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Ospite queenseptienna

Ciesse Edizioni

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A proposito di questa casa editrice, io avevo mandatio il mio manoscritto in relazione a questo concorso. http://www.ciessedizioni.it/selezioni.html . Poci giorni fa, sono stata contattata per mail. Da quello che ho capito leggendo questa pagina, e mettendo in relazione il testo della mail, credo di essere fra 10 testi meritevoli di ulteriori approfondimenti. Mi sono sembrati molto gentili e displonibili, mi hanno perfino chiesto anticipatamente grazie per la pazienza che vorrò accordare loro in attesa di ulteriori contatti. Hanno risposto in tempi brevi e credo sia un merito, poichè una selezione l'avranno fatta, dovendo scegliere i testi finalisti.

Comunque vi terrò aggiornati sui futuri sviluppi.

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Io posso portare la mia personale esperienza, visto che con Ciesse Edizioni ho appena pubblicato due libri.

Posso dire di essermi trovato benissimo, oltre le più rosee previsioni. Ho trovato persone gentili, disponibili, appassionate e coraggiose. Stanno muovendo i primi passi come casa editrice e sono pieni di entusiasmo e voglia di fare. Seguono l'autore con attenzione, lo tengono informato, eseguono l'editing, sono aperti a ogni nuova proposta.

Certe cose che ho letto in questo post mi hanno lasciato perplesso. "Sembra troppo bello per essere vero? Deve per forza esserci l'inghippo? Il contratto non è chiaro?" Perdonatemi, ma sono tutte assurdità.

Sembra troppo bello per essere vero? Che significa? Se non volete credere che possa esserci un editore disposto a scommettere i suoi soldi su un perfetto sconosciuto, allora che scrivete a fare? A che servirebbe questo forum? Certo che ci sono, anzi, io finora ho incontrato solo editori così. E non sono miracolato, semplicemente non mi sono mai rivolto a editori che sapevo già essere a pagamento. A che sarebbe servito?

Deve per forza esserci l'inghippo? E quale? Nessun autore ha dovuto pagare un solo centesimo, né per pubblicare, né per l'editing, né per qualsiasi altra cosa. Che rischio si corre? Che un editore del genere possa fallire, visto che ormai sono solo gli editori a pagamento a prosperare? E se anche dovesse accadere, che perdereste?

Il contratto non è chiaro? Assolutamente no. A parte che è un contratto-standard, usato da molte case editrici, da quanto ho potuto vedere è già stato variato due volte, e solo a favore dell'autore. Se nell'ultima versione è stata aggiunta la tiratura minima di 2000 copie in due anni, questo non mi pare affatto un punto a suo sfavore.

Non ha la distribuzione della Mondadori? Questo ammettiamolo, ma qualunque piccolo editore non è in grado di assicurare una buona distribuzione. Ma ricordate sempre che, non facendo pagare i suoi autori, l'unica fonte di reddito della casa editrice sono i ibri che riesce a vendere, quindi sarà sempre suo interesse darsi da fare per venderne il più possibile.

Sinceramente non riesco a comprendere certe perplessità. Se un autore è convinto di aver scritto il capolavoro del secolo, e che come minimo venderà centomila copie del suo libro, allora ha ragione a rifiutare un contratto con Ciesse, giustamente lo proponga a Mondadori. Ma se invece desideriamo crescere, farci conoscere, e magari fare due soldini (il 15% non sono in molti a farlo), questo editore mi sembra l'ideale.

Scusate lo sfogo, ma mi deprime tutto questo disfattismo. Gli editori onesti esistono, quelli che ti aiutano e non chiedono un centesimo. Saranno pochi, ma questa è una ragione in più per aiutarli quando ci provano, invece che criticarli soltanto.

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io sto pubblicando il mio primo romanzo con loro,sono disponibili,gentili e soprattutto aperti al dialogo sempre con l'autore.Non posso che ringraziarli,non era l'unica casa editrice che mi aveva proposto di pubblicare non a pagamento,ho scelto loro perchè abitano vicino alla mia città e per un immediato senso di empatia

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Io spero che alla fine la Ciesse pubblichi il libro di Streetcar, noi tutti come lettori ci auguriamo che sia dato alle stampe al più presto visti simili elogi. Credo che su quanto accaduto si possa stendere un velo, in fondo non è successo nulla di grave, viviamo in un clima di diffidenza generale e di sbagliare o avere dubbi purtroppo capita. L'importante è chiarire.

Dai, se pubblicate il libro di streetcar io sarò il primo a comprarlo. Fateci sapere!

Gentile sig. Claudio, la CIESSE Edizioni ha insistito, nonostante il sig. che sappiamo avesse dubitato della nostra onesta e sincera proposta, per pubblicare l'opera corposa e meritoria dell'interessato. Costui ha dubitato di noi, della nostra onestà, della nostra fiducia abusando della disponibilità sempre ostentata. I dubbi posti dall'autore erano di carattere economici per la mia casa editrice e, nonostante avessi precisato che so fare bene i miei conti e che a lui non dovevano interessare, questo ha scatenato ulteriori suoi dubbi e perplessità che, a dire il vero, difficilmente sopporto a lungo. Se il signore di cui trattasi è preoccupato dei costi che IO dovrei sostenere, allora che si trovi, giustamente, l'editore che gli prenda denaro per contribuire alla sua innata sfiducia nel mondo intero. A difesa della mia casa editrici ci sono decine di amici autori che potranno confermare che facciamo seriamente editing, correzione bozze e pubblicazione senza chiedere nè contributi, nè copie obbligatorie da acquistare, nè altri costi a carico dell'autore. Il signore di cui trattasi è capitolo chiuso, non per volontà di qualcuno, bensì perchè non prego nemmeno in Chiesa e la sua opera, per quanto meritoria, non merita certo la mia prostituzione a un elemento del genere che offende la mia persona e la mia dignità imprenditoriale.

Ho risposto a lei perchè la stimo e la rispetto, ma non posso accogliere il suo invito di lasciar perdere quanto ho letto di quelle cose, in questi giorni che, le giuro, mi hanno veramente ferito e mortificato personalmente, non solo come editore.

Ah, preciso un'ultima cosa, che nemmeno io ne ero a conoscenza: la storia delle 2.000 copie minimo del contratto di edizione. E' una norma di legge a tutela del diritto d'autore, saranno anche tante, ma sotto quella soglia il contratto potrebbe essere considerato nullo.

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Gentile sig. Santi,

Le scrivo su questo sito e non privatamente per fare pubblica ammenda, non per provare a riaprire una porta che mi è stata giustamente chiusa in faccia. Gli errori si pagano e nella mia vita non ho mai tentato di sottrarmi alle mie responsabilità.

Voglio solo aggiungere una cosa che motivi - badi, non che giustifichi - il mio atteggiamento, perché come lei si è giustamente sentito offeso dalla mia diffidenza, io mi sento offeso dal concetto che ha di me. Lei ha dimostrato quanto la mia diffidenza fosse infondata, quindi penso di avere il diritto di spiegare cosa mi ha spinto a diffidare.

Ho provato per due anni a trovare un editore e i pochissimi che mi hanno risposto mi hanno sempre snobbato. Anche lei è stato un esordiente: non so se sia riuscito al primo colpo, ma solo se ha avuto porte in faccia per due anni potrà capire il mio stato d'animo.

Poi, improvvisamente, dopo appena 13 giorni dall'invio del mio manoscritto alla sua casa, ricevo questa lettera: incollo solo la parte che mi ha condotto alle mie errate conclusioni, ma ci tengo a precisare che essa si concludeva con la dichiarazione che non mi sarebbe stato chiesto alcun tipo di contributo.

lettera:

Premesso che ci inchiniamo alla sua capacità letteraria, di tutto rispetto e meritoria di certo di un pubblicazione con Case Editrici blasonate e di rilievo. La CIESSE Edizioni è disponibile, senza riserve, alla pubblicazione della sua opera, seppur con tutti i limiti dimensionali che possiamo offrire. Sarà nostra cura, comunque sia, sostenere un’opera così corposa e di alto profilo culturale e, se riterrà di concederci l’onore affinchè la CIESSE Edizioni possa diventare il suo editore, ne saremo ben felici.

Dal suo lavoro emerge chiaramente le sue indubbie qualità letterarie e ci onorerà il fatto di poterla annoverare, come speriamo, fra gli autori della CIESSE Edizioni, giovane casa editrice con grandi obiettivi di crescita. Il suo livello è considerevole e la qualità prodotta è di altrettanto interesse da parte nostra.

Gli editori che mi hanno risposto - il 10% di quelli che ho contattato -, lo hanno fatto dopo mesi e mesi di attesa snervante, dicendosi puntualmente non interassati. Poi ricevo questa lettera dopo appena 13 giorni dall'invio del manoscritto. Chiedo a coloro che stanno leggendo: in quello stato d'animo di depressione, non pensereste pure voi che c'è qualcosa sotto? Io l'ho pensato, e ne ero così certo che ho risposto in un modo - comunque mai volgare - che giustifica ampiamente l'indignazione del sig. Santi e la sua decisione di chiudere questa parentesi.

Poi ho scoperto che Vitg pensava realmtente questo di me - lo si può leggere in questa discussione - e mi sono sentito un idiota. Però ormai il danno è fatto e me ne assumo le responsabilità - come del resto vado ripetendo sin dall'inizio di questa discussione.

Io ringrazio Dario88 e Claudio per aver perorato la mia causa, e colgo l'occasione per scusarmi ancora col sig. Santi per aver espresso i miei dubbi in maniera così diretta e arrogante. Comuque, visto che ormai questo è passato, la invito sig. Santi a guardare il lato positivo della nostra breve, burrascosa e sfortunata corrispondenza, poiché entrambi ci abbiamo guadagnato qualcosa: dopo quanto qui detto, nessuno avanzerà mai più nemmeno la più pallida ombra del più miserabile sospetto sulla sua casa editrice - e se leggerà gli altri argomenti di questo sito, si renderà conto che tutti gli scrittori chiedono informazioni su questo o quel editore -; quanto a me, adesso so di valere.

Le auguro sinceramente ogni bene con la sua attività.

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Gentile sig. Santi,

Le scrivo su questo sito e non privatamente per fare pubblica ammenda, non per provare a riaprire una porta che mi è stata giustamente chiusa in faccia. Gli errori si pagano e nella mia vita non ho mai tentato di sottrarmi alle mie responsabilità.

Voglio solo aggiungere una cosa che motivi - badi, non che giustifichi - il mio atteggiamento, perché come lei si è giustamente sentito offeso dalla mia diffidenza, io mi sento offeso dal concetto che ha di me. Lei ha dimostrato quanto la mia diffidenza fosse infondata, quindi penso di avere il diritto di spiegare cosa mi ha spinto a diffidare.

Ho provato per due anni a trovare un editore e i pochissimi che mi hanno risposto mi hanno sempre snobbato. Anche lei è stato un esordiente: non so se sia riuscito al primo colpo, ma solo se ha avuto porte in faccia per due anni potrà capire il mio stato d'animo.

Poi, improvvisamente, dopo appena 13 giorni dall'invio del mio manoscritto alla sua casa, ricevo questa lettera: incollo solo la parte che mi ha condotto alle mie errate conclusioni, ma ci tengo a precisare che essa si concludeva con la dichiarazione che non mi sarebbe stato chiesto alcun tipo di contributo.

lettera:

Premesso che ci inchiniamo alla sua capacità letteraria, di tutto rispetto e meritoria di certo di un pubblicazione con Case Editrici blasonate e di rilievo. La CIESSE Edizioni è disponibile, senza riserve, alla pubblicazione della sua opera, seppur con tutti i limiti dimensionali che possiamo offrire. Sarà nostra cura, comunque sia, sostenere un’opera così corposa e di alto profilo culturale e, se riterrà di concederci l’onore affinchè la CIESSE Edizioni possa diventare il suo editore, ne saremo ben felici.

Dal suo lavoro emerge chiaramente le sue indubbie qualità letterarie e ci onorerà il fatto di poterla annoverare, come speriamo, fra gli autori della CIESSE Edizioni, giovane casa editrice con grandi obiettivi di crescita. Il suo livello è considerevole e la qualità prodotta è di altrettanto interesse da parte nostra.

Gli editori che mi hanno risposto - il 10% di quelli che ho contattato -, lo hanno fatto dopo mesi e mesi di attesa snervante, dicendosi puntualmente non interassati. Poi ricevo questa lettera dopo appena 13 giorni dall'invio del manoscritto. Chiedo a coloro che stanno leggendo: in quello stato d'animo di depressione, non pensereste pure voi che c'è qualcosa sotto? Io l'ho pensato, e ne ero così certo che ho risposto in un modo - comunque mai volgare - che giustifica ampiamente l'indignazione del sig. Santi e la sua decisione di chiudere questa parentesi.

Poi ho scoperto che Vitg pensava realmtente questo di me - lo si può leggere in questa discussione - e mi sono sentito un idiota. Però ormai il danno è fatto e me ne assumo le responsabilità - come del resto vado ripetendo sin dall'inizio di questa discussione.

Io ringrazio Dario88 e Claudio per aver perorato la mia causa, e colgo l'occasione per scusarmi ancora col sig. Santi per aver espresso i miei dubbi in maniera così diretta e arrogante. Comuque, visto che ormai questo è passato, la invito sig. Santi a guardare il lato positivo della nostra breve, burrascosa e sfortunata corrispondenza, poiché entrambi ci abbiamo guadagnato qualcosa: dopo quanto qui detto, nessuno avanzerà mai più nemmeno la più pallida ombra del più miserabile sospetto sulla sua casa editrice - e se leggerà gli altri argomenti di questo sito, si renderà conto che tutti gli scrittori chiedono informazioni su questo o quel editore -; quanto a me, adesso so di valere.

Le auguro sinceramente ogni bene con la sua attività.

Caro Streetcar, accetto molto volentieri le sue argomentazioni, le sembrerà strano, ma a me piacciono le sfide, il suo romanzo resta sempre meritorio e riconfermo l'onore al merito tutto quanto le ho già scritto e che lei ha riportato fedelmente. Sono uno scrittore, oltre che editore e quando mi inchino di fronte a un collega di talento, lo faccio con l'umiltà del forte, non come quella di un debole. Ritengo lei abbia meriti e, per questo, debba avere le giuste opportunità per vedere pubblicata la sua opera. La questione economica legata alla sua opera, confermando che non dovrebbe interessarla, ha la sua bella spiegazione imprenditoriale. Un libro di poesie, scritto con carattere garamond 14 di 80 pagine costa 3,50 euro e lo potrai vendere a 6/7 euro al massimo, anzi, è anche troppo. Guadagno pari a niente. Un libro come il suo, che secondo i nostri canoni arrivava a 900 pagine, costerebbe di tipografia (che è il costo più alto) circa 13 euro a libro, ma lo si venderebbe a 24/25 euro, cioè 11/12 euro di margine. Se usiamo una formattazione accorta possiamo ridurre anche di 150 pagine e venderlo sempre a 24/25 euro aumentando il margine. Quindi, come capirà, nulla osta la pubblicazione di opere corpose, sempre se meritorie come la sua.

La questione dei 13 giorni credevo di averla già spiegata in una mia mail: sarà anche il metodo più sbagliato del mondo, ma io smisto i manoscritti, alle mie tre incredibili collaboratrici del comitato di lettura, seguendo l'ordine alfabetico del NOME degli autori, lei era fra i primi. Metodo che, dopo di lei, ho modificato in data di arrivo, che è più giusto. Ad oggi ci sono 500 manoscritti da valutare e ne arrivano in continuazione, quindi, varrà anche per la CIESSE Edizioni la stessa regola dei mesi per ricevere una risposta. Siccome non ritengo onesto fare attendere così tanto gli autori, sto "stressando" il mio comitato affinchè usi un metodo diverso dal leggere l'intero manoscritto: 50% pagine all'inizio 25% nel mezzo e 25% alla fine, se ci sono potenzialità si capisce subito, altrimenti si scarta e si comunica. A colui che ci interessa, per una eventuale pubblicazione, inviamo una mail dove chiediamo di attendere e ringraziandolo della pazienza che ci vorrà riservare, così abbiamo il tempo di valutare approfonditamente il suo lavoro e l'autore sa che c'è il nostro interesse. Questo metodo ci velocizza e difficilmente ci fa errare nella valutazione.

Le offro pubblicamente una terza chance: se vorrà io sono ancora disponibile a pubblicare la sua opera perchè sono convinto che un gran litigio potrebbe gettare le basi di una solida e duratura amicizia. Ma dovrà rispedire il suo lavoro perchè, come promesso, l'ho cestinata (e, a suo tempo anche volentieri).

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Io sto pubblicando con leditore Carlo Santi,mi sono fidata di lui subito,ma abito a Padova e ho potuto incontrarlo e parlargli e conoscre anche l'editor.Forse sono stata più fortunata,ma auguro veramente col cuore dopo tutto questo amaro episidio per entrambi i protagonisti che questo libro venga apprezzato,la fortuna non passa una volta sola..e se Carlo ha detto che vale,spero che l'autore o l'autrice continui ad insisteree e non si lasci andare...il tutto detto col cuore

@Angelica 6: Un abbraccio forte, sei la mia gioia.:-)

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caro claudio,come ho scritto,abitando a Padova ho apprezzato immediatamente Carlo ,avevo altre due proposte di pubblicazione,Seneca e La Riflessione(non parliamo poi di quelle a pagamento..4 su 4),se Carlo si è sentito offeso,lo deve essere stato,ama gli animali come me,è una Persona squisita,ma Streecar provi , insista conosco molto bene i momenti di depressione,ma passano e dopo c'è una rinascita. Ricordiamo il mito dell'Araba Fenice..

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Al di là di tutto ciò che si è detto, mi sono fatto un'idea positiva di Ciesse. Forse hanno solo avuto "fretta" di riempire le loro collane, togliendo tempo a un editing più accurato, ma la qualità dei testi mi sembra buona (e anche le copertine non sono niente male).

Dopo aver dato un'occhiata alle loro anteprime, tuttavia, mi sono saltati agli occhi alcuni refusi, una punteggiatura non proprio impeccabile e una difformità da testo a testo sull'impaginazione. Solitamente una casa editrice mantiene linee guida uguali per tutti i propri libri, mentre Ciesse non lo fa. Per esempio, in alcuni testi utilizza la sillabazione, in altri non ve ne è traccia. Per i dialoghi alcuni autori usano le virgolette alte, altri invece le caporali. I commenti ai dialoghi con punto esclamativo o interrogativo a volte iniziano con lettera maiuscola (non bellissimo da vedere), altre volte con la minuscola. Ogni tanto si vede qualche " E' " (personalmente mi danno molto fastidio, nei blog chiudo un occhio, ma nei libri non ce la faccio).

Queste mie ultime considerazioni valgono ovviamente per le anteprime, perché non so se rispecchiano i libri stampati o gli e-book.

Spero possano inserirsi tra le grandi, ma di certo serve loro un editing più approfondito e un distributore a livello di PDE.

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Ho partecipato a uno dei loro concorsi per genere, senza successo ma, sinceramente, dai primi capitoli che mettono a disposizione on line nemmeno io ho avuto un'impressione granchè buona sull'editing.

Non sto a riportare incipit che richiedono una respirazione da apnea per arrivare in fondo, date le punteggiature illeggibili, o numeri scritti in cifre, al posto delle lettere, e altre basilari nozioni che un minimo corso di scrittura insegna. Il che mi ha lasciato molto perplessa.

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ho chiesto appunto come fosse possibile proporre un contratto così vantaggioso per l'esordiente e così rischioso per l'editore dopo così breve tempo.

esperienza simile recentissima: alla prima telefonata mi è stata data qualche delucidazione, ma i punti erano diversi  e per non far perdere troppo tempo ho detto che avrei inviato alcune domande via mail.Quando l'ho fatto mi sono sentita rispondere che se ancora c'erano dei punti non chiari si riteneva offeso e ha ritirato la proposta (avevo già inviato i dati per la firma)

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Io li ho trovati molto cortesi e professionali. Alla fine non ho pubblicato con loro perché già le case editrici medio-picchole con distribuzione nazionale (leggi PDE) non riescono ad ottenere buoni spazi nelle librerie, figurati le altre... ma per il resto fanno un lavoro lodevole e hanno diversi titoli a dir poco ottimi.

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Salve a tutti, io ho ricevuto un proposta di pubblicazione da questa casa editrice, ho letto un pò di fretta le varie risposte, ma mi sembra che non vi fidiate molto. Io ho parlato con l'editore e mi è sembrato cordiale e molto chiaro. Ora, premetto di essere molto inesperto del settore, ma mi ha dato l'impressione più che altro di essere uno che sta con i piedi per terra. I sono un neo autore e mi ha fatto presente che ovviamente nessuno corre in libreria a comprare il tuo libro se non ti conosce nessuno e  che per primo debba essere l'autore a farsi conoscere. Ovviamente è anche interesse dell'editore che sia ben pubblicizzato ma per come la vedo io mi stanno dando una possibilità. Grazie a loro un domani potrei andare in libreria e chiedere una copia del mio libro, per me questo è già un passo, e come si dice " un passo dopo l'altro e prima o poi raggiungi la meta " 

 

Sono passati anni dagl'ultimi post, qualcuno ha esperienze più fresche?

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Posto un breve aggiornamento.

 

Ho inviato il mio manoscritto il 14 giugno 2015. Hanno risposto in 24 ore con mail automatica che accettano solo proposte editoriali contenenti manoscritti inediti. Invii difformi sono cestinati.

 

I tempi di valutazione segnalati sono di massimo sei mesi, passati i quali - senza un avvenuto riscontro da parte della loro CE - occorre considerare respinta l'opera proposta. Non verrà fornita alcuna motivazione del rifiuto.

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Io invece ho inviato ieri e mi è arrivata una mail standard riepilogativa delle condizioni indicate nella sezione dell'invio manoscritti. Confermo i tempi, 6 mesi.

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Qualcuno ha notizie recenti (accettazione/rifiuto) di questa CE? Ho fatto un giro sulla partecipazione delle CE a fiere del libro e festival della letteratura nazionali, ma Ciesse mi pare un po' defilata

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Li ho contattati inviando solamente la sinossi e dati orientativi ( tipo di pubblico, etc..). E' giunta la risposta automatica relativa all'attesa di 6 mesi per accettazione o rifiuto. La domanda è: sei mesi solo per leggere una sinossi di 20 righe? E se avessi inviato tutto il manoscritto? :aka:

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Io ho inviato a febbraio. Mi hanno scritto quasi subito per comunicarmi l'avvenuta  ricezione. Adesso pero' non ricordo i tempi di valutazione che avevano citato (forse sui quattro mesi). Non rispondono se non interessa.

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Ciesse, come del resto molte altre CE, ha tempi di lettura biblici. Nella sua risposta automatica di ricezione del manoscritto parla di 6 mesi come tempo massimo. Ma non è detto che non li sfori.

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vorrei mandare il manoscritto...

ma come si fa a mandare 2-3 capitoli di un'opera, quando questa è un'avventura a bivi?!?O_O

 

Che bello quando l'editore ti risponde!

Mando tutta l'opera e spiego la motivazione via mail. :D

 

Grandi!

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Ho scritto, cancellato, e riscritto questo mio contributo più volte, giungendo alla conclusione che per evitare qualunque strascico mi limiterò a dire che ero a un passo dal firmare con loro e poi non se n'è fatto più nulla per manifesta incompatibilità.

Aggiungo qualche considerazione. Credo che un autore, in assenza di qualunque commento negativo o positivo sulla sua opera, abbia il sacrosanto diritto di domandare, educatamente e senza presunzione, che cosa ne sarà del suo lavoro. Io non posso accettare a scatola chiusa qualunque cosa venga fatta al mio romanzo. Se un editore pensa di poter stravolgere il mio lavoro, di cambiarne il titolo, di eliminare un personaggio o di fare tutte e tre le cose insieme, vorrei che me lo dicesse tranquillamente prima che io firmi qualunque cosa. Magari sono d'accordo. Magari non lo sono, né per una piccola, né per una grande, né per una enorme percentuale sugli utili. Certe cose non sono in vendita. Per me, almeno, è così, e non potrà che essere sempre così. Le alternative non mancano, gli editori non sono tutti uguali, così come gli autori.
Scusatemi se non aggiungo altro. 

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Chiedo scusa. Riguado Ciesse edizioni leggo questa discussione datata 2010. Non ci son o commenti più recenti su questo editore e la sua attività? Grazie infinite.

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A chi ha avuto contatti con questo editore (Ciesse) chiedo per cortesia una cosa: se interessati, intervengono sul testo a contratto firmato senza consultarsi con l'autore? Nel qual caso, se l'autore non è d'accordo riguardo i loro interventi? Grazie.

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