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Shiki Ryougi

Blocco dello scrittore e insicurezze

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@carla q. no, ho varie idee da sistemare, ma sono bloccata dalla mia esigenza del perfezionismo e da altri progetti che ho in mano adesso. Devo schiarirmi le idee, pianificare e poi mettermi a lavoro. Mi darò il tempo di cui ho bisogno.

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Il 13/5/2020 alle 12:49, Il principe superstite ha scritto:

Allora ,senza giri di parole posso condividere la mia esperienza. Ho avuto il tuo stesso problema: la ricerca della perfezione; controllare, ricontrollare quasi come fosse una morbosa ossessione. Il più delle volte i miei lavori morivano sul nascere perché avevo il brutto vizio di dover rendere perfetto ogni capitolo, prima ancora di iniziarne un altro, e questo ovviamente mi ha condotto verso un blocco emotivo e creativo. Io credo che prima di tutto è importante imparare ad apprezzare la semplicità di quello che scriviamo, anche se imperfetto, e tutelare prima di tutto quello che trasmettiamo attraverso le parole. La maggior parte delle volte abbiamo un blocco perché siamo tentati di sabotare i nostri lavori, e l'idea stessa di poter fare ci spaventa prima ancora di farlo. 

Ad ogni modo, ti consiglio di leggere un libro che mi ha aiutato molto: La via dello scrittore. 

Credi di più in te stessa e il consiglio pratico che posso farti è quello di cercare di nuovo la connessione che hai con la tua parte creativa. 

 

 

 

Verissimo, 

mi ci trovo totalmente.
L'ossessione per la grammatica, e il terrore di sbagliare anche solo una virgola, mi blocca spesso dopo meta pagina, passo ore intere a controllare e ricontrollare, per poi mollare alla fine.

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Un mio prof. all'università diceva: "ricordatevi sempre che la perfezione è nemica del buono".

E aveva ragione, adesso l'ho capito. Si può limare anche tre milioni di volte un capitolo, ma una volta lasciato lì e ripreso più avanti, si troverà sempre e comunque qualcosa da modificare... e il grosso rischio è quello di chiudersi in un circolo vizioso di scontento e continui rimaneggiamenti che impedirà di vedere che, in realtà, ciò che è stato scritto è già buono così com'è.

Personalmente sono giunta alla conclusione che non scriverò mai un romanzo "perfetto", per un motivo molto semplice. Le parole sulla carta rimangono quelle che scelgo in un determinato momento, ma io cambio. Cambiano i miei stati d'animo, cambia la mia maturità, cambia il mio modo di riflettere sulle cose. E ciò che ho scritto tempo fa e magari allora mi pareva quasi perfetto - e a ben vedere lo era, era quasi perfetto per la "me" di quel momento -, oggi non lo trovo più così, perchè io non sono più esattamente la stessa.

Quindi sincermente ho smesso di pormi il problema, perchè andando avanti di questo passo non avrei mai pubblicato niente. La piccola idiosincrasia che mi è rimasta è che in genere non rileggo più i testi che non posso modificare (ossia quelli già editi), appunto perchè so che qualcosa mi stonerebbe... ma amen, va bene così :)

Quanto alla paranoia dei refusi grammaticali, ho capito una grande verità: si autogenerano nottetempo, non esiste altra spiegazione :facepalm: Il mio penultimo romanzo l'ho letto un milione di volte io, l'ha letto almeno quattro volte l'editor della CE in fase di rimpallo-proposte di limature da me a lei, l'ha letto il correttore di bozze, l'abbiamo riletto sia io che l'editor per gli ultimi ritocchini.... e il giorno prima della consegna ancora mi accorgo che c'era un refuso volante! :bandiera:  No, davvero, credetemi: hanno vita propria. Un giorno verranno allo scoperto e si sveleranno al mondo, come gli UFO :facepalm:

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4 ore fa, BelRose ha scritto:

Un mio prof. all'università diceva: "ricordatevi sempre che la perfezione è nemica del buono".

La perfezione é più imperfetta dell'imperfezione stessa, e quindi, mi viene da dire che tu, nella tua imperfezione sei perfetta. 

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