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~Anaïd

inserire la descrizione del protagonista in prima persona

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con le descrizioni me la cavo bene, ma in 140 pagine non ho ancora trovato un pretesto per descrivere la protagonista del romanzo su cui sto lavorando. è una cosa che mi fa davvero innervosire!

ho fatto qualche tentativo, ma sono risultati tutti forzature, infatti al momento l'unica descrizione che ho inserito è alla fine del primo capitolo e fa pure schifo:

(..)

Ti stai chiedendo chi sono?

Sono una fuffuru con tante cose da raccontare, una rossa con gli occhi blu, una tappetta prosperosa e l’autrice di questo romanzo:

Sono Fuffuru, e questa è la mia storia.

lo so, è un abominio.

ho riscritto quattro volte i primi capitoli e questa "roba" è l'unica rimasta dalla prima stesura ed è solo per l'esigenza di descrivere la persona

avevo pensato di infilarci chessò, un evento mondano della serie mi guardo allo specchio tutta infighettata e ti dico cosa vedo, ma sarebbe un contesto che non c'entra un piffero con la storia

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Penso sia davvero un bel problema, infatti anch'io non so bene come lo risolverei.

Lo specchio è una forzatura orribile, ma la cosa assolutamente da evitare è l'amico del protagonista che descrive.

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Penso che lo specchio sia l'unico modo plausibile, se parliamo della prima persona. Almeno è l'unico che mi viene in mente. Lo si può rendere meno forzato inserendolo in un contesto: il protagonista dà un colpo con la fronte e si controlla allo specchio per vedere se ha delle ferite. Oppure guardando allo specchio cerca di capire se sta piangendo... e intanto si descrive.

'I suoi occhi blu erano arrossati, ma non stava piangendo. Anche se le guance, solitamente candide come il resto del suo volto, iniziavano ad arrossarsi'

Sì, insomma, roba del genere. Non sembra troppo invasivo così.

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falle fare un sogno.

un sogno di quelli in cui le cose sono leggermente diverse da come sono nella realtà:

I miei capelli rossi avevano qualcosa di strano, come colla da extension ma senza avere capelli più lunghi e i miei occhi blu, lenti a contatto che si applicavano come puntine da disegno a tre punte. Era per via di quei sei fori che mi sentivo alta e decisamente più magra.

- E' stato tuo padre a volerti dare quel nome, si chiamava così anche sua madre: Fuffuru. Io ti avrei chiamata Cinzia, come la bicicletta che mi regalò la mia di madre per il mio dodicesimo compleanno. Ma sai che con tuo padre non c'è proprio modo di ragionare.

Così dicendo, si aprì la camicia da notte con stampati i gatti che suonano il mandolino per mostrarmi quel triangolo di carne rossa e viva e croste marroni e morte:

- Guarda cosa mi ha fatto col ferro da stiro. E solo perché gli avevo chiesto dove aveva messo quelle due puntine da disegno.

mi sono svegliata con gli occhi che mi bruciavano.

mia madre stava stirando in cucina.

mio padre, grazie a dio, se ne è andato da anni.

ora sappiamo che sei rossa con gli occhi blu, non alta e paffutella e che hai quel bellissimo nome. e qualche semplice dettaglio in più.

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Potresti far parlare gli altri personaggi di lei. Usare espedienti come la descrizione indiretta per bocca di qualche osservatore o personaggio secondario. Spesso funziona. Se la tua protagonista ha un nemico, lascia che sia lui a descriverla.

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Potresti far parlare gli altri personaggi di lei. Usare espedienti come la descrizione indiretta per bocca di qualche osservatore o personaggio secondario. Spesso funziona. Se la tua protagonista ha un nemico, lascia che sia lui a descriverla.

Questa cosa secondo me funziona solo con uno, al massimo due dettagli.

Se il nemico iniziasse a dire "hai i capelli rossi come il fuoco e gli occhi blu come il mare; il tuo fisico è slanciato e sei ben proporzionata" sarebbe una forzatura allucinante.

Bisogna creare un contesto dove un dettaglio del corpo (per esempio l'altezza) sia utile alla scena, altrimenti non regge.

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Ci sono altri espedienti come quelli usati da R.Crais per descrivere il suo investigatore privato Elvis Cole, ma guarda che l'ha fatto solo nel quarto o quinto titolo della serie che ha avuto un gran successo, quindi potrebbe anche non essere necessario descrivere pienamente il personaggio. comunque, lui ha adoperato un escamotage semplice semplice: durante un discorso diretto a Cole è stato fatta notare la somiglianza con Michael Keaton.

Quello dello specchio è sempre la migliore e a un riflesso in una superficie lucida ci si arriva in mille modi benché abusato.

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Ehm... è proprio necessario descriverla? Magari ogni tanto puoi buttare qualche indizio ma, a meno che non sia strettamente necessario, secondo me puoi anche soprassedere. ^_^ Di sicuro si capirà se la protagonista ha 20 o 30 anni, non credo che colore di occhi e capelli sia fondamentale per la narrazione. A meno che non sia un romanzo di genere che richieda una descrizione fisica (mi viene in mente la chick-lit, per esempio).

Edito per aggiungere: lo specchio è sconsigliato, troppo abusato. Idem per gli amici che si complimentano o cose simili, di solito suonano false.

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Ospite

Io lo specchio lo sconsiglio caldamente, oltre a essere abusato è anche una forzatura, la tua presentazione non mi suona così male invece, poi dipende dal tono che ha il racconto.

Si potrebbe usare come espediente il confronto con un altro personaggio, o comunque infilare la descrizione in un contesto che abbia il suo perché, qualche esempio:

"Anna ha i capelli neri e occhi scuri, al contrario di me che sono rossa e con gli occhi blu"

"Indossai un abito che si intonava con i miei occhi azzurri"

"Lui si accorse di me porbabilmente colpito dai miei folti capelli rossi"

Sono abbastanza atroci ma è per rendere l'idea XD

Poi non è detto che sia indispendabile descrivere la voce narrante, si può anche farne a meno tante volte ^^

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grazie degli spunti.

in effetti la descrizione potrebbe risultare superflua e comunque ho un'amica che è un'artista di grande talento che si è offerta di farmi la copertina e qualche illustrazione..

certo parlo come se stessi per essere pubblicata e pure alle mie condizioni XD

è spam se vi linko i suoi lavori? no perchè è sempre in cerca di commissioni e le ho promesso di farla diventare ricca icon_cheesygrin.gif

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Ehm... è proprio necessario descriverla? Magari ogni tanto puoi buttare qualche indizio ma, a meno che non sia strettamente necessario, secondo me puoi anche soprassedere. :D Di sicuro si capirà se la protagonista ha 20 o 30 anni, non credo che colore di occhi e capelli sia fondamentale per la narrazione. A meno che non sia un romanzo di genere che richieda una descrizione fisica (mi viene in mente la chick-lit, per esempio).

Edito per aggiungere: lo specchio è sconsigliato, troppo abusato. Idem per gli amici che si complimentano o cose simili, di solito suonano false.

Quoto.

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Ehm... è proprio necessario descriverla? Magari ogni tanto puoi buttare qualche indizio ma, a meno che non sia strettamente necessario, secondo me puoi anche soprassedere. ^_^ Di sicuro si capirà se la protagonista ha 20 o 30 anni, non credo che colore di occhi e capelli sia fondamentale per la narrazione. A meno che non sia un romanzo di genere che richieda una descrizione fisica (mi viene in mente la chick-lit, per esempio).

Edito per aggiungere: lo specchio è sconsigliato, troppo abusato. Idem per gli amici che si complimentano o cose simili, di solito suonano false.

Quoto.

Ri quoto!

Concordo...

E poi davvero, lo specchio è troppo banale e forzato.

Ci sono tanti modi per descriverla e no tutta in una volta, ma pian piano.

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Oddio, mi viene in mente l'agghiacciante auto-descrizione di Sookie Stakehouse nel primo romanzo della serie dei Southern Vampires (la Harris è simpatica, ma dovrebbe essere citata nei manuali di scrittura per spiegare come NON descrivere persone e vestiti).

Mah, secondo me il problema non è così difficile da risolvere. Capelli e occhi possono essere buttati lì con nonchalance, alla fine non c'è bisogno di descrivere in ogni dettaglio una persona (a meno che questi dettagli non siano funzionali alla storia; altrimenti, un semplice tratteggio è la scelta migliore).

Più che altro, io farei attenzione a un'altra cosa (se posso permettermi... vabbé, mi permetto lo stesso :D):

Sono una fuffuru con tante cose da raccontare, una rossa con gli occhi blu, una tappetta prosperosa e l’autrice di questo romanzo:

Sono Fuffuru, e questa è la mia storia.

Far rivolgere la voce narrante al lettore di solito è una scelta da evitare anche sotto minaccia armata icon_wink.gif

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Sono una fuffuru con tante cose da raccontare, una rossa con gli occhi blu, una tappetta prosperosa e l’autrice di questo romanzo:

Sono Fuffuru, e questa è la mia storia.

Far rivolgere la voce narrante al lettore di solito è una scelta da evitare anche sotto minaccia armata icon_wink.gif

Io invece non lo trovo così male. Dipende dal contesto della storia. Se il personaggio che narra sta scrivendo la propria biografia potrebbe anche andare bene che si rivolge al lettore in maniera diretta.

Io come genere non lo preferisco, ma non lo considero sbagliato.

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Ho trovato queste considerazioni sui racconti in prima persona:

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/03/05/4257/

tendo a condividerle.

Mi chiedo: in questo caso specifico la descrizione fisica del personaggio è assolutamente necessaria ai fini del racconto?

Letto. E condivido anche io sul fatto che non è facile scrivere in prima persona, infatti a me sta abbastanza difficile. Comunque la descrizione fisica non è assolutamente necessaria. E' una scelta dello scrittore se lasciare al lettore libertà d'immaginare i personaggi o meno.

Però la difficoltà è riuscire a presentare una descrizione senza però forzarla.

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con le descrizioni me la cavo bene, ma in 140 pagine non ho ancora trovato un pretesto per descrivere la protagonista del romanzo su cui sto lavorando. è una cosa che mi fa davvero innervosire!

ho fatto qualche tentativo, ma sono risultati tutti forzature, infatti al momento l'unica descrizione che ho inserito è alla fine del primo capitolo e fa pure schifo:

(..)

Ti stai chiedendo chi sono?

Sono una fuffuru con tante cose da raccontare, una rossa con gli occhi blu, una tappetta prosperosa e l’autrice di questo romanzo:

Sono Fuffuru, e questa è la mia storia.

lo so, è un abominio.

ho riscritto quattro volte i primi capitoli e questa "roba" è l'unica rimasta dalla prima stesura ed è solo per l'esigenza di descrivere la persona

avevo pensato di infilarci chessò, un evento mondano della serie mi guardo allo specchio tutta infighettata e ti dico cosa vedo, ma sarebbe un contesto che non c'entra un piffero con la storia

a me non dispiace per niente.

se non serve dire di più, inutile dire di più.

già così il lettore riesce a crearsi un'immagine abbastanza forte del personaggio.

brava ok.gif

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Potresti far parlare gli altri personaggi di lei. Usare espedienti come la descrizione indiretta per bocca di qualche osservatore o personaggio secondario. Spesso funziona. Se la tua protagonista ha un nemico, lascia che sia lui a descriverla.

Questa cosa secondo me funziona solo con uno, al massimo due dettagli.

Se il nemico iniziasse a dire "hai i capelli rossi come il fuoco e gli occhi blu come il mare; il tuo fisico è slanciato e sei ben proporzionata" sarebbe una forzatura allucinante.

Bisogna creare un contesto dove un dettaglio del corpo (per esempio l'altezza) sia utile alla scena, altrimenti non regge.

Quoto sicuramente l'ultimo paragrafo, ma non sottovalutare l'importanza delle voci esterne nella descrizione di un personaggio. Spesso, quando un autore (come me, ad esempio) vuole descrivere un personaggio mantenendo asettica la narrazione (cioè cercando di renderla del tutto priva di qualsivoglia interferenza mia o del narratore) mi si aprono due strade:

1 - Non descrivere per niente il personaggio, e affidarmi unicamente ai suoi pensieri e alle sue emozioni per caratterizzarlo.

2 - Descriverlo tramite punti di vista esterni e apparentemente casuali o dettati dalla necessità. Il tuo esempio sull'altezza è buono, infatti. In ogni caso, mai scrivendo una descrizione direttamente nel racconto.

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Ho scritto spesso in prima persona, quando l'ho fatto ho sempre usato rivolgermi al lettore come se stessi dialogando con lui. A questo punto "descriversi" diventa una cosa facilissima. Volete sapere come sono fatto? Ecco, sono fatto così e cosà.

Perché una narrazione in prima persona non deve essere oggettiva, ma seguire il filo dei ricordi ed i ragionamenti del protagonista, che può quindi interrompersi in qualsiasi momento per descriversi, come se gli fosse venuto in mente solo in quel momento di farlo.

Naturalmente anche la descrizione sarà soggettiva, e il lettore può essere invitato a farci la tara... A volte basta un "Sono così... Beh, più o meno."

La narrativa in prima persona è affascinante perché, almeno secondo la mia opinione, bisogna sempre pensare che si ha davanti un ascoltatore, o un lettore, e che questi ci ponga delle domande mute.

Memorabile per me è stata la lettura De "Il grande sertäo" di João Guimarães Rosa. Nel libro si intuisce che un bandito dalla fama terrificante, sia penetrato in un fattoria, abbia preso in ostaggio il padrone e ora gli stia raccontando la sua storia, ponendogli alcuni dubbi di natura filosofica e demonologica che lo affliggano. Ogni tanto gli chiede "Ma forse la sto stancando?" oppure "Spero di non annoiarla", sempre in tono molto cortese. Ma il libro è lungo più di seicento pagine, dopo un po' uno si immagina questo poveraccio, seduto su di una sedia che se la fa sotto dal terrore, mentre le ore passano, forse passano i giorni... E, da un momento all'altro, potrebbe scatenarsi l'inferno.

E quello che gli raccontà l'Urutù Branco (L'avvoltoio bianco, che è il soprannome del bandito) è veramente terrificante.

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Io sostengo che, indifferentemente dalla scelta del narratore, la descrizione fisica dei personaggi andrebbe inserita nella descrizione delle azioni, contestualizzata nell'evento descritto. Cose del tipo:

- Raccolse i suoi capelli biondi con un elastico rosso e si infilò la giacca velocemente, poi uscì.

- Persa nei suoi pensieri, si guardò le mani sottili e diafane per qualche secondo, prima di rispondere.

- Mi disse che avevo degli occhi blu stupendi mentre mi guardava il petto. Peccato che i miei occhi siano castani, ma ammetto che una scollatura sulla quarta misura rende l'uomo distratto.

In questo modo sposi la descrizione alla narrazione vera e propria, senza interromperne il flusso.

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Io sostengo che, indifferentemente dalla scelta del narratore, la descrizione fisica dei personaggi andrebbe inserita nella descrizione delle azioni, contestualizzata nell'evento descritto. Cose del tipo:

- Raccolse i suoi capelli biondi con un elastico rosso e si infilò la giacca velocemente, poi uscì.

- Persa nei suoi pensieri, si guardò le mani sottili e diafane per qualche secondo, prima di rispondere.

- Mi disse che avevo degli occhi blu stupendi mentre mi guardava il petto. Peccato che i miei occhi siano castani, ma ammetto che una scollatura sulla quarta misura rende l'uomo distratto.

In questo modo sposi la descrizione alla narrazione vera e propria, senza interromperne il flusso.

Quoto totalmente, spesso faccio così! ok.gif

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ieri sera mi sono trovata davanti un romanzo scritto in prima persona che non descrive la protagonista e me lo sono letto con duplice attenzione proprio per levarmi il dubbio.

insomma, la tizia viene rapita nelle prime 50 pagine ed uno dei cattivi dice una cosa come

"forse vestita così sembrerà una ragazza"

wtf?

ho passato le seguenti 200 ad attendere l'ormai dovuta descrizione

il mio seno inesistente

i capelli rasati a zero

le sopracciglia cespugliose

la mascella volitiva

insomma perchè diamine non dovrebbe sembrare una ragazza??? perchè? o piffero qualcuno me lo dica!

adesso che ho superato le 250 pagine posso affermare con sicurezza che l'autore è oltre il periodo di mora, doveva descrivere sta povera ragazza/ragazzo. pensate che non si sa nemmeno il colore dei capelli!

so per vari indizi che sono lunghi circa alle spalle e che ravvivati con le dita stanno meglio che pettinati, per il resto nada, non si sa neanche l'etnia.

per quanto la storia sia bella e ben scritta, la vedo come una seccante mancanza

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ieri sera mi sono trovata davanti un romanzo scritto in prima persona che non descrive la protagonista e me lo sono letto con duplice attenzione proprio per levarmi il dubbio.

insomma, la tizia viene rapita nelle prime 50 pagine ed uno dei cattivi dice una cosa come

"forse vestita così sembrerà una ragazza"

wtf?

ho passato le seguenti 200 ad attendere l'ormai dovuta descrizione

il mio seno inesistente

i capelli rasati a zero

le sopracciglia cespugliose

la mascella volitiva

insomma perchè diamine non dovrebbe sembrare una ragazza??? perchè? o piffero qualcuno me lo dica!

adesso che ho superato le 250 pagine posso affermare con sicurezza che l'autore è oltre il periodo di mora, doveva descrivere sta povera ragazza/ragazzo. pensate che non si sa nemmeno il colore dei capelli!

so per vari indizi che sono lunghi circa alle spalle e che ravvivati con le dita stanno meglio che pettinati, per il resto nada, non si sa neanche l'etnia.

per quanto la storia sia bella e ben scritta, la vedo come una seccante mancanza

Anche io in questo caso la considero una mancanza al quanto seccante. Infatti non dico che la descrizione deve mancare. Assolutamente no. Deve esserci. In un modo e nel altro l'autore deve far capire al lettore le caretteristiche dei luoghi e personaggi, ma non deve per forza presentare la descrizione classica. Basta anche solo far notare i particolari nel corso della narrazione.

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