Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Biohazard

Scrivere e demolire trame, e così all'infinito

Post raccomandati

Ciao a tutti!
Ho in mente un universo fantascientifico del quale non ho mai narrato nulla, ho giusto buttato giù una moltitudine di riassunti di parti della trama, quasi tutti accantonati (e che comunque salvo, non si sa mai).

Uno dei miei problemi è che inizio a scrivere la trama non dall'inizio, ma dal mezzo, da eventi che magari reputo significativi; facendo così riesco anche a scrivere parecchio (ora sono a una trentina di pagine), il problema è che poi mi scontro con la necessità di dover collegare tutti gli eventi, e qui iniziano i problemi, perché magari quella specifica parte funziona ma non rimanda a cose accadute prime o dopo, e quindi dopo un po' di tentativi per riallacciare il discorso finisco per buttare tutto e ricominciare da capo, ripromettendomi di cominciare dall'inizio; ovviamente non ci riesco, e la mia mente finisce per correre più velocemente di quello che dovrebbe. 

Per esempio, dovrei parlare di una guerra e di come i personaggi cambiano/non cambiano e contemporaneamente mostrare l'avanzare delle truppe nel territorio nemico; il problema è che questa cosa mi pare mortalmente noiosa da fare, poiché non credo sia interessante leggere una sequela continua di battaglie e scontri a fuoco da città A a città B. Sto pensando allora di tagliare e lasciare solo le parti importanti per i personaggi, relegando a un riassunto l'avanzata del fronte; il problema è che così perdo la gradualità del cambiamento dei personaggi, poiché nella mia testa so che essi cambiano progressivamente e che l'evento cruciale è solo una goccia che fa traboccare il vaso.

Forse mi converrebbe concentrarmi su singoli episodi, scriverne la trama e poi narrarli, un po' alla Lovecraft, sebbene i miei sarebbero comunque più integrati col quadro generale. Tuttavia nemmeno questa soluzione mi convince totalmente, perché certi episodi finirebbero per creare la trama generale, e altri finirebbero per essere dei filler.
Non so più che fare e vorrei dei consigli, perché sta diventando frustrante questo continuo non concludere nulla.

Grazie a tutti!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao. Alla fine secondo il mio modesto parere potresti aiutarti:

1 . Definendo 1 storia nella sua "estrema essenza"

2. Strutturando 1 scaletta

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
11 ore fa, Fabio1143 ha detto:

Ciao. Alla fine secondo il mio modesto parere potresti aiutarti:

1 . Definendo 1 storia nella sua "estrema essenza"

2. Strutturando 1 scaletta

Più o meno è quello che faccio adesso, nel senso che sto semplicemente scrivendo gli avvenimenti senza narrarli, giusto per avere un quadro generale; per il punto due, faccio una cosa simile elencando i titoli dei "capitoli" o episodi, il problema è che spesso rimangono vuoti poiché da un lato servono per mostrare un cambiamento graduale, ma dall'altro li trovo pesanti poiché non hanno altra funzione se non quella descritta poc'anzi. Ci sono episodi non fondamentali che ho in mente, ma almeno li trovo interessanti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se il tuo obiettivo è mostrare il cambiamento graduale, ma pensi che gli episodi in cui avviene tale cambiamento siano pesanti o comunque inutili, prova a spostarli. Crea situazioni diverse, inserisci questi cambiamenti in circostanze alternative. Prendendo il tuo esempio:

Il 14/1/2019 alle 02:15, Biohazard ha detto:

Per esempio, dovrei parlare di una guerra e di come i personaggi cambiano/non cambiano e contemporaneamente mostrare l'avanzare delle truppe nel territorio nemico; il problema è che questa cosa mi pare mortalmente noiosa da fare, poiché non credo sia interessante leggere una sequela continua di battaglie e scontri a fuoco da città A a città B. Sto pensando allora di tagliare e lasciare solo le parti importanti per i personaggi, relegando a un riassunto l'avanzata del fronte; il problema è che così perdo la gradualità del cambiamento dei personaggi, poiché nella mia testa so che essi cambiano progressivamente e che l'evento cruciale è solo una goccia che fa traboccare il vaso.

Non devono avvenire soltanto nelle battaglie, ma anche in ciò che le circonda: i momenti di calma fra una battaglia e l'altra, le fasi esplorative, il reperimento di risorse, gli stalli, le imboscate, le fughe, le intercettazioni, le discussioni accese all'interno delle stesse truppe, le questioni etiche e le insubordinazioni...

In questo modo mostrerai l'avanzata delle truppe, che avviene tramite questa varietà di eventi, e nel frattempo ti concentrerai sullo sviluppo e l'evoluzione dei tuoi personaggi.

 

Sei libero di cambiare qualunque dettaglio della tua storia. Hai deciso che ci saranno delle battaglie dalla città A alla città B; questa decisione non dev'essere permanente. Prova a trasformare la storia e ad adattarla ai tuoi scopi (raccontare l'evoluzione dei personaggi).

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Avrei una domanda: 

questi personaggi che grado hanno nell'esercito?

Perché aiuterebbe anche a comprendere il loro modo di percepire la battaglia. Se tu affronti il punto di vista di un soldato semplice ha poco senso dare troppe informazioni sull'andamento della battaglia, ma può essere molto più suggestivo dare la sua percezione di quel palmo di strada in cui combattono, perché ogni grande battaglia contemporanea è fatta di tante piccole schermaglie. L'evento eclatante può essere l'arrivo di un carro armato - mecha o qualsiasi cosa che evidenzi - senza dirlo - uno "stiamo avanzando!" 

In quel caso direi che l'andamento complessivo della battaglia sia qualcosa da lasciar intendere a spezzoni o alla fine, dalle parole di una radio o di un ufficiale, forse.

 

In poche parole, per me è anche importante decidere quale è il punti di vista che si vuole seguire.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Biohazard

Nessuna guerra fra città o  percorsi in estesi territori  può essere una cosa noiosa da descrivere, se si hanno buoni spunti ed esempi.

L'Iliade descrive l'ultimo anno di guerra a Troia, dei soldati accampati da quasi dieci anni davanti a una città, eppure Omero narra l'ultimo anno in una maniera spettacolare, dove succede  veramente di tutto. Tutta la storia del mondo di allora praticamente, naturale e divino.

Per una ritirata, sempre per rimanere all'antico, una buona lettura è Anabasi, di Senofonte, una marcia di 10000 mercenari greci in Medio Oriente...

oppure la Storia di Tucidide, dove si narra anche della peste scoppiata ad Atene... I classici sono una miniera per trovare ispirazione.

Ma forse può risultare pesante come lettura.  In effetti...

Come diceva poi @Black durante la guerra possono avvenire miriadi di episodi,  puoi creare storie e metastorie interne, da una parte e dall'altra e far progredire la guerra senza descriverla di sana pianta ma descrivendo l' "indotto" , tutto quello che circola intorno a una guerra... un vero mondo variegato e trasformato, una moltitudine di personaggi ed episodi...

Manzoni parlava della calata di mercenari in guerra nell'Italia del Seicento, nei Promessi sposi, e non descrisse mai una battaglia, ma gli effetti sui  suoi personaggi...

Mi rendo conto che non si ama leggere i classici forse, per come sono stati presentati a scuola o se proprio non se ne vuole sapere, ma qualche punto di riferimento bisogna pure metterselo, poi si trasforma a proprio uso e consumo. Ti assicuro che la scrittura non finirà mai.

 

  • Mi piace 6

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 15/1/2019 alle 12:33, Black ha detto:

Se il tuo obiettivo è mostrare il cambiamento graduale, ma pensi che gli episodi in cui avviene tale cambiamento siano pesanti o comunque inutili, prova a spostarli. Crea situazioni diverse, inserisci questi cambiamenti in circostanze alternative. Prendendo il tuo esempio:

Non devono avvenire soltanto nelle battaglie, ma anche in ciò che le circonda: i momenti di calma fra una battaglia e l'altra, le fasi esplorative, il reperimento di risorse, gli stalli, le imboscate, le fughe, le intercettazioni, le discussioni accese all'interno delle stesse truppe, le questioni etiche e le insubordinazioni...

In questo modo mostrerai l'avanzata delle truppe, che avviene tramite questa varietà di eventi, e nel frattempo ti concentrerai sullo sviluppo e l'evoluzione dei tuoi personaggi.

 

Sei libero di cambiare qualunque dettaglio della tua storia. Hai deciso che ci saranno delle battaglie dalla città A alla città B; questa decisione non dev'essere permanente. Prova a trasformare la storia e ad adattarla ai tuoi scopi (raccontare l'evoluzione dei personaggi).

 

Il 15/1/2019 alle 15:40, Max91 ha detto:

Avrei una domanda: 

questi personaggi che grado hanno nell'esercito?

Perché aiuterebbe anche a comprendere il loro modo di percepire la battaglia. Se tu affronti il punto di vista di un soldato semplice ha poco senso dare troppe informazioni sull'andamento della battaglia, ma può essere molto più suggestivo dare la sua percezione di quel palmo di strada in cui combattono, perché ogni grande battaglia contemporanea è fatta di tante piccole schermaglie. L'evento eclatante può essere l'arrivo di un carro armato - mecha o qualsiasi cosa che evidenzi - senza dirlo - uno "stiamo avanzando!" 

In quel caso direi che l'andamento complessivo della battaglia sia qualcosa da lasciar intendere a spezzoni o alla fine, dalle parole di una radio o di un ufficiale, forse.

 

In poche parole, per me è anche importante decidere quale è il punti di vista che si vuole seguire.

 

Il 15/1/2019 alle 20:44, Unius ha detto:

@Biohazard

Nessuna guerra fra città o  percorsi in estesi territori  può essere una cosa noiosa da descrivere, se si hanno buoni spunti ed esempi.

L'Iliade descrive l'ultimo anno di guerra a Troia, dei soldati accampati da quasi dieci anni davanti a una città, eppure Omero narra l'ultimo anno in una maniera spettacolare, dove succede  veramente di tutto. Tutta la storia del mondo di allora praticamente, naturale e divino.

Per una ritirata, sempre per rimanere all'antico, una buona lettura è Anabasi, di Senofonte, una marcia di 10000 mercenari greci in Medio Oriente...

oppure la Storia di Tucidide, dove si narra anche della peste scoppiata ad Atene... I classici sono una miniera per trovare ispirazione.

Ma forse può risultare pesante come lettura.  In effetti...

Come diceva poi @Black durante la guerra possono avvenire miriadi di episodi,  puoi creare storie e metastorie interne, da una parte e dall'altra e far progredire la guerra senza descriverla di sana pianta ma descrivendo l' "indotto" , tutto quello che circola intorno a una guerra... un vero mondo variegato e trasformato, una moltitudine di personaggi ed episodi...

Manzoni parlava della calata di mercenari in guerra nell'Italia del Seicento, nei Promessi sposi, e non descrisse mai una battaglia, ma gli effetti sui  suoi personaggi...

Mi rendo conto che non si ama leggere i classici forse, per come sono stati presentati a scuola o se proprio non se ne vuole sapere, ma qualche punto di riferimento bisogna pure metterselo, poi si trasforma a proprio uso e consumo. Ti assicuro che la scrittura non finirà mai.

 

Ho pensato a episodi di "vita quotidiana" sul campo di battaglia, e ancor di più a operazioni su piccola scala dov'è molto più semplice parlare delle persone, il problema è che poi penso che nell'economia globale del conflitto questi avvenimenti sono irrilevanti. Mi pongo la domanda: "Nel complesso, quanto questo episodio influirà sul grande disegno della guerra?" La risposta che mi do in genere è "Non molto" anche se comunque magari mostra un aspetto del conflitto o dei personaggi. Tengo sempre ben presente il piano generale.

Per quanto riguarda la questione dei gradi, è un altro tasto dolente. In linea di principio si tratta sia di soldati (il cui grado è da definire) sia di colonnelli, il cui però ruolo è paradossalmente "di supporto" rispetto ai protagonisti che sono "soldati semplici".

Più in generale, ho un ossessione per il realismo e la verosimiglianza che spesso mi obbliga a fare dei compromessi o a smontare tutto: i protagonisti vengono da famiglie agiate di militari, quindi è d'obbligo che i genitori siano di grado elevato, inoltre è importante che sul campo di battaglia figli e genitori si vedano, anche abbastanza frequentemente, però questo è quantomeno improbabile visto che un rango elevato difficilmente combatte in prima linea (gli esempi non mancano storicamente, anche in tempi recenti, ma si tratta di casi eccezionali); a complicare le cose c'è il fatto che un figlio non può avere un genitore inserito direttamente nella sua catena di comando, problema aggirabile inserendo genitori e figli in brigate diverse, ma questo rende ancora più difficile l'incrociarsi. Questo è un problema che fino a ora ho ignorato, perché implicherebbe il modificare radicalmente parecchie cose. Ancora di più, ho provato a informarmi sulla dimensione delle unità che possono trovarsi contemporaneamente in uno stesso territorio senza trovare nulla di concreto.

Anche per questo mio problema col realismo ho difficoltà a immaginare episodi poiché magari mi vengono pure in mente, però poi comincio a incartarmi con me stesso perché penso che possano essere poco realistici. Esempio: mi riesce molto difficile costruire operazioni furtive poiché le forze in campo sono dotate di droni dotati di molteplici sensori ottici, anche all'infrarosso, capaci di individuare facilmente le fonti di calore, dunque anche i corpi. 

Da questo punto di vista la guerra antica è più semplice, rimuove tutte le complicazioni legate alla tecnologia che, poiché mi muovo nella fantascienza, sono una parte fondamentale (e nemmeno abbastanza, dato che molto difficilmente inserisco elementi troppo al di là di ciò che è possibile oggi. I mecha sono carini e mi piacciono, ma ho scelto di escluderli poiché documentandomi ho appreso che su un campo di battaglia sarebbero un bersaglio troppo facile).

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
10 ore fa, Biohazard ha detto:

Ancora di più, ho provato a informarmi sulla dimensione delle unità che possono trovarsi contemporaneamente in uno stesso territorio senza trovare nulla di concreto.

 

C'è un canale youtube che si chiama "Military History Visualized" che penso faccia al caso tuo, se mastichi l'inglese e puoi sopportare l'accento teutonico del tipo. Presenta un sacco di video interessanti riguardo come si conducevano le operazioni militari nella seconda guerra mondiale, da quelle più grandi, fino a video sulle unità di fanteria della Wehmacht, e ogni tanto ci sono video con riferimenti anche più moderni. Inoltre, è tutto supportato da una bibliografia per ogni video. Secondo me, può darti una mano!

 

Il fatto riguardo i gradi elevati, può anche essere uno snodo narrativo interessante il fatto che lui sia uno di quei casi eccezionali, che vuole guidare i suoi uomini in prima linea, per dovere, per adrenalina, per quel che vuoi tu, insomma. Non credo sia una scelta tanto terribile. 

Per quanto riguarda le diverse catene di comando, io ci vedrei un'opportunità. Può darsi che il protagonista cercherà, quando può, informazioni sull'andamento degli altri fronti, per sapere come se la cava il padre, il fratello, lo zio o chiunque abbia di caro. 

Oppure potresti anche descrivere la battaglia ad ampio respiro. Mi viene in mente Ender's Game, come riferimento di una battaglia campale - se di campale si può dire nello spazio lawl - vista dagli occhi di un, suo malgrado, comandante.

 

10 ore fa, Biohazard ha detto:

nell'economia globale del conflitto questi avvenimenti sono irrilevanti.

 

Ma non credo che faccia male all'economia del racconto, sono questi momenti che ti legano ai personaggi, non solo i resoconti delle battaglie, che anzi giovano di questi momenti, perché sappiamo che il personaggio a cui ci siamo affezionati combatte in quella guerra.

 

 

Nota a margine, opinione personale: se vuoi scrivere un genere come il fantasy o la fantascienza il realismo non dovrebbe ossessionarti, perché realismo e verosimiglianza non sono la stessa cosa. Lo scappare dalla realtà è proprio una delle cose che contraddistingue questi generi, in particolare. Non dico che ogni scusa sia buona - ci sono regole in questi generi, come tu ben sai - ma di non tarparti la fantasia perché ci sono cose che non trovano attinenza nel reale, perché alle volte non devono, ma devono trovarla nelle regole che tu hai costruito per il tuo universo.

 

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 21/1/2019 alle 14:13, Max91 ha detto:

 

C'è un canale youtube che si chiama "Military History Visualized" che penso faccia al caso tuo, se mastichi l'inglese e puoi sopportare l'accento teutonico del tipo. Presenta un sacco di video interessanti riguardo come si conducevano le operazioni militari nella seconda guerra mondiale, da quelle più grandi, fino a video sulle unità di fanteria della Wehmacht, e ogni tanto ci sono video con riferimenti anche più moderni. Inoltre, è tutto supportato da una bibliografia per ogni video. Secondo me, può darti una mano!

Grazie, ci darò sicuramente uno sguardo sperando di trovare qualche consiglio utile.

La guerra moderna non è perfettamente sovrapponibile alla Seconda Guerra Mondiale, ma su alcune cose si può fare una buona approssimazione.

Il 21/1/2019 alle 14:13, Max91 ha detto:

Il fatto riguardo i gradi elevati, può anche essere uno snodo narrativo interessante il fatto che lui sia uno di quei casi eccezionali, che vuole guidare i suoi uomini in prima linea, per dovere, per adrenalina, per quel che vuoi tu, insomma. Non credo sia una scelta tanto terribile. 

Per quanto riguarda le diverse catene di comando, io ci vedrei un'opportunità. Può darsi che il protagonista cercherà, quando può, informazioni sull'andamento degli altri fronti, per sapere come se la cava il padre, il fratello, lo zio o chiunque abbia di caro. 

Oppure potresti anche descrivere la battaglia ad ampio respiro. Mi viene in mente Ender's Game, come riferimento di una battaglia campale - se di campale si può dire nello spazio lawl - vista dagli occhi di un, suo malgrado, comandante.

Sì ci ho pensato, anche se più che direttamente sul campo di battaglia mi occorre che siano abbastanza vicini alla linea del fronte da poter permettere loro di interagire con la fanteria, almeno nei momenti di calma. Diciamo che non è un grosso problema un ufficiale superiore in prima linea o quasi, magari posso sottolineare come la cosa sia eccezionale in qualche modo.

La descrizione di una "battaglia campale" non è qualcosa che mi riesce particolarmente bene, anche perché trattandosi di guerra urbana mi riesce meglio usare un punto di vista più focalizzato.

Il 21/1/2019 alle 14:13, Max91 ha detto:

 

Ma non credo che faccia male all'economia del racconto, sono questi momenti che ti legano ai personaggi, non solo i resoconti delle battaglie, che anzi giovano di questi momenti, perché sappiamo che il personaggio a cui ci siamo affezionati combatte in quella guerra.

 

Cercherò di fare tesoro di questa cosa, e di trovare un giusto bilanciamento tra sequenze di azioni e sequenze più rilassate, senza che il ritmo ne risenta.

Il 21/1/2019 alle 14:13, Max91 ha detto:

Nota a margine, opinione personale: se vuoi scrivere un genere come il fantasy o la fantascienza il realismo non dovrebbe ossessionarti, perché realismo e verosimiglianza non sono la stessa cosa. Lo scappare dalla realtà è proprio una delle cose che contraddistingue questi generi, in particolare. Non dico che ogni scusa sia buona - ci sono regole in questi generi, come tu ben sai - ma di non tarparti la fantasia perché ci sono cose che non trovano attinenza nel reale, perché alle volte non devono, ma devono trovarla nelle regole che tu hai costruito per il tuo universo.

 

Lo so, per questo ho in mente anche un fantasy, che per molti aspetti mi rende tutto più semplice; inoltre poiché pratico scherma medievale ho anche abbastanza presente come funzioni il combattimento con armi bianche, quindi potrei facilmente evitare certi orrori che mi sono trovato a leggere. Il problema è che non riesco a prendere un fantasy sul serio, proprio al livello mentale. Non che non consideri il fantasy un genere serio, nel modo più assoluto, ma io personalmente non riesco a scrivere una storia cruda, drammatica, seria e al contempo avere maghi o creature sovrannaturali, per quanto io stesso ami la magia (e in particolare creare sistemi magici con regole diverse). Uno scenario fantascientifico con solide basi nella realtà mi rende ciò molto più naturale poiché mi dà la sensazione di essere una sorta di prolungamento della realtà stessa, non so se ho reso l'idea.  

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Che poi uno dei nodi della questione è quello che ho scritto poco sopra: così come io provo enorme fastidio nel leggere certi combattimenti all'arma bianca che non presentano verosimiglianza alcuna, analogamente mi sentirei molto in imbarazzo se qualcuno, leggendo qualcosa di mio, pensasse che ho mostrato tecnologie assurde o ho descritto una guerra o tattiche militari in maniera poco verosimile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ci sono stati consigli molto interessanti.  

provo ad aggiungere.

hai pensato ad esempio a trasformare le scene? x esempio in ricordi, sogni o altro? in questo modo puoi evidenziare la gradualità del cambiamento senza per forza perderti in dettagli minori

oppure presentare solo i punti chiave,  fare una selezione dei fatti chiave che portano il cambiamento. qualsiasi storia deve fare anche sognare, troppo realismo rischia di ucciderla

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×