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lean

[Natale 2018-3] Doni dolenti

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«Per tutti gli elfi! Cometa, quante volte ti ho detto di fare i “bisognini” oltre gli igloo?»

«Ops, non ho fatto in tempo, scusa Nicola.»

«Che è? Siamo diventati parenti? Chiamami Capo, come fanno tutti, o Babbo Natale!»

“Queste giovani renne impertinenti non hanno rispetto!” pensò contrariato, poi aggiunse: «Vai da Freccia e Ballerina, di’ loro di radunare la squadra e prepararsi a partire!»

«Sì, Nic… ehm, Capo.»

Babbo Natale scosse la testa rassegnato, poi entrò in casa per indossare il costume tradizionale.

«Dannazione, ogni anno questo vestito sembra ritirarsi.»

La risata che gli arrivò alle orecchie lo indispettì, si voltò verso la finestra e sorprese la renna che si sbellicava senza ritegno.

«Che hai da ridere?»

Cometa s’irrigidì appena.

«Altro che vestito! Credo che tu ti sia fatto prendere la mano dalle gioie culinarie.»

Babbo Natale le scagliò uno dei suoi guanti, ma lei lo afferrò con la bocca e iniziò a ciucciarlo di gusto.

«Per la neve del Polo! Togliti il vizio di mangiare tutto quello che ti passa davanti!»

«Dovresti farlo anche tu, Nick.»

Scappò appena in tempo per schivare la raffica di oggetti che Babbo Natale cominciò a tirarle dietro.

«Complimenti! Hai vinto l’onore di essere la capofila di quest’anno: preparati a faticare parecchio, piccola insolente!»

 

Pochi minuti dopo, tutto era pronto. Gli elfi salutavano con la mano mentre, accompagnata dal tintinnio di mille campanelle, la slitta spiccava il volo. L’incantesimo della Vigilia era cominciato: il tempo si dilatava al loro passaggio permettendo così di distribuire milioni di doni in un battito di ciglia.

 

***

 

«Insomma! Si può sapere cosa stai facendo?»

Era già la terza volta che Jenny si affacciava alla stanza della sorellina, il loro cartone preferito stava per iniziare, ma Maddy non accennava ad accendere la tv. Stava sdraiata per terra, con una matita in mano, presa da chissà quale attività. Nel sentire la voce della sorella, però,due occhietti vispi lasciarono il foglio di carta e un sorriso furbetto le illuminò il viso.

 «Ho pensato a una cosa supermegafantastica!»

Jenny sospirò e prese a grattarsi il naso, lo faceva sempre quando era nervosa.

«Be’, che c’è? Perché non mi chiedi nulla?» domandò Maddy, spazientita.

«L’ultima tua idea ci è costata una settimana di punizione» si lamentò la sorella, ricordando ancora le urla della mamma davanti alla cucina imbrattata di uova e farina.

«Mamma non apprezza la mia creatina

«Creatività» la corresse Jenny, paziente.

«Volevo solo preparare dei biscotti per Babbo Natale…»

«Ma se ci hai messo dentro il Guttalax della nonna!» esplose Jenny, per poi abbassare il tono. «Se qualche folletto ti ha vista e lo ha detto a Babbo Natale, addio regali.»

«Ma no, tranquilla, sono stata attenta.»

Jenny entrò e chiuse la porta della cameretta. «Che poi non ho capito: perché lo hai fatto?»

Maddy sghignazzò. «Ecco, proprio di questo ti volevo parlare.»

La bambina si mise seduta a gambe incrociate e prese a strapazzarsi uno dei lunghi codini.

«Noi cattureremo Babbo Natale!»

Jenny sbiancò come un lenzuolo.

«Sei matta?»

«Tranquilla, voglio solo parlarci un po’ e poi lo lascio andare. Pensa, diventeremo famose!»

«Sì, certo, le bambine che hanno ucciso Babbo Natale.»

«Ma no, mica muore! Pensa alla nonna, ha centodue anni e sta benissimo.»

«Centodue?»

«Certo, non vedi che ha tutti i capelli bianchi, il bastone e la dentiera?»

Jenny parve persuasa dalla spiegazione e annuì. Doveva ammettere che sua sorella era davvero intelligente. Magari la cosa poteva davvero funzionare: anche a lei avrebbe fatto piacere conoscere Babbo Natale.

«Ok, ma come pensi di fare?»

Maddy si alzò, andò verso il comodino e aprì il cassetto.

«Guarda un po’ qua» esclamò fiera, mostrando alla sorella un piccolo involto rosso.

«Ma sono i biscotti? Come hai fatto?»

«Li ho nascosti in tasca prima che la mamma li gettasse via.»

«E adesso?»

«Be’, stasera li sostituiremo a quelli preparati sul tavolo per Babbo Natale e il gioco è fatto.»

Maddy ghignò e Jenny tornò a grattarsi il naso.

 

***

 

                                                                                                                             

La slitta atterrò piuttosto malamente sul tetto della piccola casa in pietra.

«Cometa! Ma cos’hai in testa?»

«Le corna, capo.»

«Piantala di fare la spiritosa, sai benissimo cosa intendo.»

Il cervide ignorò spudoratamente l’occhiataccia di Babbo Natale e si finse interessata ai pettegolezzi di Rudolph su un possibile flirt tra Freccia e Cupido. Le due renne avevano fatto di tutto per essere posizionate in ultima fila, lontano da occhi indiscreti, e per tutto il tempo si erano scambiate zuccherosi bramiti.

«Va bene, io vado» disse Babbo Natale, mettendosi il sacco in spalla, poi con invidiabile agilità, scese giù dal camino. Una volta atterrato, notò subito le tante foto che lo ritraevano in ogni punto della stanza, le candele illuminate, anch’esse a sua immagine e somiglianza e, soprattutto, la tavola imbandita vicino al grande abete: era evidente che le bambine di quella casa erano sue fan accanite. Lo stomaco brontolò non appena l’odore dei biscotti alla cannella gli solleticò il naso, e così optò per uno spuntino. Divorò velocemente tre o quattro biscotti, evitò il latte - ultimamente aveva problemi di colite - e raccolse le carote per le renne, poi si mise al lavoro.

«Allora… una bella bambola per Jenny, e un disintegratore spaziale per Maddy.»

Posizionò tutto sotto l’albero e si diresse verso il camino. Aveva appena cominciato a risalire la canna fumaria, quando un terribile mal di pancia lo costrinse a fermarsi.

 

***

 

Nascosta dietro l’albero, Maddy aspettava pazientemente. Aveva promesso a Jenny, che prima di fare cucù a Babbo Natale, avrebbero aspettato che questi consegnasse i regali. “Se poi si arrabbia, magari se li porta via”, aveva piagnucolato la sorellina, così Maddy aveva deciso di accontentarla. Anche se non credeva affatto che avrebbero corso alcun rischio.  Ogni anno, infatti, quel piantagrane del cugino Freddy riceveva tutto quello che voleva, quindi, o Babbo Natale era estremamente buono o completamente stupido, in ogni caso loro avrebbero avuto i regali.

Appena lo videro allontanarsi verso il camino, fu Jenny la prima a parlare.

«Maddy, non andiamo da Babbo Natale?»

«Shh, non fare rumore altrimenti non sento.»

«E che devi sentire?»

“Ohhh, povero me! Che dolore!”

Il lamento atteso da Maddy risuonò nel camino.

«Ma come facevi a saperlo?»

«Anche alla nonna succede dopo che prende la medicina, e poi deve scappare in bagno» spiegò Maddy alla sorellina stupefatta.

«Quindi ora che facciamo?»

«Ovvio: lo catturiamo.»

 

***

 

 

«Per tutta la neve del Polo!» piagnucolò Babbo Natale. Stavolta gli avevano giocato davvero un brutto scherzo. Di sicuro doveva essere stata quella bambina… come si chiamava… Maddy! Avrebbe dovuto capirlo dalla scelta del giocattolo: letale come lei! E adesso? Cosa doveva fare? Di certo non poteva stare piegato in due dentro la canna fumaria. Doveva chiedere aiuto. L’immagine di Cometa lo gettò nello sconforto: aveva nominato capofila proprio quella renna combina guai! Intanto non aveva scelta. Tirò fuori dalla tasca il campanellino magico per le emergenze, lo suonò e attese. All’improvviso, però, si sentì afferrare per lo stivale.

«Babbooo! Babbinooo!»

Era quella mocciosa! E adesso?

«Vattene via, bambina monella, altrimenti mi riprendo tutti i regali!» tuonò con voce minacciosa.

«Lo sapevo!» gridò Jenny disperata.

«Tranquilla, sta sbuffando

«Bluffando!»

«Sì, sì, come ti pare. Adesso aiutami a tirarlo giù, da sola non riesco.»

Babbo Natale prese a suonare sempre più forte il campanello e finalmente un paio di corna apparvero nel comignolo.

«Nic, hai chiamato?»

Il primo pensiero di Babbo Natale fu quello di licenziarla ma, data la situazione, lo accantonò.

«Presto, stanno cercando di rapirmi!»

Non ci fu bisogno di aggiungere altro. Cometa scosse il capo e una polverina magica scese giù dalle sue corna.

«Maddy,che succede?»

«Non lo so, sembra che qualcuno lo stia tirando su.»

Aveva appena finito di parlare, che la presa sullo stivale scivolò via e Babbo Natale venne come risucchiato su per il camino.

Appena giunto in cima, impartì a Cometa un ordine che mai nei secoli si sarebbe sognato di utilizzare.

«Usa l’Oblivion!»

Cometa inclinò le corna e lo guardò stupefatta.

«Wow, come Harry Potter!»

Babbo Natale si mise una mano in fronte e Cometa capì che non era il momento di scherzare. Recitò la formula magica e il raggio di luce inondò la canna fumaria, colpendo una delle bimbe.

«Accidenti!»

«Che succede?» chiese Babbo Natale, allarmato.

«Una mi è sfuggita.»

«Riprova! Non possiamo permettercelo.»

«Obliscun» esclamò Cometa e un secondo raggio invase la canna fumaria, centrando in pieno Maddy.

«Perfetto! Andiamo via adesso» intimò Babbo Natale.

La slitta si allontanò con a bordo un Babbo Natale dolorante ma soddisfatto e una renna piena di sensi di colpa: aveva sbagliato incantesimo.

 

***

 

La mattina di Natale, la mamma trovò le bambine addormentate vicino al camino.

«Piccole monelle, non ditemi che siete rimaste qua dentro?» sussurrò, mentre le svegliava con baci e coccole.

«Volevamo vedere Babbo Natale, ma ci siamo addormentate» spiegò Maddy.

«Babbo Natale si è arrabbiato, mamma? Non ha portato i regali, vero?» chiese Jenny con un lampo di terrore negli occhi assonnati.

«No, amore mio: guarda sotto l’albero.»

Jenny scatto in piedi, iniziando a saltellare e a battere le manine.

«E tu che fai? Non vai ad aprire il regalo?» chiese la mamma a Maddy.

La bambina storse il naso.

«Sai mamma, stavo pensando che stanotte ho fatto un sogno stranissimo.»

«Sì, tesoro?»

«Ho sognato che io e Jenny avevamo catturato Babbo Natale e lui, per scappare, ci aveva accecate con un raggio di luce.»

La mamma rise. «Aveva anche lui il disintegratore spaziale?»

«Può darsi, ma quel vecchio grassone non se la passava bene, si lamentava e si contorceva nel camino» disse Maddy, ridacchiando.

«Poverino.»

«Poverino? Mi dispiace solo che non sia stato merito mio!»

 

 

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@lean, @Mary.

Ciao ragazze!

E con questo, si conclude (sempre con la solita verve e simpatia) la trilogia di Cometa, Maddy e Jenny.

Ma vediamo più da vicino il racconto: i personaggi principali ci sono tutti, quindi il rispetto della traccia, almeno su questo aspetto, è assicurato.

I loro caratteri sono "rispettati": Maddy è la sorella combinaguai e piena di iniziative, quella "creatina", insomma. Crescendo, e sotto l'effetto dell'incantesimo (e dell'età, aggiungerei io), vede virare questo suo lato caratteriale in un cinismo abbastanza marcato (così la vediamo nel primo e nel secondo racconto della saga). Jenny è la quella "quadrata", invece, quella che fa (o prova a fare) le cose giuste nel rispetto delle convenzioni e delle buone maniere.

Infine c'è Cometa, la renna pasticciona che, a onor del vero, nel racconto iniziale, appare più "autorevole" e credibile nel ruolo di capofila, di quanto non appaia in questo (senza però perdere una caratterizzazione divertente), e ci sta anche.

Possiamo dire, quindi, che l'arco evolutivo dei personaggi, nei tre racconti, sia plausibile. 

Passiamo alla "scrittura", allo stile. Ragazze, ci avete divertito con i primi due pezzi e lo avete fatto anche con questo, anche se... Ma sto saltando di palo in frasca: aspettate che finisca di dare il giusto merito alle vostre capacità che poi ne riparliamo!

Lo stile è semplice, diretto: l'ideale per un brano che: a) vuole essere una "commediola" (senza offesa, detto nel senso di leggera) natalizia e b) che punta tutto su personaggi accattivanti e battute esilaranti. Qui non c'è spazio per profonde riflessioni sui massimi sistemi, ma non ci si annoia mai. La lettura è rapida e il testo scorre fino alla fine in un lampo.

Ed infine c'è la trama, e qui torniamo a quel "anche se". Intendiamoci, non c'è nulla che non vada nella trama: è esattamente come doveva essere. Come l'avete raccontata (per cenni) tra il primo e il secondo episodio del trittico! Il suo lato debole, quindi, è quello che non sorprende, né, viste le premesse, potrebbe farlo. 

Io sono un appassionato dell'universo di Star Wars e, quindi, dopo la trilogia originale ho visto quella "prequel". Ebbene, giunti all'ultimo episodio, lo spettatore sapeva già che Anakin Skywalker sarebbe diventato Darth Vader: non c'era alcun'altra possibilità. Per quanto bene sarebbe stata rappresentata la sua parabola verso il "lato oscuro", era lì che si sarebbe andati a parare.

Lo stesso vale anche per la vostra storia , ma, bisogna dirlo, questa situazione non è colpa vostra: non sapevate quando avete iniziato (né lo sapeva nessuno) che avreste dovuto scrivere una trilogia. Non c'era, alcun motivo né nessuna necessità di tenersi qualche carta coperta.

Concludendo, brave ragazze! Siete state una piacevole sorpresa (per me), sono contento di avere fatto la vostra conoscenza "scrittevole" e quella di Maddy, Jenny e Cometa.

 

 

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Grazie @Pulsar! Che belle parole! :love2:

Capisco benissimo il discorso dell'anche se... ma diciamo che una possibile sterzata nemmeno l'abbiamo cercata :D La verità è che ci siamo così affezionate a questi personaggi che c'è venuto naturale seguire la storia così come l'avevamo pensata all'inizio. L'importante comunque è che  sia piaciuta, e che siamo riuscite nell'intento di far divertire. 

Anche per noi comunque è stato bellissimo tornare sul wd e conoscere così tante belle persone. Grazie ancora <3

 

ps: anch'io sono una fan sfegatata di Star Wars :brillasguardo:

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Ciao @lean e @_Mari_, mi sono proprio divertita! La vostra trilogia è veramente spassosa. Siete brave, avete un modo simpatico, fresco e diretto di scrivere. Avete scelto dei personaggi nelle vostre corde letterarie.

Mi piacciono queste due sorelle birichine e combinaguai. Mi piace Cometa e pure quel golosone di Nik xD

Va detto che il vostro racconto di partenza non era tra i più difficili da espandere nel tempo. Ma le vostre scelte in termini di stile, trama, humor e fiabesco sono state originali e inaspettate. Brave davvero! 

 

Talia 

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@_Mari_ @lean

Brave, siete riuscite a mantenere lo stesso livello anche in questo prequel, divertente e ben scritto. Direi che lavorando assieme avete trovato un ottimo equilibrio e uno stile che funziona.

I personaggi sono ben caratterizzati, con pochi dettagli, ma sufficienti a renderli interessanti.

 

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@lean

 

bella favola con esilaranti inserimenti. Piaciuta :)

Una domanda: la renna pasticciona Cometa non ha usato l'Oblivion sule bambine, che serviva per addormentarle e farle dimenticare l'episodio? :comedicitu:  E al suo posto cosa ha usato? 

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Ciao @Poeta Zaza e grazie :D

Cometa usa l'Oblivion (l'incantesimo giusto) solo su una delle bambine, Jenny, la quale dimentica e si addormenta. Maddy, invece, verrà colpita dall'incantesimo pronunciato erroneamente, l'Obliscun, che la priverà dello spirito del Natale ;) 

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Adesso, lean ha detto:

Ciao @Poeta Zaza e grazie :D

Cometa usa l'Oblivion (l'incantesimo giusto) solo su una delle bambine, Jenny, la quale dimentica e si addormenta. Maddy, invece, verrà colpita dall'incantesimo pronunciato erroneamente, l'Obliscun, che la priverà dello spirito del Natale ;) 

 

Forte! Non c'ero arrivata..  Precisazione importante, grazie.

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Buongiorno care @lean e @_Mari_! E bentrovata Cometa.

Il 5/1/2019 alle 21:48, lean ha detto:

Appena giunto in cima, impartì a Cometa un ordine che mai nei secoli si sarebbe sognato di utilizzare.

«Usa l’Oblivion!»

Cometa inclinò le corna e lo guardò stupefatta.

«Wow, come Harry Potter!»

Ho gli occhi a cuoricino. <3 Io adoro questa renna!

 

Un altro racconto dal tono leggero e comico, che conquista per la sua semplicità. Le due sorelle e la renna, sono ormai dei personaggi consolidati e mantengono la loro verve in tutti i tre racconti. La storia fila liscia, senza alcuna forzatura e si legge con il continuo sorriso sulle labbra. Promosse anche stavolta! Brave. 

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Accidenti, @lean e @_Mari_, il vostro racconto non è assolutamente da leggere a ora di pranzo!xD

 

Bello, bello... davvero! 

 

Stile scorrevole e piacevole (nonostante alcuni refusi), trama ben congegnata e contenuti davvero spassosi; in tutta sincerità, ho trovato le sorelle "azzeccate", un po' meno Cometa e Babbo Natale... ma comprendo che - così "costruiti" - fossero più adatti alla storia.

 

Insomma, promosse! ;)

 

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Ragazze, la trilogia che avete realizzato è stata una delle migliori poiché ha sempre mantenuto un ottimo livello d'inventiva. verve, ironia, comicità. Non ci sono stati alti e bassi, ma una direzione costante. Davvero brave. Insisto nel consigliarvi di andare avanti. Lasciate questo capitolo come prologo e proseguite. L'idea è buona e magari per il prossimo Natale potremmo leggere il vostro libro.

Nel frattempo grazie ancora per lo spassoso racconto. 

Un bacione ❣️

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4 ore fa, Ezbereth ha detto:

Insisto nel consigliarvi di andare avanti. Lasciate questo capitolo come prologo e proseguite. L'idea è buona e magari per il prossimo Natale potremmo leggere il vostro libro.

sono proprio d'accordo!

Mi sono divertita moltissimo a leggervi fin dalla prima puntata che, devo ammetterlo, è stata la mia preferita. Anche questa mi ha fatto ridere, ma l'ho trovata più ragionata, meno spontanea, ma immagino sia normale.Brave :sss:

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Io spenderei due parole per l'eroico Babbo che, pur intossicato al gutalax a causa di questa monella, si trattiene stoicamente senza fare danni nei pantaloni e nel camino! :lol:

Tutto molto carino, ma quello che preferisco è la dimostrazione del fatto che la nonna abbia 102 anni e la sorella che si convince: è davvero molto "bambinico".

Brave voi, e finalmente Maddy avrà un anno intero di pace fino al prossimo, odiato, natale! Ciao

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Ringrazio anche io @Befana Profana, @Kikki @Ezbereth, @H3c70r, @Emy, @Poeta Zaza, @libero_s, @Pulsar e @Talia (spero di non aver dimenticato nessuno).

Partecipare a questo contest è stato molto bello, mi mancava il confronto con scrittori capaci come voi. I vostri consigli e gli apprezzamenti mi hanno fatto molto piacere. Grazie, spero di avere ancora modo di ritrovarvi. E grazie a @lean che è la miglior compagna di scrittura che potessi  augurarmi <3

 

  • Grazie 1

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Aaah! I bambini! Le specie animali più letali al mondo! :asd:

E niente… giusto, spietato prequel della fortunatissima serie di racconti fantastico-demenziale che avete inaugurato.

 

Care @lean e @_Mari_, lasciatevi che vi faccia i complimenti per il genere e per il modo con cui avete sviluppato l'idea. Dal momento che con questa storia il vostro arco narrativo si può dire concluso, è tempo di bilanci:

 

  • Ci proponete un'idea di fantasy urbano, ovvero di mondo fantastico magico (elfi, animali parlanti e magia) precipitato nella vita di tutti i giorni e lo fate con relativa semplicità, senza ammorbare il lettore di spiegazioni. Certo: fate abbondantemente affidamento sulle immagini pop comuni (ovvero per quegli assunti della nostra cultura che potete dare per scontati), ma lo stesso il risultato è davvero efficace nella sua semplicità. Il fantasy infatti, ha un effetto ancora più efficace quando associato ad ambientazioni 'possibili', dunque vocine alla vita di tutti i giorni e il fantasy urbano si codifica come un buon connubio di fantasia magica e realismo quotidiano.
  • I personaggi che proponete si confermano perfettamente funzionanti! Un ottimo duo comico che tuttavia delinea dei comportamenti 'articolati' e tutt'altro che semplici. Battute irresistibili e registri linguistici da fumetto, rendono Maddy e Janny due discole dal grande potenziale comico. Ecco, dovendo indicare un elemento in particolare per identificare la chiave del successo di questo racconto, io scelgo esplicitamente i vostri personaggi, perché complementari e piuttosto realisitici, nella loro semplice follia.
  • Anche se non lo date a vedere, credo ci siano vari messaggi di un certo spessore nella vostra storia. Sembrerebbe, ad una prima analisi, che la storiella sia una simpatica burla da ridere, uno sfottò per 'babbo natale' o eventuali facezie natalizie, invece il genere stesso della storia è ideato sulla falsa riga di un a crescita psicologica e fisica (M&J che da bambine crescono allo stato di adulto nervoso e insoddisfatto. Età delicata e, tuttavia carica di significato e aspettativa. Voi riuscite a collocare la storia a metà fra la maturità e l'infanzia (prolungando difatti l'infantilismo di Maddy e la sua ossessione per catturare Babbo Natale.

 

Questi sono i motivi per cui la storia mi è piaciuta e mi ha fatto sorridere.

Non credo si possa (=io non posso) parlare di difetti e di debolezze da invigorire ; il risulatto mi è sembrato piacevole e davvero efficace.

Alla prossima Q!

 

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Il 11/1/2019 alle 07:13, Lauram ha detto:

Buongiorno ragazze, carino e divertente questo prequel, piaciuto :flower:

14 ore fa, Edu ha detto:

Molto fresco e molto divertente. Brave,trilogia simpatica, che non stanca ;)

Grazie di  <3 a entrambi

@Nerio non so cosa dire, sono felice che il nostro delirio natalizio sia arrivato ai lettori. Lean e io ci siamo divertite talemtne tanto a creare le gag, che addirittura abbiamo dovuto rinuciare a tante battute per i limiti di caratteri.  Diciamo che Jenny e Maddy sono ormai così strutturate e fanno talmente parte di noi, che credo che non "moriranno" dopo le feste...

Grazie per le bellissime parole che hai usato, Nerio :flower: :flower:

 

 

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Adoro queste due! Spassoso, dall'inizio alla fine. Una commedia senza pretese ma realizzata coi fiocchi! (di neve). La renna, Nic...ops, Babbo Natale... tutti personaggi riusciti benissimo. Ma le due protagoniste, su tutti, meritano sul serio di essere riprese. Davvero brave.

 

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Ciao donzelle!

Ottimo prequel per la storia, così si spiega che è successo a manny e perché odia il natale. In effetti l'avere resa una bambina davvero subdola :asd: Ce la vedrei been a rapire babbo natale per estorcergli l'ubicazione degli altri regali, proprio a forza. Siete state brave, avete saputo fare un sequel e prequel in linea  con il primo racconto, senza sforare ma rimanendo nella gisuta linea temporale. Brave!

 

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Racconto molto carino: me lo immagino in libreria, con una bella copertina colorata e pieno di disegni all'interno :)

Dominate egregiamente l'uso dei dialoghi, sempre equilibrati e divertenti: vi si legge d'un fiato.

Vi segnalo solamente un paio di spazi mancanti dopo la virgola, e una virgola da spostare dopo il "che" qui:

Il 5/1/2019 alle 21:48, lean ha detto:

Aveva promesso a Jenny, che

 

Un saluto, care @lean e @_Mari_

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