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jadrowsky88

La lunghezza di un romanzo

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Buonasera a tutti,

sono alle prese con la stesura e l'invio ad alcune case editrici di un libro che vorrei pubblicare. Premetto che ho scelto in maniera abbastanza rigorosa le case editrici a cui penso un libro del genere potrebbe interessare, riducendo la lista a circa una decina di nomi, perchè non credo nell'invio casuale per tentare la fortuna. Essendo io un esordiente assoluto ho per così dire una sorta di "problematica di genere" nel senso che non so se vi possa essere interesse per il mio libro che non è classificabile come romanzo in senso stretto ma si pone in quella zona grigia tra autobiografia/raccolta di aforismi filosofici/diario e riflessioni. L'insieme di questi aspetti non sono inseriti all'interno di una trama finzionale con uno svolgimento ma partono da dati effettivamente autobiografici (il racconto della mia vita, la giovinezza, le varie esperienze siano esse professionali o intime). Vorrei sapere se secondo voi a una casa editrice potrebbe interessare una tipologia di testo del genere, difficilmente inquadrabile come romanzo. In secondo luogo il lavoro in questione ha una lunghezza di 90.000 caratteri, non vorrei fosse un numero di pagine troppo limitato per suscitare l'interesse di  qualche editore o addirittura essere preso in considerazione.  Ho sentito dire infatti che raramente una casa editrice è disposta a investire su un emergente per un libro così breve. 

 

Grazie a chi mi risponderà! 

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1 ora fa, jadrowsky88 ha detto:

Premetto che ho scelto in maniera abbastanza rigorosa le case editrici a cui penso un libro del genere potrebbe interessare, riducendo la lista a circa una decina di nomi, perchè non credo nell'invio casuale per tentare la fortuna.

Se esiste un Dio dell'editoria te ne sarà riconoscente!

1 ora fa, jadrowsky88 ha detto:

difficilmente inquadrabile come romanzo. In secondo luogo il lavoro in questione ha una lunghezza di 90.000 caratteri,

e infatti non è un romanzo: lo definirei un racconto (lungo, ma nemmeno troppo).  Ne viene fuori un volumetto di una cinquantina di pagine, credo...

Difficile che possa interessare a un editore, a meno che questi non abbia già una collana dedicata a opere brevi o brevissime. 

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2 ore fa, Marcello ha detto:

Difficile che possa interessare a un editore, a meno che questi non abbia già una collana dedicata a opere brevi o brevissime. 

Sono pienamente d'accordo . L'opera, ad esempio,  potrebbe essere inserita in una raccolta di racconti. In giro per il web mi sono imbattuta in svariate case editrici che richiedevano dei buoni racconti, per raggrupparli in un libro dedicato.

4 ore fa, jadrowsky88 ha detto:

Ho sentito dire infatti che raramente una casa editrice è disposta a investire su un emergente per un libro così breve. 

In effetti... non posso dire che non sia così.

Ti auguro buona fortuna.

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4 ore fa, Marcello ha detto:
6 ore fa, jadrowsky88 ha detto:

Premetto che ho scelto in maniera abbastanza rigorosa le case editrici a cui penso un libro del genere potrebbe interessare, riducendo la lista a circa una decina di nomi, perchè non credo nell'invio casuale per tentare la fortuna.

Se esiste un Dio dell'editoria te ne sarà riconoscente!

 

Per ora ho mandato solo a due case editrici, ma me ne sono pentito perché ho pensato che forse dovrei rendere più lungo il racconto fino a renderlo un romanzo. Spero di non essermi bruciato proprio le carte migliori. Credo sia al limite dell'impossibile sperare che una casa editrice possa dirmi di essere interessata al testo se solo fosse più lungo. 

1 ora fa, Melanie ha detto:
4 ore fa, Marcello ha detto:

Difficile che possa interessare a un editore, a meno che questi non abbia già una collana dedicata a opere brevi o brevissime. 

Sono pienamente d'accordo . L'opera, ad esempio,  potrebbe essere inserita in una raccolta di racconti. In giro per il web mi sono imbattuta in svariate case editrici che richiedevano dei buoni racconti, per raggrupparli in un libro dedicato.

Purtroppo e forse erroneamente l'ho inviato così com'è il testo, dubito una casa editrice sarebbe disposta a considerarlo come un racconto da inserire in una raccolta, ahimè 

 

1 ora fa, Melanie ha detto:
6 ore fa, jadrowsky88 ha detto:

Ho sentito dire infatti che raramente una casa editrice è disposta a investire su un emergente per un libro così breve. 

In effetti... non posso dire che non sia così.

Ti auguro buona fortuna.

Grazie, spero di non essermi giocato proprio le due case editrici più papabili e interessanti :( 

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1 ora fa, jadrowsky88 ha detto:

Purtroppo e forse erroneamente l'ho inviato così com'è il testo,

Non capisco cosa intendi dire. Potresti spiegarti meglio?

 

1 ora fa, jadrowsky88 ha detto:

Grazie, spero di non essermi giocato proprio le due case editrici più papabili e interessant

E quali sarebbero questo due case editrici più papabili e interessanti?:)

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8 ore fa, Melanie ha detto:
9 ore fa, jadrowsky88 ha detto:

Purtroppo e forse erroneamente l'ho inviato così com'è il testo,

Non capisco cosa intendi dire. Potresti spiegarti meglio?

Forse mi sono espresso male, intendo dire che invece di inviarlo avrei dovuto aspettare e cercare di renderlo lungo quanto un romanzo breve.

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16 ore fa, jadrowsky88 ha detto:

ma si pone in quella zona grigia tra autobiografia/raccolta di aforismi filosofici/diario e riflessioni.

Te lo dico con estrema franchezza, @jadrowsky88, sperando di non offenderti : più che una zona grigia, si tratta di una zona nera. Testi di tal genere possono interessare un editore (forse), solo a patto che a scriverli sia un personaggio stra-famoso. Se aggiungi a questo l'estrema brevità del tuo lavoro, direi che le possibilità di una pubblicazione da parte di una casa editrice NO EAP sono ridotte al lumicino.

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A me fecero storie per un testo di 150.000 caratteri, però potresti sempre trovare un editore interessato che ti consiglia di lavora un po' sul testo, così da renderlo almeno un racconto lungo/romanzo breve (più facilmente pubblicabile).

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1 ora fa, Alexmusic ha detto:

Te lo dico con estrema franchezza, @jadrowsky88, sperando di non offenderti : più che una zona grigia, si tratta di una zona nera. Testi di tal genere possono interessare un editore (forse), solo a patto che a scriverli sia un personaggio stra-famoso. Se aggiungi a questo l'estrema brevità del tuo lavoro, direi che le possibilità di una pubblicazione da parte di una casa editrice NO EAP sono ridotte al lumicino.

Sono d'accordo, infatti già nel primo messaggio ho espresso questo mio stato d'animo al limite del scorato riguardo al mio testo. 

 

53 minuti fa, Mister Frank ha detto:

A me fecero storie per un testo di 150.000 caratteri, però potresti sempre trovare un editore interessato che ti consiglia di lavora un po' sul testo, così da renderlo almeno un racconto lungo/romanzo breve (più facilmente pubblicabile).

Sarebbe come vincere la lotteria per me. Vorrei sapere, siccome non ho esperienza alcuna, se siano remote le possibilità che una casa editrice accetti un testo con la clausola di ampliarlo notevolmente o vi sia la tendenza da parte degli editori a scartare a priori qualsiasi testo non sia già pronto per la pubblicazione 

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2 minuti fa, Valentina Capaldi ha detto:

Io quoto @Alexmusic. Purtroppo certe tipologie di testi, per quanto possano essere di valore, non hanno spazio sul mercato. Hai provato a farlo leggere a qualcuno per capire se magari ci si può lavorare sopra?

Al momento no, purtroppo è molto difficile trovare persone la cui opinione sia allo stesso tempo, competente, imparziale, gratuita ed informata sui propositi del testo che si va a proporre. Pertanto adesso non saprei a chi inviarlo ed essendo fortemente autobiografico non vorrei si creasse un livello di giudizio nel caso fosse letto da parte dei miei conoscenti maggiormente legato alla mia dimensione personale più che a un oggettivo giudizio sulla qualità del lavoro in sè 

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16 minuti fa, jadrowsky88 ha detto:

Pertanto adesso non saprei a chi inviarlo ed essendo fortemente autobiografico non vorrei si creasse un livello di giudizio nel caso fosse letto da parte dei miei conoscenti

Lascia stare i conoscenti; se decidi di intraprendere quel cammino devi farlo leggere a chi lo fa per professione.

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1 minuto fa, Marcello ha detto:

Lascia stare i conoscenti; se decidi di intraprendere quel cammino devi farlo leggere a chi lo fa per professione.

Certo, intendevo conoscenti che operano nell'ambito

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Adesso, jadrowsky88 ha detto:

Certo, intendevo conoscenti che operano nell'ambito

Allora dillo che sei un raccomandato :asd:

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11 minuti fa, Marcello ha detto:
12 minuti fa, jadrowsky88 ha detto:

Certo, intendevo conoscenti che operano nell'ambito

Allora dillo che sei un raccomandato :asd:

No, intendevo un conoscente che è vicino all'ambito e della cui opinione eventualmente mi potrei fidare, lui non è editore ma svolge attività accademica che lo porta ad avere esperienza dell'ambito specifico. Ahimè o fortunatamente non sono raccomandato! Vivo la scrittura come un momento per me stesso, se poi riesco a trarne qualcosa comunicabile anche agli altri in forma di libro ben venga, ma mi rendo conto delle difficoltà intrinseche del pubblicare libri e del complesso rapporto tra ideazione ed effettiva pubblicazione di un'opera, quindi non mi faccio illusioni :) 

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2 ore fa, jadrowsky88 ha detto:

Sarebbe come vincere la lotteria per me. Vorrei sapere, siccome non ho esperienza alcuna, se siano remote le possibilità che una casa editrice accetti un testo con la clausola di ampliarlo notevolmente o vi sia la tendenza da parte degli editori a scartare a priori qualsiasi testo non sia già pronto per la pubblicazione 

Il problema non è solo nella dimensione del testo, ma come ha giustamente detto @Alexmusic a una casa editrice difficilemente possono interessare commercialmente testi autobiografici di persone non conosciute.

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12 minuti fa, Spartaco per Tempesta Ed. ha detto:

Il problema non è solo nella dimensione del testo, ma come ha giustamente detto @Alexmusic a una casa editrice difficilemente possono interessare commercialmente testi autobiografici di persone non conosciute.

certo, ma quello che ho tentato di scrivere io non è una biografia in senso stretto ma una riflessione sulla vita, attraverso la narrazione della medesima. In gran parte del testo che ho scritto faccio riflessioni sì dipendenti dalla mia biografia ma la cui valenza è generale, allo stesso tempo lo stile non è una semplice narrazione tipica delle autobiografia ossia un'enumerazione di fatti in maniera più o meno cronologica ma rappresenta il motivo per una serie di ritratti di personaggi, luoghi, situazioni che potrebbero costituire gli elementi di un romanzo.

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Non condivido il pensiero di @Alexmusic. Io ho esordito proprio con un’autobiografia molto simile a questo caso citato nella discussione. Le autobiografie non sono affatto difficili da piazzare. La lunghezza, a mio parere, invece, è un problema quasi insormontabile. Devi almeno arrivare a 150.000 battute.

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17 ore fa, jadrowsky88 ha detto:

certo, ma quello che ho tentato di scrivere io non è una biografia in senso stretto ma una riflessione sulla vita, attraverso la narrazione della medesima. In gran parte del testo che ho scritto faccio riflessioni sì dipendenti dalla mia biografia ma la cui valenza è generale, allo stesso tempo lo stile non è una semplice narrazione tipica delle autobiografia ossia un'enumerazione di fatti in maniera più o meno cronologica ma rappresenta il motivo per una serie di ritratti di personaggi, luoghi, situazioni che potrebbero costituire gli elementi di un romanzo.

 

Ti dirò la mia in maniera un po' diretta, spero mi perdonerai se non uso giri di parole: ciò che hai scritto e il modo in cui lo descrivi mi ricorda tanto i libri di Tiziano Terzani.... solo che lui era Tiziano Terzani e tu no. :P

In generale, non la penso tanto diversamente da Alexmusic: il tuo scritto non un'autobiografia (già di per sé non proprio il libro più facile da piazzare), non è un romanzo, è di fatto una serie di riflessioni sulla vita attraverso la narrazione di fatti accaduti.

Breve.

 

Ora io provo a immaginarmi nelle scarpe di una casa editrice e mi chiedo: anche se il buon @jadrowsky88 fosse il nuovo Terzani, chi acquisterebbe questo libro? Quali canali di vendita dovrei usare per farlo conoscere bene al pubblico?

Sono domande la cui risposta, nel tuo caso, è molto difficile.

Temo che il problema stia tutto qui. Io non metto in dubbio che la tua opera possa essere meravigliosa e piena di significato, ma per farla conoscere al pubblico (e quindi far girare il nome e vendere e diventare Terzani ecc. ecc.) devi prima essere appetibile al mercato.

 

Non so che consigli darti per avere più successo perchè non conoscendo né l'opera, né gli intenti che ti hanno portato a sceriverla rischierei di suggerire qualcosa che potrebbe snaturarla. Forse il suggerimento più facile potrebbe essere: scrivi prima un best seller narrativo e poi questo lo pubblichi sulla scia del successo del precedente! :D

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1 ora fa, Alorigo ha detto:

Ti dirò la mia in maniera un po' diretta, spero mi perdonerai se non uso giri di parole: ciò che hai scritto e il modo in cui lo descrivi mi ricorda tanto i libri di Tiziano Terzani.... solo che lui era Tiziano Terzani e tu no. :P

In generale, non la penso tanto diversamente da Alexmusic: il tuo scritto non un'autobiografia (già di per sé non proprio il libro più facile da piazzare), non è un romanzo, è di fatto una serie di riflessioni sulla vita attraverso la narrazione di fatti accaduti.

Breve.

 

Ora io provo a immaginarmi nelle scarpe di una casa editrice e mi chiedo: anche se il buon @jadrowsky88 fosse il nuovo Terzani, chi acquisterebbe questo libro? Quali canali di vendita dovrei usare per farlo conoscere bene al pubblico?

Sono domande la cui risposta, nel tuo caso, è molto difficile.

Temo che il problema stia tutto qui. Io non metto in dubbio che la tua opera possa essere meravigliosa e piena di significato, ma per farla conoscere al pubblico (e quindi far girare il nome e vendere e diventare Terzani ecc. ecc.) devi prima essere appetibile al mercato.

 

Non so che consigli darti per avere più successo perchè non conoscendo né l'opera, né gli intenti che ti hanno portato a sceriverla rischierei di suggerire qualcosa che potrebbe snaturarla. Forse il suggerimento più facile potrebbe essere: scrivi prima un best seller narrativo e poi questo lo pubblichi sulla scia del successo del precedente! :D

Concordo con te, non a caso ho da subito cercato di evidenziare la problematicità di un tipo di testo del genere, senza farmi illusioni di sorta. Lungi da me pensare di essere il nuovo Terzani o il nuovo Pavese de il Mestiere di vivere, volevo solo evidenziare come il mio scritto si inserisse appunto come hanno sottolineato in molti, in quella zona grigia dei generi in cui il libro può risultare di interesse solo se scritto da un autore già affermato. Purtroppo a cuore, mano e penna non si comanda e per intanto ho scritto questo testo, con grande probabilità non verrà pubblicato, ma si sa che alla necessità di scrivere non si può dir di no. A questo punto dovrei forzarmi a scrivere un testo canonicamente inseribile in qualche categoria più vendibile, romanzo ad esempio, anche se forzarsi a fare qualcosa ahimè ha solitamente risultati decisamente contrari agli intenti. Per intanto sono felice di aver scritto qualcosa e pensare di scrivere per adattare la propria scrittura ad un potenziale lettore quale può essere un editore mi è d'aiuto nel dare forma alle idee e sfoltire alcune pesantezze stilistiche o aspetti eccessivamente autoreferenziali. Fortunatamente non ho il sogno e l'esigenza di vivere di scrittura, sarei felice se potessi pubblicare questo testo ma mi rendo anche conto dei limiti di un testo del genere rispetto alle caratteristiche del mercato editoriale. :) 

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In ogni caso secondo me state sbagliando di molto. Se io scrivo la storia di un’attrice amatoriale porno che diventa una pasticcerà a Parigi, ho 10.000 possibilità in più di essere pubblicata se lo scrivo come autobiografia che come la storia di “nessuno”.

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P.S. Scusate ho il correttore in inglese e mi mette sempre accenti strani.

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3 ore fa, Amy ha detto:

In ogni caso secondo me state sbagliando di molto. Se io scrivo la storia di un’attrice amatoriale porno che diventa una pasticcerà a Parigi, ho 10.000 possibilità in più di essere pubblicata se lo scrivo come autobiografia che come la storia di “nessuno”.

 

Non se è lunga (corta) 90.000 caratteri e se è piena di aforismi filosofici.

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9 ore fa, L'antipatico ha detto:

 

Non se è lunga (corta) 90.000 caratteri e se è piena di aforismi filosofici.

Ho scritto sopra che dovrebbe raggiungere almeno 150000 caratteri.

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Non so quanti di voi bazzicano nell'ambiente internazionale dei giovani (più o meno) scrittori esordienti, ma a Novembre si è concluso il NaNoWriMo, il National Novel Writing Month. Scopo del NaNoWriMo, che ha un suo sito ufficiale, ed è un'iniziativa molto seguita, è quello di spingere gli scrittori a buttare giù una prima stesura del proprio romanzo in un mese.

NaNoWriMo chiede a tutti gli scrittori di raggiungere l'obbiettivo delle 50.000 parole, offre un sistema per monitorare il numero di parole scritte al giorno, dei "premi" per alcuni traguardi raggiunti e così via dicendo.

Il NaNoWriMo è finito da poco, e io non ho assolutamente raggiunto il traguardo delle 50.000 parole, ma sono rimasta con questo desiderio di contare le parole che stavo scrivendo. Ho trovato un sito web che permette di fare la stessa cosa di NaNoWriMo, ma con un target a scelta (non per forza 50.000 parole) e devo dire che mi sta dando molta soddisfazione.

Però, a questo punto, ho cominciato anche a cercare in giro informazioni sulla lunghezza media dei romanzi. Sui romanzi italiani si trova pochissimo, ovviamente. Quindi, un po' per curiosità, un po' per confrontarmi con altri scrittori, sarei curiosa di sapere, più o meno, da quante parole sono composte i vostri romanzi e a che genere appartengono. I Fantasy e i romanzi di Fantascienza sembrano essere quelli un po' più "ciccioni" (probabilmente per via di tutto il worldbuilding necessario).
Inoltre, vi viene mai il dubbio che il vostro romanzo possa essere troppo lungo/troppo corto?

Fatemi sapere :)
Sono sinceramente curiosa.

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Ciao

I miei romanzi in genere (la maggior parte ancora inediti) si aggirano sulle 75.000 - 85.000 parole, intorno ai 500.000 caratteri.

Non so quanto sia importante la lunghezza di un romanzo, di solito lo sono i contenuti.

Ultimamente noto una certa tendenza agli eccessi, romanzi o troppo lunghi o troppo brevi.

Talvolta mi viene il dubbio che si prediliga quelli brevi perché costeranno di meno.

Mentre scrivo e poi riscrivo (sono ossessionato dal rivedere e correggere all'infinito i miei scritti) non conto le parole.

Credo di avere un genere un po' tutto mio, un mix di horror, splatter ed erotismo, il tutto condito da sadismo ed ironia.

Ci sono mesi in cui scrivo tantissimo e mesi in cui praticamente non scrivo nulla, dipende un po' dall'ispirazione e soprattutto da quanto tempo libero mi concede il lavoro.

Spero di esserti stato utile.

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In generale, sembrerebbe abbastanza accettata questa categorizzazione:

  • romanzo : è formato da oltre 40.000 parole
  • novella (o romanzo breve): tra le 17.500 e fino a 40.000 parole
  • novelette (o racconto lungo): tra le 7.500 e fino a 17.500 parole
  • racconto : inferiore a 7.500 parole.

 

16 ore fa, Ylunio ha detto:

vi viene mai il dubbio che il vostro romanzo possa essere troppo lungo/troppo corto?

 

Ritengo che ogni storia necessiti di un certo spazio, di un certo tempo, di un certo respiro. Può esaurirsi nel giro di due pagine, o andare avanti per migliaia. Purtroppo, non credo sia possibile stabilire cosa sia giusto per un autore e per una data storia. Lì entrano in gioco istinto, esperienza e consapevolezza autoriale, che deve riuscire a comprendere cosa sia realmente utile, cosa sia superfluo, cosa invece manchi.

Quindi, punterei a vestire la storia narrata nella maniera migliore possibile, senza pensare alla categoria entro la quale rientrerà. Se senti mancanze, aggiungi; se senti eccessi, taglia; se non riesci a comprenderlo, rivolgiti a un editor professionista, il cui occhio esterno ed esperto riuscirà a cogliere punti di forza e di debolezza della tua opera, indirizzandoti nella maniera migliore.

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22 ore fa, Cerusico ha detto:
  • romanzo : è formato da oltre 40.000 parole

Sono pochi, in realtà, i romanzi che si mantengono intorno a questi minimi. In genere si va da 70.000 parole a 100.000 parole (fantasy e fantascienza esclusi, dato che arrivano anche a 150.000 parole).

In ogni caso sono misure arbitrarie e non esiste una classificazione "corretta".

 

Il 9/12/2018 alle 21:30, Ylunio ha detto:

Inoltre, vi viene mai il dubbio che il vostro romanzo possa essere troppo lungo/troppo corto?

Dubbio comunissimo, per il quale trovo molto valida la risposta di @Cerusico:

22 ore fa, Cerusico ha detto:

Ritengo che ogni storia necessiti di un certo spazio, di un certo tempo, di un certo respiro. Può esaurirsi nel giro di due pagine, o andare avanti per migliaia. Purtroppo, non credo sia possibile stabilire cosa sia giusto per un autore e per una data storia. Lì entrano in gioco istinto, esperienza e consapevolezza autoriale, che deve riuscire a comprendere cosa sia realmente utile, cosa sia superfluo, cosa invece manchi.

Quindi, punterei a vestire la storia narrata nella maniera migliore possibile, senza pensare alla categoria entro la quale rientrerà. Se senti mancanze, aggiungi; se senti eccessi, taglia; se non riesci a comprenderlo, rivolgiti a un editor professionista, il cui occhio esterno ed esperto riuscirà a cogliere punti di forza e di debolezza della tua opera, indirizzandoti nella maniera migliore.

È vero che gli editori (e anche i lettori, soprattutto nei cartacei) tengono conto della lunghezza di un romanzo prima di dare una risposta positiva o negativa all'autore; è anche vero, però, che costringere una storia in uno spazio che non gli compete, rendendola troppo concisa o troppo prolissa, finisce per danneggiare la storia stessa e quindi il romanzo. Un romanzo "troppo lungo" o "troppo corto" potrebbe essere pubblicato lo stesso, un testo forzato quasi sicuramente no.

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Se fossi uno scrittore legato ad una buona CE, dunque già inserito, non mi porrei alcun problema. Scriverei senza freno o acceleratore, quindi nessun traguardo di parole.

 

Ora rifletto da lettore.

Quando entro in libreria senza un'idea precisa (mi capita spesso), tendo a dare possibilità a testi di autori che non conosco, che siano esordienti o meno non mi importa. Una lunghezza eccessiva mi intimorisce (ho letto diversi romanzi lunghissimi, però ammetto, mai di esordienti); un costo troppo alto può spingermi a tirarmi indietro. Spenderei volentieri 18 euro per Ken Follett, per Luciano91 no. Suppongo che le CE facciano calcoli a tal proposito. Almeno io li farei.

Siccome l'aspirante non avrà 1000 occasioni, bensì 1 o 2, credo debba giocarsele al meglio. Io punterei (ed ho puntato) sulla brevità, a discapito del superfluo non dei contenuti. Far immergere il lettore nel vivo della storia sin dalle prime pagine, mai annoiare con interminabili descrizioni (3 pagine per una cintura di cuoio ad esempio), sempre essenziale e diretto, forma scorrevole. 40.000 parole? perché no. So che non mi pubblicherebbero mai un libro in stile Bruno Vespa, almeno non da esordiente. Esistono le eccezioni, per carità, ma non amo puntare a quelle. Più facile convincere con qualcosa di breve e accattivante. 

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