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jadrowsky88

La lunghezza di un romanzo

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I due romanzi che ho scritto si aggirano sulle 40000 parole.

Da lettore non faccio distinzioni di lunghezza, l'importante è che lo spessore di un libro non sia adatto solo ad arrestare un tavolino traballante.

 

 

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Stanco di portare avanti la saga di cui ho altri due capitoli in mano, sto scrivendo un Crime.

 

Sono circa a sessantamila battute (39/40) cartelle. Ho fatto una lista dei punti da portare avanti e secondo me ne usciranno altre 15 o 20, non di più.

Può un romanzo di tale lunghezza essere preso in considerazione da casa editrici di buona fattura?

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@Edmund Duke ho unito la discussione. Ci sono almeno 10 discussioni differenti riguardo la lunghezza del romanzo, facilmente reperibili tramite l’opzione di ricerca qui sul forum. Per favore, fai più attenzione la prossima volta. Inoltre, tra le risposte date in precedenza qui, potresti trovare già un riscontro a quanto chiedi ;)

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Le dimensioni sono relative; tuttavia, in linea generale si tende a considerare come romanzo uno scritto di almeno 400mila battute spazi inclusi - questo, almeno, per la grande Editoria. In ogni caso, prima della lunghezza bisogna porre l'attenzione sulla storia: è pacifico che un tomo alla guerra&pace ma con una trama piatta, personaggi monodimensionali etc non se lo fila nessuno.

Nell'editoria anglosassone comunque sono più precisi e distinguono tra racconto, novella e romanzo: non mi ricordo la discriminante ma dovrebbe parlarsi di romanzo quando si eccedono le 500mila battute.

 

Considera comunque che i maestri della scrittura creativa insegnano a potare senza indugio in fase di revisione: eliminare le parole/scene inutili è il primo must.

S. King ricordava la regola "2° stesura = 1° stesura - 10%". Wulf Dorn ad esempio raccontava di come la sua versione originale di "La Psichiatra" fosse lunga quasi il doppio prima che l'editor della Verlag la mettesse a dieta.

 

Insomma: innanzitutto accertati di avere per le mani una storia solida che rispetti tutti i crismi della scrittura creativa. Poi valuta le dimensioni, ma è qualcosa di secondario.

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35 minuti fa, Edmund Duke ha scritto:

Sì, ma il mio è oggettivamente breve.

È così, in effetti.

 

Il 24/1/2020 alle 20:36, Edmund Duke ha scritto:

Può un romanzo di tale lunghezza essere preso in considerazione da casa editrici di buona fattura?

È parecchio più difficile rispetto a un romanzo di lunghezza standard, ma non è impossibile.

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Io sono a 365 parole ( uso libre office..da pochissimo)

..e mi sembra di aver detto molto/troppo..che annoi!

Anche le mie canzoni sono massimo 1 minuto e mezzo/due minuti..e mi dicono che sono troppo brevi e dovrei allungarle..

forse sono piu' da soggetto/sceneggiatura film che romanzo..

Vedremo!

 

p.s

 

Scusate la mia ignoranza ma immaginando un libro classico,40 mila parole sono quante pagine?ho capito che non c'è uno standard ma vorrei un indicazione di massima..

comprendo meglio "500 pagine" o "1000 pagine"..

 

Sulla distinzione fatta prima,potete aiutarmi facendomi qualche esempio?

 

Grazie in anticipo!

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I libri si misurano in cartelle o battute se il tuo scopo è spedire a un piccolo editore. Le pagine non esistono: se il libro è stampato in un certo modo 90 pagine possono diventare 110 e viceversa. E il tuo file di word non fa testo.

 

Tieni conto che una cartella editoriale che verrà stampata va dalle 1500 alle 1800 battute, se l'editore non fa il furbo e ti stampa in 15x30 per non spendere in pagine.

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@let it shine prendo come esempio un formato A5, gabbia proporzionale base standard con i margini in rapporto 2 : 4 : 3 : 6. Garamond corpo 12, interlinea 18. In media 1600 battute per pagina.

 

Il 25/2/2020 alle 19:47, let it shine ha scritto:

Io sono a 365 parole

Circa due pagine.

 

Il 25/2/2020 alle 19:47, let it shine ha scritto:

immaginando un libro classico, 40 mila parole sono quante pagine?

Circa 150 pagine.

 

I dati sono indicativi e non precisi, riferiti al modello ipotetico che ho riportato. Spero possano esserti utili, in linea di massima :)

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Il 25/2/2020 alle 19:47, let it shine ha scritto:

omprendo meglio "500 pagine" o "1000 pagine"..

 

Considera che una cartella editoriale è di 1800 battute (quindi dividendo il numero di battute complessive del tuo romanzo per 1800 e otterrai il numero di pagine che ne verrebbe fuori), ovviamente ci saranno poi le pagine bianche, quella per il titolo, ringraziamenti... ma il numero di pagine del romanzo in sè sarà quello. 

 

Se prendiamo in considerazione il concorso Calvino accettano romanzi cin un minimo di 60.000 battute.

 

 

 

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Salve, posto qui visto che l'argomento mi sembra attinente.

 

Sto scrivendo un romanzo di fantascienza ed è il mio primo libro.

 

Sono arrivato al momento a 422.000 caratteri, pari a 211 o 234 cartelle, a seconda delle dimensioni che vogliamo attribuire alla cartella.

 

Mi mancano, presumibilmente, altri 80/100.000 caratteri.

 

A vostro avviso si tratta di una lunghezza corretta o comincia ad essere lunghetto, anche considerando il genere?  

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2 ore fa, Ethan ha scritto:

A vostro avviso si tratta di una lunghezza corretta

Non esiste una lunghezza corretta: ci deve essere dentro tutto ciò che serve a raccontare la tua storia e a far innamorare dei tuoi personaggi il lettore. Niente di più, niente di meno.

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26 minuti fa, Marcello ha scritto:

Non esiste una lunghezza corretta: ci deve essere dentro tutto ciò che serve a raccontare la tua storia e a far innamorare dei tuoi personaggi il lettore. Niente di più, niente di meno.

 

Sicuramente è quello che penso anch'io, tuttavia da quello che si legge in giro i lettori sarebbero poco propensi a dare importanza ad un libro corposo scritto da uno sconosciuto.

 

Io, comunque, tirerò dritto, verrà lungo quanto dovrà essere. 

 

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1 ora fa, Ethan ha scritto:

da quello che si legge in giro i lettori sarebbero poco propensi a dare importanza ad un libro corposo scritto da uno sconosciuto

Dove l'hai letto? Non conta l'essere sconosciuti, ciò che conta è l'essere capaci di avvincere il lettore. È una sfida e la si vince, secondo me, avendo un "dono" particolare: quello di saper rendere oggettive, cioè universali, sensazioni che sono, prima di tutto,  soggettive (di chi scrive). :) Per me è questa la vera magia. 

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2 ore fa, Ethan ha scritto:

i lettori sarebbero poco propensi a dare importanza ad un libro corposo scritto da uno sconosciuto

C'è qualcosa di vero.

Fondamentalmente è un problema di costi: un libro corposo avrà un prezzo di copertina più alto. Il primo ostacolo sarà costituito dal fatto che troverai degli editori che si rifiuteranno a priori di esaminarlo: pubblicare un esordiente del tutto sconosciuto a 17-18-20 € è una politica da cui certi editori rifuggono. Amen, ce ne sono altri per cui questo non sarà un vincolo.

Il secondo ostacolo potrai trovarlo in chi deve acquistarlo: spendere 18 € per un romanzo di un perfetto sconosciuto non è cosa che tutti i lettori si sentono di fare. Amen, vendere venti copie in più del primo romanzo non cambia la vita a nessuno.

Il primo romanzo che ho scritto era di 770.000 caratteri, eppure ho trovato tre o quattro editori disposti a pubblicarlo (Mondadori non era tra quelli, ovviamente). Così il secondo ho pensato di farlo di 1.100.000 caratteri e il terzo di 900.000. Il quarto non è ancora finito ma sono a 600.000 caratteri. Non sono Wilbur Smith, s'intende, ma qualcuno che mi pubblica e che mi legge lo trovo sempre.

Quindi non pensare a quanto deve essere lungo.  

Parere mio, sia chiaro  ;).

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1 minuto fa, Ethan ha scritto:

Vi ringrazio delle risposte, ora sono ancor più determinato a non farmi influenzare da questo fattore.

(y)

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13 ore fa, Ethan ha scritto:

da quello che si legge in giro i lettori sarebbero poco propensi a dare importanza ad un libro corposo scritto da uno sconosciuto.

 

Secondo me, è così. Ciò che conta è la promozione. Fatta bene, anche un libro scritto con i piedi diventa un best-seller. Fatta male, anche un capolavoro non se lo fila nessuno. Poiché un libro corposo costa in genere di più, se già non se lo fila nessuno a basso costo, pensa se costa 20€…

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Anch'io pensavo che la lunghezza non fosse importante, soprattutto nei fantasy/distopici, ma pare non sia così. Quando ho proposto (a pagamento) il mio manoscritto a un agente, la prima cosa che mi ha detto vedendo il numero di cartelle (quasi 500) è stata: "leggerò, ma sappi che bisogna tagliare. È troppo lungo, sono quasi due libri". Questo senza neppure aver letto la sinossi. Insomma, secondo me se il manoscritto ha una lunghezza "media" si viene guardati con più simpatia. 

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500 cartelle significa un milione di caratteri o più.

 

Beh no, a così tanto non ci arriverò mai, dovrei fermarmi sulle 270/280.

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Alla fine ho chiuso il romanzo, la lunghezza sembra essere quella preventivata. Tuttavia, mi è sorto un dubbio. Bisogna considerare anche gli spazi?

 

Perché nel conteggio fatto in precedenza  mi ero basato sul numero dei caratteri senza spazi.

 

Considerando gli spazi, il mio lavoro è di 592.000 caratteri (503.000 senza spazi) , pari a 296 o  328 cartelle. 

 

Le parole, invece, sono 90.800. 

 

 

 

 

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6 ore fa, Ethan ha scritto:

Bisogna considerare anche gli spazi?

 

Sì, anche gli spazi sono caratteri.

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Io ho inviato ad alcune case editrici un romanzo da 720.000 battute. Mi rendo conto che può essere un po' lunghino, ed essere un deterrente come dice @Luciano91

 

Però per contro, da lettore, se mi trovo a dover acquistare un libro da 150 pagine...mi sembra un mezzo libro. Un riassunto. Non mi attraggono mai. 

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Il 5/8/2020 alle 01:58, Ethan ha scritto:

Bisogna considerare anche gli spazi?

Sì, come ha detto @dyskolos, bisogna considerare anche gli spazi.

Ricorda che in editoria i conteggi vengono sempre fatti spazi inclusi. Quindi se leggi dei limiti da qualche parte, per esempio “massimo una cartella editoriale” va di per sé che la cartella è da conteggiarsi a partire dal numero di battute spazi inclusi.

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10 ore fa, mutantboy ha scritto:

Però per contro, da lettore, se mi trovo a dover acquistare un libro da 150 pagine...mi sembra un mezzo libro. Un riassunto. Non mi attraggono mai. 

 

Dipende anche dal genere...

 

Nel fantascientifico, che richiede continue spiegazioni dei dettagli, 200 cartelle credo siano il minimo per un romanzo. 

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Il 6/8/2020 alle 21:27, Ethan ha scritto:

 

Dipende anche dal genere...

 

Nel fantascientifico, che richiede continue spiegazioni dei dettagli, 200 cartelle credo siano il minimo per un romanzo. 

dipende dalla penna e dalla capacità di sintesi. Qualche anno fa pensavo che solo i mattoni potessero attrarmi, poi ho letto Calvino, Roth e altri e ho cambiato idea. Lo stesso Asimov, comunque, non ha scritto mattoni enormi.

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Il 6/8/2020 alle 11:11, mutantboy ha scritto:

@Luciano91

 

Però per contro, da lettore, se mi trovo a dover acquistare un libro da 150 pagine...mi sembra un mezzo libro. Un riassunto. Non mi attraggono mai. 

 

Dipende dal genere. Un fantasy di 150 pagine secondo me non ha senso d'essere. Nel senso che non riesci neanche a descrivere l'universo narrato.

 

Un libro in prima persona come può essere un bukowski, se è di 300 o 400 pagine, può perderne.

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7 ore fa, Edmund Duke ha scritto:

 

Dipende dal genere. Un fantasy di 150 pagine secondo me non ha senso d'essere. Nel senso che non riesci neanche a descrivere l'universo narrato.

 

Un libro in prima persona come può essere un bukowski, se è di 300 o 400 pagine, può perderne.

Concordo. Anche se, a volte, l'abbondanza è voluta e serve a creare un certo effetto sul lettore (familiarità, noia, ecc). Faccio un esempio: American Psycho di BEE, scritto in prima persona, al presente, conta circa 400 pagine. In molte di queste non succede nulla. C'è Bateman che parla di come è vestito Tizio, cosa indossa Caio, dove è stato a cena la sera precedente; ci sono digressioni sui Genesis, su Phil Collins, ma davvero non accade nulla. Quelle pagine potrebbero essere tagliate? Secondo me si no, perché rendono sia la psicologia del narratore, sia il senso di vuoto che permea lo stesso. Se American Psycho fosse lungo 150 pagine e contenesse solo le scene si sangue e di sesso, sarebbe un romanzo del tutto diverso.

Ho scelto questo esempio per rendere ciò che intendevi, ossia: la lunghezza è in funzione alla storia e al significato che si vuole trasmettere. Dopo questo pistolotto, vado a durmì :)

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