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Shiki Ryougi

Blocco dello scrittore e insicurezze

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Spero che non ci sia già una discussione simile ma vorrei confrontarmi con voi su delle cose che minano molto la mia attività di scrittrice...

 

Da tempo tento di scrivere con lo scopo di vedere un giorno il mio lavoro pubblicato da qualche parte. Voglio scrivere bene, in un modo che piaccia a me e a chi mi legge (non pretendo ovviamente di piacere a tutti). Però questa costante ricerca della perfezione mi impedisce proprio di scrivere perché divento insicura di ogni riga che butto sulla carta: troppo prolisso, troppo sbrigativo, noioso, e tante altre pare mentali.

Con questo smetto di essere spontanea e non riesco proprio a scrivere, reputando ogni cosa un fallimento.

 

Consigli?

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@Shiki Ryougi Prendi un libro che abbia uno stile di scrittura che hai amato e usalo come pietra di paragone. Studia dove l'autore in questione ha messo una descrizione, un dialogo, una scena d'azione, come ha mischiato spiegone e commenti, come ha fatto a dare ritmo alla vicenda e così via... e tienilo sempre a portata di mano.

 

Vedila così: il tuo talento è una distesa di sabbia di cui vuoi fare un castello. Agli altri basta l'acqua per compattare la sabbia e modellarla per formare torri, palizzate e cortili. A te, prima di fare queste forme e costruzioni con le mani, servono supporti che in un primo momento modellino la sabbia per te. E a te resta il compito di piazzare le formine già fatte a formare il castello.

 

Quando avrai imparato a costruire il castello in questo modo, potrai cominciare a creare le tue torri e le tue mura, modellandole senza supporto ma con le tue sole mani.

 

Ok, non so se l'esempio calza, ma m'è venuto così XD Se non hai capito non fa niente, quando penso una cavolata poi la devo anche scrivere XD

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@Shiki Ryougi ciao! Consigli non ne ho, ma indovina perchè sono entrato nel tuo topic? xD

Sto flippando su una questione; quello che ho in mente come racconto è la trama?; un idea generale della storia che vorrei scrivere?

È come un film del quale ricordo solo le vicende importanti (incluso il finale!). Dopo mesi di testate contro la scrivania ho intuito che forse, è molto più utile (e meno doloroso!) scrivere tutto il racconto per come me lo sono immaginato, così, di botto, dalla prima all'ultima  scena.  A questo punto dovrei avere una bozza reale dove poter aggiungere tutti i dettagli. Beh ancora non ci ho provato se funziona ti dico! 

Saludos

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58 minuti fa, Shiki Ryougi ha detto:

Con questo smetto di essere spontanea e non riesco proprio a scrivere, reputando ogni cosa un fallimento.

 

Consigli?

 

Quello che mi sento di consigliarti è di scrivere al meglio delle tue attuali capacità, senza troppe riletture immediate. Vai avanti con il lavoro, portalo a termine. Poi prenditi una pausa piuttosto lunga, dopodiché parti con le revisioni dove per ogni singola frase limi, tagli, correggi, aggiungi, rivedi, riscrivi. Alla fine, un mese senza neppure riaprire il file e poi riparti. E lentamente, quello che hai scritto inizierà a prendere la forma dello stile che vorresti.

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Grazie mille a tutti per i consigli.

Proverò pian piano ad applicarmi...

Come già detto in un'altra discussione, come proposito per il nuovo anno cercherò di tornare a scrivere costantemente.

 

@omarea poi fammi sapere se funziona ;)

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@Shiki Ryougi  Io, se posso permettermi di darti un consiglio, ti consiglio di provare a scrivere a briglia sciolta, ma anche svaccandoti, scrivendo dieci righe di prolisso nulla oppure di parolacce, scrivi tutto quello che ti viene in mente. Mi capita quando non riesco a iniziare, allora  comincio con una frase a caso, "Oggi ho comprato un sorbetto al caffè ma faceva proprio schifo." e da qui parto...

Forse le cose sono meno brutte, di come le vedi. LA tua scrittura, forse è più bella di quello che pensi.

 

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Il 22/12/2018 alle 00:07, Shiki Ryougi ha detto:

questa costante ricerca della perfezione mi impedisce proprio di scrivere perché divento insicura di ogni riga che butto sulla carta: troppo prolisso, troppo sbrigativo, noioso, e tante altre pare mentali.

Con questo smetto di essere spontanea e non riesco proprio a scrivere, reputando ogni cosa un fallimento.

Praticamente avrei potuto scriverlo io. Leggo i libri degli altri e spesso mi chiedo come abbiano potuto pensare  a una frase così bella, così chiara, capace di far vedere tutto con gli occhi della mente. Nulla di così difficile, per carità, mi capita anche con la Troisi. XD Poi leggo quello che scrivo io e mi sembra forzato, poco fluido, come se in qualche modo ci fosse una "barriera" attorno a me a bloccarmi. La paura è una brutta bestia, il perfezionismo pure. Perché faccio molta fatica a scrivere lasciandomi andare, senza voler correggere da subito. Ma così facendo mi deprimo e non riesco a fare più nulla. Non ho consigli se non quelli che ti hanno dato anche gli altri, ma tanto per farti sapere che in molti siamo sulla stessa barca, credo. :P

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10 ore fa, Dhana ha detto:

Praticamente avrei potuto scriverlo io. Leggo i libri degli altri e spesso mi chiedo come abbiano potuto pensare  a una frase così bella, così chiara, capace di far vedere tutto con gli occhi della mente. Nulla di così difficile, per carità, mi capita anche con la Troisi. XD Poi leggo quello che scrivo io e mi sembra forzato, poco fluido, come se in qualche modo ci fosse una "barriera" attorno a me a bloccarmi. La paura è una brutta bestia, il perfezionismo pure. Perché faccio molta fatica a scrivere lasciandomi andare, senza voler correggere da subito. Ma così facendo mi deprimo e non riesco a fare più nulla. Non ho consigli se non quelli che ti hanno dato anche gli altri, ma tanto per farti sapere che in molti siamo sulla stessa barca, credo. :P

 

Si chiama autosabotaggio. Ed è una battaglia quotidiana, per me le armi sono due: avere impressa nel cervello ogni tecnica, schema, regola che una storia necessita per essere interessante e accattivante + free writing, quindi far avanzare la storia scrivendo qualsiasi cosa senza pensare, in meno tempo possibile. 

 

In questo modo riesco a scrivere fino a 6 pagine al giorno, e non mi devo preoccupare che siano buone, perché lo sono di base grazie alle conoscenze apprese come un mantra. 

 

Alla fine tutto quello che mi resta da fare è aggiustare la prosa per far risaltare il contenuto. 

 

 

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Personalmente ho risolto in questo modo: scrivo a ruota avvalendomi del solo dizionario sinonimi e contrari, nei successivi 10 giorni proseguo la storia rileggendo solo l'ultimo capitolo scritto, poi, quasi al finale, faccio una revisione al giorno, cercando di migliorare sia il ritmo che la sintassi, la revisione quotidiana la faccio finché il testo non mi sembra perfetto (taglio, taglio e taglio) quindi può durare pure un mese. Lascio decantare il tutto in un cassetto e poi lo rileggo come se non l'avessi scritto io :)

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Oltre  al dizionario (bene, aiuta a variare l'aggettivazione ecc.), si ha quasi sempre bisogno di  di supporti vari  per verifiche e  ambientazione . Condivisibile il metodo,  con le ovvie variazioni soggettive. Rivedere il lavoro della giornata, tagliare quanto possibile, non rileggere tutto in continuazione (meglio suddividere), consigliatissima la decantazione finale... Ok.

Peraltro l'autovalutazione non è mai garanzia della validità e correttezza della scrittura :hm:.

Se si scrive con la prospettiva, anche vaga, di essere pubblicati, conviene farsi valutare da un  professionista. Almeno una volta, lo consiglio ovunque ne ho l'occasione. 

Previa ricerca nel web e altrove per sceglierlo con calma e oculatezza.

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40 minuti fa, sefora ha scritto:

Oltre  al dizionario (bene, aiuta a variare l'aggettivazione ecc.), si ha quasi sempre bisogno di  di supporti vari  per verifiche e  ambientazione . Condivisibile il metodo,  con le ovvie variazioni soggettive. Rivedere il lavoro della giornata, tagliare quanto possibile, non rileggere tutto in continuazione (meglio suddividere), consigliatissima la decantazione finale... Ok.

Peraltro l'autovalutazione non è mai garanzia della validità e correttezza della scrittura :hm:.

Se si scrive con la prospettiva, anche vaga, di essere pubblicati, conviene farsi valutare da un  professionista. Almeno una volta, lo consiglio ovunque ne ho l'occasione. 

Previa ricerca nel web e altrove per sceglierlo con calma e oculatezza.

grazie mille, sono preziosissime indicazioni per me, ho iniziato a pubblicare la storia di uomo e la sua malattia, farò un giro nell'officina per farmi dare delle dritte🙂🙂

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Volevo sottolineare, inoltre, che i romanzi che leggiamo non sono certamente la prima stesura di un'opera. Sono una versione scritta e riscritta, limata, tagliata, riveduta e corretta da più persone. Quindi tu intanto scrivi, vai avanti, finisci qualcosa. Poi al processo di limatura, abbellimento, perfezionamento ci puoi pensare dopo. Anche perché finché non scrivi e scrivi e scrivi non potrai mai né affinare il tuo stile né migliorare.

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@Ylunio il problema è che non riesco a scrivere senza ricevere ogni tanto dei feedback. Penso che sia dovuto alla mia insicurezza...

Quindi pensavo di scrivere e pubblicare in piattaforme come efp e wattpad, oltre che qua, per avere uno scambio di idee. E poi lasciare la versione finale del romanzo a decantare, con invece la bozza acerba pubblicatata. Per poi vedere in seguito cosa fare. Sarebbe una cattiva idea?

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@Shiki Ryougi Considera che molte case editrici (ma anche concorsi) non accettano opere edite e se tu pubblichi su Internet (sì, anche su sito come wattpad) l'opera viene considera edita.

Secondo me devi lavorare su questa cosa delle insicurezze. Stephen King dice di scrivere con la porta chiusa, che è esattamente il contrario di quello che pensi di fare. Va bene confrontarsi sulle idee, quello piace anche a me. Io di solito scrivo messaggi a mia sorella o ai miei amici per confrontarmi su qualche dubbio, in fase di scrittura, oppure mando qualche capitolo a persone fidate per sapere cosa ne pensano (ma di solito ho domande precise, tipo "troppo infodump?" oppure "questo passaggio si capisce?"). Anche perché, alla fine, dell'opinione di persone a caso su Internet che potrebbero avere dei gusti molto diversi dai tuoi, o potrebbero non essere il tuo target, che cosa te ne fai? Potrebbero anche darti suggerimenti sbagliati o feedback che ti scoraggiano o incoraggiano senza motivo. Te lo dico anche da ex scrittrice di fanfiction. Un po' di gente leggeva le mie cose e mi faceva complimenti per robe che, a guardarle adesso, non è che fossero tutto 'sto granché.

  • Grazie 1

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Devo pensarci molto. E sì, devo lavorare sulle mie insicurezze... ma non so come fare.

Non mi fido abbastanza di me stessa e del mio giudizio.

Ma non so come fare a combattere questo problema dell'insicurezza.

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1 ora fa, Shiki Ryougi ha scritto:

Devo pensarci molto. E sì, devo lavorare sulle mie insicurezze... ma non so come fare.

Non mi fido abbastanza di me stessa e del mio giudizio.

Ma non so come fare a combattere questo problema dell'insicurezza.

Quando mi faccio anche io la stessa domanda finisco col chiedermi: "perché qualcun altro dovrebbe avere un giudizio migliore del mio?" Inteso ovviamente come giudizio di una persona qualsiasi e non quello di un editor. Le persone e i gusti sono diversi gli uni dagli altri ed è probabile che due persone diverse ti possano dare anche due giudizi opposti. E allora che fai? Di chi ti fidi? Inoltre, almeno per quanto mi riguarda, se all'altra persona il mio scritto non piace io mi sento incapace, mi butto giù e mi blocco.

Perché ho sempre quella stramaledetta sensazione che uno scrittore un minimo capace, di quelli che alla fine pubblicano veramente e in cartaceo, riesca a scrivere qualcosa di decente fin dalla prima stesura, che gli editor servano soltanto a limare eventuali imperfezioni ma che il grosso lo faccia appunto lo scrittore, senza avere assoluto bisogno di altre persone. Insomma, io non me lo vedo Stephen King o Terry Brooks a scrivere schifezze fin dalla prima stesura. 

 

Sono perfezionista, ne sono consapevole, e la mia paura è quella di rendermi conto che non sono capace e che non ci riuscirò mai. Per questo mi serve l'opinione delle altre persone ma allo stesso tempo se poi l'opinione non mi piace mi blocco. È un cane che si morde la coda.😐

 

Credo che l'unico modo di venirne fuori sia sforzarsi di finire tutto da soli (la cosiddetta "brutta copia") e soltanto dopo, una volta che hai scritto il finale, iniziare a chiedere opinioni.  Almeno hai la soddisfazione di aver portato a termine un compito e quindi uno stato d'animo piú positivo per iniziare la seconda riscrittura.

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@Dhana ciò che hai descritto è perfettamente ciò che provo. In più mi trovo in un capitolo della mia vita molto duro e vorrei trovare rifugio da qualche parte, senza pensieri intrusivi e demolitori.

Anche io sono un perfezionista e mi piacerebbe vedere il mio lavoro nella sua forma finale fin dall'inizio. Per questo mi blocco.

Non so se voglio davvero fare la scrittrice ma di certo io voglio scrivere e voglio farlo prima di tutto per me stessa e non per gli altri.

E voglio scrivere al meglio delle mie capacità (e magari non ho così grandi capacità ma pazienza).

Non sto bene per niente in questo periodo quindi anche la mia insicurezza è alle stelle, ecco perché sto cercando un rifugio.

Scrivo molti diari personali, scrivo molte storie personali, che sono sia esercizi di scrittura che puri sfoghi.

Ma non scrivo mai le mie storie, quelle che ho in testa, perché vorrei farlo al meglio fin da subito e quindi mi fermo.

Cerco l'inizio perfetto, ma questo non esiste.

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Domanda: ti verrebbe meglio un racconto o un romanzo? Intendo in generale poiché so che esistono varie diramazioni degli stessi. Perché nel primo caso potrebbe risultare più facile: non per il racconto in quanto tipologia di narrazione ( difficile per molti) ma perché rispetto al romanzo si fa prima a scriverlo e a concluderlo, dandoti quindi la piacevole sensazione di lavoro finito. Magari potresti prendere uno dei tuoi sfoghi e trasformarlo in racconto. Breve, conciso, concreto.

Uno dei miei lavori di cui sono più soddisfatta è nato esattamente così: l'avevo scritto su un treno ed esprimeva esattamente quello che provavo in quel momento ( un momento difficile). Lo finii in 20 minuti, In pratica il tempo totale del viaggio, e ne fui sufficientemente soddisfatta da decidere di riprenderlo successivamente e limarlo. Lo mandai a un amico e ai miei genitori e nessuno di loro tre è abituato a indorare la pillola, anzi. Leggono molto e sono estremamente critici (soprattutto i miei). A loro piacque. E anche a me. Peccato che fosse un brevissimo racconto comico mentre a me piace scrivere Fantasy. XD  

  • Grazie 1

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