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Befana Profana

[Natale 2018-3] Lasciatemi in pace!

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commento

 

Squadra: Mari & Monti,

 

 

L’autobus si era svuotato e le due ragazze avevano potuto accomodarsi su due sedili uno di fronte all'altro, le borse sul posto libero accanto.

Il silenzio tra loro era pesante, carico delle recriminazioni e delle risposte astiose scambiate sottovoce in precedenza, nel trambusto. Fu Cristina a parlare.

«Non capisco, non lo accetto: davvero vuoi dire di sì?»

L’altra incrociò le braccia al petto e alzò il mento, indispettita.

«Pensi che possa farmi scappare un’occasione del genere?»

«L’occasione di sposare uno stronzo egoista che ti rinchiuderà in casa a fare la serva? Lo sai che finirà così»

«Tu non capisci. Ho la possibilità di andarmene dalla catapecchia dei miei, dai loro ordini, meschinità, rimproveri; dalla miseria. Avrò una casa mia, una vita mia, il rispetto che la gente deve a una signora.»

«Cioè, hai deciso di venderti per i soldi? Sai come verrebbe spontaneo chiamarti?»

 

 

 

Eh, no: quando è troppo, è troppo!

Come, scusa?

Adesso basta! Pure la migliore amica che mi dà della puttana: ma non vi stancate mai? Lasciatemi in pace e andate a scrivere le storie di qualcun altro. Ne ho piene le scatole.

Guarda che anche noi ne abbiamo piene la scatole delle tue vicende familiari. Vorremmo smettere di occuparcene, ma non possiamo. Ce l’hanno detto chiaro: “Ricordatevi che questo è il minimo sindacale che vi verrà richiesto, nella vostra veste di scrittori.” Stiamo solo eseguendo gli ordini.

Bella scusa. Non nuova, però, questa frase la dicevano anche i nazisti!

Adesso esageri! E poi, non puoi ribellarti: sei solo un personaggio inventato.

Già, inventato. Ma, dato che così è, avreste potuto fare un piccolo sforzo per cucirmi addosso una storia più piacevole. Sto parlando del primo, di quello che credevo fosse l’unico episodio, dove mi son trovata ad essere una moglie cornuta, tutta la vita a far da serva a uno che la tradisce un giorno sì e l'altro pure. Anche ai genitori di lui mi avete fatto fare da badante! E che ho ricevuto come premio? L’essere trattata come una domestica scema da due figli stronzi quanto il padre. Pure dalla caposala siete riusciti a farmi umiliare. Non vi dico grazie.

Okay, non hai tutti i torti. Ma devi capire: voleva essere un racconto intriso di sano cinismo. Intendevamo combattere la retorica stucchevole del Natale: la festa delle famiglie, siamo tutti più buoni, i cuori sorridono, “volemose bene”… E quando ci hanno imposto il sequel, devi ammettere che ti abbiamo trattata molto meglio. Abbiamo fatto di te il personaggio principale, la protagonista indiscussa. Una star, si potrebbe dire. E con certi vantaggi secondari...

Su questo, almeno in parte, devo darvi ragione: mi avete resa bella e desiderabile con la tinta dei capelli, i massaggi, l’abbronzatura, anche se la dieta spietata me la sono dovuta sorbire io. E poi il Portogallo, il fatto di aver ripreso in mano la mia vita, l’amore lesbico al quale non avevo mai lontanamente pensato... una delizia! Sesso, sole, cibo buone e serenità: è vero, lì stavo proprio bene.

E allora perché ci dai ragione solo in parte?

Per la trovata del mariticidio. È vero che si è trattato più che altro di una spintarella farmacologica a uno già in bilico, ma molti lettori, non solo io, l’hanno trovata eccessiva.

A noi pareva una rivincita e una bella liberazione. Se abbiamo sbagliato, scusaci. I soldi, però, ti ha fatto piacere tenerteli, a danno dei figli.

Stavolta tutti i torti non li avete. Ma cosa vi costava, a questo punto, lasciarmi in pace sulle coste dell’Algarve, a mangiare baccalà e a far l’amore con Alina?

Ancora con ‘sta storia? Te l’abbiamo già detto che non l’abbiamo deciso noi. È lo Staff a dettare le regole della gara di Natale, e ora ci ha imposto un prequel.

Che però fa schifo! Guardate che l’ho letta, la vostra bozza, quella che avete dimenticato in giro. Siete tornati indietro, ma non solo dal punto di vista temporale, cosa che non potevate evitare. Mi farete fare ancor una volta una figura patetica e vergognosa! Quella di una persona debole e paurosa che sceglie vigliaccamente il suo tornaconto.

Se hai letto, sai di avere molte attenuanti: la miseria, anche morale, della famiglia in cui sei nata, la disgraziata situazione sociale, la voglia di cambiare, la poca fiducia nelle tue capacità perché nessuno te l’ha instillata… Non sembri convinta. Senti, Maria, questa è l’ultima tappa della staffetta, dopo non ci occuperemo mai più di te, promesso, anzi, garantito: te l’ho detto che non ne possiamo più neppure noi. Adesso, da brava, tornatene sull’autobus che finiamo ‘sto dramma. Puoi sopportarlo, tanto è roba passata. E sai già cosa viene dopo. Chiudiamo il tutto e poi ognuno per la sua strada. Noi, finalmente, a scrivere altro, e tu con Alina in Portogallo o dove vuoi.

È una promessa?

Ma certo!

E vi spiacerebbe tagliare qua e là il testo, in modo da render più breve lo strazio? Intendo dire, senza utilizzare tutti i caratteri a vostra disposizione. Perché di solito tendete a buttarne via il meno possibile, avvicinandovi al limite. Manco fossero soldi! E che vi frega se quelle frasi in più sono mazzate nei denti alle poveracce come me. Tanto non possiamo liberarci, siamo “personaggi inventati”. Aguzzini!

Un po’ ti piace fare la vittima, confessa, ma okay, andata!

Vi ho visti, dietro la schiena avete incrociato le dita. Spero proprio che il testo non piaccia a nessuno e che i lettori vi puniscano non votandovi. Siete due grandissimi stronzi, altro che scrittori! Sì, sior, subito sior... due pennivendoli venduti. Bella coppia di Natale del ....

Adesso basta! O alla fine del racconto ti facciamo rapire e seviziare per molti, molti, molti caratteri, da un maniaco fissato con le donne mature! Puoi strillare e offenderci quanto vuoi, ma alla fine non potrai far altro che ubbidire. Un po' come noi. Ci hai mai pensato?

Nazisti! Vado.

 

 

 

Maria strinse i pugni, la rabbia le bruciava in gola, ma l’amica aveva capito di aver esagerato.

«Scusami, non volevo. Ma è che mi preoccupo per te, lo sai, ti voglio bene. Hai diritto a una vita migliore di quella che ti offre lui. Non ti merita». Allungò una mano ad accarezzare la sua, poi voltò lo sguardo al finestrino. Entrambe avevano gli occhi umidi.

«Non ho molte altre scelte. Questa è la migliore, forse l’unica»

«E il tuo sogno di andare all’università? Davvero vuoi rinunciarci per fare da sguattera a quello là?»

Maria scosse la testa. «Come hai detto tu, era solo un sogno. E come potrei permettermela? Non ho voti abbastanza alti per una borsa di studio e mio padre non ha i soldi… e anche se li avesse, non li userebbe certo così. No, Flavio è la mia sola chance e devo ringraziare il cielo di averne una».

Cristina afferrò la borsa e spinse sul pulsante di richiesta di fermata. Alzandosi, le posò una mano sulla spalla.

«Ne riparliamo, non posso credere che tu sia rassegnata. Promettimi che ci rifletterai ancora».

Maria posò la guancia sulla mano dell’amica e sorrise. La guardò scendere e fare un cenno della mano prima di incamminarsi verso casa. Mentre l’autobus ripartiva, chiuse gli occhi e posò la nuca contro il poggiatesta ruvido.

Cristina si preoccupava per lei, in parte aveva ragione, non poteva negarlo. Flavio era una persona viziata a cui la vita e i genitori non avevano opposto rifiuti. Uno che non rispettava nulla, se non il denaro e se stesso. Ma era un gran lavoratore, sapeva ciò che voleva e come ottenerlo. Accanto a lui, non le sarebbe mancato mai niente, ne era sicura. Tranne la libertà e l’amore.

Scosse le spalle: non era nella posizione di fare la schizzinosa. Sposarlo avrebbe significato smettere di stentare, di essere umiliata, di sentirsi una pezzente. Certo, sapeva che non le avrebbe mai permesso di avere un mestiere, solo i poveracci hanno mogli che lavorano; le signore bene si occupano della casa. Lo conosceva, il modo di pensare di quelli come lui. E Flavio non aveva mai fatto finta di essere diverso: l’ostentava a ogni piè sospinto nei discorsi con gli amici, la sua filosofia da signorotto feudale.

Ma era convinta, voleva convincersi, che adeguarsi non sarebbe stato un sacrificio eccessivo: in cambio avrebbe ottenuto tutto il necessario per sé e per i suoi figli. Perché di figli ne voleva e, così sperava, le avrebbero riempito la vita abbastanza da farle dimenticare i progetti, le ambizioni, le passioni a cui rinunciava. Cose da ragazzine, mentre ormai era un’adulta e doveva pensare da adulta. Si caricò la borsa sulla spalla e scese sul marciapiede del capolinea. Doveva sposare Flavio. Non importavano i suoi difetti, la sua arroganza, la sua infedeltà.

Non era scema, sapeva che frequentava altre ragazze, nonostante uscissero ufficialmente insieme da quasi otto mesi. Ma erano solo storie di sesso, nulla più: era lei l’unica a cui aveva chiesto di sposarlo. Non si faceva illusioni: avrebbe continuato a ingannarla anche dopo, faceva parte della sua concezione dell’essere uomo. Alzò le spalle ancora una volta. Non sarebbe stata né la prima né l’ultima donna tradita, non era la fine del mondo.

Accelerò il passo, non voleva rincasare in ritardo offrendo a suo padre un nuovo motivo per punirla. Anche se non era necessario dargliene: quando aveva voglia di menare le mani, un pretesto lo trovava sempre. I segni delle ultime botte non erano ancora scomparsi del tutto.

 

 

Eh no, scusate, ma era proprio necessario affibbiarmi anche il padre che mena?

Di nuovo? Credevo che fossimo d’accordo: è per il pathos, un background di miseria sociale e morale. La gente non vuole leggere di babbi premurosi e mamme giocose. “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice...”

Sì, adesso tirate pure fuori Anna Karenina per giustificare il vostro sadismo.

Senti, Maria, lo sai che fine fa Anna, sì?

Mostri! Vado, vado. Fortuna che sono quasi finiti i caratteri.

 

 

Sospirò attraversando la strada. Almeno, Flavio non era un violento.

Davanti alla chiesa, notò che avevano cominciato a installare gli addobbi e sorrise: era l’ultimo Natale che avrebbe passato in casa dei suoi. Il prossimo, sarebbe stata una donna sposata.

 

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10 ore fa, Befana Profana ha detto:

cibo buone

questo è colpa mia

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@Macleo , figurati, ho riletto almeno altre 4 volte, dopo l’ultimo invio, ho modificato un sacco di piccolezze, spostato virgole... e quello non l’ho proprio visto. Me tapina! :)

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Però resta il pathos, il background di miseria sociale e morale, eccetera eccetera...

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Buongiorno cari @Befana Profana e @Macleo! Mi è piaciuto andare a scavare nel passato della protagonista, mi dispiace che vi abbia scocciato perché, a quanto pare, ha ancora molto da dire sul suo passato e anche sul suo futuro. Non trovo che sia un personaggio antipatico, la vedo da indagare e mi dispiace che tra voi non scorra buon sangue, io avrei voluto saperne di più :sss:

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@Befana Profana & @Macleo.

Ciao ragazzi! La storia della ragazza che vive in una famiglia disagiata e che guarda al matrimonio come l'unica via di fuga mi sembra coerente col personaggio che avete delineato nel primo racconto della "saga" e con i risvolti del suo sequel.

Le parti in cui Maria si rivolge agli autori, un po' mendicando condizioni meno dure, un po' recriminando per il suo ruolo di burattino, sono spassose.

Ben scritto, con i toni cupi del caso nel frammento pre-matrimonio e una verve piacevole nella fase "polemica", si legge con piacere.

Bella prova!

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@Macleo @Befana Profana, bentrovati! 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

Lo sai che finirà così»

Manca il punto finale :) 

Avete reso molto bene il personaggio di Maria, scavando nel suo animo e facendo intravedere la sua vita prima delle nozze. Mi ha sorpreso la svolta verso il metaracconto, non me l'aspettavo. I battibecchi tra Maria e gli autori sono spiritosi e danno un brio alla narrazione, contrastando un'aria cupa che era dominante nelle precedenti puntate. Bravi. Un bel prequel!

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Racconto fieramente pirandelliano, che declina note polemiche con tocco scherzoso, e che mantiene intatta l'aura di cinismo caratteristica degli altri due. Coerente al suo interno e con gli altri, ben scritto e di piacevole lettura.

 

Grazie, @Macleo e @Befana Profana

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9 ore fa, Kikki ha detto:

Non trovo che sia un personaggio antipatico

E ci mancherebbe altro, con tutto quello che le abbiamo inflitto, poverella, dovevamo pure farla brutta e antipatica! ;) Direi che la biografia della cara Maria è stata esplorata ben oltre il previsto e, te lo direbbe di persona se non fosse impegnata a godersela nel sud del Portogallo, ora ha diritto a un po' di meritato oblio. Abbiamo già fatto fatica ad ottenere da lei che ci concedesse questo piccolo excursus sulla sua giovinezza, saperne di più è fuori questione; ma le faremo sapere del tuo interesse, @Kikki, forse un giorno ti scriverà lei direttamente, chi può saperlo. Grazie di lettura e appunti, un bacio dalla befana (e, mi allargo, anche dal socio) nel giorno della befana <3

 

@Pulsar, @Ippolita2018, @Emy, abbiamo cercato di rispettare la consegna, le regole e lo spirito del contest, ma volevamo uscire un po' dal registro sentimentalmelodrammatico in cui stavamo restando imprigionati. Ci siamo divertiti, con buona pace della povera Maria, che però ora se la sta sicuramente godendo e potrà perdonarci. :) Grazie a tutti e tre di lettura e commento, per voi 3 fiori :flower::sss:

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@Befana Profana @Macleo

 

Davvero carino questo prequel! :D Mi piace molto l'idea del metaracconto ironico, è una botta di vita dopo le varie tragedie dei primi due (in questo concordo con la povera Maria :asd: ), infatti fra tre è quello che ho preferito. Bravi ragazzi :rosa:

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29 minuti fa, Befana Profana ha detto:

un bacio dalla befana (e, mi allargo, anche dal socio)

si può fare

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Ciao ragazzi!

Leggendo l'incipit ero abbastanza preoccupata. Ve lo dico in tutta sincerità: non avrei retto una storia strappalacrime, per quanto potesse risultare credibile. Invece siete stati bravi, perché il background di Maria passa lo stesso ma, in un certo senso, la deresponsabilizzate delle sue vicende a cui si ribella con dignità dovendole subire per vostra scelta.

Con questo escamotage, oltre a ravvivare una storia che di drammatico aveva già dato tanto, avete capovolto l'idea di Maria che avevo e siete riusciti a farmela risultare anche simpatica: una donna di carattere e con gli attributi, che nel racconto iniziale erano abbastanza nascosti, anche se qualcosa lasciava intuire che...

Bravi! Una scelta che mi è davvero piaciuta. Un riscatto della donna e del personaggio. Grandi!<3

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Cari @Befana Profana e @Macleo, inizio subito col dirvi che - per me - con il dialogo tra voi e Maria siete stati geniali.

 

Anche questo racconto l'ho trovato scorrevole e piacevole da leggere: meno di impatto del sequel, secondo me,  ma comunque valido.

 

Ho comunque avvertito una leggera "polemica velata" (spero sia solo una mia impressione sbagliata), quindi - se al precedente racconto ho "virtualmente" dato un 9, a questo assegno un bell' 8 e mezzo.

 

Insomma, nonostante tutto, mi siete piaciuti: spero in futuro di poter leggere ancora qualcosa di vostro! ;)  

 

 

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10 minuti fa, H3c70r ha detto:

Ho comunque avvertito una leggera "polemica velata"

Potresti essere più chiaro?

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Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

Senti, Maria, questa è l’ultima tappa della staffetta, dopo non ci occuperemo mai più di te, promesso, anzi, garantito

Ne siete proprio sicuri? :trollface:

 

Molto ben riuscita l'incursione meta che avete dato al racconto, avete così dimostrato quanto è possibile giocare coi propri personaggi (e di conseguenza riuscire a farsi dare del nazista).

Nel complesso un ottimo prequel, all'altezza degli altri vostri lavori precedenti. 

A presto. 

 

Modificato da Plata

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Dei tre questo per me é il migliore, la parte del "meta racconto" ha dato quel tocco in più sgravando non solo il racconto da tutto il dramma che ci incombeva sopra, ma anche mostrando davvero il vostro genio in questi dialoghi vagamente surreali. La Maria che più ho apprezzato é quella che da addosso ai poveri autori, l'ho trovata particolarmente interessante. :-)

ben fatto!!

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Serpente.png

 

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

L’autobus si era svuotato e le due ragazze avevano potuto accomodarsi su due sedili uno di fronte all'altro, le borse sul posto libero accanto. 

Frase iniziale troppo macchinosa.

Meglio dare al lettore il minimo indispensabile. Qualcosa come:

 

L’autobus si era svuotato e le due ragazze si erano accomodate una di fronte all'altra.

 

a mio avviso basta e avanza.

Stessa cosa qui:

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

Il silenzio tra loro era pesante, carico delle recriminazioni e delle risposte astiose scambiate sottovoce in precedenza, nel trambusto. Fu Cristina a parlare.

«Non capisco, non lo accetto: davvero vuoi dire di sì?»

Taglierei la spiegazione delle recriminzaioni e delle risposte.

 

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

«Non capisco, non lo accetto:

Il non "lo accetto" è eccessivo.  Si tratta di un'espressione molto carica di sottointesi, di norma utilizzata tra persone che hanno una relazione. Considerando il sequel, però, questo poteva essere un buono spunto per inserire una relazione - o l'inizio di una relazione, o il sentore di una relazione - tra le due amiche, come se ci fosse qualcosa di più che una semplice amicizia. 

 

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

Adesso basta! Pure la migliore amica che mi dà della puttana: ma non vi stancate mai? Lasciatemi in pace e andate a scrivere le storie di qualcun altro. Ne ho piene le scatole.

Guarda che anche noi ne abbiamo piene la scatole delle tue vicende familiari. Vorremmo smettere di occuparcene, ma non possiamo. Ce l’hanno detto chiaro: “Ricordatevi che questo è il minimo sindacale che vi verrà richiesto, nella vostra veste di scrittori.” Stiamo solo eseguendo gli ordini. 

 

L'introduzione della meta narrazione e del dialogo tra personaggio e autore è interessante, peccato che renda il testo più un sequel che un prequel, almeno concettualmente e nelle parti di "metanarrazione": il narrato è tutto nel passato, ma  i dialoghi tra personaggio e autore spostano il tempo della narrazione nel futuro, o meglio, nel "presente" di quando il racconto è stato scritto.

 

Tutta la parte successiva l'ho trovata noiosa. Un riassuntone delle puntate precedenti mixato a troppe battute che trasudano di recriminazione personale:

 

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

Vorremmo smettere di occuparcene, ma non possiamo. Ce l’hanno detto chiaro:

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

Stiamo solo eseguendo gli ordini

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

E quando ci hanno imposto il sequel

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

È lo Staff a dettare le regole della gara di Natale, e ora ci ha imposto un prequel.

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

Senti, Maria, questa è l’ultima tappa della staffetta, dopo non ci occuperemo mai più di te, promesso, anzi, garantito: te l’ho detto che non ne possiamo più neppure noi

 

Personalmente trovo che la ridondanza, sopratutto nei racconti brevi, vada a smorzare l'effetto che si cerca di ottenere.

In questo caso l'idea della meta narrazione era buona, ma - almeno questa è l'impressione suscitata in me - l'ansia di "scrivere contro" andando a rimarcare così tanto questa "terribile imposizione"  che vi ha "costretto" a scrivere ben due altri racconti per il Contest mi ha lasciato perplesso: bastava un accenno ben condotto per ottenere un risultato migliore, e sopratutto avreste avuto il tempo e il modo di "scrivere per", andando a rendere giustizia al potenziale dell'idea.

 

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

«Scusami, non volevo. Ma è che mi preoccupo per te, lo sai, ti voglio bene. Hai diritto a una vita migliore di quella che ti offre lui.

 

Troppo, tutto in una frase. Qui ne abbiamo per 3-4 buone battute di un dialogo: le scuse; il "mi preoccupo per te, ti voglio bene"; il: "hai diritto a una vita migliore"

 

Inserire qui o nelle battute successive un accenno a una possibile relazione tra le due amiche - parlo sempre avendo in mente il sequel - a cui la protagonista rinuncia per una vita più "comoda" non sarebbe stato male.

 

 

 

Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

Scosse le spalle: non era nella posizione di fare la schizzinosa. Sposarlo avrebbe significato smettere di stentare, di essere umiliata, di sentirsi una pezzente. Certo, sapeva che non le avrebbe mai permesso di avere un mestiere, solo i poveracci hanno mogli che lavorano; le signore bene si occupano della casa. Lo conosceva, il modo di pensare di quelli come lui. E Flavio non aveva mai fatto finta di essere diverso: l’ostentava a ogni piè sospinto nei discorsi con gli amici, la sua filosofia da signorotto feudale.

Ma era convinta, voleva convincersi, che adeguarsi non sarebbe stato un sacrificio eccessivo: in cambio avrebbe ottenuto tutto il necessario per sé e per i suoi figli. Perché di figli ne voleva e, così sperava, le avrebbero riempito la vita abbastanza da farle dimenticare i progetti, le ambizioni, le passioni a cui rinunciava. Cose da ragazzine, mentre ormai era un’adulta e doveva pensare da adulta. Si caricò la borsa sulla spalla e scese sul marciapiede del capolinea. Doveva sposare Flavio. Non importavano i suoi difetti, la sua arroganza, la sua infedeltà.

 

Qui, ad esempio, c'era davvero tanta roba per far recriminare la protagonista in fase di "metanarrazione".

 

In definitiva trovo che il racconto sarebbe andato benissimo  senza metanarrazione e andando a sviluppare il background della protagonista.

Volendo inserire la metanarrazione, si potevano equilibrare meglio i tempi. Avete
una decina righe di narrato

una quarantina di metanarrazione

una trentina di narrato

meno di una decina di metanarrazione

 

che sbilanciano il racconto.  le prime quarante righe di metanarrazione sono infarcite di riassuntoni e recriminazioni personali... dovrebbe uscire più la voce del personaggio e meno quella degli autori, insomma. 

asciugando molto lì e andando ad allungare il narrato successivo (inserendo un po' di metanarrazione anche lì) il risultato sarebbe, a mio avviso, migliore.

 

Un saluto   

 

 

 

 

 

 

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34 minuti fa, Bango Skank ha detto:

Frase iniziale troppo macchinosa.

Hai ragione: abbiamo curato e lavorato molto di più la parte della metanarrazione che il narrato, che ci interessava più come contenitore e contrasto del dialogo autori/personaggio che in quanto racconto. Però, anche  con le grossolanerie di forma e di contenuti che hai sottolineato, abbiamo voluto che rispettasse la consegna. La cosa dell'amicizia "particolare" tra le due ragazze era tra le mie idee, ma in tre righe non mi sembrava fattibile e il metanarrato ci prendeva molto spazio (troppo, dici tu: prendo nota per il futuro)

Concordo su parecchie cose che hai scritto, ma vorrei solo replicare alla tua critica dell'eccesso di recriminazioni e utilizzo dello "staff ci impone". In realtà solo il primo era una frecciatina, un occhiolino, un chiamalo come vuoi, allo staff e al nostro disappunto di dover scrivere un sequel. Le altre, che probabilmente a ragione trovi ridondanti, trovavano la loro ragion d'essere nel dialogo stesso con Maria e la metafora dell'"obbediamo agli ordini": lei ci rinfaccia di essere sadici con i personaggi e noi scarichiamo la colpa su altri, quindi lo staff che detta le regole. Tant'è che sul finale, per discolparci, tiriamo fuori anche Tolstoi. Volevo solo precisare questo: gli intenti polemici erano limitati all'inizio, i richiami del "non è colpa nostra" facevano parte del gioco scrittori/aguzzini e personaggio/vittima. Ci siamo divertiti a esasperarlo.

Prendiamo atto che per te non funziona ed è pesante.

Grazie dell'analisi, ciao

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18 ore fa, Ezbereth ha detto:

Leggendo l'incipit ero abbastanza preoccupata.

Ti confesso che un po' era voluto ;)

Grazie, @Ezbereth, Maria ricambia la simpatia <3

 

6 ore fa, H3c70r ha detto:

Ho comunque avvertito una leggera "polemica velata"

No, dai, polemica, con la sua etimologia "guerresca", mi sembra eccessivo: volevamo cambiare registro e genere e questa è la sola maniera che ci è venuta in mente per saltare dal drammatico all'umoristico. Certo, abbiamo inserito la frecciatina del "cattivi, anche il prequel no!", ma in un vasto insieme che prendeva in giro il tutto, compresi noi stessi e la nostra tendenza a "maltrattare" i personaggi perché è più interessante che dar loro storie positive e utilizzare tutti i caratteri, fino all'ultimo. E davanti alla (giusta) collera di Maria, il "non è colpa nostra, ce lo hanno ordinato" era il solo argomento che abbiamo trovato. E, diciamolo, ci siamo divertiti, a battibeccare con la signora.

Grazie, @H3c70r, alla prossima

 

5 ore fa, Plata ha detto:
Il 3/1/2019 alle 22:59, Befana Profana ha detto:

Senti, Maria, questa è l’ultima tappa della staffetta, dopo non ci occuperemo mai più di te, promesso, anzi, garantito

Ne siete proprio sicuri? 

Stai cercando grane? Attento, che le befane arrabbiate... non so, forse lanciano caramelle! Dovessi ancora scrivere di questi personaggi, credo opterei per un horror, un non survival così non se ne parla più.

Ciao, @Plata e grazie

 

3 ore fa, AnnaL. ha detto:

La Maria che più ho apprezzato é quella che da addosso ai poveri autori,

Ah, bene, grazie, me ne ricorderò! :lol:

Grazie, @AnnaL., ci siamo divertiti anche noi a scrivere questo pre... questa roba :)

 

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Carissimo Bango, ho letto ed ammirato il tuo commento e farò tesoro di quanto hai scritto: sei veramente bravo.

 

Quel che segue, invece, verte su un altro tema che non ha nulla da fare con il predetto commento.

Intendo riferirmi a questa tua frase, che mostra chiaramente la strana idea che hai in testa:

4 ore fa, Bango Skank ha detto:

l'ansia di "scrivere contro" andando a rimarcare così tanto questa "terribile imposizione"  che vi ha "costretto" a scrivere ben due altri racconti per il Contest mi ha lasciato perplesso

 

E qui non so se sia lecito criticare uno dello staff - tra l’altro proprio uno il cui tempo è preziosissimo come hai tenuto a dirci -, per il fatto di aver completamente travisato un innocuo cazzeggio, come tanti altri ne ho visti scritti, con e senza immagini, trasformandolo in un tentativo di golpe.Come pure, Bango, anche il nostro raccontino era uno scherzo, un piccolo tentativo di umorismo cameratesco!

In effetti ero rimasto parecchio stupito e perplesso, leggendo il tuo severo intervento nella “terza tappa”, un’arrabbiata e veemente reprimenda che pareva scritta nell’ottica di stroncare sul nascere una vera e propria rivoluzione la quale, come ho già detto, era invece uno scambio di battute divertenti fra amici. Cosa che si capiva benissimo, come hanno ti fatto gentilmente notare quelli e quelle che hanno replicato.

“Ansia di scrivere contro” per “rimarcare una terribile imposizione”, anzi una vera e propria “costrizione”? Ma, secondo te, sarei arrivato alla mia età per non progredire di un passo dai tempi dell’asilo infantile?

Probabilmente – spero solo in questo momento – hai qualche preoccupazione che ti ha portato a equivocare, almeno questa è la mia impressione. Ti posso capire, dato che anch’io ho dei problemi, purtroppo non transitori, e quindi m’adombro facilmente.

E adesso scopriremo se sia lecito o meno elevare critiche a uno dello staff - non certo per il suo bellissimo commento, lo ripeto -, oppure si va fuori dallo spirito del WD compiendo un delitto di lesa maestà, prontamente sanzionabile. Come a scuola con i professori - almeno ai miei tempi -, o durante il militare con i superiori.

E a proposito di sanzioni, dato che sei dello staff, perché non mi avete ancora levato dal profilo il punto di non so cosa, datomi da Niko, che è scaduto ieri? E perché non mi avete ancora iscritto fra i campioni di “Penna e Spada”, albo fermo al 13 maggio dell’anno scorso?

Ah, dimenticavo una cosa importante: questa è solo farina del mio sacco. @Befana Profana non ne sa nulla e ti ha già elegantemente risposto con la sua classe innata.

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Ah, dimenticavo. So benissimo che le critiche, consigli e reclami andrebbero posti nella sezione Bacheca o inoltrati via messaggio privato allo Staff.

Però ritengo che debba essere a doppio senso. Se @Bango Skank aveva il sospetto che fossi un coglione infantile che ha l'ansia di "scrivere contro" andando a rimarcare così tanto la "terribile imposizione"  che mi ha "costretto" a scrivere ben due altri racconti per il Contest, doveva appurare la cosa privatamente, invece di sputtanarmi pubblicamente.

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1 ora fa, Macleo ha detto:

Carissimo Bango, ho letto ed ammirato il tuo commento e farò tesoro di quanto hai scritto: sei veramente bravo.

Grazie, carissimo Macleo. Sei troppo gentile!

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

Intendo riferirmi a questa tua frase, che mostra chiaramente la strana idea che hai in testa:

Non è una strana idea, ma quello che, da lettore, si evince da ciò che avete scritto e da come lo avete scritto.

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

E qui non so se sia lecito criticare uno dello staff - tra l’altro proprio uno il cui tempo è preziosissimo come hai tenuto a dirci -, per il fatto di aver completamente travisato un innocuo cazzeggio, come tanti altri ne ho visti scritti, con e senza immagini, trasformandolo in un tentativo di golpe.Come pure, Bango, anche il nostro raccontino era uno scherzo, un piccolo tentativo di umorismo cameratesco!

Vedi, il tuo (enorme) problema è che la metti sul personale. Non è la prima volta che, di fronte a una critica in un commento,  ti lamenti e la metti sul personale.

Provo a spiegartelo con calma, sperando che tu possa farne tesoro: qui nessuno critica la persona, si criticano racconti.

Così come tu non stai criticando "me come persona", tu stai criticndo il mio commento, cosa che peraltro non ha alcun senso: se non trovi il commento centrato, puoi serenamente dire che non sei d'accordo e amen, ricordandoti magari di ringraziare chi ha impiegato il suo tempo a farlo.

Il mio commneto, realtivo al vostro racconto, spiegava proprio questo: il tentativo di umorismo cameratesco, se aveste asciugato di più quel rimarcare in continuazione quel "ci hanno costreto ecc", ne sarebbe uscito migliore.

La sola cosa che potevi risparmiarti è la frecciatina sul mio tempo preziosissimo e bla bla... un po' scontata, un po' noiosa.

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

“Ansia di scrivere contro” per “rimarcare una terribile imposizione”, anzi una vera e propria “costrizione”? Ma, secondo te, sarei arrivato alla mia età per non progredire di un passo dai tempi dell’asilo infantile?

Non lo so, e sinceramente non mi interessa. Spero per te di no, comunque.

Come ti ho detto, io non parlo mai delle persone, non mi interessa farlo e non sono nessuno per farlo. Parlo di narrativa. Il mio commento, parlava del vostro testo. Avete speso troppe battute per rimarcare quella cosa, da lettore ci ho visto qualcosa di "personale", e questo tuo sfogo è - a mio avviso - la dimostrazione che ci avevo preso.

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

Probabilmente – spero solo in questo momento – hai qualche preoccupazione che ti ha portato a equivocare, almeno questa è la mia impressione

In realtà no, ma grazie per l'interessamento.

 

1 ora fa, Macleo ha detto:

E adesso scopriremo se sia lecito o meno elevare critiche a uno dello staff - non certo per il suo bellissimo commento, lo ripeto -, oppure si va fuori dallo spirito del WD compiendo un delitto di lesa maestà, prontamente sanzionabile. Come a scuola con i professori - almeno ai miei tempi -, o durante il militare con i superiori. 

Tu sei completamente fuori dallo spirito del WD e di questa Officina da tempo. Lo si vede da come rispondi a commenti al testo. Mi spiace per te, non so che altro dirti.

 

39 minuti fa, Macleo ha detto:

Se @Bango Skank aveva il sospetto che fossi un coglione infantile che ha l'ansia di "scrivere contro" andando a rimarcare così tanto la "terribile imposizione"  che mi ha "costretto" a scrivere ben due altri racconti per il Contest, doveva appurare la cosa privatamente, invece di sputtanarmi pubblicamente.

E questa tua infelice frase ne è la prova. Mi hai messo in bocca parole che non ho detto, pensieri che non ho pensato. Questo è grave.

Io ho fatto un commento a un testo. La tua risposta ti qualificas per ciò che sei.

E non ho più alcuna intenzione di avere alcuna interazione con te.  Di nessun tipo.
 

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6 minuti fa, Bango Skank ha detto:

E non ho più alcuna intenzione di avere alcuna interazione con te.  Di nessun tipo.

Grazie, Bango, non chiedo di meglio.

7 minuti fa, Bango Skank ha detto:

Vedi, il tuo (enorme) problema è che la metti sul personale.

Questo è invece il tuo problema, a partire dalla sparata che ho citato. Lo si evince da quello che hai scritto.

8 minuti fa, Bango Skank ha detto:

Tu sei completamente fuori dallo spirito del WD e di questa Officina da tempo.

Sono fuori solo da quello che non mi piace perché è sbagliato, e non è certo molto.

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Intervento Staff

 

14 ore fa, Macleo ha detto:

E adesso scopriremo se sia lecito o meno elevare critiche a uno dello staff - non certo per il suo bellissimo commento, lo ripeto -, oppure si va fuori dallo spirito del WD compiendo un delitto di lesa maestà, prontamente sanzionabile. Come a scuola con i professori - almeno ai miei tempi -, o durante il militare con i superiori.

Non siamo né a scuola né in caserma, anche se spesso qualche persona poco riflessiva fa paragoni tutt'altro che azzeccati come questi.

Siamo una piattaforma online, chiamata forum, dove da che mondo è mondo ci sono regolamenti più o meno accurati, specifici o restrittivi. Il nostro è stato asciugato di circa metà regole nel 2016, e sono rimasti i richiami essenziali al buon senso alla buona educazione. Se non sei in grado di adattarti, puoi evitare di frequentare il WD.

14 ore fa, Macleo ha detto:

E a proposito di sanzioni, dato che sei dello staff, perché non mi avete ancora levato dal profilo il punto di non so cosa, datomi da Niko, che è scaduto ieri? E perché non mi avete ancora iscritto fra i campioni di “Penna e Spada”, albo fermo al 13 maggio dell’anno scorso?

Il punto non è scaduto. Cito il punto 5.1 del regolamento: "I provvedimenti disciplinari vengono applicati tramite i Punti Richiamo, che hanno una durata minima di 200 giorni."

Per il Penna e Spada provvederemo non appena possibile.

14 ore fa, Macleo ha detto:

Se @Bango Skank aveva il sospetto che fossi un coglione infantile che ha l'ansia di "scrivere contro" andando a rimarcare così tanto la "terribile imposizione"  che mi ha "costretto" a scrivere ben due altri racconti per il Contest, doveva appurare la cosa privatamente, invece di sputtanarmi pubblicamente.

Sei andato ben oltre il limite del buonsenso e della buona educazione. Ti assegno due punti di richiamo e ti sospendo quindi per 30 giorni dal sito. Sei escluso dalla gara: @Befana Profana, che in tutto questo non c'entra niente, continuerà a concorrere da sola ai fini della classifica finale. Rifletti su quanto accaduto, solo se vuoi, beninteso, e torna (sempre e solo se vuoi) sul Writer's Dream tra un mese. Sarai accolto a braccia aperte come è successo a tanti altri sospesi per un mese, ma solo se ti adeguerai alla nostra piattaforma. Non sei nuovo a questi scatti d'ira o esternazioni ben oltre il limite.

Chiudo inoltre il racconto ai commenti.

 

Colgo l'occasione per ricordare a tutti gli utenti che il Writer's Dream serve anche per sviluppare senso critico verso i propri scritti e la Staffetta di Natale aveva questo scopo. L'avevamo sottolineato fin dall'inizio. Siamo qui per crescere insieme, e con i complimenti (e basta) non si crescerà mai.

Con queste premesse, se non si è in grado di "reggere" a commenti più severi o critici, ma comunque rispettosi della persona che sta dietro lo schermo (Bango, ci tengo a sottolineare, non ha mai mancato di rispetto agli autori del brano), ebbene... non partecipate.

Se qualcuno volesse contattarmi in privato per qualsiasi ragione, mandi pure un messaggio: rimango a disposizione.

 

Buon proseguimento a tutti.

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