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la.calagna

Ferita d'arma da fuoco (non mortale)

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Salve a tutti, mi servirebbe il vostro aiuto. Ho provato a cercare sul forum, ma non sono riuscita a trovare ciò che cerco. La mia protagonista, che si muove nel 1782, viene colpita da una pallottola nel bel mezzo di un duello, per salvare suo figlio. Ora: da che distanza e in che zona dovrebbe essere colpita per non morire e nemmeno perdere arti ecc? Avevo pensato alle scapole, ma in quel caso, come andrebbe medicata? La pallottola trapassarebbe oppure no? Andrebbe estratta o no? Preciso che viene soccorsa nell'immediato, dunque almeno il rischio d'infezioni dovremmo averlo scampato, o sbaglio?

Premetto che non ho alcun problema a modificare distanze, parti del corpo, ecc, purché non vadi a scrivere una fandonia, ecco.

Help me! :bandiera:

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Dunque, a quel tempo le pistole erano poco precise, il punto qua secondo me é il dove ed é questione spesso di centimetri. Nella gamba passa la femorale per dire, un po' più in là o in qua e si parla di vita o morte. Il braccio se preso bene poteva veder compromessa l'articolazione, in un periodo in cui gli interventi erano approssimativi a dir poco. 

Una pallottola che entra ed esce credo diminuisca il rischio infezione, mentre la permanenza, per dire, di brandelli di tessuto nella ferita credo lo incrementi (se non tolti ovviamente). Sempre parlando di infezioni oltre alla tempestività dei soccorsi penserei alle condizioni in cui viene soccorsa e da chi. Ovviamente tu la farai mettere su un asse ben lontana da canali di scolo e simili, magari in una comoda stanzetta, quel che intendo é che il "dove" importa almeno in una certa misura. Do per buono che il medico sia dotato di buon senso e bisturi pseudo puliti in un'epoca in cui nemmeno si conoscevano i batteri :-). Povera gente dovevano avere anti corpi grossi come tacchini o morivano al primo malanno :-)

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10 ore fa, AnnaL. ha detto:

Sempre parlando di infezioni oltre alla tempestività dei soccorsi penserei alle condizioni in cui viene soccorsa e da chi

Ho dimenticato di precisarlo: viene soccorsa da un medico (supponiamo in grado di fare il suo mestiere e supponiamo utilizzi dei liquori e degli strumenti puliti sulla brace, stante le mie informazioni doveva essere quello il metodo, se sono scorrette ditemelo vi prego), e portata al riparo in un castello, lontana dalla palude in cui abitano.

È proprio quello il mio dubbio: ho escluso a prescindere gambe e ventre per i motivi che mi hai detto, e le braccia ugualmente. Credo a questo punto che farò trapassare la pallottola e al più andrò di cauterizzazione.

10 ore fa, AnnaL. ha detto:

Povera gente dovevano avere anti corpi grossi come tacchini o morivano al primo malanno :-)

Mamma mia, poi non ti dico dove abito io, era tutta palude e morivano di malaria come conigli :s

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Ho dubbi sulla capacità di trapassare da parte a parte di un'arma da fuoco del 1700, specie se utilizzata da una buona distanza, questo perché all'epoca non solo i proiettili viaggiavano a una velocità inferiore (oggi i proiettili di un'arma da fuoco possono anche viaggiare a velocità supersoniche), ma anche per il fatto che essendo sferici la loro capacità di penetrazione era notevolmente inferiore rispetto a quella dei proiettili moderni.

Non so, io nel dubbio farei che la protagonista viene presa di striscio a un braccio, così da un lato non ci sono problemi di prenotazione e dall'altra hai comunque una ferita sanguinante che va medicata.

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Muscolo grosso e solo di striscio, un quadricipite andrebbe alla grande. Tieni conto che difficilmente una palla di piombo dell'epoca passava dall'altra parte, e che toccava fare i conti con setticemia (piu' letale della stessa pallottola) e avvelenamento da piombo. Insomma...non proprio una cosetta. Evita spalle, scapole etc...che sono ferite da poco solo nei film ammerigani. Quelle alla scapola e piu' in generale al plesso brachiale sono tra le ferite piu' invalidanti.

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