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42 minuti fa, Ginia ha detto:

Grazie @Pat.bag per aver condiviso queste informazioni.

Per chi fosse interessato, ecco il link dell'articolo (penso sia questo, se no correggetemi!), davvero molto utile (e grazie ancora per avercelo segnalato!)

http://www.kultural.eu/component/content/article/940-carta-straccia

Grazie @Ginia stamattina il cellulare non rispondeva agli ordini dati! Si infatti il Direttore me lo ha citato pregandomi di diffonderlo visto che da persone esterne, noi aspiranti autori spesso non ci rendiamo conto dei tanti aspetti spesso negativi che esistono nel mondo dell'Editoria. Spero di non aver portato la discussione OT, nel caso chiedo scusa agli amministratori e magari per chi interessato si può riprendere il discorso in altro luogo!

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24 minuti fa, Pat.bag ha detto:

Spero di non aver portato la discussione OT, nel caso chiedo scusa agli amministratori e magari per chi interessato si può riprendere il discorso in altro luogo!

 

Esatto. @Pat.bag . L'articolo è senza dubbio interessante, tuttavia, chi desiderasse commentarlo può farlo aprendo una discussione apposita in "Varie ed Eventuali". Anzi, provvedo a farlo subito, spostando parte di questa discussione. :)

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Breve estratto dell'articolo in questione:  Mettiamo il caso che Tizio, autore di un buon libro, ne è consapevole, e dietro saggio consiglio cerca un agente letterario o un’agenzia.

Scusate la saccenteria inopportuna (saccenteria, saccenza o sacciutezza?  http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/troppa-saccenteria-saccenza) , ma un paio di congiuntivi ci sarebbero stati come il cacio sui maccheroni.

 

Nel merito: il vero problema non consiste nel trovare un editore, ma qualcuno che ti legga... 

Modificato da Fraudolente
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L'articolo è senza dubbio interessante, da un lato, anche se, a mio avviso, ha qualche pecca (e non solo a livello di forma, come ha fatto presente @Fraudolente ;)).

Credo, innanzitutto, che sia troppo lungo. Lo trovo poco scorrevole, nonostante l'argomento faccia leva sugli interessi e sulla sensibilità di scrittori e aspiranti tali, e la lunghezza eccessiva va a svantaggio della leggibilità. Insomma, l'attenzione (almeno la mia) dopo un po' tende a scemare.

Inoltre, benché nasca da un'evidente lavoro di documentazione e ricerca, credo che contenga delle macro generalizzazioni. Sono davvero così poche le agenzie italiane che consentono una lettura gratuita? Forse e forse è anche vero che essere accettati da un agente non significa ricevere una valutazione (positiva) immediata da parte degli editori, tuttavia io credo che non si sia tenuto conto di una problematica presente a monte, creata proprio dal proliferare, da un certo punto in poi, delle CE a pagamento, che l'articolo sembra in qualche modo voler giustificare (e, per carità, alcune avranno certo i propri motivi, talvolta dipendenti dal meccanismo e dai costi della distribuzione). Questo tipo di editoria, però, ha creato un sovraffollamento del mercato , poiché ha fatto proliferare gli "aspiranti scrittori", inutile negarlo e non tutti di effettivo talento (inutile negare anche questo). Tale sovraffollamento ha di conseguenza rallentato i processi di tutte le case editrici, comprese quelle free, a tal punto che molte hanno sentito l'esigenza di affidarsi a dei mediatori, le agenzie (a loro volta oberate da valutazioni e non sempre di autori rappresentabili, per lo stesso motivo di cui sopra).

A latere c'è senz'altro il diffondersi di una cultura più spicciola, molto più televisiva che "letteraria", per così dire; è inconfutabile che il livello si sia abbassato, ma non credo che la responsabilità sia solo degli editori che accettano di pubblicare le memorie di calciatori, starlette e politici, bensì del tessuto sociale che ha subito un'evidente flessione culturale e un impoverimento di interessi, per diversi altri motivi.

Sempre a mio modesto e personale parere, sia chiaro. :)

  • Mi piace 4

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