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Akakij Akakievic

É dentro di me

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È dentro di me.

 

La mamma ha detto che il mal di pancia è dovuto al fatto che mangio troppe patate fritte, io so che non è così. 

 

Lui è dentro di me. 

 

LUI abita nella mia pancia. 

 

Lo sento muoversi qualche volta, me la graffia come se volesse uscire.

Urlo e mi colpisco proprio sulla bocca dello stomaco. 
Scoppio a piangere, voglio chiamare la mamma, la pancia mi fa troppo male, faccio fatica a respirare. 
Basta ! Batto i pugni sul tavolo e mi alzo, grido ma non emetto alcun suono.

 

Il mio battito aumenta.
 
Sento la paura scorrermi per tutto il corpo come un veleno.

Ho ormai otto anni e mezzo. Un bambino come me non deve soffrire così per un mal di pancia. Non io che solo l'altra settimana ho sconfitto Gurba-il-mostro-del-letto. L'avevamo chiamato così io e papà, ho dovuto tenere la luce accesa per 5 notti consecutive per evitare che il mostro mi portasse via con lui. Mamma ragazzi non potete immaginare quanto furbo fosse Gurba. 
Non l'ho mai visto in faccia. Vedevo solo la sua ombra, ma sapevo che era reale, almeno fino a quando mio papà non ha sparso un po' di polvere magica sotto il letto sconfiggendolo, è sempre stato un grande il mio babbo.

 

Ma ora nemmeno lui mi capiva. 

 

Il dolore alla pancia è fortissimo, sembrava si fosse attenuato ma ora ha ricominciato più forte di prima. Vedo tutto attorno a me girare, mamma dice che succede alle persone con pochi zuccheri, oggi non ho fatto colazione ma non può essere quello, non è quello. È colpa sua, so che è colpa SUA.

 

Abita nella mia pancia e vuole uscire. 

 

Vomito per terra.

 

Il liquido verdastro e viscoso scivola lentamente sul tappeto. La mamma non mi sente, dov’è? È uscita?


Tossisco, carta vetrata che mi lacera la gola.

 

Basta non ne posso più. Se non vuole uscire lui lo farò uscire io. 
L'ho visto fare in tv un sacco di volte da quelle persone vestite di bianco, quelle che tagliano le persone e le salvano la vita. 

 

Io mi salverò la vita. 

 

Mamma tiene i coltelli in cucina. La pancia mi si stringe, ho l'impulso di vomitare ancora ma mi trattengo. Lo sento scalciare. Adesso lo posso sentire urlare.

Ma ora lo faccio uscire, lo DEVO fare uscire, prendo il primo coltello dal cassetto. Quello che mamma usa per tagliare la carne e prepararmi la bistecca. Basterà un piccolo taglio sulla pancia e LUI mi lascerà stare per sempre, e magari potremo anche diventare amici, potrei mostrargli il mio esercito di soldatini, potremo fare grandi battaglie io e lui. 

 

Afferro il coltello e me lo infilo in pancia. 

 

Esce troppo sangue, il dolore aumenta, il cuore martella all'impazzata, cado a terra con un tonfo e chiudo gli occhi.

 "è uscito" penso.

 

«… Timothy Finneck, ritrovato morto dissanguato dalla madre lo scorso 18 dicembre, dall’autopsia è emerso che il piccolo soffriva di coliche alla cistifelle prende forma l’ipotesi quindi di un tragico tentativo di...”

 

Puoi cambiare canale ? Tra poco comincia la partita.

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Ciao @Akakij Akakievic, questo è il tuo primo racconto che leggo e devo ammettere che il tema è forte. Gli ingredienti per colpire il lettore ci sono tutti: il bambino incompreso che crea suspence perché il lettore tende a prendere il punto di vista dell'adulto, l'elaborazione in chiave infantile di ciò che sta accadendo, il gesto estremo (che hai preferito  non indugiare nel descrivere dettagliamente, forse io avrei messo un po' più di sangue e interiora ;)) e infine la spiegazione razionale che costituisce il colpo di scena.

Non solo, ti lasci anche la possibilità di un eventuale seguito seguito con l'ultima frase. 

Il racconto è ben scritto, scorrevole, si legge tutto d'un fiato. Qui però 

6 ore fa, Akakij Akakievic ha detto:

Mamma ragazzi non potete immaginare quanto furbo fosse Gurba. 

Non aprirei un dialogo col lettore né metterei la parola "mamma" che nel testo già uso col suo vero significato e non come intercalare. 

 

Testo piaciuto(y)

 

Talia 

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@Akakij Akakievic bravo, bella idea, efficace nella sua semplicità. La scrittura rende benissimo la psicologia del bambino, a mio avviso.

 

11 ore fa, Akakij Akakievic ha detto:

tagliano le persone e le salvano la vita

salvano loro la vita. A meno che l'errore non sia voluto e attribuito alla bocca del bambino narratore, il che ci può stare, ma allora renderei la cosa più ricorrente.

 

Quello che non funziona è il finale, secondo me. Il racconto poteva perfettamente chiudersi così:

11 ore fa, Akakij Akakievic ha detto:

Esce troppo sangue, il dolore aumenta, il cuore martella all'impazzata, cado a terra con un tonfo e chiudo gli occhi.

 "è uscito" penso.

 

 

Ci interessa sapere ce si tratta di coliche alla cistifellea piuttosto che di colite nervosa? Direi di no. Tra l'altro mi sa che l'informazione diagnostica sia anche scorretta: si può avere calcoli alla cistifellea che provocano coliche biliari (almeno credo)Non funziona perché è molto stano che la cosa venga fuori dall'autopsia. E la battuta finale, per quanto non malvagia, va a parare troppo altrove. "è uscito, penso", invece, è una chiusa perfetta. (y) 

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Ciao :)

Hai scritto il genere nel titolo, incuriosita sono andata a leggere, scusami, ma non mi ha messo paura (è solo una mia sensazione, prendila per tale ok!?)ti dico le mie motivazioni, in base ripeto, al mio solo gusto personale.

Ci sono parecchi elementi nel testo: il bambino, i genitori, le patatine fritte, il mostro sotto al letto, la polverina magica e il mal di pancia, bene! Figo! Mi dico, ora questi ingredienti si andranno a mescolare... Ma non è stato così. Li hai lasciati soli senza attaccarli, in questo modo non gli hai dato forza, impatto.

Il finale inoltre è da commedia, hai tagliato corto per giustificare il gesto estremo. Non è facile esporre valutazioni non piacevoli su un testo, credimi, ma siamo in officina, il mio commento è solo per ragionare:).

Ok, pensa agli elementi che hai, ora legali tra loro. Per esempio, il bimbo esasperato dalla madre che gli ripete tipo loop: "è colpa della patatine, è colpa della patatine", alla fine si squarta la pancia davanti a lei solo per farle vedere che non ne mangia. Il mostro sotto al letto è nella sua pancia?  (Se così è, manca il passaggio in cui lo dici) pensa se la madre gli si avvicina con il coltello per andare ad aprirlo e tranquillizzarlo che non ha niente: "non ti preoccupare, ho la polverina qui, non sentirai dolore".

Hai capito cosa intendo? Le combinazioni ci sono, te ne potrei elencare altre, il non far cadere tutto nel comico o nel grottesco, poi sta a te.

Ciao, e scusa se ti sono sembrata maestrina, sono solo considerazioni di una lettrice come tante!

Buona scrittura, semmai dovessi inventare altri intrecci, sarei felice di leggerli.

Ciao, a presto.

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Il 12/1/2019 alle 08:10, Talia ha detto:

Ciao @Akakij Akakievic, questo è il tuo primo racconto che leggo e devo ammettere che il tema è forte. Gli ingredienti per colpire il lettore ci sono tutti: il bambino incompreso che crea suspence perché il lettore tende a prendere il punto di vista dell'adulto, l'elaborazione in chiave infantile di ciò che sta accadendo, il gesto estremo (che hai preferito  non indugiare nel descrivere dettagliamente, forse io avrei messo un po' più di sangue e interiora ;)) e infine la spiegazione razionale che costituisce il colpo di scena.

Non solo, ti lasci anche la possibilità di un eventuale seguito seguito con l'ultima frase. 

Il racconto è ben scritto, scorrevole, si legge tutto d'un fiato. Qui però 

Non aprirei un dialogo col lettore né metterei la parola "mamma" che nel testo già uso col suo vero significato e non come intercalare. 

 

Testo piaciuto(y)

 

Talia 

Ti ringrazio molto, ho pensato di non essere troppo esplicito nella descrizione del suicidio per lasciare più spazio all’immaginazione, il dialogo con il lettore in effetti non ci sta ! Grazie d’avemelo fatto notare. 

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Il 12/1/2019 alle 13:41, Edu ha detto:

@Akakij Akakievic bravo, bella idea, efficace nella sua semplicità. La scrittura rende benissimo la psicologia del bambino, a mio avviso.

 

salvano loro la vita. A meno che l'errore non sia voluto e attribuito alla bocca del bambino narratore, il che ci può stare, ma allora renderei la cosa più ricorrente.

 

Quello che non funziona è il finale, secondo me. Il racconto poteva perfettamente chiudersi così:

 

Ci interessa sapere ce si tratta di coliche alla cistifellea piuttosto che di colite nervosa? Direi di no. Tra l'altro mi sa che l'informazione diagnostica sia anche scorretta: si può avere calcoli alla cistifellea che provocano coliche biliari (almeno credo)Non funziona perché è molto stano che la cosa venga fuori dall'autopsia. E la battuta finale, per quanto non malvagia, va a parare troppo altrove. "è uscito, penso", invece, è una chiusa perfetta. (y) 

 

La prima “versione” del racconto conteneva degli errori lessico grammaticali per tentare di riprodurre al il modo di parlare del bambino, idea che ho scartato immediatamente. Purtroppo quello è un refuso della prima versione che mi è sfuggito. Mi scuso. Per quanto riguarda il finale pensavo che chiudere con “è uscito” potesse lasciare troppi interrogativi al lettore. 

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Il 12/1/2019 alle 14:00, Lauram ha detto:

Ciao :)

Hai scritto il genere nel titolo, incuriosita sono andata a leggere, scusami, ma non mi ha messo paura (è solo una mia sensazione, prendila per tale ok!?)ti dico le mie motivazioni, in base ripeto, al mio solo gusto personale.

Ci sono parecchi elementi nel testo: il bambino, i genitori, le patatine fritte, il mostro sotto al letto, la polverina magica e il mal di pancia, bene! Figo! Mi dico, ora questi ingredienti si andranno a mescolare... Ma non è stato così. Li hai lasciati soli senza attaccarli, in questo modo non gli hai dato forza, impatto.

Il finale inoltre è da commedia, hai tagliato corto per giustificare il gesto estremo. Non è facile esporre valutazioni non piacevoli su un testo, credimi, ma siamo in officina, il mio commento è solo per ragionare:).

Ok, pensa agli elementi che hai, ora legali tra loro. Per esempio, il bimbo esasperato dalla madre che gli ripete tipo loop: "è colpa della patatine, è colpa della patatine", alla fine si squarta la pancia davanti a lei solo per farle vedere che non ne mangia. Il mostro sotto al letto è nella sua pancia?  (Se così è, manca il passaggio in cui lo dici) pensa se la madre gli si avvicina con il coltello per andare ad aprirlo e tranquillizzarlo che non ha niente: "non ti preoccupare, ho la polverina qui, non sentirai dolore".

Hai capito cosa intendo? Le combinazioni ci sono, te ne potrei elencare altre, il non far cadere tutto nel comico o nel grottesco, poi sta a te.

Ciao, e scusa se ti sono sembrata maestrina, sono solo considerazioni di una lettrice come tante!

Buona scrittura, semmai dovessi inventare altri intrecci, sarei felice di leggerli.

Ciao, a presto.

Non preoccuparti ! Si impara dalle critiche non dai complimenti. Capisco perfettamente quello che dici, ma ho pensato che aggiungere troppi elementi macabri e violenti sarebbe stato controproducente. Semmai scriverò altri racconti tenterò di dare più impatto alla narrazione anche tenendo a mente ciò che mi hai consigliato. 

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Ciao, complimenti. Trovo che l'idea alla base non sia per nulla scontata e che tu sia riuscito nel tuo intento. 

Il 12/1/2019 alle 01:50, Akakij Akakievic ha detto:

Mamma ragazzi non potete immaginare quanto furbo fosse Gurba. 

Questa frase personalmente non mi convince, secondo me dovresti prestare attenzione alla forma. 

Il testo nel complesso anche se breve riesce a coinvolgere il lettore e a non apparire incompleto, ottima l'idea di terminare lasciando aperte ulteriori possibilità anche se forse sarebbe da approfondire ulteriormente. 

Creare un personaggio infantile, riprodurlo tramite il linguaggio e far immedesimare un pubblico estraneo è molto difficile ma tu l'hai fatto apparire facile. 

In particolare, ho apprezzato le immagini che il testo evoca: cupe, crude e decisamente efficaci. :)

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Ciao, premetto che non ho letto molti racconti horror del forum e che è la prima volta che commento xD 

Il racconto mi è piaciuto molto sia nella forma che nell'idea di per se. Penso non sia affatto facile creare suspense utilizzando un linguaggio adatto a un bambino di otto anni ma, a parte qualche punto in cui il protagonista mi è parso "più maturo", ti è riuscito molto bene.

Il 12/1/2019 alle 01:50, Akakij Akakievic ha detto:

 

 

È dentro di me.

 

La mamma ha detto che il mal di pancia è dovuto al fatto che mangio troppe patate fritte, io so che non è così. 

 

Lui è dentro di me. 

 

LUI abita nella mia pancia.

Ho adorato questo crescendo iniziale, rende il senso della follia e del disagio che prova il protagonista(y)

Il 12/1/2019 alle 01:50, Akakij Akakievic ha detto:

Mamma ragazzi non potete immaginare quanto furbo fosse Gurba. 

Anche a me questa frase non mi ha convinto particolarmente posta in questa forma. Forse avrei preferito una frase del tipo "Accidenti quanto era furbo Gurba!"

Il 12/1/2019 alle 01:50, Akakij Akakievic ha detto:

quelle che tagliano le persone e le salvano la vita. 

Errore grammaticale che in un bambino di otto anni sarebbe più che accettabile e che, anzi, considererei di caratterizzazione, se non fosse l'unico errore del testo. Ma non disturba la scorrevolezza né mi ha impedito di leggermi il tuo racconto tutto d'un fiato :asd:

Il suicidio è molto semplice e povero di dettagli, soprattutto quando il bambino infila il coltello e la direi una scelta interessante.

Il pezzo finale slega un po' il tutto e forse avrei terminato con il suicidio ma, filosoficamente parlando, mi piace: dà l'impressione del "Queste cose capitano agli altri, mica a me!".

Spero di poter leggere altri tuoi racconti in futuro, penso che tu sia molto bravo :)

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1 ora fa, Marta96 ha detto:

Ciao, premetto che non ho letto molti racconti horror del forum e che è la prima volta che commento xD 

Il racconto mi è piaciuto molto sia nella forma che nell'idea di per se. Penso non sia affatto facile creare suspense utilizzando un linguaggio adatto a un bambino di otto anni ma, a parte qualche punto in cui il protagonista mi è parso "più maturo", ti è riuscito molto bene.

Ho adorato questo crescendo iniziale, rende il senso della follia e del disagio che prova il protagonista(y)

Anche a me questa frase non mi ha convinto particolarmente posta in questa forma. Forse avrei preferito una frase del tipo "Accidenti quanto era furbo Gurba!"

Errore grammaticale che in un bambino di otto anni sarebbe più che accettabile e che, anzi, considererei di caratterizzazione, se non fosse l'unico errore del testo. Ma non disturba la scorrevolezza né mi ha impedito di leggermi il tuo racconto tutto d'un fiato :asd:

Il suicidio è molto semplice e povero di dettagli, soprattutto quando il bambino infila il coltello e la direi una scelta interessante.

Il pezzo finale slega un po' il tutto e forse avrei terminato con il suicidio ma, filosoficamente parlando, mi piace: dà l'impressione del "Queste cose capitano agli altri, mica a me!".

Spero di poter leggere altri tuoi racconti in futuro, penso che tu sia molto bravo :)

Ti ringrazio moltissimo, purtroppo come già spiegato nei commenti di sopra, l’errore è dovuto ad una prima versione che tentava di riprodurre il parlato infantile con errori sintattici grammaticali annessi, idea che ho preferito scartare. Mi scuso ancora per quelli che mi sono sfuggiti in fase di correzione. Per il resto ti ringrazio dei consigli !

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Il 14/1/2019 alle 20:28, AlessandraX ha detto:

Ciao, complimenti. Trovo che l'idea alla base non sia per nulla scontata e che tu sia riuscito nel tuo intento. 

Questa frase personalmente non mi convince, secondo me dovresti prestare attenzione alla forma. 

Il testo nel complesso anche se breve riesce a coinvolgere il lettore e a non apparire incompleto, ottima l'idea di terminare lasciando aperte ulteriori possibilità anche se forse sarebbe da approfondire ulteriormente. 

Creare un personaggio infantile, riprodurlo tramite il linguaggio e far immedesimare un pubblico estraneo è molto difficile ma tu l'hai fatto apparire facile. 

In particolare, ho apprezzato le immagini che il testo evoca: cupe, crude e decisamente efficaci. :)

 

Il 14/1/2019 alle 20:28, AlessandraX ha detto:

Ciao, complimenti. Trovo che l'idea alla base non sia per nulla scontata e che tu sia riuscito nel tuo intento. 

Questa frase personalmente non mi convince, secondo me dovresti prestare attenzione alla forma. 

Il testo nel complesso anche se breve riesce a coinvolgere il lettore e a non apparire incompleto, ottima l'idea di terminare lasciando aperte ulteriori possibilità anche se forse sarebbe da approfondire ulteriormente. 

Creare un personaggio infantile, riprodurlo tramite il linguaggio e far immedesimare un pubblico estraneo è molto difficile ma tu l'hai fatto apparire facile. 

In particolare, ho apprezzato le immagini che il testo evoca: cupe, crude e decisamente efficaci. :)

Ti ringrazio molto, la frase era un aspetto che nessuno mi aveva ancora fatto notare e ci rifletterò. Ancora grazie mille. 

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Ciao @Akakij Akakievic, ho scritto diversi racconti di questo genere e forse proprio per questo il genere mi è allo stesso tempo simpatico e detestabile. La storia in sé è molto valida, specialmente con il colpo di scena finale riguardo le coliche, il mio profanissimo consiglio è quello di sviluppare meglio la presa di coscienza del ragazzo in riferimento all'entità che a parer suo lo possiede. Come è giunto un ragazzo di otto anni ad una conclusione così oscura? Trattandosi poi di un bambino il linguaggio è un po' troppo lapidario e da villain, secondo me. Vorrei comunque precisare che non mi ergo a giudice, ma conoscendo ed apprezzando il genere a mio avviso, con qualche accorgimento potrebbe uscire fuori una bella e plausibile storia. Un saluto 

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1 ora fa, Moriarty ha detto:

Ciao @Akakij Akakievic, ho scritto diversi racconti di questo genere e forse proprio per questo il genere mi è allo stesso tempo simpatico e detestabile. La storia in sé è molto valida, specialmente con il colpo di scena finale riguardo le coliche, il mio profanissimo consiglio è quello di sviluppare meglio la presa di coscienza del ragazzo in riferimento all'entità che a parer suo lo possiede. Come è giunto un ragazzo di otto anni ad una conclusione così oscura? Trattandosi poi di un bambino il linguaggio è un po' troppo lapidario e da villain, secondo me. Vorrei comunque precisare che non mi ergo a giudice, ma conoscendo ed apprezzando il genere a mio avviso, con qualche accorgimento potrebbe uscire fuori una bella e plausibile storia. Un saluto 

Ti ringrazio molto, farò tesoro dei tuoi suggerimenti. 

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