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Always_394

Scindere un contratto editoriale

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Salve!

Mi trovo dinnanzi a un problema che non riesco ad affrontare e ho aperto la mia prima discussione proprio per chiedervi una mano. Vi espongo per bene la situazione.

Ho firmato un contratto editoriale verso i primi di ottobre del 2017, in cui si diceva che la mia opera sarebbe stata pubblicata entro sei mesi. In realtà, dopo diverse sollecitazioni, il libro è uscito un mese e mezzo più tardi. Durante questo periodo avrei potuto scindere il contratto, ma non l'ho fatto. Ero alle prime armi in campo editoriale ed ero talmente felice di vedere la mia opera in formato cartaceo, da non accorgermi dei primi segnali. Premetto che il personale è molto disponibile e cordiale, risponde e chiarisce subito i miei dubbi, ma ci sono stati parecchi problemi. L'editing era totalmente inesistente, tanto è vero che ho dovuto pensare io a tutto, ma la promozione nei mesi successivi non c'è neanche stata e ho dovuto fare tutto da me, con scarsi risultati.

A dicembre ho pubblicato un altro libro, questa volta su Amazon, e ho subito notato la differenza tra i due. Il secondo va alla grande, nonostante io non faccia nulla di diverso dal primo per promuoverlo e sia passato meno di un mese. Le vendite vanno benissimo e persino le letture, cosa che non mi aspettavo vista la prima esperienza.

Il punto è che volevo scindere il contratto del mio primo libro, sistemarlo e venderlo su Amazon. Leggendo il contratto, tuttavia, non si fa alcuna menzione alla possibilità di recedere o meno. Quindi adesso non so come muovermi, se bisogna pagare penale o meno. A tal proposito, da contratto non si fa riferimento alla penale. Il contratto è di due anni a decorrere dalla data di pubblicazione, quindi non sono neanche arrivata a un anno.

È un'opera a cui tengo tantissimo, tanto da aver già scritto due seguiti. Non mi andrebbe di pubblicare il seguito su Amazon e lasciare il primo alla casa editrice, intanto perché i costi da me proposti sono nettamente inferiori – perché non mi interessa far soldi – e poi perché con Amazon decido io come muovermi in fatto di promozioni. Voglio dire: se mettessi il seguito gratis per un periodo di tempo limitato su Amazon, chi mi dice che gli utenti lo scaricherebbero, considerando che il primo costa di più e non potrà mai essere sottoposto a una tale promozione?

Dopo tutto questo, vi chiedo cosa posso fare in merito. Ci sarebbe la possibilità di scindere il contratto prima dei due anni, senza pagare la penale? Ribadisco, non è scritto né che si possa scindere, né che non si possa fare, o che si debba pagare penale. Niente.

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1 ora fa, Always_394 ha detto:

Dopo tutto questo, vi chiedo cosa posso fare in merito. Ci sarebbe la possibilità di scindere il contratto prima dei due anni, senza pagare la penale? Ribadisco, non è scritto né che si possa scindere, né che non si possa fare, o che si debba pagare penale. Niente.

 

Se non esiste una clausola risolutiva espressa non è possibile fare niente.

L'unica possibilità è che nel contratto sia previsto in modo chiaro che tra gli obblighi contrattuali della casa editrice vi è quello della promozione; in tal caso vi è un inadempimento dei doveri contrattuali da parte dell'editore:

 

1 ora fa, Always_394 ha detto:

la promozione nei mesi successivi non c'è neanche stata

 

e tu puoi effettuare dapprima un'ingiunzione ad adempiere e in caso di ulteriore inadempimento richiedere la risoluzione giudiziale del contratto.

Un'altra possibilità è che questo sia nullo. Lo è, per esempio, se manca l'indicazione del numero di copie della prima edizione o qualche altro elemento (per verificare quali essi siano ti rimando al nostro fac-simile di contratto standard e relativi commenti sotto spoiler).

Diversamente, l'unica cosa che tu possa fare, purtropo, è attendere la decorrenza dei termini contrattuali.

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In realtà, più di avere l'obbligo, è riportato che "ha la facoltà" di pubblicizzare l'opera e "si impegna" a sfruttare la piena potenzialità dei suoi spazi web per la promozione dell'opera. Si tratta di due punti distinti. 

Comunque, ho fatto delle ricerche in merito al contratto della mia casa editrice e trovato una risposta da parte del mio editore che riportava un punto preciso del contratto:

"L'editore si impegna a pubblicare il libro entro un periodo massimo di 6 mesi a partire dalle firma del presente contratto. Allo scadere di questo periodo, l'autore è libero di recedere dal contratto tramite comunicazione con raccomandata di ritorno."

Io avevo interpretato il seguente punto in maniera totalmente diversa, come sopra riportato. Scritto in questo modo, il punto sembra essere contestabile. Un altro punto recita che l'autore debba prestare il suo contributo durante la fase di preparazione dell'opera e "in caso di mancata collaborazione" l'editore ha la facoltà di recedere dal contratto. Insomma il punto da me riportato non dice effettivamente che, se l'editore non si impegna a pubblicare l'opera entro 6 mesi, l'autore ha la facoltà di recedere dal contratto. Ne parla in maniera molto generica, come se dopo sei mesi potessi scindere in qualsiasi momento.

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13 minuti fa, Always_394 ha detto:

"L'editore si impegna a pubblicare il libro entro un periodo massimo di 6 mesi a partire dalle firma del presente contratto. Allo scadere di questo periodo, l'autore è libero di recedere dal contratto tramite comunicazione con raccomandata di ritorno."

 

Ne parla in maniera molto generica, come se dopo sei mesi potessi scindere in qualsiasi momento.

 

S'intende, però, in caso di inadempimento. È sottinteso che se allo scadere dei sei mesi l'editore non ha onorato l'impegno di pubblicare, l'autore può recedere in qualsiasi momento, ma se la pubblicazione è avvenuta, anche in maniera tardiva, e l'autore non ha esercitato prima la sua facoltà di recedere, non può farlo una volta che l'opera è stata pubblicata (a maggior ragione perché tu stessa ne hai sollecitato la pubblicazione); a meno che non sussistano altri motivi.

 

19 minuti fa, Always_394 ha detto:

"ha la facoltà" di pubblicizzare l'opera e "si impegna" a sfruttare la piena potenzialità dei suoi spazi web per la promozione dell'opera. Si tratta di due punti distinti.  

 

In realtà per la L.d.A., quello della promozione è uno dei doveri dell'editore, non una mera facoltà. Comunque, io proverei a considerare quel "s'impegna".

Se ritieni che l'editore non si sia impegnato a sufficenza per promuovere l'opera nei suoi spazi web, potresti sfruttare questo aspetto.

 

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Ho chiesto alla mia casa editrice, anche per chiarire questo dubbio, e mi ha risposto una nuova customer care. La prima volta ho pensato che non avesse capito la mia domanda, forse perché mi ero espressa male, tanto da riportarmi il termine di un contratto non mio! Le ho più volte detto che il mio è un vecchio contratto di edizione e riformulato la domanda nel modo più chiaro possibile, ma non riesce a fornirmi una risposta, continua a citarmi i termini del nuovo contratto. Io non so più che fare, parlarne sul forum o sul gruppo di Facebook in cui è presente il direttore editoriale, ma ho paura di risultare stressante e peggiorare la situazione. Ho pensato, appena mi capita di prendere il contratto che per ora non ho con me, di mandarlo... Ho esaurito ogni risorsa e speranza.

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Ho rescisso un contratto quest'estate. Neanche il mio menzionava  la possibilità di farlo, però erano citati gli store che avrebbero venduto il libro. L'inadempienza dell'editore, che si rifiutava di inserirlo nei più importanti a causa dei costi, era palese.

Prova a scrivere delle mail  (parecchie!) in cui ti lamenti della scarsa promozione, presenza nel web ecc. E dopo un po' proponi di sciogliere il contratto. Può darsi che l'editore, infastidito e per nulla intenzionato a fare di più, accetti di "liberarsi" di te senza grandi resistenze! ;)

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Il mio primo romanzo era bello ed è stato pubblicato a perdere. Era scritto che sarebbe stato venduto su Amazon e, tra le varie mancanze, non è stato fatto prima di un anno e oltre. Fossi stato non dico furbo, ma adulto, avrei risolto il contratto perché gli editi non li vuole nessuna tra le piccole. L'editore fossero anche cinquanta euro guadagna sul tuo lavoro e quindi deve lavorare.

 

Buona giornata

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Il 16/1/2019 alle 18:25, sefora ha detto:

Ho rescisso un contratto quest'estate. Neanche il mio menzionava  la possibilità di farlo, però erano citati gli store che avrebbero venduto il libro.

Sì, credo di aver capito a quale casa editrice ti riferisci, perché ho letto una discussione in merito e in cui tu eri presente. Dovrebbe essere la stessa che mi aveva proposto un contratto per l'opera che ho pubblicato su Amazon.

Ma tu hai pagato penale? Io non vorrei comportarmi in maniera errata nei loro riguardi, ne vale della mia opera, non so se mi spiego. È pur sempre il mio editore fino a quando non avrò la possibilità di recedere dal contratto e con me sono sempre stati cortesi e disponibili. Il mio problema, oltre la promozione, è appunto dato dalla notevole differenza di vendite riscontrate dall'uno e dall'altro libro (per costi, promozioni, ecc) e dal fatto che volevo prendere nuovamente possesso dei miei diritti per "salvare" il mio romanzo.

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Ultima ora.

La questione si fa ancora più complessa. Ho inviato il contratto firmato alla mia casa editrice e in breve è risultato che prima, secondo questo articolo, si poteva uscire, adesso non più perché i vincoli sono cambiati. È cambiato il contratto, ma io non l'ho firmato! Il nuovo contratto è di tre anni, non più due, e presenta articoli diversi dal vecchio. 

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9 ore fa, Always_394 ha detto:

È cambiato il contratto, ma io non l'ho firmato!

 

Cioè, vogliono applicarti clausole di un nuovo contratto che tu non hai mai firmato? Mica il contratto è retroattivo, vale solo quello che tu hai firmato e con quelle clausole specifiche. O_O

O forse non ho ben capito io.

Modificato da ElleryQ

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Ho parlato con loro telefonicamente, all'inizio hanno insistito su questa cosa che il contratto è cambiato. Ho più volte fatto presente che non era un contratto che io ho firmato e siamo arrivati alla conclusione, sempre in maniera pacifica, di mandare una raccomandata. Ho avuto così tanti discorsi che nemmeno io ho capito bene cosa sia successo. O_-

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@Always_394
Se l'altro contratto non l'hai firmato non devi preoccuparti. Non esistono poi clausole che possono imporre modificazioni unilaterali del contratto editoriale. 
Per quanto riguarda poi il tuo desiderio di scioglierlo esistono diversi modi per farlo.
Dalla dichiarazione di nullità alle varie cause di risoluzione del contratto.
Non tutti i contratti però sono uguali.
Non avendolo davanti il tuo contratto credo che qui ti saremo di scarso aiuto. Fossi in te cercherei il consiglio di un buon avvocato sopratutto se non hai ottime conoscenze del diritto d'autore/buone basi giuridiche, un buon professionista dovrebbe saper individuare il modo migliore e anche il più amichevole per chiudere il rapporto.
Inoltre se non erro l'autore ha sempre diritto al ritiro dell'opera per gravi ragioni morali, ma non so quanto sia effettivamente praticabile come strada. Dovresti poi pagare all'editore un indennizzo e non sono sicuro che poi potresti mettere l'opera nuovamente in commercio
Potresti anche evitare qualsiasi tipo di esborso economico (tranne l'avvocato/consulente legale).
Spero di essere stato d'aiuto.

 

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6 ore fa, Always_394 ha detto:

 

La questione si fa ancora più complessa. Ho inviato il contratto firmato alla mia casa editrice e in breve è risultato che prima, secondo questo articolo, si poteva uscire, adesso non più perché i vincoli sono cambiati. È cambiato il contratto, ma io non l'ho firmato! Il nuovo contratto è di tre anni, non più due, e presenta articoli diversi dal vecchio. 

 

...siamo arrivati alla conclusione, sempre in maniera pacifica, di mandare una raccomandata.

 

Se ho ben capito, hai firmato e spedito  ora un contratto che l'editore ha intanto modificato. Giusto? Da quanto tempo lo avevi ricevuto e c'era un  limite temporale per rinviarlo firmato?

Dovrebbe essere nullo se l'editore ha cambiato/eliminato le clausole da te sottoscritte.

Devi mandare tu la raccomandata? Scrivendo cosa?

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