visto sai con che occhi mi guardavi alla festa, sudavi come un bambino davanti alla madre, in attesa della punizione! Perché non racconti al capitano che hai rischiato di finire appeso come un salame!

alla propria madre - cancella come un salame, manco so se ci fossero ai caraibi.

La ciurma si zittì, tutti mollarono quello che stavano facendo per osservare quella dona curiosa, tanto coraggiosa da mettersi ad urlare in testa ad un uomo come Cristopher.

Battitura, donna.

Ho letto spesso che usi le d eufoniche, libero arbitrio come si sostiene, ma per sarebbe meglio senza.

Furono all'ultimo piano, quello della stiva.

Scritta così è come se fossero saliti, certo si dice che si scende, ma la cambierei con qualcos'altro.

In fondo alla stiva c'erano tre piccole celle, con sbarre di ferro: Cristopher ne aprì una e gettò Scarlett all'interno.

Lo stesso fecero i suoi compari con le domestiche. I pirati iniziarono a tirar su le sottane delle donne, quando Cristopher li fermò:

«Imbecilli, che cazzo fate! Non avete tempo per mettervi a giocare con loro! Filate di spora, chissà, magari potrete divertirvi con loro a terra!»

La rivedrei perché alla fine perde di autorità Chris, basta togliere chissà e magari e invertire a terra con loro.

Non ho visto altro e se ci fosse mi è sfuggito. Bello anche questo, continua...

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Grazie, Greg, grazie Ronin come la solito.

@Greg: ok, rivedrò i dialoghi icon_smile.gif (intanto asciugo una lacrima per averti deluso... icon_sad.gif e che ci lavoro al momento sulle modifiche e ogni tanto sparo qualche castronata ne sono consapevole, ma non posterei qui se no icon_cheesygrin.gif ) comunque ho dato una risistemata veloce icon_arrowu.gif

@ Ronin grazie per le segnalazioni, come vedi non scherzo con gli errori di battitura. icon_cheesygrin.gif utili anche le cose che mi hai segnalato.

Sì, sulla presa di posizione hai ragione, dovrei sottolineare di più la cosa, anche se nei prossimi capitoli tornerò sul fatto. L'idea è quella di far tirare fuori la grinta a Scarlett.

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fania, siamo qui per questo...se può tornare comodo quello che dico sono felice...sappi che mi aspetto di essere invitato al buffet della tua prima pubblicazione!!!

ma la storia mi piace perchè non so a cosa vuoi andare a parare, quindi crei curiosità, cosa molto importante :-)

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Ah, guarda come Ronin ti prometto copia autografata e l'invito al buffet è assicurato. ( ma si sognare non costa nulla icon_cheesygrin.gif )

sono contenta che la storia ti faccia questo effetto. Sto' lavorando al nove, ma mi sa che lo posto domattina!

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Finiscila di fare il gradasso

Lo trovo un po’ tieido come insulto…

Guarda che ci metto poco a prenderti per i capelli e a fotterti dal di dietro, davanti a tutti!

Ok, gli serve viva, ma prima di arrivare a questo punto io, fossi stata Cristopher, le avevo già mollato due schiaffoni da metterla a tacere per giorni.

Le torture non mi fanno paura: ho già patito quella peggiore. Voi sapete cosa significa essere costretta a giacere con uomo che odiate, vecchio e flaccido?

Non mi convince. Intanto perché comunque raccontare questa cosa ai pirati può solo portare scherno, Scarlett non può non rendersene conto. E poi perché, per quanto disgustoso sia, credo che i pirati siano avvezzi a torture ben peggiori, considerando anche che Scarlett l’ha fatto una volta sola.

Scarlett fece qualche passo verso di lui.

Ma non c’era un pirata che la teneva?

e voi diventate sempre più consapevole che sarà così per tutta la vita.

Ma lei sapeva che sarebbe stato per una notte sola…

potrete divertirvi a terra con loro!

Perché a terra? Dura così poco il viaggio?

I dialoghi della prima parte di questo capitolo non mi convincono. Tutti parlano troppo, soprattutto Scarlett: va bene che non era felice, ma l'alternativa è essere rapita dai pirati di cui non conosce le intenzioni. Un po' troppo per preferirla alla sua vita precedente. inoltre, la descrizione del ribrezzo per il marito non è male, ma non la metterei lì: fagliela confidare a una donna, oppure a Cristopher ma prima che arrivino i pirati. In quel frangente è poco verosimile.

Nel complesso, però, viene sempre la voglia di leggere la pagina dopo.

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Ospite
Muovete il culo o dove

occhi johnny Shiver.

Errori di battuta

Cristopher

Cris

Christopher, Chris credo sia la grafia più usuale.

Quella di Scarlett era una vera e propria richiesta di aiuto.

Frase inutile.

del rum,

Finalmente!

colma dell'odore di catrame con cui veniva carenato lo scafo

Sei sicura del verbo carenare? Direi impermeabilizzare.

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