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Walter D.

Un secondo "giro" è utile o altro tempo sprecato?

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A distanza di 6/12 mesi può essere utile inviare di nuovo il materiale all'editore che non ha avuto neppure la decenza di impostare una risposta automatica relativa alla ricezione?  Ritenete che sia il caso contattarlo anche per nuovi manoscritti o lo depennate dalla vostra lista? D'accordo che ogni romanzo è una storia a sé e quindi un lavoro può non essere gradito  e il successivo sì, però se continuano a non rispondere è come se non esistessero. Saluti.

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5 ore fa, Walter D. ha detto:

A distanza di 6/12 mesi può essere utile inviare di nuovo il materiale all'editore che non ha avuto neppure la decenza di impostare una risposta automatica relativa alla ricezione?  Ritenete che sia il caso contattarlo anche per nuovi manoscritti o lo depennate dalla vostra lista? D'accordo che ogni romanzo è una storia a sé e quindi un lavoro può non essere gradito  e il successivo sì, però se continuano a non rispondere è come se non esistessero. Saluti.

Inviare un nuovo lavoro può essere utile, se il primo non rientrava nella linea editoriale e/o nei gusti della redazione magari il secondo sì. Assolutamente no reinviare la stessa proposta :facepalm:

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Il 18/1/2019 alle 20:40, Riccardo-Spartaco ha detto:

Inviare un nuovo lavoro può essere utile, se il primo non rientrava nella linea editoriale e/o nei gusti della redazione magari il secondo sì. Assolutamente no reinviare la stessa proposta :facepalm:

 

Concordo.

Però, ora che ci penso, mi sorge una curiosità. A distanza di molti mesi o addirittura di anni, pensate che un editore si ricordi del testo già letto? (Se non è piaciuto la prima volta, può darsi che non piacerà neanche la seconda, ma magari il testo è stato rivisto.)

E nel caso di più addetti ai lavori?

Oppure effettuano una ricerca sulla mail del mittente per controllare le proposte precedenti?

 

Io non spedirei mai lo stesso manoscritto più volte, però il dubbio che possa funzionare mi è venuto.

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1 ora fa, Busca ha detto:

 

Oppure effettuano una ricerca sulla mail del mittente per controllare le proposte precedenti?

 

Io non spedirei mai lo stesso manoscritto più volte, però il dubbio che possa funzionare mi è venuto.

 

Scartare un romanzo è relativamente semplice: poche righe, neanche tutto l'incipit e, se l'autore non "batte" bene, si capisce subito.

Se invece l'esame si approfondisce, qualora lo si scarti i motivi sono altri: ad esempio la linea editoriale o altre considerazioni sulla commerciabilità. 

Nel primo caso credo che lo "scrutatore" forse non si ricorderà, ma il risultato sarà comunque lo stesso.

Nel secondo caso, invece, si ricorderà sicuramente, e vi lascio immaginare cosa penserà.

 

Del genere: ma questo non trova proprio nessuno che lo pubblichi? Con tutti gli editori free sul mercato...

 

 

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Non si può fare secondo me, neanche con le buone intenzioni purtroppo. Quali buone intenzioni? potrebbe chiedermi qualcuno. Io, ad esempio, mi lasciai prendere dalla foga allegando ai miei editori preferiti (pochi) un testo con diverse pecche, più breve dell'odierno. Credo di essermi giocato l'opportunità in modo pessimo. Feci un bluff non sapendo di aver contro un poker d'assi xD  (magari fosse solo una partita a poker, qui sono in palio i nostri sogni).

Per fortuna mi resi conto ed attuai un restauro altrimenti avrei continuato a chiudere porte su porte, fino sbarrarmi ogni strada possibile.

Ora il romanzo è diverso. Può non piacere ma è solido. Anzi, sto pensando di confessare alla mia agente di evitare quelle CE, anche se a malincuore. Credo di aver chiuso dei sentieri in maniera definitiva, fui sciocco e frettoloso. «Ancora lui?!» potrebbero sbottare. Il rischio di una brutta figura c'è, nonostante le energie spese per renderlo migliore. Chi sbaglia paga.

 

Il segreto è giocarsi il primo invio in modo impeccabile.

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8 ore fa, Busca ha detto:

A distanza di molti mesi o addirittura di anni, pensate che un editore si ricordi del testo già letto? (Se non è piaciuto la prima volta, può darsi che non piacerà neanche la seconda, ma magari il testo è stato rivisto.)

E nel caso di più addetti ai lavori?

 

In caso di più lettori potresti anche avere ragione ma spesso c'è comunque un primo filtro (una sola persona che nella maggior parte dei casi si ricorderà di avere già letto la proposta) che dà un'occhiata a sinossi, bio e prime righe del testo e poi, se rientra nella linea editoriale, lo smista ai vari "lettori". Se verifica che il testo è stato già inviato, nel migliore dei casi, la ritene una mancanza di rispetto nei confronti della casa editrice. Diverso il caso che nella mail si dica chiaramente che il testo è riproposto perché completamente rivisto.

 

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Il 21/1/2019 alle 20:32, Riccardo e Tempesta Edit. ha detto:

 Se verifica che il testo è stato già inviato, nel migliore dei casi, la ritene una mancanza di rispetto nei confronti della casa editrice.

 

Tanti bei commenti da parte vostra, ma la sostanza è che proprio in questi giorni, al mio "secondo giro", sono arrivate un paio di risposte di questo genere: "Ah, vero, mi ero dimenticato di lei. Non so come sia successo, eppure era sulla mia scrivania! Le faro sapere certamente entro questa settimana". Hanno tante di quelle proposte che se ne perdono una nel labirinto di email e pile di carta non gliene frega nulla. Caro@Riccardo e Tempesta Edit. , questa non è mancanza di rispetto verso l'autore?

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Ospite Andrea.Dee

Se vuoi riproporre un testo deve essere profondamente diverso e prima devi chiedere.

 

Buonasera Gianluca,

le andrebbe di leggere un mio romanzo inviato in precedenza, ma ora corretto e diverso?

 

Buona serata

 

Altrimenti fate la figura dell'italiano medio.

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11 ore fa, Walter D. ha detto:

 

Tanti bei commenti da parte vostra, ma la sostanza è che proprio in questi giorni, al mio "secondo giro", sono arrivate un paio di risposte di questo genere: "Ah, vero, mi ero dimenticato di lei. Non so come sia successo, eppure era sulla mia scrivania! Le faro sapere certamente entro questa settimana". Hanno tante di quelle proposte che se ne perdono una nel labirinto di email e pile di carta non gliene frega nulla. Caro@Riccardo e Tempesta Edit. , questa non è mancanza di rispetto verso l'autore?

Si sa che molte case editrici si comportano male, anche perché con le migliaia di imprese esistenti è normale, ma nella domanda iniziale si parlava di autori e a quella ho risposto. Poi, se si vuole parlare male delle case editrici si può sempre aprire una nuova discussione...

Modificato da Riccardo e Tempesta Edit.
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Ssstttt...! Io ci sto provando... Cambio: titolo, pseudonimo, nome di tutti i personaggi, account, scrivo curriculum vago che sappia di grande modestia e glielo rimando a tutti. ^^ Perché credo tantissimo in questo mio ultimo lavoro: l'ho ristrutturato, editato, tagliato, integrato, approfondito, riscritto per un anno. Alla mia giovane editor piace e mi pare disposta a entrare in combutta con me :):hug:. Se colui che lo ha rifiutato un anno fa, nonostante tutto ciò, mi sgama e se lo ricorda, riconosce i personaggi, allora qualche domanda dovrà pure farsela: i miei personaggi sono indimenticabili. Perché no? Perché no? :D :P

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7 ore fa, Caty ha scritto:

Ssstttt...! Io ci sto provando... Cambio: titolo, pseudonimo, nome di tutti i personaggi, account, scrivo curriculum vago che sappia di grande modestia e glielo rimando a tutti. ^^ Perché credo tantissimo in questo mio ultimo lavoro: l'ho ristrutturato, editato, tagliato, integrato, approfondito, riscritto per un anno. Alla mia giovane editor piace e mi pare disposta a entrare in combutta con me :):hug:. Se colui che lo ha rifiutato un anno fa, nonostante tutto ciò, mi sgama e se lo ricorda, riconosce i personaggi, allora qualche domanda dovrà pure farsela: i miei personaggi sono indimenticabili. Perché no? Perché no? :D :P

Auguri per il tuo secondo giro. Certo che un secondo giro può approdare a qualche risultato... questione di fortuna! Credo anche che tu possa stare tranquilla: anche se la seconda volta rimandi lo stesso identico file, non se ne accorge nessuno. In altre discussioni abbiamo assodato che solo una minima parte di ciò che inviamo alle CE grandi e medie viene letto.

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Da una risposta avuta da una grossa CE ho appurato una cosa: quel testo non fu letto. Cito in breve le motivazioni del rifiuto: "Ci è parso che la regia autoriale prenda il sopravvento sulla storia"

Ho riflettuto e riflettuto a lungo su quelle parole. La regia autoriale... ma che cosa diavolo volevano dire? La regia autoriale sono io, fino a prova contraria. La storia l'ho inventata io. Quindi io non posso prendere il sopravvento su me stesso. Sono io che ho inventato la storia, sono io che stabilisco come inizia e come finisce. E che cavolo... In sostanza quella risposta non significava nulla. Erano parole di circostanze per motivare in qualche modo che non avrebbero pubblicato. E, cosa ancora più grave secondo me, che la decisione di pubblicare era stata presa sin dall'inizio, senza nemmeno leggere il testo o parte di esso. L'ho appurato perché poi si erano presi la briga di citare alcuni situazioni del romanzo prese evidentemente dalla sinossi. Ed avevano usato anche le stesse parole della sinossi, quasi come un copia e incolla.

Cosa voglio dire con questo? Che nella maggior parte dei casi è vero, non ti leggono. Forse ricordano il nome, ma se non ti hanno letto non hai niente da perdere inviando ancora. Magari trovi il momento adatto in cui hanno voglia e tempo di buttare l'occhio su quello che hai scritto e allora poi dipende tutto da te. Da quello che hai scritto e se quello che hai scritto piacerà o meno. Perché è inutile fare troppi giri. Il mercato, il testo commerciabile etc.etc. Se il tuo testo piace a chi lo legge, si pubblica. Se non piace, non si pubblica. E' quindi una terno al letto o meglio. Una puntata al Casinò. Tutto qui, come la vita.

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La discussione è un po' datata, ma a me sembra davvero una mancanza di rispetto nei confronti di altri colleghi aspiranti autori. Se tutti ci mettessimo a inviare nuovamente la stessa cosa a distanza di mesi le CE avrebbero il doppio del lavoro a cui sottoporsi e di conseguenza raddoppierebbero anche i tempi di lettura. Per cosa poi? Difficoltà nel ricevere una risposta negativa espressa tacitamente? Testardaggine? Narcisismo perché "il mio libro effettivamente è troppo bello e non è possibile che lo abbiano scartato, piuttosto credo alla cospirazione"? Certe volte basterebbe rimanere umili e rispettare anche gli spazi altrui.

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La seconda proposta se l'editore è valido si invia lo stesso, ma non subito. Se c'è scritto sei mesi di attesa per la valutazione, tu il nuovo testo lo invii dopo dieci. 

 

Ci sono editori che ti prendono a male perché magari sono padri di famiglia e tu scrivi di scoparti le minorenni o di sbudellare la gente, e in quel caso ti cestinano direttamente ogni lavoro. Ma lì spetta a te capire come comportarti.

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