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Romina La Peeh

Ode all'angelo della notte

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ODE ALL'ANGELO DELLA NOTTE

 

 

Si è addormentato al mio fianco

e ignora la mia presenza.

Cammino in silenzio - sono un'ombra.

 

Dormi, angelo della notte!

Non ti sveglierò!

 

Senza neanche pensarci

mi sono vestita con la sua camicia

nella dolorosa intenzione di evocarlo.

Come se regnasse in me

sentimento puro e spensierato.

 

Attenta!

Non far rumore!

Il sonno del mio angelo è volubile,

uguale alla felicità che tante volte

ho creduto d'aver raggiunto.

 

 

©Romina La Peeh

 

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Ho letto con molto piacere questo componimento; ci ho visto una certa vena gotica in questo immaginario notturno. Un uso originale della presenza "spettrale", che assurge a tutt'altra, quotidiana valenza - o almeno io l'ho intesa così. Mi piacciono anche le immagini, non sono affatto scontate, vanno verso un unico punto, che si perde - in senso positivo - giù nel secondo verso, dove abbandoniamo la vicenda e seguiamo questo "fantasma lirico", se così vogliamo chiamarlo.

A livello formale, la poesia si legge bene, io di solito non amo il verso libero ma qui l'ho apprezzato! Non apprezzo molto invece le invocazioni, secondo me la poesia sta benissimo - anzi secondo me ne gioverebbe senza, secondo me rompono quella dolce e placida malinconia che si crea guardando tutto dagli occhi dello spettro, che invece mi è arrivata bene!

Un ultimo appunto: al decimo verso l' "un" di un "un sentimento" è tolto appositamente o un - giustificabilissimo - errorino?

 

Nel complesso, mi è piaciuta c:

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@Romina La Peehciao, mi è piaciuto questa tua poesia.  La misteriosa presenza dell'angelo della notte, un amore, un amante, un angelo,  è molto significativa: sebbene stia dormendo ha il compito di rassicurare la donna, è lei che ne ha bisogno per sentirsi protetta, per essere certa che c'è qualcuno che si prende cura di lei . Forte il senso di solitudine che traspare, lei indossa la camicia perchè vuole sentire qualcosa di tangibile, di vero, che riesca a rompere quel senso di tristezza. E allora lo invoca in un sentimento puro, bello, perchè ha paura di rimanere delusa. La poesia in versi liberi è lineare , anche se non segue regole di forma. il linguaggio è comune e molto comprensibile, trasmette tristezza e solitudine però si intravede la speranza che stavolta quell'angelo , puro spirito, sia lì solo per lei. Un dubbio:  quando dice Attenta non fare rumore si rivolge a se stessa? Non era forse meglio dire Starò attenta non farò rumore, solo per una questione di linearità del testo. Piaciuta.  

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Ciao @Romina La Peeh

un bel testo il tuo, che ci trasmette una felicità intensa e fragile.

Bella l'immagine dell'angelo della notte, di cui non sappiamo nulla, ma che ora è in pace e da' tranquillità.

Bello anche il tuo conflitto, voler essere più vicina, ma non voler turbare l'equilibrio.

 

Unico consiglio: potresti arricchire l'incisività del testo asciugando qualcosa, ad esempio

 

Il 12/1/2019 alle 12:14, Romina La Peeh ha detto:

Senza neanche pensarci

senza pensarci

 

Il 12/1/2019 alle 12:14, Romina La Peeh ha detto:

mi sono vestita con la sua camicia

nella dolorosa intenzione di evocarlo.

Come se regnasse in me

sentimento puro e spensierato.

Ho un dubbio su questo passaggio.

Come si accordano l'intenzione dolorosa e il sentimento spensierato?

Non riesco a coglierlo.

 

Grazie, a presto

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Ciao @Romina La Peeh, ho letto più volte la tua poesia. Inizialmente non riuscivo a trovare una chiave di lettura che  mi aiutasse a comprenderla a pieno. Poi ho iniziato a immaginare... Mi è venuta in mente una storia, quella di Amore e Psiche, un mito antico e immortale, e devo dire che ho trovato molti punti in comune. Parli d'amore che ha le sembianze di un sogno, un amore sfuggevole, come la felicità, eppure nonostante questa camminata tra il certo e l'incerto, il vero e il sogno, tu ci sei ancora con tutta la forza del tuo sentimento.

Riguardo alla struttura della Poesia, in verso libero, in alcune parti perde in efficacia, secondo me. Vorrei, mi permetto, di darti qualche consiglio. 

Il 12/1/2019 alle 12:14, Romina La Peeh ha detto:

Dorme al mio fianco, 

Ignora la mia presenza.

Ed io, come un'ombra

muovo in silenzio i miei passi. 

 

Dormi, angelo della notte!

Non ti sveglierò!

 

Ho indossato la sua veste,

senza neanche pensarci,

nella dolorosa intenzione di evocarlo, 

come regnasse in me

un sentimento puro,

spensierato.

 

Attenta!

Non far rumore!

 

Il sonno del mio angelo è volubile,

come la felicità

che tante volte

ho creduto d'aver raggiunto.

Questa la mia idea, fanne quel che vuoi. 

Ho trovato il tuo componimento molto profondo e malinconico e mi è piaciuto. 

Alla prossima. 

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Il 12/1/2019 alle 12:14, Romina La Peeh ha detto:

Si è addormentato al mio fianco

e ignora la mia presenza.

Cammino in silenzio - sono un'ombra.

 

Dormi, angelo della notte!

Non ti sveglierò!

Credo che la forza di qs poesia stia nella prima quartina. È scritta in modo pacato, quasi si vedono i passi leggeri nella notte. L'andamento, poi, è discontinuo, personalmente eliminerei i punti esclamativi e continuerei a camminare scalza.

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Ringrazio a tutti per i vostri commenti e opinioni. Non pensavo questo sito fosse così attivo, altrimenti mi sarei collegata molto prima (lezione imparata). 

Passo a rispondere uno ad uno:

@max91 grazie per le tue parole. Mi è piaciuto che tu ne abbia trovato il lato "gotico". La mancanza di "un" è voluta, per lasciare ancora più vago (indefinito) quel sentimento. Grazie.

@Esterella che bella interpretazione del femminile. Hai colto il senso meno evidente forse. Ti racconto che nelle mie poesie tendo spesso a lasciare indefinito il soggetto al quale parlo, oppure come in questo caso a rivolgersi improvvisamente ad un "tu" che non è definito bene. Mi piace spingere il lettore a prendersi quella pausa per riflettere (ecco perché lo stacco "Attenta ecc.")

@kalufunsui sono stata stupita nel leggere che hai colto nei miei versi una felicità. Non l'avevo mai considerata in quel modo. È inebriante vedere come qualcosa che tu crei con un proposito possa svegliare negli altri sensazioni così nuove ed impensate. Chiarisco il tuo dubbio: sento che la spensieratezza si colleghi all'innocenza e alla purezza. Non so perché forse perché siamo spensierati quando siamo giovani (o bambini). Ecco perché copre il dolore evocandolo e finge un sentimento puro, spensierato, innocente, libero che in realtà non ha. Grazie.

@millika Oh che bello che tu ti sia presa del tempo con la mia poesia. In realtà non sono un'amante della struttura, ecco perché tendo a scrivere verso (molto) liberi. Capisco che a chi piace la struttura più lineare possa risultare difficile, talvolta stridente. Faccio comunque tesoro del tempo che mi hai dedicato e ti ringrazio tanto.

@EA_ ti ringrazio tanto per il tuo commento. Mi ha lasciato un dolce sapore in bocca. Quasi quasi ti do ragione...

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@Max91 grazie per le tue parole. Mi è piaciuto che tu ne abbia trovato il lato "gotico". La mancanza di "un" è voluta, per lasciare ancora più vago (indefinito) quel sentimento. Grazie.

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@Esterella    che bella interpretazione del femminile. Hai colto il senso meno evidente forse. Ti racconto che nelle mie poesie tendo spesso a lasciare indefinito il soggetto al quale parlo, oppure come in questo caso a rivolgersi improvvisamente ad un "tu" che non è definito bene. Mi piace spingere il lettore a prendersi quella pausa per riflettere (ecco perché lo stacco "Attenta ecc.")

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@kalufunsui    sono stata stupita nel leggere che hai colto nei miei versi una felicità. Non l'avevo mai considerata in quel modo. È inebriante vedere come qualcosa che tu crei con un proposito possa svegliare negli altri sensazioni così nuove ed impensate. Chiarisco il tuo dubbio: sento che la spensieratezza si colleghi all'innocenza e alla purezza. Non so perché forse perché siamo spensierati quando siamo giovani (o bambini). Ecco perché copre il dolore evocandolo e finge un sentimento puro, spensierato, innocente, libero che in realtà non ha. Grazie.

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@millika     Oh che bello che tu ti sia presa del tempo con la mia poesia. In realtà non sono un'amante della struttura, ecco perché tendo a scrivere verso (molto) liberi. Capisco che a chi piace la struttura più lineare possa risultare difficile, talvolta stridente. Faccio comunque tesoro del tempo che mi hai dedicato e ti ringrazio tanto.

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Trovo lo stile molto espressivo, ma questo è dovuto anche all'uso del verso sciolto da regole di metrica, rima ecc.

Perfetta anche la metafora dell'angelo della notte che in realtà risulterebbe essere il ricordo di una persona reale che ci ha ignorato, ma rimane nei nostri ricordi come un angelo o uno spirito.

L'angelo della notte viene generalmente identificato in un demone, ma non è il caso di questa poesia.

Qua, la notte è solo la custode silenziosa e fedele di questo angelo, ovvero dei nostri ricordi, che non deve essere svegliato per lasciarlo vivere nei ricordi dei sogni notturni.

Complimenti!

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Questa poesia si legge volentieri, perché racconta sensazioni interiori senza mascherarsi in immagini strane e intraducibili.

A me è piaciuta, ma devo dire che Millika, lavorandoci sopra, sia riuscita a renderla ancora più scorrevole ed efficace... Davvero un ottimo lavoro!

Personalmente, tuttavia, ritengo che una situazione così teneramente amorosa non meriti allusioni al dolore e all'infelicità, in questo caso difficilmente comprensibili. Pertanto scriverei "nell'amorevole intenzione di evocarlo" e chiuderei infine con "come la felicità/ che per questa notte/ ho finalmente raggiunto".

Cordiali saluti.

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Il 12/1/2019 alle 12:14, Romina La Peeh ha detto:

Senza neanche pensarci

mi sono vestita con la sua camicia

nella dolorosa intenzione di evocarlo.

Come se regnasse in me

sentimento puro e spensierato.

Penso che questa strofa sia la chiave per comprendere meglio il resto. Il gesto apparentemente insignificante di mettersi la sua camicia in realtà si rivela un gesto fatto per provare a sentire più vicina una persona che da lì a poco andrà via, spezzando così il momento magico del risveglio vicino alla persona amata. Questo tentativo è "doloroso" proprio a causa di questa consapevolezza: la consapevolezza dell'attimo che fugge via e diventa ormai inafferrabile. Ciononostante, è un gesto assolutamente ingenuo (come suggeriscono il primo e gli ultimi due versi della strofa).

 

Il 12/1/2019 alle 12:14, Romina La Peeh ha detto:

Il sonno del mio angelo è volubile,

uguale alla felicità che tante volte

ho creduto d'aver raggiunto.

In questo caso c'è una somiglianza (che ho apprezzato) tra la fragilità del sonno e la felicità: la felicità potrebbe svanire improvvisamente così come se ci si risvegliasse bruscamente da questo tenero sonno.

 

Mi piace l'immagine dolce che sei riuscita a trasmettere, ma oso una piccolissima critica per quanto riguarda la forma: leggendo un titolo del genere, mi aspettavo una poesia molto più curata nella scelta dei vocaboli, invece non è stato così, eccezion fatta per qualche verso che sembra isolato dagli altri proprio a causa di questa incoerenza stilistica... :umh: Per questo motivo ti consiglierei di riprovare a riscriverla provando a mantenere un registro un poco più elevato, in modo da adattarla meglio al bel titolo che hai scelto, ma anche per poter rendere vera giustizia al contenuto. 

Naturalmente, ho dato solo la mia interpretazione e, tra l'altro, non ho ancora letto gli altri commenti (scelgo sempre di leggerli dopo proprio per non farmi influenzare :facepalm:)!

 

A rileggerci! (y)

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