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Luciano91

Walden, vita nei boschi - Thoreau, Henry David

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Ho pensato di creare una discussione sul libro che ho appena terminato, sicuramente profondo e attuale. Credo che Thoreau abbia diversi estimatori qui nel WD. 

 

Inizierei con una riflessione sul "rifugio" riportando alcune parti del testo:

 

Nelle grandi città, in quelle specialmente dove prevale la civilizzazione, il numero di quelli che possiedono un rifugio è una piccola frazione del totale. Il resto paga una tassa annuale per questo vestito più esterno di tutti, divenuto indispensabile in inverno e in estate, tassa che comprerebbe un intero villaggio indiano di wigwam, ma che ora contribuisce a mantenerli poveri finché vivono.

 

Una casa media in questi dintorni costa forse ottocento dollari, e per mettere insieme questa somma ci vorranno dai dieci ai quindici anni della vita di un lavoratore, anche se non ha il fardello di una famiglia - stimando il valore pecuniario del lavoro di un uomo a circa un dollaro al giorno, perché alcuni ricevono di più, altri di meno; – così che generalmente deve aver speso più di metà della sua vita prima di guadagnarsi il suo wigwam. Se supponiamo che invece paghi un affitto, questa è una scelta dubbia tra due mali. Per il selvaggio sarebbe saggio scambiare il suo wigwam con un palazzo, a queste condizioni?

 

Ciò nonostante questo indica un'importante distinzione tra l'uomo civilizzato e il selvaggio; e, indubbiamente, volevano fare il nostro bene quando hanno reso la vita civilizzata un'istituzione, in cui la vita dell'individuo è in gran parte assorbita per preservare e perfezionare quella di tutta la razza.

 

*il wigwam è un rifugio umile ma accogliente. Tutti i "selvaggi" ne hanno uno.

 

 

 

 

 

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"Questo investire la maggior parte della propria vita per guadagnare soldi al fine di godere di una dubbia libertà durante l'ultima e meno valida parte di essa mi ricorda quell'inglese che andò in India per far fortuna prima, per poter poi tornare in Inghilterra e vivere la vita di un poeta. Avrebbe potuto andare ad abitare subito in una soffitta."

 

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