Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Luciano91

Quinto Orazio Flacco

Post raccomandati

Buonasera 

Perdonatemi, non ho resistito alla tentazione di includere almeno un autore latino. Testo originale e traduzione. Buona lettura :)

Odi, 1, 11.  

23 a. C.

 

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi

finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonis

temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati!

seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,

quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare

Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi

spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida

aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

 

 

 

Tu non cercare, non è lecito saperlo, quale sorte a me quale a te

gli dèi abbiano dato, Leucònoe, e non tentare i calcoli babilonesi.

Quanto meglio accettare qualsiasi cosa avverrà!

O che Giove ci abbia riservato più di un inverno, o che questo

sia l'ultimo, che ora strema il mare contro gli scogli

il Tirreno: sii saggia, filtra il vino e accorcia la speranza,

poiché la vita è breve. Mentre parliamo, sarà fuggito

avido il tempo: cogli l'attimo, senza fidarti del domani.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×