... non solo colpevole ignoranza, ma anche idiozia, ma imbattersi in cervelli scombinati come quello dell'insegnante, purtroppo, diventa sempre più frequente al giorno d'oggi. Buongiorno, @Poeta Zaza, un buon lavoro, il tuo. Comunque, a mio parere, oltre che a mettere l'accento sulla crucialità del buon esempio nell'indirizzare le nuove generazioni, il tuo frammento evidenzia anche la tendenza, che affligge la società contemporanea, a perdere di vista il senso del dovere, obnubilati da quello del diritto, perdita alla cui base, forse, c'è proprio un'incapacità di pensare in modo razionale. Non mi convince l'attribuzione di un sentimento di esasperazione all'insegnate: al posto di "esasperata", io avrei usato "indignata" perché il sentimento di esasperazione fa pensare a una pazienza spinta al limite da una lunga e ininterrotta sequela di eventi indisponenti, che in questo caso non c'è. Ho anche qualche dubbio sull'ambientazione: la Sicilia. Niente da obiettare, se la storia dovesse essere vera, ma, in caso contrario, perché non ambientarla in Liguria? Non ci sarà dietro qualche pregiudizio verso i meridionali?