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Ospite queenseptienna

Ciesse Edizioni

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Ospite queenseptienna

Nome editore: Ciesse edizioni

Generi pubblicati: biografie e autobiografie, thriller, horror, gialli, noir, mistery, sillogi poetiche, fantasy, fantastico, narrativa, romanzi contemporanei e storici, miscellanea, manualistica tecnica, sportiva e professionale, romanzi storici e/o testimonianze di guerra, libri fotografici, antologie tematiche, romanzi rosa, eros soft, letteratura per ragazzi, opere di Science Fiction, opere in lingua italiana di autori stranieri, opere umoristiche e satiriche, saggistica

Invio manoscritti: seguire le indicazioni su http://www.ciessedizioni.it/manoscritti/

Distribuzione: http://www.ciessediz.../distribuzione/

Sito: http://www.ciessedizioni.it/

Facebook: https://www.facebook.com/CIESSEdizioni?ref=sgm

Modificato da ElleryQ
Aggiornamento topic

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Ospite

Penso siano servizi opzionali, infatti dice "per gli autori che lo desiderano"

Il bollino NO EAP dovrebbe già essere una garanzia xD

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Ospite

Mi sembra un ottimo contratto °.°

Ok che chiede la cessione di tutti i diritti (comprese traduzioni ecc.) ma è solo per due anni

e il fatto che ti corrisponda addirittura il 15% è una cosa piuttosto rara di questi tempi

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ma di solito sulle cessioni non si divide al 50%? Chiedo perchè non ho molta esperienza in materia...

Sul 15% come percentuale all'autore è bella alta, ma lo sconto per le copie da acquistare per "uso personale" è molto basso...

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Ospite

infatti per la parte cessione diritti ho rispolverato un vecchi post in "consigli e avvertimenti"

lo sconto è basso, è vero però alla fine è un contratto free, l'autore non dovrebbe in teoria comprarsi molte copie per sé, è l'editore che pensa alla distribuzione quindi nel caso di presentazioni ad esempio, sarà l'editore a fornire le copie, almeno così mi pare di capire dalla parte "l’Autore in alcun modo potrà validamente avanzare richieste (economiche o di partecipazione comunque intesa) all’Editore, il quale pertanto avrà facoltà di non prendere parte attivamente alle operazioni stesse, salvo quanto concerne l’ordinaria gestione commerciale delle copie;"

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Io ho avuto contatti con questo editore, e tutto quanto affermato in questa discussione (no eap e contratto) risulta. Mi è stato proposto il suddetto contratto, quindi senza richiesta di contributo, ma le modalità in cui tutto si è svolto mi hanno spinto ha declinare. Forse ho sciupato la mia occasione, per questo, per mettermi l'anima in pace, volevo chiedere un parere a voi.

Il mio romanzo è molto lungo e ogni volta gli editori (anche quelli a pagamento) mi propongono di dividerlo in 2 o 3 volumi, fermo restando che i tempi di valutazione variano dai canonici 3 ai 9 mesi. Invece questo editore mi ha contattato con la summenzionata proposta dopo nemmeno due settimane, dichiarandosi disposto a pubblicarmi senza contributo. La mia perplessità riguarda, oltre che i tempi velocissimi di risposta, alla totale assenza di accenno ai costi che l'immensità del testo avrebbe comportato. Ribadisco che non mi è stato chiesto né il contributo, né l'acquisto obbligatorio di copie. La bozza di contratto è quella consultabile sul loro sito.

Onestamente ho pensato "qui gatta ci cova", perché mi sembrava troppo bello per essere vero. Poi ho chiesto delucidazioni, ma i toni si sono scaldati (io ho provocato, e la provocazione è stata ampiamente ripagata...) e non se n'è fatto niente.

Questa sommariamente la mia esperienza. Magari chi non è di primo pelo in questo settore potrebbe dirmi se ho sbagliato o meno. Grazie.

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Scusa, non ho capito bene: in che senso "li hai provocati"? Su che cosa?

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ho chiesto appunto come fosse possibile proporre un contratto così vantaggioso per l'esordiente e così rischioso per l'editore dopo così breve tempo.

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Se il loro contratto era chiaro e vantaggioso per te e ammettiamo che sia gente onesta...beh, forse sentire che non ti fidavi e li trattavi comunque da truffatori potrebbe averli innervositi (anche a ragione, se mi metto nei loro panni).

Se invece avevi qualche motivo di dubitare, se sul contratto c'era qualche punto oscuro o qualche cavillo...allora è diverso. Mi dispiace di non essere un'esperta, qualcuno più informato di me ti risponderà di certo.

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Io francamente non capisco cosa tu possa vederci di marcio..

Anche perchè se non ti hanno chiesto nulla non vedo alcuna possibilità di fregarti o cos'altro.

Le scelte imprenditoriali non sono opinabili a mio parere, specie quelle di tipo editoriale. Se a loro è piaciuto, e non ti hanno chiesto nulla, meglio così, no? Poi se c'è qualche altro dettaglio non so..

Va bene essere accorti, ma se dobbiamo vedere marcio anche quando non chiedono contributo..

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Ok, probabilmente ho sbagliato. Ne pagherò le conseguenze lasciando il testo nel cassetto. Forse le passate esperienze con editori che me la facevano così difficile mi ha reso erroneamente scettico a prendere strade libere e in discesa. Spero la mia esperienza possa esservi utile.

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Sono sicuro che sarà più utile a te, anche perchè se una casa editrice free ha deciso di investire sul tuo testo, vuol dire che è valido thumbup.gif Quindi rappresenta già un ottimo attestato per la tua opera.

In bocca al lupo per il futuro!

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Ho letto il contratto, e c'é una clausola che non capisco:

ART. 4 – MODALITA’ DI PUBBLICAZIONE

Il contratto di edizione a termine conferisce all'editore il diritto di eseguire quel numero di edizioni che stima necessario durante il termine indicato e per il numero minimo di 2.000 (duemila) esemplari. L’Editore doterà l’Opera di un proprio e univoco codice ISBN e ne curerà il deposito legale presso la Biblioteca Nazionale di Roma, Firenze e Regionale del Veneto. Il titolo definitivo dell’Opera, il numero delle copie da stampare e il prezzo di copertina per ogni edizione saranno fissati, di volta in volta, dall’Editore il quale avrà diritto di distribuire l’edizione nel numero di copie che stimerà opportuno.

Stampano 2000 copie sicuramente o decidono di volta in volta? E' opportuno saperlo perché 2000 copie sono tante, un costo notevole per una casa editrice giovane...

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Da quanto mi pare di capire, il numero è variabile - a discrezione dell'editore - partendo da un minimo di 2.000 esemplari. Quindi non c'è contraddizione all'interno della clausola.

Comunque è sempre meglio chiedere delucidazioni direttamente alla CE oppure a un legale.

Il numero è notevole, sì.

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sergio937, grazie per l'attenzione. Con la citazione dell'articolo mi hai fatto notare una cosa importante: nel contratto che mi hanno mandato, non si parla di 2000 copie. Nel contratto che serbo come allegato nella mia posta (è in pdf, quindi non modificabile, in caso di eventuali confronti), l'art. 4 inizia così "L’Editore doterà l’Opera di un proprio e univoco codice ISBN e ne curerà..."

Non lo so, forse la parte delle 2000 copie è stata tagliata per errore (può darsi che dario88 ha ragione, e non voglio vedere più il marcio sempre e comunque).

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A proposito di questa casa editrice, io avevo mandatio il mio manoscritto in relazione a questo concorso. http://www.ciessedizioni.it/selezioni.html . Poci giorni fa, sono stata contattata per mail. Da quello che ho capito leggendo questa pagina, e mettendo in relazione il testo della mail, credo di essere fra 10 testi meritevoli di ulteriori approfondimenti. Mi sono sembrati molto gentili e displonibili, mi hanno perfino chiesto anticipatamente grazie per la pazienza che vorrò accordare loro in attesa di ulteriori contatti. Hanno risposto in tempi brevi e credo sia un merito, poichè una selezione l'avranno fatta, dovendo scegliere i testi finalisti.

Comunque vi terrò aggiornati sui futuri sviluppi.

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sergio937, grazie per l'attenzione. Con la citazione dell'articolo mi hai fatto notare una cosa importante: nel contratto che mi hanno mandato, non si parla di 2000 copie. Nel contratto che serbo come allegato nella mia posta (è in pdf, quindi non modificabile, in caso di eventuali confronti), l'art. 4 inizia così "L’Editore doterà l’Opera di un proprio e univoco codice ISBN e ne curerà..."

Non lo so, forse la parte delle 2000 copie è stata tagliata per errore (può darsi che dario88 ha ragione, e non voglio vedere più il marcio sempre e comunque).

Sì, infatti l'assenza di quella clausola non significa nulla, anzi, per come la vedo io é più rassicurante: da un piccolissimo editore onesto mi aspetto che stampi al massimo 50 copie (a sue spese si intende) e che chieda all'autore di aiutarlo a venderle. Comunque sia, in bocca al lupo.

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Però non capisco una cosa, sicuramente per miei limiti. Perché mettere questa clausola nel contratto visibile sul titolo e rimuoverla dal contratto mandato in privato? E' giusto una curiosità, senza polemica con nessuno.

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Però non capisco una cosa, sicuramente per miei limiti. Perché mettere questa clausola nel contratto visibile sul titolo e rimuoverla dal contratto mandato in privato? E' giusto una curiosità, senza polemica con nessuno.

A essere maligni si potrebbe pensare che gli serve a dare più visibilità alla loro proposta: uno si immagina già che, in caso di pubblicazione, verranno stampate 2000 copie...

Ma non bisogna per forza vedere il male dappertutto, e se ti posso dare un consiglio ti dico: te lo pubblicano senza chiederti una lira? Ti fanno editing e curano loro tutta la parte grafica editoriale? E allora già va bene così, senza farsi troppe domande.

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Io posso portare la mia personale esperienza, visto che con Ciesse Edizioni ho appena pubblicato due libri.

Posso dire di essermi trovato benissimo, oltre le più rosee previsioni. Ho trovato persone gentili, disponibili, appassionate e coraggiose. Stanno muovendo i primi passi come casa editrice e sono pieni di entusiasmo e voglia di fare. Seguono l'autore con attenzione, lo tengono informato, eseguono l'editing, sono aperti a ogni nuova proposta.

Certe cose che ho letto in questo post mi hanno lasciato perplesso. "Sembra troppo bello per essere vero? Deve per forza esserci l'inghippo? Il contratto non è chiaro?" Perdonatemi, ma sono tutte assurdità.

Sembra troppo bello per essere vero? Che significa? Se non volete credere che possa esserci un editore disposto a scommettere i suoi soldi su un perfetto sconosciuto, allora che scrivete a fare? A che servirebbe questo forum? Certo che ci sono, anzi, io finora ho incontrato solo editori così. E non sono miracolato, semplicemente non mi sono mai rivolto a editori che sapevo già essere a pagamento. A che sarebbe servito?

Deve per forza esserci l'inghippo? E quale? Nessun autore ha dovuto pagare un solo centesimo, né per pubblicare, né per l'editing, né per qualsiasi altra cosa. Che rischio si corre? Che un editore del genere possa fallire, visto che ormai sono solo gli editori a pagamento a prosperare? E se anche dovesse accadere, che perdereste?

Il contratto non è chiaro? Assolutamente no. A parte che è un contratto-standard, usato da molte case editrici, da quanto ho potuto vedere è già stato variato due volte, e solo a favore dell'autore. Se nell'ultima versione è stata aggiunta la tiratura minima di 2000 copie in due anni, questo non mi pare affatto un punto a suo sfavore.

Non ha la distribuzione della Mondadori? Questo ammettiamolo, ma qualunque piccolo editore non è in grado di assicurare una buona distribuzione. Ma ricordate sempre che, non facendo pagare i suoi autori, l'unica fonte di reddito della casa editrice sono i ibri che riesce a vendere, quindi sarà sempre suo interesse darsi da fare per venderne il più possibile.

Sinceramente non riesco a comprendere certe perplessità. Se un autore è convinto di aver scritto il capolavoro del secolo, e che come minimo venderà centomila copie del suo libro, allora ha ragione a rifiutare un contratto con Ciesse, giustamente lo proponga a Mondadori. Ma se invece desideriamo crescere, farci conoscere, e magari fare due soldini (il 15% non sono in molti a farlo), questo editore mi sembra l'ideale.

Scusate lo sfogo, ma mi deprime tutto questo disfattismo. Gli editori onesti esistono, quelli che ti aiutano e non chiedono un centesimo. Saranno pochi, ma questa è una ragione in più per aiutarli quando ci provano, invece che criticarli soltanto.

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marramee, non ti volevo deprimere e spero che dopo il tuo sfogo ti senta meglio. Onestamente ti ammiro perché sei stato più scaltro di me e ti auguro sinceramente di avere successo. Quanto alla mia personale esperienza, il fatto che gli editori non a pagamento cui mi sono rivolto fino a qualche tempo fa mi hanno sempre trattato come quelle donne che pensano che ce l'hanno sotantlo loro... beh, dev'essere stato questo a fuorviarmi. Infatti, quando mi sono trovato al cospetto di questa bellissima donna che praticamente mi pregava di cogliere la sua virtù, ho pensato "qui gatta ci cova" - espressione molto meno forte di "deve per forza esserci l'inghippo", la quale certamente non appartiene al sottoscritto.

Va bene, colpa mia. Come ho detto, mi servirà da lezione per la prossima volta (sperando che il postino bussi ancora).

Comunque io avevo solo chiesto un parere, esprimendo una mia personale perplessità su un fatto in generale (la proposta contrattuale dopo appena due settimane), il che è una legittima prerogativa se non sconfina nella lesione della reputazione altrui (e non penso proprio di aver sconfinato).

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Comunque io avevo solo chiesto un parere, esprimendo una mia personale perplessità su un fatto in generale (la proposta contrattuale dopo appena due settimane), il che è una legittima prerogativa se non sconfina nella lesione della reputazione altrui (e non penso proprio di aver sconfinato).

Ciao Streetcar,

ho saputo di questo scambio di opinioni da terzi, purtroppo possiedo poco tempo per spulciare in rete.

Volevo rispondere alla tua perplessità. Faccio parte del comitato di lettura per conto di Ciesse Edizioni e ti assicuro che leggere le tue osservazioni mi ha urtata. Ti spiego perché: capita spesso che vada a letto davvero tardi (oppure mi svegli prima dell'alba) pur di rispettare le scadenze inerenti alla lettura dei testi. Ora, che qualcuno, per il quale io ho tolto tempo al riposo per leggerlo, trovi del torbido nel fatto che io (e con me gli altri) abbia rispettato i tempi, è tutto tranne che piacevole.

Ovviamente, il parere espresso è personale e non sono stata incaricata dall'editore per rispondere, ma ho sentito la necessità di farlo e spero di non aver errato nel seguire questa urgenza. Mi auguro che la mia risposta ti abbia aiutato a togliere qualche perplessità.

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Ospite Linda Rando
gli editori non a pagamento cui mi sono rivolto fino a qualche tempo fa mi hanno sempre trattato come quelle donne che pensano che ce l'hanno sotantlo loro... beh, dev'essere stato questo a fuorviarmi. Infatti, quando mi sono trovato al cospetto di questa bellissima donna che praticamente mi pregava di cogliere la sua virtù

Tieniti per te questi paragoni disgustosi e maschilisti.

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Ciao Vitg,

Mi spiace di averti urtata. Mettendomi nei tuoi panni posso ben comprendere il malumore che ti ho provocato e ampiamente lo giustifico, poiché è naturale che chi adempie ai propri impegni con tanto zelo si senta in qualche modo offeso da una pur legittima-e-lecitamente-espressa perplessità altrui. Di questo mi scuso, sebbene io non mi riferissi a te - credo che nessuno dei due fosse a conoscenza dell'esistenza dell'altro -.

Però, visto che mi sembra di intuire nella tua risposta l'intento di aiutarmi a togliere qualche perplessità, spero mi consentirai una domanda.

Nel caso ti capitasse di dover valutare un "mattone" (diciamo oltre le 1000 pagine) e ne fossi affascinata, ti sentiresti di assumerti la responsabilità di consigliare al tuo editore di investirci i suoi soldi, malgrado tu ne abbia letto meno della metà?

Perché è questo che mi sfugge. Se un editore mi chiedesse di valutare un testo, io vorrei essere arcimegastrasicuro del suo valore prima di spingere una persona che ha così tanta fiducia in me - l'editore appunto - a rischiare il proprio denaro (e a detta degli editori, un testo con più di mille pagine comporta costi maggiori che un regolare romanzo - infatti Il Filo/Albatros mi aveva chiesto 5000 euri per 200 copie a €25 l'una, invece dei "canonici" 2000 che richiede nei casi normali).

Ma è anche vero che io ragiono in questi termini perché ho esperienza-zero come membro di comitati di lettura, e forse il mio apparente buon senso non lo è poi tanto.

In ogni caso io non ho nulla di personale contro nessuno, tanto meno contro di te. Per cui auspico un sereno e cordiale scambio di vedute nel caso volessi continuare questa conversazione. E penso forniresti un servizio importante anche al tuo editore, rendendo la sua politica ancor più trasparente di quella che - e semmai ce ne fosse bisogno -, giacché questo utilissimo e meraviglioso sito è frequentato da tantissimi scrittori e aspiranti scrittori (io naturalmente appartengo alla seconda categoria).

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P.S.

Quanto alla tua precisazione che non sei stata incaricata dal tuo editore di rispondermi, ci credo al 100%. Perché se c'è una cosa che ho imparato dal mio scambio di email con lui, è che non ha sicuramente bisogno di portavoce. icon_wink.gif

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Nel caso ti capitasse di dover valutare un "mattone" (diciamo oltre le 1000 pagine) e ne fossi affascinata, ti sentiresti di assumerti la responsabilità di consigliare al tuo editore di investirci i suoi soldi, malgrado tu ne abbia letto meno della metà?

Ma tu sei sicuro che ne abbia letto meno della metà? Te l'ha detto l'editore?

Se il mio lavoro dovesse essere la lettura credo che queste mille e più pagine potrei leggerle in 4/5 giorni al massimo. Quindi un paio di settimane non mi sembrano pochissime per leggere, capire che vale (lo capisci mentre leggi), parlarne con l'editore e proporre un contratto. Anzi, è ammirevole a mio avviso la loro tempestività.

Streetcar, con tutta sincerità, a parer tuo cosa può esserci di ingannevole? Dillo tranquillamente, senza peli sulla lingua. Secondo te, in cosa possono fregare?

Io li trovo assolutamente trasparenti.

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Streetcar, a leggere tutte le risposte che sono arrivate, direi che non hai più nessun motivo di essere sospettoso.

E provare a cospargerti il capo di cenere e chiarire le motivazioni dei tuoi timori con la casa editrice? Magari potresti ancora recuperare un contratto onestissimo e delle persone che mi paiono ottime...

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Cari Dario88 e Tinucci,

Vi ringrazio per l'interessamento.

Come ho più volte ripetuto, è colpa della mia diffidenza e non delle azioni dell'editore se la possibilità del contratto è irrevocabilmente naufragata. E ribadisco pure che, analizzando tutti i miei interventi di questa discussione, nessuno può accusarmi di aver espresso le mie perplessità in maniera illecita e offensiva.

Io ero partito chiedendo un parere, e a quanto pare tutti quelli che ho ricevuto biasimano il mio comportamento. E ci sta, per l'amor di Dio. Però vorrei chiarire che sono un aspirante scrittore in cerca di un editore, non un idiota ansioso di attaccar briga. Questo per dire che forse ho delle mie ragioni per aver agito a quel modo, ragioni che magari non ho dichiarato sia perché la mia iniziale intenzione era di chiedere un parere a persone che hanno sicuramente più esperienza di me, sia di esprimermi stando ben al di qua del confine tra la richiesta di un parere e un "attacco" a terzi.

L'unica cosa che posso dire e che mi consente di non "sconfinare", è che la lettera con cui mi veniva proposto il contratto sarebbe stata appropriata se scritta a Dante o a Shakespeare, ma rivolta ad un esordiente faceva un po' sorridere - per intenderci, era zeppa di complimenti, oltre al fatto di non esser stata scritta (per ammissione dell'editore stesso) dalla persona che ha valutato il mio lavoro. Certo, se quello è cio che hanno pensato di me, allora sono un genio. Ma visto che ho seri dubbi a riguardo, la mia diffideza mi ha spinto a trarre le mie conclusioni - che, per definizione, sono soggettive e assolutamente fallibili.

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