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Per aspera ad astra

Il tempo sfugge come brodo da una forchetta

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Essendo anch'io aspirante scrittore, come molti altri devo anche dedicarmi ad attività molto meno interessanti della scrittura e della lettura. Ad esempio, se desidero nutrirmi, ho bisogno di andare al supermercato, a meno che non decida di sottopormi ad una dieta a base d'erba di aiuola e foglie secche. Inoltre, se non prediligo dormire in un cassonetto della spazzatura, sono costretto a pagare un affitto. Se poi pretendo il lusso di tenermi in contatto con il mondo esterno e fare ricerche online per i miei scritti, devo acquistare un abbonamento internet.

 

Cosa hanno in comune tutte queste attività? Esatto, si possono svolgere solo con uno stipendio, e quindi con un lavoro!

 

Ora, da aspirante scrittore spero un giorno di poter vivere di scrittura poiché è quello che mi piace fare maggiormente, ma prima di allora ho dovuto trovare un impiego con orari di ufficio che non fa altro che togliere tempo prezioso alla scrittura.

 

La mia domanda è quindi la seguente: come fate voi? Cioè, anche voi siete o siete stati aspiranti con un lavoro, quindi dove trovate tempo a sufficienza per fare ricerca, pianificare strutture, stendere bozze etc? Personalmente riesco solo a fare qualcosina nei giorni lavoritivi (tra pause e al ritorno a casa se il mio cervello non è troppo bollito), e nei week end. Ma anche lì, se desidero una bava di vita sociale per non rischiare di trasformarmi in un essere del sottosuolo, capita a volte di dover incontrare gente.

 

Tempo a sufficienza quindi non ne vedo (il mio "a sufficienza" è almeno poche ore al giorno), considerando anche che malauguratamente sono di cronotipo notturno, cioè "funziono" (se mai il mio cervello possa funzionare davvero) meglio di sera e/o notte, ma guarda un po', di notte devo dormire altrimenti con la fava che il giorno dopo sono abbastanza lucido per lavorare.

 

 

Se esiste un segreto noto solo agli aspiranti scrittori io non ero nella fila giusta il giorno in cui lo hanno rivelato, illuminatemi (di immenso) con i vostri consigli e/o esperienze, perché qui ne esco pazzo.

 

 

Grazie!

 

 

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Io non vorrei mai che il mio lavoro diventasse scrivere perché l'ansia inquinerebbe il divertimento... Ma ovviamente è un'opinione personalissima.

Io ho trovato il mio angoletto di scrittura la sera: tra 21 30 / 0.0 e nei week end. Il tempo passato lontano dal p.c. È tempo buono per pensare, prendere appunti ecc... Specie il tempo sui mezzi pubblici è per me prezioso. 

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Credo che sia un problema non solo di noi aspiranti, ma comune. Io studio e faccio qualche lavoretto saltuario, dunque il tempo per scrivere è veramente risicato, come ora in piena sessione d'esame. Di solito, se non sono troppo stanca o comunque ho un po' di tempo, scrivo qualcosina la sera. Hai provato qualche programma di scrittura vocale? Non sarai mai la stessa cosa, ma potrebbe essere un'alternativa con cui riempire i tempi "morti". 

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Non mi sembra un problema insormontabile il tuo. Il tuo cervello funziona meglio la sera e hai orari d'ufficio (ergo lavori di giorno per quelle classiche otto ore+pausa pranzo, suppongo): non potresti chiedere di meglio. Ovvero c'è chi sta peggio, molto peggio.
Hai 'poche ore al giorno', dici. Beh, c'è chi non ha neanche quelle.
Parliamone chiaramente: non puoi fare altrimenti. Non puoi evitare di lavorare almeno le tue 8 ore. Se vuoi scrivere, devi trovare il modo di farlo nel tempo che hai a disposizione. Hai poche ore? Te le devi far bastare: il tuo cervello deve abituarsi a focalizzarsi più velocemente e a produrre di più, evidentemente. E devi accettare che i tuoi risultati saranno più lenti a venire: non puoi scrivere un libro al mese come certi autori americani. Loro tutto il giorno fanno solo quello. Tu non ne hai materialmente il tempo. Ma pazienza: chi va piano...

Riassumendo: rivedi le tue aspettative e ricalibra, con paziente esercizio costante, la tua mente. Vedrai che riuscirai a far tutto.

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@Fabio1143 Grazie per il tuo commento.

 

1 ora fa, Fabio1143 ha detto:

Io non vorrei mai che il mio lavoro diventasse scrivere perché l'ansia inquinerebbe il divertimento

 

Capisco pienamente, spero che, in caso per me in futuro diventi una professione, l'ansia non superi il divertimento.

 

 

@la.ac.bambini Grazie per la tua nota.

 

1 ora fa, la.ac.bambini ha detto:

il tempo per scrivere è veramente risicato, come ora in piena sessione d'esame

 

Ti capisco perfettamente, anch'io ho provato, durante l'università, a scrivere con costanza. Molto dura.

 

 

1 ora fa, la.ac.bambini ha detto:

Hai provato qualche programma di scrittura vocale?

 

Utilizzo a volte la scrittura vocale per lavoro, e credo di preferire vedere le parole che scrivo, quando mi dedico alla scrittura, non so se riuscirei a dettare un mio testo. Magari proverò!

 

 

@Alexander91 Grazie per i consigli.

 

25 minuti fa, Alexander91 ha detto:

Hai 'poche ore al giorno', dici.

 

Forse non ho spiegato bene. Le "poche ore al giorno" sarebbero l'ideale, ciò a cui aspiro avere, il minimo sindacale da dedicare alla scrittura. Infatti dico "Tempo a sufficienza quindi non ne vedo (il mio "a sufficienza" è almeno poche ore al giorno)". Vorrei quindi trovare almeno poche ore al giorno, ma è sempre difficile.

 

 

29 minuti fa, Alexander91 ha detto:

Riassumendo: rivedi le tue aspettative e ricalibra, con paziente esercizio costante, la tua mente. Vedrai che riuscirai a far tutto.

 

Concordo, sicuramente devo partire dal ricalibrare la mia mente.

 

 

 

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6 ore fa, Per aspera ad astra ha detto:

Essendo anch'io aspirante scrittore, come molti altri devo anche dedicarmi ad attività molto meno interessanti della scrittura e della lettura. Ad esempio, se desidero nutrirmi, ho bisogno di andare al supermercato, a meno che non decida di sottopormi ad una dieta a base d'erba di aiuola e foglie secche. Inoltre, se non prediligo dormire in un cassonetto della spazzatura, sono costretto a pagare un affitto. Se poi pretendo il lusso di tenermi in contatto con il mondo esterno e fare ricerche online per i miei scritti, devo acquistare un abbonamento internet.

 

Cosa hanno in comune tutte queste attività? Esatto, si possono svolgere solo con uno stipendio, e quindi con un lavoro!

 

Ora, da aspirante scrittore spero un giorno di poter vivere di scrittura poiché è quello che mi piace fare maggiormente, ma prima di allora ho dovuto trovare un impiego con orari di ufficio che non fa altro che togliere tempo prezioso alla scrittura.

 

La mia domanda è quindi la seguente: come fate voi? Cioè, anche voi siete o siete stati aspiranti con un lavoro, quindi dove trovate tempo a sufficienza per fare ricerca, pianificare strutture, stendere bozze etc? Personalmente riesco solo a fare qualcosina nei giorni lavoritivi (tra pause e al ritorno a casa se il mio cervello non è troppo bollito), e nei week end. Ma anche lì, se desidero una bava di vita sociale per non rischiare di trasformarmi in un essere del sottosuolo, capita a volte di dover incontrare gente.

 

Tempo a sufficienza quindi non ne vedo (il mio "a sufficienza" è almeno poche ore al giorno), considerando anche che malauguratamente sono di cronotipo notturno, cioè "funziono" (se mai il mio cervello possa funzionare davvero) meglio di sera e/o notte, ma guarda un po', di notte devo dormire altrimenti con la fava che il giorno dopo sono abbastanza lucido per lavorare.

 

 

Se esiste un segreto noto solo agli aspiranti scrittori io non ero nella fila giusta il giorno in cui lo hanno rivelato, illuminatemi (di immenso) con i vostri consigli e/o esperienze, perché qui ne esco pazzo.

 

 

Grazie!

 

 

 

Per i primi anni devi sacrificare qualcosa. Ma se poi quello che rilasci piace e si fa leggere, e lascia la voglia di leggere altro, il soldi ce lo fai per camparci. Ma al naturale proprio. Puoi stentare per quanto riguarda la diffusione, e per questo devi scrivere tanto per compensare. 

 

Ma è tutt'altro che impossibile. 

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49 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Per i primi anni devi sacrificare qualcosa.

D'accordo con JPK Dike. Lavoro, scrittura, lettura, vita sociale, altri hobby, altre preoccupazioni o impegni. Qualcosa va sacrificata.

 

7 ore fa, Per aspera ad astra ha detto:

Se esiste un segreto noto solo agli aspiranti scrittori io non ero nella fila giusta il giorno in cui lo hanno rivelato

Il segreto credo sia proprio il sacrificio a meno che aspirante X non sia ricco di famiglia. Sfruttare ogni singolo minuto, anche se dopo il lavoro non è facile.

Seneca diceva: Non è vero che abbiamo poco tempo, la verità è che ne perdiamo molto.

Io tento di eliminare il superfluo a favore delle passioni, procedo con lentezza, ma procedo :)

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@Per aspera ad astra sei proprio un aspirante scrittore!

E lo dico come un complimento!

 

Noi tutti, credo, vorremmo scrivere a tempo pieno eppure… eppure la vita è là fuori, con i suoi limiti, i suoi impegni.

 

Io spesso ho del tempo libero, perché sono alla ricerca di lavoro ma ti garantisco che quest'incertezza la pago con un'ansia costante, una spada di Damocle che, diciamocelo, non sempre è propedeutica alla scrittura.

 

Io l'ho risolta così: dandomi tempo. 

 

Non casca il mondo se ci metto una settimana oppure due a scrivere una storia, se consegno ad una casa editrice in sei mesi oppure in un anno. L'importante è non procrastinare, non sedersi sugli allori, se riesci a scrivere anche solo dieci minuti al giorno oppure due ore la settimana ma con costanza, secondo me è spesso più produttivo  che scrivere "per forza" o perché vorresti avere più tempo. Specie perché (parlo per me) scrivere per tre ore tutti i giorni mi distruggerebbe, mentalmente, dovendomi anche occupare del resto della mia vita.

Poi ognuno trova il suo equilibrio, ci sono autori che pubblicano un libro in cinque-sette anni, quindi penso che siamo tutti sulla stessa barca.

Capisco che tu desideri avere alcune ore libere per scrivere e, mi unisco al coro dicendoti che la vita di noi comuni mortali è fatto di "devo, se voglio."

 

effettivamente devi sacrificare qualcosa o forse pensare che anche un'ora al giorno, dieci minuti se li abbiamo rosicchiati per passione, sono già molto.

 

Capisco anche la tua volontà di vedere realizzato il tuo sogno, è meraviglioso e mi piace un sacco la tua volontà e il tuo senso dell'umorismo, 

secondo me possiamo soltanto fare del nostro meglio.

 

 

 

 

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Lo penso anche io. Devi dare molto alla scrittura per ricevere qualcosa in cambio. Tanto studio, tanta lettura, tanta scrittura. Rinunce e sacrifici. E forse -- poi -- qualcosa succede.

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Ho due figlie piccole, un lavoro, e 3 orette settimanali dedicate all'arrampicata. Le mie giornate iniziano alle 7:30 e finiscono alle 23-23:30 circa. Tempo per scrivere non ne ho, apparentemente. Ma so che se mi alzassi alle 6:30 ogni mattina, avrei un'oretta da dedicare al mio romanzo. Se non lo faccio è solo colpa mia. So che potrei, benché tutto diventerebbe ancora più faticoso. Se lo si vuole davvero, il tempo si trova. 
Se avessi una scadenza, per esempio, sarei costretto a trovarlo. Tieni duro e rinuncia a qualcosa, perché senza sacrifici sarà difficile che tu ce la faccia.

 

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@Per aspera ad astra personalmente, quando scrivo perdo una marea di tempo prima di trovare la concentrazione (tipo ora) e decidermi. Il cazzeggio impera e, nonostante il lavoro e due figli e gli amici e lo sport e chi più ne ha più ne metta, penso ancora che questo sia il problema principale. I momenti migliori, però, sono la pausa pranzo, le attese (per le visite, ad esempio), la sera e, a volte, anche la palestra. Dormo poco e non faccio mai una cosa per volta, questo aiuta. Tendenzialmente quando c'è un brusio di sottofondo, tutto funziona meglio. Il silenzio peggiora. Quindi, ok, è vero che potercisi dedicare tutto il giorno cambierebbe la situazione, ma probabilmente non avremmo quella cosa chiamata mondo che ci permette di scrivere. Insomma..che metteremmo dentro i libri?

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5 ore fa, Elisa Audino ha detto:

@butch hai notato che le palestre di arrampicata sono perfette per scrivere? A me capita, tra una via e l'altra e due chiacchere qua e là.

 

Tu dici? Penso che là potrei scrivere solo racconti sulla sofferenza umana, in particolar modo sulla mia quando mi infilo e sfilo le scarpette che mia figlia, sfottendomi, chiama "da neonato". :)

 

  • Divertente 1

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Credo che ciascuno debba rispondere ai propri bioritmi. C'è chi è un'allodola (io) e chi un gufo. Scrivo bene al mattino presto, prestissimo. Spesso d'inverno è ancora buio fuori. Le idee mi vengono di notte e tengo sempre un pezzo di carta e una matita sul comodino dove annotare qualche parola chiave, altrimenti è sicuro che al risveglio non mi ricordo più nulla. Ma più che il tempo fisico, inteso come quantità e come collocazione nella giornata, penso che conti avere qualcosa da scrivere, nel qual caso in un lampo butti giù quattro cartelle dignitose. Altrimenti è panico da pagina o schermo bianchi e tempo perso. Insomma, aveva ragione Dante: io mi son un che quando amor mi spira, noto.

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Non mi ritengo un aspirante scrittore, perciò non mi sono mai posta il problema di quanto tempo dedico alla scrittura. Anzi, è proprio quando non posso scrivere che il mio cervello mi riempie di input - nel mio caso, però, sono questi, e non il tempo, a sfuggire come brodo tra i rebbi di una forchetta. Grazie, cervello. Sono poi molte le volte in cui, avendo davvero bisogno di scrivere, mi ritrovo senza speranza o tormentata. Ho un rapporto inutilmente complicato (o è un amore non ricambiato) con la scrittura.

Ad ogni modo... Da persone dedite ad altre forme di creatività, mi è sempre stato fatto notare che la scrittura - almeno nelle sue fasi iniziali - ha il pregio di poter essere esercitata con poco e in maniera estemporanea: che tu sia in fila al supermercato o in attesa di iniziare il turno di lavoro, basta avere a disposizione un pezzo di carta (e intendo qualsiasi tipo di carta, da un tovagliolo alla ricevuta del bar, passando per un più ortodosso taccuino) e qualcosa con cui scrivere. E' un modo per fermare un'idea, un'immagine, qualcosa che hai notato e ti ha incuriosito, o una parte del progetto a cui stai lavorando. Ci tornerai dopo, anche in più fasi, pezzo per pezzo.
Quando il tuo progetto sarà arrivato a un punto tale da esigere attenzione e lavoro sistematici, penso che metterai necessariamente in secondo, terzo o ultimo piano quello che può aspettare. E troverai il tempo.
Se può consolare, anche tra i grandi scrittori del passato, come tra quelli contemporanei, c'è sempre stata una variabilità considerevole in termini di abitudini di scrittura e esigenze correlate. Nonché di disponibilità di tempo.
Non ho teorie al riguardo, ma condivido l'osservazione di @Elisa Audino : è il mondo che ci permette di avere qualcosa di cui scrivere - è importante starvi dentro, osservarlo, viverlo.

Spero non sia troppo off-topic citare un film: Paterson, di Jim Jarmusch.
Ha a che fare con la poesia, nello specifico. Ma in certi passaggi, secondo me, rende bene l'idea di un certo tempo sovrappensiero di cui si nutre la scrittura.

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Ospite

Io sono un disgraziato invece. Un avventuriero. Da oltre vent'anni inseguo un sogno e non ho mai fatto altro nella vita che quello per cui ho studiato e secondo molti non ho studiato niente. Ho rifiutato una marea di lavori, non sono il tipo che metterà mai la testa a posto (ce l'ho da sempre) e nonostante tutto, non piegandomi nemmeno un po'... sopravvivo.
Non fantasticamente, non spendendo e spandendo ma... si può fare. Sono una persona complicata e quindi non ho una vita sociale attivissima, preferisco una dimensione casalinga dei rapporti (cucino bene e organizzo cene a casa mia) e molta libertà, anche se questo vuol dire avere qualche problema in più.
Quello che mi fa sorridere è che nei momenti di magrissima è stata la scrittura a salvarmi (sono stato un "fantasma", per ricerche accademiche e altro) anche se l'ho sempre considerata una strana compagna. Io scrivo ovunque, in continuazione ed è la grafomania (lo ammetto) è ciò che mi porta, alla fine di una giornata, ad avere per le mani una valanga di pagine (anche cinquanta fogli al giorno e non scherzo). I miei orari lavorativi sono personali ed elastici quindi posso fare quello che voglio. Teoricamente.
Perché può accadere che quando abbia ispirazione non abbia il tempo e viceversa. Come diceva @Vittoria Ribolova la scrittura si nutre di pensieri anche inconsapevoli e sospesi. Quelli possono essere fatti anche se insacchi caramelle.

Di scrittura, salvo casi rarissimi, non si può esattamente vivere ma sopravvivere. Poi bisogna vedere cosa pensi di fare.
In Italia poi, le cose sono ancora più complicate.

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