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paolasenzalai

Bon Nadâl, Cjan

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commento

 

Riassunto delle puntate precedenti:

Cjan è un cane.

Paron è il balordo proprietario di Cjan.

Ucraina era la badante della Vecjate, la vicina di casa di Paron, attualmente morta.

Al suo posto ora vive Ligrie.

Ucraina si è trasferita a casa del Bill, uno.

I racconti si svolgono in Friuli.

 

Mi piacerebbe tu ascoltassi questo brano: Lauren Daigle – O Holy Night

 

 

 

Io amo le luci.

Tic, titic, titic, tic tic tic. Ogni tanto mi fermo a fissarle e c’è da diventare matti: gli occhi ballano, la strada si muove, le zampe si allungano, la notte è uguale al giorno; luci dappertutto, bellissimo! Solo casa nostra è al buio.

Per Natale Ucraina ci ha invitati a pranzo, ma Paron non vuole andarci. Dice che il Natale gli fa schifo, che lui odia questo periodo dell’anno.

Peccato, Ucraina cucina bene.  Ecco cosa mi manca di Ucraina, i suoi odori, quelli buoni che scendevano dal piano di sopra. Adesso con questa qui, con Ligrie intendo, non scende un bel niente. Neanche lei fortunatamente. I suoi toc toc toc mi avevano proprio scocciato. A proposito, è tanto che non si fa vedere, forse se ne è andata. Salgo al piano di sopra per controllare e mi metto in ascolto. Scif, scif, scif: ah no, è dentro che scia.

Che freddo! Ho tutti i polpastrelli ghiacciati.

Corro a casa e me li lecco un po’.

Nel frattempo, son venuti a trovarci Ucraina e il Bill e mentre il Bill mi fa le feste, Ucraina, con un cappello rosso in testa, al canto di Jingle Bell, scarica dall’auto scatole, pentolini, pentolone, bottiglie.

«Tieni Cjan, ho portato un regalo anche a te», dice. Io scodinzolo, speriamo si mangi! Sfila dalla borsa una cosa: nooooo un cappellino rosso con sonaglio anche per me. Col cavolo che lo indosso! Cerco di scappare ma lei è più veloce e mi infila questo coso sopra la testa. Si regge con un elastico. Che fastidio. Ridono tutti e io mi incazzo. Me ne vado offeso, cercando di togliermelo, non ci riesco, anzi, più mi agito, più faccio casino. Passa una e mi scatta una foto. Ringhio, poi vado a nascondermi dietro l’angolo e aspetto che Ucraina e il Bill se ne vadano.

Rincaso.

Paron mi libera dal cappello e mi informa che per Natale non facciamo niente. Staremo sul divano a vedere la tv e non usciremo proprio, almeno fino al giorno ventisei, così non dovremo neanche fare gli auguri a nessuno.

Per me va bene, tanto auguri non ne ho da fare.

Forse Paron doveva nascere Cjan e io dovevo nascere Paron.

Mi piacerebbe essere Paron. Potrei vedere tutto quello che sta sopra. Sopra al tavolo, sopra al fornello, sopra al bancone del bar. Mi dà un fastidio non vedere quello che sta sopra…

Boom.

Aiuto. Corro a nascondermi dietro al divano.

Boom.

Cerco di infilarmi sotto al divano, più sicuro, ma quello stupido è troppo basso e mi passa solo la testa. Spingo fortissimo... niente da fare.

Boom.

Mi accuccio in un angolo.

«Cjastron ven ca! E son dome i petârs dai frus», mi urla Paron.

- Stupido vieni qua! Sono solo i petardi dei bambini.

Io odio i petârs dai frus.

Mi rintronano nella testa, mi fanno perdere il senso dell’orientamento e mi fischiano le orecchie.

Booom.

Ancora! Adesso esco e li morsico tutti. No! Ho troppa paura, meglio star qui.

Finalmente i frus vanno via e possiamo tornare a guardare il film. Io non guardo niente. Ci provo, ma il caldo, il divano, le voci in sottofondo, la mano calda di Paron, mi viene un sonno…

Paron si alza di scatto e mi spavento. Apre il frigo, prende una bottiglia, mi solleva e mi posa sulla sedia.

Porca miseria: mi ha letto nel pensiero e posso vedere “sopra”, finalmente. Il tavolo è pieno di roba.

Paron si siede di fronte e mi allunga una ciotola e una fetta di… di…

«Ciò une fete di pandoro e un got di spumant».

- Tieni una fetta di pandoro e un goccio di spumante.

Le fete sa di zucchero. Buona! E nella ciotola… buono anche quello. Mi “frizza” sulla lingua. Sa di giallo, brr che brivido. Mi scrollo tutto. Oddio, quasi cado. Meglio star fermi quando si sta sulla sedia. Lecco di nuovo. Non male.

Paron ride e sussurra:

«Cjochele il pari, cjochele il fi».

- Ubriacone il padre, ubriacone il figlio.

Son contento. Continuo a leccare il giallo. Alla tv cantano Adeste fideles. Paron alza il bicchiere e dice:

«Tre, doi, un… bon Nadal, Cjan».

- Tre, due, uno… buon Natale, Cjan.

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Povero Cjan, ci mancava giusto la tortura del cappellino natalizio! 😂

Mi stupisce il fatto che Ligrie non si sia fatta viva per gli auguri di Natale. Probabilmente è in casa con l'influenza! 😬

La parte finale è adorabile... Ho rischiato la lacrima.

 

P.s. Temo di essermi persa la puntata in cui Ucraina si trasferisce dal Bill... potresti mandarmi il link? 

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Ospite

Ho voluto leggere Cjan ascoltando la canzone che hai postato. Non lo faccio mai ma ho voluto darti fiducia. Niente, non ci riesco, mi disturba. E sai perché? perché le tue parole sono già musicali. Nella tua scrittura è tutto perfetto: l'atmosfera c'è, la dolcezza si tocca, l'humor si capisce, si vede il velo di tristezza e si sente la musica che aleggia intorno. Non c'è bisogno di aggiungere niente altro. Le parole che scrivi creano sensazioni stupende e differenti. Insomma, in una riga si ride, nella riga sotto si piange, più giù arriva una riga piena di poesia, nell'altra si sente la disperazione, nell'altra il menefreghismo… Si entra nella vita di Cjan e di Paron senza bisogno di nient'altro. Forse tu hai bisogno della musica per scrivere, non lo so come funziona la scrittura con te, però ti assicuro che la musica vibra nelle tue parole.

Io, a differenza di Darkmiryam, nel finale ho lasciato scendere la mia lacrima. Chissefrega, tanto non mi vedeva nessuno!
Io sono come Paron, odio il Natale e detesto fare gli auguri. Quindi mi fermo qui, però ti ringrazio con tutto il cuore per questo bellissimo regalo che ci hai donato.

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Ciao @Darkmiryam, intanto grazie mille per essere passata di qua e:

4 ore fa, Darkmiryam ha detto:

gli auguri di Natale. Probabilmente è in casa con l'influenza

Ma Ligrie, la conosci anche tu? ;)

4 ore fa, Darkmiryam ha detto:

Temo di essermi persa la puntata in cui Ucraina si trasferisce dal Bill... p

Non ti sei persa niente. Quella puntata non l'ho pubblicata, la sto ancora scrivendo, ma nel frattempo è  arrivato Natale e cosi... 

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Ciao @Lillibet allora sei allergica anche ai cuoricini, stelline e brillantini :). Io invece vorrei fosse Natale tutto l'anno. Però ti capisco. Paron ti adora.

2 ore fa, Lillibet ha detto:

però ti ringrazio con tutto il cuore per questo bellissimo regalo che ci hai donato.

Scherzi? Sono io che ringrazio te per questo splendido commento. Tu non sai il bene che mi fai, la carica che mi dai con la tua costante presenza.

Infinitamente grazie Lillibet e accetta questo buon natale detto sottovoce, ma tanto sincero. Ti abbraccio e... non uno, non due, ma tre cuoricini. <3<3<3 .

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21 ore fa, paolati ha detto:

Passa una e mi scatta una foto. Ringhio, poi vado a nascondermi dietro l’angolo e aspetto che Ucraina e il Bill se ne vadano.

ma dove passa? Dal balcone? :P

Ho delle domande rompiscatole subito:

Cjan va su per le scale a vedere se Ligrie c'è ancora, torna in casa a leccarsi le zampe fredde, arrivano Bill e Ucraina ( e se Cjan non è alla finestra non può vedere cosa scaricano dall'auto o se li portavano in spalla per tutta la strada, in teoria li vede solo che portano dentro scatole e cose) Ucraina gli mette il cappellino e Cjan se ne va, però non dici che esce di casa e così quando passa una che fa la foto io mi chiedo dove passa. Poi rincasa e quindi deve essere uscito ma secondo me da qualche parte è da specificare perché la mia mente puntigliosa si ribella. Specificherei anche che Bill e Ucraina se ne sono andati, mi sono chiesta fino alla fine dove si fossero nascosti e quando avrebbero detto qualcosa.

21 ore fa, paolati ha detto:

Potrei vedere tutto quello che sta sopra. Sopra al tavolo, sopra al fornello, sopra al bancone del ba

bellissimo questo pensiero

21 ore fa, paolati ha detto:

Porca miseria: mi ha letto nel pensiero e posso vedere “sopra”, finalmente.

:asd:

metterei i frus e fete in corsivo

 

Ciao cara @paolati non poteva mancare Cjan per Natale, grazie mille del regalo! Avrei voglia di vedere tutte le storie di Cjan insieme e leggerle una dietro l'altra. Mi dispiace che questo sia così corto, ne avrei voluto di più... se lo vuoi allungare un po'... <3

 

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Ciao meravigliosa @Kikki, grazie del passaggio, dei preziosi consigli e della tua attenta presenza.

Adesso no, ma appena riesco, raccolgo le storie, le rilego come posso e te le invio per posta. Nessuno più di te, merita di averle. ;)

25 minuti fa, Kikki ha detto:

Mi dispiace che questo sia così corto, ne avrei voluto di più…

Eh, ma Paron è di poche parole. 

 

Grazie Kikki, grazie di tutto come sempre.

Buon Natale. :hug:

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@paolati diciamo che Ligrie è il classico stereotipo dell'ipocondria, non è difficile immedesimarsi, specie per me che ipocondriaca lo sono davvero (per fortuna non ai suoi livelli)! xD

 

Sono curiosa di leggere la puntata in cui Ucraina conosce Bill allora (per fortuna non mi sono persa nulla, shiuuu)! Temo che ci sarà molto da ridere :P

 

 

 

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@paolati mi mancava il tuo Cjan e me lo sono andata a cercare tra le tue attività. Mi chiedevo che fine avesse fatto (che non mi sia arrivata la notifica? Vabbè il Natale per me è il lunapark delle emozioni e mi distrae, mi piace (che ci posso fare?). Torniamo a Cjan, mi è piaciuto tantissimo, soprattutto quando lo hai messo sulla sedia e gli hai fatto leccare il "giallo". Il brindisi tra Paron e Cjan: la nota umana e poetica di questo testo. Ma perché mi piace così tanto leggerti? Non sarà perché scrivi con parole leggere di sentimenti importanti? Tipo: Solitudine e condivisione (?) Peron ha la voglia di star solo, sì, però con un amico come Cjan! Grazie. 

Alla prossima. 

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Cara @Adelaide J. Pellitteri, ciao :).

Il ‎18‎/‎01‎/‎2019 alle 08:53, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Mi chiedevo che fine avesse fatto

Nessuna fine, Cjan e Paron sono sempre qui, nella mia testa e insieme continuano a combinare guai. 

Magari fra un po' pubblicherò qualche altra puntata ;).

Grazie per essere passata "fuori stagione" e per aver sottolineato:

Il ‎18‎/‎01‎/‎2019 alle 08:53, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

scrivi con parole leggere di sentimenti importanti

Grazie positivissima Jole, alla prossima. :love:

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Ciao @paolasenzalai

e io cosa posso scrivere, dopo tutti questi bei commenti? Che il racconto è molto grazioso, anche se non ho capito come facesse Ligrie a sciare in casa :o

Il 23/12/2018 alle 20:02, paolasenzalai ha scritto:

Scif, scif, scif: ah no, è dentro che scia.

La scena mi pare che si svolga in una casa di paese, in mezzo ai campi; perciò non ha senso chiedersi se il cane fosse in casa o fuori, era un po' e un po'. Ma allora 

Il 23/12/2018 alle 20:02, paolasenzalai ha scritto:

non usciremo proprio, almeno fino al giorno ventisei

sarebbe meglio "non andremo da nessuna parte", se no quelli di città non capiscono (in città "escono" col cane almeno due volte al giorno). Divertente la scena del cappellino rosso:

Il 23/12/2018 alle 20:02, paolasenzalai ha scritto:

«Tieni Cjan, ho portato un regalo anche a te», dice. Io scodinzolo, speriamo si mangi! Sfila dalla borsa una cosa: nooooo un cappellino rosso con sonaglio anche per me. Col cavolo che lo indosso! Cerco di scappare ma lei è più veloce e mi infila questo coso sopra la testa. Si regge con un elastico. Che fastidio. Ridono tutti e io mi incazzo. Me ne vado offeso, cercando di togliermelo, non ci riesco, anzi, più mi agito, più faccio casino. Passa una e mi scatta una foto. Ringhio, poi vado a nascondermi dietro l’angolo e aspetto che Ucraina e il Bill se ne vadano.

Lo spumante era prosecco? ;)

Ciao

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Ciao @Gianfranco P :lol:

sei andato a controllare chi ti eri preso in squadra, eh :D.

Ma ormai è troppo tardi e indietro non si torna.

8 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

come facesse Ligrie a sciare in casa :o

xD Mi hai fatto così ridere... non sta sciando veramente, trascina le ciabatte e dal piano di sotto si sente scif, scif, scif, (voleva essere una figura retorica sottintesa: similitudine mi pare e invece... ne ho fatta un'altra, molto meno poetica ai tuoi occhi).

Però un personaggio che scia veramente in casa , in un racconto, ce lo mettiamo, anzi, magari proprio al contest di Natale ;).

8 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

sarebbe meglio "non andremo da nessuna parte"

hai ragione.

8 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

Lo spumante era prosecco?

No, non credo. Più facile un vino frizzante scadente. ;)

E comunque, c'è anche un "Cjan sommelier", lo sai?

Grazie per essere passato. :)

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Ciao @paolasenzalai

 

Ero rimasto a leggerti quando ancora avevi la "T".

Son felice di rileggerti anche senza la "I", e son felice di tornare a leggere anche di Cjan.

 

Vi trovo entrambi in ottima forma.

Un abbraccio. : ))

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Ma ciao socio preferito :rosa:

46 minuti fa, Nightafter ha scritto:

Ero rimasto a leggerti quando ancora avevi la "T".

:D infatti, questo racconto è datato 1700, primi ottocento al massimo.

Io invece son sempre io e piano piano tonerò a scrivere. ;)

Arrivederci a presto, un abbraccio.

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