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Alberto95

Incontro casuale con una donna

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Ciao a tutti, sono nuovo nel forum. Come ho scritto nell'introduzione, per il momento sono bloccato con il mio primo tentativo di romanzo. A pesare particolarmente è l'ambientazione, Sicilia prima e Parigi del 1960 poi, e il carattere del protagonista.

Nello specifico, avrei adesso un nodo principale da sciogliere, anche solo in via provvisoria, superato il quale forse potrei riuscire a progredire ancora per qualche decina di pagine prima del prossimo stop. 

Il mio protagonista si è recato in Francia per la prima volta (non era mai uscito dalla Sicilia) e per una serie di eventi la sola persona che era partita con lui, un semplice conoscente, si è allontanato. 

Il protagonista è dunque un uomo sulla trentina, solo, con una conoscenza del francese solo letteraria e senza alcuno scopo in questa fase del racconto. Vaga per Parigi in cerca di un'ispirazione per scrivere il suo romanzo, e sembra averne abbastanza. Adesso, per questioni di intreccio, vorrei che lui incontrasse una donna. Dovrebbe essere un incontro casuale in grado di alterare la sua routine malinconica, e il rapporto sarà molto passionale. 

Ho in mente la figura della donna e il modo in cui vivranno insieme, ma sto avendo grandi dubbi sul modo in cui farli incontrare. Per il tipo di relazione poco duratura che ne nascerà, credo che anche un incontro insolito possa essere coerente con il resto della trama, però ho la sensazione che sia meglio partire da un cliché per poi modificarlo a seconda delle mie inclinazioni.

Avreste da suggerirmi qualche topos a riguardo? Dove, come e perché dovrebbe incontrare questa donna? Se può aiutare, si sentono entrambi soli, ma la donna sembra dimostrare una visione decisamente più leggera della vita e dei rapporti umani.

Grazie in anticipo a tutti, è un piacere essere entrato in questa bella community.

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Una domanda: la donna è parigina, o almeno francese, o no? Lo chiedo perché questo modifica sensibilmente le possibilità d'incontro. Una persona in visita temporanea come il tuo trentenne siciliano probabilmente ha orari, abitudini e itinerari diversi da una persona del posto, alle prese con la sua routine: casa-lavoro-orari-mezzi di trasporto-pause pranzo-svaghi etc. La vaghezza contrapposto alla precisione, mi spiego?
Se il tuo protagonista poi è in cerca d'ispirazione per il suo romanzo, la cercherà in luoghi affollati, o al di sopra di luoghi affollati (un belvedere, una terrazza, un café con vista, magari in una stazione ferroviaria), per osservare le persone e i loro comportamenti. Oppure andrà in luoghi isolati o silenziosi, dove possa trovare un'ambiente più adatto alla meditazione. Io, fossi in lui, bazzicherei nei pressi di qualche università, e l'unica università che potrei conoscere, senza internet e senza conoscere sufficientemente bene la lingua per domandare in giro, è la Sorbona. 
Oppure andrei in un mercato delle pulci scovato per caso lungo il cammino, o ancora ad una mostra d'arte. 
Detto questo, l'incontro potrebbe avvenire in uno di questi luoghi, o nel tragitto compiuto per raggiungerli. Se poi la donna è parigina, probabilmente il primo incontro sarà fugace, ma sufficiente per farli conoscere (potrebbero essere testimoni di un piccolo tamponamento e chiamati dalla gendarmerie a testimoniare in caserma). Se invece la donna ha lo stesso tempo da perdere del siciliano, l'incontro potrebbe avere tutt'altro ritmo: una prima occhiata, una breve strategia per approcciare subito la donna, uno scambio di parole e via con l'immaginazione.

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Il 7/1/2019 alle 15:09, butch ha detto:

Una domanda: la donna è parigina, o almeno francese, o no? Lo chiedo perché questo modifica sensibilmente le possibilità d'incontro. Una persona in visita temporanea come il tuo trentenne siciliano probabilmente ha orari, abitudini e itinerari diversi da una persona del posto, alle prese con la sua routine: casa-lavoro-orari-mezzi di trasporto-pause pranzo-svaghi etc. La vaghezza contrapposto alla precisione, mi spiego?
Se il tuo protagonista poi è in cerca d'ispirazione per il suo romanzo, la cercherà in luoghi affollati, o al di sopra di luoghi affollati (un belvedere, una terrazza, un café con vista, magari in una stazione ferroviaria), per osservare le persone e i loro comportamenti. Oppure andrà in luoghi isolati o silenziosi, dove possa trovare un'ambiente più adatto alla meditazione. Io, fossi in lui, bazzicherei nei pressi di qualche università, e l'unica università che potrei conoscere, senza internet e senza conoscere sufficientemente bene la lingua per domandare in giro, è la Sorbona. 
Oppure andrei in un mercato delle pulci scovato per caso lungo il cammino, o ancora ad una mostra d'arte. 
Detto questo, l'incontro potrebbe avvenire in uno di questi luoghi, o nel tragitto compiuto per raggiungerli. Se poi la donna è parigina, probabilmente il primo incontro sarà fugace, ma sufficiente per farli conoscere (potrebbero essere testimoni di un piccolo tamponamento e chiamati dalla gendarmerie a testimoniare in caserma). Se invece la donna ha lo stesso tempo da perdere del siciliano, l'incontro potrebbe avere tutt'altro ritmo: una prima occhiata, una breve strategia per approcciare subito la donna, uno scambio di parole e via con l'immaginazione.

Grazie @butch molto gentile. Mi è piaciuta molto l'idea del protagonista che osserva luoghi particolarmente affollati. Per adesso sono riuscito a sbloccare leggermente l'intreccio, ma terrò in grandissima considerazione tutti i tuoi consigli (e non escludo che possa modificare nuovamente, per esempio l'idea del primo incontro fugace mi sembra molto verosimile. Grazie ancora, buona serata.

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Prego! Ho visto troppi film della Nouvelle Vague, sono un esperto di incontri casuali a Parigi! :D

 

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Non per niente Truffaut era un autentico divoratore di libri... Come tutti gli altri autori della Nouvelle Vague, del resto. 

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Rispondo tardi, però volevo dirti che mi ricorda vagamente Le notti bianche di Dostoevskij, potresti dargli una letta (o una riletta) e trovare ispirazione. In quel caso fu un incontro casuale, sopra un ponte se non erro. La città era San Pietroburgo, però il protagonista era uno scrittore solitario che vagava per la città. 

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