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Poeta Zaza

Il treno dei personaggi in fuga: esercizi di stile

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NUOVA PROPOSTA di Contest

 

Il treno dei personaggi in fuga

 

Di sicuro conoscete i famosi Esercizi di stile di Queneau (99 maniere di descrivere lo  stesso episodio), e il Decameron di Boccaccio (dieci giovani in fuga dalla peste, nello stesso posto per dieci giorni a raccontarsi storie).

La mia idea è questa:

Ospitare su un treno immaginario gli scrittori, noi, in fuga dal morbo della omologazione, che ci vuole tutti uguali anche nello scrivere... Ma noi no! Noi siamo quelli dei diversi punti di vista!

 

Dettaglio:

 

Un gruppo di amici che viaggiano verso la salvezza da un morbo misterioso, e, mentre sono in treno, uno di loro, a turno, propone un testo breve, in tono neutro, dove vengono citati  contesto e persone.

D'obbligo è rielaborare il racconto in prima persona, ossia dal punto di vista di uno degli interpreti del testo.

I  partecipanti al gioco scelgono un personaggio (anche lo stesso in più giocatori) e vedono l'accaduto dal suo punto di vista.

Non sono necessarie iscrizioni, chi vuol giocare entra e gioca.

Il banditore della traccia (che non partecipa)  non dà termine, ma quando vede abbastanza risposte dà il segnale di chiusura e invita i partecipanti a comunicargli con M.P. quale testo abbiano preferito. Quindi comunicherà il vincitore che darà la seconda traccia ecc.

I testi devono essere brevi (massimo 1500 caratteri).

 

Il primo esempio lo prendo da Queneau:

 

TESTO BASE

Sulla S, in un’ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore piú tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: «Dovresti far mettere un bottone in piú al soprabito». Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.

 

ESEMPIO DI RISCRITTURA

Dovresti aggiungere un bottone al soprabito, gli disse l’amico. L’incontrai in mezzo alla Cour de Rome, dopo averlo lasciato mentre si precipitava avidamente su di un posto a sedere. Aveva appena finito di protestare per la spinta di un altro viaggiatore che, secondo lui, lo urtava ogni qualvolta scendeva qualcuno. Questo scarnificato giovanotto era latore di un cappello ridicolo. Avveniva sulla piattaforma di un S sovraffollato, di mezzogiorno.

 

Il secondo esempio, quello che segue, è mio (sia il testo base che i due svolgimenti)

 

L’altalena – Testo base

 

Laura, la nipote del conte, nella corte del giardino della villa, si dondolava sull’altalena di ferro smaltato, con meccanismo di spinta automatica (invenzione del nonno), comoda sulla poltrona lanciata a tutta velocità, canticchiando  felice. Nella villa quel giorno forse c’era il nonno, da solo.Il nipote del mezzadro, Arrigo, decenne, come spesso faceva, era venuto per giocare con lei.“Fammi salire, tocca a me” le disse dopo un po’, ma Laura non si fermava.“Voglio andarci ancora,l’altalena è mia, ci sto finché ne ho voglia”, rispondeva lei piccata.Qualcun altro si muoveva nelle vicinanze, tra le frasche intorno, ma doveva trattarsi del giardiniere o di suo figlio Giacinto.L’impaziente Arrigo prese un ramo nodoso, abbandonato nel cortile e lo inserì negli ingranaggi dell’altalena,cosciente di far male, convinto di vendicarsi a ragion veduta, sicuro di non uccidere, certo che per la punizione non avrebbe sofferto come la sua amica – nemica.Laura cadde.Il ramo dopo un secondo si spezzò, l’altalena continuò la sua corsa e, mentre lei si rialzava,la sua testa si venne a trovare nella traiettoria del sedile di ferro…

 

L’altalena – dal punto di vista di Giacinto

 

Uno più antipatico dell’altra. L’Arrigo, che mi guarda sempre con condiscendenza perché può spaziare in lungo e in largo nella villa padronale quando è vuota, perché il genitore fa il sorvegliante, prende spesso in giro me e mio padre, giardiniere nel parco dei conti:

“Giacinto, come mai non profumi oggi?”

e l’altra, la Laura, non parliamone, spocchiosa come poche. Eccoli lì, lei sulla sua altalena unica al mondo come meccanismo, ideato dal nonno, che snobba lui, che ci vuol salire. “Idea! “ mi dico. Lui sta perdendo la pazienza, lo devo aiutare a vendicarsi. Lei avrà la lezione che si merita, si farà male di sicuro. Lui ne pagherà le conseguenze, di male in peggio. Ecco, gli agevolo la ricerca di un mezzo per un fine che capisco. Ecco un bastone, un ramo forte quanto basta. Non mi vedono, lo faccio rotolare in piena vista e mi eclisso.

Non credo ci sia il vecchio in villa.

L’Arrigo lo vede, lo prende e lo usa, oh se lo usa, e Laura cade.

Il bastone si spezza, l’altalena continua la sua corsa e, mentre lei si rialza, la sua testa si viene a trovare nella traiettoria del sedile di ferro …

 

L’altalena:  dal punto di vista del conte

 

Sono il conte. Ho visto tutto dalla terrazza.

In giardino, mia nipote Laura si dondolava sulla mia speciale altalena con spinta automatica che, come ingegnere, ho ideato e stavo per brevettare.

Il figlio del mio mezzadro e custode voleva andarci lui, sull’altalena, e insisteva villanamente, ma ci stava, sono coetanei e l’ho visto crescere, non è un cattivo ragazzo. Come l’altro, il figlio del mio giardiniere che, all’improvviso, allunga un bastone nei pressi di Arrigo e torna ad eclissarsi dov’era prima, e nessuno, né la mia Laura né l’altro, ci fanno caso, finché Arrigo, arrabbiato, si guarda intorno, lo vede, e con quello blocca l’ingranaggio…

Mi sono sentito mancare, impietrito,  quando ho visto il ragazzo usarlo in quel modo e la conseguenza. Laura che cade, il bastone che si spezza, l’altalena che continua la sua corsa e, mentre lei si rialza, la sua testa si viene a trovare nella traiettoria del sedile di ferro …

La vista mi si è confusa, le mie mani hanno stretto il parapetto… Laura si è appiattita sul terreno mentre l’altalena continuava per legge d’inerzia i suoi su e giù… ho sceso non so come le scale e io stesso ho fermato l’ultimo dondolio per poi raccoglierla, tremanti entrambi, fra le mie braccia.

I due ragazzi erano scomparsi.

Non la brevetterò la mia invenzione. E la smonterò oggi stesso. Se penso a cosa avrebbe potuto succedere…

 

FINE ESEMPI

 

:comedicitu: Chiedo allo Staff, in persona del Community manager @Niko   :)

di dirmi cosa ne pensa di questo gioco-esperimento letterario. Appena possibile,  anche con l'anno nuovo.

 

Auguri e grazie per l'attenzione!

:flower:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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@Poeta Zaza l'idea è carina, però vedo un po' di problemi.

  1. Poca accuratezza nella proposta. Quali sono le tempistiche del contest? Non può certo durare per sempre. Pare periodico, visto che parli di un "banditore" di traccia che rispetto ai voti dei partecipanti proclamerà il vincitore, che diverrà a sua volta banditore (un po' come accade nei nostri MI). Ma periodico come e quanto? Non può esserci un Contest sempre attivo, finirebbe per diventare deserto dopo l'entusiasmo iniziale.
  2. 1500 caratteri sono pochissimi. Sei sicura che saranno interessati in tanti, a questa proposta? I frammenti del WD sono di massimo 3500 caratteri, eppure per i contest sono sempre ritenuti pochissimi.
  3. L'esperienza del Contest di Natale ci ha insegnato che ad alcuni non piace fare esercizi di questo genere, ma scrivere con più libertà, in sede di Contest. Si tratta di una cosa diversa rispetto alla Staffetta, certo, ma ci si è lamentati per un prequel e sequel, figuriamoci per una traccia così "stretta" e precisa, con ambientazione e personaggi già definiti!

Insomma, lode a te per aver prodotto e proposto l'esercizio di stile, ma bisogna capire anche quanti utenti siano realmente interessati (non del tipo "che bello!" ma "sicuramente parteciperò").

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:comedicitu:grazie, caro @Niko per l'attenzione e per le tue giuste considerazioni.

 

Ho meditato sulle tue perplessità e sui tuoi consigli riguardo alla fattibilità del contest da me proposto, e, sono arrivata a questa conclusione:

 

1) dal punto di vista del "regolamento" si può ampliare l'accettazione dei testi sino a 3.500 caratteri e farne un "Contest per Frammenti", dal nome del Laboratorio in Officina

(a mio avviso, non più lunghi, date le caratteristiche degli Esercizi di stile (di riferimento) e per la "snellezza" della scrittura e della lettura dei testi; cadenza quindicinale max;

 

2) dal punto di vista della conduzione del gioco, ammetto che ci voglia un impegno non indifferente per gestire il gioco nel medio-lungo termine, con cadenza settimanale e/o quindicinale,

con il testimone che passa da un banditore all'altro, che si deve impegnare a gestir e e tempi e votazioni segrete.

 

Pertanto, lascio qui l'idea,  pregando il Community Manager @Niko che mi legge di portare l'idea, per favore, a conoscenza di tutti i membri dello Staff, per valutare, con loro,

la fattibilità,  nell'avvenire, di un Contest di Brevi, di Frammenti, operativo magari per una quindicina di giorni all'anno. Minimo sei partecipanti.

 

Considerate sia questa una vacanza, un periodo di ferie, di noi personaggi in fuga dal morbo dell'omologazione, che salgono su questo treno e, dicono, ascoltati,

il loro punto di vista, con la voce nuova del personaggio di un altro. 

 

:) :D :P ;) :( :saltello:

 

 

 

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