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andrea27

Ciao, dal gatto bagnato che vuole un calcio

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Ciao,  nome inventato Andrea, di mestiere faccio la fotografa che mi appassiona e mi permette di comunicare, tirare fuori parti sommerse di me, degli altri. Ma è quando scrivo che mi sento profondamente me stessa, anche sono bloccata, cosi da sempre. Ho scritto in questi anni 4 libri di manualistica e didattica fotografica  e chi mi conosce mi sprona a scrivere, dicono che ho molto da comunicare, tirare fuori e sicuramente è vero. Vorrei scrivere storie, un romanzo, mentre riesco a buttare giu' solo poesie che mi arrivano di getto e all'improvviso. Un po' come quando stai camminando e un'entità si impossessa del tuo corpo, del tuo cervello e il bisogno di fermare le parole è impellente. 
Non vorrei scrivere per avere successo e per un guadagno, non mi interessa, ma per sentirmi completa e veramente autentica con me stessa. Il problema è che si scrivo di me poi chi leggerà il libro scoprirà tutti i miei pensieri più intimi :D :D  (sembro molto aperta su tante cose, ma sono molto riservata su altre) e questo mi spaventa un po' e mi fa optare per un romanzo inventato, ma poi qui scarseggio in fantasia e contenuti a medio-lungo termine.  
Ho letto che il consiglio che si da in questi casi è "scrivi e basta e non ti curar del dopo" .... siate d'accordo? 

So che avrei molto da scrivere ma se sono sfrontata, diretta, coraggiosa nella fotografia o nella vita, nella scrittura è come se mi sentissi un gatto bagnato che ha paura ad uscire allo scoperto.

Baci
 

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Ciao Andrea!

 

Che bello constatare che certe domande non me le pongo solo io.

 

Quello che dici (scrivere le proprie cose, rivelandole al pubblico) è un rischio che non tutti sono disposti a correre ma, secondo me, è inevitabile. 

Puoi ovviare scrivendo metaforicamente ad esempio se sei tanto tanto appassionata di libri, puoi scrivere di qualcuno appassionato di filatelia e trasportare la passione per i libri in quella per i francobolli tuttavia la passione che provi trasparirà inevitabilmente in un modo o nell'altro. 

Scrivere, secondo me, è aprire la porta su sé stessi perché chi scrive desidera che gli altri leggano quello che ha da dire.

Ma ci sono metodi efficaci per camuffare la propria realtà interiore. 

 

Sono d'accordo sul "Scrivi e non ti curar del dopo" che non significa che quando arriverà il dopo non potrai apportare le dovute modifiche e le adeguate migliorie, scegliendo, tra quello che hai scritto quello che verrà inserito in un romanzo e poi letto e quello che invece conserverai per te. Il dopo è importante dopo, non durante...

 

Non vedo l'ora di leggere le tue poesie!

 

Benvenuta!

  • Grazie 1

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@andrea27

 

Bene arrivata :flower:

 

Quello che dici, sulla riservatezza delle parti sommerse di te, è cruccio di tanti, e dico anche a te come "dribblare" la faccenda:

 

Puoi scrivere le tue sensazioni ed esperienze in forma di racconto, in prima o in terza persona, e gli altri non ti chiederanno nemmeno se sei tu la protagonista di

quello che scrivi (a meno che tu non scelga di dirlo),  perché l'importante è il testo, e quello giudicheranno e basta. Se e quando vorrai condividerlo.

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Il 3/1/2019 alle 12:19, andrea27 ha detto:

riesco a buttare giu' solo poesie che mi arrivano di getto e all'improvviso. Un po' come quando stai camminando e un'entità si impossessa del tuo corpo, del tuo cervello e il bisogno di fermare le parole è impellente. 
Non vorrei scrivere per avere successo e per un guadagno, non mi interessa, ma per sentirmi completa e veramente autentica con me stessa. Il problema è che si scrivo di me poi chi leggerà il libro scoprirà tutti i miei pensieri più intimi :D :D  (sembro molto aperta su tante cose, ma sono molto riservata su altre) e questo mi spaventa un po'

Ciao @andrea27, benvenuta nel WD! :)

Se il bisogno di scrivere poesie è impellente, secondo me sei sulla buona strada (poi con un po' di lima si smussano le impulsività più... impulsive). E in poesia, secondo me, non è proprio possibile, in effetti, scrivere non essendo completamente se stessi. Però sì, hai ragione, ti metti a nudo, è inevitabile. (Ti posso solo dire che a me scrivere  poesie ha cambiato la vita: non ho guadagnato nulla -in termini economici, ovviamente- ma ho ritrovato la mia voce -quella vera- e anche qualche problema mi ha portato, la poesia, perché non sono più stata capace di mentire, ma non tornerei più indietro. Mi dispiace solo di aver cominciato tardi). Perciò il mio consiglio è che se ne senti l'impulso... scrivi te stessa e, appunto "non ti curar del dopo". BUona scrittura, in ogni caso!

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@andrea27 benvenuta e buona permanenza

Il 3/1/2019 alle 12:19, andrea27 ha detto:

nome inventato Andrea

 

Complimenti per il tuo lavoro, anche se non ti conosco.

 

Purtroppo non so come aiutarti, ma ho visto e letto consigli forse più pertinenti dei miei!

 

Io ti posso solo dire: scrivi, riscrivi, leggi, rileggi, fatti leggere!

 

Buona scrittura e buona vita!

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Avevo letto @Andrea28...

... benvenuta al forum, @andrea27, e buona permanenza.

Il ‎03‎/‎01‎/‎2019 alle 12:19, andrea27 ha detto:

Ho letto che il consiglio che si da in questi casi è "scrivi e basta e non ti curar del dopo" .... siate d'accordo?

Sono d'accordo! :)

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