Ho letto con molto piacere questo componimento; ci ho visto una certa vena gotica in questo immaginario notturno. Un uso originale della presenza "spettrale", che assurge a tutt'altra, quotidiana valenza - o almeno io l'ho intesa così. Mi piacciono anche le immagini, non sono affatto scontate, vanno verso un unico punto, che si perde - in senso positivo - giù nel secondo verso, dove abbandoniamo la vicenda e seguiamo questo "fantasma lirico", se così vogliamo chiamarlo. A livello formale, la poesia si legge bene, io di solito non amo il verso libero ma qui l'ho apprezzato! Non apprezzo molto invece le invocazioni, secondo me la poesia sta benissimo - anzi secondo me ne gioverebbe senza, secondo me rompono quella dolce e placida malinconia che si crea guardando tutto dagli occhi dello spettro, che invece mi è arrivata bene! Un ultimo appunto: al decimo verso l' "un" di un "un sentimento" è tolto appositamente o un - giustificabilissimo - errorino?   Nel complesso, mi è piaciuta c: