Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Nerio

Crea Nuova Discussione

Post raccomandati

commento

 

 

Succederà in un giorno qualunque, senza alcun preavviso.

Ti sembrerà di udire un suono sommesso, lontano, come una specie di fischio ovattato. Che tu sia in casa o in uno spazio aperto, sopreso in una delle tante piccolezze della vita quotidiana o in relax, durerà solo pochi secondi: il tempo di rendertene conto e di cercare l’origine del suono. Per quanto ti impegnerai a guardarti attorno non troverai nulla e alla fine lascerai perdere.

Certamente darai la colpa ad un’impressione, nient’altro che un errore dei tuoi sensi.

Quante volta capita di ingannarsi e di credere di sentire qualcosa che non c’è?

Così te ne dimenticherai e tornerai alla tua solita vita.

Ma da quella volta comincerai a provare una crescente inquietudine, soprattutto quando la sera rimarrai da sol#.

Non ti riuscirà di spiegare questo sentimento, se non dopo alcuni giorni, quando in modo confuso e graduale, ammetterai di soffrire di un curioso disturbo alla vista. Perchè da quel giorno una piccola sfocatura si sarà formata ad un lato del tuo campo visivo. Come un’ombra leggera oppure un velo tremulo di foschia. L’impressione sarà quella di vedere qualcosa con la coda dell’occhio, qualcosa che ad ogni tentativo di metterla a fuoco si rivelerà inconsistente.

Per quanto fastidioso, forse darai ancora la colpa ad un errore dei sensni. Stress, stanchezza o un riflesso della luce. Non importa quello che ti dirai per tranquillizzarti: l’ombra crescerà gradualmente, lenta ma inesorabile.

Contemporaneamente tornerà il suono, più nitido e vicino. Un fischio sommesso, come d’aria attraverso una stretta fessura. Forse questa volta non giustificherai la cosa come un’illusione, specie se oltre al fischio ti riuscirà di distinguere quell’altro suono. Un rumore umido, come di una gola viscida che inghiotta avidamente.

Forse qualche medico saprà offrirti una diagnosi confortante: ‘psicosi da stress’, ‘suggestione nervosa’ o ‘acufene psicosomatica’ e con qualche goccia di tranquillante in corpo ti riuscirà di dormire.

La cosa più snervante sarà il non poterne parlare: nessuno oltre a te sarà in grado di vederla e percepirla. È solo un impulso nervoso – ti dirai – tutta colpa delle ore che passi davanti a uno schermo. Magari ci crederai abbastanza da cambiare vita: zero tecnologia, zero stress e finalmente quella vacanza che da tempo progettavi di fare. A questo punto forse ti sarà diventato impossibile tollerare la solitudine. Ti circonderai di persone, uscirai: qualunque cosa pur di non essere solo con quella cosa davanti ai tuoi occhi.

Poi si verificheranno i primi incidenti. E semtterai di illuderti.

Una notte ti sveglerai di colpo con l’alienante sensazione di qualcosa che ti alita sul viso. Il fischio, il gorgoglio e il calore umido di un fiato acre, disgustoso, a pochi centimetri dal tuo naso. Urlerai, certamente. Ma prima che tu riesca ad accendere la luce, ai tuoi occhi spalancati dal terrore sembrerà di scorgere una sagoma enorme, sospesa sul tuo petto.

Una cosa fumosa ed evanescente.

Impossibile dirti come ti apparirà: forse un corpo vermiforme e dotato di innumerevoli appendici. Forse un profilo ferino, dotato di zampe sproporzionate e di una bocca frastagliata, affollata di zanne irregolari. Forse una copia di te stesso, ridotto in un cadavere ghignante e bluastro.

La visione durerà solo pochi secondi. Il terrore invece ti accompagnerà fino alla fine.

Perchè da quel momento nessuna droga, nessun tranquillante potranno liberarti dall’idea che possa tornare a stendersi sul tuo petto, mentre dormi.

L’insonnia sarà inevitabile e con essa si intensificheranno le allucinazioni. No, non le allucinazioni: le visioni. E in uno stato di terrore costante, con l’angoscia di quell’ombra che cresce dentro i tuoi occhi, finalmente capirai che cos’è quel suono: un ringhio soffocato, beffardo.

 

Quello sarà il momento in cui cercarai aiuto.

 

Scoprirai di aver vissuto fino a quel momento con un’idea del tutto artefatta di te stess#. Nel corso della tua vita avrai certamente finito per riconoscerti delle qualità, delle risorse umane di cui andare, se non proprio orgoglios#, certamente fier#. Solo per scoprire amaramente, quanto sia inutile ogni cosa, davanti alla certezza di non avere scampo e di approssimarti inevitabilmente all’orrore.

Non voglio illuderti: farai di tutto pur di non cedere all’incubo. Scenderai qualunque gradino della dignità e del decoro... userai tutti: amici, amanti, parenti e persino sconosciuti. Chiunque andrà bene, pur di non essere sol#. Proverai di tutto: scienza medica e dottrine metafisiche. Ipnosi. Psicanalisi. Cliniche psichiatriche. Motagne di farmaci. Yoga e meditazione. Riti di purificazione. Preghiere. Esorcismi. Maghi, stregoni, santoni, spiritisti e ciarlatani di ogni tipo.

Non importa la fede che avrai avuto prima di allora: proverai letteralmente qualunque cosa.

 

Tutto inutile.

 

Perchè sappi da ora, che maggiore è la tua paura e più grande è la sua forza.

Dopo al massimo quaranta giorni non ce la farai più. La mancanza di sonno ti avrà trasformato in un verme pallido, solcato da macchie nere e cicatrici screpolate. Il tuo viso devastato dai graffi auto inflitti, la testa spogliata dai capelli. Allo specchio riderai e paingerai, non riconoscendo l’escrescenza tremante che una volta era il tuo viso.

Allora.

Solo allora (e non prima), quando ogni residuo di sanità e di forza morale ti avranno abbandonato, che lui apparirà, sgusciando vuori dal campo periferico, per mostrarsi in tutta la sua sconvolgente mostruosità.

Non c’è modo di descriverlo.

Vorrei poterti preparare, ma-

Una mente sana non sarebbe in grado di concepirlo.

 

Devi capire che quella cosa si muove nel buio della coscienza. Quella cosa è buio.

Il risultato di tutta la corruzione del mondo.

Grondante, eppure compatto. Oscenamente perfetto. Un diamente di putrefazione, la corruzione primordiale.

 

Il vortice

che gorgoglia

e ringhi a

e trema

alla fine dell’abisso.

 

Allo stesso modo non posso prepararti all’orrore della sua voce.

Quando la sua bocca si aprirà e in mezzo ai fischi, ai ringi e ai gorgolii distinguerai le parole.

Dio mio.

E nella nebbia ostile di quei suoi globi fumosi, distinguerai un luccichio di malizia. Una cosa che potrebbe essere definita ‘gioia malvagia’, se solo certe entità fossero in grado di provare emozioni.

Parlerà e tu ascolterai.

Non durerà molto, ma a te sembrerà un’eternità di orrori. Un vortice dove l’anima precipità, sbiciolandosi.

E gli ubbidirai.

O si. SI SI SI.

Farai esattamente quello che chiede: non è fisicamente possibile, per un essere umano, opporsi a qualcosa di più antico della sua stesa razza.

E lo farai: prenderai un foglio vuoto oppure una pagina web. Aprirai un post su un social o un topic su di un forum e scriverai quello che ti dice. Questa storia.

La pubblicherai e la affiderai al mondo, alla prossima vittima ignara che la raccoglierà e la leggerà, scettica e incredula come solo una bestia ignara può essere. Come una volta lo eri anche tu, prima di leggere una storia simile, su di una pagina web simile. E fra tutte le migliaia di menti attraversate da quel messaggio, lui ne sceglierà una.

Perchè lui fa così. Dalle prime immagini tracciate sui muri delle grotte, fino all’Urlo di Munch o il Guernica di Picasso: deve avere sempre un mezzo per trasmettersi e un ospite da infestare.

Dall’inizio della storia e per tutti i secoli a venire.

In una parola: l’orrore.

 

E finalmente, dopo aver concluso la tua storia e averla affidata al mondo, solo dopo averlo fatto,

lui verrà

per

te

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
6 ore fa, Nerio ha detto:

 

Perchè sappi da ora, che maggiore è la tua paura e più grande è la sua forza

Dopo paura occorre la virgola non la congiunzione e

6 ore fa, Nerio ha detto:

paingerai

Refuso piangerai

 

6 ore fa, Nerio ha detto:

Allora.

Solo allora (e non prima)

Non vedo perché hai mandato a capo "Solo allora", superfluo anche il "e non prima" anche se in uso nel parlato.

 

6 ore fa, Nerio ha detto:

vuori

Refuso fuori

 

6 ore fa, Nerio ha detto:

diamente

Refuso diamante 

 

6 ore fa, Nerio ha detto:

ringhi a

 

Refuso ringhia

 

6 ore fa, Nerio ha detto:

O si. SI SI SI

Oh, sì. SÌ SÌ SÌ

E non so se consigliarti le virgole tra un Sì e un altro

 

6 ore fa, Nerio ha detto:

'gioia malvagia'

Perché  l'apostrofo e non le virgolette?

 

Hai usato più volte # e non credo sia un refuso (servono per il ripescaggio delle parole sul web?, sono ignorantissima in merito).

I pezzi staccati che scrivi con la lunghezza di un verso poetico credo vogliano rappresentare il delirio, almeno è quella l'intenzione con la quale li giustifico, anche se non ne vedo la reale utilità. 

 

Concludendo parli della smania di postare che si trasforma in febbre delirante poi in incubo e infine in malattia vera è propria; per altro contagiosa.

Non ho capito (colpa mia) l'ultima frase

"lui verrà per te", ma lui è già in te, ne hai descritto tutto il processo! Sicuramente intendi un'altra cosa, ma cosa? Volevi forse dire: Invaderà il mondo grazie a te? Che salperà  da te?

 

Mi sorge il dubbio che i refusi, essendo tanti e tu non un pivellino, vogliano fare parte del gioco, del testo, ma non ne sono affatto sicura. Qualcosa mi sfugge, il brivido è descritto bene ma non mi arriva alla schiena piuttosto mi  "appare" grazie alle tue minuziose descrizioni. Non so se riesco a spiegarmi. Forse mi manca la motivazione profonda che causa il malanno (spieghi il come ma non il perché), forse sono io che leggendo alla luce del mattino non mi sono lasciata agguantare. 

 

Il pezzo ha il suo valore, ma lo sento dettato da un umpulso e non revisionato. 

 

Ok, @Nerio spero di non avere esagerato con gli appunti. Questa mattina ho avuto occhi solo per te :D

In ogni caso hai descritto, con tutti gli eccessi possibili,  una psicosi sociale e virale (Che Dio ci liberi dal Web, l'ultimo diavolo). Alla fine potrebbe cogliersi meglio l'ironia piuttosto che percepire l'orrore.:rosa:

 

 

 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Nerio Cavoli Nerio. Piaciuto di matto:D

7 ore fa, Nerio ha detto:

Grondante, eppure compatto. Oscenamente perfetto. Un diamente di putrefazione, la corruzione primordiale.

Maddai. Troooppo.

Questa te la racconto. L'oscena musichetta. Poco fa, un po' rimbambito, ho aperto il post.

Poi sono andato alla finestra, chiedendomi "Chi è quel coglione che strimpella in giardino?".

Solo nebbia.

Alla fine ho realizzato: sei tu.:o

 

Bravissimo (y) Ciao

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Adelaide J. Pellitteri grazie per la lettura e gli appunti (preziosissimi).

devo purtroppo sfatare un mito: i refusi sono miei :D

La verità che scrivo solo di notte e pubblico di conseguenza in orari notturni (prima non ho tempo :( ).

L'idea era quella di descrivere un'entità non meglio identificata che si 'trasmetta' come un virus mentale, contagiando di volta in volta 'prede' nuove. Il processo descritto è parte stessa del mezzo di contagio. troppo arzigogolato?! 

Grazie per la lettura e ancora di più per aver corretto i refusi :love:

 

@camparino musica?! Quale musica? :asd:

LOL. Perdona Camp, ma sono troppo legato a questi trucchetti teatrali… pensa che all'inizio avevo pensato di far sentire un suono ringhiante… poi mi sono messo una mano sulla coscienza e ho evitato :D

Grazie per la lettura e per le osservazioni. L'horror è il mio ambiente e ogni tanto mi diverto a tornarci.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Nerio

 

Oh cavolo!

Avevo il mio bel lettore musicale del computer aperto su un brano di musica strumentale, casse accese e inizio a leggere, chiedendomi chissà di cosa parlerà Nerio, questa volta...

8 ore fa, Nerio ha detto:

Ti sembrerà di udire un suono sommesso, lontano, come una specie di fischio ovattato. Che tu sia in casa o in uno spazio aperto, sopreso in una delle tante piccolezze della vita quotidiana o in relax, durerà solo pochi secondi: il tempo di rendertene conto e di cercare l’origine del suono. Per quanto ti impegnerai a guardarti attorno non troverai nulla e alla fine lascerai perdere

Ancora non capisco bene...

 

Poi, arrivato qui:

8 ore fa, Nerio ha detto:

Non ti riuscirà di spiegare questo sentimento, se non dopo alcuni giorni, quando in modo confuso 

Inizio a chiedermi... ma cos'è questo strano effetto musicale che sento di sottofondo alla canzone e non avevo mai udito prima?!

 

Alzo il volume, sento delle specie di voci, respiri, tappeti sonori sintetizzati... mi pare assurdo: sto ascoltando un brano di uno strumento singolo a corde (tra l'altro che già conosco)... ma come fa a generare quell'effetto, mi chiedo? Ma cosa ha sotto-inciso nella traccia l'artista? Ma perché non l'ho sentito mai prima d'ora?

Spengo allora il lettore musicale per capire se effettivamente "l'interferenza" era nella canzone o meno... e continuo a sentire questi suoni "alieni".

Allora per forza dal browser, mi dico! Qui sul web, oltre alla pagina del WD dove leggevo il tuo racconto, ne avevo un'altra aperta, di un sito tipo "new-age". Penso: la musica proverrà da qui. Chiudo la scheda della pagina, ma continuo a sentirla! Possibile che venga dalla pagina del WD del racconto di Nerio? Ormai era l'unica soluzione. Tant'è che faccio la prova del nove e "ricarico" questa stessa pagina, ma... sorpresa: il suono è sparito! Dunque non proveniva neanche da qui! :aka:

 

Insomma, per farla breve, stavo per impazzire! xDxDxD

 

Poi, ragionando "analiticamente", ho tirato in ballo la "cache" (la memoria virtuale delle pagine web)... dunque, uscito e rientrato in internet, senza altre musiche né siti aperti, allora ok... tutto chiaro: colpevole Nerio!

Ma all'inizio, con l'altra musica di sottofondo, non avevo sentito subito l'attacco... se poi ricarichi la pagina, la musica del tuo brano non riparte... roba da mandare al manicomio per davvero!

 

Comunque, a parte questo: bellissimo racconto. Forse uno dei tuoi migliori sai? Nel senso che racchiude tutto.

Hai trasformato il racconto in una vera e propria esperienza "extrasensoriale" a 360 gradi (o quasi). 

La musica di sottofondo (che si può però percepire solo se si hanno le casse accese). Anzi, dovessi darti un consiglio (da mandare al manicomio i lettori), ti direi, come è successo per me... non farla partire subito (o al massimo registra qualche secondo di silenzio prima). Sarebbe infatti l'ideale (del sadismo letterario) che il lettore non percepisse il suono sin da subito, ma dopo qualche secondo che la lettura sia iniziata... xD

I vari cancelletti inseriti nelle parole per i disturbi di vista...

Il passaggio del testimone, o meglio la contaminazione tramite l'apertura di una discussione del web che fa di ogni lettore di questa pagina la prossima vittima designata a ospitare l'orrore...

La scrittura esce dalla scrittura divenendo prima mondo che ti circonda, poi si "mangia" il lettore stesso... direi al contempo un'esperienza narrativa e teatrale ottimamente riuscita!

 

Insomma, i miei complimenti! Qui ritornano poi molti dei tuoi temi preferiti (o che ti ho letto sviluppare i diversi racconti) forse in un connubio unico e davvero ben riuscito: dunque dalla musica ai suoni, dalle "cose alieneggianti"  allo stile dell'ignoto che si trasforma in angoscia... il tutto con un ottimo ritmo narrativo.

Bravo!

 

Nell'incipit, mi sono poi sentito ancor più  come il protagonista - causa l'età - e quando d'improvviso ho sentito quella musica (che prima era "oscurata dalla mia canzone")...

 

Voglio dire che hai usato uno spunto di reale per poi dirigerti nel tuo campo del sovrannaturale... ma non è forse la prima parte la descrizione di uno stato di primo invecchiamento in cui si percepiscono i vari sintomi di alcune malattie del corpo come appunto "acufemi" o "miodesopsie" (le "mosche-macchie nere" negli occhi") e alle quali si inizia a dare un valore anche di panico-allarmistico forse eccessivo?

Ci si ritrova così soli, la sera, nel letto, a fare i conti con le proprie paure, le proprie angosce che diventano gigantesche... a rendersi conto che in qualche modo ci s'invecchia e a chiedersi di che morte moriremo, se questi sono i primi segnali, se presto diventeremo ciechi, o sordi o appunto, quando toccherà a noi, quale "creatura estranea" ci annienterà come un morbo?

Insomma, il tutto mi è apparso e secondo me si può leggere anche come una grande metafora di questa vita che scivola via lasciandoci nell'abbandono delle nostre paure...

 

8 ore fa, Nerio ha detto:

E semtterai di illuderti.

Un refuso, mi pare, se ci vedo ancora bene...

 

Ciao, Nerio! Questa notte non dormirò: l'antica entità verrà da me... anzi tornerà da me! 

xD

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
11 minuti fa, AndC ha detto:

tutto chiaro: colpevole Nerio!

touchè! :D

 

Come al solito mi fai un onore enorme con i tuoi commenti, sempre dettagliati e (a loro volta!) belli da leggere.

Grazie di cuore. SI, lo ammetto: sono un bastardo che si diverte a giocare con le emozioni del lettore. Ma del resto è anche questo che mi piace gli autori facciano con me, quando leggo. E in generale, mi piace pensare che l'atto di leggere è tutt'altro che innocuo. Perché in un modo o nell'altro alter ala tua coscienza, introducendo qualcosa da fuori.

 

Come ho scritto anche a Camp, mi sono messo una mano sulla coscienza ed ho evitato di fare cose troppo spaventose. Per ora, almeno :)

Grazie ancora per la lettura e l'apprezzamento. Ti voglio bene :love:

E per dimostrati il mio affetto ti lascerò per ultimo :trollface:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Nerio!

Si può criticare un supercritico? Vabbè, proviamo...

 

I refusi sono già stati segnalati - e poi sono soffro di refusi anche io.

 

- Ci sono qui e là, a mio gusto, un po' di ridondanze. Tipo:

10 ore fa, Nerio ha detto:

Succederà in un giorno qualunque, senza alcun preavviso

Si può togliere "qualunque" o "alcun" senza alterare l'imprevedibilità e la (brutta) sorpresa.

 

10 ore fa, Nerio ha detto:

Impossibile dirti come ti apparirà

Come sopra: può diventare "Impossibile dire come ti apparirà" oppure "impossibile dirti come apparirà", senza alterare il senso.

 

- Ci sono un sacco di avverbi in -mente! Quelli che uso io e che tutti mi dicono di non usare :)

 

10 ore fa, Nerio ha detto:

Non importa quello che ti dirai per tranquillizzarti: l’ombra crescerà gradualmente, lenta ma inesorabile.

Contemporaneamente tornerà il suono, più nitido e vicino. Un fischio sommesso, come d’aria attraverso una stretta fessura. Forse questa volta non giustificherai la cosa come un’illusione, specie se oltre al fischio ti riuscirà di distinguere quell’altro suono. Un rumore umido, come di una gola viscida che inghiotta avidamente.

 

- La musica ha inquietato anche me: avevo youtube a tutto volume e ho sentito qualcosa che strisciava sotto i REM. Ho spento tutto, ed era ancora lì. Momento di panico.

Non avevo idea che si potesse fare una cosa del genere. Fico! :yahoo:

 

- Come mi è piaciuta la musica, mi sono piaciuti gli "a capo" e i "cancelletti" - anche se per un attimo ho pensato che i cancelletti servissero a non identificare il "tu" cui si rivolge la voce narrante come maschio o femmina :umh:. Una cosa LGBT?

Multimediale, insomma, in un racconto in cui la tecnologia è il veicolo del Male. Ironico a mille. (y)

 

- Il tema: siamo in pieno Lovecraft, direi. L'orrore inesprimibile e incomprensibile che striscia. Sempre bello, sempre bello.

 

Colpevolmente è la prima cosa tua che leggo, quindi non posso fare confronti. Rimedierò perché questo racconto mi è piaciuto!

 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
45 minuti fa, mercy ha detto:

Si può criticare un supercritico? Vabbè, proviamo...

Assolutamente si! Non esiste una cosa più democratica e universale della lettura: se un testo non ti piace, non ti piace. Punto.

Ruolo o non, lo scrittore è sempre nudo davanti a quel potere del lettore. Quindi, fai del tuo peggio :D

Adoro le critiche :love:

 

Grazie per le segnalazioni sul testo: sempre utilissime. Purtroppo i refusi sono una parte fondamentale del mio 'lavoro' :asd:

Nel senso che scrivo sempre la sera tardi e di conseguenza la mia attenzione risulta spesso bassa.

 

L'uso dei cancelletti voleva essere un tentativo di rendere universale l'identificazione di genere del lettore. Anziché tuO o tuA, meglio definire un generico tu#

Credo a questo punto però che sarebbe stato meno straniante scrivere tuo/a...

 

Grazie per la lettura e le parole che hai speso per revisionarlo :love2:

In generale l'horror è una mia vecchia fiamma, ma tento di andare anche oltre.

In realtà nemmeno io ho letto nulla di tuo, ma cercherò di recuperare!

 

grazie e a presto

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Nerio

bentrovato in officina.:)

Ti hanno già segnalato i refusi. Dico quello che mi è venuto in mente leggendoti.

Mi è piaciuto molto il ritmo del testo e anche come hai giostrato e giocato con la metafora di internet, rintracciabile a mio avviso nella genialità che hai avuto per il titolo. Un invito ad essere una nuova vittima che si va srotolando dall'inizio alla fine, e giunto al finale senti che davvero ci sia stato il passaggio del testimone. Credo che il tuo mostro viva pienamente nel titolo senza che venga riconosciuto subito, poiché nella lettura si pensa davvero a un mostro notturno. E credo che chiuda in maniera circolare la lettura: è arrivato a te, ora crea una nuova discussione. Senza scampo.

Ti scrivo qualche mia impressione.

 

Vado... :asd:

 

Musica. Tu sei pazzo! Avevo letto il pezzo da telefono, tutto quanto l'avevo letto. Nessuna musica. Ora lo apro e dopo qualche riga sento una melodia inquietante in sottofondo. Si fa subito inquietante, perché sto leggendo questo testo, non un altro. Ho pensato di avere una allucinazione uditiva. Motivo per cui, ti consiglierei di allungare a pausa della partenza, dare tempo al lettore di arrivare un po' più dentro al testo e poi farla partire. Con me che, ripeto, alla prima lettura non avevo sentito nulla, è stato molto forte.

 

*

 

Cancelletti: È subito chiaro che vuoi eliminare l'uso del maschile e femminile rispetto ai tuoi lettori, oppure includerli entrambi (che per me è la stessa cosa). Nel caso volessi usare un segno credo sia più indicata la chiocciola, poiché contiene la "A" e la "O", la seconda ingloba la prima. @

Io, però, proverei a fare un'altra cosa. Ti spingerei ad osare.

Il testo ha un ritmo tutto suo, qualcosa che sibila e striscia, qualcosa che si fa sempre più denso, grande e intenso. Per questo non romperei il flusso con simboli, perché alla lettura il cancelletto rompe il flusso che hai saputo creare, ma proverei a rivedere le frasi dove li usi, riformularle evitando in tutto il testo il maschile e il femminile. La voce del tuo Pov potrebbe essere neutra a riguardo. E la lettura scorrerebbe più liquida.

In fondo, sono pochissimi, non ti ritroveresti neanche a stravolgere tanto il testo.

Faccio degli esempi brutti, non ho fatto una grande selezione nella scelta delle parole, ma volevo mostrarti ciò che dico con qualche esempio brutto che ti scrivo sotto.

 

Ma da quella volta comincerai a provare una crescente inquietudine, soprattutto quando arriverà la sera rimarrai da sol#. e non ci sarà nessuno a farti compagnia.

– Qui puoi togliere facilmente il "sol#", non ci sarà nessuno a farti compagnia chiarisce il concetto. :) 

 

Scoprirai di aver vissuto fino a quel momento con un’idea del tutto artefatta di te stess#. Nel corso della tua vita avrai certamente finito per riconoscerti delle qualità, delle risorse umane da esibire/sbandierare/ di cui andare, se non proprio con orgoglio, orgoglios#, certamente con fierezza fier#. Solo per scoprire amaramente, quanto sia inutile ogni cosa, davanti alla certezza di non avere scampo e di approssimarti inevitabilmente all’orrore.

Non voglio illuderti: farai di tutto pur di non cedere all’incubo. Scenderai qualunque gradino della dignità e del decoro... userai tutti: amici, amanti, parenti e persino sconosciuti. Chiunque andrà bene, purché qualcuno resti con te pur di non essere sol#. Proverai di tutto: scienza medica e dottrine metafisiche. Ipnosi. Psicanalisi. Cliniche psichiatriche. Motagne di farmaci. Yoga e meditazione. Riti di purificazione. Preghiere. Esorcismi. Maghi, stregoni, santoni, spiritisti e ciarlatani di ogni tipo.

Non importa la fede che avrai avuto prima di allora: proverai letteralmente qualunque cosa.

– Ecco, intendevo una cosa del genere. ;) 

 

*

 

Allora.

Solo allora (e non prima), quando ogni residuo di sanità e di forza morale ti avranno abbandonato, che lui apparirà, sgusciando vuori dal campo periferico, per mostrarsi in tutta la sua sconvolgente mostruosità.

Alzerei la frase, metterei una virgola dopo il primo allora e taglierei ciò che ti ho tagliato.

 

Allora, solo allora, quando ogni residuo di sanità e di forza morale ti avranno abbandonato, che lui apparirà, sgusciando (v) fuori dal campo periferico (,) per mostrarsi in tutta la sua sconvolgente mostruosità.

 

*

 

Non durerà molto, ma a te sembrerà un’eternità di orrori. Un vortice dove l’anima precipità, sbiciolandosi.

E gli ubbidirai.

O si. SI SI SI.  

Farai esattamente quello che chiede: non è fisicamente possibile, per un essere umano, opporsi a qualcosa di più antico della sua stesa razza.

– toglierei i tre sì in maiuscolo. Trovo si indeboliscano tutti a vicenda. Forse... tre puntini di sospensione dopo il primo sì, ma non so... Boh.

– toglierei qualche avverbio in "mente", ne usi un bel po'. Non per una questione di "in mente sì", o "in mente no", solo perché a volte, come nella frase sopra, togliendolo rendi il messaggio più secco e sincopato.

*

 

E finalmente, dopo aver concluso la tua storia e averla affidata al mondo, solo dopo averlo fatto (,) ...

lui verrà

verrà

per

te.

 

– Non so se hai dimenticato il punto di chiusura o se è una scelta, ma secondo me mettendolo rendi più incisivo il finale. Come un rimarcare che non si ha scampo. Punto. :) 

 

Grazie per la lettura, AB.

Due fiori per te. :flower:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Nerio ciao, ho trovato geniale l'idea del titolo che mi ha subito incuriosito e mi ha spinto a commentare il tuo racconto così come altrettanto azzeccata la trovata della musica inquietante che accompagna in sottofondo in un crescendo di inquietudine sottolineata dalla frase 

15 ore fa, Nerio ha detto:

Ti sembrerà di udire un suono sommesso, lontano, come una specie di fischio ovattato.

Non mi esprimerò sui refusi che altri ti hanno fatto notare e che per altro sono comprensibili specie se come hai detto ti ritrovi a scrivere in orari notturni :)

Anche io ho trovato un po' eccessivo l'uso degli avverbi che finiscono in ente 

Riguardo l'utilizzo dei cancelletti di solito che io sappia si tende ad utilizzare gli asterischi quando si vuole includere entrambi i generi ma la tua è comunque una scelta stilistica che personalmente non mi ha disturbato affatto. 

15 ore fa, Nerio ha detto:

Maghi, stregoni, santoni, spiritisti e ciarlatani di ogni tipo.

Qui avrei insistito come nel rigo precedente con l'uso dei punti al posto delle virgole che a mio giudizio dona un crescendo alla spasmodica ricerca delle più disparate soluzioni.

15 ore fa, Nerio ha detto:

in tutta la sua sconvolgente mostruosità.

qui magari avrei messo un punto esclamativo.

Non mi è chiaro questo punto dove forse c'è un errore di battitura con il trattino dopo il ma e poi la lettera maiuscola?

15 ore fa, Nerio ha detto:

Vorrei poterti preparare, ma-

Una mente sana non sarebbe in grado di concepirlo.

Ci tengo comunque a rinnovarti i miei complimenti per l'originalità dell'idea e per la tematica che mi ha affascinato!

Un saluto,

Giulia. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Nerio leggendo il tuo bellissimo racconto mi è tornato in mente il film "The Ring" ; la VHS maledetta che predice la morte di chi la guarda. Il tuo incubo, mi sembra, sia più psicologico, che attaccato alla razionale paura delle porte che scricchiolano, per questo mi è piaciuto molto. L'horror non è fra i miei preferiti, però quando la storia fa vortice a me m'inghiotte tutta intera, a prescindere dal genere. Grazie per aver condiviso con tutto il WD la discussione; sono curiosa di sapere chi sarà la prossima vittima.

21 ore fa, Nerio ha detto:

fino all’Urlo di Munch o il Guernica di Picasso: deve avere sempre un mezzo per trasmettersi e un ospite da infestare.

    Loro però non sono morti male, il Guernica é un 'opera del 37, il povero Picasso morì se ne andò nel 73.  Trentasei anni campati egregiamente.

O forse ho frainteso e non intendevi dire con

21 ore fa, Nerio ha detto:

E finalmente, dopo aver concluso la tua storia e averla affidata al mondo, solo dopo averlo fatto,

lui verrà

per

te

e morirai tra tra atroci tormenti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Un racconto molto coinvolgente, @Nerio. Si muove su coordinate note ed efficaci, qui presentate in modo fresco.

 

Il 18/1/2019 alle 00:50, Nerio ha detto:

tutta colpa delle ore che passi davanti a uno schermo.

E magari come programmatore. Questo sì che è l'elemento horror per eccellenza. :D 

 

Quindi mi stai dicendo che quel fischio all'orecchio sinistro non è acufene? Che quell'angoscia non deriva da semplici incubi da stress?

Forse è il caso di creare una nuova discussione apposita.

Bel lavoro. Un crescendo di inquietudine progettato a dovere e raccontato con un climax di pathos che non sfrutta soltanto il linguaggio, ma anche la sfera visiva grazie all'impaginazione. Il discorso perde pian piano di aderenza con il vero e si accartoccia in uno stato indefinito di terrore, andando a pizzicare le corde giuste. Trovo che in alcuni passaggi l'esposizione sia un pelo frettolosa, e qui consiglio sempre (in primis a me stesso) di far depositare il testo per po' anziché cedere alla voglia di condividerlo. Per onorare al meglio il risultato. In ogni caso, non ne pregiudica l'ottima riuscita.

Complimenti. :sss: :metal: 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Bellissimo racconto, mi spiace solo di averlo letto senza audio, perché la rivelazione appresa dai commenti riguardo la parte sonora ha portato il tutto a un altro livello. L'epilogo, la "maledizione" verso chiunque legga il testo che lo porterà a vivere le stesse esperienze, è il VERO horror che si coniuga col quotidiano. Splendido.

Grazie

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Nerio

Mi chiedevo cosa fosse quel suono,  il cellulare era spento, poi ho scoperto che eri tu... Ottima idea, mi ha disorientato, forse a causa di questo ne deriva il sottonotato commento impressionistico...

Stavo pensando a quelle cose che chiamano catene di S. Antonio, da me sempre ignorate, ma qui citi esempi nobili che mi hanno dato da pensare, e non dovrei pensare troppo, in quanto la mie lancette non sono sincronizzate con quelle della maggior parte della gente... (infelice freddura...) e causo digressioni, ma  il mio intento è che siano pensieri pacifici. 

 

Il 18/1/2019 alle 00:50, Nerio ha detto:

La pubblicherai e la affiderai al mondo, alla prossima vittima ignara che la raccoglierà e la leggerà, scettica e incredula come solo una bestia ignara può essere. Come una volta lo eri anche tu, prima di leggere una storia simile, su di una pagina web simile. E fra tutte le migliaia di menti attraversate da quel messaggio, lui ne sceglierà una.

Perchè lui fa così. Dalle prime immagini tracciate sui muri delle grotte, fino all’Urlo di Munch o il Guernica di Picasso: deve avere sempre un mezzo per trasmettersi e un ospite da infestare.

Dall’inizio della storia e per tutti i secoli a venire.

In una parola: l’orrore.

 esempi che mi hanno dato da pensare, perché in fondo io talvolta (spesso) soffro d'insonnia ma a causa della sindrome dei reduci  con un certo passato militare, altri rinchiusi orrori da psicanalizzare, se solo potessi permettermelo...

Può cogliermi una sorta di sacro timore per le immagini tracciate nelle grotte della preistoria ufficiale, ma confesso che l'Urlo di Munch non mi ha mai impressionato, proprio perché creato per quel motivo (e questo effetto sarebbe da studiare) e ancora meno Guernica. Reminiscenze del Liceo Artistico, in un altra vita. Picasso non mi è mai piaciuto e non può influenzarmi l'animo,  per due motivi di fondo: perché in una intervista disse che a 13 anni disegnava come Raffaello (o Michelangelo) e poi perché da quel momento in poi, per tutta la vita studiò sempre il modo di dipingere come un bambino. Ma questo non sarebbe grave. La cosa grave per me, che accomuna Picasso a Hemingway per certi versi, è che stava dipingendo una semplice scena di tori scappati per le strade, quando gli dissero che i malvagi piloti degli Stukas avevano bombardato Guernica e lui cambiò la scena dei tori scappati  in un posto qualsiasi trasformandoli in tori scappati di fronte all'orrore della guerra e della morte. La propaganda mondiale disse che fu una strage, in effetti  a Guernica morirono sette persone sotto i bombardamenti, ma per averci messo l'occhio Picasso è la Strage per eccellenza compiuta dal Male...

 

Ti do un esempio del mio Orrore. 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Nerio, racconto che mi è piaciuto moltissimo, la musica esoterica inquietante è un tocco da maestro, peccato che non sia riuscita la sorpresa leggendo, perchè avevo la pagina aperta, ma stavo aspettando che finisse un'album su spotify e me ne sono accorto a tratti, per poi preoccuparmi e dicendo in chat che credevo qualche entità avesse impossessato il pc, ma sono stato tranquillizzato, anche se sempre stranito dal fatto che non si potesse fare niente per capire da dove provenisse, se non chiudendo la pagina e chiedendosi ancora come sia possibile comunque... va beh, imparerò anche io :D

Appena finito di leggere adesso, la musica ha fatto la sua porca figura comunque ed è finita giusto sul momento più macabro del racconto.

Come è già stato detto i refusi sono parecchi, ma secondo me, voluti o meno come altri errorucci e misteri grammaticali e narrativi, gli #, ecc. sono in linea con lo stile generale, che all'inizio può sembrare strano, ma dopodichè si viene trascinati e immersi dall'angoscia pura, chi scrive aveva fretta di scrivere qualcosa che percepiva e che sarebbe arrivato imminente, che arriva, che è arrivata e lo controlla, lasciando un messaggio ai posteri.

E' direi quasi impossibile da criticare negativamente, perchè come si può capire cosa non va, visto che rende secondo perfettamente l'idea di qualcosa che doveva essere scritto di getto, che esprimeva la paura e la tortura dello scrittore(lo scrittore finto) che scrive come riesce e si vede che è uno scrittore capace(lo scrittore vero) che gioca e va scemando progressivamente. 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Nerio ,

non posso che farti i complimenti per questo splendido racconto dalle atmosfere lovecraftiane. La parte uditiva è un valore aggiunto (forse è un po’ corta come traccia, perché senza affettare la lettura, finisce poco dopo la metà del testo).

 

Il 18/1/2019 alle 08:49, Nerio ha detto:

pensa che all'inizio avevo pensato di far sentire un suono ringhiante

 

 

Sarebbe stato ancora più agghiacciante.

 

Mi son venuti i brividi immaginando questa storia raccontata da una bella voce suadente. Sarebbe perfetta la doppiatrice italiana di Galadriel nella trilogia del Il Signore degli Anelli, Cristiana Lionello, Luci soffuse, musica tenebrosa di sottofondo e flebili sussurra nell'orecchio. Spettacolo!

 

Il 18/1/2019 alle 00:50, Nerio ha detto:

Farai esattamente quello che chiede: non è fisicamente possibile, per un essere umano, opporsi a qualcosa di più antico della sua stesa razza.

 

Quanto fa Chtulhu questa frase <3 Splendida

 

Lo stile è perfetto e le descrizioni sono malate al punto giusto. La cosa che mi dà un po’ fastidio è che con il tuo racconto ho capito ancora una volta la mia inadeguatezza a scrivere questo tipo di scene (per non dire scrittura in generale XD). Nel prologo della mia storia, che dovrei “scaricare” nell'officina fra un po’, descrivo un’entità molto simile a quella che ritroviamo nel tuo racconto. Solo che non incute neanche un millesimo di angoscia e terrore rispetto alla tua creazione. La scelta che fai delle parole è sempre azzeccata e il loro ritmo crea un quadro perfetto. Si vede che sei molto portato per questo genere che considero veramente difficile da rendere con semplice parole su un foglio bianco.

 

Una curiosità: questa storia non è raccontata da una vittima dell’entità, vero? Perché sarebbe veramente interessante poter leggere la storia raccontata dal suo punto di vista, con una partenza misurata e composta che si trasforma in un tumultuoso delirio, proprio a delineare la perdita delle capacità cognitive della vittima. Un burattino nelle mani dell’entità che però non riesce a mantenere un comportamento coerente ed omogeneo. Questo darebbe anche un senso ai refusi, rendendoli parte integrante del racconto.

 

Comunque l’unico vero appunto che mi sento di fare è su questo passaggio:

 

Il 18/1/2019 alle 00:50, Nerio ha detto:

Dalle prime immagini tracciate sui muri delle grotte, fino all’Urlo di Munch o il Guernica di Picasso: deve avere sempre un mezzo per trasmettersi e un ospite da infestare.

 

Il fatto di ritrovarmi sbalzato nella realtà, mi ha fatto perdere un po’ la sospensione dell'incredulità, ma credo sia un problema mio.  

 

Tolto questo, il resto lo trovo geniale.

 

Davvero complimenti. Ora andrò a recuperarmi qualche altro tuo racconto, con la speranza di carpire anche qualcosa del tuo background :D  (fa molto stalker quest’ultima parte XD)

 

Mata ne

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Nerio per fortuna che ti ho letto di mattina altrimenti stanotte non avrei chiuso un occhio. Sono facilmente impressionabile xD

Sono al cellulare, quindi perdonami per la brevità del commento. Avevo voglia di leggere qualcosa e il titolo del tuo racconto mi aveva incuriosito tanto così ho ceduto all’impulso. A parte i refusi, che ho ignorato essendo presa dal ritmo e dalle parole, è un racconto di grande impatto emotivo. Mi ha messo tanta angoscia addosso. Per un lungo periodo, prima di iniziare a praticare lo yoga e la meditazione, ho sofferto di insonnia e mi hai riportato in mente tante sensazioni, anche negative, di quel periodo. Mi è piaciuto un sacco il ritmo, che ti risucchia dentro la storia, ma anche le immagini (quella roba che vede sul petto mi ha impressionato, spero vivamente di non incontrarla stanotte) e soprattutto l’uso della seconda persona. Bravo! Un racconto con i fiocchi e i controfiocchi. Strapiaciuto! :love:

A rileggerci!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Rica  grazie mille per la tua approfondita analisi, nonché gli utilissimi consigli :brillasguardo:

Ti dico che accolgo in pieno il tuo suggerimento di usare un testo 'gender neutral' e di untare tutto ad una soluzione senza cancelletti.

Grazie, carissima. Probabilmente te l'avevo anche già scritto, ma non credo molto in quello che scrivo :facepalm:

I commenti dettagliati come i tuoi mi danno forza e coraggio, mi spronano a essere più sicuro di me e lanciarmi.7Perciò: grazie infinite :love:

Alla prossima ;)

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@julia1983 grazie mille per la lettura e l'apprezzamento :D

Ecco, è proprio così in effetti: i refusi non sono fatti a posta. Sono proprio io che a una cert'ora non campano nulla e scrivo a caso :asd::facepalm:

Grazie per le segnalazioni sui refusi: approfitto del tuo suggerimento per aggiustare il testo di conseguenza.

Sull'osservazione dell'a-capo misterioso, era voluta e voleva dare l'impressione di una pausa improvvisa e brusca. Ma alla fine, se ho dovuto spiegartelo, significa che non ho ottenuto l'effetto desiderato :no: 

 

Grazie ancora per i complimenti :rosa:

L'horror è un genere a cui sono legato e da cui sono partito. E ogni tanto ci torno, figliol prodigo.

Alla prossima!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Alba360 grazie per aver letto e commentato :love:

Spero di non averti spaventato troppo… 

Lui mi ha fatto scrivere in quel modo 

:nuo:

 

Sulla questione Guernica e Munch, in realtà voleva essere un richiamo all'idea di 'rappresentare l'orrore con l'arte'. L'entità protagonista di questo breve racconto fa uso di varie forme di rappresentazione per essere trasmessa da mente a mente. L'idea è quindi quella di elevare il concetto del racconto che 'infetta', richiamando altre forme d'arte più celebri che abbiano dato vita a quell'orrore. Si, lo so… la cosa è un po' troppo buttata là :facepalm:

 

Grazie mille per la tua lettura e per le parole che hai speso per me :)

Alla prossima!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il ‎19‎/‎01‎/‎2019 alle 09:38, AdStr ha detto:

E magari come programmatore. Questo sì che è l'elemento horror per eccellenza. :D 

 

Mio carissimo @AdStr… i programmatori non sono che i Suoi sacerdoti 

giphy.gif

 

E quanD0 lu1 ch1Am3rA n01 su01 um1l1 serv1 c0n la voc3 ronzant3 d1 M1LLe m1l1aRD1 di tRAN1st0r acc3S1 ALL'UN1ns0n0 lA pall1DA v3stiG1A della R3t3 cel3BRal3 umana sarà sc0ssA dall3 f0ndAm3nta e v01 sapr3T3 che LU1 è 3tern1tà

l0 zer0 ch3 d1v1d3 p3r s3 st3ss0

un0 p1ù un0 ugual3:

M2N2.gif

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Nerio, ho letto il tuo racconto da cellulare, fortuna lo tenevo silenzioso.xD, Non vedo più horror proprio per le musichette di sottofondo.

Una sola cosa, è scritto in modo notevole, da un supercritico questo ci si attende, ma forse è troppo notevole. Mi spiego (scusa, le mie sono solo sensazioni, prendile con le pinze), se devo descrivere una scena che mi susciti una reazione forte, non la descrivo in modo troppo accurato, mi smorza l'effetto. Qui sembra che i dettagli siano tanti,(anche a me sollevarono un'opinione del genere e ringrazio chi me l'ha fatta notare, è per questo che la sto condividendo con te ora, per ragionarci,) una nota diversa stupisce, due pure, ma già con la terza appiattisci il tutto rilegandolo a testo e non a ritornello (un paragone strambo!).

Se si ragiona troppo su quello che senti di vedere, poi non lo vedi, poi lo vedi, poi lo senti, poi sai che lo vedrai, tutte queste aspettative attutiscono l'effetto nel momento in cui sai (perchè predisponi il lettore a immaginare che prima o poi vedrà sul serio le sue paure) che la paura si concretizza. La incarni in un mostro e lo descrivi con tanti termini, tra loro fanno schifo, ma non orrore, perchè troppi insieme. Quello che c'è di veramente inquetante è che oggi tocca a te e domani tocca a me : ho letto e pure commentato.:hm:

Comunque c'è una coincedenza, stamattina leggevo su Agorà una sezione: racconti horror in due punti, stavo per quotare l'incubo di un ragazzo, avvertiva una presenza nel sonno che gli alitava nelle orecchie; anche io ho avuto quell'incubo da bambina, e ora scopro che anche tu, quindi in tutto siamo in tre! Mal comune mezzo gaudio.

Ciao Nerio :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Nerio torno al racconto dal pc (ho dovuto cambiare il browser per sentire il sottofondo di cui tutti parlavano, non supportato da safari ) solo per la musichetta. Devo dire che non fa tanto paura, forse perché quando faccio meditazioni uso gli sfondi musicali belli complessi. xD Di nuovo ho letto il racconto d'un fiato e confermo le impressioni iniziali!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×